Grande histoire vs petits récits
Introduzione ai cultural studies
Grande histoire: nozione coniata da un filosofo francese nel postmodernismo quando si iniziano a mettere in discussione i grandi sistemi di pensiero (Grande Histoire), come l'Illuminismo. Provengono da un punto di vista autorevole che cerca di dare delle spiegazioni da un punto di vista di potere. Sono basate sul fascino del fatto che esista un'idea universale riguardo vari eventi storici, sociali e culturali. Nel postmodernismo, inoltrati anni '70, si mette in discussione quest'idea perché il contesto dimostra che non ci possa essere un'idea universale. Bisogna quindi frammentarle perché possano essere applicate a vari contesti e provengano da punti di vista marginali e non di potere.
Petits récits: particolari narrazioni ed esperienze, storie locali ed ordinarie. Raccontare una storia da un punto di vista che non sia quello di potere (es. abitudini alimentari di Napoleone raccontate dal cuoco). Lo scopo dei cultural studies è l'analisi di queste storie (petits récits).
Cultural studies: The study of culture
L'oggetto di studio non è scontato e difficile da definire. Definizione di cultura più onnicomprensiva di Raymond Williams.
Cultura
- “Culture is a matter of shared social meanings”
Significati socialmente condivisi: i significati sono generati tramite un linguaggio che non è solamente la lingua ma qualsiasi tipo di codice.
Per capire la cultura bisogna capire come sono generati i significati e tra chi vengono condivisi.
Significati socialmente condivisi
- La lingua parlata in uno stato
- Le produzioni artistiche di una comunità
- Il modo in cui è amministrato il potere di una comunità
- L'organizzazione e la situazione economica di una comunità
- Lo spazio in cui una comunità vive
- Lo sviluppo di una comunità e della sua memoria tramite testi, riti e rituali
La cultura è ordinaria, normale e parte della vita di tutti i giorni, ciò che si condivide con chi è dello stesso nostro gruppo sociale. Cultura → ordinary, whole way of life (es. famiglia e ambiente in cui si cresce), produzione culturale di una comunità e l'organizzazione stessa della società. (rete di significati condivisi)
Working definition of cultural studies
Non è una singola disciplina, ma un termine collettivo per capire e studiare la cultura nel suo contesto. Gli studi culturali hanno bisogno di attingere a diverse discipline e adattarle alle proprie esigenze.
Scopi dei cultural studies
- Esaminare pratiche culturali e il ruolo che rivestono all'interno di relazioni di potere, facendo attenzione a come il testo è inserito all'interno delle relazioni di potere. Il punto d'interesse non è solo analizzare come è redistribuito il potere.
- Comprendere e studiare la cultura in modo contestualizzato secondo il contesto storico, sociale e politico.
- I cultural studies sono politicamente impegnati e orientati al cambiamento sociale, all'azione. L'obiettivo è denunciare una situazione con la speranza che questa denuncia possa cambiare la situazione.
- I cultural studies sono contrari alla concezione gerarchica del sapere, non sono d'accordo nella divisione tra cultura alta e bassa o tra sapere basato su culture locali e sapere in senso universale. La distinzione è fonte di una scelta, una distribuzione disomogenea del potere.
Origini dei cultural studies
In questioni intellettuali e quando si tratta di delimitare fenomeni storici, artistici, culturali e letterari, è impossibile determinare un inizio assoluto. I momenti di inizio sono scelte convenzionali e momenti simbolici.
- Scelta convenzionale: fine anni '50 in Inghilterra
- Momento simbolico: 1964 con l'apertura del Centre for Contemporary Cultural Studies a Birmingham
- Data convenzionale: 1956, due avvenimenti scatenano delle riflessioni da parte di (due) intellettuali che daranno vita alla New Left
- Rivolta ungherese; manifestazioni pacifiche contro il regime sovietico che vengono represse nel sangue. Fino a questo punto gli intellettuali di sinistra dei paesi che gravitano attorno all'URSS guardano come esempio l'Unione Sovietica. Questo avvenimento scatena una riflessione e fa sì che gli intellettuali favorevoli al regime sovietico non possano più trarre esempio dall'URSS.
