Economia dei sistemi industriali
Esame
4 esercizi con domande di teoria. Nel compito dovremo risolvere degli esercizi simili a quelli svolti in aula, 3 esercizi + domanda teorica. Testo: Church-Ware, scaricabile gratuitamente online.
La teoria delle forme di mercato
La teoria delle forme di mercato si propone di spiegare cosa sono i mercati e quali sono le principali strategie che possono adottare le imprese. L'economia industriale studia le informazioni che coordinano lo scambio dei beni. Ci concentreremo sullo studio dei funzionamenti di mercato e sulle diverse forme di mercato possibili.
Mercati non perfettamente concorrenziali
L'attenzione dell'economia industriale si concentra su delle particolari forme di mercato che possiamo definire mercati non perfettamente concorrenziali. Due principali forme di mercato:
- Monopolio: estremo opposto della concorrenza
- Oligopolio
Caratteristiche principali del mercato perfettamente concorrenziale
- Ci sono per ipotesi numerose imprese, queste sono di dimensioni trascurabili rispetto al complesso del mercato, questo fatto fa sì che nessuna di esse con le sue decisioni (volume di produzione) sia in grado di influenzare il prezzo a cui il prodotto viene offerto. Diciamo che le singole imprese che appartengono a un mercato perfettamente concorrenziale sono price taker, da sole non hanno la capacità, dimensione, influenza tale da decidere il prezzo a cui offrire il prodotto. Questo prezzo viene fuori dall'incontro tra la domanda di mercato e l'offerta complessiva. Definiamo un contesto di interdipendenza strategica quando le conseguenze delle decisioni di un determinato agente (un'impresa) non dipendono solo dalle sue scelte ma anche dalle scelte degli altri. Il contesto perfettamente concorrenziale è un contesto dove non ci sono agenti che possono modificare le scelte fatte dagli altri, queste conseguenze dipendono da fattori esogeni alle scelte delle singole imprese (ambiente, tecnologia, vincoli che derivano dalla tecnologia, dal mercato e dalle istituzioni). In concorrenza perfetta tutti i vincoli per le imprese sono dati e sono immodificabili, su questi le imprese faranno le loro scelte, anche lo stesso prezzo a cui si venderà il prodotto sarà un dato esogeno al problema di scelta dell'impresa.
- Tipo di prodotto offerto: se il prodotto è omogeneo dal punto di vista dei consumatori i prodotti offerti dalle diverse imprese sono assolutamente identici. Si dice anche che sono prodotti omogenei o prodotti perfetti sostituti, posso scambiarli con prodotti delle altre aziende. Se i prodotti sono perfetti sostituti il prezzo diventa l'unica variabile decisionale per quanto riguarda le scelte dei consumatori. Dal punto di vista delle imprese non ci sarà la possibilità di praticare un prezzo diverso, prezzo di equilibrio unico all'interno del mercato come conseguenza di questo.
- Se avessimo imprese caratterizzate da tecnologie di produzione diverse ci sarebbe qualcuno avvantaggiato. Quando parliamo di tecnologia parliamo in termini di costi di produzione da sostenere per vendere il prodotto. Se siamo in una situazione di simmetria tecnologica vuol dire che tutte le imprese hanno la stessa tecnologia, quindi i loro costi sono esattamente gli stessi. L'ipotesi che facciamo è che tutte le imprese siano dotate della stessa tecnologia data esogenamente.
- Libertà di entrata quando le imprese fuori da questo mercato possono entrarci in maniera libera, cioè nessun vincolo istituzionale e nessun costo aggiuntivo. Le imprese possono decidere l'ingresso in un certo mercato senza incorrere in costi aggiuntivi o essere soggetti a particolari vincoli. Questo può essere interpretato anche nella condizione di uscita da questo mercato, cioè ci si può muovere in entrata o in uscita da quel mercato. La libertà ci dice anche quale sarà il prezzo che ci potremo aspettare. Supponiamo che il prezzo sia superiore ai costi, allora ogni impresa può vendere a un prezzo superiore al costo e può avere quindi un profitto dalla commercializzazione del prodotto. Tutte queste imprese allora realizzano profitti, in particolare quindi questo fatto sarà un elemento che attrarrà nuove imprese all'interno di questo mercato. Finché ci sono queste condizioni remunerative (prezzi più alti dei costi) entreranno nuove imprese. Con nuove imprese la produzione complessiva aumenta, ciò automaticamente determina un prezzo più basso. La libera entrata ci dice quale sarà il prezzo che ci potremo aspettare in questo mercato, sarà un prezzo tale per cui le imprese del mercato concorrenziale non potranno realizzare profitti. In condizione di equilibrio per tutte le imprese del mercato concorrenziale il livello di profitto è nullo. Quando parliamo di profitto nullo intendiamo profitto economico nullo, profitto valutato in termini economici significa che tutti i fattori della produzione sono valutati al loro costo opportunità: per ogni fattore della produzione consideriamo qual è il miglior impiego alternativo a cui rinunciamo nel momento in cui investiamo. Se tutte le risorse sono scarse allora se decido di usarle per un determinato fine sto rinunciando ad usarle in qualche altro modo.
