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Il mito

Etimologia: mythos (parola/discorso) in contrapposizione, però, a lógos. Mythos è la parola raccontata, narrata; lógos invece è il discorso razionale.

Caratteristiche

  • Universalità
  • Tematiche
  • Oralità
  • Protagonisti
  • Collocazione temporale

Il racconto ha un duplice potere: narrare le cose e crearle mentre le narra. Il mito racconta degli avvenimenti, fatti e in questo momento stesso li crea, li fa diventare reali. Perciò il mito ha un valore sacrale (racconta e genera la realtà). Attraverso il mito i popoli raccontano sé stessi (loro concezioni di vita, danno insegnamenti sul proprio mondo ed esperienze). I miti sono universali perché sono la risposta ai grandi interrogativi dell'umanità (cos'è la vita, cosa c'è dopo la morte ecc.). Sono tematiche universali, una caratteristica del mito è l'universalità.

Il mito è universale, la leggenda è popolare (corrisponde ad un unico popolo). I miti sono trasmessi dalle civiltà più antiche attraverso l'oralità e persone come sacerdoti e poeti (artisti) possono raccontarli. Proprio per questo, il mito ha un carattere rituale (accompagna gli esseri umani ad una iniziazione sacro-misterica). Perciò è distinto dalla fiaba (non contiene riti e risposte ai grandi misteri).

I miti sono ambientati in luoghi sereni ed in contesti di serenità e rilassatezza, normalmente il linguaggio mitico è per immagini (molto vivido) che è molto più semplice da ricordare. Le espressioni dei miti sono spesso ripetitive (sono espressioni stereotipate). Platone diceva che il mito parla per immagini, laddove la leggenda parla per concetti. Egli dice che non bisogna credere ai poeti e miti, ma quando deve tramandare le sue dottrine più importanti e non scritte si avvale del mito (ha valore sacrale e non può essere contraddetto).

I protagonisti del mito normalmente sono eroi o Dei (personaggi che non possono essere eguagliati). Di norma il mito avviene in un tempo indeterminato (passato remoto/assoluto), prima della nascita della storia.

Finalità del mito

Il mito serve a dare spiegazioni che adesso noi diamo con la scienza, nasce dall'esigenza di rispondere alle grandi domande degli uomini. Le riposte scientifiche sono tangibili, sperimentabili, mentre il mito ha un carattere simbolico. I saggi educavano i giovani ai valori importanti della loro comunità. La mitologia costituisce anche tutta la memoria collettiva di un determinato popolo. Di quelli di cui noi non abbiamo molte conoscenze storiche, le possiamo ricavare proprio dai miti. Per tutto ciò, a volte, il mito è più importante di quello che ci dice la storia.

Il mito d'Europa

Europa è una principessa asiatica, la figlia del Re dei Fenici (Libano). Un giorno si sveglia dopo uno strano sogno: due ragazze la tiravano, una da una parte e una dall'altra, di una non conosce il nome, l'altra si chiama Asia. Decide di andare in spiaggia, una volta svegliata, e mentre gioca vede comparire un toro bianco, il quale è talmente bello e mansueto, che si fida da avvicinarsi e salirci sopra, il quale la rapisce. Nel mito questo toro è Zeus, che rapisce Europa e la porta in Grecia. Quando il Re dei Fenici, viene a saperlo, manda i fratelli a cercarla (Cilice, Fenice e Cadmo). Nel frattempo Europa e Zeus hanno tre figli (Minosse, Radamante e Serpedonte). Zeus decide che la terza parte del mondo si chiamerà Europa, in onore della principessa.

La cosa fondamentale che questo mito ci dice, è che nella sensibilità degli antichi popoli, l'Europa discende dall'Asia. Il mito risale prima della storia (19º secolo A.C), ma noi ne veniamo a conoscenza con Omero (Iliade ed Inni Omerici). Esiodo, nella teogonia, fa derivare tutti noi europei dall'Unione tra Zeus ed Europa. (Il mito diventa realtà, la genera). Rapimento di Europa rappresentato sulla moneta da 2 euro greca.

