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Appunti delle lezioni della professoressa S.Costa dal verismo fino a Pirandello basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Costa dell’università dell’università degli Studi di Roma Tre - Uniroma3, facoltà di lettere e filosofia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Istituzioni di letteratura italiana contemporanea docente Prof. S. Costa

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È un romanzo storico considerato anche anti storico perché racconta la storia ma non

ha fiducia nella storia. La storia è soltanto una prevaricazione dei potenti contro i

deboli e una prosecuzione di un ciclo biologico che non ha alcun senso.

In tutto questo c’è una struttura forte da romanzo storico, una struttura che ci può

ricordare Manzoni e Verga. Questo romanzo prende dal naturalismo l’idea del ciclo e

l’idea di studiare una serie di personaggi all’interno di una stessa razza/famiglia e di

analizzarne le leggi dell’ereditarietà e gli elementi patologici.

Il romanzo inizia nel 1855 con i funerali della vecchia di casa , Teresa Uzeda la

principessa. Al funerale segue l’apertura del testamento che mette in scena tutti i vari

personaggi che hanno in comune la rivalità tra di loro. È una famiglia che fa lotte

interne per l’eredità ma poi all’esterno si presentano tutti uniti per affermare il nome

della famiglia. Il testamento in cui i massimi eredi sono i due figli maschi , secondo la

legge dell’epoca, Giacomo e Raimondo. Il figlio di Giacomo , Consalvo, viene mandato

a studiare in un convento dove già ci sono altri due zii, Ludovico e Blasto. Questo per

far capire come la famiglia contempli tutti i poteri , dal potere politico al potere

religioso.

Lo sbarco dei Mille segna la svolta del romanzo. Lo zio Gaspare passa ai liberali e

fiancheggia i rivoluzionari e ,dopo il Plebiscito che sancirà l’annessione della Sicilia al

regno d’Italia, verrà eletto deputato nel nuovo parlamento italiano. Quindi un

rappresentante di questa famiglia aristocratica che aveva la carica di Vicerè cambia

gabbana e passa dalla parte dei Sabaudi e diventa deputato del parlamento italiano.

Scena finale di questa prima parte è data dal parto di Chiara, donna sposata , che da

lungo tempo desidera un figlio. Finalmente rimane incinta dopo varie tentativi e

partorisce. Partorisce “un pezzo di carne informe, una cosa innominabile, un uccello

spiumato. Quel mostro senza sesso aveva un occhio solo , tre specie di zampe ed era

ancora vivo”. Questo bambino è il prodotto più fresco della razza dei Vicerè, è il segno

della degenerazione di questa famiglia nobiliare. Chiara guarda soddisfatta questa

cosa che è un pezzo di grasso. Questa vicenda , intrecciandosi con quella delle elezioni

politiche, è la prefigurazione dell’aborto che sarà l’Unità d’Italia a cui si convertono i

membri stessi di questa famiglia , con dei contrasti interni.

Il Risorgimento secondo De Roberto crea mostri in quanto egli non ha fiducia nel

progresso storico. La storia non porta progresso ma è contrassegnata dalla visione

leopardiana del male universale.

La seconda parte del romanzo va dal 61 al 70. Ci sono varie vicende familiari, l’altro

fratello , Raimondo, lascerà la moglie Matilde e avrà l’annullamento del matrimonio

per sposare un’altra donna di cui era stato sempre innamorato. Matilde è la mamma di

quella Teresa Uzeda protagonista dell’Illusione.

Con l’Unità d’Italia c’è la soppressione dei conventi e l’appropriazione dei beni della

Chiesa da parte dello Stato. Don Blasco , prete, approfitterà di questa situazione per

impadronirsi con pochi soldi dei terreni già appartenenti al convento e farsi una

fortuna con le terre tolte alla Chiesa. Si converte al liberalismo e finirà per festeggiare

pubblicamente la presa di Roma. Un altro membro della famiglia che volta gabbana.

L’ultima e terza parte riguarda le nuove generazioni. Non più i figli della principessa

Teresa , ma i nipoti, Consalvo e Teresa ( in onore della vecchia nonna). Consalvo è il

principino e erede della famiglia, è il primogenito di Giacomo. Consalvo ha condotto

una vita sregolata in cui ha sperperato. Ma decide di dedicarsi alla carriera politica

( volta gabbana) e di presentarsi prima come assessore, poi come sindaco e

parlamentare presentandosi alle elezioni a suffragio allargato. Da borbonico

conservatore capisce che sarà eletto dal popolo solo se riuscirà a convincerli che

l’erede della famiglia degli Uzeda sta andando incontro alle esigenze del popolo.

Chiede al popolo il voto per farsi eleggere al parlamento, cosa che poi accadrà.