Dal punto di vista contabile se l'impresa ha uno stabilimento l'impresa non deve sostenere nessun costo specifico legato a questo fattore (è un fattore proprio) in termini contabili non c'è un esborso legato al possesso e uso di questo fattore. Se parliamo di profitti economici anche se lo stabilimento è nostro questo ha un costo legato al fatto che rinunciamo ad avere un ricavo dalla cessione di questo sul mercato, rinunciamo quindi a ricavare un affitto da qualcuno, la rinuncia è il costo opportunità. Il profitto dell'impresa in termini contabili non darebbe costi, in termini economici dà un costo: la rinuncia all'affitto che potrei ricavare. Quando parliamo di profitto nullo non vuol dire che i soldi nella cassa non ci sono, profitto economico nullo c'entra col fatto che tutti i fattori della produzione sono remunerati esattamente ai loro costi opportunità. L'impresa non realizza sovraprofitto rispetto al costo opportunità.
Mercato concorrenziale ipotesi di informazione completa, cioè tutti i soggetti conoscono tutti gli elementi fondamentali per le loro decisioni. Ad esempio dal punto di vista dei consumatori questi conoscono perfettamente quali sono le imprese che operano nel mercato, i prodotti che offrono e a quale prezzo. Conoscono tutti gli elementi fondamentali che servono per prendere le decisioni di acquisto. Esistono mercati reali caratterizzati da queste assunzioni? La risposta è tendenzialmente no, sono ipotesi molto molto forti che quindi rendono questa forma di mercato difficilmente riscontrabile nella realtà.
I settori relativi ad alcune produzioni agricole si avvicinano a situazioni in cui ci sono numerosissimi produttori di dimensioni trascurabili, ciascuno di essi non è in grado di determinarne il prezzo, questo viene deciso dall'alto. A parte questo gli altri settori non riflettono queste condizioni così specifiche. Continuiamo a studiare questo mercato perché le ipotesi estreme danno conseguenze importanti sul piano teorico, può quindi essere utile confrontare questi risultati con quello che accade nelle forme di mercato che riflettono di più i mercati reali.
La situazione di equilibrio che si registra in un mercato perfettamente concorrenziale è un ottimo paretiano, realizza la massima efficienza. Soluzione di equilibrio a partire dalla quale ci possiamo spostare, se ci spostiamo aumentando il grado di soddisfazione di uno degli agenti (esempio lato consumatori) questo necessariamente deve peggiorare il grado di soddisfazione degli altri (imprese). L'ottimo paretiano non permette di aumentare la soddisfazione del consumatore senza peggiorare quello delle imprese.
Caratteristiche principali del monopolio
- Definiamo per il momento un'industria in cui c'è una sola impresa, tutti i consumatori che necessitano quel prodotto lo devono acquistare da una singola impresa.
- Comportamento strategico: c'è una forma di similitudine con la concorrenza perfetta: il monopolista non deve preoccuparsi di capire cosa fanno le altre imprese e capire che influenza hanno perché le imprese avversarie non esistono, il monopolista non interagisce con le altre imprese.
- Omogeneità di prodotto, ci confrontiamo con noi stessi quindi prodotto omogeneo.
- Simmetria tecnologica, come sopra.
- Condizioni di accesso: dobbiamo assumere che le condizioni di accesso siano difficili, nuove imprese diverse da quella che sta già operando in questo mercato trova difficoltà di accesso, dovuta ad un insieme di fattori diversi (natura e identità dei costi da sostenere per produrre in quel settore che rappresentano una barriera di ingresso), oppure protezione di diverso tipo.
- Informazione completa, se siamo in monopolio i consumatori conoscono perfettamente il prodotto che l'impresa sta offrendo, in particolare conoscono il livello di qualità, il prezzo, ma in circostanze più realistiche e più complicate da considerare può darsi che questa situazione non valga più. Il consumatore non necessariamente conosce prima dell'acquisto il livello di qualità del prodotto che sta comprando. In questo senso non ci sono più informazioni complete.
