Sociologia generale: concetti di cultura
Introduzione alla cultura
La cultura è uno dei concetti più costitutivi di una società. È la cultura che fa società ed è essa stessa società. La cultura attribuisce socialità a una determinata società. Per cultura si intende sia l'apparato normativo, sia l'insieme di produzioni materiali e immateriali della vita collettiva. Che si tratti di un soggetto individuale o collettivo, che si tratti del singolo attore sociale, di un gruppo o della collettività più ampia, tutti hanno sempre una propria cultura e sono il risultato di una cultura. Saranno la risultante di un processo di socializzazione, con cui si entra a far parte di società e si apprendono sia i modelli di comportamento, sia le aspettative dei gruppi sociali in cui si entra, si apprende a essere partecipi dei processi di interazione che hanno luogo all'interno del gruppo.
Interazione, paura e cultura
Nei processi di interazione gli esseri umani producono cultura. Perché cultura? Nel tempo, a questa domanda, sono state date risposte diverse. C'è stato chi, come Guglielmo Ferrero, ha parlato di paura nei confronti della natura, considerata come misteriosa e minacciosa, paura nei confronti dell'altro visto come un nemico, paura nei confronti del futuro considerato come fonte di angoscia. Tutte queste paure hanno contribuito a creare la cultura, hanno spinto l'uomo a compiere sforzi per costruire e assicurare una condizione di stabilità e di sicurezza, che è ciò che fa maggiormente cultura. L'essere umano ha dato un senso alla realtà intorno a sé, sia per conoscerla ma anche per limitare le sue paure. Tutto ciò prende anche il nome di civiltà, e non è altro che uno sforzo dell'essere umano per uscire da uno stato di precarietà/primordialità e dallo stato di natura. Secondo questa concezione, la paura è una fonte di cultura. Ma non è solo la paura a spingere l'essere umano a creare la cultura. C'è anche la convinzione propria dell'uomo di essere portatore di un'istanza superiore, di una superiorità che in qualche modo lo legittima a ordinare e a incanalare gli accadimenti naturali verso certe finalità, valori e significati perseguiti.
L'adattamento culturale
Questa concezione della cultura trae le sue origini dall'idea della lotta incessante, quale lotta per resistere alla natura, per modificarla, riordinarla o anche piegarla al volere dell'essere umano. La cultura nasce come una reazione verso una natura indisciplinata, che va contenuta anche a costo di piegarla (o violentarla). Cultura appare come il prodotto di un adattamento, tra mondo esterno e pulsioni interne, un adattamento per edificare un ordine di senso e di significato, che gli uomini chiamano propriamente cultura e a cui attribuiscono valore.
La cultura e la convivenza sociale
La cultura compie uno sforzo costante per circoscrivere il comportamento dell'essere umano, per riprodurre la convivenza sociale all'interno degli schemi di convivenza. La cultura compie innumerevoli sforzi cercando di assoggettare la natura a progetti della mente umana, rendendola conforme agli schemi e ai modelli di razionalità prescelti e a cui si attribuisce un valore. È un meccanismo che non si conclude mai. La cultura è l'espressione di un processo che non si conclude mai (sennò non ci sarebbe mutamento sociale, il mutamento dei bisogni, dei valori, degli orientamenti e dei fini. Se ci sono nuovi bisogni, occorreranno nuove modalità per soddisfarli). È un processo non può mai considerarsi concluso. E da ciò deriva che la socialità non sarà mai completamente inclusa all'interno di una determinata forma culturale.
La natura e la cultura
La natura finisce sempre con prevalere sull'uomo, mostrando all'essere umano l'insufficienza degli sforzi che compie per dominarla. In qualche modo, la natura riemerge sempre, l'uomo non riesce a dominarla e contenerla del tutto. Si cerca la dimensione dove si esplica la vita in società, questa non è data né dall'esperienza naturale né dall'esperienza culturale. I sociologi hanno osservato una polarità continua e dialettica tra la natura e la cultura. La società è il portato di uno scambio (o lotta) di una polarità. Ai due poli troviamo la natura e la cultura, ed in mezzo società. Questa polarità può essere conflittuale (tra le pulsioni naturali e i modelli culturali). L'essere umano prende le distanze dalla natura e progetta un ordine, tutto ciò è concepito dall'uomo come superiore alla natura, e tutto ciò determina un conflitto, un conflitto perenne tra natura e cultura.
