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Media e reti sociali

Prof. Matteo Tarantino – II Sem. A.S 2018/2019 Martedì 26 febbraio 2019

Introduzione

Frequentanti: 50% project work + 50% esame scritto (preappello: ultimo giorno di lezione o

intorno a quella data di li) su bibliografia frequentanti e appunti. 10 domande a risposta a chiusa

da un punto, 2 a risposta aperta.

Non frequentanti: 20 domande a risposta chiusa e 4 domande a risposta aperta su tutta la

bibliografia indicata per i non frequentanti.

(1)

Information Societies

Siamo immersi in un ambiente digitalizzato praticamente dalla nostra nascita e a volte ciò ci oscura

o ci fa pensare come naturali alcune trasformazioni che in realtà sono storicizzabili, che hanno

portato alla società di cui oggi facciamo parte, definita come SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE.

Diversità, mobilità, portabilità e digitalizzazione sono elementi che caratterizzano la società

moderna. Open Locative Cloud

Source Media Computing

Affective Blockchain Python

Computing

OPEN SOURCE – software sviluppato da una comunità di sviluppatori il cui codice sorgente è aperto

e a cui tutti possono attingere. Ne sono un esempio Linux, Firefox, OpenOffice.

LOCATIVE MEDIA - media che comprendono una dimensione di geo-localizzazione. Es: Pokemon Go.

CLOUD COMPUTING - l’architettura di base della telematica è di tipo client-server, ovvero formata

da un computer server e un computer client dove le informazioni sono salvate sul server e richieste

dal client. L’URL è ciò che identifica la posizione delle informazioni. In questo tipo di architettura

‘piramidale’ in cui ogni server serve un certo numero di client, quello che succede è che quando

viene giù un server, tutti i client sono morti, cioè non possono richiedere informazioni.

Il cloud computing applica questo il tipo di architettura client-server allo storage dei dati.

Normalmente, ognuno di noi salva i propri documenti sul disco locale del computer. Un’architettura

cloud invece, DISTRIBUISCE e REPLICA i file su una serie di server in MANIERA RIDONDANTE in

modo tale che se uno di questi server dovesse cadere, i file rimangono comunque al sicuro su altri.

1

Un’architettura cloud, rispetto al salvataggio in locale, è sicuramente più sicura, ma presenta anche

una serie di problematiche. (A) Il primo problema del cloud riguarda i costi di un’infrastruttura di

tipo cloud. Il cloud è una vera e propria infrastruttura e l’infrastruttura è tale quando non la vedi,

una cosa che dai per scontata di cui non diventi consapevole finché non si rompe. (B) Il secondo

problema riguarda il consumo di energia e la generazione di calore: consumando molta energia, i

server farm vengono generalmente collocati fuori dalle città. (C) Il terzo problema del cloud è di tipo

legale: le raccolte di dati vengono dislocate in tutto il mondo ed è difficile risalire alle legislature di

competenza. La giurisdizione a cui questi dati devono essere sottoposti è quella del paese in cui

sono storati (quindi del server su cui si trovano) o quella del computer che li interroga? La legge

europea, ad esempio, è molto restrittiva nei confronti delle informazioni personali che tu puoi

storare e utilizzare di una persona. La legge statunitense, al contrario, è molto meno protettiva.

Quello che sta succedendo, ad esempio in Svizzera, è che i paesi cominciano a dotarsi dei propri

server. In Svizzera i dati dell’università (di ricerca, degli studenti e altri) devono essere salvati su un

cloud svizzero ‘switch’ (i cui server sono in svizzera e quindi sottoposti alla sua legislazione) e non

su dropbox (illegale), perché altrimenti i dati verrebbero dislocati in più server anche al di fuori della

Svizzera. La situazione legale odierna tende ad applicare la legge del paese più conveniente al

momento.

AFFECTIVE COMPUTING - branchia dell’informatica che ha a che fare con il farti stare bene dal punto

di vista affettivo realizzando calcolatori in grado di riconoscere ed esprimere emozioni. La più antica

forma di questo settore possono essere considerati i servizi matrimoniali (es: Tinder). In realtà,

questa realtà fa parte di un settore dell’informatica sempre più preponderante.

BLOCKCHAIN - una delle applicazioni più famose della tecnologia della blockchain sono i bitcoin.

