Appunti di sociologia generale
La sociologia
La sociologia è una disciplina di interstizio. Complessivamente studia la società. Quindi, a livello di senso comune, alla domanda "cos’è la sociologia?" i più risponderanno "la scienza che studia la società!"
Ma cos’è la società?
La società, in realtà, è fondamentalmente:
- Un insieme di individui che condividono linguaggio, simboli, cultura e che interagiscono tra loro, vivono nello stesso contesto geografico.
- Un insieme di istituzioni e organizzazioni che contraddistinguono un’entità territoriale (che sopravvivono agli individui).
Quindi? È l’una o l’altra cosa? Oppure tutte e due insieme? Questa questione ha portato a una suddivisione proprio per la difficoltà che la disciplina ha nell’identificare il suo oggetto.
Comte e il ruolo della società
AUGUSTE COMTE è stato il padre della sociologia. Comte, Auguste. - Filosofo (Montpellier 1798 - Parigi 1857). Allievo della Scuola Politecnica a Parigi nel 1814 e 1815, segretario di Saint-Simon dal 1817 al 1824, il suo primo interesse, sotto l'influenza appunto di Saint-Simon, è di ordine politico-sociale. Il problema di Comte è quello della riorganizzazione della società su basi scientifiche. Il motivo politico e quello scientifico, e la loro stretta connessione sono oggetto delle opere del Comte maturo, il Cours de philosophie positive (6 voll., 1830-42) e il Système de politique positive (4 voll., 1851-54).
La società influisce su tutto. Il ruolo ci segue ovunque e sempre. Esempio: nascita di una bambina → alla nascita → fiocco rosa → aspettative di ruolo (femmina) → tutto in base a quel ruolo.
I ruoli nella società
I ruoli sono tanti: essere padre, figlio, madre, zio... Dai 3 anni in su, il bambino vede allargarsi il suo universo. La sociologia studia questi ruoli. In termini di riferimento per la valutazione è l’aspettativa di ruolo che la società ha deciso di assegnarci.
Durkheim e la sociologia
ÉMILE DURKHEIM → padre vero della sociologia. Émile Durkheim (Épinal, 15 aprile 1858 – Parigi, 15 novembre 1917) è stato un sociologo, antropologo e storico delle religioni francese. La sua opera è stata cruciale nella costruzione, nel corso del XX secolo, della sociologia e dell'antropologia, avendo intravisto con chiarezza lo stretto rapporto tra la religione e la struttura del gruppo sociale. Durkheim si richiama all'opera di Auguste Comte (sebbene consideri alcune idee comtiane eccessivamente vaghe e speculative), e può considerarsi, con Karl Marx, Vilfredo Pareto, Max Weber, Georg Simmel e Herbert Spencer, uno dei padri fondatori della moderna sociologia. È anche il fondatore della prima rivista francese dedicata alla sociologia, L'Année Sociologique, nel 1898.
Durkheim diceva che la società non è reale, ma produce effetti reali! Così come la natura si interpone tra noi e la nostra esperienza di vita, allo stesso modo devo tener conto della società. In nessun momento della nostra esistenza noi siamo al di fuori della società.
Lo studio della società
Quindi la sociologia è la disciplina che studia la società:
- Puntando l’attenzione sugli individui.
- Intendendo un insieme di organizzazioni e istituzioni.
La prima istituzione, per importanza, è la famiglia. Un’istituzione è un insieme di comportamenti regolamentati o dal diritto o dalla morale. Perché queste relazioni o istituzioni devono essere stabili nel tempo? Come dice DURKHEIM l’uomo nasce, cresce e muore, ma la società rimane.
La stabilità della società
La società è qualcosa di stabile nel tempo, a volte anche per secoli. La società moderna sta in piedi da due secoli. I Sociologi studiano ciò che è stabile. Si possono studiare cose fugaci, ma sempre richiamando eventi storici (es, linguaggio).
La famiglia nasce perché abbiamo una forte attitudine biologica. Stessa cosa per i ruoli all’interno di essa. La prima ricerca di sociologia condotta da DURKHEIM è stata quella sul suicidio. Studia il suicidio per differenziare la sociologia dalla psicologia; cosa avviene nelle principali sfere sociali? Chi sono i tipi sociali che si suicidano?