Conflitto tra natura e cultura
L'uomo si inserisce nella realtà del mondo/natura scindendosi da essa e opponendosi con i suoi fini. La natura e la cultura sono due realtà del vivere sociale. La società le rappresenta entrambe, e rappresenta sia l'associazione (unione) sia il conflitto (tra le due) contemporaneamente. La società deve essere studiata come polo (polarity) tra natura e cultura.
Determinazione culturale e individuale
La cultura (al pari della natura) non riuscirà mai a determinare completamente l'uomo nella vita in società, non riuscirà mai a circoscrivere interamente l'essere umano nelle sue determinazioni e nelle sue forme. Per quanto l'essere umano possa essere il prodotto della propria cultura, quest'ultima non riuscirà mai a fissare completamente il comportamento dell'essere umano, a disciplinarlo interamente. Per quanto ogni individuo possa conformarsi a modelli di comportamento, ai ruoli e alle norme messe a disposizione dalla cultura, l'essere umano rimarrà sempre qualcosa di diverso e che si contrappone alle forme culturali dominanti. La cultura non riuscirà mai a circoscrivere l'essere umano completamente, perché qualcosa riuscirà a sfuggire sempre.
Il paradosso dell'appartenenza culturale
Occorre tener presente che l'identificazione dell'uomo con la cultura è sempre parziale e mai completa. Chi più ha parlato di questo è Freud. Secondo Freud, gli individui si contrappongono sempre alla cultura. Questo grado di contrapposizione dipende da molte cose (dall'epoca, dall'esperienza, dalla posizione sociale, dal singolo e dal suo carattere), ma quali che siano le cause di contrapposizione, gli uomini sono tutti i principali nemici della civiltà (con tutti i paradossi che questo concetto può portare, perché sono gli uomini che creano la civiltà). Il paradosso è che chi produce la civiltà, è il nemico della civiltà stessa. Gli uomini diventano i nemici della civiltà stessa perché avvertono come un peso opprimente il sacrificio che viene richiesto dalla civiltà, al fine di rendere possibile la vita a tutti. Gli uomini sentono il peso della civiltà, e anche se la creano avvertono i sacrifici che comporta.
Repressione degli istinti
Questi sacrifici per Freud sarebbero riconducibili agli istinti e agli impulsi che l'uomo non può esprimere senza restrizioni, perché la cultura svolge continuamente una repressione di questi stessi impulsi e istinti. Questa repressione è di carattere aggressivo e sessuale. Freud, l'uomo deve riconoscere di aver barattato la sua felicità per la civiltà. L'uomo primordiale era più libero nello stato di natura, anche se era più insicuro, privo di certezze, di rassicurazioni e di ordine (che invece sono garantiti all'uomo moderno dalla civiltà). Il paradosso è che la cultura deve essere protetta, anche dall'aggressività degli individui che finiscono per riconoscersi in essa. Un altro paradosso che si produce è che gli uomini entrano in conflitto con la cultura e la civiltà a cui hanno dato vita, entrano in conflitto nei confronti delle imposizioni che la cultura e la civiltà impongono all'uomo.
Dimensione distruttiva e antisociale
Per quanti sforzi faccia la cultura di coprire o controllare istinti e passioni dell'uomo, la cultura non sarà mai in grado di modificarli o contenerli tutti. La dimensione distruttiva e la spinta antisociale dell'essere umano saranno sempre presenti in tutti uomini, ma paradossalmente anche questo sarà una componente di ciò che è e fa società.
Identificazione e forza della cultura
La forza della cultura dipenderà da quanto i singoli si identificheranno in essa, la cultura non coprirà mai un soggetto del tutto (una parte resterà sempre fuori), ma il singolo si identifica con essa e qua risiede la forza della cultura. La sua forza dipenderà anche dalle operazioni di comparazione continua tra le forme culturali del presente e del passato con cui gli esseri umani selezionano gli elementi fondamentali di ciò che vogliono che sia parte della cultura dominante e dell'attività culturale.
