Storia delle dottrine politiche
Domande papabili
- Rapporto fra cristianesimo e politica?
- Autori del 500 DC?
- La giustizia per Socrate
- Giustizia per Aristotele
- Definizione di legge per Tommaso
- Definizione di stato per Bodin
- Rousseau:
- Cosa è la volontà generale?
- Come concepisce il contratto sociale? (Ne comprende 2 in realtà)
- Come concepisce la proprietà privata?
- Locke:
- Quali sono i diritti naturali fondamentali? (Vita, libertà, proprietà).
- Marsilio da Padova:
- Perché Marsilio con la logica detronizza il Papa?
- Perché solo la pars principans determina il potere
Domande da evitare
- Anni di Machiavelli (15° 16° secolo)
- Leggi naturali di Locke
- Paolo Grossi (Ex presidente corte costituzionale, studia temi sul medioevo)
All'esame
Saranno poste 2 domande (1 sull’età antica e una sull’età moderna) ORALE
Società politica
Il luogo in cui non tutti gli uomini sono eguali (se non per certi casi).
- Alcuni comandano ed altri ubbidiscono.
- È presente la diseguaglianza tipica della società politica.
Cosa è il potere e come è stato interpretato dagli studiosi?
Il potere politico si manifesta come forza naturale perché c’è sia quando ubbidiamo, sia quando disubbidiamo alle leggi.
Cosa è la politica e perché c’è il potere politico?
È il frutto di un accordo fra gli uomini per porre fine all’egoismo sociale. Per Hobbes ogni uomo è come un lupo e, per evitare che il lupo mi mangi, istituisco il potere politico.
Come si mantiene l'ordine nella società?
- Si utilizzano regole prefissate e si crea un ente che si assicura il rispetto di tali regole.
- Viene introdotto il concetto di forza per assicurare il rispetto delle leggi.
- Se la forza è presente ma non riesco a distinguere ciò che abbia o non abbia valore, allora il potere politico non è applicato correttamente.
Origini della storia delle dottrine politiche
- Nasce come disciplina accademica negli anni ’20 del secolo scorso come facoltà di scienze politiche.
- Le prime università di scienze politiche in Italia furono quelle di Padova, Roma e Pisa.
- La locuzione Dottrina è stata introdotta nel dibattito degli scrittori in Francia 1 secolo prima della nascita di SCIPOL.
- Una delle definizioni di Dottrina:
- “Un insieme di precetti che fanno parte di una certa visione del mondo”.
Il potere politico
È una fonte gerarchica di erogazione degli imperativi sociali ai quali si accompagna l’uso della forza. Questa è una definizione di natura formale in grado di comprendere al suo interno tutti i concetti che può assumere.
Due definizioni distinte
-
È l’esercizio duraturo in forma istituzionale del comando coercibile da parte di alcuni individui sugli altri (a, b) al fine di conseguire l’ordine di una società data.
Coercibile = Norma Giuridica
- Certi uomini comandano e altri ubbidiscono.
- Coloro che comandano conferiscono l’ordine alla società.
- L’ordine non si produce spontaneamente se non tramite comando gerarchico.
- Rapporto istituzionale di dominio da parte di alcuni sugli altri.
La prima forma istituzionale: la Polis
Dati generali sulla Polis
- In vigore dal XII secolo A.C fino al 322 A.C.
- È il referente istituzionale dell’età antica.
- 3 concetti chiave:
- Unità del Nomos
- Autarchia
- Ethos
- Politica = le cose che riguardano la Polis.
- La polis è l’unità politica per antonomasia: “la Città-Stato”.
- Città stato perché possedeva quella caratteristiche che rendevano possibile la sua autosufficienza. (Autarchia)
- Nonché una certa autonomia politica (Auto-Governo)
- La città in questione ha ovviamente una dimensione ridotta ed era il luogo in cui si sviluppava la vita dei cittadini.
- Il V secolo A.C rappresenta il periodo migliore per la Grecia antica.
- È il famoso secolo di Pericle dove si conosce la prima democrazia dove gli uomini sono al contempo governanti e governati.
