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Appunti della lezione del docente Bellomo Saverio riguardo al XXXIII canto dell'Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri per esame di Introduzione a Dante

Appunti della lezione del docente Bellomo Saverio riguardo al XXXIII canto dell'inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri per esame di Introduzione a Dante dell'università Ca' Foscari di Venezia - unive, facoltà di lettere e filosofia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Introduzione a Dante docente Prof. S. Bellomo

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attraverso una vicenda: il tema che si prefigge Dante è quello di mostrare la malvagità.

CANTO 33

Canto 32 fine = 2 personaggi della tebaide di Stazio, Tibeo ha fatto una battaglia con Melanippo lo

ha ucciso e lui sta morendo ma chiede ai suoi compagni che gli portino la testa di Menalippo per

addentarla, scena macabra, Dante si rifà a un testo classico = stile alto, poi vi è l'ultimo verso in stile

comico “che mi si possa seccare la lingua”. Nel canto successivo lo stile cambia e diventa

altissimo, a tragico-alto, il racconto si isola e infatti Dante lo fa cominciare a inizio Canto 33.

UGOLINO: personaggio influente di Pisa, Dante conosceva la figlia di Ugolino che era moglie del

conte Guido da Battifoglie presso cui Dante fu ospite per un po' di tempo durante il suo esilio.

Ugolino era conte di Pisa. Dopo la battaglia della Meloria in cui Pisa viene sconfitta da una

coalizione di città e allora nominarono Ugolino signore assieme a Nino Visconti, suo nipote.

Ugolino a un certo punto trovandosi in difficoltà perchè circondato da nemici cedette dei castelli a

ai Lucchesi e questo fu visto male dai Pisani che lo considerarono un traditore. L'arcivescovo

Ruggeri che prima armeggiò in accordo con Ugolino per estromettere dal potere Nino Visconti, poi

si alleò con le famiglie potenti di Pisa per destituire Ugolino e così fu.

Venne incarcerato assieme a 2 figli e 2 nipoti. In una torre viene incarcerato che poi prese il nome di

torre della fame.

E viene chiesto alla famiglia un riscatto. Solo che il riscatto fu grande e la famiglia non poteva

pagare e allora si decise di non portare più cibo e allora queste 5 persone dovevano crepare di fame.

Morirono di fame quando venne come capitano di Pisa Guido da Montefeltro.

Di questa vicenda Dante ci racconta quali sono stati gli ultimi giorni di vita di Ugolino.

La malvagità umana è quella dell'arcivescovo Ruggeri non quello che fa Ugolino, lui non parla per

giustificarsi ma parla solo della colpa di Ruggero neanche della sua.

C'è un sentimento di possesso nei confronti dei figli.

Si morde le mani per la rabbia tanto che i ragazzi pensano che lo facesse per il desiderio di

mangiare e allora i ragazzi gli dicono che può mangiarsi loro perchè tu ci hai dato le carni e allora

puoi mangiarci.

Un commentatore 400esco che dice che i figli somigliavano al padre o che guardando loro che

erano magri poteva immaginare come era magro lui stesso, delle due ipotesi è più probabile la

prima (per questo si morde le mani).

Si rende conto di quanto sono suoi figli, è un richiamo alla sua paternità alle cui responsabilità non

riesce a tener fronte.

Vede morire i figli uno alla volta nella notte tra il 5 giorno e il 6.

Al settimo giorno il digiuno fu più forte del dolore e Ugolino morì.

Dove suona il si = il modo di affermare nei dialetti dei volgari italiani, secondo dante c'è un

linguaggio triforme che si suddivide per il modo di affermare sic, oc, oil.

Il paese dove suona il si è l'Italia.

Pisa = novella tebe = nuova Tebe = la Tebe di Tibeo e Menalippo. Quali sono i punti di riferimento

di Dante per la costruzione di questa situazione? = LA TEBAIDE e il testo in cui un genitore perde

uno a uno tutti i figli, è un testo delle METAMORFOSI DI OVIDIO, dove una madre Niobe che

si vanta con la dea Atona che era sterile e lei ne aveva avuti 7 figli e la dea uccide tutti i suoi figli e

Miope dal dolore diventa pietra (nella metamorfosi si pietrifica). Anche Ugolino quasi diventa

pietra = versione maschile del dramma di Niobe. E in quanto è un padre e viene messo in risalto il

possesso della prole.

Vi sono elementi quindi di orrore e esempi legati alla paternità di ciò che ci commuove che in

retorica viene detto patos, horror e patos, due elementi che servono per convincere: la retorica è

l'arte di convincere e per convincere o con la logica oppure con il “movere”, cioè smuovere i

sentimenti. Questo secondo modo di parlare ai sentimenti lo fa attraverso l'horror e il patos cioè

quello che crea una simpatia. Dante vuole convincere il lettore di quanto malvagio sia stato

l'arcivescovo Ruggieri.

“poscia più che il dolor potè il digiuno”: le sue ultime parole: prima ipotesi = di fronte alla fame lui

ha ceduto e si è mangiato i figli, ipotesi attendibile?

Il digiuno è stato più forte del dolore, la fame era più potente del dolore: se alludesse al mangiare i

figli, il digiuno avrebbe il sopravvento sull'amore per i figli e allora te li mangi ma non sul dolore.

In realtà dice sono morto di fame e non di dolore.

La sua morte poi arriva esattamente al 7 giorno: sul “Sognium Scipionis” il commento di Macrovio,

dice che un uomo può vivere senza mangiare fine al settimo giorno.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze del testo letterario e della comunicazione
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nora96_96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione a Dante e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Bellomo Saverio.

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