L'impresa diventa price maker, decide da sola il prezzo. Oltre a questo aspetto, una volta che diciamo che il monopolista è l'unico del mercato ed è protetto da barriere di ingresso questo avrà la possibilità di alzare il prezzo. Ciò consente un mark up, un profitto economico positivo per l'impresa, extraprofitto, recupera tutti i costi opportunità e in oltre ricava pure qualcosa in più.
Caratteristiche dell'oligopolio
- Situazione intermedia, poche grandi imprese si spartiscono il mercato
- Interdipendenza strategica, se una singola impresa decide quanto produrre, a che prezzo vendere, che prodotto offrire, non può sapere le conseguenze sui propri profitti se non tiene conto di quello che stanno facendo gli avversari. Diventa essenziale sapere le scelte degli altri.
- Inizialmente manteniamo l'ipotesi di prodotti perfetti sostituti tra le diverse imprese. Analizzeremo situazioni in cui i prodotti non sono perfetti sostituiti, sono differenti l'uno dall'altro, pur continuando a soddisfare lo stesso bisogno dei consumatori. Non vale più la legge del prezzo unico se i prodotti sono diversi, il prezzo non è più l'unica variabile rilevante.
- Imprese più efficienti in qualche modo troveranno dei vantaggi in termini di profitto che possono realizzare. Partiremo da casi con stessi costi per vedere cosa succede nel caso di costi diversi.
- Situazione di partenza semplice: no barriere, in realtà qualche barriera c'è. Ci possiamo aspettare una qualche forma di protezione rispetto ai nuovi entranti. Se questa non dovesse esistere le imprese attive nell'oligopolio potrebbero adottare dei particolari comportamenti strategici volti a rafforzare le barriere per i nuovi concorrenti conservando così una qualche posizione di vantaggio. Possiamo avere prezzi diversi se i prodotti sono differenziati. Anche qui prezzi superiori ai costi tanto più quanto esistono barriere all'ingresso di altri. Extraprofitti.
- Anche nel caso dell'informazione ci può essere un caso semplice e uno in cui non ci sono informazioni complete. L'informazione non riguarda solo i clienti ma anche informazioni incomplete sulle altre imprese e su eventuali loro relazioni. Un caso possibile è che un'azienda non conosca la tecnologia di un'altra, non sa quindi quali sono i costi che l'avversario deve sostenere per produrre il prodotto. L'informazione non riguarda solo il lato della domanda ma anche quello dell'offerta.
Mercati non perfettamente concorrenziali portano al potere di mercato. Le imprese che hanno potere di mercato hanno capacità, abilità e possibilità di fissare il prezzo di vendita dei prodotti in modo tale che sia più alto rispetto ai costi di produzione. I costi che considereremo saranno quelli marginali di produzione, cioè quanto costerebbe produrre una unità in più rispetto a quelle che stiamo offrendo.
Quando esiste un margine tra prezzo e costo marginale siamo davanti ad un'impresa che ha potere di mercato. Intorno a questo concetto di potere di mercato ruota tutto lo studio dell'economia industriale. Ci sono 4 domande fondamentali relative a questo aspetto, intorno a queste ruotano tutte le cose che ci interessano. Vediamo le 4 domande ed i loro aspetti principali.
Domande fondamentali sul potere di mercato
- Esiste il potere di mercato? Se esiste come si misura?
- Mercato: ci riferiamo al lato della domanda, stiamo guardando i consumatori. È fatto dagli insiemi degli acquirenti, dei compratori di un determinato bene.
- Industria: guardiamo il lato dell'offerta, guardiamo le imprese che producono lo stesso prodotto.
- In entrambi i casi facciamo riferimento a uno stesso bene.
- Difficoltà di distinguere le due cose nella realtà. Cosa vuol dire lo stesso bene? Non è realistico pensare che i prodotti siano perfetti sostituti (dipende sia da differenze fisiche, oggettive, sia da altri aspetti, anche quando le caratteriste fisiche oggettive sono uguali (potrebbero ad esempio differire nella zona di distribuzione)). Dobbiamo fare allora riferimento a prodotti simili, “sufficientemente simili”.
- Primo modo di considerare la similitudine può essere vedere dal punto di vista della tecnologia, aspetti tecnologici (materie prime, impianti ecc) offerta, modo usato dall'ISTAT per classificare le industrie.