- Il periodo del Popolo Sovrano dove nasce la costituzione democratica (Atene)
Ethos
L'insieme di quei valori e quelle norme, di quei codici di comportamento i quali, interiorizzati dall'individuo in funzione della sua integrazione sociale, costituiscono e determinano la disposizione, il carattere, il temperamento culturale di una data popolazione. “La polis conosce una forma unitaria dove non esiste una separazione fra morale-diritto e politica”.
Unità del Nomos
Questa separazione inesistente è definita dalla Polis. La polis era anche un punto di aggregazione sacrale (Non esisteva città che non fosse sotto la protezione di qualche divinità). Gli uomini che abitavano la Polis erano legati da un vincolo quasi fraterno (Grande Famiglia allargata). Le cariche politiche nella Polis venivano assegnate anche tramite sorteggio in quanto tutti erano spinti secondo virtù... oggi questo metodo sarebbe controproducente.
Definizione di Polis
- La polis non è solo una entità politica, giuridica, amministrativa ed economica
- La polis aveva anche un carattere strettamente etico
- Ogni uomo, cittadino riusciva a realizzarsi appieno all’interno della Polis che era capace di fornire i bisogni necessari.
- Nella polis ciascuno trova la propria felicità.
- Non si avverte nella polis la separazione fra pubblico e privato, stessa cosa lo sono le leggi che fino al quinto secolo sono un tutt’uno fra natura e città (Consuetudine).
La crisi della Polis
- A partire dal quinto secolo la istituzione della polis inizia a subire i primi germi della decadenza che i nuovi tempi stavano portando.
- La Mancata separazione fra legge della natura e legge giuridica inizia ad essere messa in dubbio grazie alla pratica del governo democratico.
- In questa situazione i sofisti possono fornire la loro visione.
Virtù: Focus sull'Ethos
Disposizione: “È quella dell’animo grazie alla quale l’uomo reagisce conformemente al bene”.
- È una abitudine
- Se fosse un vero bene allora dovrebbe corrispondere a quello degli altri.
- Si parla quindi di un bene proprio della comunità ma anche in questo caso possiede una natura oggettiva (Da città a città la natura della virtù cambia profondamente).
- Disposizione: Si trasforma in tempo medievale in “Abito” (Abitudine)
- Per noi l’abito è qualcosa che viene cambiato di frequente.
- Nel medioevo l’abito era cambiato raramente e i capi erano davvero pochi.
- La virtù, come i capi, non cambiava spesso.
- Il contrario di abitudine (Virtù) possiamo ritrovarlo nella parola (Vizio).
- La vita democratica era possibile perché tutti praticavano più o meno un certo livello di virtù.
- I cittadini delle Polis erano giusti, coraggiosi, e capivano cosa significava il bene in relazione a loro stessi.
- I cittadini che governavano erano pressoché identici fra di loro: Temperati, Forti (Fortezza) e praticavano la Filia (Amicizia).
- Tutti i cittadini erano in grado di esercitare tutto il potere con la possibilità di essere eletti nel sorteggio elettorale.
I sofisti
- Erano personaggi istruiti che esercitavano la loro attività di insegnamento ai giovani... tale attività avveniva pubblicamente ma anche a seguito di pagata remunerazione.
- I sofisti insegnavano l’arte della retorica ed erano maestri dell’arte della persuasione.
- Insegnavano questa loro abilità a quelli che sarebbero diventati i prossimi oratori e politici di Atene.
- Con l’arte della retorica queste nuove generazioni avrebbero convinto la popolazione facendo passare leggi a volte non proprio virtuose.
- “i Sofisti insegnavano il modo per cui ogni tesi, giusta o sbagliata che sia, con la giusta retorica, fosse considerata come vera”
- Nell’antica Grecia gli uomini non concepivano la differenza tra Etica, Diritto e Virtù.
- Esisteva solo il concetto dell’Unità del Nomos
- Lo scetticismo inizia a infiltrarsi nella cultura greca.
- Secondo lo scetticismo nessun giudizio può essere considerato veritativo.
- Noi oggi pensiamo che una legge debba avere dei contenuti sempre accettati e buoni e che esista una sorta di separazione della morale (il diritto deve occuparsi delle situazioni esternamente).
