I temi del diritto pubblico
La forma di governo
La forma di governo statale riguarda la disciplina degli organi governanti costituzionali, ovvero del complesso delle decisioni attraverso le quali si esprimono le decisioni politiche (es. di indirizzo politico) che riguardano la collettività.
Gli organi decisionali
- Parlamento e Governo principalmente;
- Regioni: anche le regioni hanno una loro forma di governo;
- Enti Locali (comuni, province, città metropolitane, ...);
- Eccezione: il Capo di Stato non è un organo decisionale nel caso dell’Italia, poiché in Italia c’è una forma di governo parlamentare e quindi il Capo di Stato ricopre solo il ruolo di:
- Garanzia costituzionale, ovvero di controllo per far sì che gli altri organi dello Stato operino in conformità alla Costituzione;
- Indirizzo politico, poiché forma il governo.
La forma di stato
Consiste nei rapporti, nelle relazioni tra l’apparato governante, ovvero l’autorità politica, e le persone, ovvero i soggetti governati.
La Costituzione
Le fondamentali regole sulla forma di governo si trovano anche nella legislazione ordinaria ma i capisaldi che regolano il nostro Stato stanno nella Costituzione, che rappresenta:
- Il testo base (giuridicamente);
- Ha significato politico;
- Ha significato giuridico;
- È una costituzione di tipo rigido, a differenza dello Statuto Albertino che era una Costituzione flessibile perché poteva essere modificata attraverso una qualunque legge parlamentare, ovvero approvata secondo il comune procedimento legislativo. La nostra attuale Costituzione invece, in quanto rigida, per essere modificata dal Parlamento attraverso una legge di revisione costituzionale, ovvero una legge che per approvare è necessario seguire un procedimento più complicato di quello che si segue per approvare una legge ordinaria.
La costituzione, in quanto testo base, è un limite alla legislazione: La Costituzione è un testo base per evitare che una maggioranza parlamentare possa cambiare la Costituzione da sola.
Referendum Costituzionale
Per approvare una legge di revisione costituzionale (per poter quindi cambiare una parte della Costituzione) bisogna raggiungere la maggioranza qualificata, ovvero bisogna raggiungere i 2/3 dei componenti del Parlamento (non dei presenti), e bisogna anche che la maggioranza trovi un accordo con almeno una parte dell’opposizione. Ma se nessun partito, né da solo né in coalizione con altri, è riuscito ad avere la maggioranza qualificata, e quindi l’accordo tra maggioranza e almeno una parte dell’opposizione non si trova, è possibile chiedere un Referendum, ovvero chiamare il popolo a dire la sua.
Referendum Abrogativo
Ha a che vedere con le leggi del Parlamento, ma è un referendum successivo, ovvero fatto per abrogare (‘togliere di mezzo’) una legge che è già stata approvata e che è già in vigore, perciò non è un aggravamento come quello di revisione costituzionale.
L'ordinamento giuridico
È un ordine, un insieme di regole che ordinano un contesto, un gruppo sociale. Quanti e quali diritti sono riconosciuti ai cittadini da un certo ordinamento: Gli Stati, durante la loro storia, passano attraverso diverse forme di governo e forme di stato es. l’Italia nasce come uno stato liberale, poi passa per il fascismo dittatoriale e attualmente è uno Stato democratico e costituzionale es. precedente Costituzione italiana (Statuto Albertino) è divenuta poi la Costituzione dello Stato italiano.
L'ordinamento comprende
- Regole prescrittive;
- Regole sanzionatorie (provvedimenti amministrativi, non è una fonte di diritto);
- Regole giuridiche es. contratto (non è una fonte del diritto);
- Regole sull’organizzazione dei pubblici poteri;
- Regole sulle fonti del diritto (gli atti che in un sistema siano autorizzati a produrre diritto).
Regole prescrittive
Un sistema giuridico deve dettare una serie di regole prescrittive, ovvero che qualificano un certo comportamento come dovuto oppure come vietato (es. mascherina) e descrivono la fattispecie astratta, ovvero il comportamento descritto dalla regola prescrittiva.
