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Psicologia dell'invecchiamento

4 marzo – Aspetti demografici

Stiamo assistendo ad una rivoluzione grigia che poggia le sue basi sull'invecchiamento della popolazione.

Gli indici demografici

Offrono una lettura delle principali caratteristiche della struttura della popolazione e permettono di evidenziare il rapporto tra le sue diverse componenti. Tra questi ricordiamo:

  • Frequenza di nascite in un determinato periodo di tempo; Tasso di natalità:
  • Numero di figli per donna; Fertilità:
  • Frequenza di decessi in un determinato periodo accorpata a cause di morte e fattori di rischio; Tasso di mortalità:
  • Età media;
  • Generalmente suddivise in 4 fasce secondo la piramide dell’età % di popolazione: (popolazione improduttiva, produttiva, anziani e grandi vecchi);
  • Rapporto percentuale tra popolazione anziana e giovani improduttivi, Indice di vecchiaia: indicatore del processo di invecchiamento della popolazione;
  • Rapporto percentuale tra popolazione anziana e Indice di dipendenza degli anziani: popolazione produttiva, indicatore di rilevanza economica e sociale.

Le varie caratteristiche demografiche sopra elencate possono essere calcolate a livello mondiale, europeo o nazionale, tanto nel passato quanto attraverso proiezioni future. Infine, non è un indicatore ma un termine che qualifica la durata dell'esistenza: longevità nel momento in cui questa supera significativamente i limiti della vita media. Attualmente, il dibattito intorno alla longevità non è centrato sul numero di anni che una persona riesce a vivere, ma sulla qualità della vita che viene garantita in età avanzata. Biologicamente, c'è l'ipotesi che l'uomo possa arrivare a 125 anni, a condizione che il contesto nel quale vive non intervenga negativamente nel processo vitale. Infatti, l'allungamento della vita non dipende soltanto da fattori individuali e biologici, ma anche dall'ambiente nel quale le persone vivono, dalla loro collocazione sociale ed economica e dal loro contesto familiare.

Qualità di vita (OMS)

Ci si focalizza sull'aspetto della salute, legata all'innovazione medica. Il concetto è complesso e riguarda lo stile di vita in generale:

  • Stato di salute fisico e psicologico;
  • Alimentazione e attività fisica;
  • Condizioni abitative;
  • Mezzi di trasporto o di comunicazione;
  • Livello di indipendenza personale e relazioni sociali instaurate;
  • Credenze personali;
  • Rapporto con l'ambiente.

Per qualità della vita si intendono le percezioni che gli individui hanno della propria collocazione nella vita in relazione al contesto culturale, al sistema dei valori in cui vivono e ai propri obiettivi, aspettative, standard e interessi.

Speranza di vita

La speranza di vita in buona salute è una misura della durata media di vita vissuta. Questa è aumentata esponenzialmente dal 1900 a oggi di quasi 40 anni, oltre ad essere significativamente maggiore per il genere femminile. Studi proiettivi mostrano un andamento ancora crescente dell'aspettativa di vita, con un divario sempre più sottile tra paesi occidentali e paesi in via di sviluppo, oltre ad una diminuzione progressiva della mortalità infantile e un aumento incontrollato della popolazione di età più elevata. Va inoltre considerato il forte calo della fertilità e il conseguente fenomeno dei bambini gioiello, accuditi in modo estremamente protettivo dai propri familiari.

Crescita della popolazione mondiale

4 pattern di crescita:

  • Rapid growth (>2% annuo);
  • Moderate growth (1-2% annuo);
  • Low or no growth (<1% annuo);
  • Population decline (<0% annuo).

Lo studio di questi pattern permette ai paesi di rispondere in modo più adatto ai bisogni della popolazione. Per i paesi più sviluppati, all'invecchiamento della popolazione conseguono bassi tassi di fertilità e tassi di crescita quasi nulli. Da ciò ne deriva un cambiamento della struttura della società, da familiare a nucleare, e programmi di assistenza sanitaria differenti, oltre al peso economico del sistema pensionistico. Per i paesi in rapida crescita si prospetta, al contrario, il raddoppio della popolazione entro il 2050, alla quale si affianca una forte inefficienza dei servizi pubblici, il rallentamento della crescita economica e l'inevitabile impatto ambientale di un tale fenomeno.