Rappresentazioni

  • Tempio di Selinunte
  • Nel cinquecento: Tiziano e Rubens (Europa incarna l'anima di Cristo fino alla redenzione, l'elemento allegorico ha caratteristiche cristiane, non più fenicia)
  • Contemporaneo (anni '30): Max Beckmann (Europa che è una fanciulla bianca sta urlando e non è a proprio agio, si traspare la violenza del rapimento). La funzione della rappresentazione non è più di celebrazione, ma è di denuncia: il Toro da candido, diventa un animale nero e arrogante (Fascismo) ed Europa è la rappresentazione della ragazza ariana. Il fine dell'opera è quello di esaltare la razza pura, ariana. La tradizione si rompe

Il passaggio dall'Asia all'Europa è sereno fino al 1933

Europa: il punto di vista storico

Erodoto (Grecia, 5º secolo AC) scrive un libro "Storie" e abbiamo già chiara la consapevolezza della differenza tra Europa ed il resto del mondo, è chiaro che l'Europa si definisce per non essere Asia, Africa.

Diversi percorsi

  • Etimologia: qualcuno fa derivare la parola Europa dalla parola semitica "erebu" che significa occidente, la quale si contrappone ad "asu" che significa oriente. Nonostante la distanza con l'America, l'Europa si sente più vicina a questa rispetto all'Asia. Contrapposizione "erebu" vs "asu"
  • Confini geografici: dice che la sua lunghezza è pari a quella degli altri due continenti messi insieme (Asia e Africa). Dà anche confini precisi: Nilo d'Egitto, e Fasi di Colchide (Caucaso, Georgia), mentre altri indicano il Tanai (Don) della Meotide ed il guado dei Cimmeri (Bosforo). Dà anche confini civili: alcuni popoli possono essere definiti europei, altri no. Incivile nel 5º secolo AC significa non essere organizzati politicamente, chi non vive nelle città, nelle polis. Mentre chi non sa parlare il greco è definito barbaro.

La caratteristica della polis è la libertà, la caratteristica del cittadino è la libertà, nasce questo concetto che contrappone l'Europa civile, vera e propria, sia all'Asia, sia alle altre popolazioni. In Grecia un cittadino è un uomo libero, sia di diritto di nascita, sia uno schiavo o un prigioniero che si riesce a conquistarla (ciò successe anche nel mondo romano). Il concetto di libertà nasce all'interno dell'organizzazione politica (polis). La Grecia difende la sua libertà. Il valore della libertà contrappone la Grecia al resto del mondo conosciuto (Asia).

Erodoto la esprime molto bene nel discorso di Demarato: egli rifugiato in Persia dopo l'estradizione da Sparta è diventato consigliere di Serse.

La legge dei Padri

Sono liberi, ma non completamente: hanno un padrone, una legge morale, non scritta, che guida le azioni dei greci fino a dopo che venisse introdotta la scrittura. È la legge della tradizione che ti dice come ti devi controllare, come difendere la tua libertà e della tua città.

Guerre persiane

Prime guerre che i greci fanno in difesa della propria libertà. I persiani, sentitisi minacciati dalle navi greche, attaccano la Grecia ed i greci devono decidere se diventare schiavi o rimanere uomini liberi. Alla fine della guerra e con la vittoria, hanno dato le ragioni della vittoria al loro impegno e sacrificio personale, ed il fatto che Serse abbia peccato di superbia nel confronto degli Dei (che hanno protetto la Grecia, non i persiani), dopo la guerra infatti (479 AC) venero costruiti molti templi dedicati a Zeus che diventa Zeus liberatore.

La teoria dei climi (Giuramento di Ippocrate) prevede che il territorio ed il suo clima influenza i popoli che ci vivono. Su questa teoria si basa anche la dottrina delle razze, sulla quale si fondano nazismo e razzismo. La teoria dei climi è stata ipotizzata per giustificare le differenze tra popoli europei, africani ed asiatici.

Grecia e resto del mondo per Aristotele

Aristotele (allievo di Platone e maestro di Alessandro Magno) è IL FILOSOFO. Egli divide il mondo conosciuto in tre zone. Divide l'Europa in due: le genti del nord Europa vivono in regioni fredde e sono coraggiosi e forti, ma mancano di intelligenza ed abilità perché vivono liberi, ma non sono capaci di organizzarsi. Le genti d'Asia sono riflessivi e grandi doti manuali, ma non sono coraggiosi e perciò vivono in un clima mite, in uno stato di soggezione e servitù. Invece la stirpe degli elleni (Greci) sono forti e coraggiosi come i popoli del nord, e riflessivi come gli asiatici, perciò vivono liberi, possiedono le meglio istituzioni e sarebbero capaci di dominare su tutti.

Il banchetto nell'antichità

  • Il luogo del non impegno, dell'allontanamento dagli impegni e dai problemi di tutti giorni. Distrazione
  • Risposta ai bisogni primari dell'essere umano: cibo, vino e amore (carnale o per la sapienza/filosofia). Demetra presenzia il banchetto in quanto protettrice del cibo, per quanto riguarda il bere Dioniso e per quanto riguarda l'amore Afrodite, Eros e sempre Dioniso.

