Estratto del documento

Parte prima - fondamenti dello sviluppo: concetti e metodi

Capitolo 1 - Psicologia del ciclo di vita: sviluppo, accrescimento e maturazione

Dalla psicologia dell'età evolutiva alla psicologia dello sviluppo nel ciclo di vita

La psicologia del ciclo di vita si interessa dei processi di sviluppo e di maturazione delle funzioni e delle abilità psichiche e sociali tramite le quali l'individuo si realizza nella sua esistenza di essere umano. L'evoluzione nel tempo, dove l'individuo acquista nuovi modi di essere e nuove strutture, supera quelli precedenti senza però annullarli. Si considera l'individuo nelle sue attività psichiche e nelle diverse manifestazioni del suo comportamento. Non solo gli anni dello sviluppo (detta minore età) meritano di essere indagati ma lungo tutta la vita. Infatti, la personalità umana si trasforma e si sviluppa; sviluppa capacità e interessi confrontandosi con nuovi stimoli che arrivano dall'ambiente.

Libro pagina 15 del libro

Psicologia del ciclo di vita: "Storia di Francesco"

Anche dopo la maturità biologica e legale, l'individuo continua la sua evoluzione. Gli anni della maturità e del cosiddetto declino sono anni non di stasi ma di rinnovate trasformazioni fisiche, psicologiche e funzionali. È un equilibrio dinamico mutevole che si arricchisce di certe competenze e si impoverisce di altre. A partire dagli anni '60 sono emerse nuove visioni dei processi di crescita e nuova definizione del termine "sviluppo". È stato riconosciuto che non si conclude con l'adolescenza la fase di acquisizione e di trasformazione costruttiva del Sé e delle potenzialità psicologiche. Nasce l'esigenza di passare dal concetto di "psicologia dell'età evolutiva" a quello di "psicologia dello sviluppo".

Nella tradizione italiana, fino agli anni '80, è rimasta una certa sovrapposizione della dizione psicologia dello sviluppo con quella di psicologia dell'età evolutiva. La psicologia dell'età evolutiva si identifica con la maturità, con quella età, cioè, nella quale l'individuo raggiunge il pieno sviluppo delle sue caratteristiche somatiche e psicologiche. La psicologia dello sviluppo dedica la sua attenzione all'evoluzione della personalità lungo tutto l'arco della vita, dal concepimento fino all'età senile. In ogni istante dello sviluppo umano ci sono processi costruttivi e altri distruttivi.

Ford e Lerner (1995), ad esempio, sistematizzando la teoria dei sistemi evolutivi e in linea con il contestualismo evolutivo, definiscono così lo sviluppo: lo sviluppo individuale umano implica processi incrementali e di trasformazione, che attraverso il flusso delle interazioni tra gli aspetti attuali della persona e i suoi attuali contesti, producono una successione di cambiamenti relativamente duraturi, e tali da incrementare o rendere più complessa l'articolazione dei tratti strutturali e funzionali della persona e i paradigmi delle sue interazioni con l'ambiente, mantenendo al tempo stesso un'organizzazione coerente e un'unità strutturale e funzionale della persona come un tutto inscindibile.

Ciclo di vita e fasi di sviluppo

La psicologia del ciclo di vita deve tener conto di altre discipline:

  • La biologia
  • L'antropologia culturale
  • La sociologia
  • La pedagogia

Non si può prospettare l'educazione di un bambino e la formazione di un adolescente se non si tiene conto dei suoi livelli fisici e psicologici di crescita. Fornisce gli strumenti per una valutazione sul corretto funzionamento mentale e della personalità per una realistica individualizzazione dell'azione educativa. L'età cronologica di un bambino (per esempio i 6 anni per l'ingresso nella scuola dell'obbligo) non è un parametro sufficientemente indicativo della sua capacità; adesso va affiancata un'indicazione sull'età funzionale, quest'ultima delineata e studiata appunto dalla psicologia dello sviluppo. L'età funzionale riguarda l'effettivo grado di evoluzione raggiunto globalmente dal bambino nella sua struttura fisiologica e psicologica.

Si parla inoltre di:

  • Età motoria per indicare il grado di differenziazione ed efficienza raggiunto dalle strutture motore del bambino indipendentemente dall'età cronologica.
  • Età mentale per indicare grado di efficienza intellettiva raggiunto dal bambino nei confronti dei valori standard dei coetanei.