Approccio alla sociologia
La psicologia cerca nell’individuo, nel vissuto, i problemi. La sociologia guarda il punto di vista sociale. Guarda le dimensioni numeriche → quali sono i tassi di suicidio? Ambiti in cui la sociologia guarda per studiare il suicidio:
- Economia
- Famiglia
- Religione
Noi troviamo risposte alle domande dentro al sociale e non nella psicologia delle persone. Oggi la sociologia si colloca in un’era di cambiamento, come quando è nata quasi due secoli fa.
La società moderna
La sociologia è la disciplina che studia la società (con la biforcazione che abbiamo visto). Quale società? La società moderna. Perché creare una nuova disciplina per studiare una cosa che si è sempre studiata (il primo che ha studiato la società era Platone)?
Per due motivi:
- Ci si trova davanti a un soggetto diverso (la società moderna).
- La sociologia non lo studia e basta, ma lo vuole studiare scientificamente. Fondare la propria interpretazione e concetti non su una speculazione, ma studiarla a partire da un’osservazione empirica dei fenomeni.
Osservare empiricamente per essere micro focalizzata e macro focalizzante. La sociologia è nata assieme ad altre scienze. Passa da metodo deduttivo a metodo induttivo (ripetibile – universale). Come disciplina non può arrivare a leggi scientifiche come per esempio la fisica. Osservare scientificamente, empiricamente.
Metodi di studio
INDUTTIVO: dal particolare al generale. DEDUTTIVO: dal generale al particolare. La sociologia, pur con tutte le incertezze, intende dire/spiegare un fenomeno guardando la società. Identificare i problemi e formare possibili soluzioni.
Che cos’è la sociologia?
Quindi, che cos’è la sociologia? Ed ancora, cosa studia la sociologia? La sociologia è una disciplina che studia scientificamente la società, quindi studia la dimensione sociale della vita umana ed infine - questa dimensione sociale – implica le relazioni sociali e le Istituzioni ed Organizzazioni sociali.
In entrambi i casi il Sociologo è già direttamente implicato nel soggetto di studio, in quanto, ogni giorno, noi siamo immersi nelle relazioni sociali. Per quanto sopra, la sociologia è una disciplina molto difficile. La Sociologia è una disciplina che – a differenza delle altre discipline scientifiche - non ha un unico oggetto ed un unico metodo di studio e quindi, deve adottare un approccio metodologico diverso e la Sociologia è unadisciplina unificata alle altre discipline scientifiche solo da una TRADIZIONE.
Cioè da tutti quegli autori, pensatori, sia dichiaratamente sociologi, sia indirettamente sociologi, che si sono occupati di studiare la dimensione sociale. Infatti, alcuni autori che incontreremo, saranno dei Sociologi, altri, invece, sono autori che non sono sociologi dichiarati ma che – come ad esempio Karl MARX, filosofo ed economista - hanno fatto studi sulla Società ed i concetti sociologici da loro individuati nello studio delle loro dottrine, sono concetti utilizzati in sociologia.
Dobbiamo, tuttavia, avere chiaro che la Sociologia, in quanto disciplina scientifica, non si basa sulle osservazioni del “senso comune”, ma compie un’osservazione empirica diretta dei fenomeni. Infatti il Sociologo colui che va a rompere il senso comune, a problematizzare la realtà circostante, la vita quotidiana.
Il Sociologo è colui che non vive la realtà ma si pone delle domande sui fenomeni sociali. Il Sociologo si chiede perché un fenomeno sociale è tale e non è altrimenti e perché è avvenuto qui e non in un altro luogo. Un esempio è la famiglia che noi viviamo tutti i giorni e gli altri tipi di famiglia che vediamo nei nostri conoscenti e alla televisione.
Il Sociologo si chiede: la famiglia che io ho davanti è sempre stata così? è così ovunque? è mutata nel tempo? e, se è mutata, perché è mutata? e ancora, dove andrà la famiglia nel futuro? Il Sociologo non fa giudizi morali ma cerca di fornire risposte che aiutino a comprendere i fenomeni sociali.