- In Grecia l’uomo era parte di un tutto ed aveva una connotazione fisica e morale.
- Un atto veniva considerato giusto sia fisicamente sia in merito al nostro pensiero.
Fusis → Nomos
Fisica → Etica
“Sono considerati un tutt’uno”
Questa separazione venne introdotta dai sofisti.
Le leggi per i sofisti
Le leggi per i sofisti sono ancorate ad un livello cosmico e predicano l’esistenza di due leggi distinte:
- Legge Mistica
- Legge Umana
- La fonte da cui viene ricavata è la Consuetudine (Fonte del diritto)
- Diventa legge se L’Opinio iuris seu necesitat.
- La legge non è altro che un’opinione travestita da legge
- La legge è legge e deve essere rispettata (Non importa che sia conforme alla virtù).
- Non esiste più il criterio oggettivo di giudizio.
- I sofisti hanno introdotto l’idea che la virtù non fosse legata esclusivamente alla nascita ma che fosse acquistabile in conseguenza all’insegnamento.
Creazione delle leggi
All’epoca la maggior parte delle leggi era di tipo consuetudinario.
- Leggi non scritte ed immutabili che si praticavano come giuste
- Vi si ubbidiva in quanto considerate giuste, quasi giuste a livello cosmico.
“Chi deve fare leggi deve essere maestro dell’arte della retorica per poter convincere il suo elettorato.”
- Quando una legge è approvata si riconosce l’origine prettamente umana.
- “I sofisti introducono nella cultura greca i germi dello scetticismo e del relativismo”
- “Socrate, Platone e Aristotele si resero conto della gravità delle conseguenze di una visione sofista e cercarono di frenare i germi della decadenza che porteranno alla fine della Polis”
I maggiori esponenti dei sofisti
Protagora
L’uomo è misura di tutte le cose
“È considerato il massimo esponente del relativismo sofista”.
Pensiero
- L’uomo si intende come individuo singolo (E non umanità)
- Ciascun uomo, sulla base dei suoi bisogni, opinioni e valori è giudice non solo per se stesso ma anche per le altre cose.
- Il punto di vista di ciascun uomo è importante in quanto norma di giudizio.
- Protagora fa riferimento all’uomo empirico.
Quando si parla degli uomini e del loro comportamento si fa riferimento all’etica Nicomachea. “Protagora non ritiene giusto creare delle leggi per la maggioranza.”
- Sebbene il punto di vista di ciascuno è importante, chi riesce a far valere sugli altri la sua norma di giudizio è il migliore.
- Con questi discorsi si mina la legittimità della legge ateniese.
Visione sulla Giustizia
- La giustizia è un principio formale e non sostanziale.
- Non si può parlare di una natura umana in cui tutti partecipano.
- Diventa impossibile parlare con una persona che non condivide le mie stesse misure con le quali io mi relaziono con il mondo.
- La natura è verità mentre le leggi sono solo opinioni.
Antifone
L’uomo tende a perseguire il proprio utile
“Introduce la separazione fra pubblico e privato.”
Pensiero
- L’uomo è sempre portato per natura a soddisfare i propri bisogni e perseguire il proprio utile.
- Proprio per questo l’uomo ha necessità di pensare sempre prima al suo tornaconto.
- Gli uomini quando sono in pubblico tendono a rispettare le leggi ma, quando sono nel privato, si fanno tentare dai vizi per ottenere ciò che loro conviene.
- La legge dello stato è trasgredita solo quando non si teme la ripercussione.
- La legge di natura si deve seguire per quanto possibile e viene confermata la separazione fra pubblico e privato.
- Ideale di uguaglianza.
Ippia
Gli uomini sono uniti per natura e questi vincoli sono frantumati dalla legge che divide gli uomini all’interno della Polis.
“Introduce la distinzione fra legge e diritto di natura e legge e diritto positivo (Positivo significa posto dallo stato)”
Pensiero
- Tutti gli uomini sono uguali e fratelli per natura
- La legge della polis divide e separa le persone.
