ORIENTAMENTI
Aziende possono essere orientate a:
Prodotto innovazione, R&S, novità fare prodotti nuovi e comunicare
l’innovazione;
Produzione investimenti, efficienza, lean production;
Cliente al centro c’è il cliente e le sue esigenze. Il prodotto o servizio
risolve un problema che il cliente percepisce.
L’impresa parla di relazione con il cliente ed essa ha un ciclo di vita:
customer life time (CLT) azienda fa qualcosa per entrare in relazione
con il cliente e per tenerlo in tale rapporto;
Marketing azienda non si ferma alla relazione con un cliente ma si
espande alla società e ai cittadini nuovo modello di marketing sociale
e sostenibile.
VALORE
Marketing deve creare valore. Se l’azienda è orientata al marketing il valore
deve essere creato per tutti gli stakeholder.
I clienti vogliono essere soddisfatti Modello di Kano:
se soddisfo le richieste dei clienti allora la risposta sarà
neutra in quanto il cliente si aspetta tale servizio e se
non lo ottiene è insoddisfatto. Quindi è necessario fare
più di quanto siano le aspettative del cliente. Si deve
misurare correttamente la soddisfazione. Si deve
eccedere di poco rispetto alle attese del cliente perché
la volta successiva si aspetterà ancora di più quindi si
deve considerare tale margine di miglioramento.
Il valore si calcola con la formula del Value:
Valore = benefici percepiti/sacrificio percepito
Sacrificio percepito = economico, stress, tempo ricevo valore se benefici
percepiti > sforzi richiesti.
Es. cerco volo aereo che costa poco ma ci metto tanto a trovarlo diminuisce
il valore.
Componenti del valore = cosa cerca il cliente (PIER):
1) PREZZO aziende offrono un prezzo minore, puntano alla convenienza.
Es. consumatori spendono tanto tempo nel cercare i prezzi minori e ci
sono società che li facilitano nella ricerca del prezzo inferiore Trivago.
Ryanair, Flixbus;
2) INNOVAZIONE prestazioni del prodotto, funzionalità, cose misurabili
es. Dyson;
3) EMOZIONE scelta in base all’emozionalità, a quanto piace il brand
es. Rolex, Tiffany;
4) RELAZIONE cliente vede valore nel fatto che un’azienda lo segua nei
momenti di bisogno e che non lo disturbi nei momenti in cui non serve.
(es. Sephora).
Lo spam è controproducente
Es. Netflix.
Il marketing deve trovare la UVP (Unique Value Proposition) detta anche USP
(Unique Selling Proposition), cioè la composizione del PIER adatta e unica
rispetto a tutti gli altri concorrenti, è ciò che viene apprezzata come valore e
che distingue l’azienda dai concorrenti.
Integrated marketing communication (IMC) = integrare in un progetto
coerente tutti gli stimoli comunicativi che creano un punto di contatto con il
cliente strategia di base dell’omnicanalità.
Si hanno diversi livelli:
Prodotto;
Linea di prodotto
Corporate
Philip Kotler è maggiore esponente del marketing e suggerisce di studiarlo
secondo questa formula che descrive l’indice del piano di marketing:
R – STP – Mmix – I – C
Tale formula contiene differenti tipologie di marketing:
R,S = marketing analitico composto da analisi di:
Scenario ambientale;
Domanda;
Concorrenza;
Comportamento acquisto e consumo;
T,P = marketing strategico composto da:
Segmentazione e targeting;
Posizionamento;
Strategia;
Mmix, Cmix (communication mix) = marketing operativo composto da:
Marketing Mix;
Marketing relazionale.
R = ricerca prima sezione del marketing plan da cui si parte a
descrivere la propria idea ricerca di dati, informazioni, fonti;
STP = segmentazione, targeting, posizionamento non sono la strategia
ma è la realizzazione di essa si dichiarano i target:
Consumer
o Reciver
o
Posizionamento è ciò che si vuole far ricevere ai target stimoli diversi a
target diversi.
