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Neuropsicologia dello sviluppo

Mento Giovanni

L’immagine in questione richiama al concetto di

neurosviluppo.

Il corso è suddiviso in 3 nuclei tematici:

1. Parte introduttiva per inquadrare il concetto di

neurosviluppo

2. Lo sviluppo delle funzioni neuropsicologiche

(attentive/esecutive; mnestiche; linguistiche)

3. Neuropsicologia clinica dello sviluppo: valutazione

neuropsicologica; sviluppo intellettivo tipico e

atipico; nascita prematura; disturbi del

neurosviluppo.

Testi obbligatori:

Vicari, S., Caselli, M., (ed. 2017). Neuropsicologia dello Sviluppo, Il Mulino

◼ (tranne i capitoli 6, 7, 8, 11) obbligatorio; si invita comunque a leggere i

capitolo scartati; il libro è molto clinico. Amazon

Valenza, E., Turati, C., (ed. 2019). Promuovere lo sviluppo della mente, Il

◼ Mulino solo capitolo 1

Articoli:

Mento, G., Benavides-Varela, S. (in press). Il punto di vista delle

◼ Neuroscienze Cognitive dello Sviluppo, in: Il cervello al lavoro: nuove

prospettive in neuropsicologia cognitiva, a cura di Bisiacchi, P., Vallesi, A.,

Il Mulino 1 – Francesco Aveta ©

Bisiacchi, P., Tarantino, V. (2008). La valutazione neuropsicologica tra

◼ significatività statistica e clinica. Psicologia Clinica dello Sviluppo, vol. 2

Mento, G., Bisiacchi, P., (2013). Sviluppo neuro-cognitivo in nati

◼ pretermine: la prospettiva delle Neuroscienze cognitive dello sviluppo

Testi e articoli facoltativi:

“Developmental Cognitive Neuroscience”. M. Johnson. Wiley, 2014

◼ “Lo sviluppo cognitivo” Macchi Cassia, V., Valenza, E., Simion, F. Il Mulino,

◼ 2004.

“Difficoltà e disturbi dell’apprendimento” A cura di Cesare Cornoldi. Il

◼ Mulino, 2007.

“Neuropsicologia dello sviluppo. Principali patologie genetiche e

◼ neurologiche” P.S. Bisiacchi N. Negrin Saviolo. Carocci Editore, 2005.

“Metodologia della riabilitazione delle funzioni cognitive” A cura di P.

◼ Bisiacchi e P. Tressoldi. Carocci Editore, 2005

“I disturbi dello sviluppo”. Vicari S., Caselli M.C., Neuropsicologia clinica e

◼ ipotesi riabilitative. Bologna, Il Mulino 2002.

Karmiloff-Smith, A. (2006). The tortuous route from genes to behavior: A

◼ neuroconstructivist approach

Per la parte relativa ai test:

“BVN 5-11. Batteria di valutazione neuropsicologica per l’età evolutiva”.

◼ Bisiacchi P. et al., 2005. Trento, Erickson 2005.

“BVN 12-18. Batteria di valutazione neuropsicologica per l’adolescenza”.

◼ Gugliotta M. et al., (Trento, Erickson 2009);

Per quanto riguarda l’esame:

domande a risposta multipla/aperta

13 lezioni

◼ 2 domande a risposta multipla pescate Casualmente da un database di

◼ almeno 30 Domande per lezione

per ogni domanda max 1 alternativa corretta (possibile selezionare solo

◼ un’alternativa)

in molte domande l’ultima alternativa è “tutte le Precedenti” o “nessuna

◼ delle precedenti”

domanda sbagliata non sottrae punti

◼ risposta parzialmente corretta = 0 punti

Le domande a risposta multipla sono 13 e valgono ciascuna 2 punti. Alla fine, è

presente una domanda aperta (max 20 righe) che prevede 4 punti (+1 punto per

eventuale lode). tempo max 45 minuti.

→ 2 – Francesco Aveta ©

Introduzione alla neuropsicologia

Definizione di neuropsicologia (per l’età adulta): studio dei processi cognitivi e

comportamentali in relazione ai meccanismi anatomofisiologici a livello di

sistema nervoso che ne sottendono il funzionamento (Umiltà, 1999).

In questa definizione vengono sovrapposti diversi livelli epistemologici che si

trovano a dover interagire tra loro. Da un lato si hanno quelli che sono i processi

cognitivi, ovvero l’insieme delle funzioni cognitive che possiamo misurare solo ed

esclusivamente attraverso un indice comportamentale.

