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CANTO VII

Legenda:

Pape Satàn: pape = signore, Pluto invoca Satana in aiuto di fronte alla presenza di un vivo. Il

• linguaggio è inventato;

Pluto: demone custode del cerchio

• lupo: così detto in ragione del suo collegamento con l'avarizia, identificata infatti da una

• lupa;

ne l'alto: in paradiso

• Michele...strupo: L'arcangelo Michele diede la giusta posizione alla violenza indotta dalla

• superbia, strupo: metatesi di stupro a indicare una violenza contro una purezza immacolata;

17: perifrasi dell'inferno;

• sovra carridi: il vortice dello stretto di Messina, che secondo la mitologia, era dovuto a un

• mostro che dalle profondità marine assorbiva e vomitava le acque;

chercuti: avari;

• a sinistra: cioè dal lato peggiore, probabilmente perchè l'avarizia è più esecrabile della

• prodigalità;

40-41: dalla vista distorta;

• 70-71: Virgilio si riferisce all'umanità in genere che biasima la Fortuna ingiustamente;

• 75: ogni parte dell'Empireo, cielo spirituale, riflette la luce divina (e con essa le virtù) in

• ogni parte dei cieli materiali;

color... lode: allude probabilmente agli sfortunati, che dalle avversità hanno tratto

• insegnamento, ma potrebbe anche riferirsi all'incontentabilità dell'uomo;

98-99: è appena trascorsa la mezzanotte;

• Stige: mitologica palude infernale;

• piagge: le rive del cerchio;

• accidioso fummo: metafora per indicare l'accidia;

• inno: sarcastico, in quanto rivolto a Dio

• si fanno gorgogliare: perchè parlano sott'acqua e il suono esce confuso

Commento

Quarto cerchio: Pluto sovrintende ad avari e prodighi, i quali spingono con il petto dei pesi e si

rinfacciano vicendevolmente il rispettivo peccato. Virgilio spiega la funzione provvidenziale della

Fortuna. Discesa al quinto cerchio, costituito dallo Stige, che forma una palude dove sono puniti gli

iracondi.

Avarizia e prodigalità sono, secondo Aristotele, vizi opposti rispetto al giusto mezzo costituito dalla

liberalità. La pena cui avari e prodighi sono condannati ricorda quella narrata da Ovidio nelle

metamorfosi di Sisifo costretto a portare sopra un declivio un masso che rotola continuamente a

valle: Sisifo è interpretato da Pietro Alighieri come l'avaro che si affatica per accumulare ricchezze.

I dannati in una grottesca danza in cerchio (che ricorda la ruota della Fortuna cui le ricchezze del

mondo sono affidate) spostano dei pesi, che si immaginano massi e li spostano con il petto, da una

parte per rappresentare la vicinanza al loro cuore d

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Appunti della lezione del docente Bellomo Saverio riguardo al VII canto dell'inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri per esame di Introduzione a Dante Pag. 1
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/13 Filologia della letteratura italiana

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