Per blockchain si intende un sistema tale per cui ogni transizione è registrata, tutti i passaggi di

mano sono registrati in modo che il ricevitore di ultima istanza (l’ultimo che prende in mano il

pezzo di carta) sappia esattamente che percorso fare per recuperare i suoi soldi. Si tratta di un

cosiddetto ‘ledger’ in cui tutti i passaggi di mano di un quantitativo di ricchezza sono segnati. Ma

qual è il problema? È sempre stato chiaro che un qualsiasi tipo di moneta alternativa poteva

funzionate con un registro condiviso, ma il vero problema è dato dal fatto che volendo estendere

questo su una scala molto ampia, il quantitativo di dati che si verrebbe a creare sarebbe talmente

enorme che finora non esiste una soluzione che consista di storare tutti questi dati. Salvarli su

un’architettura client server normale, significherebbe che, una volta hackerato il registro su quel

server, è possibile creare un trade di soldi da destinare a se stessi. Il problema è che volendo

scalare questo sistema, fino ad ora non esisteva un sistema che permetteva di tenere traccia di

tutte le transazioni visto il numero elevato. In un sistema di blockchain invece, non esiste un

server centrale, quindi potremmo definirla un’architettura distribuita o cloud: il registro in cui

sono segnati tutti i passaggi di mano è in possesso di tutti i computer delle persone che decidono

di essere i tutori di questo registro.

Attualmente la blockchain del bitcoin sono circa 10GB. Ma perché prestare il proprio computer ed

essere tutore di una copia di questo registro? Ogni computer messo a disposizione scarica la

blockchain ogni tot minuti (3 o 6 minuti). Tutte le transizioni che sono avvenute in quel lasso di

tempo vengono compattate in una sorta di solo pacchetto, sparato a tutti i computer attaccati alla

blockchain del bitcoin i quali devono decriptarlo per poterlo aggiungere al registro generale. Il

primo computer che riesce a decriptare il pacchetto prende un quantitativo di ricchezza. La

ricompensa in bitcoin per il lavoro di decriptazione all’inizio era molto alta. L’algoritmo del bitcoin,

però, è strutturato in maniera tale per cui più si va avanti nel tempo, più bitcoin ci sono in

circolazione, più questa decriptazione del pacchetto con le ultime transizioni avvenute diventa 2

difficile; più difficile diventa, più diventa costoso risolverlo in termini di energia elettrica: questa è

la ragione per cui allo stadio attuale il mining comincia a diventare non più redditizio.

Il sistema del bitcoin si rivela quindi di fatto un’architettura decentralizzata molto sicura: nessuno

può hackerarlo, perché per farlo occorrerebbe hackerare tutti i computer della gente che è

attaccata a fare mining per cercare di aggiudicarsi la ricompensa.

Il problema è che il bitcoin è arrivato a valere così tanto che gli sviluppatori hanno smesso di

implementarlo. Il bitcoin è dunque finito per diventare una riserva di valore, come i diamanti.

BIG DATA - agglomerati di dati talmente grossi che la mente umana non è in grado di processali,

l’unica cosa che può processarli sono gli algoritmi. Lo sviluppo dei big data è favorito dal fatto che

non solo in questi anni è crollato il costo dei sensori (tecnologia che capta i cambiamenti), ma

anche della possibilità di storage – un po’ per il cloud, un po’ perché è proprio calato il costo degli

hardware di storaggio. Sempre più decisioni commerciali / politiche vengono prese per via

algoritmica.

Cosa è un’INFORMATION SOCIETY? Secondo la definizione di Webster, un information society è un

assemblaggio di 5 caratteristiche in posizione di reciproca influenza: tecnologica – economica –

occupazionale – spaziale – culturale.

TECNOLOGIA

Tecnologia Fusione con lo

Riduzione del costo sviluppo

delle ICT dell’informatica

Massiccia Ottimizzazione del

distribuzione management e

(sopratutto delle della distribuzione

TLC) dell’ informazione.

Il salto tecnologico che ha permesso il transistor è stato colossale. Il transistor prende il posto della

valvola elettrostatica nella costruzione di processori, rendendo possibile la MINIATURIZZAZIONE

delle tecnologie della comunicazione e la conseguente RIDUZIONE DI COSTO delle stesse. Il

transistor è come una valvola con acceso e spento in base al voltaggio e serve a compiere le

operazioni binarie. Il numero di transistor per pollice quadrato, secondo la legge di Moore,

raddoppia ogni 2 anni circa. Il computing power, quindi la capacità di processare informazioni delle

tecnologie della comunicazione, continua a raddoppiare ogni 2 anni circa. Le tecnologie della

comunicazione sono quindi andate miniaturizzandosi sempre più a parità di potenza e di costo.