Alcuni momenti fondamentali:

1. Fase pre-natale

È il periodo che va dal momento del concepimento a quello della nascita e ha una durata di 280 giorni. Corrisponde a un periodo non autonomo del prodotto del concepimento che vive in condizioni di simbiosi con l'organismo materno. Le fasi di sviluppo prenatale possono essere suddivise in tre periodi distinti:

  1. Periodo dell'OVULO: corrisponde alle prime due settimane, cioè dal momento della fecondazione a quello in cui l'ovulo fecondato si impianta solidamente nelle pareti uterine.
  2. Periodo dell'EMBRIONE: inizia a partire dalla seconda settimana e dura fino al termine del secondo mese, durante questo periodo si differenziano nell'embrione tutti gli organi e gli apparati principali.
  3. Periodo del FETO: va dal secondo mese fino al termine della gravidanza e corrisponde allo sviluppo più avanzato dei vari organi e apparati che cominciano anche a livello intrauterino a funzionare. Si pone a livello della 28 settimana la demarcazione tra VITALITÀ e NON VITALITÀ del feto (cioè fra l'incapacità e la capacità di sopravvivere in caso di nascita prematura). Questo periodo è importante sia per lo psicologo che per il biologo. Importante lo studio della simbiosi gravidica. Le condizioni fisiche e psicologiche della madre gestante assumono importanza per la predizione delle ulteriori modalità di sviluppo del bambino e per la prevenzione di futuri disturbi e anomalie.

2. Fase della prima infanzia

Si estende dalla nascita fino al secondo anno di vita e comprende quegli aspetti dello sviluppo infantile che costituiscono la base di una prima autonomia del bambino rispetto al suo ambiente, in particolare l'acquisizione del controllo sfinterico, l'apprendimento della capacità di deambulazione in stazione eretta (il camminare) e lo sviluppo del linguaggio. Possono essere divisi in periodi:

  • Periodo neonatale: primo mese di vita. La nascita è l'inizio di questo periodo e ne costituisce l'avvenimento più importante. Segna il passaggio dell'esistenza parassitaria-simbiotica del periodo fetale a una prima forma di esistenza autonoma.
  • Allattamento e dello svezzamento
  • Prima autonomia durante i quali i bambini sviluppano le sue capacità percettive e motorie, stabiliscono i primi rapporti oggettuali e iniziano una prima attività rappresentativa (leggi Piaget e il periodo senso-motorio)

3. Fase della seconda infanzia

Si intende dalla fine del secondo anno fino alle soglie dell'età scolastica. Comprende importanti acquisizioni non solo sul piano psicomotorio ma anche su quello verbale e rappresentativo. Il bambino apprende a ragionare, sviluppa una vivace fantasia e conquista una maggiore autonomia dalla madre. Nel bambino l'esperienza quotidiana crea gradualmente il senso della realtà attraverso limiti, ritardi e frustrazioni dei suoi desideri.

4. Fase della fanciullezza

Comprende gli anni della scuola elementare e per il bambino consolidare le sue abilità psicomotorie, sviluppare le sue prime capacità di ragionamento logico, conquistare una buona socializzazione. È il periodo dell'adattamento emotivo alla scuola e a quegli aspetti della sua età adulta che riguardano anche il bambino. Si sviluppa il sentimento morale, la solidarietà e la capacità di collaborare con i coetanei. In questo periodo, chiamato anche di latenza secondo la definizione psicoanalitica, il bambino vive una condizione di relativa quiescenza (stasi) delle tendenze istintuali, pertanto le sue energie possono essere incanalate al servizio dell'apprendimento scolastico.

5. Fase della preadolescenza

Il periodo di età compresa tra 11 e 14 anni. In questa fase della vita piuttosto fugace dai confini incerti, che sembra quasi schiacciata tra l'infanzia che la precede e l'adolescenza che la segue, si avviano processi che sosterranno o pregiudicheranno l'ingresso dell'adolescenza e nella vita adulta. In questi anni si colloca:

  • La repentina accelerazione della crescita fisica
  • La maturazione puberale con il riacutizzarsi delle pulsioni sessuali
  • L'avvio di una ricerca di un'identità più autentica e personale a partire dalle identificazioni con nuovi modelli
  • L'impatto con il gruppo più largato, con tutte le difficoltà che questo compito evolutivo costringe ad affrontare
  • Un nuovo modello di studio con maggiori richieste e difficoltà

Questi eventi-problemi sono fonte di ansia, tensioni, disorientamento, di un disagio diffuso con l'adulto che deve imparare ad ascoltare senza lasciarsi tentare da soluzioni autoritarie e sbrigative.