Differenza fattispecie astratta e fattispecie concreta
La fattispecie concreta è un disegno, un’immagine descritta da una legge, è il fatto materiale es. omicidio. Ma ha un limite: togliere la vita a qualcuno può portare a diverse norme, o aggravanti, es. futili motivi oppure, se si tratta di legittima difesa, si userà un’altra norma. Quindi un fatto materiale può portare a diverse norme, non è sempre automatico. Quindi bisogna anche individuare la fattispecie astratta, ovvero il comportamento descritto dalla regola, e deve essere individuata da un giudice. Le norme prescrittive prevedono delle sanzioni in caso di violazione.
Regole sanzionatorie
La punizione viene predisposta da organi specifici, autorità, chiamati ad accertare. Le sentenze sono dunque il prodotto dell’attività giudici, e non sono una fonte di diritto.
Regole giuridiche
I caratteri delle regole giuridiche: Normalmente, generalmente, le norme giuridiche hanno due caratteri naturali (seppur per alcune fonti un carattere non è obbligatorio, es. per le fonti primarie). Questi caratteri sono:
- Generalità (regola generale): destinata ad essere applicata a un numero indeterminato e indeterminabile di destinatari, che non si conoscono a priori es. codice penale, civile, regole su compravendita: sono ‘generali’ perché destinate ad applicarsi a chiunque abbia la necessità es. di concludere un contratto.
- Particolarità (regola particolare): attribuisce un beneficio economico a un soggetto determinato, un ‘bersaglio’, quindi non c’è numero indeterminato di destinatari ma è individuato direttamente un destinatario.
Il problema dell'uguaglianza
Il principio di uguaglianza non è rispettato, perché non tutti risultano beneficiari, perciò è possibile che si presentino delle diseguaglianze che possono essere giustificate o meno (es. evento sismico). La verifica viene fatta dalla Corte Costituzionale che deve giudicare se c’è un motivo giustificabile o meno: se non ci sono argomenti, giustificazioni, la regola può essere annullata.
Astrattezza (regola astratta)
Può essere attribuita un numero di volte indeterminato e indeterminabile nel tempo, quindi non esaurisce i propri effetti in una sola disposizione.
Le norme consuetudinarie
La differenza tra diritto scritto e consuetudine: Il nostro regolamento è originato da testi scritti, ‘fonti atto’, che si traducono in articoli, deliberati dai vari organi, perciò si tratta di ‘diritto scritto', ed è un concetto che prevale. Al contrario, se non c’è la formulazione scritta non c’è la regola, come nel caso del ‘diritto scritto’, ma c’è una fonte di diritto non scritto, ovvero la consuetudine.
Come nasce una regola non scritta
Le due premesse perché nasca una norma consuetudinaria sono che:
- Un gruppo sociale adotti nel corso del tempo in maniera duratura sempre lo stesso comportamento in determinate circostanze. Ma non basta: è necessario ma non sufficiente;
- Le persone che adottano questo comportamento lo devono fare perché si ritengono giuridicamente costrette a farlo, pensano che sia giusto giuridicamente.
Essendo il nostro ordinamento scritto, le consuetudini di norma valgono meno di quelle scritte ma c’è un’eccezione: un certo ambito del diritto costituzionale è di origine consuetudinaria: questo vuol dire che queste norme si sono formate come conseguenza dei comportamenti degli Stati. Questo tipo di consuetudine si colloca al vertice del nostro sistema: vicino alla Costituzione, sono norme molto importanti.
Come si accerta l'esistenza di una consuetudine
Essendoci un problema di certezza, una volta accertata l’esistenza di una consuetudine si tende a trascriverla in un trattato, una convenzione internazionale. Sono norme plurilaterali e vengono scritte per renderle più conoscibili. Nonostante ciò: Il suo regime giuridico rimane quello delle norme consuetudinarie che non è uguale a quello dei trattati internazionali, perciò questa trascrizione, questo spostamento, viene trattato come una norma consuetudinaria, viene solo resa più conoscibile.
Il 'diritto scritto'
La struttura: La struttura fondamentale di un qualunque testo normativo è l’articolo, che è una partizione del testo con un numero che lo identifica, e ogni articolo è suddiviso in commi, a loro volta indicati da numeri, che vengono messi ogni volta che si va a capo dopo un punto.