Schema di studio degli autori
Nello studio degli Autori che incontreremo, per poterli capire, dovremo sempre porci 4 domande:
- Quando l’Autore è nato? Cresciuto? Vissuto? Operato? Ciò perché ogni epoca parla il linguaggio proprio dell’epoca ed ogni epoca ha peculiarità e problematiche sociali proprie; Quindi capire il suo linguaggio, ci può fa capire a che cosa in particolare l’Autore prestasse attenzione.
- Come concepisce la società questo Autore? Perché gli Autori della tradizione sociologica, possono essere suddivisi in categorie in base ai loro studi, a come interpretano la Società.
Ad esempio ÉMILE DURKHEIM (1858-1917), francese – nazione che ha vissuto, nell’800, un secolo di grandi stravolgimenti politici e sociali dove si è passati dalla Monarchia (quindi ruoli ASCRITTI, nel senso che si nasceva nobili o plebei e quello era lo status che avrebbe caratterizzato tutta la vita dell’individuo) alla Repubblica (che, invece, almeno in teoria, prevede la MOBILITÀ SOCIALE, dove ogni individuo trova il proprio posto nella società in base alle proprie caratteristiche personali, in base ai propri meriti), e viceversa.
Durkheim rappresenta il primo ASSE della tradizione sociologica, che alla domanda che cos’è la società, risponderà: “una realtà SUI GENERIS”, indipendente dall’individuo. Dirà: “un fatto morale” quindi elementi culturali che devono funzionare nel rapporto tra gli individui. Dall’altra parte (secondo ASSE) avremo un autore che si chiama Max WEBER che dirà tutt’altro. Alla domanda che cos’è la Società? Lui risponderà che la società è “l’azione dotata di senso degli individui che la abitano”.
Due prospettive totalmente diverse; Weber mette al centro l’individuo e la sua capacità di compiere azioni razionali, Durkheim, invece, dirà che l’individuo è una “tabula rasa culturalmente e moralmente pre-programmata dalla società” (Società al centro). Due visioni radicalmente diverse. Impossibile quale delle due sia (più o meno) vera, perché, come vedremo, entrambi gli autori diranno delle cose che, in parte, sono valide ancora oggi, che noi percepiamo come reali, attuali; quindi, com’è possibile che entrambe le definizioni sopravvivano ed abbiano validità?
Nel ‘900 la sociologia ha cercato di unificare questi due assi, queste due teorie, partendo dal presupposto che gli individui formano un cerchio che ingloba la società; una circolarità tra il mondo sociale – percepito come qualcosa di esterno a me – ed il contributo individuale che io do per crearlo e riprodurlo nel tempo. Quindi, in qualche modo, il ‘900 ha lavorato in maniera circolare, gli individui producono la società – come fatto morale, fatto superiore – questa produzione si impone a noi e porta l’individuo a riprodurla nel tempo, quindi una circolarità.
- Come l’Autore intende studiare la società? Ciò perché il Sociologo non può speculare sui fenomeni ma deve studiarli empiricamente e, quindi, dobbiamo capire qual è il metodo usato dall’Autore. Ad es., se l’Autore ritiene che il fenomeno sia il risultato dell’agire individuale, molto probabilmente il metodo che utilizzerà sarà l’osservazione dell’agire degli individui che agiscono; viceversa, se invece ritengo che la società sia il risultato sedimentato di una serie di valori enorme culturali e sociali – come riteneva Durkheim – e quindi è una realtà superiore a quella individuale e che, anzi, si impone su di me spingendomi a comportarmi ed agire in un determinato modo, certamente non potrò compiere un’osservazione diretta dell’agire degli individui ma dovrò osservare su scala diversa, osservare società più ampie, su scale più ampie perché le mie osservazioni dovranno essere più ampie; magari ricorrendo alla statistica, ad una serie di questioni metodologicamente vicine a quello che dovrò studiare.
- Quali sono le ricerche più importanti di quest’Autore? Perché ognuno di questi autori ha lavorato su dei fenomeni specifici; ad. Es., Durkheim ha lavorato sul cambiamento della società pre-moderna alla società moderna (divisione del lavoro); poi ha studiato il suicidio; poi ha studiato l’ANOMIA (a nomos =assenza di regole morali e sociali), uno degli studi più importanti nello studio della devianza del crimine; poi ha studiato la religione, in quanto, nel suo tempo, la religione era un fenomeno sociale prevalente.
