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EMPATIA, ATTRAZIONE, CONTEMPLAZIONE. FORME

1 DELL’EMOZIONE NEL CINEMA CONTEMPORANEO.

2

3 Lezione I 21-09-2015

4 Premessa

5 Il corso prevede la divisione in 3 tappe: la prima parte del corso sarà focalizzata sull’empatia quindi

6 la passione che spinge lo spettatore a vedere un certo tipo di film e a entrare in empatia con quel

7 certo tipo di film. Si rifletterà perciò su quali sono le basi che fanno sì che ciò possa accadere.

8 L’empatia è quel processo che permette che alla visione di un film lo spettatore entra in relazione

9 positiva o negativa nei confronti del personaggio e questa reazioni in positivo e in negativo contagia

10 la nostra reazione nei confronti del film e fa sì che noi possiamo sentire un moto di empatia o di

11 mancanza nei confronti di questo film. L’elemento fondamentale dell’empatia cinematografica nel

12 cinema mainstream (cinema commerciale) che punto a un coinvolgimento emotivo delle masse, il

13 livello fondamentale dell’empatia è quello della narrazione ed è la storia, che il film ci racconta,

14 l’elemento principale; attraverso il quale entriamo in empatia o ostacolata. Ci sono dei film che

15 lavorano palesemente sull’empatia che proviamo nei confronti di personaggi buoni e positivi mentre

16 atri mettono una barriera fra il film stesso e lo spettatore (es: Funny Games o Salò).

17 La seconda tappa del corso è il concetto di attrazione. La stessa parola richiama il cinema delle

18 attrazioni e quindi il cinema delle origini. In questo cinema ciò che produce il coinvolgimento dello

19 spettatore non è la storia, ma l’impatto sensoriale delle immagini che possono produrre sullo

20 spettatore, quindi l’attrazione è sempre o quasi veicolata dall’elemento tecnologico (qui ci sarà

21 modo di riflettere sul ritorno dell’attrazione nel cinema contemporaneo e dell’introduzione del

22 digitale).

23 Il terzo gradino del corso concerne la contemplazione. Il cinema contemplativo presenta entrambe

24 le componenti del cinema narrativo e attrattivo, ma le combina in maniera completamente diversa. I

25 film contemplativi solitamente raccontano una storia è quindi presente una narrazione, personaggi e

26 emozioni, ma la narrazione non è il fine ultimo del film. Il film non ambisce a farci provare empatia

27 nei confronti di un personaggio, la narrazione è una delle componenti che è accompagnata da altri

28 componenti del film che rimane nello sfondo. In questo cinema l’attrazione è presente, ma in quanto

29 coinvolgimento dei sensi e invito verso lo spettatore a attivare delle percezioni visive/uditive e

30 anche tattili e più raramente di gusto e di olfatto. Queste attrazioni non hanno lo scopo di essere

31 come delle montagne russe sensoriali per lo spettatore, ma sono qualcosa che scorre sotto traccia e

32 che cresce nel corso del film. Si dà così il via a un cinema contemplativo che non va diritto verso un

33 obiettivo e nemmeno verso un aspetto di sovraccarico sensoriale, ma è un cinema che lavora in

34 levare e della sottrazione e dove i vuoti narrativi hanno la stessa importanza dei pieni narrativi;

35 dando il via a moneti di stasi narrativi contrapposti a momenti di movimento narrativo. Un cinema

36 pertanto che nasce da questa alternanza. Questo tipo di cinema è opposto a quello mainstream,

37 siamo all’interno del cinema di autore/poetico; che di solito è considerato dallo spettatore

38 “normale” come lento e noioso.

39

40 Blade runner:

41 Premettiamo che il film prevede 3 versioni:

42 1982 caratterizzata dalla voce fuori campo del protagonista di Harrison Ford

43 - 1992 versione della director cut che seguiva il volere del regista dove si toglieva la voce e

44 - ripristinato il finale che Ridely Scott voleva già nell’82, ma censurata dal produttore.

45 L’edizione che vediamo è quella 2007 detta final cut frutto di un restauro digitale degli anni

46 - 2000.

47 L’inizio di un film serve a avviare una negoziazione fra il personaggio e lo spettatore per avviare

1 così a una relazione empatica.

