Politiche Economiche per le Organizzazioni
Prof. Enrica Baccini – A.S. 2017/18, I Sem.
Martedì 3 Ottobre 2017
Introduzione
I 5 attori di un sistema economico, intesi come individui
1. Consumatori
2. Cittadini / lavoratori
3. Imprenditori
4. Manager: in una grande azienda dirige, coordina e controlla. Professionisti nella gestione delle aziende.
5. Azionisti: proprietari di parti dell’azienda che non sono coinvolti nella gestione
1 -‐ I consumatori
I consumatori consumano sulla base dei loro bisogni. Da qui il rimando alla piramide dei bisogni di Maslow (1954):
una volta soddisfatti i bisogni più basilari, gli individui tendono a voler soddisfare bisogni più sofisticati. Bisogni fisio-‐
logici – bisogni di sicurezza – bisogni di appartenenza – bisogni di stima -‐ bisogni di autorealizzazione.
Come si osservano e misurano i consumi?
Obiettivi (non facile…): generalmente quello di produrre un reddito, ma anche un obiettivo legato ai valori e al
• rispetto dell’ambiente visto l’impatto sull’ambiente circostante che inevitabilmente hanno
Dimensioni strutturali e contestuali: il contesto dell’organizzazione, la sua organizzazione
• Strategia: le aziende più grandi le hanno esplicitate e revisionate ogni anno, quelle più piccole meno
• Struttura
• Performance: il risultato sotto forma profitto, crescita e popolarità.
• Innovazione e tecnologia: tema dell’intelligenza artificiale etc..
• Relazioni tra imprese: tema della concorrenza, degli accordi tra imprese
• Numerosità
• Specializzazione produttiva
• Cultura
•
Le organizzazioni per produrre hanno bisogno di 2 fattori produttivi
Capitale: dagli imprenditori viene utilizzato per finanziare l’acquisto di impianti, dello stabilimento
• Lavoro: è importante perché produce reddito e il reddito produce consumo. Se le persone non hanno red-‐
• dito, non possono nemmeno consumare.
Giovedì 5 Ottobre 2017
Il lavoro lo possiamo osservare, a livello di sistema economico, attraverso alcune variabili: occupazione/disoccupa-‐
zione, tempo d’occupazione, modalità d’impiego dipendente/indipendente o libero professionista.
I lavoratori danno alle aziende tempo, forza fisica e competenze.
In Svezia lavora una quantità di persone maggiore che in Italia. Sull’occupazione femminile in Italia siamo al 50%, in
Svezia siamo al 80% e in Germania al circa 60%. È questo un tema culturale ma anche di servizi e incentivi economici
che vengono a mancare. Il fatto che ci sono meno persone che lavorano in Italia rispetto ad altri paesi significa che il
loro reddito viene in parte risparmiato e in larga parte utilizzato per pagare le tasse. Le tasse finanziano le pensioni
etc.. le persone che oggi lavorano garantiscono la pensione a chi è già pensionato. Il sistema è in disequilibrio perché
poche persone lavorano e tante sono in pensione.
13% delle persone lavorano in nero.
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Il reddito è una grandezza macro economica molto importante a partire dalla quale le persone possono decidere di
consumare piuttosto che risparmiare. I risparmi servono per far fronte alle esigenze del futuro che di solito impli-‐
cano spese ingenti o per rispondere a esigenze di sicurezza personale. Il risparmio varia in funzione della cultura del
paese. Il risparmio può tradursi anche in investimenti. Sono le banche e le assicurazioni gli operatori economici che
erogano questi servizi.
Dal reddito lo stato preleva delle tasse = i redditi generano tasse. Lo stato riesce a generare entrate anche attraverso
i consumi (es: iva, imposta sul valore aggiunto), le proprietà e il patrimonio, una grandezza diversa rispetto al red-‐
dito.
Il reddito si misura cercando di campire di quanto i singoli operatori dispongono.