Ad esempio, la possibilità di studiare, misurare l’attenzione di una persona,

piuttosto che la sua memoria, sia per ciò che riguarda il funzionamento normale,

che patologico, è qualcosa che si può fare soltanto attraverso la possibilità di

misurare un comportamento. questo perché, quando si parla di attenzione,

memoria, funzioni esecutive, si parla di un costrutto, cioè un qualcosa che non è

chiaramente misurabile attraverso una variabile, attraverso una misura oggettiva.

L’unico modo per studiare (per es.) l’attenzione, è studiare il suo sviluppo e

affidarsi alla capacità di misurare un comportamento. misuriamo un

comportamento non verbale, come una richiesta, che permette di valutare il

funzionamento di un costrutto.

Oltre a ciò, si aggiunge l’aspetto di funzionamento del sistema nervoso centrale.

Quindi qual è la relazione tra l’anatomia (com’è fatto) e la fisiologia (come

funziona) il SNC e in particolare l’encefalo da una parte, e processi cognitivi e

misure comportamentali dall’altro.

Nel caso del SNC, si parla di un qualcosa che può essere misurato attraverso

delle tecniche più o meno invasive. Può essere quantificato, oggettivato. In termini

epistemologici si tratta di un referente empirico oggettuale: qualcosa che si può

conoscere attraverso la nostra esperienza diretta.

La difficoltà sta quindi nel fatto che la neuropsicologia si occupa di mettere in

relazione qualcosa che può chiaramente essere osservato, toccato, e misurato in

maniera oggettiva (il SNC) e delle funzioni cognitive che esso supporta, attraverso

delle misure comportamentali.

Si parla di neuropsicologia clinica per indicare: applicazione delle conoscenze

della neuropsicologia alla diagnosi, gestione e riabilitazione dei pazienti con deficit

cognitivi successivi a malattie o danni cerebrali di tipo vascolare o traumatico.

In altre parole, si tratta dell’applicazione delle conoscenze della neuropsicologia

alla clinica quindi quanto comprendere e conoscere la relazione tra processi

cognitivi misure comportamentali e funzionamento del sistema nervoso centrale,

o anatomia, ci aiutano a informare i processi di diagnosi, la gestione e la

riabilitazione di pazienti che presentano dei deficit cognitivi che possono essere

successivi a danni cerebrali di natura vascolare o traumatica.

[fino a qui le definizioni fanno riferimento all’età adulta del paziente]

3 – Francesco Aveta ©

Per comprendere la neuropsicologia dell’adulto è molto importante conoscere lo

sviluppo cerebrale e funzione supportata.

Neuropsicologia dello sviluppo

Nel caso della neuropsicologia dello sviluppo, si aggiunge l’elemento sviluppo.

Sono oggetti di studio di discipline differenti:

NEURO = Neurologia, Neuroanatomia, Neurofisiologia, Neuropsichiatria,

◼ ecc.

PSICOLOGIA = Correnti storiche differenti (comportamentismo,

◼ cognitivismo, ecc.)

SVILUPPO = Quale modello di sviluppo? Interazione nature vs. Nurture

In che modo la relazione tra meccanismi neurali e aspetti psicologici si relaziona

con gli aspetti evolutivi? Come, cioè, la relazione mente-cervello cambia durante il

corso dello sviluppo. In che modo la genetica si relaziona con gli aspetti

ambientali.

La neuropsicologia dello sviluppo quindi non è soltanto la neuropsicologia

classica (quindi dell’adulto) traslata all’età evolutivo, ma è lo studio di quanto

suddetto.

Che cosa NON è la NPS

Non è soltanto lo studio dello sviluppo del SNC

◼ Il cervello è importante ma mettere il prefisso “neuro” davanti a una

o disciplina non la rende necessariamente più bella o importante

Studiare il funzionamento del cervello di per se in una popolazione

o evolutiva non ha alcun senso senza un buon modello/teoria dello

sviluppo significa che, il neurologo, che si occupa del bambino da

solo non è in condizioni di occuparsi e intervenire in termini

neuropsicologici, perché per formazione non conosce i modelli di

sviluppo neuropsicologici.

Non è lo studio delle differenze con l’adulto. Non significa quindi lavorare

◼ con un piccolo adulto.

L’età non è soltanto una variabile: ogni età presenta delle diverse

o possibilità e dei diversi gradi di libertà nell’interazione che si ha con il

mondo. E un bimbo più piccolo si relaziona in modo diverso rispetto

ad un bimbo più grande. la possibilità di interazione con il mondo

a sua volta determina lo sviluppo neuropsicologico.

