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Eva Burba

LA TEORIA DEL CONSUMATORE

Il sistema economico è un insieme di attori e delle loro relative interazioni: gli

attori sono le imprese, i soggetti privati e i proprietari di risorse naturali, che

si incontrano, interagiscono, sui mercati. Ci sono i mercati dei fattori

produttivi e i mercati dei beni e dei servizi: noi n ora abbiamo studiato i

mercati dei beni e dei servizi, immaginando che fossero dei beni e de servizi

nali, mentre adesso lavoriamo a livello di PRIVATI in quanto CONSUMATORI.

I. Chi sono i consumatori?

I CONSUMATORI sono i soggetti che acquistano dei beni e de servizi nali per soddisfare le

proprie esigenze, i propri desideri, i propri s zi, i propri GUSTI…: noi, in quanto consumatori,

abbiamo la possibilità di impiegare il nostro reddito in in niti modi

IL PROBLEMA DEI CONSUMATORI: il problema dei consumatori è quello delle RISORSE

SCARSE: il REDDITO è la risorsa scarsa dei consumatori, quindi c’è una risorsa limitata

La teoria del consumatore è quella parte della microeconomia che studia come il consumatore

prende le proprie decisioni di acquisto, quindi come il consumatore decide quanto acquistare di

come decide su quali beni spendere il proprio reddito

ciascun bene:

SGUARDO DALL’ALTO SULLA TEORIA DEL CONSUMATORE

ogni consumatore abbia dei GUSTI:

Si parte dall’idea che ognuno di noi sa cosa cosa ci piace e

cosa no, es. ci piacciono i biscotti e non le brioche al mattino,…

Ma vicino ai gusti bisogna mettere il BLOCO DELLE RISORSE: es. a me piace la Lamborghini e

non la Ferrari: ma il consumatore può permettersi di comprare una Lamborghini?

Quindi ci sono due blocchi, i gusti, e le risorse, e la teoria del consumatore ci mostra come un

soggetto riesca a pervenire ad una SINTESI tra questi due blocchi: la sintesi a cui il consumatore

lista dei beni che il consumatore intende acquistare

arriva si chiama SCELTA OTTIMA, che è la

con le relative qualità: è la lista dei beni, dei servizi, che il consultare intende acquistare con le

‘QUANTO DI COSA’,

relative quantità, es. noi sappiamo ogni mese di quanti soldi disponiamo:

ogni mese abbiamo a disposizione un certo ammontare di reddito, di soldi, e sappiamo

es. che dobbiamo allocare una parte dei soldi di cui disponiamo per un a tto, una parte per il

cibo, una parte per i trasporti, per il vestiario,… e così via.

I. Ma quanti sono i beni e servizi che possiamo acquistare?

Sono in nti, quindi si parla in economia al più di PANIERI DI BENI: es. ogni mese compriamo un

po’ di cibo, senza vedere che cosa nello speci co, ‘cibo’ in generale, e compriamo una certa

si prendono in considerazione 2 BENI.

quantità es. di vestiario: nella teoria del consumatore

II. Perché in economia ci sono 2 beni?

In economia ci sono due beni per avere DUE VARIABILI, perché ci sono due assi. Quindi noi in

questa complessità, diremo che il consumatore deve scegliere quanto di un bene x e quanto di un

bene y vuole acquistare. ATTENZIONE: cos’è x e cos’è y? Ciò che si vuole, ma si parla sempre e

la scelta ottima è la lista di beni con

comunque di un bene x e di un bene y. In questa prospettiva,

le relative quantità: è la lista quanto si vuole comprare ogni mese del bene x e del bene y, quindi la

sono la soluzione del

scelta ottima alla ne è x°(ottimo) e y°(ottimo), dove x e y sono due numeri, e

modello del consumatore, che è il modello che come soluzione ci dà le QUANTITÀ OTTIME.

III. Perché sono ‘ottime’ le quantità?

Le quantità sono ‘ottime’ perché sono le quantità che, dati:

1. Il REDDITO di cui si dispone

2. I PREZZI DI MERCATO, cioè i prezzi che si osservano sul mercato

3. I nostri GUSTI le qualità ottime sono quelle qualità che, dati il reddito, i prezzi

Ci rendono il più FELICI possibile:

di mercato e i gusti, ci rendono i più felici possibile. 1

fi fi fi fi fi

fi fi fi ffi Eva Burba

IV. Di che cosa si occupa la teoria del consumatore? il

Quindi la teoria del consumatore si occupa della FELICITÀ DEL CONSUMATORE: l’idea è che

consumatore vuole essere il più felice possibile: c’è allo stesso tempo l’idea di raggiungere la

felicità, quindi di avere il meglio, ma si tratta del MEGLIO POSSIBILE, ovvero il meglio che si può,

la scelta ottima è il meglio che

perché ovviamente il reddito è limitato, è una risorsa scarsa, quindi

il consumatore può permettersi, e questa è la soluzione del problema del consumatore: il

decide per il suo meglio.