Si decide qual è la UVP;
Mmix = Marketing mix considerare tutti gli stimoli di marketing in
modo integrale, omnicanalità (IMC) tutti i punti di contatto devono
comunicare lo stesso messaggio;
I = implementazione test di mercato, laboratorio, deve esserci per
forza la fase di testing, non si può uscire subito con una campagna ma
prima bisogna testarla su una piccola parte di mercato e poi la si
aggiusta. Si ha un gunt, cioè una divisione del lavoro (chi fa cosa);
C = controllo solo alla fine posso decidere i Key Performance Indicatori
= indicatori per controllare esecuzione di una strategia cambiano in
base agli obbiettivi e canali usati.
Questi compongono il piano di marketing il quale è così formato:
Copertina;
Summary riassunto;
Fase analitica;
Fase strategica;
Implementazione;
Controllo.
Deve essere curato come una campagna, come un bilancio e tutte le parti di
comunicazione aziendale. Punto cruciale è la componente di analisi che deve
essere convincente. MARKETING ANALITICO
ANALISI MACROAMBIENTALE
= analisi scenari ambientali.
Uno degli errori principali nei piani marketing è analizzare scenari generali
(andamento economia, popolazione, tecnologia). Ciò è sbagliato perché
l’analisi viene dopo un summary e quindi deve essere dedicata alla risoluzione
di un problema.
Per risolverlo è necessario capire i nuovi trends scenari possono essere:
Certi;
Incerti = di lungo periodo si stima la probabilità che si verifichino. In
questo caso di sono 2 cose da fare:
1) Studiare nuovi trends analizzati nei rapporti ISTAT, COOP, GARTNER
tendenze molto probabili, di cui già ci sono le evidenze;
2) Calcolare probabilità delle tendenze future.
È un’analisi applicata, fatta sui nuovi trend e su ciò che pensano gli
esperti.
Le fonti solitamente sono secondarie, certificate (no blog, forum) centri
di ricerca di grandi aziende. Da essi si estraggono le cose necessarie a
risolvere il problema o che si riferiscono all’azienda.
Tali tendenze si misurano secondo 2 variabili:
1. Probabilità quanto è probabile che la nuova tendenza accada;
2. Impatto economico, finanziario, in termini di fattibilità.
Ogni trend deve essere classificato in termini di:
Opportunità;
Minaccia.
La mappa per misurare opportunità e minacce ha come
variabili probabilità e impatto:
alta probabilità, alto impatto da fare;
alta probabilità, basso impatto non sono da fare;
bassa probabilità, alto impatto fare un piano di increasing, cioè come
agire nel caso in cui si dovessero verificare perché sono opportunità da
cogliere in quanto hanno un elevato impatto.
ANALISI PESTEL
= individua le tendenze, le eventuali minacce e le opportunità.
Tutte le tendenze sono raccolte per area:
P = political;
o E = economic;
o S = social;
o T = technological;
o E = enviromental;
o L = legal.
o
Per ogni lettera viene stimato l’impatto o la probabilità.
Il cool hunter (cacciatore di tendenze) scopre nuove tendenze di nicchia, non
vanno nelle grandi metropoli ma nelle periferie.
ANALISI SWOT
= punti forza e debolezza che l’azienda ha nell’affrontare le opportunità o
minacce analizzate in precedenza nella PESTEL.
Forza e debolezza sono valutate su 2 livelli:
1) Interno quanto l’azienda è forte, quanti punti di forza ha
indipendentemente;
2) Comparato quanto sono forti gli altri, quindi se sono più forti si hanno
punti di debolezza che neanche si potevano immaginare.
Punti di forza = notorietà marca, gentilezza personale, velocità servizio
stessa valutazione che viene fatta all’interno dell’azienda deve essere fatta
anche sui maggiori competitors.
(cerca esempi su Biblioteche Business Source Premiere data monitor).
S = strenghts = punti di forza vantaggi, competenze, beni, personale,
esperienza, riserve finanziarie, valore aggiunto, prezzo, valori, qualità;
W = weakness = punti debolezza svantaggi, mancanza di
competenze, flusso di cassa, fornitori, esperienza, aree da migliorare,
cause di diminuzione vendite;
O = Opportunities = opportunità = motivi-tendenze che se sfruttate
adeguatamente portano ad un miglioramento delle performance
dell’impresa aree da migliorare, nuovi segmenti, debolezze
concorrenti, trend, nuovi prodotti, innovazioni;
T = threats = minacce = motivi-tendenze che se non adeguatamente
fronteggiate possono mettere a repentaglio i risultati aziendali
cambiamenti economici, ostacoli, azioni concorrenti, impatto politico,
effetti ambientali, perdita del personale, domanda di mercato.
