23.11
Cosa succede nel cervello quando abbiamo cognizione?
Non sappiamo in che modo l’attività biochimica del cervello causa la consapevolezza. Il
computer non ha consapevolezza. È materia inerte.
Come accade che siamo ciò che siamo? Quando smetto di avere attività mentale
(consapevolezza, coscienza) non sono più io. Non sappiamo da dove venga la
coscienza/consapevolezza.
Ci sono studi per capirlo (anche se non c’è una soluzione).
Area di Broca: se danneggiata afasia
Linguaggio nell’emisfero sinistro: area di Broca e area di Wernicke.
Facendo processare del finto tedesco ad un tedesco (buono dal punto di vista lessicale
ma sbagliato dal punto di vista sintattico) la reazione più forte avverrà nella parte che
percepisce la sintassi.
Tutte le scienze che si occupando della cognizione umana si chiamano scienze
cognitive:
Psicologia: si occupa della psiche (in un modo non molto scientifico)
Neuroscienze: studiano il sistema nervoso. (misurano l’attività celebrale)
Filosofia: soprattutto quella della mente.
Antropologia: studia i comportamenti umani
Informatica: siamo diventati capaci di simulare la meccanica/trasmissione e
funzionamento del sistema cognitivo. Grazie al fatto che il passaggio di corrente può
essere possibile o meno, abbiamo creato delle macchine che simulano il funzionamento
del cervello.
Linguistica: si occupa di una parte dell’attività mentale, cioè il linguaggio. È molto
strutturato. Fornisce una base per l’analisi del funzionamento della mente. Il linguaggio
ha molte regolarità e descrittività che fornisce una chiave di accesso privilegiata ai
processi mentali. Universali e descrittibili. Informazioni precise. Output più maneggevole
che la mente ci mette a disposizione.
Universali linguistici: che siano veramente universali o no.
Dipendenza dalla struttura. Idea chomskyana. C’è una relazione di dipendenza tra le
parti della frase che è indipendente dall’ordine lineare.
Doppia articolazione: i fonemi non bastano a descrivere tutto quello che c’è da
descrivere. Devono essere uniti.
Tutte le lingue hanno sia vocali che consonanti.
In una domanda la differenza intonativa è alla fine della frase.
Tutte le lingue distinguono il nome dal verbo.
Se la stragrande maggioranza distingue tra soggetto e oggetto, è essenziale per l’essere
umano fare questa differenza.
Non ci sono lingue che non hanno espressioni per descrivere il tempo.
Tutte le lingue hanno deittici.
Gli universali implicazionali sono molti di più.
Gli universali ci danno delle informazioni concrete sulla natura dell’essere umano.
Non sappiamo come il linguaggio è gestito dal cervello. Ci sono molte ipotesi a partire
dalla metà degli anni 50.
Chomsky ha ipotizzato che il linguaggio fosse nel cervello sotto forma di una
grammatica presente nel cervello alla nascita. Fin da allora c’è stato un dibattito molto
forte. Tesi di Piaget nega quella di Chomsky: nasciamo con un cervello che è in grado di
fare molte cose e quindi con l’abilità del cervello impariamo ad usare il linguaggio che è
tramandato dalla comunità.
Recentemente è aumentato l’interesse sul modo in cui il cervello è o non è nel cervello
degli scimpanzé. Loro hanno delle forme di comunicazione spontanee che non possono
essere definite linguaggio. Sono reazioni quasi non coscienti in cui non è chiaro se ad
esse venga attribuito un significato o meno. Si è provato a vedere se il loro cervello è in
grado di gestire il linguaggio (anche se non l’ha sviluppato). Si è cercato di insegnare a
parlare agli scimpanzé, poi Lieberman ha dimostrato che il tratto vocale degli esseri
umani è diverso da quello degli scimpanzé, che possono articolare pochissimi suoni. La
laringe si è abbassata come conseguenza della posizione eretta, come conseguenza
dell’ambiente in cui si viveva. il tratto vocale è diverso e ci consente di gestire i suoni. La
laringe abbassata è un pericolo perché non possiamo deglutire e respirare, allora perché
abbiamo comunque evoluto questo tratto? Perché il linguaggio è fondamentale per la
sopravvivenza. Vantaggio adattativo maggiore.
Lessigrammi alle scimmie, comunicazione adatta al loro sistema anatomico. Le scimmie
sono in grado di mettere insieme degli enunciati di tre unità. Molto lontano dall’uomo.
Ci sono i continuisti e i discontinuisti. Non si sa se il passaggio dalle menti e in
particolare dalle capacità linguistiche dalle specie più evolute a quelle meno evolute sia
un passaggio continuo, cioè che ci sia il nostro linguaggio e poi altri linguaggi “inferiori”
oppure se ci sia il linguaggio umano che è qualitativamente diverso da qualsiasi altra
forma di comunicazione.
Negli umani, lo sviluppo del lobo temporale sinistro è diverso dal destro.