2

3 Prima sequenza: siamo a Los Angeles nel 2019 in un mondo fantascientifico o scenario post-reale.

4 Abbiamo la ditta Teereal corporation che hanno messo appunto dei Replicanti (copie di essere

5 umani) con il nome di Nexus 6 che sono uguali agli umani. I replicanti vengono utilizzati per essere

6 mandati in delle colonie extra-mondo come schiavi, la scritta iniziale ci informa che vi è stata una

7 ribellione e questo gruppo di replicanti è tornato sulla terra e stanno cercando di entrare in contatto

8 con il loro creatore. I cacciatori di Replicanti sono detti Blade Runner ed è questo il punto di inizio

9 e le prime informazioni che il film ci fornisce.

10 Fin dalla prima inquadratura del film lo spettatore è inserito in uno skyline di una città del futuro

11 (negli anni ’80 era più futuro rispetto a noi spettatori del 2000), siamo perciò in un contesto

12 prossimo a quello definito attrazionale. Abbiamo anche una dimensione sonora notevole pensiamo

13 sempre che il film va visto nell’immersività della sala che grazie al dolby lo spettatore è

14 ulteriormente coinvolto nel film. Il film ci fornisce quindi un’indicazione sui sensi sul genere.

15 La scritta ci dice che siamo in un futuro abbiamo poi la componente intertestuale e citazionista

16 della città. Molti film hanno, infatti, lavorato sull’idea della città del futuro e sull’idea della

17 schiavizzazione degli essere umani o come in questo caso di replicanti; il film citato è Metropolis di

18 Fritz Lang. Così come poi anche l’edificio delle Teereal rievoca quegli di Metropolis.

19 L’inquadratura dell’occhio, inoltre, è una chiara citazione di 2001 Odissea dello spazio.

20 Altre due componenti che garantiscono a un’immersività carica da un punto di vista sensoriale sono

21 gli effetti pirotecnici/esplosioni cioè quelle lingue di fuoco che attraverso la città; del resto la

22 pirotecnia è un effetto speciale che fin dalle origini del cinema lavorano su un coinvolgimento dei

23 sensi e lo fa sia in virtù dei colori, ma anche a livello sonoro. Il terzo elemento sa sottolineare è

24 quello della musica elettronica di Vanghelis che si accompagna in queste immagini del futuro

25 prossimo, ma non troppo lontano e la musica contribuisce a farci entrare in questa bolla immersiva.

26 Notiamo che appare come un mondo in cui sembra che la tecnologia abbia sostituito la natura (non

27 c’è un elemento naturale) e questa luce che vediamo pare trasformarsi in fumo cioè in un qualcosa

28 di artificiale.

29 Quando lavoriamo sui film concernenti l’emozione possiamo lavorare su due livelli:

30 Il primo livello è l’emozione rappresentata e messa in scena possiamo cogliere quale tipo di

31 emozioni il film rappresenta, se sono rappresentate delle emozioni e come il prodursi di queste

32 emozioni entra in relazione con la storia raccontata con il film. Il secondo livello è spettatoriale

33 legato alle emozioni di un personaggio entrano in rapporto con l’impatto relazionale sullo spettatore

34 spettatore.

35 Ci può essere una reazione di empatia nel caso in cui le emozioni rappresentate hanno lo stesso

36 segno oppure le emozioni possono produrre un arretramento dello spettatore rispetto al film. Le

37 emozioni sono un tema del film perché vediamo Leon (il primo dei replicante) che è sottoposto a un

38 test. Il test prevede delle domande pensate per avere una reazione emozionale del soggetto che

39 subisce il test e quindi vengono evocate reazioni disturbanti come la testuggine rovesciata sotto il

40 sole (situazione di forte impotenza) dove viene misurata la possibile empatia che il replicante può o

41 non può provare nei confronti di questa situazione. Il tema dell’emozione assurge a tema principale

42 del film. Il test serve a individuare un replicante e vedere se ha delle risposte emotive, infatti i

43 replicanti sono uguali agli esseri umani, ma incapaci di provare emozioni. Se un replicante non avrà

44 reazioni emotive davanti a situazioni tali l’esito del test sarà positivo e quindi il replicante verrà

45 individuato.

46 Già il fatto che un essere umano (qualcuno in grado di provare delle emozioni) debba sottoporre un

47 essere che non è in grado di provare delle emozioni rispetto a un test è qualcosa di contradditorio,

48 un esser umano dovrebbe, infatti, essere in grado di capire l’empatia di un altro soggetto che è in

49 grado di capirla. Il film ci mette subito di fronte a una ambiguità che percorrerà tutto il film. La

50 pellicola pone parecchie domande sulle emozioni e sull’empatia mettendoci di fronte a delle

51 situazioni in cui il confine fra umano e replicante è molto sottile. Vedendo nella sequenza il

1 replicante sottoposto al test e un personaggio che il contrario di qualcuno che non riesca a provare

2 emozioni visto che durante il test appare nervoso e agitato (ha anche un tic a un occhio).