Il romanzo si chiude con il colloquio , molto significativo, fra Consalvo e una vecchia

zia Ferdinanda che è conservatrice, reazionaria e borbonica. All’idea che il nipote si sia

presentato facendo un’orazione democratica al popolo e che si sia fatto eleggere con i

voti del popolo esultante , la zia decide di rinnegare il nipote e di toglierlo dal suo asse

ereditario. Consalvo si presenta a casa della zia dopo le elezioni per farle capire il

motivo del suo comportamento. Consalvo improvvisa questa vera orazione in cui

afferma che ha dovuto fare così pur facendosi schifo per essersi piegato a questo

gregge servile. Ma non si decidono i tempi in cui si nasce, bisogna quindi sapersi

piegare al momento storico in cui si nasce. Consalvo ha saputo farlo per continuare a

portare avanti la casata degli Uzeda che sarà ricordata per uno zio diventato deputato

e poi senatore e poi per Consalvo diventato prima assessore e poi deputato.

I cambiamenti sono stati del tutto esteriori. Gli Uzeda sono stati al potere prima e

rimangono al potere tuttora. La loro non è una degenerazione ma una razza che ha

sempre avuto in se il germe della follia, questa ostinazione e capricciosità che li ha

fatti passare da un’opinione all’altra.

L’ultimo romanzo della trilogia è il romanzo che De Roberto non finirà mai. Andrà a

Roma per informarsi sulla vita parlamentare romana. Riuscirà a staccarsi dalla famiglia

ma poi con l’avvio della guerra sarà richiamato a Catania dalla madre. Inizierà un

periodo di depressione e soffrirà di una malattia intestinale di cui non si riusciva a

capire la genesi. Andò da uno psicanalista per uscire da questa forma depressiva che

gli impediva di lavorare. Non riuscirà a portare a termine il terzo romanzo della trilogia

che sarà pubblicato solo postumo.

Il titolo del terzo romanzo è L’Imperio e segue il personaggio di Consalvo ormai

diventato deputato parlamentare si trasferirà a Roma dove diventerà anche ministro.

Non sarà un esempio luminoso di fede politica e di passione ideologica. Accanto a

Consalvo l’autore mette un altro personaggio. Questo personaggio è un giovane che si

chiama Federico Ranaldi che va a Roma come giornalista e si occupa di politica. È il

contrario di Consalvo in quanto è acceso da una fede politica molto forte e crede nella

nuova Italia e nella possibilità , attraverso il lavoro giornalistico , di cambiare la società

italiana. Mentre Consalvo si preoccuperà solo della sua meschina ascesa politica ,

Federico Ranaldi invece è destinato alla disillusione. Decide infatti di ritirarsi dalla

scena e pensa al suicidio perché ha capito che non c’è nessuna possibilità di incidere

positivamente sulla realtà. Non solo è negativa la vita politica ma anche la vita stessa ,

vista da Federico come un male assoluto ( Leopardi). La vita è impossibile da

migliorare , dobbiamo avere il coraggio di dirci che l’unica meta è la tomba e l’unica

divinità che presiede alle nostre esistenze rimane il Dio del male.

L’Imperio si chiude con Federico Ranaldi , alterego dell’autore in quanto porta lo stesso

nome , che fa un’orazione riguardo un attentato anarchico. Si parla di un anarchico

che ha compiuto un attentato che non ha avuto esiti catastrofici in quanto ha

comportato alcuni feriti e la morte stessa dell’attentatore, che per essere sicuro di far

esplodere la bomba l’ha fatta esplodere con se stesso. Di fronte allo sdegno che i

genitori e gli amici dei genitori esprimono per questa azione, Federico esprime la sua

posizione. Il romanzo finisce in una disillusione totale. C’è una visione del mondo

veramente apocalittica in cui Ranaldi pensa che la vita dell’uomo sia il male assoluto.

La soluzione finale sarà una grande esplosione universale creata da un qualche

chimico pazzo che porrà fine all’esistenza di questo mondo. Lo stesso finale lo

ritroviamo nella coscienza di Zeno di Svevo.

14/10/15

Luigi Pirandello (1867) appartiene alla generazione degli anni 60, nato in Sicilia ad

Agrigento. Il padre era commerciante di zolfo e voleva che il figlio diventasse anche lui

commerciante di zolfo, infatti lo manda alle scuole tecniche ma Pirandello di nascosto

si dedicherà agli studi umanistici. Studierà a Roma e a Bonn in Germania.

Dopo la Germania si trasferisce a Roma dove comincia la sua carriera letteraria

scrivendo novelle. Avrà difficoltà a farsi pubblicare , infatti i suoi due romanzi intitolati

L’Esclusa e Il Turno verranno pubblicato solo verso l’inizio del 900 grazie al suo amico

Luigi Capuana.

