Didattica della storia contemporanea
Uno dei problemi da evitare quello di non dare un obiettivo all’alunno, interrogazione non deve essere
basata solo per ottenere un voto scolastico. Creare scenari per mettere in primo piano l’alunno, si ricorderà
la parte della storia, facendoci poi delle riflessioni capirà le conseguenze della storia, capisce ciò che studia.
Bisogna portare gli alunni vicino alla storia, bisogna far comprendere che ci sono usi e costumi diversi ma
delle cose sono uguali per tutti (amore, sentimenti) e sono lo stesso per i bambini di mille anni fa. Se
andiamo a fare la storia romana puntando a qualcosa che sia vicino a loro. Dare un senso alla storia. Di ogni
cosa bisogna capire come questa si trasforma.
OTTO COMPETENZE
Comunicazione nella madre lingua: utilizzare il patrimonio lessicale della lingua italiana secondo le
esigenze comunicative nei vari contesti -> patrimonio ( qualcosa che ci appartiene o che ci dovrebbe
appartenere) ma quale è il patrimonio della nostra lingua? Molte parole vanno oltre del significato
letterale. Bisogna imparare a riflettere sul significato delle parole. Una parola si porta dietro la storia.
Comunicare ( io mi pongo il problema di che cosa lui riceve di quello che io, ma non cosa ha capito). La cosa
che noi diciamo con la miglior intenzione può suscitare sospetto.
È fondamentale per i bambini italiani e stranieri, che nel imparare una parola capiscono qualcosa di più.
Comunicazione nella lingua straniera: padroneggiare la lingua inglese e possibilmente una seconda lingua.
Prima della seconda guerra mondiale veniva definita con le relazioni internazionali ( patti fra gli stati) era la
lingua francese. Dopo la seconda guerra mondiale, considerando che serviva una lingua per la
comunicazione, facile, venne scelto l’inglese, si imparava in meno tempo e aveva pochi vocaboli. Veniva
vista come un strumento. Bisogna studiare una seconda lingua o approfondire l’inglese per studiare la
cultura.
Compete della matematica: utilizzare i linguaggi propri della matematica per organizzare e valutare
adeguatamente informazioni quantitati e qualitative, utilizzare le strategie del pensiero razionale negli
aspetti dialettici e algoritmici per affrontare situazioni problematiche ed elaborando opportune soluzioni.
Dobbiamo fornire gli strumenti matematici per la soluzione di problemi che non necessariamente sono
matematici. In molti casi la matematica è uno scoglio. Utilizzare il ragionamento matematico applicabile in
altri ambiti
Competenza digitale: utilizzare strumenti e produrre strumenti visivi e multimediali. Con riferimento alle
strategie espressive e agli strumenti tecnici della comunicazione in rete. Imparare ad utilizzare una strategia
comunicativa. Imparare ad utilizzare nuovi linguaggi. Però dovremmo imparare cosa sta dietro a quello che
ci viene comunicato. Non c’è fonte più attendibile di una fotografia, permettono di seguire la linea che
voglio anche in riferimento alla guerra dipende da ciò che facciamo vedere. Far capire ai bambini le fonti
più importanti. Oggi rispetto ad anni fa facciamo un uso più consapevole delle tecnologie, sono più
immediate e sono molte di più. Ci sono delle informazioni che ci possono servire immediatamente ma per
alcune informazioni c’è bisogno di una ricerca più approfondita. Le tecnologie sono uno strumento non un
fine e questo bisogna farglielo capire fin da subito, bisogna fargli apprezzare anche altre forme per
imparare.(testo scolastico)
Imparare a imparare: Partecipare attivamente alle attività portando il proprio contributo personale.