6. Fase dell'adolescenza

Dai 14 ai 16 anni. Nell'adolescenza emerge il mondo del possibile, rappresentato dal pensiero ipotetico-deduttivo che gli permette di proiettarsi verso una progettualità di vita e contemporaneamente gli rivela tutta la problematicità del mondo. Dal punto di vista affettivo l'adolescente scopre che il mondo adulto non è così rassicurante e coerente come era percepito nelle fasi precedenti. Questo spiega una sorta di delusione e a volte di angoscia che caratterizzano la cosiddetta crisi adolescenziale. Crisi che determina, in senso positivo, la spinta verso una maggiore autonomia con l'indispensabile ridefinizione dei rapporti con le figure genitoriali.

7. Fase della gioventù e poi della maturità

Il giovane che esce dall'età adolescenziale e si inserisce nella società adulta appare come dotato di una personalità sufficientemente strutturata ed equilibrata nelle sue varie dimensioni: fisiche, intellettive, affettive, culturali. Cambiamento psicologico in questa fase è l'integrazione nel mondo sociale e professionale.

8. Fase della vecchiaia e della terza età

Le funzioni psichiche (esempio la memoria) e le abilità motorie accusano un decremento delle loro effettive potenzialità. Inoltre, insieme a cambiamenti di ordine sociale come la sospensione dell'attività lavorativa, la morte di coniugi o il sopraggiungere di malattie, si inseriscono problemi di isolamento socio-affettivo. Il decadimento senile non è da considerarsi solo come effetto di un declino biologico ma anche di una situazione socio-culturale di emarginazione. Ricerche provano che le persone anziane se mantengono l'attività e la loro vita sociale sono in grado di conservare intatta e a lungo le proprie capacità. È dimostrato che i nuovi interessi (quali la nascita di nipotini o l'occasione di coltivare degli hobbies) permettono un'evoluzione positiva nelle abitudini e nei comportamenti.

Concetto di sviluppo: paradigmi e teorie a confronto

Lo sviluppo dipende da dotazione genetica e ambiente, Wohlwill delineò 4 modelli d'esperienza:

  1. Letto d'ospedale: Il soggetto è passivo, è il malato che guarisce, ma dipende tutto dall'ospedale. La dotazione genetica è come il soggetto malato, è l'ambiente che fa tutto.
  2. Gara di nuoto: L'ambiente è solo un supporto, c'è ma sono io che faccio lo sforzo di svilupparmi. Posso avere geni molto validi, ma se non ho delle qualità, non ce la farò a creare un buon supporto per far sì che ci sia sviluppo. Apprendiamo qualcosa solo se noi lo vogliamo.
  3. Luna Park: Nella vita ci sono tante possibilità, ma anche vie obbligate. Una volta che avvio un processo devo restarci. Nello sviluppo, ci sono momenti in cui posso scegliere ed altri in cui non posso, ho scarso controllo sugli effetti.
  4. Incontro di tennis: Scambio alla pari, interazionismo, continua interazione tra l'ambiente e la persona, mi adatto al modo in cui l'ambiente risponde.

Sono stati fatti molti esperimenti e osservazioni come per esempio:

  • Studi condotti sui girini hanno rilevato che se mantenuti in anestesia sino al preciso momento dello sviluppo in cui avrebbero dovuto imparare a nuotare, erano in grado successivamente di esibire tale competenza al pari di altri girini che avevano avuto modo di acquisirla nel loro ambiente.
  • Ricerche di Lennemberg sullo sviluppo del linguaggio: i bambini imparano a parlare per imitazione del linguaggio adulto e in media si è constatato che raggiungono la scorrevolezza verbale verso l'età di 4 anni. Il processo è lento se le stimolazioni ambientali sono scarse, ma il fattore principale del suo sviluppo non appare costituito dalla quantità di stimolazioni quanto piuttosto dalla capacità di apprendimento del bambino.

Le teorie sull'acquisizione del linguaggio sono ricche di posizioni opposte circa il ruolo da attribuire ai fattori di condizionamento esterno (quale la posizione comportamentista di SKINNER) o ai dispositivi innati (posizione strutturale-innatista di CHOMSKY) fattori che, anche se a diverso titolo, partecipano alla nascita e conseguentemente allo sviluppo della competenza linguistica. L'uomo rivela relativamente pochi comportamenti geneticamente determinati, nessun tipo di comportamento è geneticamente determinato in modo completo. Oggi prevale la prospettiva interazionista secondo la quale, l'ambiente ed i fattori genetici, concorrono a delineare la personalità individuale.