La pubblicazione necessaria
Tutti i testi devono essere pubblicati per poter essere validi: la legge nasce quando un testo viene approvato da Camera e Senato. Quando si chiude questa fase, ovvero la fase costitutiva, non si tratta ancora di un atto normativo che produca effetti ma è ancora un atto interno.
Quando una legge ci può prescrivere qualcosa
La legge deve essere pubblicata, trascritta nella Gazzetta Ufficiale. Questa è una pubblicazione necessaria all’entrata in vigore della fonte normativa, al fine di rendere conoscibile a tutti il testo normativo (anche se in realtà entrano in vigore dopo la ‘vacatio legis’, ovvero dopo 15 giorni da quando è pubblicata nella Gazzetta, per dare tempo a tutti di informarsi). Diversamente: la pubblicazione nel notiziale non serve a fare entrare in vigore una fonte normativa, ma serve per renderla più facilmente conoscibile al maggior numero possibile di persone es. leggi regionali nel Bollettino regionale o nella gazzetta regionale. Perciò queste pubblicazioni hanno una funzione notiziale, in modo tale che tutti possano sapere la notizia, ma a differenza della pubblicazione necessaria, non c’entrano con la loro entrata in vigore.
Quando disposizione e norma non coincidono
- La disposizione è una formulazione linguistica dotata di senso compiuto (grammatica,…);
- La norma è il significato che si può attribuire alla disposizione.
Ma spesso non coincidono: Le disposizioni sono quasi sempre equivoche: da una stessa frase si possono trarre diverse norme, non una sola come si dovrebbe, e quindi può succedere che: non vi sia corrispondenza biunivoca tra norma e disposizione.
Le possibili cause
- A causa della tecnica redazionale, ma non sempre;
- Il disegno di legge è scritto bene in origine ma un disegno, quando approda in Parlamento, giunge il momento in cui tutti i parlamentari possono presentare gli emendamenti. L’emendamento è una proposta di modifica di un testo normativo (ce ne sono tanti), non solo da parte dell’opposizione che ritiene che il testo proposto dalla maggioranza debba essere cambiato, ma può anche essere proposto dalla maggioranza, perché i cambiamenti possono essere di tutti i tipi, anche piccoli es. togliere parole, aggiungere,…
Si deve votare per ogni emendamento, ma non è detto che il risultato finale sia altrettanto omogeneo, coerente come quello del testo iniziale, perciò potrebbe risultare molto più complicato da comprendere perché es. si è persa la ratio originaria,…
Gli articoli sono collegati tra loro
È inevitabile che le disposizioni si interpretino insieme alle altre, perché probabilmente per intendere il senso di un articolo deve essere letto insieme ad altri articoli dello stesso testo, perciò per capire un articolo bisogna leggere altri articoli, perché è probabile che ci siano altre leggi che trattano della stessa materia. Perciò l’ambito normativo è ampio, ed è probabile che ci siano delle divergenze interpretative: per questo possono nascere diverse norme dalla stessa disposizione.
La moltitudine di tecniche interpretative
Ci sono tante tecniche interpretative, allora il fatto che una disposizione sia equivoca è comune:
- A. È possibile che una disposizione disponga due norme alternative, ovvero che non possono essere applicate entrambe insieme perché di significato opposto:
- es. articolo 59 della Costituzione che riguarda la prerogativa del Capo dello Stato di eleggere 5 senatori a vita. Questa disposizione produce la norma:
- I. Ogni capo dello stato nomina 5 senatori a vita indipendentemente dal fatto che ce ne siano già 5 in Senato;
- II. In senato in un certo momento storico ci possono essere un massimo 5 senatori a vita. Ma leggendo l’articolo 59 non troviamo una risposta. ‘5 e non più di 5’ è stato aggiunto con l’ultima riforma costituzionale: i senatori sono passati da 315 a 200, allora rischiava di sballarsi ancora di più il rapporto tra senatori elettivi e non elettivi.
- es. articolo 59 della Costituzione che riguarda la prerogativa del Capo dello Stato di eleggere 5 senatori a vita. Questa disposizione produce la norma:
- B. Una disposizione disponga una sola norma, ma ci si chiede se se ne possa produrre un’altra:
- es. articolo 90: il Capo dello Stato è politicamente responsabile degli atti formali. Ma interviene verbalmente in molteplici occasioni: la responsabilità si estende anche a esternazioni presidenziali, le dichiarazioni non scritte? Risposta: sì, si tratta di una questione interpretativa equivoca.