Reperire, organizzare, utilizzare informazioni da fonti diverse per assolvere un determinato compito;
organizzare il proprio apprendimento; acquisire abilità di studio. Cioè l’abilità di saper utilizzare tutto le
cose che abbiamo imparato in situazioni nuove e diverse, imparare a riconosce gli strumenti più adatti da
utilizzare. Dentro c’è anche l’imparare. Far capire ai bambini che l’origine dell’uomo può essere vista come
lo sviluppo dello stesso bambini e questo permette di essere ricordato meglio dall’alunno stesso.
Competenze sociali e civiche: Agire in modo autonomo e responsabile, conoscendo e osservando regole e
norme, con particolare riferimento alla Costituzione. Collaborare e partecipare comprendendo i diversi
punti di vista delle persone. Uno stato di diritto funziona solo se metto in campo il senso del dovere
(riferimento ad una frase di Giuseppe Mazzini). Un cittadino formato in maniera tale che ho una
responsabilità verso gli altri. Cosa bisogna fare? Insegnare ai bambini che può fare determinate cose ma
deve capire le proprie responsabilità. Bisogna essere rispettosi. Ma come si insegna? Una volta veniva
insegnato dalla famiglia, vedendo gli esempi, oggi c’è una diffusa mancanza di rispetto perché non lo
viviamo direttamente. Dobbiamo recuperare alcune cose che permettono ai giovani di capire cos’è il
rispetto. Come si fa a lavorare insieme? Bisogna cercare di non cadere in delle contraddizioni ad esempio
voto individuale ma lavoro di gruppo. Comprendere i diversi punti di vista vuol dire accettare il modo di
essere e il modo di fare dell’altro, bisogna fargli fare esperienza e non fermarsi alle parole.
Spirito di iniziativa e imprenditorialità: Risolvere i problemi che si incontrano nella vita e nel lavoro e
proporre soluzioni; valutare rischi e opportunità; scegliere tra opzioni diverse; prendere decisioni; agire con
flessibilità; progettare e pianificare; conoscere l’ambiente in cui si opera anche in relazione alle proprie
risorse. Perché un problema è un problema? Fino alla fine degli anni 40 la convinzione degli umani era che
la vita fosse una valle di lacrime che però ci potevano essere dei momenti in cui si poteva stare bene. Le
persone reagivano così: se tutto andava male se ne faceva una ragione perché quello era e quando
ottenevano qualcosa di buono erano contenti perché avevano ottenuto qualcosa in più. Con la ripresa della
seconda guerra mondiale è diventato il contrario condannando l’umanità, ovvero se tutto va bene è il
normale e qualunque cosa vada male diventa un problema. Il primo modo di affrontare il problema è
rendersi conto che sono cose normali che avvengono nella vita. Far soffermare quindi ai bambini sul valore
delle cose e quello che hanno non è scontato. Cercare in un elemento negativo l’aspetto positivo. Un
problema può avere più soluzioni e devo essere in grado di scegliere la soluzione migliore. Quando voglio
fare qualcosa devo soffermarmi su come ci arrivo e valutare i vari rischi o le opportunità, considerare che il
rischio è troppo alto. Io cerco di ottenere qualcosa ma se non ci riesco? Potrei anche valutare di non
provarci se non sono in grado. Abituare i bambini a renderli autonomi e che se prendono una decisione si
assumono le conseguenze.
Mi devo guadagnare il rispetto dell’altro essendo coerenti, nel modo di agire, dare un buon esempio ai
bambini. Essere flessibili : non bisogna essere flessibili o rigidi solo in riferimento ai nostri valori. Pianificare
significa lavorare con un obiettivo. Alcuni però si fermano a metà. Bisogna lottare come un tempo al
raggiungimento dei nostri obiettivi. Dovremmo cercare di darci obiettivo che riteniamo siano alla nostra
portata e alla situazione che abbiamo intorno. Nella nostra classe bisogna capire la situazione che abbiamo
davanti, il livello.
