Georg Heym
Georg Heym (1887 Slesia - 1912 Berlino) è un contemporaneo di Kafka, ma nasce e vive in un altro contesto culturale, poiché vive a Berlino, nella capitale dell'impero tedesco. A Berlino viene indirizzato dal padre verso gli studi di legge, si laurea, ma è interessato a scrivere, soprattutto in maniera rivoluzionaria. Entra a far parte dell’Avanguardia Espressionista tedesca.
Contesto storico e culturale
Gli espressionisti si distaccano dalla prima guerra mondiale (mentre i futuristi vogliono la guerra), alcuni di loro solo in un primo momento salutano favorevolmente la guerra, ma successivamente si allontanano. La generazione degli espressionisti spesso è stata paragonata a quella degli sturmeriani, sia perché sono dei rivoluzionari, sia perché ritorna come tema principale il conflitto padre-figlio. Heym muore nel 1912 a Berlino, per un incidente sul ghiaccio, un amico cade nel ghiaccio e Heym per salvarlo muore.
Critica della scienza e della psichiatria
Gli espressionisti sentivano un'esigenza di rinnovamento, cercavano dei valori morali poiché non si accontentavano più di quel benessere materiale che soddisfaceva la vita dei padri. Inoltre, è una generazione che si sente tradita dalla promessa della scienza di poter salvare il mondo, ma si comprende che la scienza non può salvare, e soprattutto non salva l'anima. Uno dei temi di Heym è la critica della scienza del suo tempo, infatti “Der Irre” è una feroce critica della psichiatria dell’epoca (questa novella si colloca nel fenomeno culturale della “critica della scienza”).
La psichiatria era una branca della psicologia, che nell’800 cerca di evolversi su basi più scientifiche. La psichiatria si pone in netto conflitto con la nascente psicanalisi, che non aveva la pretesa di essere una scienza, ma che si fonda su basi discorsive, che cura i pazienti con la parola e non con farmaci (come l’ipnosi). Sulla spinta del positivismo, la psichiatria dell’800, studia una corrispondenza tra le percezioni alterate del malato e le rappresentazioni della mente (cioè come reagisce la mente se uno stimolo negativo viene recepito da una mente alterata).
L'espressionismo a Berlino
Heym a Berlino si mette in contatto con la scena espressionista, i giovani espressionisti si riuniscono in un caffè, il “Neuer club”, e comincia a frequentare questo cabaret. Comincia a scrivere poesie nel nuovo stile espressionista. Ciò che unisce gli espressionisti è la rottura dell’illusione, loro rappresentano la realtà in maniera non più illusionistica, c’è un saggio che s’intitola “Alberi rossi”, gli alberi sono rossi quindi la realtà è sempre riconoscibile poiché si tratta di alberi, ma la realtà è rappresentata attraverso una percezione alterata (cioè la nostra psiche influenza la percezione della realtà, quindi per gli espressionisti gli alberi non sono verdi per tutti).
Gli espressionisti inoltre infrangono le regole della rappresentazione prospettica, viene rappresentata una realtà soggettiva, questo avviene anche nell’espressionismo letterario e teatrale.
Pubblicazioni e opere
Heym pubblica molte poesie su due riviste espressioniste “Der Sturm” e “Die Aktion”, scrive anche delle prose, pubblicate postume, l’anno successivo alla sua morte, sempre pubblicate da Kurt Wolf. La raccolta di prose prende il titolo dall’opera “Der Dieb”, titolo voluto dall’editore (in questa raccolta è contenuta anche la prosa “Die Sektion” e “Der Irre”).
“Der Irre” è una delle prose più famose di Heym, che ha avuto molto successo all’epoca della sua pubblicazione perché tratta uno dei temi più amati dagli scrittori, cioè la follia, la piaga sociale delle grandi metropoli moderne, e soprattutto di Berlino. L’individuo fa fatica ad orientarsi in una realtà così complessa, tanto che alcuni espressionisti sono impazziti davvero (Gunter Grass scrive nel ‘29 un romanzo Alexander Platz, in cui racconta la vita nella città).
Espressionismo in Germania
L’espressionismo ha due centri in Germania, il più importante, quello dove nasce l’espressionismo sia pittorico che letterario, è Berlino (quello pittorico in realtà nasce a Dresda, con il gruppo di artisti che si da il nome “Die Brucke” che si trasferiscono a Berlino e proseguono il loro lavoro qui, dove nasce l’espressionismo letterario all’interno dei cabaret e dei caffè. Nel 1910 lo stesso accade a Monaco di Baviera, dove Franz Marc e Kandinskij fondano il gruppo del “Blaue Reiter”, che prende questo nome dalla copertina dell’almanacco che fondano insieme al gruppo di autori, che altri denominano espressionisti.
Sul termine espressionismo ci sono state molte discussioni, perché gli espressionisti non hanno un programma, come ad esempio avranno i surrealisti, ma lasciano che siano altri a definire il loro espressionismo, ma il tratto che li unisce è il rifiuto dell’illusionismo imitativo sul quale si fonda il realismo borghese.
Nei loro dipinti e nelle loro opere la realtà è riconoscibile, ma non è più rappresentata attraverso le leggi della prospettiva. Jabienskij è un pittore, che si trova a Berlino insieme a Kandinskij, e fa parte del Blaue Reiter.
Hernst Ludwig Kirchner è uno degli espressionisti più famosi di Berlino, che rappresenta scene cittadine, in particolare quei borghesi che sono il bersaglio della critica degli espressionisti, che hanno degli elementi di riconoscimento nei quadri: il cappello, il bastone, il cappotto e sono vicini a delle figure di donna, delle prostitute. Kirchner nella sua serie di dipinti “street” rappresenta una scena di vita cittadina, ma non rispetta le regole della prospettiva, ma con una prospettiva distorta, le figure sono ravvicinate ed hanno dei tratti appuntiti. Quello che si nota in questi dipinti è l’isolamento delle figure, pur essendo vicine, le figure non comunicano, non si guardano (anche perché con la nascita della prostituzione metropolitana, gli espressionisti cominciano a criticare la doppia morale della borghesia).
Un critico viennese, Bahr, scrive una recensione su un pittore espressionista, intitolato “rote Baume” (alberi rossi), che sono alberi, ma non vengono rappresentati con una prospettiva reale. Quindi l’espressionismo è l’arte della percezione alterata. Nell’immagine di copertina del “Blaue Reiter” viene rappresentato un cavaliere a cavallo, rappresentato con il colore azzurro, questo dipinto va contro quel realismo storico come ad esempio il dipinto che ritrae Napoleone a cavallo, ma anche il colore azzurro ha importanza, infatti Kandinskij scrive un trattato intitolato “dello spirituale nell’arte”, che parla proprio dell’importanza dei colori.
Der Irre
Questa è la storia di un folle, che Heym sottotitola come tutti i testi “novella”. La novella fino a fine 800 è un racconto breve, Goethe scrive “La novella è un racconto breve di incanto eclatante”.
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