Per sensibilizzare la popolazione al tema, nel 2012 è stato indetto dalla Comunità Europea l'Anno dell'Invecchiamento Attivo attraverso tre principi:

  • Invecchiamento attivo nel mondo del lavoro: miglioramento delle condizioni di lavoro e adattamento allo stato di salute e ai bisogni dei lavoratori anziani;
  • Partecipazione alla società: consentire agli anziani di contribuire alla società e di svolgere un ruolo attivo, evitando così fenomeni di isolamento sociale;
  • Vita autonoma e in salute: promozione della salute e medicina preventiva.

Quando inizia la vecchiaia

La vecchiaia appare come l'età in cui aumentano le probabilità di ammalarsi, anche di più patologie contemporaneamente, come conseguenza della condizione di fragilità che distingue la persona che invecchia e della riduzione delle difese immunitarie. In questa età diventa plausibile convivere con la cronicità, ovvero la condizione di stabilizzazione in cui sono eliminati gli effetti letali di una patologia, senza mai raggiungere però una vera e propria guarigione.

La dimensione biologica e fisica dell'invecchiamento ha un grande peso nel determinare l'inizio della vecchiaia, dalle quali consegue la paura di invecchiare, che è paura di ammalarsi, di perdere autonomia e infine di morire.

La percezione della vecchiaia

La vecchiaia inizia quando un individuo si sente e si percepisce vecchio sulla base delle proprie caratteristiche di personalità e delle risorse che è in grado di attivare, ma anche in relazione al contesto micro e macro nel quale vive. Sulla percezione agisce sicuramente il livello di autonomia funzionale e lo stato di salute, senza peraltro una correlazione diretta.

La dimensione culturale

Non è il termine in sé che esprime un significato o un altro, ma il contesto culturale nel quale il termine stesso viene usato. Se si immagina il passato, la vecchiaia evoca saggezza e autorevolezza, assume significati positivi e suscita rispetto, riconoscimento ed emulazione. Se si guarda il presente, la vecchiaia richiama malattia, marginalità e abbandono.

Preparazione e apprendimento all'invecchiamento

I modelli culturali non hanno mai considerato la possibilità di prepararsi a invecchiare: l'invecchiamento coincideva con il decorso naturale degli anni e invecchiare bene o male era questione di "buona sorte". Nei nuovi contesti, al contrario, le modalità di invecchiamento sono diverse a seconda di come si combinino i vari fattori che influenzano il percorso, per cui prepararsi a tale processo risulta possibile. Si tratta di:

  • Trasmettere e diffondere le conoscenze necessarie per riconoscere l'invecchiamento e le sue caratteristiche, contrastando le tendenze verso la sua negazione;
  • Elaborare e promuovere percorsi di preparazione qualificati e adeguati alle esigenze.

È necessario introdurre l'espressione "life long learning" per sottolineare che non esiste un'età o un momento destinato a imparare e un altro nel quale si applica ciò che si è imparato: in ogni momento si apprende e si applica, lungo tutto l'arco della vita.

Famiglia e invecchiamento

  • Educazione e socializzazione, dove le generazioni più adulte trasmettono a quelle più giovani i valori, le credenze, le norme sociali, i modelli di comportamento;
  • Procreazione e riproduzione biologica: la famiglia è il luogo che assicura la continuazione della specie e dove si materializzano i vari ruoli dei componenti della famiglia;
  • Assistenza e lavoro di cura: la famiglia garantisce il percorso della crescita e dell'acquisizione dell'autonomia.

La famiglia si configura in modi variabili nello spazio e nel tempo, modificando di conseguenza i criteri di svolgimento delle funzioni che le sono proprie e i rapporti che si stabiliscono tra le persone che la costituiscono. Nascono le famiglie nucleari o unipersonali. Nella condizione attuale, alla famiglia manca la continuità delle relazioni intergenerazionali: le persone anziane rischiano quindi di non avere contatti regolari con gli altri componenti della famiglia, rimanendo esclusi o emarginati rispetto al processo di educazione e di trasmissione culturale verso i giovani. Le relazioni tra nonni, nonne e nipoti non avvengono nella convivenza quotidiana: cambiano le modalità di espressione, eppure conservano la funzione di testimoniare la continuità dell'appartenenza. Il compito insostituibile dei nonni è e resta rendere attuale una testimonianza del passato, che dà significato al presente.

