Letteratura italiana 4 (illuministica-romantica)
L'approccio storico
La Repubblica di Venezia, che finisce nel 1797 (→ La Repubblica si arrende a Napoleone) (→ L'unico tentativo di presa di potere fu quello di Marin Farier, che tuttavia venne decapitato, in pubblico, al fine di esemplificare la fine di coloro che tentavano di prendere il potere) è lo stato che “dura” di più. La Repubblica Serenissima dura circa mille anni ed è lo stato italiano più longevo, poiché retto da un’oligarchia di famiglie appartenenti ad un patriziato basato sulla mercatura, ovvero sulla disposizione monetaria delle stesse; non retto quindi da vincoli sanguinei, e quest’oligarchia permette un controllo reciproco l’una sull’altra, anche nella misura in cui l'eccesso del potere economico determini una prevaricazione di una famiglia sulle altre: tali situazioni erano arginate attraverso l’organizzazione di matrimoni intessuti tra le famiglie stesse, ridistribuendo quindi il potere economico. Tale principio riguarderà anche le donne, considerate una disgrazia, utili solo a stipulare rapporti matrimoniali, ma ciò comporterà la necessità di arricchire la dote tanto quanto l’ammontare complessivo della ricchezza familiare.
Il matrimonio, fino al periodo romantico, era considerato infatti solo un contratto economico e l’affinità sentimentale era completamente trascurata. Le donne non sposate, delle famiglie patrizie, venivano costrette alla monacazione; ciò implica l’esistenza di monasteri illustri, per le figlie delle famiglie nobili, e di monasteri per le famiglie meno abbienti, perché anche la monacazione comprendeva la necessità di donare una dote. (es. Monastero di San Zaccaria a Venezia) (→ Esempio letterario della Monaca di Monza, che fin da piccola viene destinata alla monacazione.) Le donne monacate avevano una probabilità di vita e di acculturarsi molto più elevata rispetto alle madri di famiglia che, al momento del parto, molto spesso rischiavano la vita. La possibilità di studiare era determinata dal fatto che molti monasteri erano centri bibliotecari.
Caterina Cornaro
Caterina Cornaro diviene un mito poiché sposerà il Re di Cipro, Giacomo II; figlio illegittimo del Re di Cipro. La “fiaba”, il mito di Caterina Cornaro verrà utilizzata al fine di autocelebrare la Repubblica Serenissima, retta non solo da un compatto controllo dei reggenti (oligarchia), ma anche da un compatto senso di necessità autocelebrativa; ed in particolar modo il mito di Caterina Cornaro continua a sussistere (Regata storica del 1° settembre, che celebra il ritorno di Caterina Cornaro da Cipro; in realtà la regata non è storica ma viene utilizzata al fine di celebrare Venezia).
Caterina Cornaro infatti tornerà a Venezia a 35 ed il cronista Marin Saludo riporterà tutti gli avvenimenti dalla fine del ‘400 al 1536, e quando parla del ritorno di Caterina Cornaro definendola “una bella donna” nascondendo un certo senso di ammirazione. Il mito quindi continua a perdurare cambiando la realtà storica. I Cornaro sono una famiglia importantissima a Venezia ed una volta stabilito con la Serrata del Maggior consiglio le famiglie che entravano a far parte dell’oligarchia, su base della mercatura, ma le famiglie hanno la necessità di nobilitare le proprie origini, ricercando derivazioni da personaggi di testi antichi o personaggi storici. (→ Padova secondo la tradizione è stata fondata da Antenore, scappato da Troia, secondo il mito della città; nobilitandone l’origine) (→ Venezia nasce dalla posizione strategica in mezzo all’acqua, ma i veneziani creano derivazioni nobili, attribuendosi addirittura nomi derivati dalla tradizione biblica “Le 12 famiglie apostoliche”; “Le quattro famiglie evangeliche”) (→ Gattopardo: Tancredi sposa una figlia di un ricco magnate che tuttavia non ha alcun legame di sangue nobile. (1860))
Nell’800 Venezia acquisisce il titolo di “città nera”, legata ad un assiduo controllo degli uni con gli altri tramite le denunce anonime “della bocca della verità”, i veneziani erano estremamente abili nel creare informatori per acquisire informazioni appunto sulle altre potenze politiche. (→ Marin Farier voleva ribaltare la situazione, riportando un’ideale di libertà che tuttavia non esisteva nemmeno) I Cornaro sono un’antichissima famiglia veneziana, che aveva già avuto un doge in famiglia; Marco Corner (→ il ricorrere degli stessi nomi di padre in figlio del figlio), che aveva sposato una Scrovegni, a rimostranza della stipulazione di matrimoni di interesse.