Weber, invece, studierà le diverse forme dell’agire, su scala macro, dal punto di vista storico. Perché esistono questi diversi tipi di società, ma perché questa società è un problema? La società è un problema perché l’essere umano è un problema! La differenza tra le società animali e le società umane, risiede negli individui che le formano. Gli animali sono molto più semplici di noi – e non in termini qualitativi – sono diversi perché meno complessi da un punto di vista psicologico e fisiologico, in quanto hanno meno possibilità rispetto agli umani, di porsi domande. Infatti se si prendono le società animali e le paragoniamo a quelle umane ci si rende conto che lo scarto è fortissimo in termini comportamentali; un animale difficilmente va al di fuori del suo schema istintuale; mangia quando ha fame, dorme quando ha sonno; deve mangiare, caccia o bruca.
L'essere umano e la coscienza
L’homo, a differenza degli animali, pone una mediazione rispetto al mondo ed alla vita. Cioè, se l’animale risponde IMMEDIATAMENTE agli istinti biologici che lo conformano, l’homo risponde MEDIATAMENTE; pone, cioè una distanza tra sé ed i propri istinti. Perché questo? Perché, come diranno molti, l’essere umano ha una caratteristica che le altre specie viventi non hanno, abbiamo la coscienza.
La coscienza è un oggetto della sociologia in quanto la coscienza è immediatamente implicata nel sociale. Avere una coscienza significa che l’essere umano è in grado di intraprendere con se stesso una conversazione interiore che fa sì che noi attiviamo una riflessione sulle nostre azioni, sui nostri istinti e siamo, grazie anche al linguaggio ed ai simboli, anche in grado di interpretare quello che succede, quello che i nostri istinti chiedono.
Ciò implica che l’individuo produce costantemente una problematizzazione su se stesso e sulla sua vita e questo ci accompagna insistentemente. Per questo gli individui hanno un problema maggiore rispetto alle altre specie, ad es., siamo i soli ad avere la cognizione di essere “finiti” cioè destinati a morire. La consapevolezza della morte non fa parte né del resto del regno animale e né, tantomeno, del regno vegetale; noi siamo gli unici a sapere che, ricchi o poveri, belli e brutti, moriremo. Questa idea produce una delle principali problematiche che l’uomo affronta: l’insicurezza ontologica, io non sono sicuro della mia vita perché la mia vita è sottoposta ad una caducità che non posso controllare.
La coscienza, quindi ci permette di “osservarci dall’esterno” attraverso gli occhi degli altri attraverso le “convenzioni”. Noi dialoghiamo con noi stessi attraverso gli altri attraverso “i simboli”.
Quindi la coscienza produce “instabilità” proprio perché la società, nel corso dei diversi periodi storici, è profondamente mutata. La sociologia studia le società e la modernità in quanto la modernità è un fenomeno storico e culturale che nasce nell’800. È nell’800 che prenderanno vita tre dimensioni separate nella società:
- L’individuo
- Lo stato
- La società
L’individuo, come protagonista della storia umana, è una invenzione recente. Ognuno di noi vuole essere diverso ed, al contempo, uguale agli altri per non sentirsi isolato. Questa “individualizzazione” è un processo tipico della modernità, resosi possibile in ragione del mutamento che interviene – soprattutto – nella religione ma anche all’interno della società (rinascimento ed umanesimo) in cui si inizia a rifiutare l’idea che il principio di realtà coincida con Dio.
Mentre nel passato, alla insicurezza ontologica si rispondeva con la volontà di Dio (Dio assegnava ad ognuno il proprio posto nel mondo, Dio incoronava Re e Papi, ecc…), saranno alcuni cambiamenti, soprattutto a partire dal ‘200 e soprattutto con René DESCARTES, il padre della razionalità moderna, che riteneva che la realtà fosse “reale” perché sono in grado di pensarla (cogito ergo sum = penso dunque sono); quindi la garanzia della realtà è collocata all’interno dell’attività mentale dell’individuo. Con Cartesio diventa l’uomo il principio di realtà e Dio viene messo un po’ da parte anche perché l’Europa aveva vissuto una grande rivoluzione nel 1517.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.