La relazione che c’è tra il comportamento osservabile (che

▪ determina una certa funzione cognitiva) e lo sviluppo

neuropsicologico non è unidirezionale, ma è bidirezionale. il

4 – Francesco Aveta ©

linguaggio ad esempio è qualcosa che cambia il modo in cui

interagiamo con l’ambiente, e che a sua volta cambia il modo in

cui la nostra mente e il nostro cervello si strutturano e si

costituiscono. Di conseguenza non possiamo considerare l’età

solo una variabile o un numero.

Avere una padronanza dei modelli di sviluppo psicologico, prima

o ancora che neuropsicologico, è fondamentale per capire la relazione

tra sviluppo neurale e cognitivo. ecco perché la psicologia dello

sviluppo può essere intesa come l’anima della psicologia dello

sviluppo.

Teoria dello sviluppo alla base della neuropsicologia dello sviluppo

Alcuni quesiti prima di introdurre la teoria di riferimento:

1. Che cosa si sviluppa?

a. Un processo mentale?

b. Una struttura neurale? Funzionamento neurale?

c. Entrambi questi aspetti?

d. Quale relazione?

2. Come si sviluppa? Per esempio, se si sta parlando del meccanismo

dell’attenzione, si deve anche comprendere se dipende dai seguenti aspetti:

a. Geneticamente predeterminato?

b. Experience-driven?

c. Entrambi?

3. Quando si sviluppa? la relazione tra meccanismi neurali e sviluppo

cognitivo è qualcosa che è:

a. Relazione lineare tra maturazione neurale e sviluppo cognitivo? →

ovvero all’emergere di maturazione neurale segue linearmente

l’emergere di una funzione cognitiva, oppure non è così?

b. Iso o eterocronismo?

c. Esistono periodi più importanti di altri?

Questi quesiti sono importanti anche per quanto riguarda la pratica clinica:

comprendere, per esempio, quale sia la relazione tra aspetti genetici e aspetti

ambientali quando si deve mettere in atto un piano di intervento clinico nei

confronti di un bimbo affetto da problema del neurosviluppo, più si conosce la

relazione tra ambiente e genetica e più si è in grado di prevedere uno spazio di

intervento e uno spazio di efficacia dell’intervento e pianificare quello che può

essere il cambiamento auspicabile.

5 – Francesco Aveta ©

Alcune domande importanti

Da dove viene quello che sappiamo sulla neuropsicologia dello sviluppo?

◼ Studiare lo sviluppo atipico è sempre utile per capire quello tipico?

◼ Si può studiare la neuropsicologia senza visualizzare com’è e come funziona

◼ il cervello?

Che differenze ci sono con discipline affini? es: neuropsicologia cognitiva

◼ (adulto), neuropsicologia clinica, neuroscienze cognitive dello sviluppo,

neuropsichiatria infantile, disturbi dell’apprendimento…

Sviluppo pre-natale: le principali tappe della maturazione del SNC

A differenza di altre specie, anche dei primati non

umani, l’essere umano ha una caratteristica

fondamentale: se si osserva la differenza tra la crescita

della testa, e quindi del cervello, rispetto al resto del

corpo, possiamo notare che tale proporzione è

disomogenea.

Infatti, rispetto ad un adulto, la dimensione della testa

alla nascita è molto più grande se proporzionata al corpo. questo tipo di

crescita viene definito crescita allometrica.

A 6 mesi di vita si assiste ad una crescita

importante della circonferenza cranica.

Tale differenza aumenta notevolmente a

14 mesi (raddoppio della circonferenza

cranica). A 15 anni di età si nota che la

differenza invece non è particolarmente

pronunciata.

La differenza è molto importante nei

primi due anni di età (14 cm in 2 anni),

mentre tale differenza in termini di

incremento tende a diminuire con l’età (6 cm in 16 anni).

Tali dati indicano un aspetto importante.

Da un lato i primi 2 anni sono gli anni in cui si può assistere alla massima

crescita ponderale, numerica, macroscopica del cervello.

E, dall’altro, l’essere umano nasce con un cervello che dal punto di vista

morfologico, fisico ponderale è già molto grande e abbastanza sviluppato.

6 – Francesco Aveta ©

Questo dato lo possiamo vedere anche se si confronta

come cresce l’aumento ponderale del cervello (peso alla

nascita vs peso negli anni avvenire).

Si può notare come, nel caso dell’uomo e della donna,

ci sia un aumento medio di circa il 450% del peso dalla

nascita all’età adulta (≈300g a ≈1400g). Tale crescita

avviene maggiormente nei primi 3 anni d’età.