Agli inizi del 900 Pirandello è ancora un nome ignoto e secondario. Il primo successo

sarà il Fu Mattia Pascal che esce nel 1904 in una situazione familiare disagiata.

Pirandello aveva tre figli e una moglie pazza affetta da una gravissima forma di

paranoia. La moglie , Antonietta Portulano , era una siciliana e figlia del socio in affari

del padre di Pirandello, infatti il loro è stato un matrimonio combinato. La moglie ha

delle turbe psicologiche dovute ai parti ravvicinati dei suoi figli e alla solfara in cui era

stata investita tutta la dote di Antonietta. Questa solfara si allaga e il patrimonio va in

fumo. Pirandello con tre figli , una moglie paralizzata ( dopo lo shock rimarrà

paralizzata per 6 mesi a letto) e uno stipendio da insegnante si mette a tavolino a

scrivere il Fu Mattia Pascal.

Nel frattempo nasce il Pirandello drammaturgo. Con l’avvicinarsi della guerra comincia

a tirare fuori , per sollecitare i suoi amici siciliani, delle pièces in dialetto siciliano. Con

la guerra comincia la fortuna del teatro pirandelliano. Raggiungerà la fama

internazionale con Sei Personaggi in Cerca d’Autore ( 1921).

Pirandello , staccatosi dalla famiglia considerata claustrofobica, decide di cambiare

vita. La moglie inoltre verrà ricoverata in una casa di cura. Il figlio maggiore Stefano ,

che si chiama come il nonno, è stato più vicino al padre aiutandolo nella sua carriera

letteraria , diventando scrittore drammaturgo. Stefano durante la guerra si arruola

come volontario, parte per il fronte e sarà fatto subito prigioniero. Segue una lunga

corrispondenza tra Pirandello e il figlio prediletto.

La moglie peggiora ulteriormente e arriva ad accusare la figlia di rapporti incestuosi

con il padre. Inoltre la figlia cercherà di suicidarsi con una pistola arrugginita. Quando

Stefano ritornerà dalla guerra , la madre sarà messa in una casa di cura.

Il Pirandello del successo internazionale è un Pirandello ormai cambiato. Il teatro

pirandelliano è caratterizzato da due trilogie : 1) il Teatro nel Teatro ( il teatro mette in

scena in teatro) aperta dall’opera Sei Personaggi in Carca d’Autore che inizia con le

prove di una commedia di Pirandello. Mentre si prova questa commedia e il

capocomico dice “ guarda un po’ questo Pirandello in cui non si capisce nulla” ,

entrano nel teatro i sei personaggi che sono stati rifiutati dal loro autore e hanno la

loro storia da mettere in scena. Chiedono infatti di mettere in scena questa pièce che

si giocherà sul rapporto tra i sei personaggi da una parte e gli attori dall’altra che

dovrebbero imparare la pièce e interpretarla. Il teatro nel teatro è una trilogia che va

dal 21 al 30. Le tre opere della trilogia sono: Sei Personaggi in Carca d’Autore (1921) ,

Ciascuno a Suo Modo (1924) e Questa Sera si Recita a Soggetto (1929).

Pirandello unirà il palcoscenico alla platea con due scale ai lati e non ci sarà più il

sipario. Tutto il teatro partecipa all’evento teatrale e non c’è più differenza tra il

palcoscenico e la platea. Su questa strada Pirandello proseguirà anche come registra

improprio. Si unisce all’attrice Marta Abba nata come attrice e lanciata proprio da

Pirandello. È stato un rapporto di grande amore ma da parte di lei c’è stato solo un

rapporto di devozione nei confronti del maestro. Con Marta Abba vuole creare un suo

teatro, un teatro stabile a Roma e Milano. Crea inizialmente un piccolo teatro a Roma

con una compagnia di amici che si autotassano per creare un teatro d’arte in cui

Pirandello diventa il capocomico. Ma la sua compagnia non riuscirà ad andare avanti e

diventerà compagnia di giro , mangiandosi i soldi di Pirandello che sarà costretto a

vendere la casa di famiglia per ripianare i debiti di questa impresa teatrale

fallimentare. Pirandello allora andrà a cercare fortuna prima in Germania e poi in

Francia e porterà Marta Abba negli Stati Uniti.

L’altra trilogia importante , vicina al teatro dannunziano , è quella dei Miti. Le tre pièce

sono :

- Lazzaro : è il mito della religione e della fede.

- La Nuova Colonia : è il mito sociale e della maternità. È l’idea di un’isola di una

comunità felice che poi degenera e viene distrutta dalle acque. L’unica che si

salva e una madre con il suo bambino. Il mito sociale delude e la maternità si

afferma.