Consapevolezza ed espressione culturale: Riconoscere il valore e le potenzialità dei beni artistici e
ambientali, per una loro corretta fruizione e valorizzazione. Stabilire collegamenti tra le tradizioni culturali
locali, nazionali ed internazionali, sia in una prospettiva interculturale sia ai fini della mobilità di studio e di
lavoro. Riconoscere gli aspetti geografici, ecologici, territoriali dell’ambiente naturale ed antropico, le
connessioni con le strutture demografiche, economiche, sociali, culturali e le trasformazioni intervenute nel
corso del tempo.
Comprendere gli aspetti comunicativi, culturali e relazionali dell’espressività corporea e l’importanza che
riveste la pratica dell’attività motorio-sportiva per il benessere individuale e collettivo. Dovremmo fare
un’operazione costane su come ci si appropria di beni comuni, arrivare alla consapevolezza prima del bene
comune ( idea che il mio agire prima di tutto è un’agire per il bene comune). Fare questo lavora con i
bambini facendoli appropriare della loro classe, costruire cose che raccontano la storia della classe, che
rappresentano la classe, questa cosa si dovrà all’edificio in cui viviamo. Si devono ricercare foto, fonti del
luogo in cui si vive, si deve ripulire il giardino, si deve avere un senso di responsabilità sul territorio che ci è
stato tramandato.
Fruizione di un bene culturale: gli facciamo vedere per bene quella determinata cosa. Valorizziamo avviene
quando io gli mostro la cosa e capisce il valore attribuendola poi ad altro. A scuola dobbiamo occuparci di
insegnare a stabilire collegamenti tra culture locali, nazionali e internazionali. Prendere un rito locale e il
significato vale per qualunque ruolo e in qualsiasi tempo. Quindi fare collegamenti con feste simili a livello
nazionale e internazionale, ma anche collegando con ciò che avveniva nel passato. ( opere, poesie, feste
delle civiltà). Con la globalizzazione dobbiamo insegnare e preparare i bambini ad essere pronti a
relazionarsi con tutto il mondo, non si devono rinunciare ad una serie di argomenti ma bisogna capire quali
sono gli obiettivi finali. Il bambino utilizza i contenuti non fine a se stessi ma rivolti ad un obiettivo.
Bisogna far imparare ai bambini a guardarsi intorno e a capire. Riflettere sul nostro paese, sui problemi
delle città, su come renderla migliore. Facile richiamare la storia per capire come mai alcune civiltà si sono
sviluppate in un determinato luogo. Quindi far capire il legame tra persona e ambiente, una società si
sviluppa in relazione al luogo dove vive. Es. svilupparsi vicino ad un fiume come gli egiziani e poi metterlo
in relazione al fatto che oggi è un disastro che il fiume straripa, fargli capire che è un qualcosa di naturale
ma se si costruiscono case sul letto del fiume si creano problemi . Far capire il rapporto con l’ambiente che
può essere sfruttato in modo positivo e negativo, quindi collegarci anche il rispetto con la natura, abbiamo
un scambio con la natura ma in determinate condizioni. Infatti molti danni ci sono perché sforziamo la
natura stessa. Quindi collegarci poi l’inquinamento, sensibilizzarli sul fatto che una persona anche da sola
può fare la differenza. Rispetto alle relazioni fargli capire quando hai un rapporto di persona assume un
significato diverso a seconda dell’atteggiamento del tuo linguaggio del corpo, tono della voce, sicuramente
differente se viene scritto perchè quello è. Imparare a riconoscere le differenze nelle varie culture. Gli
strumenti elettronici non possono sostituire le relazioni umane. L’attività motoria sportiva è differenze di
praticare uno sport, per farlo serve rispettare delle regole, affrontare dei sacrifici, può portare ad un
eccessivo senso di competizione. Un’altra cosa è svolgere l’attività motoria-sportiva anche qui senza
esagerare, per esempio camminare per il gusto di farlo. Il fine è il rispetto di sé, il prendersi cura di sé.