Definizione e funzione della cultura
Con il termine cultura si indicano le produzioni materiali e spirituali proprie di un gruppo o di una società e che acquistano un significato per la vita collettiva. La definizione di cultura più nota è quella data da Tylor nel 1871. Tylor la definì come un insieme che comprende le conoscenze, le credenze, l'arte, la morale, le leggi, i costumi e ogni altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo come membro della società. La cultura si compone di elementi variegati e diversi e può essere scissa in valori, simboli, significati, norme e modelli di comportamento, ruoli a partire dai quali si edificano i rapporti sociali fino ad arrivare alle istituzioni che fissano la vita collettiva e ne costituiscono il territorio sociale.
L'apparato istituzionale e il coordinamento culturale
Il termine cultura coincide con l'apparato istituzionale e con la configurazione di un insieme di istituzioni appartenenti in una determinata società, attraverso le quali la vita collettiva viene definita e riprodotta. La cultura stabilisce la vita collettiva e definisce le aspettative reciproche. La cultura svolge un'attività di coordinamento e di stabilizzazione. L'attività di coordinamento delle singole vite degli uomini avviene attraverso la definizione delle 'aspettative reciproche', che consentono agli attori di sapere cosa ci si deve aspettare gli uni dagli altri, permette di prevedere il comportamento altrui e stabilizzano la vita collettiva. La cultura fornisce queste coordinate, la cultura è come un sintonizzatore di aspettative reciproche, permette di nutrire aspettative reciproche di comportamento, permette di prevedere un comportamento dell'altro e di stabilizzare la vita collettiva.
Libertà e trasgressione
Questo però non vuol dire che tutti gli individui si conformeranno alla cultura, la libertà e discrezionalità dell'uomo fa sì che ci si possa anche discostare dal prevedibile e dall'aspettativa (scegliendo di trasgredirla). La diversa sintonizzazione può dipendere anche dalla posizione e dal ruolo che si occupa nella stratificazione sociale, sia perché da questo dipendono la vicinanza o la lontananza dai valori (ogni distribuzione dei ruoli porta sempre a una distribuzione di valori).
Cultura e subculture
La cultura si compone di altre subculture, che sono più piccole e che possono essere complementari o in opposizione a quella sovraordinata. Possono essere progressive (tendono all'innovazione) o regressive (hanno una funzione di freno, si tratta di subculture conservatrici o restauratrici). La subcultura può avere un ruolo di opposizione latente o manifesta nei confronti della cultura, in questi casi gli attori avranno delle coordinate diverse di comportamento, a seconda della cultura o della subcultura. In questo ambito, può essere anche difficile il livello di interiorizzazione dei valori di una cultura da parte degli individui.
Importanza della cultura
La cultura è fondamentale per la vita degli uomini. Senza cultura, i rapporti tra individui, gruppi e società sarebbero impossibili. Le definizioni di cultura sono legate alle varie funzioni che la cultura è chiamata a svolgere in una società:
- Funzione principale: Soddisfazione dei bisogni di una determinata collettività, la cultura dà risposta ai bisogni e alle necessità delle persone sociali organizzando la socialità.
- È l'elemento distintivo che permette di individuare, di classificare e di diversificare le società e i gruppi sociali.
- È ciò che ordina, detiene e indirizza i valori della società.
- È ciò da cui dipende la coesione dei membri della società, è il quadro di riferimento della solidarietà sociale.
- È ciò che permette la dislocazione degli individui nello spazio sociale, nella misura in cui la cultura ordina i rapporti costitutivi della stratificazione sociale. È dalla cultura che si costituisce la struttura sociale e la stratificazione sociale all'interno della quale gli individui si dislocano e si differenziano nello spazio sociale.
- Collega e coordina gli attori tra di loro (sintonizza le aspettative reciproche di comportamento, evitando l'incertezza e il peso di dover inventare nuove forme di comportamento).
- Pone le finalità all'azione collettiva, il fine verso cui la società deve tendere.