- Crisi di Suez; dopo la seconda guerra mondiale in Europa iniziano a disgregarsi gli imperi coloniali (inglese, belga, spagnolo, olandese, francese). A Suez l'Inghilterra e la Francia si schierano contro l'Egitto per il controllo del canale. Questo significa che anche se sulla carta l'impegno coloniale è terminato, le potenze coloniali europee hanno ancora grande influenza a livello internazionale. Quando la Russia minaccia di schierarsi a favore dell'Egitto, gli USA ritirano le potenze europee affermando il potere americano a livello internazionale. Questo scatena una riflessione sul grado di influenza delle ex potenze coloniali europee e fa capire la grande influenza degli USA.
Caratteristiche dei cultural studies
- Impegno politico concreto nel mondo reale
- Forme di rappresentazione popolare, alle origini quelle della working class (petits récits)
- Interesse per le problematiche della formazione (adult education tutors)
- Codificano una serie di parole chiave che sono gli assi in cui si articola e si rende visibile la dinamica di potere all'interno di ogni gruppo sociale
- Class
- Ethnicity
- Race
- Sex
- Age
- Religion
Metodologia
I cultural studies sono interdisciplinari e traggono da varie discipline umanistiche, sono una tendenza che riunisce e collega varie discipline.
Temi caldi
- Forme espressive della working class
- Studio delle sottoculture
Relazione tra dato economico e produzione culturale
Influenza non esclusiva delle teorie marxiste. Centralità di una specifica concezione della “cultura”. Intersezione tra scienze umane e scienze sociali.
Power
“Le interazioni tra individuo e potere nella determinazione degli spazi culturali e sociali rappresentano un processo complicato e costantemente riscritto, ma hanno un elemento ricorrente: il potere nasce da una forma di privilegio che l’organizzazione istituzionale delle conoscenze sostiene e mantiene.” Si svela il legame fondamentale tra potere e conoscenza. Chi detiene gli strumenti della conoscenza detiene il potere e decide come organizzare la conoscenza e di conseguenza la società.
Affinché una società sopravviva è necessario che l'organizzazione si mantenga nel tempo ed è quindi importante la legittimazione del potere (es. totalitarismi, sostegno e legittimazione del popolo).
Positionality/Posizionalità
Posizionamento lungo una serie di assi di potere che determinano la posizione di un individuo all'interno della cultura, caratteristiche (genere, classe, religione, orientamento sessuale ecc.).
“Gli Studi culturali sono ‘a body of theory’ (Barker 2000: 5) plasmato da studiosi che guardano alla produzione di testualità e alla conoscenza teorica come una pratica politica e che non riconoscono nella cultura una marca di oggettività e neutralità, ma piuttosto una questione di positionality, una preoccupazione epistemologica (chi, quando, dove, come e perché si parla, si giudica e si comprende?) che determina la conoscenza in termini di produzione sociale e culturale.”
Ogni prodotto culturale e il suo produttore sono da considerarsi in termini della loro posizionalità.
Semiotica o Theory of the sign
Metodo derivante dalla disciplina della semiotica.
Segno: un'unità linguistica che designa un oggetto, una relazione o ha una funzione puramente sintattica (es. punteggiatura).
- Ha una forma concreta, deve essere rappresentato
- Si riferisce a qualcosa oltre al segno stesso (es. divieto di sosta, non sono solo due cerchi sovrapposti ma significano insieme qualcos'altro)
- Può essere riconosciuto facilmente dalla maggior parte delle persone
Significante: l'oggetto, la cosa, il codice che leggiamo (disegno, parola, foto)
Significato: ciò che il segno esprime
Come si associa il significato al significante? Convenzione in cui c'è un codice che associa il significante al rispettivo significato in maniera arbitraria. Qualunque linguaggio (lingua, segnaletica) è un fenomeno culturale in cui assegniamo in maniera arbitraria un significato ai segni e le persone accettano la convenzione in maniera più o meno esplicita. Il significato non è sempre univoco, un segno può avere più significati. La relazione tra significante e significato può cambiare in relazione al contesto in cui si presentano.