Le ricerche più recenti tendono a sottolineare che anche il bambino appare dotato sin dalla nascita, di una certa competenza, che gli permette di rispondere in maniera selettiva agli stimoli ambientali. Lo sviluppo avviene per:

  • Accrescimento e accumulazioni successive (sviluppo quantitativo)
  • Trasformazioni e modificazioni delle strutture preesistenti (sviluppo qualitativo).

Prospettiva quantitativa: Il bambino come tabula rasa, come un recipiente vuoto, un organismo passivo da modellare o riempire, per giungere infine a un traguardo di compiutezza, grazie agli stimoli del mondo circostante.

Prospettiva qualitativa: I cambiamenti dovuti allo sviluppo sarebbero scanditi da periodi critici, durante i quali diventa necessario si verifichino eventi specifici di cambiamento, che portano l'organismo a un livello di sviluppo qualitativamente superiore. Non tutti i cambiamenti sono da considerare "Sviluppo", ma solo quelli sistematici e sequenziali, quelli che coinvolgono maggiormente strutture, funzioni, modalità interattive, mantenendo nello stesso tempo coerenza e unità nel sistema-persona.

I cambiamenti possono essere:

  • TRASFORMATIVI (che introducono discontinuità)
  • INCREMENTALI O DECREMENTALI
  • PERMANENTI O TEMPORANEI

Un altro risultato del cambiamento concettuale che ha interessato l'ambito dello sviluppo, è stata la comparsa di nuovi modi di pensare ai cambiamenti, legati all'età, quali:

  • La "psicologia del ciclo di vita": Studio aspetti psichici nelle varie età della vita.
  • "Psicologia del corso di vita": costruzione, accumulo, interazione delle esperienze di vita
  • "Psicologia dell'arco della vita": Prospettiva che prevede aspetti evolutivi ed involutivi. Non è una teoria e nemmeno un insieme di teorie del cambiamento, ma un approccio che si pone come obiettivo quello di studiare dalla nascita fino alla morte i cambiamenti che avvengono nei singoli individui.

I presupposti di tale approccio sono stati formalizzati da BALTES e REESE in 5 punti:

  • Continuità e discontinuità
  • Variabilità intercomportamentale
  • Plasticità intraindividuale
  • Influenza socio-culturale
  • Pluralismo esplicativo

Gesell (1946), Erikson (1959), Ford e Lerner (1995)

Capitolo 2 - Rapporti tra biologico e psicologico: sviluppo di un individuo

Introduzione

Le attività psichiche hanno il proprio fondamento nei processi vitali dell'organismo che a loro volta sono oggetto di indagine delle scienze biologiche, in particolare della fisiologia. La biologia si occupa dei vari aspetti tra loro complementari e sul piano anatomico l'attenzione è posta:

  • Sulla struttura dei diversi organi e apparati, come per esempio il cuore e il cervello
  • A livello più profondo, ne indaga la comprensione dei tessuti e delle cellule fino a definire le modalità di sviluppo delle fasi embrionali e alla costituzione dell'organismo adulto.

In particolare, l'indagine fisiologica ha come oggetto lo sviluppo dell'attività delle varie funzioni vitali (motoria, circolatoria, respiratoria, digestiva, emuntoria) le cui organizzazioni sono regolate dal sistema nervoso, che viene a sua volta studiato dalla neurofisiologia. Lo sviluppo anatomico e quello delle funzioni organiche accompagnano e sostengono, soprattutto i primi anni di vita, lo sviluppo psicologico del bambino. Per esempio, alcune abilità motorie eseguite dal bambino ad un anno dipendono dallo sviluppo anatomo-fisiologico e dalla maturazione cerebrale che gli permettono le importanti conquiste rispetto alle dimensioni spazio-temporali, indispensabili per il raggiungimento della sua autonomia fisica e psicologica. La deambulazione e la manipolazione rappresentano, nella prima infanzia, le principali modalità per esplorare in modo attivo l'ambiente circostante. Il rapporto attivo con il mondo esterno non si esaurisce nel comportamento motorio, ma si arricchisce di una particolare complessità cognitiva, mostra la relazione esistente tra lo sviluppo fisiologico e lo sviluppo psicologico.

Anteprima
Vedrai una selezione di 19 pagine su 90
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 1 Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 2
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 6
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 11
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 16
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 21
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 26
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 31
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 36
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 41
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 46
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 51
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 56
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 61
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 66
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 71
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 76
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 81
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti del corso Psicologia del ciclo di vita Pag. 86
1 su 90
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bfuma di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del ciclo di vita e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Castelli Cristina.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community