Canto XVIII
Legenda
- Un pozzo: quello di Cocito presidiato dai Giganti.
- Scogli: ponti di roccia.
- In questo luogo: cioè ai piedi della roccia.
- L'anno del Giubileo: Bonifacio VIII il 22 febbraio del 1300 indisse il primo giubileo, consistente in un'indulgenza plenaria per coloro che visitassero determinate chiese romane e in particolare San Pietro e San Paolo.
- Il castello: Castel Sant'Angelo.
- Il monte: Monte Giordano.
- 50: Venedico Caccianemico, capo di parte Geremea bolognese.
- Ghisolabella: sorella di Venedico.
- Aspetto reale: Giasone era figlio di re.
- Isifile: figlia del re Toante.
- Da tal parte: "in questo modo", cioè seducendo.
- 108: cioè offendeva la vista e l'olfatto.
- 121: Cioè in vita, prima di essere dannato all'immersione dello sterco.
Commento
L'ottavo cerchio: Malebolge. Prima bolgia: ruffiani e seduttori (Venedico Caccianemico e Giasone) sono fustigati dai demoni. Seconda Bolgia: i lusingatori (Alessio Interminelli e Taide) sono immersi nello sterco.
L'ottavo cerchio, detto Malebolge, punisce la frode contro chi non si fida, la quale rompe solo il vincolo d'amore naturale che lega l'uomo ai propri simili. Al suo interno si distinguono 10 avvallamenti concentrici (detti bolge), ciascuno dei quali contenente una specie di fraudolenti.
La prima bolgia contiene ruffiani e seduttori, che frustati dai demoni, sono costretti a girare. Accomunati dal medesimo oggetto delle loro frodi, ovvero la donna, si differenziano perché i primi agirono in funzione di altri e i secondi per contro proprio.
Tra i ruffiani viene riconosciuto Venedico Caccianemico: uomo violento, nacque da una famiglia bolognese di parte Geremea, cioè guelfa. L'accusa per cui è collocato tra i ruffiani è quella di avere prostituito la sorella Ghisolabella al marchese Opizzo II d'Este.
Nella seconda schiera compare Giasone che fu l'eroe al comando dell'impresa degli Argonauti, volta alla conquista della pelle d'oro di un ariete, che era conservata da Eete, re della Colchide, nella regione caucasica. Fermatosi nell'isola di Lemno, fu accolto da Ipsipile, la figlia del re Toante. La giovane si innamorò dell'eroe, il quale per continuare la sua impresa, la abbandonò gravida di 2 gemelli, giurando che sarebbe ritornato e che non avrebbe avuto altra donna al di fuori di lei.
In Colchide Giasone sedusse Medea e, ritornato in patria, decise di sposare Creusa, abbandonando così Medea, che per vendetta uccise i figli e la rivale.
La seconda bolgia ospita i seduttori, colpevoli di avere simulato con la parola.
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