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Psicologia del ciclo di vita e ruolo affettivo

Psicologia del ciclo di vita si definisce attraverso i compiti ad esso strettamente connessi. Prescinde ed è prima del contesto socio-culturale e storico.

Sistemi motivazionali

I sistemi motivazionali riguardano la regolazione di sé, la gestione dei propri ruoli e delle emozioni, e la gestione dei rapporti.

Simbolizzazione affettiva

La simbolizzazione affettiva riguarda la simbolizzazione emotiva, con una parte del cervello che si occupa della rappresentazione degli affetti, delle emozioni e del modo di pensare emotivo. Questi concetti sono importanti per la psicoterapia, per considerare la persona dal punto di vista del ruolo affettivo, non solo della malattia.

L'importanza di ogni fase dello sviluppo

Ogni fase dello sviluppo della persona va studiata come dotata di dignità e significato in sé. Ciò non è sempre stato ovvio perché fino a poco tempo fa si pensava che la fase che contava per lo sviluppo fosse esclusivamente l’infanzia. I più grandi psicologi si sono occupati dell’infanzia pensando che lì si giocasse il futuro della persona. In realtà, ogni nodo è cruciale e in ogni fase c’è una riorganizzazione del sé che non è solo conservazione e proseguimento del passato.

Lo sviluppo è il risultato dell’interazione tra individuo e ambiente. Non è vero che lo sviluppo sia una progressiva acquisizione: ad ogni fase si guadagna qualcosa ma si perde anche qualcosa, c’è sempre una riorganizzazione.

Cambiamento e crisi

Il cambiamento dovuto alla crescita ha un lato di continuità ma anche di discontinuità. È spesso accompagnato da una logica di transizione di stato, di passaggio, molto spesso accompagnato da inevitabili crisi, certe volte indispensabili per non rimanere fermi ad una fase. Queste crisi sono state studiate anche da antropologi nelle ricerche sui riti di passaggio delle società primitive.

Nelle società occidentali c'è l’idea di un percorso molto più continuo, avendo perso i riti di passaggio che sono diventati più autogestiti dalla persona e meno presidiati culturalmente.

Modelli di cambiamento

Ci sono due modelli di cambiamento: lineare e non lineare, con quest'ultimo che è fondamentale. I cambiamenti non lineari sono forti discontinuità che determinano uno sconvolgimento profondo, spesso una riorganizzazione dell’idea di sé (per esempio: prime mestruazioni, pubertà). Ci sono diversi modelli di cambiamento non lineare.

Interazioni e relazioni

Ogni comportamento si realizza all’interno di interazioni che, se non sono occasionali ma ripetute all’interno di un sistema, diventano una relazione. Le interazioni hanno a che fare con presupposti che sono i ruoli, che implicano una rappresentazione di sé e dell’altro e aspettative reciproche. I ruoli sono la base, lo schema che permette di fare previsioni su come andranno le interazioni.

Ruoli affettivi

I ruoli affettivi sono i più importanti, più naturali, più vicini al modo animale di essere (cuccioli e mamma, competizione tra maschi). Ci sono modalità di esercitare questi ruoli di base e bisogna vedere come si esplicano nelle relazioni. I ruoli affettivi sono sistemi di aspettative molto potenti e si definiscono, così come i ruoli sociali, attraverso i compiti. Sono schemi che prevedono due parti (due persone), cioè una coppia di ruoli e delle cose da fare.

Il modo in cui si esercitano i ruoli affettivi dipende molto dalla cultura. Nelle società tradizionali i ruoli sono definiti socialmente in modo abbastanza rigido, mentre nelle società moderne occidentali sono definiti più individualmente e spesso sono sfumati. La variazione culturale è importante perché nella società moderna occidentale è come se ognuno dovesse decidere obbligatoriamente come esplicare il proprio ruolo di base; è quindi tutto un lavoro psicologico (attraverso la società che produce diversi modelli tra cui singolarmente si può scegliere). Questa libertà è pagata con l’aumento della responsabilità individuale e dell’incertezza.

I compiti nel ciclo di vita

I compiti cambiano nelle varie fasi del ciclo di vita (Havighurst, legato a Erikson). Compiti di sviluppo: si presentano in un determinato periodo della vita di un individuo e la loro buona risoluzione conduce alla felicità e al successo nell’affrontare i problemi successivi, mentre il fallimento conduce all’infelicità, alla disapprovazione da parte della società e a difficoltà di fronte ai compiti successivi. C’è quindi una concatenazione tra buona riuscita o meno dei compiti precedenti e fasi successive.

Teorie sui sistemi motivazionali

Ci sono molte teorie che studiano i sistemi motivazionali. In origine, sono stati studiati da Freud che li chiamava pulsioni: per lui i due elementi motivazionali di base erano la pulsione aggressiva e quella sessuale (ricerca di piacere) a cui poi ha aggiunto la pulsione di autoconservazione. Questa è una teoria grezza. Inoltre, le pulsioni non sono schemi fissi e rigidi d’azione come per gli animali, ma tendenze ad agire verso particolari mete. Nell’uomo, i sistemi motivazionali sono influenzati dall’assetto genetico individuale, ma anche dalle contingenze ambientali e dalla cultura, che dipende dalla nicchia ecologica che occupa un gruppo sociale.