O e T sono state già individuate nella PESTEL fattori esterni.
S e W fattori interni
N.B.: una volta fatta questa analisi si deve collegare il tutto alla strategia.
Fasi analisi SWOT:
1. Esame opportunità e minacce ambiente;
2. Rilevazione punti di forza e debolezza impresa;
3. Assegnazione importanza fattori individuati:
opportunità-minacce valutate secondo attrattività o gravità;
o forze-debolezze valutate secondo rilevanza e prestazioni;
o
4. Confronto posizionamento su fattori interni ed esterni valutazione
integrata tra risorse e competenze disponibili e quelle necessarie per
cogliere opportunità e fronteggiare minacce. Vantaggio competitivo si ha
quando punti di forza impresa coincidono con fattori che permettono di
cogliere opportunità mercato;
5. Individuazione linee azione.
AUDITING = tecnica di valutazione e controllo dei risultati, fatto secondo
standard di revisione, supportato da info oggettive ogni aspetto aziendale
può essere sottoposto ad auditing punto di partenza per identificare punti di
forza e debolezza in rapporto a minacce e opportunità esterne.
Marketing audit = esame globale, sistematico, indipendente, periodico di:
Ambiente di mercato;
Obiettivi;
Strategie;
Attività;
per definire aree problematiche, opportunità e per proporre un programma di
azione che migliori i risultati di marketing dell’impresa. Permette all’impresa di
conoscere bene l’ambiente operativo, le tendenze di mercato, elementi di
differenziazione dai concorrenti usati come base per fissare obiettivi e
strategie.
Deve essere fatto periodicamente e non solo in momenti di crisi o per
rispondere ad un rapido recupero dei concorrenti.
La figura dell’auditor può essere:
a) Interna auto-analisi limite: focalizzarsi su processi operativi
perdendo di vista visione d’insieme della strategia aziendale;
b) Esterna ottica imparziale limite: poca capacità informativa
autonoma, poca continuità.
L’analisi SWOT può essere utilizzata per applicare il marketing audit, in
particolare permette di:
Controllare in modo bilanciato la situazione attuale;
Interpretare possibili scenari futuri supportando la pianificazione
strategica;
Leggere politiche strategiche attuali e vettori futuri di un’impresa
Fasi di applicazione
della SWOT all’analisi di controllo:
1) ANALISI FATTORI SUCCESSO E DEBOLEZZA DELL’IMPRESA
a) Analisi interna FCS Key Factor Analysis = analisi fattori critici di
successo (FCS).
Sono decisi internamente e devono essere chiari a tutti i componenti
aziendali fondamentale nella fase analitica.
L’analisi interna deve essere fatta da dirigenti oppure se si è
consulenti esterni occorre chiedere almeno a 3 dirigenti (evitare
soggettività).
Viene chiesto un giudizio da 1 a 10 sulla qualità della performance
scelta, una sorta di autovalutazione.
b) Analisi FCS ponderati valutazione interna deve tenere conto di
ciò che il cliente vuole. La ponderazione è data dalla 3° colonna %
di quanto il cliente è interessato a quella performance.
Es. azienda si da 10/10 punti ma interessa solo al 20% dei clienti,
oppure si da 6/10 ma interessa al 70% del mercato.
(colonna 2) * (colonna 3) = punteggio ponderato i punti chiave sono
quelli che ottengono il valore maggiore nella 4° colonna.
c) Valutazione matrice performance/importanza
Da questa analisi
si ottiene una matrice composta da 4 quadranti.
Alto a destra principale, FCS con posizione di forza rispetto al
o mercato;
Basso a destra elevate prestazioni ma poco considerati dal
o mercato eccesso di investimento.
Tale analisi strategica non va inserita nel piano marketing ma è
fondamentale per capire in che ambiti investire maggiormente.
d) Analisi FCS ponderati e comparati Analisi concorrenza, maggiori
competitors. Possono emergere i punti di debolezza. Analisi strategica
che non viene posta nel piano di marketing.
Si inseriscono le prime 4 colonne della fase a.