Caratteristiche del banchetto

La finalità del banchetto è mangiare e bere insieme, non per farlo semplicemente, nasce come pratica comunitaria e sociale ed è finalizzato a costituire delle relazioni tra gli uomini. A Sparta nasce addirittura come pratica politica.

  • È presieduto dagli Dei, infatti, la pratica comunitaria è strettamente legata al culto degli Dei (atto sacrificale agli Dei prima di mangiare), il banchetto è in realtà un rito sacro. Il rito sacrificale è un rito propiziatorio, e dall'altra parte ci dà il permesso di consumare la carne dopo averla sacrificata.
  • Di norma, si serve cibo coltivato è cotto (è segno di Civiltà: le prime forme di civiltà si hanno grazie al fuoco).
  • Luogo dell'effimero con forte valore simbolico (non si condivide soltanto il cibo, non si limita a sfamare, il banchetto ha anche il valore di unire la gente).

Ci sono eccezioni al banchetto comunitario: nei monasteri, quando un monaco veniva escluso dal banchetto, aveva valore di scomunica. Mentre gli eremiti che si rifugiano in luoghi isolati dal mondo non avranno la convivialità nel loro banchetto, però lo condividono con gli animali (San Colombano).

I momenti del banchetto

Momento di piacere, di gioia lontano dalla vita comune. Tre momenti principali:

  • Il pranzo (consumo del Cibo) è il momento più breve, prima di iniziare a mangiare si recita un rito sacrificatorio.
  • Il Brindisi (momento dinamico, di confronto) il vino è la bevanda del rischio, mette alla prova gli uomini.
  • Le conversazioni personali (momento della gioia e del piacere) si manifesta in varie forme: riposo, piacere erotico e piacere intellettuale.

Pranzo: La condivisione del cibo è una caratteristica del banchetto e si porziona a tavola, in modo che ognuno lo porziona a proprio modo. Ciò fa pensare all'uguaglianza tra i commensali, invece, la porzionatura esprime comunque delle gerarchie perché ognuno prenderà la qualità e quantità di cibo a seconda del grado sociale. In questo modo si esprimono rapporti di forza e gerarchici (gli eroi mangiano più carne). Spesso però i rapporti di forza vengono ribaltati, i banchetti sono i luoghi dove avvengono i tradimenti (strage dei Proci, Atreo-Tieste).

Il bere: Dopo aver consumato il cibo la tavola viene pulita, i commensali si lavano le mani e si accendo gli incensi per eliminare l'odore del cibo, si passa al momento del bere, considerato il più importante. È il momento dinamico per eccellenza perché bere è rischioso (il vino è la bevanda del rischio, si può perdere l'autocontrollo e mette alla prova le qualità morali degli uomini). Perciò il bere è sottoposto a regole ferree: secondo Dioniso infatti, i commensali dovrebbero, per essere saggi, bere non più di tre coppe di vino. Il vino viene servito nell'antichità miscelato con acqua in un rapporto di 1 a 2 (1 parte vino e 2 acqua). Ciò perché il vino in Grecia era molto forte, alcolico (alcuni lo addolcivano anche con il miele).

Libro del Siracide o Ecclesiastico (Bibbia)

Indica le norme di comportamento a tavola, in particolare sul bere, e durante la giornata in generale. (Stessa normativa per l'uso del vino sia dal punto di vista cristiano che pagano).

Le forme di intrattenimento

Tra queste si possono individuare tre fasi, che non si susseguono per forza cronologicamente:

  • I Fase: piacere fisico del riposo o del piacere erotico (la più antica perché ricostruibile attraverso epigrafi, immagini e lirica greca), ma è anche la cosa più ovvia alla fine di un banchetto
  • II Fase: pratica intellettuale affermatasi solo in Grecia con Socrate e Platone.
  • III Fase: fase Cristiana che nega il piacere e si concretizza o con il rifiuto completo del cibo e del mondo, o nella ricerca di un equilibrio tra la rinuncia e decoro sociale, o nella penitenza.