consumatore ha dei gusti, delle risorse, e guarda ai prezzi di mercato, e

ATTENZIONE: è chiaro che il reddito rappresenti la risorsa del consumatore, però è su ciente

parlare di reddito, o bisogna parlare di REDDITO IN RELAZIONE AI PREZZI? Bisogna parlare di

reddito in relazione ai prezzi perché si può avere es. un reddito di 3000€, ma si vive in una città

dove es. l’a tto costa 2500€, oppure si può avere un reddito es. di 1000€ e si vive in una

cittadina dove invece l’a tto costa 250€, alla ne si avranno in questo secondo caso più soldi che

il reddito è la risorsa scarsa del consumatore, ma va rapportato ai

avanzano per il resto. Quindi

prezzi di mercato: il reddito acquista di signi cato quando rapportato ai prezzi di mercato.

V. Il PROBLEMA DEL COSNUMATORE

Quindi c’è il soggetto, che ha dei gusti, quindi sa cosa desidera comprare, ma dall’altra parte c’è

anche il MONDO: il consumatore deve confrontarsi col mondo, ovvero col suo reddito, che

da questo CONFRONTO si

potrebbe non bastare: bisogna vedere ai prezzi di mercato, e solo

genera la scelta ottima, e si decide es. quante volte comprare il prodotto x al mese, quante volte

comprare il prodotto y al mese…: questo è il PROBLEMA DEL CONSUMATORE.

VARIABILI ENDOGENE E VARIABILI ESOGENE DELLA TEORIA DEL CONSUMATORE

VARIABILI ENDOGENE: si tratta delle variabili che il modello permette di determinare, e sono:

- Le QUANTITÀ DEI BENI che il consumatore può acquistare, quindi dei beni rispetto ai quali il

consumatore ha la scelta considerando il suo reddito: sono le qualità dei beni x e y

VARIABILI ESOGENE:

- Il REDDITO R è una variabile esogena

- I PREZZI DI MERCATO, che chiamiamo Px e Py, ovvero prezzo P del bene x e prezzo P del

bene y, che sono i prezzi di mercato, cioè i PREZZI DI EQUILIBRIO: il consumatore guarda al

mercato per conoscere i prezzi di mercato, ovvero i prezzi a cui lui può comprare, perché è

PRICE-TAKER: in un mercato perfettamente concorrenziale, il consumatore può solo decidere

la quantità dei beni che vuole acquistare, che può essere pari a 0 (se non compra) o può essere

positiva (se compra), ma il consumatore non può cambiare e il prezzo. Quindi i prezzi d

mercato, visto che sono anche prezzi di equilibrio, sono P*x e P*y, perché l’asterisco ci ricorda

che il consumatore è price-taker

Poi c’è ancora un set di variabili esogene:

• ATTENZIONE: il numero di prodotti disponibili può essere considerata come una variabile

esogena? No, non è un vincolo nel modello perché ci troviamo nell’ipotesi dell’AGENTE

ATOMISTICO, dove quindi il singolo non conta niente, è in nitamente piccolo, quindi qualunque

il singolo

quantità decida di comprare o non comprare non cambia niente nel modello

- la

Anche i GUSTI sono esogeni: infatti. la de nizione di scelta ottima che abbiamo dato è che

scelta ottima è la quantità che i consumatori decidono di comprare dati: reddito, prezzi di

mercato e gusti, quindi è la scelta che il consumatore fa in base a queste tre esogene.

I. Come si procede nell’analisi della teoria del consumatore

Bisogna prima di tutto riformulare la mappa in termini economici:

1. Partiamo descrivendo i GUSTI del consumatore, che sono una sorta di ‘carta d’identità’ del

il

consumatore: noi identi chiamo il consumatore in base ai suoi gusti, quindi per noi

consumatore è una ‘MAPPA DI GUSTI’. In termini economici, i gusti del consumatore sono

descritti dalla FUNZIONE DI UTILITÀ, dove il termine ‘utilità è sinonimo di FELICITÀ 2

ffi fi ffi fi fi fi fi ffi Eva Burba

In economia, i gusti del consumatore sono chiamati PREFERENZE, che quindi sono quelle che

descrivono i gusti DEL CONSUMATORE: si parla del consumatore al singolare perché la

microeconomia studia il sistema economico, che è un insieme di attori, quindi ne studiando gli

attori, e ci si immagina che nella loro categoria gli attori siano TUTTI UGUALI: c’è l’idea del

SOGGETTO RAPPRESENTATIVO, ovvero che ci siano tanti soggetti, che sono tutti uguali, allora

se ne prende uno, lo si studia, ci si fa una teoria sopra, e ci si immagina che tutti gli attori di una

stessa categoria si comportino allo stesso modo di quel caso singolo che è stato studiato.