- Determina la personalità sociale e il carattere sociale (è la personalità di base, è una sorta di denominatore comune a tutti gli uomini che condividono una stessa cultura. È una parte della personalità che è uguale in tutti gli uomini, è quello che li accomuna e li caratterizza).
- Fissa il comportamento degli individui attraverso le norme e i modelli di comportamento.
Distinzioni culturali
Tal proposito, si è soliti fare alcune distinzioni:
- Cultura ideale e reale: Ideale è la cultura a cui si aspira e verso cui si tende; cultura reale è ciò che effettivamente costituisce e intesse la trama della società e della cultura esistente.
- Area o campo culturale: Territorio spazialmente circoscritto all'interno del quale una cultura si manifesta. Si utilizza l'espressione campo culturale per alludere al fatto che ogni campo culturale diventa una sorta di microcosmo, quasi indipendente dagli altri, e ognuno con la propria storia, istituzioni, modelli, regole, gerarchie, lotte, competizioni per il potere e le forme di concorrenza.
- Tratto culturale: Si tratta di un singolo elemento di un complesso culturale, quale può essere un simbolo, gesto o significato.
- Complesso culturale: Insieme delle particolarità culturali orientate su una funzione sociale istituzionalizzata.
- Elementi culturali materiali: Prodotti che acquistano significato culturale (prodotti, mezzi, elementi, simboli, tutti elementi messi a disposizione da parte della cultura); elementi culturali non materiali: norme, rappresentazioni, convinzioni, miti, ideologie.
Mutamento culturale e l'eredità culturale
Ogburn è l'elaboratore della legge del ritardo culturale. Secondo questa teoria, vanno distinti i mutamenti che si verificano all'interno della cultura non materiale dai cambiamenti della cultura materiale. Secondo la teoria, i mutamenti che avvengono nella cultura non materiale si sviluppano più lentamente di quelli della cultura materiale; gli uomini fanno prima ad accettare nuovi prodotti materiali che ad adottare nuove norme o valori.
Il mutamento culturale ha a che fare sia con la stabilità/continuità sia con il mutamento (polarità). Ogni cultura deve vincere la sfida della stabilità e del mutamento. Ogni cultura ha tanto la possibilità di mantenersi in piedi, nella misura in cui sappia conservarsi nel tempo, ma ha anche la possibilità di mutare e trasformarsi. Si è soliti distinguere 4 tipi di trasformazioni culturali:
- Parallelismo culturale: Si verifica in relazione a due culture separate tra di loro che si trovano a sviluppare lo stesso elemento culturale, sia anche in ambiti diversi ed estranei gli uni agli altri o in virtù di cause differenti.
- Diffusione: Un processo attraverso il quale un determinato prodotto culturale si propaga/diffonde ad altre culture. Diversa potrà essere la ricettività di questo modello/tratto da parte della cultura ricevente, o anche l'interpretazione che la cultura darà del determinato tratto culturale, oppure anche le resistenze che si avranno nei confronti dello stesso tratto.
- Scissione: Un processo attraverso il quale un determinato contesto culturale si scinde in due o più entità indipendenti. Si ha quando un unico contesto culturale o un'unica esperienza unitaria si divide in due o più esperienze. Occorrerà studiare gli elementi che rimarranno comuni e quelli di divergenza.
- Convergenza: Implica un processo di fusione tra due o più culture in una nuova cultura che sarà diversa dalle precedenti e diversa dalla mera sommatoria delle precedenti, perché fondendosi queste due culture danno luogo ad un fenomeno sui generis, un qualcosa completamente diverso da ognuna delle due e anche dalla loro sommatoria.
Sono tutti processi sociali che rilevano rispetto alla possibilità che ha la cultura di mantenersi in piedi e continuare ad esistere, ma al tempo stesso anche di mutare e non rimanere immobile.
Eredità culturale
Un concetto molto importante per capire le dinamiche della cultura è il concetto di eredità culturale: la cultura non esisterebbe se non si estendesse nello spazio e soprattutto nel tempo. L'eredità culturale è la riproduzione della cultura nel tempo.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Sociologia generale Appunti
-
Appunti esame sociologia generale
-
Appunti sociologia generale
-
Sintesi appunti Sociologia generale