Caterina Corner
Caterina Corner nasce il 25 novembre 1454 ed il nome viene ereditato dalla nonna paterna, nonostante non ci sia una tradizione così rigorosa di riattribuzione dei nomi (→ Santa Caterina d’Alessandria, regina martirizzata con la famosa “ruota” a cui erano legati dei ganci di ferro ed attaccata ad un soffitto, e la persona da martirizzare veniva sottoposta alle torture. Venne fatta martire il 25 novembre.) ed il nome verrà letto come un nome di destino. Il padre era Marco di Giorgio e la madre è Fiorenza Crispo, ovvero erede del duca di Nasso, famiglia Bizantina, cioè nipote di Giovanni IV Corner. La famiglia era quindi legata a Bisanzio ovvero Costantinopoli, l’attuale Istanbul e ciò ne favoriva l’attività commerciale a Costantinopoli ed in territori Persiani.
Caterina Corner ha molte sorelle, riconosciute attraverso l’albero genealogico della famiglia dell’uomo che hanno sposato, e due fratelli; Luca e Giorgio. Differentemente dalle sorelle Caterina verrà ricordata, nell’albero genealogico della famiglia Corner, con il suo stesso nome e ricordata accanto al marito Re di Cipro ed il figlioletto. La famiglia corner si era arricchita e con l’attività commerciale, e attraverso i numerosi prestiti di denaro con l’isola di Cipro, attraverso i quali, la stessa Repubblica di Venezia permetteva di salvaguardare gli interessi commerciali. Cipro infatti occupava una posizione strategica nel panorama europeo ed era inoltre ricca di coltivazioni di canna da zucchero, importante soprattutto per il suo uso medico, (→ Necessitava di ambienti secchi e di molta acqua, tanto che Cipro era attraversata da un fiume perennemente ricco d’acqua) e ricca al contempo di molte spezie, importantissime per la conservazione del cibo e della carne. I Corner quindi, possedevano in concessione la zona di Cipro più ricca d’acqua, utilizzata per la produzione della canna da zucchero, trasportata poi a Venezia già pronta per la vendita.
L’Europa nel 1492 e Caterina Cornaro
Il Sacro Romano impero, importante per Venezia, occupava il Trentino e parte del Bellunese ed era esattamente al confine con la Serenissima Repubblica: le zone del Trentino e del Bellunese infatti erano importanti per la Serenissima in quanto fonte del legname; fondamentale non solo per la costruzione delle navi, ma al contempo per costruire ed edificare la grandezza stessa di Venezia, costruita appunto su palafitte, che grazie alla realtà chimica dell’acqua si trasformano in vere e proprie fondamenta. La Repubblica delle Serenissima si estendeva non solo in modo circoscritto alla città stessa, ma la contempo controllava diversi territori delle coste adriatiche, non l’entroterra appunto, ma al contrario in corrispondenza dei diversi porti dell’epoca: tale scelta era appunto giustificata dal carattere commerciale della stessa Repubblica che, per agevolare le attività commerciali con l’Oriente ed il Nord Africa, necessitava di una delineare un controllo mappato sulle coste, utile ad evitare il pagamento delle tasse ed agevolare i rifornimenti delle navi durante le stesse tratte commerciali. Caricare infatti le navi di beni di sussistenza che perdurino per tutta la durata del viaggio non avrebbe permesso di caricare le navi di merci. Proprio a Costantinopoli si registra la nascita della prima ambasciata Europea in un paese Arabo-Musulmano, ovvero il bailaggio della Repubblica Serenissima. A presenziare l’ambasciata era il bailo, ovvero l’ambasciatore, che non poteva mai abbandonare la città, nemmeno nel momento in cui il mandato da ambasciatore scadeva fino all’arrivo del nuovo ambasciatore investito della carica; al fine di garantire la sopravvivenza dell’autorità veneziana a Costantinopoli, punto centrale negli scambi commerciali. L’ambasciata veneziana permanerà, nonostante le diverse ricostruzioni (dal 1200 in poi) come sede dell’ambasciata della Repubblica Italiana. Cipro era quindi importante, vista la posizione strategica nel panorama Mediterraneo, per i collegamenti ad Alessandria d’Egitto, e proprio ad Alessandria d’Egitto vi era il fondaco dei veneziani; l’unico luogo che permetteva ai veneziani di ripararsi dalle leggi Ottomane. Molte famiglie Veneziane prestarono soldi all’Isola di Cipro, che necessitava di denaro viste le numerose guerre intestine che caratterizzavano la società cipriota; tra le quali la famiglia Lusignano, una famiglia di origine francese che da diversi anni governava Cipro, un governatorato difficile, costretto da un lato dalla potenza genovese (mercantile) e dell’altro da guerre di potere interne. Con il Re Giovanni II, che ha legalmente una figlia femmina, Carlotta, avuta dalla moglie che non riusciva a dargli figli maschi (→ a Cipro vi era la legge secondo la quale anche le femmine potevano essere investite della carica di regine).