Caratteristiche della popolazione over 60:

Mortalità

  • Le principali cause di morte vanno ricercate in: tumori, malattie del sistema circolatorio e respiratorio, malattie endocrine o a carico del sistema digerente;
  • Alta percentuale di disabilità, all'aumentare dell'età del soggetto.

Impiego del tempo

  • Le persone anziane dedicano un tempo maggiore alle attività fisiologiche;
  • Hanno più tempo libero, con una differenza considerevole tra uomini e donne;
  • Sono impegnati in attività formative;
  • Con l'avanzare dell'età diminuisce l'interesse per lo sport ma cresce quello per l'attività fisica.

Rete sociale

La maggior parte della popolazione anziana si dichiara soddisfatta delle proprie relazioni familiari. Parole chiave per approcciarsi allo studio delle politiche di invecchiamento:

  • Reinventare la vecchiaia;
  • Promuovere la buona salute;
  • Favorire la partecipazione dell'anziano.

La situazione italiana

  • Salute (6° posto): l'aspettativa di vita è sopra la media generale (85 anni, di cui 78 in buona salute), e il 98% ritiene la propria condizione di salute soddisfacente;
  • Reddito (25° posto): si continua a registrare un livello di sicurezza piuttosto buono; i redditi da pensione sembrano aver tenuto al riparo dalla crisi gran parte delle famiglie di pensionati;
  • Capacità (69° posto): tasso di occupazione sotto il livello medio ma in linea con i livelli di istruzione italiani, piuttosto contenuti;
  • Ambiente (74° posto): scarsità di trasporti e presenza di barriere architettoniche.

5 marzo – Temi, problemi e prospettive

Il concetto di "vecchio" è difficile da inglobare all'interno del concetto del sé. Questa incapacità di pensiero sembra sia basata sull’angoscia della morte, celata e scotomizzata dalla cultura moderna: esistono infatti riti di passaggio, religioni, soluzioni consolatorie e costruzioni razionali di pensiero per allontanarla. Il vecchio resta “altro da sé” perché l’investimento personale effettuato lungo tutto l’arco della vita pare inutile pensando in una prospettiva di invecchiamento. È importante ricordare che nonostante l’invecchiamento, il nucleo del sé permane all’interno dell’organismo: il vecchio non è "l’altro" ma è una continuità del sé, il prototipo del sé incarnato all’interno di un corpo che muta e che diviene nel tempo.

Il modello di invecchiamento positivo

Il 90% della popolazione avrà un invecchiamento fisiologico di successo. I modelli di invecchiamento positivo si basano:

  • Sulla valorizzazione dei lavoratori senior;
  • Sul passaggio dall’attività lavorativa al pensionamento;
  • Su trattamenti preventivi che allontanano l’insorgere di malattie, depressione e demenze.

Il tutto mantenendo l’anziano all’interno di un ruolo sociale ben preciso. Secondo il modello, questi deve godere di servizi di qualità piuttosto che di quantità, al contrario dei giovani che necessitano di un ampio range di scelte per poter progredire (selezione delle attività), ottimizzare gli interessi che desidera mantenere e compensare le abilità cognitive che si affievoliscono durante l’invecchiamento fisiologico.

La valutazione diagnostica nell'invecchiamento

Si occupa dello sviluppo delle abilità cognitive e della personalità dell’anziano. Questa diventa particolarmente difficile dal momento che:

  • Esistono pochi strumenti specifici;
  • Le differenze individuali sono molto più marcate;
  • È necessaria molta esperienza ed abilità clinica;
  • Pesare la valutazione in base alle difficoltà derivate dall’invecchiamento può essere ostico.

Persiste l’obbligo etico di restituire la valutazione all’anziano in modo oggettivo e associare ad essa un piano di intervento.

Trattamenti

Interventi psicologici sui meccanismi cognitivi di base (working memory, strategie di potenziamento cognitivo, componenti motivazionali) o di psicoterapia, per elaborare la propria storia di vita e combattere le patologie più minacciose durante l’invecchiamento (depressione e ansia) attraverso la costruzione di apparati psichici in grado di resistere alle perdite tipiche della vecchiaia e capaci di resilienza.

La gerontopsicologia

La gerontopsicologia studia e valuta la stabilità o i cambiamenti psicologici nell'invecchiamento. Questa si può ulteriormente suddividere in:

  • Psicologia dell'invecchiamento;
  • Psicologia della vecchiaia;
  • Psicologia delle differenze d'età.