Ci sono vari livelli a cui si studiano i sistemi motivazionali, da più semplici a più sofisticati. Primo livello, sistemi base di regolazione fisiologica, difesa, esplorazione, territorialità, sessualità (svincolata dalla relazione): è un livello pre-relazionale, che hanno anche gli animali. Secondo livello, in cui si inseriscono i ruoli affettivi e si instaurano i legami: attaccamento, accadimento, sessualità di coppia, competizione e cooperazione paritetica. Terzo livello, caratterizza esclusivamente l’uomo: capacità di avere relazioni intersoggettive, capacità di raccontarsi (costruzione di strutture e significato).

Collocazione cerebrale dei sistemi motivazionali

  • Sistema di esplorazione → tronco encefalico
  • Sistemi di difesa attacco-fuga → nuclei della base
  • Sistemi di attaccamento, accudimento, di rango, sessuali → sistema limbico
  • Sistema intersoggettivo → neocorteccia

Le emozioni (ruoli affettivi) descrivono una coscienza di base chiamata anche primaria o nucleare (come quando si sogna): significa che c’è un modo di pensarsi indipendente dalla capacità riflessiva che si ha da svegli.

Il sistema di attaccamento

L’attaccamento è il sistema motivazionale più studiato, mentre gli altri lo sono meno: alcuni sostengono che non esistono allo stesso modo dell’attaccamento, perciò la ricerca su essi è più difficile.

Il sistema sessuale ha a che fare con la formazione del legame di coppia, la parte psicologica-relazionale; ci sono emozioni tipiche di questa motivazione, così come ci sono tipiche delle altre.

Altri sistemi motivazionali

Sistema di competizione: esiste anche negli animali meno evoluti. Sistema di attaccamento (o richiesta di cure). Sistema di accudimento (o di offerta di cure): alcuni sostengono che sia il proseguimento nell’adulto del sistema di attaccamento, ma si pensa di più che sia una motivazione diversa perché ci sono emozioni diverse e competenze diverse; questo sistema è descritto senza distinzioni tra comportamento materno e paterno, mentre invece le modalità di gestire i due ruoli sono molto diverse, cosa che si vede soprattutto in alcuni animali; a differenza della determinazione di base dell’attaccamento che sembra lo stesso senza differenza del sesso del bambino, l’accudimento sembra diverso in base al ruolo.

Sistema di cooperazione paritetica: capacità di condividere l’attenzione e di interagire con l’altro e con un oggetto terzo, cosa che gli animali meno evoluti (come i cani) non sanno fare; è alla base dell’intersoggettività, della voglia dell’essere umano di comunicare al di là dell’espressione dei bisogni, perciò è alla base dell’uso del linguaggio e si trova in forme semplici già nei bambini molto piccoli.

Ruoli e motivazioni

I sistemi motivazionali, i modi in cui si arriva a soddisfare un bisogno/desiderio, dipendono dal ruolo affettivo (maschio-femmina, padre-madre). A volte il ruolo affettivo è svincolato da ciò che si verifica a livello psicologico e comportamentale (ruolo affettivo di madre che non coincide col modo di dare le cure). Ciò accade perché gli uomini hanno la possibilità di rovesciare i ruoli (per esempio figlio che dice alla madre di smettere di fumare e di spendere soldi).

I sistemi motivazionali non nascono con l’individuo ma arrivano in una fase del ciclo di vita e c’è bisogno di una riorganizzazione identitaria per inglobarli. Gli uomini hanno una continuità dei ruoli tipica, che invece gli animali non hanno (per esempio la sessualità permanente durante l’anno e il ruolo materno-paterno che continua per tutta la vita da quando nasce un figlio).

Sistemi di valori

Collegati ai ruoli e alle motivazioni sono i sistemi di valori, che rappresentano le cose importanti per ciascun individuo e che guidano le sue azioni.

Attaccamento e altri sistemi

L’attaccamento è l’unico sistema motivazionale su cui c’è certezza e accordo, anche se alcuni lo affiancano all’affiliazione, che però può essere un senso di appartenenza che si riferisce a tutti i legami, come quello di gruppo o di madre verso il figlio. Alcuni poi tendono a non distinguere il ruolo sessuale femminile da quello maschile, mentre invece possono avere rilevanza le differenze sul modo di viverlo.

Alcuni poi danno importanza ad un sistema di regolazione psichico delle esigenze fisiologiche, ad un sistema esplorativo o di avversione.

Infanzia e sviluppo psicologico

Alcuni teorici riferiscono i sistemi motivazionali al bambino, alle esperienze infantili, alle emozioni infantili, come se tutta la vita psichica dell’individuo dipendesse da come è andata quando lui era bambino. La psicologia del ciclo di vita invece sblocca questo mito e dà importanza ad ogni ruolo e relativo sistema motivazionale.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher VeroG91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del ciclo di vita e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Maggiolini Alfio.
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