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Appunti di Psicologia del ciclo di vita basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Riva Crugnola dell’università degli Studi di Milano Bicocca - Unimib, Facoltà di Psicologia, Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia del ciclo di vita docente Prof. C. Riva Crugnola

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In quella che viene definita prima età adulta, dai 25 ai 40 anni circa, abbiamo un progressivo consolidamento

del senso di sé legato a relazioni sentimentali sempre più stabili, alla capacità di generare dei figli e a

realizzazioni lavorative che sono sempre più soddisfacenti con la costruzione di uno stile di vita molto

personale.

Nell’età adulta media i compiti disviluppo sono la gestione della carriera, il mantenimento e la cura della

relazione di coppia e della vita familiare nell’ambito di una certa stabilità dell’assetto della personalità del

soggetto.

Nell’età adulta avanzata troviamo una ridefinizione dei ruoli sociali, lavorativi e famigliari con una possibile

restrizione di questi ruoli che però si accompagna ad un possibile incremento delle capacità riflessive e

introspettive del soggetto, che possono portare a una accettazione della vita e anche a uno sviluppo di un

punto di vista personale sulla morte

Questi aspetti si consolidano anche nella tarda età adulta con una riorganizzazione del sé del soggetto

rispetto ai cambiamenti fisici ed emotivi legati all’età

Lo sviluppo può essere visto anche come transizione tra diversi periodi evolutivi, ad esempio molti ricercatori

hanno evidenziato l’importanza del periodo di transizione dall’adolescenza all’età adulta come un momento di

massima riorganizzazione che comporta la progressiva separazione dal mondo pre-adulto costituito

soprattutto dalla famiglia di origine, la costruzione di nuove relazioni e nuovi attaccamenti e la riorganizzazione

anche del sé.

Un altro periodo di transizione importante è quella dei 30 anni, con una maggiore capacità del soggetto di

esplorare con sicurezza il proprio ambiente, una stabilizzazione della personalità e quello che viene definito

diventare se stessi, una progressiva personalizzazione di sé

Un’altra transizione è quella della mezza età che permette di entrare nell’età adulta media con nuovi processi

di individuazione

I processi di cambiamento e riorganizzazione della vita del soggetto passano anche attraverso gli eventi della

vita che vengono definiti stressanti e che implicano un fronteggiamento dello stress molto spesso producendo

riorganizzazioni della personalità. Eventi stressanti possono essere un lutto, un divorzio, il matrimonio, la

perdita del lavoro, il pensionamento, la gravidanza. Tutti questi eventi hanno l’effetto di modificare l’assetto del

soggetto producendo una nuova riorganizzazione.

Sequenza tipica di reazione che si può avere rispetto a eventi stressanti di rilievo come un lutto

particolarmente significativo: può esserci una reazione di passività quasi di paralisi, può emergere poi una

reazione emotiva intensa che può virare tra una situazione di picco positivo o negativo e una minimizzazione

delle emozioni provate, per andare poi verso una progressiva accettazione della realtà e ricerca di significati

rispetto a questa realtà interveniente che può portare a un processo di integrazione da parte del soggetto

dell’esperienza vissuta nell’ambito della propria organizzazione della personalità.

Le strategie di coping possono essere di diverso tipo: centrate sul cercare di modificare l’ambiente o centrate

sul modificare il sé e quindi su ristrutturazioni delle rappresentazioni dell’assetto cognitivo o anche sull’utilizzo

di risorse interne o fonti di sostegno per fronteggiare lo stress.

IL SISTEMA INTERSOGGETTIVO

Se vediamo per esempio un bambino e una mamma che si sorridono a 3 o 4 mesi di vita, si guardano in modo

reciproco esprimendo emozioni positive, possiamo ricondurre questa comunicazione a un segnale di

regolazione emotiva riuscita: la mamma ha consolato il bambino che riprende a sorridere ed è anche lei

contentacolleghiamo questa comunicazione al sistema motivazionale dell’attaccamento, volto a fornire

protezione fisica e soprattutto emotiva al bambino. Oppure possiamo vedere questa comunicazione emotiva

come segnale di una riuscita condivisione di una emozione positiva ad esempio gioia e quindi collegarla al

sistema motivazionale dell’intersoggettività, volto alla connessione e alla condivisione di stati mentali emotivi

con l’altro.

Possiamo dire che il sistema di comunicazione affettiva che il bambino mette in atto nei primi mesi di vita può

essere ricondotto a due sistemi motivazionali: quello dell’attaccamento, il bambino piange e sorride in funzione

di ottenere una regolazione emotiva dalle figure di attaccamento oppure sorride, esprime emozioni positive o

negative allo scopo di condividere degli stati affettivi con l’altro nell’ambito di una situazione di coordinazione

emotiva e di un dialogo emotivo che può essere anche caratterizzato dall’imitazione del partner,

dall’alternanza di turni e da situazioni in cui c’è un’attenzione visiva reciproca tra il bambino e il suo partner.

I ricercatori parlano di due diverse modalità di sistemi intersoggettivi: intersoggettività primaria che caratterizza

i primi mesi di vita ed è centrata sulla condivisione di stati emotivi e una intersoggettività secondaria centrata

su scambi comunicativi tra i l bambino e i suoi caregiver di tipo cooperativo che ha la finalità di condividere

significati, anche se a livello preverbale, relativi non solo allo scambio duale ma anche alla relazione con

l’ambiente e con gli oggetti che lo compongono.

Bruner, Schaffer, Kayel , Trevarthen e Stern evidenziano che il neonato fin dai primi mesi di vita ha una

competenza interazionale socio-emotiva e ciò fa ipotizzare che esista una sorta di pre-adattamento del

neonato alla relazione con il partner umano.


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VeroG91

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher VeroG91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del ciclo di vita e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Riva Crugnola Cristina.

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