3 Un replicante che non è in grado di provare emozioni non dovrebbe provare queste reazioni di

4 fronte a una persona, il film comincia perciò a lavorare su una ambivalenza fra un piano narrativo

5 esplicito, sulla base del quale il replicante non può provocare emozioni e un piano profondo che

6 sembra contraddire costantemente il primo assunto. Sembra mostrarci dei replicanti che paiono più

7 umani degli esseri umani.

8 Gli elementi che ci fanno capire che è un replicante è il fatto che è costruito artificialmente e quindi

9 non ha una madre e non ha l’esperienza della testuggine è infatti questo il motivo per cui uccide

10 l’uomo cioè lui sa che è un replicante e quindi capisce che l’uomo sta capendo che lui è un

11 replicante.

12 Per quanto riguarda la relazione fra il film e noi: il personaggio del replicante non è un personaggio

13 che produce un grande coinvolgimento emotivo in noi spettatori.

14 Gli elementi che non permettono di entrare totalmente in empatia con lui in quanto spettatori è il

15 fatto che ci mancano è il contesto narrativo che il film costruisce (il film di fatto è all’inizio) anche

16 la sequenza finisce in modo molto netto perciò non possiamo totalmente entrare in empatia con

17 questo soggetto. Ovviamente è un personaggio che si trova a disagio (con un sensore che capta ogni

18 singolo movimento della pupilla), dall’altra parte è un attante con un fisionomia piuttosto

19 sgradevole e non rassicurante così come il suo modo di parlare (risposte brusche) e di porsi non ci

20 consente di far entrare in empatia con lui.

21 Questa scena ci mette di fronte al primo tipo di replicante cioè quel replicante consapevole di

22 esserlo e consapevole di essere fuori legge e quindi deve agire in quanto tale. Il replicante sa che

23 l’esito del test può produrre la sua morte o meglio pensionamento (non si può far morire un

24 replicante). È un personaggio che sa di essere un replicante e sa di rischiare la propria vita e agisce

25 di conseguenza. È il primo replicante che se guardiamo a fondo il film ci fa sorgere subito una

26 domanda, può un androide provare il desiderio di restare in vita? Oppure è un emozione troppo

27 complessa per pensare che un replicante possa provarla?

28

29 Seconda sequenza: nel frattempo Harrison Ford viene chiamato per sostituire il personaggio ucciso.

30 Nella sequenza che vediamo si fissa lo scopo del protagonista e di farci tifare per il protagonista e

31 per farci sperare nella realizzazione di quell’obiettivo (uccidere i 6 replicanti).

32 L’affermazione del poliziotto è fondamentale, veniamo informati che i replicanti siano uguali in

33 tutto e per tutto agli esseri umani, ma progettati per non avere emozioni, il fatto di essere uguali

34 all’umano però fa sì che attraverso l’esperienza di vita possono con il tempo diventare capaci di

35 provare emozioni, ecco perché è stata posta un data di scadenza questa è stata posta perché il

36 provare delle emozioni è pericoloso per la stabilità sociale e per il loro ruolo che devono assolvere.

37 Se noi analizziamo il film sotto l’empatia lo vediamo come elemento narrativo all’interno del film

38 (riguarda i personaggi e le loro relazioni), ma possiamo vedere l’empatia anche in relazione alla

39 forma e allo stile del film, ci sono quindi componenti formali e stilistiche che lavarono nella

40 direzione di rinforzare il discorso che il film sta costruendo sia a livello di emozioni dei personaggi

41 sia nel rapporto empatico o a-empatico con il proprio spettatore. Qui possiamo lavorare sul colore,

42 su questa luce bianca e violenta che crea profili netti sul profilo dei personaggi associato alla

43 descrizione dei 6 androidi che devono essere uccisi, dove il blu è collegato a coloro che non sanno

44 lavorare sulle emozioni permette l’attivazione di una serie di sapere che noi ci portiamo dietro in

45 quanto spettatori. Dei saperi che fanno parte della nostra cultura che ci permettono di attribuire al

46 colore blu delle qualità emotive precise, cioè evocazione di una freddezza e di un distacco che

47 lavorano sul rinforzo della mancanza di emozioni che caratterizzano un personaggio. Creando così

48 una sorta di struttura stilistica fra tema dell’a-affettività dei replicanti e il colore blu che diventa

49 chiave cromatica dominante della scena.