OBIETTIVI DELLE NAZIONI UNITE
Abbiamo un obiettivo e quindi si può lavorare in una direzione. Il problema è ma per fare tutte queste cose
il compito è dei potenti? In parte ma in parte competerebbe ad ognuno di noi. Comportamenti che devono
essere alla base, quindi possiamo muovere i primi passi con i bambini. L’agire delle persone è molto spesso
dettato dall’esempio. La nostra generazione deve riuscire ad attuare queste cose prima su se stessi e poi sui
bambini. Capire per ogni obiettivo cosa è meglio fare.
Obiettivo 1: Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo: gli sprechi alimentari sono un problema. I
supermercati, ristoranti, dovrebbero donare le cose che butterebbero. Diminuire ciò che si compra
comporta se viene fatto da tutti a far diminuire l’economia dei supermercati. Bisogna quindi capire i pro e i
contro. Per esempio si può iniziare a dire di evitare di usare cose di plastica. Con il bambino, anche
attraverso giochi, fargli fare esperienza, far capire le varie cose che succedono. Farli diventare cittadini
consapevoli. Bisogna riflettere per capire cosa posso fare io, anche se piccola.
Obiettivo 2: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere
un’agricoltura sostenibile
Obiettivo 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età
Obiettivo 4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti:
l’istruzione deve dare gli strumenti per vivere al meglio possibile. Dobbiamo dare ai bambini anche
attraverso i contenuti questi strumenti per affrontare al meglio la vita. Non si limita ciò all’istruzione
primaria. Si deve cercare di fare applicare ciò che si fa in aula nella vita quotidiana, nel lavoro. Per far ciò c’è
bisogno di aggiornamento, rimanere al passo. Come comportarsi con una classe con una situazione
particolari? Il lavoro non va fatto sul singolo ma bisogna impegnarci sul tutto. Abbattere le barriere. Adeguo
le forme ale situazioni che ho. Riuscire a trovare un’attività che non penalizza nessuno ma che avvantaggi
tutti. (Es. un bambino che non parla la lingua, fare attività in cui si ripetano più volte delle parole). Per
evitare conflitti nel mondo bisogna capire prima cosa come mai si creano delle guerre o dei conflitti? Per
motivi economici, d’interesse ecc. La cultura di pace nasce dalla classe, ascoltarsi, il rispetto delle regole,
dell’altro e bisogna far passare tutto questo come non un’imposizione ma fargli capire l’utilità. Far capire
l’importanza della condivisione, che permette di superare anche la differenza culturale, l’emancipazione, la
disabilità. Un mondo interdipendente ognuno è importante per un obiettivo comune.
Sistema duale (alternanza scuola-lavoro) ha senso solo se il tirocinio è formativo realmente, ma unire la
teoria alla pratica è ottimo. Esempio di ottima istruzione è la Svizzera.
Istruzione di qualità (ci si riferisce a tutto il mondo): è data dall’insegnamento, da chi insegna e dove
insegna.
Quali sono gli obiettivi della scuola dell’infanzia? Creare un ambiente accogliente dove mi sento al sicuro,
dove percepisco dei sentimenti. Per avere dei risultati bisogna lavorare in questa direzione e creare questo
ambiente.
Obiettivo 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze: Le leggi sono
presenti ad oggi, la parità è assoluta in Italia, rispetto agli 60’. Però qua è un discorso globale. Se io sono in
relazione con un paese in cui questo non avviene, cosa possiamo fare noi? Gruppo di donne che inviano
una petizione ad altri paesi. Scrivere articoli sui giornali. Ma c’è un problema dall’800, in alcune situazioni
magari quello che a noi appare che non va bene è giusto per alti, ho l’obbligo di rispettare la cultura diversa
o di combattere ? Nessuno ha trovato una risposta. Potrebbero essere contenti della loro vita ma se non
sanno ciò che è il diverso. Spesso prediciamo una cosa ma nel nostro agire facciamo altro.
Obiettivo 6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-
sanitarie
Obiettivo 7: Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, s
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