L’amante però gli aveva dato un figlio illegittimo, Giacomo, impossibilitato ad ereditare il trono; il futuro marito di Caterina Cornaro. Alla morte del Re Giovanni II, il trono viene ereditato dalla figlia Carlotta, il cui marito è un principe dei Savoia, ma sarà costretta a scappare a Rodi sotto la protezione dei cavalieri di Rodi (i futuri cavalieri di Malta). A questo punto Giacomo, il figlio illegittimo è costretto a corrompere tramite il denaro, la società cipriota, divenendo quindi unico regnante. La disponibilità pecuniaria gli viene tuttavia fornita dalla Serenissima, proprio dalla famiglia Corner. In particolare i Cornaro chiedono a Giacomo (in accordo con l’oligarchia Veneziana), in cambio della cospicua somma, la stipulazione di un accordo, o meglio, di un’alleanza contro in Turchi, stipulata sostanzialmente attraverso l’unione matrimoniale tra Giacomo ed una loro figlia, Caterina, con una dote di 100'000 ducati, che per la quasi totalità erano in realtà rappresentativi dei crediti che i Corner avevano verso i Lusignano: con l’unione matrimoniale il credito si sarebbe estinto. L’oligarchia Veneziana tuttavia, per garantire l’impossibilità sul nascere, si secondi fini di poteri, Caterina Corner viene dichiarata figlia della Repubblica, e viene “adottata” dalla stessa, divenendone un simbolo dell’unione con Cipro. Giacomo accetta quindi l’unione matrimoniale, il matrimonio non verrà tuttavia personalmente celebrato da Re Giacomo, ma venne eseguito per procura a Venezia: a presenziare la cerimonia fu infatti Filippo Mistael, nella figura di sposo. Caterina, ancora tredicenne, continua a rimanere in casa con la famiglia (Ca’ Corner della Regina) fino al 1472, diversamente dall’usanza del matrimonio per procura, secondo il quale la sposa veniva successivamente portata nel regno del marito. Le leggende raccontano che la “scusa della giovinezza” era appunto, solo una scusa, una motivazione addotta a posteriori, poiché le ragazze contraevano il matrimonio nel momento in cui divenivano fertili.
Dall’unione matrimoniale il padre ha enormi vantaggi dalla Serenissima, ma il re Giacomo II, ormai trentenne, si accorge che l’alleanza Veneziana, seppure vantaggiosa, costituiva un ostacolo nella libertà d’azione economica. A questo punto Giacomo II cerca alleati al fine di fare un’altra unione matrimoniale (sostenendo che il matrimonio con Caterina Corner non è stato consumato) precisamente con la figlia illegittima del Re di Napoli. Tuttavia, i Veneziani, abili nell’avere informatori, vengono a sapere dei loschi interessi di Giacomo II; intervenendo e minacciando il Re di creare un’alleanza con Carlotta, figlia legittima del vecchio regnante e sostenuta al contempo dalla nobiltà cipriota, qualora il vincolo matrimoniale non fosse consumato, e qualora Caterina non fosse stata presentata come indiscussa regina di Cipro. A questo punto Giacomo II si arrende e invita Caterina Corner a Cipro, dove sbarcherà nel 1572, precisamente a Famagosta, dove, nella cattedrale, il matrimonio viene ricelebrato e ufficializzato. Nel novembre del 1572 il matrimonio viene consumato e Caterina rimane incinta. A questo punto, ad abitare nella dimora reale erano sia Caterina, che i figli illegittimi avuti precedentemente da Giacomo II, educati dalla madre di Giacomo stesso, ovvero l’amante del vecchio regnante.