Presenta tre caratteristiche salienti:

  • Utilizzo di conoscenze e metodi propri della Psicologia;
  • Comprendere il funzionamento della persona anziana;
  • Aiutare la persona anziana e la sua rete sociale di sostegno a raggiungere il massimo livello di funzionalità possibile per superare le difficoltà e mantenere un buon livello di benessere nella vecchiaia.

Vi è una recente necessità di aggiornamento delle linee guida APA, conseguente ai cambiamenti demografici della popolazione e alle nuove richieste di psicologi con importanti conoscenze di aspetti legati al benessere e alle questioni cliniche proprie dell'età avanzata.

Struttura delle linee guida

A. Competenze ed atteggiamento nel lavoro con gli anziani

  • Gli psicologi sono incoraggiati a lavorare con gli anziani nel loro ambito di competenza;
  • Sono incoraggiati a riconoscere come i loro atteggiamenti e credenze sull'invecchiamento siano rilevanti durante la valutazione di questa fascia di popolazione, e cercare eventualmente un'ulteriore formazione su queste problematiche;

B. Conoscenze generali sullo sviluppo

  • Gli psicologi si impegnino ad acquisire conoscenze sulla teoria e la ricerca nel campo dell'invecchiamento;
  • Si impegnino ad essere consapevoli delle dinamiche sociali e psicologiche del processo di invecchiamento;
  • Si impegnino a comprendere le differenze nel processo di invecchiamento;
  • Si impegnino ad avere familiarità con le informazioni aggiornate sugli aspetti biologici e sanitari connessi all'invecchiamento;

C. Problematiche cliniche

  • Gli psicologi si impegnino ad avere familiarità con le attuali conoscenze sui cambiamenti cognitivi degli anziani;
  • Si impegnino a comprendere la capacità funzionale dell'anziano in ambiente fisico e sociale;
  • Si impegnino ad essere informati sulla psicopatologia della popolazione anziana;

D. Valutazione

  • Gli psicologi si impegnino ad avere familiarità con la teoria, la ricerca e la pratica relative a vari metodi di valutazione e devono conoscere gli strumenti adatti sia dal punto di vista culturale che psicometrico;
  • Si impegnino a sviluppare comportamenti specifici alle caratteristiche dell'anziano e al suo contesto di valutazione;
  • Si impegnino a sviluppare competenze nel condurre e interpretare le valutazioni delle abilità cognitive e funzionali;

E. Intervento, counseling ed altri servizi

  • Gli psicologi si impegnino ad avere familiarità con la teoria, la ricerca e la pratica dei vari metodi di intervento con gli anziani;
  • Si impegnino ad avere familiarità e a sviluppare competenza nell'adattare e applicare interventi psicoterapeutici specifici per la fascia d'età degli anziani e includere in tali interventi l'ambiente che li circonda;
  • Si impegnino a capire e risolvere i problemi relativi alla prestazione dei servizi nei contesti specifici in cui vivono gli anziani;
  • Si impegnino a riconoscere e gestire le problematiche legate alla fornitura di servizi per la prevenzione e la promozione della salute degli anziani;
  • Cerchino di comprendere i problemi relativi ai servizi di consulenza offerti per assistere gli anziani;
  • Sono invitati a capire l'importanza di interfacciarsi e creare rapporti collaborativi con le altre discipline relative a diverse aree;
  • Si impegnino a comprendere le particolari questioni etiche e giuridiche che derivano dal fornire servizi agli anziani;

F. Problemi professionali e formazione

  • Gli psicologi si impegnino ad essere informati sull'ordine pubblico, lo stato, le leggi e i regolamenti relativi all'offerta dei servizi psicologici agli anziani;
  • Sono incoraggiati ad accrescere la loro conoscenza, comprensione e competenza rispetto al lavoro con gli anziani.

Cosa vuol dire invecchiare

L'invecchiamento può essere definito come processo, o insieme di processi, che hanno luogo in un organismo vivente e che, con il passare del tempo, ne diminuiscono la probabilità di sopravvivenza. Invecchiare porta con sé cambiamenti universali e non reversibili, ma non è necessariamente...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fede_bompi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'invecchiamento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof De Beni Rossana.
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