Area di Wernicke preposta alla comprensione, alla processazione passiva del
linguaggio. La stessa dissimmetria c’è nelle scimmie. Forse lo sviluppo diverso è dovuto
al fatto che l’emisfero sinistro deve gestire il linguaggio. Predisposizione molto antica. Se
la hanno anche loro vuol dire che non siamo molto diversi.
Neuroni specchio: sono stati scoperti grossomodo nell’area di Broca, nei macachi che
non la hanno, hanno l’area F5 che è omologa all’area di broca. Negli umani lì c’è attività
mirror.
Sono popolazioni di neuroni che si attivano sia quando qualcuno fa un movimento, sia
quando vedo qualcuno fare l’azione.
Perché capiamo le azioni degli altri? Perché nel cervello accade una cosa simile a
quando siamo noi a fare le azioni. I neuroni specchio scaricano in entrambi i momenti.
Questo è stato chiamato da Rizzolatti simulazione incarnata. Simulazioni degli eventi
che vediamo.
29.11
Perché l’abbassamento della laringe è un puzzle/problema evolutivo?
Perché c’è il rischio di soffocamento mangiando. Porta uno svantaggio evolutivo. Ma è
vantaggioso dal punto di vista della comunicazione. È più importante dello svantaggio
anatomico. Studi di Lieberman.
Neuroni specchio. Scoperti da Rizzolatti nell’area F5 dei primati, equivalente all’area di
Broca umana. Il movimento e la percezione del movimento sono serviti dagli stessi
neuroni. Neuroni specchio scoperti casualmente. Sistema mirror: neuroni che scaricano
sia compiendo un’azione, sia prendendo coscienza (per vista, udito) che qualcuno
compie un’azione. Importante dal punto di vista filosofico. È il qualcosa che ci consente
di capire quello che gli altri fanno. Ora abbiamo l’ipotesi della simulazione incarnata.
Nella mia testa simulo quello che gli altri fanno.
Area di Broca anche area motoria oltre che linguistica. Se l’area motoria e linguistica
sono la stessa, il linguaggio potrebbe essere nato da un esattamento dell’area motoria. Il
fatto che il l’area di Broca che è sede del movimento, contiene anche i neuroni mirror,
può essere un punto di vista per capire l’evoluzione del linguaggio, perché per poter
parlare bisogna avere una rappresentazione condivisa delle parole (all’inizio potevano
essere cose istintive). Grazie al sistema mirror inizia a prodursi un sistema di
corrispondenze comportamento-significato, non più solo per l’interessato ma condivise
(base di linguaggio). Un comportamento diventa anche un segnale percepibile e
recepibile. Rappresentazioni condivise. Diventa possibile espandere il numero delle
rappresentazioni condivise.
L’area del linguaggio e l’area motoria hanno sede nell’area di Broca. Questo è a
supporto dell’origine del linguaggio da un esattamento dell’area motoria. Il sistema
mirror che ha sede in quest’area consente l’attribuzione dell’intenzione ai comportamenti
altrui attraverso la simulazione incarnata, che conduce all’originarsi di un sistema
condiviso di corrispondenze comportamento-significato, che è alla base del linguaggio.
Possiamo associare a comportamenti delle rappresentazioni condivise. In una prima
fase queste erano tutte motorie, cioè si arrivava al significato comune attraverso
l’identità di reazione motoria mirror. Ma una volta attivata questa possibilità non ci sono
limiti a quello che si può fare. Se c’è una materia celebrale adeguata. C’è stata di pari
passo una crescita celebrale.
Teoria della simulazione incarnata: il processo celebrale tramite il quale si attribuisce
un’azione ad un’altra persona è fatto di questi tre passi: Il movimento osservato viene
associato all’attivazione che avviene nel mio stesso sistema motorio. L’intenzione
associata a quel particolare movimento, nel mio caso viene automaticamente
rappresentata, cioè siccome nel mio sistema motorio avviene la stessa cosa, io mi
rappresento quell’intenzione, quindi dentro di me sta accadendo la stesa cosa, sia che io
stia osservando l’azione, sia che io la stia facendo. Io conosco l’intenzione dell’altro.
Allora posso attribuire all’altro la stessa intenzione. Quando si ha un modo per attribuire
intenzioni, si ha un modo per parlare. La base essenziale del linguaggio è la presenza di
segni che stanno per significati e in modo condiviso. (Giacomo Rizzolatti)
C’è continuità tra noi e gli animali nel linguaggio?
Se noi abbiamo un modulo linguistico specifico e tutti gli animali no, non c’è continuità.
Se invece il nostro cervello è più complesso, ma gli stessi meccanismi hanno solo una
differenza quantitativa, c’è continuità.
Ipotesi che il linguaggio non sia un sistema a sè ma che sia derivato da un sistema
mirror-motorio, un derivato del sistema percezione-mozione allora c’è continuità. Il fatto
che l’area di Broca corrisponde all’area F5 parla a favore.
Il linguaggio alla nascita è già nel cervello?
A partire dagli anni 50 del 900 si è sviluppata una teoria, che è la teoria della mente
modulare che dice che il cervello ha delle parti che si occupano dei singoli compiti
(logica, emozione x) e anche una parte che si occupa solo del linguaggio. Moduli
indipendenti dedicati specificatamente ad attività parziali, arriva fino a livelli di estremo
coraggio epistemologico (i concetti li abbiamo già nella testa e non si formano in un
cervello che all’inizio è solo una tabula rasa).