- C. Disposizioni equivoche, che producono una norma, ma è dubbio se questa norma ammetta delle eccezioni implicite:
- es. articolo 100 ammette delle eccezioni: controllo preventivo della Corte dei Conti della legittimità sugli atti del Governo, ma gli atti sono di diversa natura, non ci sono solo quelli amministrativi ma es. anche decreti legge e decreti legislativi. Ma devono essere tutti controllati preventivamente, oppure c’è un’eccezione per gli atti aventi forza di legge il Governo, che non devono essere sottoposti al controllo della Corte dei Conti? Ma se la fonte primaria contrasta, la Corte dei Conti dovrebbe intervenire, quindi in questi casi non c’è un doppio controllo della Corte Costituzionale e della Corte dei Conti. Perciò questa disposizione, che potenzialmente poteva valere per tutti gli atti del governo, in realtà vale per alcuni: non vale per le fonti primarie, che sono un’eccezione;
- es. legge rinviata al parlamento: invio leggi, ma il parlamento fa leggi diverse, quindi dubbio: il capo dello stato può rinviare qualunque legge o solo le leggi ordinarie? Qualunque, perciò questo articolo non ammette delle eccezioni.
- es. articolo 48: principio di suffragio universale, di elettorato attivo, in cui si garantisce ai cittadini il diritto di suffragio universale, di voto, ma sui non cittadini non dice nulla:
- I. potrebbe significare che spetta al legislatore decidere se estendere il diritto di voto anche ai non cittadini;
- II. Potrebbe significare che non è vero che spetta al legislatore, però è garantito unicamente ai cittadini, escludendo che il legislatore ordinario possa estendere il diritto o meno.
- es. articolo 29: tratta del matrimonio. La Repubblica tutela la famiglia come ‘società naturale fondata sul matrimonio’, ma non specifica se sia anche tra persone di uguale sesso. In questo caso, quindi:
- I. O il costituente ha impedito di estendere alle coppie omosessuali;
- II. O il costituente ha voluto garantire l’istituto, senza escludere che il legislatore possa estendere o meno a persone dello stesso sesso.
Differenza di interpretazione in Italia e Spagna
- La corte costituzionale italiana ha un’interpretazione originalista, ovvero dice che l’articolo 29 va letto nella logica del costituente che l’ha scritto: a quel tempo si pensava al matrimonio come unione tra persone di sesso diverso, quindi il legislatore non può estendere l’istituto matrimoniale a persone dello stesso sesso, si possono solo avere delle tutele, ma non uguale.
- In Spagna invece, si è detto che l’interpretazione originalista, ovvero che risale alla persona originale che l’ha scritta, non vale, ma bisogna considerare il contesto, soprattutto perché la Costituzione non va cambiata spesso e alcune norme sono ormai obsolete e quindi la corte spagnola ha deciso che il legislatore poteva estendere anche alle coppie dello stesso sesso.
Come si interpretano le fonti del diritto
C’è una disposizione di legge che ci dice come si interpretano le fonti del diritto, ovvero l’articolo 12 del Codice Civile (approvato nel 42, prima della Costituzione, quindi ne è subordinata, ed è una regola scritta in periodo fascista) che dice che se dobbiamo interpretare una disposizione non basta capirne il significato secondo le regole grammaticali italiane, ma bisogna tener conto della funzione del legislatore. Pone dunque 2 criteri interpretativi:
- Interpretazione letterale, il punto di partenza, è necessario ma non sufficiente. Ma ci si può fermare lì? Ma significato comune o significato tecnico specifico? Ma soprattutto: che cos’è l’intenzione del legislatore?
- Interpretazione originalista: per capire il senso delle disposizioni possiamo ricostruire la volontà di quel legislatore, delle persone che hanno votato quella legge.
I tre criteri per ricostruire la volontà del legislatore
A. Criterio dell’intenzione storica del legislatore: i lavori preparatori, ovvero tutto ciò che precede un disegno di legge, le relazioni, carte, … sono tutti step che hanno portato all’approvazione di una legge: così si può ricostruire la volontà del legislatore.
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