La morte del Re e la rivolta cipriota
L’anno successivo, nel 1573, a luglio, il re viene colto da una morte improvvisa durante una battuta di caccia (probabilmente avvelenato dai veneziani), ed ormai esanime, dichiara eredi del regno cipriota, il figlio di Caterina, e Caterina stessa. Ad agosto Caterina partorisce un maschio, Giacomo, che eredita il nome del padre. Caterina viene quindi obbligata dai veneziani a non governare in maniera diretta tanto che i nobili ciprioti colgono la prepotenza veneziana da parte dei governatorati. A questo punto, l’11 novembre i nobili ciprioti si impossessano del palazzo reale, portano via il bambino a Caterina insieme alla nutrice, consegnato alla nonna, e le fanno scrivere una lettera alla Repubblica Serenissima a fondamento di giustificare le azioni come espressione della sua volontà. Ma con Caterina, a Cipro erano giunti molte famiglie veneziane legate alla famiglia Corner, tra cui i Bembo (non la stessa famiglia del Bembo degli Asolani). Durante la ribellione il cugino di Caterina Corner viene ferito ed ucciso gettato dal palazzo (aveva promesso a dei soldati una ricompensa in denaro mai avuta secondo le giustificazioni). La Repubblica nel frattempo viene informata dell’accaduto ed inviano un messo a Cipro che annunciando l’arrivo dei veneziani, mette fine alla rivolta, ugualmente porta allo scioglimento a causa di diverse posizione assunte dai membri della nobiltà cipriota. Caterina rimane a Famagosta fino a quando il bambino, di appena un anno, muore, alla fine di agosto. Alla morte del figlio Caterina è disperata e diverse documentazioni ne attestano il difficile trauma subito.
La rivolta cipriota
La rivolta cipriota non era rivolta alla figura di Caterina Cornaro, ma era appunto rivolta alle prepotenze veneziane, che determinavano una sottomissione alla Repubblica Serenissima. Durante la rivolta vengono uccisi due veneziani Andrea Corner e Marco Bembo, ambedue con legami parenterali con Caterina. Le diverse prese di posizione intestine all’interno della rivolta cipriota permettono ai veneziani di agire in modo tale da arginare la stessa. Caterina, deprivata del figlio, dei gioielli reali e costretta a firmare una lettera in cui si dichiarava sugli avvenimenti concorrenti a Cipro alla Repubblica Serenissima e al Sultano di Alessandria (Turchia) che aveva favorito la nomina reale di Giacomo su Carlotta (figlia legittima del re); contribuisce allo sventamento della rivolta, non retta da un accordo assoluto probabilmente per grande paura dell’arrivo delle flotte veneziane, incolpando della rivolta i soldati mercenari che, capitanati da Andrea Corner, si ribellarono vista l’assenza di pagamento. È tuttavia da ricordare che la popolazione cipriota parteggiava per la figura di Caterina, una donna amorevole ed amata anche dal popolo cipriota e concepita come grande mediatrice all’interno della società stessa.
Con l’arrivo della flotta veneziana la situazione insurrezionale a Cipro è quasi totalmente stabilizzata. A questo punto Caterina nutre solo ed esclusivamente una figura di rappresentanza, possibilitata a ricevere una somma di denaro annuale di 8'000 ducati, ma occupante una posizione all’interno della politica solo marginale. A controllare l’azione politica, in particolar modo quella relativa alla politica estera, erano i governatori veneziani. L’Isola di Cipro è ancora della famiglia reale dei Lusignano, solo ufficialmente però perché oramai l’isola è sotto il pieno controllo Veneziano. Caterina prende posizione solo in relazione a prerogative giurisdizionali e tributarie.
Caterina cede la corona
Nasce un contrasto fra il Regnante di Alessandria D’Egitto e il Sultano Ottomano di Bayazid II detto “Baiazzetto” e per la Repubblica nasce la necessità di rendere, anche solo formalmente, l’Isola di Cipro un possedimento della stessa; incoraggiando Caterina a cedere il proprio potere in favore della Repubblica. Caterina deve quindi rinunciare formalmente alla Corona, affermando la fine della stirpe dei Lusignano, donandola al Doge. Per persuaderla, i governatori Veneziani, minacciano la vicinanza con la flotta ma soprattutto, diplomaticamente, inviano a Cipro il fratello di Caterina; Giorgio Corner, l’unico fratello maschio rimasto in vita e coetaneo della stessa Caterina. Giorgio, inviato dalla Repubblica, persuade Caterina innanzitutto sostenendo che nel caso in cui Caterina si fosse rifiutata di cedere la corona, sarebbe stata marchiata come una “ribelle”; ed inoltre convincendola che, cedendo il potere reale la famiglia Corner avrebbe ottenuto enormi vantaggi dalla Repubblica Serenissima; a vantaggio anche di Caterina stessa e della famiglia del fratello Giorgio. A Caterina venne promessa la possibilità di regnare nella città di Asolo, solo ed esclusivamente fino alla sua morte (→ alcuni territori adiacenti erano già possedimenti dei Corner), divenendo Domina di Asolo.
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