Nel caso dello scimpanzè si assiste invece ad un

aumento del 220% dalla nascita all’età adulta (≈180g a ≈400g).

Al di là del punto di vista macroscopico, al momento della nascita si può

osservare che il cervello umano è già relativamente sviluppato.

Sono infatti già presenti:

Strati corticali

◼ Specifiche strutture e circuiti neurali, come per esempio alcuni network

◼ come il default network (circuito cerebrale che connette diverse regioni).

Quali sono le principali tappe ontogenetiche che conducono ad una maturazione

“tipica”?

Stadi dello sviluppo neuronale

L’immagine seguente descrive inoltre come si susseguono le diverse fasi.

7 – Francesco Aveta ©

1.

La prima fase, la

neurulazione, è un processo

prevalentemente prenatale

(fino alla 24° settimana),

anche se alcune strutture

mostrano neurogenesi in

epoca post-natale (dentate

gyrus, hippocampus). Alcune strutture sono infatti in grado di produrre neuroni

nuovi anche in epoca avanzata. 8 – Francesco Aveta ©

L'embrione consiste in tre strati cellulari: l'ectoderma

che può dare origine alla pelle e ai tessuti neurali, il

mesoderma che forma i muscoli e le ossa e

l’endoderma che forma le cellule interne del tratto

digestivo e respiratorio.

A partire da questa struttura (3-4° settimana

gestazionale) si forma, attraverso il processo di

induzione neurale, la parte più primitiva del SNC: la

piastra neurale [A], che è la struttura embrionale di

origine ectodermica da cui avrà origine il sistema

nervoso centrale. La sua formazione rappresenta il

primo passo del processo che prende il nome di

neurulazione.

Tale piastra tende poi a invaginarsi e creare una sorta

di avvallamento centrale per formare la doccia

neurale [B] un'invaginazione della placca neurale. Si presenta come un

sacchetto con la concavità rivolta verso l'esterno e la convessità verso l'interno

della gastrula.

Si viene poi a creare un tubo, il tubo neurale [C] Negli embrioni umani,

durante il corso dello sviluppo, l'estremità cefalica del tubo neurale perde la

forma cilindrica e si allarga in vescicole encefaliche, abbozzi delle diverse parti

dell'encefalo; la restante parte del tubo neurale, discostandosi in misura minore

dalla forma originaria, dà origine al midollo spinale.

mancata fusione della parte anteriore anencefalia.

◼ →

mancata fusione della parte posteriore spina bifida

◼ →

Una volta che si è formato il tubo neurale, vengono a formarsi delle strutture più

complesse dal punto di vista morfologico: vengono a crearsi delle vescicole che

definiscono diversi segmenti.

Proencefalo

◼ Mesencefalo

◼ Rombencefalo

◼ 9 – Francesco Aveta ©

E la parte più anteriore, il

proencefalo, si struttura

ulteriormente in vescicole

telencefaliche che poi formeranno la

macrostruttura dell’encefalo nei due

emisferi.

L’embrione di pochi mesi, come si

può vedere, presenta già una

macro-differenziazione nei tre

segmenti del proencefalo, mesencefalo e rombencefalo.

L’aspetto più interessante da sottolineare in questa fase è come le strutture

filogeneticamente più arcaiche sviluppano prima di strutture

evoluzionisticamente più recenti: filogenesi-ontogenesi mirroring.

Quindi, all’interno della maturazione del SNC (i.e. sviluppo ontogenetico) vengono

ripercorse le tappe di sviluppo filogenetico. prima si sviluppano le strutture più

filogeneticamente antiche e per ultime quelle più moderne (come per esempio la

neo-corteccia).

La neurogenesi (proliferazione neurale) è il processo di divisione cellulare

(quindi moltiplicazione) prevalentemente sotto il controllo genetico. Tuttavia,

l’interazione tra stimoli ambientali e/o specifiche molecole chimiche sia in grado

di determinare o modulare i fenomeni di proliferazione neuronale. per esempio,

nei primi mesi di gravidanza, l’assunzione di sostanze stupefacenti, alcol,

tabacco, etc. può incidere in maniera importante sulle prime fasi di sviluppo

neuronale.

La neurogenesi comincia con la chiusura del tubo neurale, quando

dall’ectoderma si forma una popolazione primitiva di cellule nervose, dette

precursori neuronali, situate intorno ai ventricoli, vescicole che si trovano nella

profondità dell’encefalo. sono degli antecedenti dei neuroni, non sono ancora

cellule mature e formate.

Questi precursori neur

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Francesco3654 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuropsicologia dello sviiluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Mento Giovanni.
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