- I Giganti della Montagna : è il mito dell’arte. Le cose che ci possono salvare

nella vita. L’arte può sopravvivere solo in un luogo elitario che può essere la

villa del mago Cotrone in cui si rifugia una compagnia di attori che sta portando

in giro per il mondo una pièce di Pirandello intitolata Favola del figlio cambiato.

Ormai ridotti allo stremo , perché l’arte non da il pane ,vengono accolti nella

villa di questo mago in cui la pièce verrà rappresentata con piena soddisfazione.

L’attrice che guida la compagnia vuole a tutti i costi portare la Favola del figlio

cambiato al popolo perché l’arte deve arrivare a tutti. Nonostante Cotrone

cerchi di opporsi ci sarà questa rappresentazione al popolo. Gli spettatori , che

alla fine si infuriano per non aver capito , invadono il palcoscenico e fanno a

pezzi il corpo dell’attrice.

Pirandello nasce in una famiglia patriottica. Il padre era stato un Garibalidino e aveva

conosciuto un suo compagno di battaglie che , tornato in Sicilia, gli fa conoscere sua

sorella che Stefano sposa. C’è una tradizione patriottica della famiglia Pirandello ,

infatti anche il nonno materno era stato un patriota che era morto in esilio a Malta per

aver cospirato contro il governo Borbonico. Questa tradizione influisce su Pirandello

che avrà una visione piuttosto pessimistica del panorama post unitario.

Il romanzo storico I Vecchi e i Giovani è la dimostrazione di questo pessimismo. Già dal

titolo possiamo scorgere il raffronto tra due generazioni: i Vecchi sono coloro che

hanno fatto il Risorgimento e i Giovani che il Risorgimento se lo sono trovato in tasca.

Pirandello ambienta il romanzo tra la Sicilia e Roma che sono i due poli geografici dello

scrittore. Il romanzo è ambientato in due periodi ben precisi : i Fasci Siciliani in Sicilia e

Roma con lo scandalo della Banca romana. Questi due episodi storico sono la

materializzazione del fallimento degli ideali risorgimentali.

Questo è un romanzo corale che coinvolge più nuclei familiari che si contaminano tra

di loro e più dislocazione geografiche. Pirandello vuole mettere sotto la luce sia la

vecchia aristocrazia sia la nuova borghesia emergente. Da una parte abbiamo la

famiglia aristocratica dei Laurentano composta da tre fratelli : 1) Don Ippolito è quello

reazionario borbonico. A Unità d’Italia conclusa lui vorrebbe tanto che tornassero i

Borboni. In questa sua nostalgia si è rinchiuso in uno dei suoi feudi e ha messo tutti i

suoi servitori vestiti con le divise borboniche. 2) Donna Caterina invece ha sposato un

Garibaldino che , morto nella battaglia di Milazzo, le ha lasciato un figlio Roberto che

dodicenne è stato accanto al padre nella battaglia in cui è morto. 3) Don Cosmo che si

è rintanato in un suo feudo per tirarsi fuori dal flusso della storia a cui non crede.

L’unica cosa a cui crede è la castità dell’universo, la piccolezza delle vicende umane ,

la nullità del nostro destino e l’insignificanza degli eventi in cui ci facciamo

coinvolgere. Non vive ma vede vivere gli altri. Don Cosmo è quindi il personaggio

filosofo di Pirandello. Guarda vivere e non vive, dando un giudizio pessimistico e

oggettivo dall’alto del suo distacco.

A questa famiglia si aggiunge il servitore di Don Cosmo che si chiama Mauro Mortara,

patriottico che crede negli ideali risorgimentali. Il servo ha una parte emblematica nel

romanzo.

L’altro nucleo familiare è dato da una famiglia borghese di Flaminio Salvo che è un

imprenditore emergente che ha una situazione familiare disastrosa e infelice. La

moglie è pazza , la figlia Vianella è psicologicamente fragile, la figlia Arietta tenterà il

suicidio e l’unico figlio maschio morirà. Flaminio Salvo proteggerà un giovane che

quando era ragazzo gli ha salvato la vita, in quanto Flaminio stava per affogare.

Mancandogli un figlio maschio adotterà questo giovane Aurelio , lo farà studiare e lo

farà diventare direttore delle sue zolfare.

I vecchi

Quindi abbiamo dei vecchi che sono Don Ippolito , Don Cosmo e Donna Caterina e

Flaminio insieme alla sorella Adelaide che si imparentano con la famiglia aristocratica.

Flaminio Salvo da in matrimonio sua sorella a Don Ippolito ( connubio fra borghesia

degli affari e vecchia aristocrazia). Infatti il romanzo esordisce sull’annuncio di questo

matrimonio ( come i Promessi Sposi) tra Adelaide e Don Ippolito che sono due vecchi.

Il romanzo si apre in una giornata di pioggia in cui tutto si impiastriccia di fango.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture straniere
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ariannaemi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costa Simona.

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