Si aggiunge la 5° colonna con i punteggi che i dirigenti assegnano ai
loro competitors, valori ottenuti esternamente evitando soggettività.
(Punteggio assegnato concorrente) * (2° colonna) = punteggio
ponderato.
Il valore B della 2° colonna è lo stesso della fase a.
e) Valutazioni griglia comparazione graficamente si ha una griglia
di comparazione che chiarisce punti di forza e debolezza. Colonna
o centrale = punteggio ponderato nostra impresa;
Destra = punteggi concorrenti ponderati superiori la nostra
o impresa ha punti di debolezza;
Sinistra = punteggi concorrenti ponderati inferiori la nostra
o impresa ha punti di forza.
In tale figura:
Punti di forza fattore 3 e 4;
Punti di debolezza fattore 5 siamo peggiori di entrambi i
concorrenti.
f) Approccio strenghts – Weakness raccoglie info nelle sottofasi
precedenti, redige un rapporto sintetico che evidenzia punti di forza e
debolezza dell’impresa rispetto a mercato e concorrenti.
2) ANALISI AMBIENTE ESTERNO stimoli positivi e negativi provenienti dal
macro e ambiente:
a) Definizione obbiettivi di controllo degli ambienti macro e micro;
b) Analisi opportunità/minaccia nello scenario;
c) Probabilità e impatto eventi analizzati;
d) Matrice opportunità;
e) Matrice minacce;
f) Mappa priorità
3) VALUTAZIONI
a) Lista priorità;
b) Gap analysis;
c) Confronto possibili scenari;
d) Rilettura priorità sulla base del rapporto Strenghts-Weaknesses.
ANALISI DELLA DOMANDA
Nel piano di marketing è necessario inserire l’analisi della domanda, composta
da 3 fasi:
1) Identificare i Trend della domanda (= mercato) le tendenze sono
già state identificate nell’analisi macroambientale precedente;
2) Stimare mercato potenziale quanto è grande il mercato di
riferimento.
Who strategico = target di comunicazione è necessario:
a) Comprendere riceventi;
b) Definire target primario;
c) Definire target secondari.
Riceventi = audience, clienti, stakeholder, cittadini, famiglie, comunità.
Possono essere:
Diretti = target proprio della comunicazione = target di marketing
+ influenzatori generici e specifici.
Si dividono in:
Pubblici esterni = stakeholder, finanziatori, clienti, fornitori,
o sindacati, associazioni, autorità;
Pubblici interni = dirigenti, dipendenti terzisti;
o
Indiretti astanti = coloro che sono esposti alla nostra
comunicazione pur non essendo il nostro target primario o
secondario = analisti, collettività opinion leader o trend setter (se
non influenzatori), riceventi potenziali o esposti ai segnali
dell’impresa.
N.B.: se si considerano gli astanti come fondamentali non si deve
es. Ferrari sa che la maggior parte dei
usare l’indice di affinità
suoi riceventi sono astanti, non sono il suo mercato primario ma fa
comunque pubblicità e marketing per creare un senso di marca. Se
invece si vuole rimanere nella propria nicchia non si considerano gli
astanti e quindi si può utilizzare l’indice di affinità.
L’azienda comunica anche senza pianificare la sua comunicazione, per
questo è necessario capire se i riceventi sono:
i. Desiderati;
ii. Indesiderati;
iii. Accidentali;
iv. Di 2° grado.
Una volta fatto questo si deve profilare il mercato e comprenderne le
reazioni e le influenze di contesto = aspetti sociali, attualità, politici,
modelli di vita. Possono essere positive, negative, locali:
Temi attualità;
Tendenze socioculturali;
Stimoli, segnali comunità;
Stimoli successivi di 2° o 3° grado;
Conoscenza contesto sociale:
Supportive propositivi riguardo al prodotto o bene offerto;
o Non supportive non supportano prodotto o bene offerto;
o Stakeholders;
o Mixed blessing;
o Marginal;
o
Variazioni nei codici e nei sistemi di decodifica.
Si deve quindi inserire nel piano di marketing la PEST analysis per
individuare tendenze e le eventuali minacce
e opportunità.
Il mercato totale è composto da diverse
categorie: Centri di influenza = consumatori non
ancora nel target ma potenzialmente
interessati all’azienda;
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