Founding fathers dei cultural studies
- Richard Hoggart, The Uses of Literacy. Aspects of Working Class Life (1957)
Sociologo di successo che in quest'opera dedica la sua analisi alla formazione della working class e analizza il cambiamento di essa in conseguenza alla cultura di massa americana. La sua opera ha alcuni limiti, come il fatto che consideri quest'influenza della cultura americana sulla cultura britannica in maniera negativa parlando di autenticità della cultura britannica. Primo leader del CCCS. → adult education
- E. P. Thompson, The Making of the English Working Class (1963)
Storico che, come Hoggart, pensa che la working class debba essere soggetto attivo e la riconosce come gruppo sociale che ha subito modifiche importanti nel corso del tempo e la contestualizza in base alle diverse caratteristiche relazionate al contesto storico. Va a vedere come si è evoluta e formata la working class, che vede come qualcosa di dinamico che subisce l'influenza dei fatti storici che la circondano.
- R. Williams, Culture and Society (1958)
Professore di letteratura e critico letterario. Nell'opera analizza la cultura e la società britannica attraverso vari testi letterari.
- Stuart Hall
Direttore CCCS dal 1968. Introduce nuove riflessioni critiche e concetti teorici fondamentali:
- Riflessione su language e representation
- Positionality
- Circuit of culture
- Encoding/Decoding
Key words → snodi in cui si manifestano e concretizzano strutture di potere. Elementi che costituiscono la positionality. Williams; Key Words (opera). Contestualizza queste parole.
Come si produce testualità?
Il concetto chiave è la rappresentazione, ovvero il modo in cui si produce significato attraverso il linguaggio che non è un mezzo neutro a cui attribuiamo significati a oggetti che esistono indipendentemente dal linguaggio. Ciò implica che se noi non avessimo un nome espresso da un linguaggio per un certo oggetto non avremmo conoscenza per quest'oggetto. Il linguaggio rende quindi visibili e conoscibili certi oggetti. Non esiste nulla al di fuori del linguaggio perché senza di esso non potremmo comunicare e conoscere. Il linguaggio fornisce senso alle cose e ai concetti e ne offre una rappresentazione sfruttabile ai fini della comunicazione. È una pratica culturale e di significazione.
Cosa c'entra il potere col linguaggio?
L'operazione di attribuzione di senso è sì arbitraria ma deve essere fatta da qualcuno che abbia una quantità di potere tale per far sì che venga seguito dalla massa. Il linguaggio è potere perché impone una precisa struttura di valori, di origine sociale ed economica, su tutto ciò che rappresenta. É il potere di dare un nome (naming), imporre dati significati a determinati fenomeni e di inserirli/circoscriverli in relazioni, gerarchie. Il potere non è considerato solo limitante ma anche enabling, ovvero consente di fare qualcosa. In questo caso di raffigurare le pratiche culturali e far circolare le rappresentazioni dando un nome alle cose. Il potere non è statico ma circola e può decretare la sua stessa eversione (regime di potere inefficiente, rivolte e stabilimento di nuovo sistema di potere).
Discourse
Legame tra rappresentazione, linguaggio, cultura e potere; modi di rappresentare dei fenomeni in un certo modo. Il modo in cui le strutture di potere definiscono il modo in cui interpretiamo la cultura. Costruzione di significato attraverso l'esercizio di potere.
Diverso dal discorso, traduzione italiana → si intende pratica discorsiva, qualcosa di consolidato e radicato che si fa normalmente, connessione tra lingua e potere. Definiscono attraverso il linguaggio gli oggetti di conoscenza in modo tale da rendere altre forme di rappresentazione non valide. Secondo Stuart Hall è il discourse che crea conoscenza. Inoltre, definiscono ciò che è o non è appropriato nel parlare di un certo argomento e quale tipo di conoscenza è considerato rilevante e utile. Deriva dal modo in cui è consentito rappresentare una particolare entità (razza, genere). Chi lo consente? Chi detiene il potere simbolico di stabilire l'ideologia egemone. Il potere del discourse definisce ciò che appartiene o no alla comunità (parametri “normali”).