La terminologia del banchetto

In greco abbiamo diversi termini che indicano il banchetto:

  • Sunousia (sinusia) indica semplicemente lo stare insieme
  • Sumposion (simposion) significa bere insieme
  • Sussition (sissitio) si afferma a Sparta con il significato di pranzo comune
  • Akratisma indica il momento del banchetto
  • Deipnon indica il pranzo
  • Kataklisij (kataklisis) indica la cena

A Roma:

  • Coena (koinè) stare insieme
  • Convivium = simposion (contrapposizione di Cicerone sull'utilizzo della parola simposion dei greci che la utilizzano esclusivamente per il bere insieme)

Il banchetto in Omero

Platone si scaglia contro i poeti dicendo che loro non conoscono quello di cui parlano ed invita la gente a non ascoltarli. Che ne sa un poeta degli Dei? Ma la poesia e l'epica hanno sempre avuto un ruolo educativo. Ci interessa ciò che Omero ci dice sui banchetti, la funzione dell'epica. Omero ci descrive sia banchetti degli Dei, sia degli uomini. Quelli degli Dei non ci interessano perché non sono paragonabili a quelli dei comuni mortali. Non c'è movimento nella gerarchia degli Dei (manifestazione statica dei ruoli), ma cambia in quello umano.

Il banchetto degli Dei è un momento nella vita degli Dei, paragonabile a qualsiasi altro momento (per gli uomini invece è allontanarsi dalla vita comune e cercare il piacere). Inoltre, durante i banchetti gli Dei prendono decisioni sulla vita degli uomini. Gli Dei però devono sottostare al fato, è superiore a loro. Il destino è l'unica "necessità" degli Dei, l'unica cosa a cui devono sottostare, per il resto non hanno bisogno di nulla (hanno piacere sempre).

Il banchetto degli uomini: esempi

  • Iliade, Agamennone si trova nella sua tenda con il principe Achei che mentre consumano il banchetto, discutono se mandare dei doni ad Achille per tentare di rabbonirlo. Il banchetto viene descritto con tavola imbandita e l'unica differenza tra il primo momento (consumo del cibo) ed il momento del vino è data dall'invito da parte di Nestore a purificarsi, lavarsi le mani e pregare Zeus prima di bere.
  • Odissea, il banchetto dei Feaci: l'isola dei Feaci aveva molte caratteristiche del mondo degli Dei, essendo l'ultima isola prima del mondo di là. Ulisse viene nascosto da Atena, Nausicaa lo trova e lo fa condurre a palazzo da suo padre. Viene poi condotto attraverso i giardini della reggia (presenza divina) ed egli è incantato tanto che si ferma a guardare lo spettacolo (Dei e uomini condividono la stessa terra). Dopo viene condotto nella stanza del banchetto e Omero dice che stavano brindando (fine del banchetto). Ulisse entra e si avvicina al trono e s'inginocchia della regina supplicando. Dopo si allontana e si mette in un cantuccio, angolino, in mezzo alla cenere. Qui il Re dei Feaci lo fa alzare dalle ceneri e lo fa sedere accanto a sé sul trono del figlio perché l'ospite è sacro. Dopo dice ai servitori di portargli carne e vino, e mentre Ulisse mangia, il Re propone di brindare a Zeus protettore degli ospiti. Intanto che Ulisse banchetta gli altri convitati bevono. Omero descrive il banchetto divinamente. La gerarchia si vede nel banchetto (famiglia reale ha posto privilegiato). Nell'epica il termine simposion non viene utilizzato, ma si parla perlopiù della cena.
  • Odissea, banchetto della strage dei Proci: Mentre uno dei Proci sta brindando, Ulisse lo colpisce con una freccia ed egli cadendo, fa cadere tutto quello che c'è in tavola (il momento del cibo e del bere non sono distaccati).

Caratteristiche banchetto omerico

Il momento del bere non è staccato dal pasto, ma è sempre legato al primo, anche se viene celebrato dopo. Il momento del bere è chiaramente individuato, perché viene sempre introdotto da un invito alla libagione per il dio al quale è dedicato il banchetto. Gerarchia: i simposiasti sono gli aristocratici omerici, che siedono sui troni e vengono serviti da giovani coppieri che devono mescolare il vino nel cratere e distribuirlo nelle coppe.

La lirica arcaica

Il banchetto è rappresentato in tutti i suoi aspetti:

  • Occasione di bevute ed amori
  • Espressione degli antichi valori
  • Occasione di discorsi e festeggiamenti
  • Strumento per affrontare mali e sofferenze, il freddo inverno e la calda estate.

Protagonisti del banchetto di Anacreonte sono Dioniso, Eros ed Afrodite. Durante il banchetto si festeggia e perciò gli argomenti devono essere cose leggere (doni delle muse).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/01 Storia dell'arte medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federico.briatico di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della civiltà e delle culture politiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Prencipe Vittoria.
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