Italiano per la comunicazione
Prof. Giorgia Aprile e Chiara Carpentieri – A.S. 2017/18, I Sem.
Venerdì 20 Ottobre
La scrittura professionale
La scrittura professionale:
-‐ Ha caratteristiche proprie
-‐ Ambito lavorativo
-‐ Legata al fattore temporale
-‐ Del singolo professionista o del team
-‐ Comprende diverse tipologie testuali
La scrittura professionale comprende 3 fasi fondamentali:
1. PROGETTAZIONE:
Analisi del target
• Qual è
il fine della mia comunicazione? Attrarre o comunicare? Che tipo di testo devo
produrre?
Chi è il committente? L’emittente spesso ≠ autore
Chi è il destinatario? L’intento è quello di agevolarlo in tutti i modi (eterogeneo o settoriale).
È importante tenere in considerazione che il messaggio scritto spesso non può essere
modifica.
Scelta del tono: l’effetto che vogliamo produrre sul destinatario.
• a. Informare / trasmettere -‐ > tono denotativo: la scrittura dev’essere oggettiva
e neutra, le informazioni devono essere trasmesse in modo oggettivo, il
lessico dev’essere semplice e chiaro e deve avere significati univoci, la sintassi
dev’essere semplice e lineare
b. Colpire il destinatario / convincerlo -‐ > tono connotativo: il lessico dev’essere
brillante, è possibile alterare i vocaboli, utilizzare figure retoriche di
significato ed espressioni del parlato, la sintassi permette l’uso di artifici
retorici, la punteggiatura dev’essere marcata.
Scelta del
registro: distanza da tenere con il destinatario
• a. Formale: lessico astratto e difficile; sintassi: enunciati articolati e ampio uso
di ipotassi
b. Informale: lessico comune o colloquiale; sintassi: enunciati brevi e paratassi
c. Mediamente formale
2. ELABORAZIONE
Lettura attenta dei ‘’raw materials’’ isolando i contenuti da riutilizzare (no scrittura creativa)
• Preparazione della scaletta (informazioni in ordine generico) consente di razionalizzare le
• informazioni e ordinarle per importanza
Creazione originale di contenuti (no taglia / incolla)
• Sistemazione dei contenuti (in sequenze logiche e monotematiche): no frammentazione.
•
3. REVISIONE DEL TESTO
Un buon testo contenente refusi (errori di battitura) equivale a una perdita di immagine.
È possibile operare la revisione del testo:
a. Controllo ortografico / grammaticale dei programmi informatici di scrittura
b. Rilettura paziente e non logica del testo (a voce alta, dalla fine)
c. (correttore di bozze)
Caratteristiche della leggibilità:
-‐ Il font dev’essere mantenuto uguale per l’intera lunghezza del testo
-‐ Corpo: 9/14
-‐ Stile: tondo (testo) – grassetto (titoli o marcatore grafico) – corsivo (titoli o forestierismi non
comuni)
Formattazione della pagina:
-‐ Interlinea: 1,5
-‐ Allineamento: giustificato
Facilitare reperimento delle informazioni:
-‐ Testo organizzato in capoversi (blocchi) omogenei e distinti
-‐ Salto di una riga o rientro di testo: due possibilità di segnalazione
-‐ 1 argomento = 1 capoverso
Lettera / e-‐mail professionale
-‐ occorre scegliere la modalità con cui riferirsi al destinatario (tu, lei / voi)
-‐ prediligere registro mediamente formale e un
tono neutro
Entrambe le tipologie sono brevi testi informativi con circolazione privata o pubblica; hanno in comune
molti elementi ma in particolare l’email:
-‐ permette l’invio / ricezione in tempi rapidi
-‐ è scritta e letta rapidamente, ma va ugualmente rivista poiché ha valore legale
-‐ è più sintetica (sintassi)
-‐ permette l’invio di numerosi allegati
Indirizzo del destinatario: aggettivo di cortesia, titolo e nome – indirizzo – cap, città e stato (sempre su tre
righe!). Se azienda: spett. Azienda – ufficio specifico – c.a. nome specifico o ‘’a chi di competenza’’ -‐
indirizzo – cap, città e stato.
Lugo e data: Milano, li 15 Ottobre 2017 (allineamento a destra)
Oggetto: facoltativo in report e mail, obbligatorio nella lettera, evidenziato, centrale o allineato a sinistra,
dev’essere breve e informativo. Non generico.
Formula di attacco: ‘’Gentile…’’ mantengo la formula iniziale di cortesia ma la sciolgo, tolgo le
abbreviazioni e le estendo.