50 Un elemento stilistico che lavoro in direzione dell’empatia è la costruzione in soggettiva, nella

1 struttura che stiamo vedendo, funziona questo meccanismo di alternanza fra il primo piano di

2 Decker e il paesaggio urbano che lui sta attraversando. Il film ricorre spesso a questa struttura in

3 soggettiva rinforza sul piano dello stile il fatto che lui sia il protagonista del film e quini noi

4 vediamo la realtà attraverso i suoi occhi, ma viviamo anche la realtà finzionale del film attraverso

5 non solo la sua visione, ma anche attraverso il suo corpo.

6 La battuta sulla luce ci invita a fare caso con il contrasto sulla luce della sequenza precedente

7 (tagliente e bluastra), qui siamo in presenza di una luce gialla; se di là abbiamo visto un poliziotto,

8 che mostrava dei replicanti in una situazione di assenza di emozioni, qui abbiamo l’apparizione di

9 una donna in un contesto di luce calda che ci trasmette una sensazione di calore e quindi anche

10 empatica. Lo spazio geometrizzato crea un ambivalenza della scena stessa. Sembra che il film stia

11 lavorando sullo schema blu (colore freddo) e quindi assenza di emozioni e giallo (colore caldo)

12 possibile emotività. Tanto che Rachel è presentata come una donno in carne e ossa, infatti Teearel

13 vuole utilizzare la macchina prima su un essere umano.

14 Ci troviamo in una situazione che ripete la situazione precedente (fatto usuale del cinema

15 narrativo), ma in un contesto diverso. Sappiamo che la persona che fa il test è dallo spettatore

16 conosciuta, la persona è anche una donna e di bello aspetto e ci viene presentata come un essere

17 umano in carne ed ossa e che serve a far funzionare il buon funzionamento della macchina. La

18 relazione di empatia che si può creare è di segno opposto rispetto alla scena precedente.

19 Notiamo il rovesciamento: l’occhio di Rachael è inquadrato nel momento della domando del cane e

20 vediamo che la pupilla non subisce nessuna reazione, segue un primo piano di Dacker e da qui

21 capisce che il test ha avuto esito positivo e che la donna è un replicante; seguito da un momento di

22 pausa e di imbarazzo di Decker, infatti interviene Teereal. Scopriamo di essere di fronte a un

23 replicante anche se le premesse erano altre (questo meccanismo ritornerà nel corso del film).

24 Rachael è un replicante quindi di livello più raffinato rispetto a Leon, infatti fra i due vi è uno

25 scarto. Rachael è dotata dell’autocoscienza e della consapevolezza di essere deli umani, la donna

26 crede di essere umana perché nelle informazioni genetiche con cui è stata progettata vi è anche

27 quella dell’autocoscienza. Rachael pensa come essere umano e quindi capace di avere un vissuto

28 emotivo e di porre delle emozioni e il motivo di questo fatto ci è spiegato tramite l’inserimento di

29 una memoria artificiale fatta di ricordi. Leon sa di essere un replicante e di non poter provare

30 emozioni e di avere una data di scadenza, Rachael crede di essere umana e crede di saper provare

31 emozioni, di avere un vissuto, di essere stata generata da una madre. Creando così uno scarto molto

32 violento fra i due replicanti; creando ancor più una linea sottile fra replicante e esser umano.

33 Questo per quanto concerne l’analisi del film: sono davvero rari i film che anno tematizzato la

34 questione dell’emozione in modo così esplicito e allo stesso in modo così elaborato.

35 Dal punto di vista narrativo del film: questa sequenza la si può mettere in parallelo con la sequenza

36 precedente. In questa sequenza viene posto il secondo obiettivo di tutti i film classici cioè quello

37 sentimentale. In tutti i film narrativi che seguono la narrazione empatica, il protagonista/eroe del

38 film ha sempre un duplice obiettivo che giocando a ping pong fra questi due scopi. Il primo legato

39 alla sua abilità quella di essere un killer di professione e il secondo il realizzare una situazione

40 sentimentale. Questi due obiettivi sono quindi esplicitati in queste due sequenze. Vedremo che

41 questo secondo obiettivo pone dei problemi sul come un essere umano possa provare empatia nei

42 confronti di un replicante.

43

44 Terza sequenza: precedentemente Rachael ha saputo da Decker che è un replicante, naturalmente

45 questo produce in lei dello sconcerto. Notiamo il primo piano che è una soggettiva, se pur mentale.

46 Vediamo il protag

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nausicaa93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Forme del cinema moderno e contemporaneo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Pierotti Federico.
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