- La schiavitù non esiste per natura (Una legge che discrimina gli uomini)
- La legge Positiva (Dello stato) viene svalutata quando non segue la legge di natura.
- La legge di natura è eternamente valida mentre la legge dello stato è solo legata al tempo e al territorio in un determinato contesto storico.
Callicle
La Giustizia è l’utile dei più deboli
Pensiero
- Coloro che esercitano il potere sono quelli meno forti
- Per Callicle, i deboli, sotto minaccia del forte, si coalizzano per diventare essi stessi i più forti.
- Nel gestire il potere hanno come interesse il loro utile.
- Per Callicle la posizione dei più deboli non è basata per natura ma per convenzione.
Giustizia:
- Ha una origine convenzionale
Trasimaco
La Giustizia per natura è l’utile del più forte
Pensiero
- Gli uomini si associano e comanderà colui che è più forte (Nel senso di potenza e forza fisica)
- Il più forte fisicamente detiene il potere secondo legge di natura.
- Quando il forte emana legge non lo fa per benevolenza ma lo fa per ottenere il suo utile
Giustizia:
- La Giustizia non precede lo stato ma è espressione della volontà del più forte
- Non esiste una giustizia antecedente alle leggi
Il trio degli anti-sofisti
Socrate (469-399 a.C)
Elementi di opposizione ai sofisti
- Origine degli dei
- Concezione della giustizia
- Divisione fra Physis (Natura) e Nomos (Legge)
- Socrate si oppone alla mentalità diffusa dai sofisti per cui si riteneva che nessuna verità fosse conoscibile. (Per i sofisti infatti nessuno oggetto era riconoscibile univocamente)
Pensiero
- Voleva frenare la corruzione divagante dei sofisti e riteneva necessario interrogare i suoi interlocutori insinuando il dubbio nei suoi ascoltatori.
- Socrate apparteneva ai Sofisti (Prediligeva il dialogo, l’oralità e la dialettica) ma era anche il maggiore anti-sofista.
- Socrate sapeva di non sapere e, con questa concezione poneva domande ai suoi interlocutori cercando di carpire la verità.
- La verità è la conoscenza che va oltre l’opinione
- L’opinione è una conoscenza fragile e destinata ad essere sottomessa da una analisi approfondita.
“L’opinione è una conoscenza passeggera che può diventare occasione di approfondimento se si chiede la ragione stessa dell’opinione”
- I sofisti hanno solo conoscenza apparente e non conoscono la verità.
L’uomo per Socrate
- Invita l’uomo a conoscere se stesso
- L’identità di un uomo risiede nella sua anima che per Socrate è la ragione.
- Ragione:
- Facoltà che consente all’uomo di praticare la virtù secondo tutti i suoi aspetti
- Virtù:
- Azione conforme al bene, l’azione buona in se stessa.
- Uomo virtuoso:
- Colui che abitualmente agisce per il bene, l’uomo che sa e che conosce.
- La virtù è legata alla conoscenza mentre l’ignoranza è legata al Vizio.
- Chi agisce in conformità del bene lo fa perché sa cosa è il bene mentre chi si comporta male lo fa perché è ignorante. Male come frutto dell’Ignoranza
La conoscenza
- È il fulcro della vita umana e tutta la vita dell’uomo è finalizzata a quest’ultima.
- Posizione dell’intellettualismo etico
- Molte critiche:
- È possibile agire conformemente a ciò che è contrario al bene in ogni caso
- Non è sufficiente conoscere il bene per poterlo realizzare.
- L’uomo non è solo intelletto ma è anche Volontà.
Ricerca della verità: Metodo dialettico
- Si compone di due momenti:
- Confutazione- Potte continuamente domande e facendo risaltare incoerenze
- Maieutica- Attraverso le domande poste si può giungere alla conoscenza vera.
- Praticava questo metodo grazie alla sua pratica del “So di non sapere”
- La conoscenza della verità è possibile solo grazie al dialogo e alla discussione.
- La verità è già dentro l’uomo.
Giustizia
- La vita nella polis è applicabile solo se la virtù (Conoscenza) è diffusa fra i capi della Polis.
- Socrate riteneva inalienabili tutte le leggi, giuste e ingiuste.
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