Testo: deve contenere immediatamente la finalità e la notizia. Seguono le informazioni supplementari
divise in capoversi monotematici
Formula di saluto: in basso a destra, nome + firma autografata + posizione professionale
Indirizzo del mittente: nome, posizione, indirizzo 1, indirizzo 2, contatti rapidi (telefono, e-‐mail)
Mercoledì 8 Novembre
La prosa divulgativa
Caratteristiche:
1. scopo: a metà tra informativo e persuasivo.
2. pubblico tipico:
eterogeneo ma privo di specializzazione, un pubblico che non conoscerà l’argomento del
nostro testo e non sarà particolarmente interessato all’argomento.
Due diversi tipi di prodotto:
-‐ opuscolo
-‐ dépliant
Scopo: informativo e persuasivo insieme, veicolo delle informazioni ma allo stesso tempo cerco di
promuovere. Informare o promuovere: argomenti – eventi – comportamenti – prodotti
Solitamente la funzione della prosa divulgativa ha anche una ricaduta sociale trattandosi di contenuti poco
noti a un’ampia fetta di popolazione. La prosa divulgativa informa e crea contenuti virtuosi.
Pubblico: in genere non specializzato.
-‐ In genere contenuti non troppo tecnici (ma NON banali)
-‐ Forma di facile decodifica (lingua e stile semplici).
Il rischio è quello che la comunicazione diventi poco proficua: il mio intento è quello di attirare a me il
numero maggiore di lettori.
Il Dépliant
-‐ È un testo volatile di
breve / media lunghezza: anche se l’argomento interessa, una volta
memorizzate le informazioni utili viene cestinato.
-‐ Finalità: informativa – pubblicitaria
-‐ Impostazione grafica e formato ben riconoscibili
-‐ Sempre caratterizzato dalla presenza di colore e immagini
-‐ Ha una struttura logica fissa da rispettare nella stesura
-‐ È una tipologia di testo molto diffusa ma ben poco considerato (volatili, lettura a salti): è raro che
una persona legga dall’inizio alla fine un dépliant
-‐ Il primo scopo di chi stende un déplian è quello di dover superare la disattenzione del lettore
occasionale medio
-‐ Foglio A4
-‐ Orientamento orizzontale, sei pagine interne e sei esterne nel formato standard
-‐ Piegatura secondo tecnica precisa
-‐ Testo su colonne
-‐ Apparato iconografico e colore
-‐ Totale di 6 pagine, ma esistono anche altre opzioni
-‐ Lato recto: contenuti interni dei dépliant, pag. 1-‐3
-‐ Lato verso o facciata posteriore: pagina 4 – retrocopertina – copertina
il destinatario, aprendo il dépliant incontra:
-‐ Copertina (la apre)
-‐ Pag.4 (la apre)
-‐ Pag. interne (richiude)
-‐ Retrocopertina
Come fare?
-‐ World
-‐ File > nuovo documento > Modelli del pc >
Brochure
-‐ Modello già predisposto
LA COPERTINA (lato verso – facciata posteriore del foglio)
Elemento di impatto: deve catturare e spingere a leggere (superare test dei 10 secondi, attenzione
massima dedicata a un testo di questo tipo). Deve veicolare l’informazione principale della mia
comunicazione
-‐ Informa il lettore
-‐ Colpisce il lettore
-‐ Nome e logo ente promotore: dev’essere chiaro il mittente del messaggio
-‐ Titolo: neutro o d’impatto, dipende dalla situazione comunicativa
-‐ (Slogan: non solo nei dépliant pubblicitaria, a seconda della situazione)
-‐ (Luogo e data: possono essere informazioni da copertina – e quindi di fondamentale importanza -‐
qual ora si trattasse di eventi)
-‐ Illustrazioni o immagini d’effetto
-‐ Colore
*Informazioni come indirizzi, numeri di telefono ect.. (vedi esempio dalla dispensa ‘’Comando di Polizia
Locale di Legnano)
LA RETROCOPERTINA
-‐ Ha finalità pratica, è una pagina di servizio.
-‐ Permette di contattare una fonte sicura e autorevole per approfondire il tema
-‐ Contiene tutte quelle informazioni pratiche che saranno utili SOLO per chi è effettivamente
interessato all’argomento
-‐ Esplicitazione di tutti gli enti che hanno partecipato o collaborato, soprattutto se finanziatori
** tra copertina e retrocopertina dev
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Appunti di Diritto costituzionale 2 - Parte II (24 marzo/7 aprile 2016) - prof. Consolo G.
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