Questo ha portato a (2) conseguenze importanti:

- la MASSICCIA DISTRIBUZIONE delle tecnologie dell’informazione – portabilità e ubiquità del

digitale al di fuori di ambiti specializzati come uffici e istituzioni: prima il digitale è uscito dalle

fabbriche ed è arrivato negli uffici, poi dagli uffici alle case e infine dalle case al corpo. All’inizio

c’è stata la miniaturizzazione della radio, prima volta in cui il digitale usciva dall’uso fisso.

- ottimizzazione del management e della distribuzione dell’informazione – le tecnologie

dell’informazione non erano digitali, non lo sono mai state: è grazie alla fusione tra

miniaturizzazione delle tecnologie per l’informazione e sviluppo dell’informatica che le

3

tecnologie dell’informazione diventano veramente digitali. Tutto ciò ha una grande

implicazione sociale: lo sviluppo dell’informatica contribuisce ad una ristrutturazione dei

processi di management (gestione delle risorse). È possibile sapere cosa fanno e dove sono i

propri dipendenti, oppure distribuire informazioni ai dipendenti e ai cittadini in maniera

capillare e personalizzata, cosa che prima non potevi fare se non con la posta cartacea o col

telefono.

Economia

Importante la transizione dal fordismo al postfordismo. Il fordismo è un tipo di organizzazione

della società organizzata attorno alla fabbrica, un modello ideale fondato sulla catena di

montaggio, la sequenzialità del lavoro e una sua gerarchizzazione. Il postfordismo sposta

OCCUPAZIONE

sostanzialmente l’economia dalla produzione, ai servizi e al terziario avanzato. Da questa

• Spostamento

dell’occupazione verso lavori

immateriali.

• Daniel Bell (1975): ascesa

dei colletti bianchi , declino

dei “colletti blu.” Società

postindustriale.

• Ascesa del knowledge

worker”.

• Giappone: 1970, 50% hard

industry; 1980, 27% hard

industry.

transizione deriva un forte contributo in fatto di prodotto interno lordo di un paese nei settori

dell’educazione (università di massa), dei media (industria dell’informazione), macchine ICT

(macchine per informazione e comunicazione, l’hardware vero e proprio), i servizi stessi

(assicurazioni, medicina, legge… come settori industriali non esattamente trainanti, ma sempre più

grossi del PIL), ricerca e sviluppo, non profit. Anche l’occupazione si è spostata verso lavori di tipo

immateriale, anche a livello di immaginario. Sale inoltre anche la quota dei lavoratori della

conoscenza.

Occupazione

L’occupazione si è espansa verso lavori di tipo immateriale, quindi non più lavori relativi alla

catena di montaggio. La professione di base attualmente è l’impiegato e non più l’operaio. Quindi,

Educazione

E

C Media

O

N Contributi al PIL di: Macchine ICT

O Economia

M dell’Informazione:

Postfordismo? Dal 28.6% al 34.7%, Servizi (e.g.

I ma stagnante dal legge,assicurazione,

1970/1980 in avanti medicina)

A Altre attività relative

all’informazione (e.g.

ricerca & sviluppo,

non-profit)

anche a livello di immaginario, il nostro baricentro simbolico dell’occupazione si è spostato sul

(Bell1980; Matchlup, 1962; Porat 1977 )

terziario. Sale anche la quota dei lavoratori della conoscenza: non si produce niente di fisico, ma 4

viene transizionata la conoscenza, che viene presa da un punto, assemblata e rivenduta in un

altro.

Spazio

Da un punto di vista spaziale, nella società dell’informazione avviene una compressione dello spazio

e del tempo.

