Canto XVII
Legenda
- Giro: il cerchio ottavo;
- Rombo: termine tecnico che designa il ronzio delle api;
- Torma: designazione dei gruppi dei sodomiti;
- Fenno una rota: “fecero una ruota”, un grottesco girotondo;
- 26-27: erano in continuo movimento sia il collo che i piedi;
- 28-33: se la nostra condizione di dannati e il nostro corpo ustionato rende disprezzabili noi e la nostra richiesta, sia la nostra fama a convincerti a dirci chi sei per avere il privilegio di percorrere da vivo l'inferno;
- Tinto: per le bruciature;
- 32-33: cammini incolume calcando il terreno, diversamente dai dannati che si bruciano i piedi;
- 54: un dolore tale che se ne andrà solo dopo molto tempo;
- 61-63: risponde alla domanda di Iacopo (32-33);
- 62: promessi da Virgilio, guida veritiera;
- Per poco: “da poco tempo” è all'inferno;
- Va là coi compagni: appartiene al medesimo gruppo dei fiorentini;
- 78: si guardarono con cenno di assenso;
- Un amen: cioè una parola brevissima;
- 94-102: si tratta del fiume Acquacheta;
- Così: cioè fragorosa come la cascata dell'Acquacheta, ma di diversa limpidezza;
- Tinta: “colorata di rosso”;
- 113: per evitare che potesse impigliarsi nelle protuberanze della roccia;
- 118-120: Dante rimprovera sé stesso di non aver tenuto conto della capacità di Virgilio, e degli uomini saggi come lui, di leggere nel pensiero;
- 136: indica il movimento del nuoto a rana con qualche imprecisione.
Commento
Cerchio settimo, terzo girone: ancora tra i violenti contro la natura. Incontro con un'altra schiera, da cui si distaccano tre fiorentini: Iacopo Rusticucci, Guido Guerra, e Tegghiaio Aldobrandi. Appartiene alla stessa categoria di peccatori Guglielmo Borsiere. La cascata del rivo bollente.
Virgilio getta la corda che cinge Dante nel precipizio da cui sale Gerione. I rappresentati di questa nuova schiera sono tutti laici e tre di loro appartenenti alla classe dirigente e il quarto, Guglielmo Borsiere, a stretto contatto con essa.
I tre fiorentini che si rivolgono a Dante appartengono alla generazione precedente a quella dell'Alighieri e sono rappresentanti del ceto dirigente nobile di parte guelfa che partecipò al governo del “primo popolo” cioè quello dei popolari insediato alla metà del 200 e spazzato via, con la parte guelfa, nel 1260 dalla parte ghibellina nella battaglia di Montaperti.
Lasciati i tre fiorentini, i poeti raggiungono il ciglio del cerchio che si affaccia su di un burrone al confine tra la violenza e la frode, ove si svolge il getto del
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