Discourse analysis
È lo studio delle pratiche culturali che espone le strutture di potere e pone il discourse in relazioni storiche, culturali e sociali più ampie. È utile ai cultural studies perché svela le organizzazioni di potere che portano alla rappresentazione di un fenomeno in un certo modo e ha quindi lo stesso scopo dei cultural studies ovvero capire e cambiare le strutture di potere/dominance che spesso include l'oppressione i cui protagonisti (oppressi) sono i soggetti studio della disciplina. La pratica discorsiva dominante può essere definita come Grande Histoire.
The Other
L'altro è un soggetto oppresso, diverso dalla norma e dalla prassi discorsiva di rappresentare. Il soggetto diverso/altro viene di solito rappresentato in maniera negativa in quanto si interpreta come peggiore tutto ciò che non ci è familiare. In questi casi, parlando di minoranza, non si fa riferimento ai numeri ma al fatto che si abbia un potere inferiore rispetto alla maggioranza.
Uno dei problemi della rappresentazione della diversità è la conoscenza, in quanto generalmente effettuata con un sistema di pensiero binario. Questo prende un’entità e la divide in due contrapposizione (bianco e nero, uomo e donna), autoescludenti (se una cosa è nera non può essere bianca) e vengono messe l'una in contrasto per l'altro e perciò opposte ed inconciliabili. Una delle due parti è considerata migliore dell'altra ed è qui che subentra il ruolo del potere. Il problema logico di questo sistema è il fatto che possano esistere delle vie di mezzo oltre alle due all'interno del binario che non appartengono né a una né all'altra parte tendendo ad allontanarla, non parlarne o forzarne l'inclusione all'interno della logica binaria. Il modo migliore per raccontare la storia dell'altro è farlo da un punto di vista diverso da quello stereotipico, attribuendo a una singola caratteristica una pluralità di altre caratteristiche distruggendo le logiche binarie.
Race and Ethnicity
La razza e l'etnia sono punti nodali nello sviluppo dell'identità, che non è fisso e stabile una volta determinato che bisogna cercare e trovare. In realtà è un concetto scivoloso, frammentario e frammentato, in continuo sviluppo/in divenire, cambia nel tempo. Oltre a come si vive la propria appartenenza etnica e il contatto con altre etnie, ci sono diverse pratiche discorsive che influenzano questi punti. (es. pratica discorsiva vittoriana di Conrad)
Il punto non sono solo le caratteristiche fisiche ma le associazioni che noi attribuiamo ad esse. Il fatto è che le differenze fisiche siano motivi di discriminazioni razziali che non dipendono dalle caratteristiche come significanti, ma il significato che ad esse si attribuiscono.
Es. il colore della pelle non giustifica il fatto che i nativi siano subordinati e schiavizzati, ma per abitudine il significato attribuito a questa caratteristica fisica è di qualcuno inferiore alla razza bianca. Tutti per definizione possono essere considerati etnici ma è solito pensare che chi non sia bianco occidentale sia etnico. Razza: caratteristiche fisiche visibili associate discorsivamente ad abilità, intelligenza o capacità cosicché gruppi razziali siano messi in ordine gerarchico a livello di importanza sociale e superiorità/subordinazione. Le percezioni rispetto alla razza possono influenzare lo status sociale, es. se di razza africana si è più esposti a controlli della polizia. Queste percezioni sono associate tramite la rappresentazione. La razza è una costruzione sociale e non si basa su qualità a livello biologico.
Etnia: condiviso background culturale. Fa riferimento a un’identità culturale di gruppo. I gruppi etnici condividono nome, valori, credenze, simboli e pratiche culturali. Anch'essa è una costruzione discorsiva. Descrive una condizione comune a tutti in quanto tutti gli esseri umani sono formati dalla lingua ed alle pratiche culturali della propria comunità e di conseguenza rende questa classificazione meno discriminante. Nello stesso ambiente etnico possono essere presenti più razze. Il razzismo sono le credenze basate sull'idea che una razza sia innatamente superiore a un'altra. Di esso fanno parte comportamenti consci ed inconsci.
Joseph Conrad
Nato in Polonia nel 1857 di origini nobili/aristocratiche. I genitori sono ribelli al controllo russo della Polonia. In particolare, il padre viene esiliato e lui lo raggiunge con la madre. Entrambi muoiono di stenti e lui si trasferisce in Francia e con l'aiuto dello zio.
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