2. Successivamente ci sposteremo sul blocco delle RISORSE, che è descritto dall’EQUAZIONE

di quante risorse dispone il

DEL VINCOLO DI BILANCIO, che serve per descrivere

consumatore: ciò che piace non è

si tratta quindi di ciò che è POSSIBILE per il consumatore:

detto che sia possibile per il consumatore: da questo si genera la SCLETA OTTIMA

tra ciò che piace al

3. In ne, parleremo della SCELTA OTTIMA: si arriva ad una sintesi

commutatore e ciò che il consumatore può permettersi dato il reddito ed il prezzi di mercato

1. LE PREFERENZE DEL CONSUMATORE: LA FUNZIONE DI UTILITÀ

Le preferenze del consumatore sono rappresentabili attraverso lo strumento delle funzioni

matematiche: si parte dalla realtà, che è molto complessa, e si fanno una serie di ipotesi, per

arrivare a incanalare tutta la complessità della realtà in una funzione matematica

In particolare modo, i gusti del consumatore vengono rappresentati attraverso la FUNZIONE DI

UTILITÀ, quindi dobbiamo fare dei ragionamenti che ci permettano di passare dalla complessità

dei gusti di un essere umano a una funzione matematica con due variabili.

LE QUATTRO IPOTESI/PROPRIETÀ SULLE PREFERENZE DEL CONSUMATORE

Per fare ciò, si fanno delle ipotesi:

1. PROPRIETÀ 1: INSAZIABILITÀ DEL CONSUMATORE: es. è meglio magiare il nostro dolce

‘di più è meglio che

preferito una volta all’anno, o due, tre, quattro volte? Per il consumatore,

di meno’: il consumatore, per la teoria del consumatore, è insaziabile, non gli basta mai

2. PROPRIETÀ 2: ANNOIABILITÀ DEL CONSUMATORE: il consumatore, se da un lato è vero che

è insaziabile, dall’altro, quando si torva a mangiare es. 40 gelati al giorno, SI STUFA.

ATTENZIONE: questo non vuol dire che non siamo insaziabili come consumatori, ma vuol dire

ogni unità aggiuntiva di consumo ci dà soddisfazione,

che man mano che consumiamo,

felicità, che è via via minore rispetto a quella creata dall’unità consumata precedentemente.

Quindi es. arriva l’estate, si mangia il primo gelato, e si è felici, poi 2, 3, 4, … e via via la nostra

felicità sarà sempre minore. Questa proprietà è de nita ‘ANNOIABILITÀ’ quindi perché ci

spiega che, seppur siamo insaziabili, è anche vero che man mano che aumentano le quantità

consumate, ogni singola quantità aggiuntiva (Δx=1)ci dà una felicità sempre minore non si

3. PROPRIETÀ 3: TRANSITIVITÀ DEL CONSUMATORE: il consumatore è COERENTE,

contraddice: es. se la cioccolata bianca gli piace di meno della cioccolata al latte, e la

cioccolata al latte piace meno della cioccolata fondente, si può dedurre da questo che non

sarà mai che la cioccolata bianca gli piace di più della cioccolata fondente. Questa è la

transitività: se una cosa è più piccola di un’altra, e a sua volta questa più piccola di una terza,

la prima sarà più piccola anche della terza, es. 3<5<8, allora 3<8

4. PROPRIETÀ 4: COMPLETEZZA DEL CONSUMATORE: questa proprietà vuol dire che il

consumatore, davanti a due opzioni di consumo diverse, sa sempre quale delle due

preferisce, quindi non è mai indeciso, e sa sempre se preferisce es. la scarpa blu o la scarpa

il consumatore sa sempre mettere in ordine le opzioni di consumo.

nera. Quindi ATTENZIONE:

questo nella relata non è detto che si veri chi sempre, poiché si è indecisi a volte, ma nella

il consumatore sa sempre che cosa preferisce

teoria del consumatore, 3

fi fi fi Eva Burba

FORMA ANALITICA

Per tradurre queste proprietà a livello analitico, di funzione matematica, distinguiamo 2 casi:

1. CASO 1: UN SOLO BENE DI CONSUMO

2. CASO 2: DUE BENI DI CONSUMO: in questo caso, nella forma analitica, i 2 beni di consumo

verranno posizionati sui due assi cartesiani

3. Potremmo andare avanti con 3, 4,… ma lavorando con 1 o 2 variabili indipendenti riusciamo a

disegnare ciò che pensiamo, mentre da 3 variabili in su possiamo solo pensare, senza

disegnare: es. con 3 variabili bisognerebbe ssarne 2,…

1. CASO 1: FUNZIONE DI UTILITÀ (felicita del consumatore) A UNA VARIABILE INDIPENDENTE

FUNZIONE DI UTILITÀ A UNA VARIABILE INDIPENDENTE:

- FORMA IMPLICITA: u=u(c), esattamente come in matematica y=f(x)

- FORMA ESPLICITA: u=(bene di consumo: es. c di cioccolatini)=es. √c, dove:

• prima u: variabile dipendente (y in matematica)

• seconda u: operatore funzionale (f in matematica)

• c: variabile indipendente (x in matematica)

Trattandosi di una funzione a una variabile, con una variabile indipendente e una variabile

dipendente, la funzione si rappresenta così:

- Variabile indipendente (es. c) nell’asse delle x, in questo caso quantità di cioccolatini

- Variabile dipendentemente (u=u(c)) nell’asse delle y, che è la felicità derivante dai cioccolatini

1. INSAZIABILITÀ: ‘di più è preferibile a di meno’. Come si traduce questa

proprietà in un gra co di una funzione? La funzione e l’UTILITÀ sarà

CRESCENTE, appunto perché ‘di più è preferibile a di meno’, quindi se

c0<c1, allora deve accadere che u(c0)<u(c1), cioè u(c1)>u(c0), proprio

perché la quantità di c1>c0. Quindi, l’insaziabilità si vede dal fatto che la

funzione è crescente, quindi se una certa quantità c0 dà al compratore un certo livello di

utilità, felicità, e se c1>c0, anche l’utilità aumenta (u(c1)>u(c0)) all’aumentare delle quantità

consumate.

ATTENZIONE: MA CI SONO 3 MODI PER CRESCERE E TRE MODI PER DECRESCERE: MODO

CONCAVO, MODO LINEARE, MODO CONVESSO. Quale dei tre, ce lo dice la seconda proprietà:

2. ANNOIABILITÀ: es. il 32 cioccolatino mi darà meno felicità rispetto ai precedenti. Quindi

bisogna disegnare l’idea da che ogni cioccolatino aggiuntivo mi dà una felicità minore del

cioccolatino precedente: la funzione è quindi CONCAVA. Perché?

Disegnando delle rette verticali distanti Δc=1, si sa che i Δu(c) corrispondenti, saranno i rispettivi

rapporti incrementali (RO), perché RO=Δy/Δx. Quindi, si vede che i segmenti verticali sono i RO,

ovvero Δu(c)/Δc: sono le variazioni dell’utilità quando il consumo di cioccolatini varia di 1.

Dalla curva concava si vede che es. se si consuma 0, e poi 1, la

felicità che il cioccolatino dà è consistente, mentre quella che il

secondo cioccolatino mi dà non come quella del primo, e così via,…

la felicità/utilità che ogni c mi dà è via via decrescente,

perché quindi i

RO/Δy/Δu(c) sono via via più piccoli.

I. La DERIVATA della funzione di utilità

Abbiamo detto che per l’insaziabilità, l’utilità è crescente. Siccome la funzione è crescente, come

sarà la DERIVATA della funzione di utilità?

A. Disegnando una tangente in un punto a caso, la derivata, o anche

funzione CRESCENTE vuol dire

i vari RO, sono tutti positivi, quindi

che u’(derivata) è sempre POSITIVA, ovvero che la derivata della

funzione di utilità (u’(c)) è positiva, o che i RO sono tutti positivi 4

fi fi Eva Burba

la derivata

B. Ma, allo stesso tempo, la derivata è anche via via DECRESCENTE: se da un lato

della funzione di utilità è positiva perché la funzione è crescente, siccome la funzione è

poi,

anche CONCAVA, la derivata è anche decrescente: es. la derivata verde è meno inclinata della

derivata blu, quindi l’idea che la derivata è via va decrescente, mano mano che si prendono

dei valori della variabile indipendente c sempre più grandi, quindi spostandosi da sinistra a

destra, si vede che la tangente è sempre più orizzontale, piatta (ma si può anche esprimere in

termini di rapporto incrementale, RO, che sono i trattini rossi (Δy), che diminuiscono)

ATTENZIONE: si può parlare di ‘derivata della funzione di utilità’, ma preferibilmente si parla in

termini economici di UTILITÀ MARGINALE, che corrisponde alla derivata della funzione di utilità.

3. TRANSITIVITÀ: la transitività si vede dal fatto che es. se 2 cioccolatini sono peggio di 3, e 3

sono peggio di 4, allora 2 saranno peggio di 4. Quindi la transitività si esprime dalle proprietà

dei numeri reali e dal fatto che la funzione sia CRESCENTE: l’utilità di 2 cioccolatini è minore

del

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 20eva01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Zotti Jacopo.
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