- Dal lato della domanda vediamo quali bisogni dei consumatori i prodotti soddisfano. Prodotti simili soddisfano gli stessi bisogni (pur essendo differenziati).
- Come possiamo acquisire e come possiamo mantenere il potere di mercato?
- Quali sono le principali conseguenze che la presenza di potere di mercato determina? Le possiamo analizzare sia dal punto di vista delle imprese che dei consumatori.
- Esiste un ruolo per soggetti esterni alle imprese? (Di controllo di funzionamento di questi mercati) in particolare esiste un ruolo per le politiche pubbliche?
Elasticità della domanda
Per noi quello che conta nell'operazione di classificazione dei vari prodotti è il bisogno di acquisto dei consumatori. Come facciamo ad avere una misura di similitudine tra prodotti? Guardiamo la domanda e fissiamoci sull'elasticità della domanda. In particolare sull'elasticità della domanda al prezzo in riferimento ad un dato bene. Poiché tale indicatore fornirebbe sempre un valore negativo aggiungiamo un meno alla formula.
Quello che ci serve è il concetto di elasticità di domanda incrociata. Vogliamo calcolare come varia la quantità domandata di i in conseguenza ad una variazione del prezzo del prodotto j. Di fondo stiamo valutando la stessa cosa di prima, ma la differenza è che non abbiamo più un solo prodotto ma stiamo confrontando una coppia di prodotti diversi. Il segno del primo termine mi indica cosa succede. Vediamo cosa succede quando misuriamo tale indicatore. Abbiamo tre casi possibili:
- >0 Supponiamo che il prezzo del bene j aumenti e vogliamo studiare le conseguenze legate a tale aumento rispetto alle quantità domandate dei prodotti, in particolare la quantità di i. La quantità domandata di j all'aumentare di j sicuramente diminuirà e l'elasticità della domanda al prezzo ci dice di quanto diminuisce. Con l'elasticità incrociata vediamo cosa accade per il prodotto i. Abbiamo un rapporto prezzo su quantità rispetto a prodotti diversi, ma sarà sempre positivo, il segno dell'elasticità incrociata dipende dal primo membro. In questo caso aumenta il prezzo j e come conseguenza aumenta la quantità domandata del prodotto i.
- <0 Nel caso in cui <0 questo vuol dire che pj è qi vanno in verso opposto. Siamo nel caso di prodotti complementari, quindi i consumatori hanno necessità di acquistarli insieme.
- =0 Se tale indicatore vale 0 vuol dire che i prodotti i e j sono prodotti totalmente indipendenti l'uno dall'altro.
In generale a seconda del valore che assume l'elasticità incrociata possiamo risalire al rapporto che lega due prodotti. Tanto più è alto il valore dell'indicatore tanto più i prodotti saranno simili, quindi sostituti l'uno dell'altro. Vogliamo individuare coppie di prodotti che siano il più possibile perfetti sostituti. Quindi chiediamo che tale valore sia maggiore di un certo valore k>0 (k valore arbitrario). Fare questa operazione di classificazione di prodotti all'interno di un'industria può servire. Questo test prende il nome di SSNIP.
Misura del potere di mercato
Come si misura il potere di mercato? Per poter rispondere a questa domanda abbiamo delimitato prima i confini del mercato. Facciamo riferimento a due misure diverse:
- Misura teorica
- Empirica, misura di carattere applicativo.
Misura teorica
Il potere di mercato lo abbiamo definito come la possibilità di fissare il prezzo (superiore al costo marginale). Un indice tipo del potere di mercato di un'impresa è il mark up. Potrebbe accadere che il valore di tale indice è basso poiché sono alti i costi MC, ma questo non deve portarci a concludere che tale impresa non ha potere di mercato, poiché potremmo avere tale valore basso poiché l'impresa è senza grossi avversari e quindi non è incentivata a limitare i costi marginali per aumentare l'efficienza. Dietro il valore di tale indice si può nascondere tale insidia.
Misura empirica
Dal punto di vista empirico si usano un ventaglio di indicatori diversi. Quota di mercato: per tale indicatore la commissione Ue dice che se un'impresa ha una quota di mercato...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti delle lezioni di Economia dei sistemi industriali (Prof. Reverberi)
-
Appunti di Economia dei sistemi industriali
-
Esercizi svolti di Economia dei Sistemi Industriali (Nastasi-Reverberi)
-
Appunti del corso Economia dei Sistemi Industriali parte di Nastasi