La pervasività delle reti informatiche trasforma radicalmente la percezione dello spazio-tempo,

un’esperienza per noi connaturata allo spazio quotidiano. Es: per noi il sud Italia non è percepito

così lontano come lo era percepito dai nostri antenati e ciò grazie allo sviluppo dei trasporti e delle

reti di comunicazione. La compressione spazio-tempo non riguarda solo la propria percezione

personale, ma la stessa esperienza di vita è molto più estesa: ognuno di noi ha un tracciato

abbastanza preciso e molto denso lasciato attraverso foto sui social e vari dati. Questo fa si che la

percezione dello stacco di età sia meno evidente e definito. Il continuo documentare la propria vita

fa si che sia più difficile separare nettamente le cose. Questo schiacciamento però, è anche

problematico, perché se tu senti lo schiacciamento ti posizioni in maniera difensiva e vai a

radicalizzare alcuni tratti identitari (senti il mondo che ti schiaccia e senti che perdi la tua

individualità).

La compressione dello spazio e tempo fa si che lo stato nazione smetta di essere il confine delle

operazioni principali di un’azienda. La globalizzazione fa si che l’azienda debba coordinarsi e agire

coordinando diversi pezzi di sé dislocati in spazi diversi e quindi anche dotarsi di reti di

comunicazione per il coordinamento, il che ha portato allo sviluppo notevole di alcuni prodotti della

comunicazione. Il telegrafo e il telefono permettono una conversazione istantanea. Dalla necessità

di coordinamento nella comunicazione istantanea, dato che si era cominciato a muoversi su una

scala mondiale, è nata la tecnologia del fuso orario.

Blurring dei confini tra attività: capire i consumi culturali delle persone che non ‘ci piacciono’, per

SPAZIO

sapere poi dove sarà il pubblico tra x mesi.

Le reti di informazione Coordinamento di

risultano influenzare strutture produttive Blurring dei confini fra

potentemente la multinazionali, che attività

percezione di spazio e valicano I confini dello

tempo. stato-nazione

Priorità del tempo

reale, crisi della

Economia globale, crisi concezione del tempo

dello stato-nazione (Goddard, 1992;

Castells 2000, 2001)

Economia globale e crisi dello stato nazione.

Priorità del tempo reale, crisi della concezione del tempo. Una delle percezioni contemporanee è

quella di non avere tempo di fare nulla. Questo perché la compressione dello spazio-tempo

provoca una compressione del tempo reale, sul presente (es: dell’apertura della pagina web, non

vogliamo aspettare più di 3 secondi, altrimenti cambiamo tab).

Cultura 5

autorefernziali e non come

Sproporzione fra conoscenza

da esperienza diretta e denotativi, e definiscono la

da esperienza diretta e

esperienza mediata. realtà. (Baudrillard 1981:

esperienza mediata. “iperrealtà”).

RA Segni iniziano a essere

Segni iniziano a essere

percepiti come

percepiti come Sproporzione fra conoscenza

Il soggetto non chiedede

autorefernziali e non come

autorefernziali e non come da esperienza diretta e

segni “veri” perchè sa che

denotativi, e definiscono la

denotativi, e definiscono la esperienza mediata.

non esistono verità assolute;

realtà. (Baudrillard 1981:

realtà. (Baudrillard 1981:

“iperrealtà”).

“iperrealtà”). Segni iniziano a essere

Il soggetto non chiedede

Il soggetto non chiedede Perdita di significato dei

percepiti come

segni “veri” perchè sa che

segni “veri” perchè sa che autorefernziali e non come

segni soggettivazione

à

non esistono verità assolute;

non esistono verità assolute; della loro esperienza

denotativi, e definiscono la

realtà. (Baudrillard 1981:

(supermarket, remix)

“iperrealtà”).

Il segno diventa autoreferenziale, c’è una perdita della capacità dei segni di denotare la realtà.

Questo perché siamo sottoposti a un overload di segni: rispetto all’economia simbolica dei nostri

Perdita di significato dei

Perdita di significato dei

nonni, la maggior parte delle cose che sappiamo del mondo le abbiamo sperimentate per via

segni soggettivazione

à

segni soggettivazione

à

simbolica e mediatica - e non per via semiotica. Qualsiasi cosa diventa un’opinione che può essere

della loro esperienza Il soggetto non chiedede

della loro esperienza

confutata, non è più possibile distinguere il vero e il falso.

(supermarket, remix) segni “veri” perchè sa che

(supermarket, remix) non esistono verità assolute;

® Es: i “deep fakes”, la replica di volti attraverso gli algoritmi.

Il volto, dal punto di vista algoritmico, è un colore e un rapporto matematico di distanza tra vari

elementi che lo compongono (es. distanza fronte-mento, distanza orecchio destro e

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BestNote di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Media e Reti sociali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Tarantino Matteo.
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