Thomas Piketty è uno storico dell’economia che da anni cerca di studiare la distribuzione dei redditi. È diventato su-‐
bito famoso negli Stati Uniti dove la disuguaglianza non era considerata così importante. Lui dice che la disugua-‐
glianza è sempre esistita nelle società, in passato era molto più acuta. Il periodo dopo la seconda guerra mondiale è
stato un periodo d’oro in cui tutte le economie occidentali sono cresciute equamente tra le persone -‐ questo grazie
anche all’istituzione dell’Unione Europea e del Welfare State, di operazioni di redistribuzione dei redditi anche verso
categorie più svantaggiate. A livello politico noi oggi stiamo vivendo una diminuzione della fame e della povertà del
mondo, ma anche una crescita della disuguaglianza all’interno dei paesi ricchi. La ricchezza sta quindi polarizzandosi
nelle mani di pochi. La classe media invece è molto importante poiché significa consumi e lavoratori per le aziende.
Martedì 10 Ottobre 2017
Il tema della disuguaglianza è estremamente attuale e crea riflessione su entrambe le facce della medaglia. L’1% dei
più ricchi sta possedendo sempre più rispetto al resto della popolazione mondiale.
Le organizzazioni generano reddito o profitto utile al netto dei costi. Questi utili vengono investiti in nuovi macchi-‐
nari, immobili, investimenti finanziari, beni immateriali (brevetti, marchi e disegni industriali).
Utili sono anche sinonimo di dividendi di cui anche i lavoratori in certi casi e non solo gli imprenditori e manager pos-‐
sono godere. Manager retribuiti con grosse fette di azioni relative all’impresa tenderanno a voler investire nel breve
periodo piuttosto che nel lungo periodo e quindi assumersi dei rischi. La tendenza per un manager non è quella di
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fermarsi per lunghi periodi, ma piuttosto quello di cercare sempre nuove sfide e luoghi di lavoro anche grazie al suc-‐
cesso dei precedenti.
Anche le aziende, producendo reddito, sono tenute a pagare delle tasse che si aggiungono a una lunga serie di costi
a cui devono far fronte: utenze, materie prime, logistica, consulenze di qualsiasi tipo per prestazioni generalmente di
tipo intellettuale. Questi tipi di costi rientrano nella voce dei fornitori di materie prime. Altri tipi di costo possono
essere relativi al lavoro, agli interessi dovuti alle banche o agli istituti di credito. Parte degli utili generati sono desti-‐
nati alla copertura dai rischi o all’accumulo di fondi.
Il tema della tecnologia
Questo tema, rispetto al passato impatta in misura maggiore, la tecnologia è molto più pervasiva e sta avendo un
ruolo dirompente. La tecnologia di oggi, rispetto al passato è molto più potente e alla portata di tutti e non solo
dell’ambito lavorativo. Il fatto che i consumatori tutti possono accedere in tempo reale a una quantità mostruosa di
informazioni rende le aziende estremamente vulnerabili: i consumatori desiderano avere un dialogo, poter dire la
loro e finiscono con il cambiare addirittura le proprie abitudini come ad esempio quella di comprare online e non più
nei negozi.
La tecnologia ha un impatto fortissimo e negativo su chi si occupa della produzione e della vendita dei prodotti; ha
invece un impatto positivo sul consumatore; per lo stato la diffusione della tecnologia significa meno tasse perché le
aziende tendono a decentrare le proprie sedi fiscali e di produzione. Questo succede perché mancano accordi sulle
tassazioni delle grandi multinazionali: gli stati finiscono per farsi concorrenza tra loro. Una tra le giustificazioni più
frequenti è quello di riuscire a dare un forte contributo alla società offrendo nuovi posti di lavoro. La soluzione che i
governi principali (Germania, Francia, Italia, Spagna) stanno cercando di seguire in Europa è la
tassazione delle ven-‐
dite. Fino a poco tempo fa lo stato italiano era solito tassare l’acquisto di macchinari, in particolare quelli fissati a
terra, ritenendo fossero parte dell’immobile.
Capitolo 4 – L’ambiente esterno delle organizzazioni
L’ambiente delle organizzazioni è fatta da una serie di ambiti che influenzano le organizzazioni stesse:
a. Settore di appartenenza: l’insieme di produttori all’interno del quale si inserisce l’azienda con il suo operato.
Riflettere sul settore di appartenenza significa riflettere sulla concorrenza.
b. Settore delle materie prime: a questo settore fanno riferimento tutti i fattori a monte della produzione. Le ma-‐
terie prime vengono scambiate all’interno del mercato delle merci e sono quindi vittime di oscillazioni prezzi:
riuscire a garant
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