Problema di quanta informazione c’è alla nascita nasce dalle idee di Chomsky sul fatto
che c’è un modulo linguistico nel cervello alla nascita che prende le mosse dalle
modularità della mente.
La controparte teorica pensa che la mente sia un tutt’uno complesso senza modularità.
Il paradigma chomskyano (modulo del linguaggio=GU). Grammatica generativa: impresa
che dimostra che nelle lingue ci sono delle regole condivise. Chomsky afferma che
questo modulo esiste davvero nel cervello. Salto ontologico. Ipostatizzare. Il linguaggio è
prodotto della natura e non della cultura.
Attualmente la grammatica universale si è ridotta. Chomsky sostiene che l’unica cosa
universale è la ricorsività.
Churchland: se c’è qualcosa di universale nelle lingue è perché è conveniente.
Pinker è il più importante seguace di Chomsky insieme a Bloom.
Dispositivo di acquisizione del linguaggio: la grammatica universale, oltre ad essere nel
cervello e a consentire l’uso del linguaggio, serviva anche come dispositivo
nell’acquisizione dell’uso del linguaggio. La velocità e la perfezione con cui i bambini
acquisiscono il linguaggio, non si spiega se il linguaggio è un comportamento degli altri e
il tuo cervello non ha alcuno predisposizione per estrarlo dagli altri. Il linguaggio è troppo
complesso e il bambino sulla base di quello che sente non può arrivare dove arriva.
Spiega che il bambino non parte da zero ma ha già una serie di informazioni nella testa
che si attivano sentendo parlare gli altri. Il bambino ha già l’istinto alla grammatica.
GU=LAD Lo stimolo è povero. È impossibile che i bambini arrivino a parlare senza LAD.
Per il cervello siamo costretti a pensare che non si sia evoluto tramite selezione
naturale, ma tramite una mutazione felice (contraddice tutto quello che sappiamo degli
esseri umani ma lo dobbiamo tenere in considerazione perché lo ha detto Chomsky).
Quello che non si è evoluto per selezione naturale non esiste. Non esiste un modulo non
darwiniano che faccia parte della natura umana.
Una cosa come la GU può essersi evoluta nei cervelli degli esseri umani?
Se non può evolversi non c’è.
Problema logico dell’evoluzione del linguaggio: il cervello non può essersi adattato al
linguaggio.
Chomsky (generativisti) vogliono stare nella comunità scientifica internazionale: se c’è la
GU nel cervello è perché vi si è evoluta. I nostri cervelli prima non avevano il linguaggio
e ad un certo punto il cervello ha evoluto il linguaggio. A forza di piccole mutazioni, quelli
con nel cervello poco linguaggio, sono stati sostituiti da quelli con molto linguaggio.
(come i colli delle giraffe si sono allungati). Grazie all’ambiente. Vantaggio adattativo.
L’organo del cervello si è sviluppato sempre di più. (Pinker e Bloom)
Le mutazioni avvengono in base all’ambiente (quello che serve alla sopravvivenza).
Perché un cervello dovrebbe evolvere un linguaggio (grammatica) sempre più
complesso? Vivere in un ambiente dove la gente parla. Si complessifica la grammatica
per mutazioni date dalla maggiore adattività. L’ipotesi da cui partono i generativisti (non
Chomsky): cervelli che vivono in un ambiente dove si parla, iniziano a complessificare la
propria grammatica attraverso mutazioni e sostituiscono i cervelli che hanno una
grammatica meno sviluppata. Attraverso il tempo si sviluppa un organo della grammatica
perché nell’ambiente è utile.
Da questa ipotesi partono tre argomenti:
LE POPOLAZIONI SI SONO DISPERSE: le mutazioni che avvengono in una
popolazione, non necessariamente avvengono nell’altra. Dato che le popolazioni si sono
disperse, mentre evolvevano tratti diversi, avrebbero dovuto evolvere anche
grammatiche diverse. Come si può spiegare che appena le popolazioni si dividono,
evolvono tratti diversi, ma il linguaggio rimane lo stesso? Dovremmo avere grammatiche
diverse. Se le avessimo, alcuni dovrebbero parlare in un modo e altri in un altro.
Grammatiche facilitanti lingue diverse vincolano i parlanti a parlare in modo diverso.
Dovrebbero esserci popolazioni che non possono parlare altre lingue. Vuol dire che
questo modulo non esiste. Chomsky dice che la GU non si è evoluta per selezione
naturale. (contro Pinker e Bloom).
FAST MOVING TARGET: bersaglio che si muove in modo troppo veloce. La condizione
perché avvengano i mutamenti linguistici è che l’ambiente rimanga lo stesso per
parecchie centinaia di anni perché le mutazioni sono casuali e minimali. Il problema è
che il linguaggio non rimane così per molto tempo. I mutamenti sono molto veloci. Il
linguaggio cambia ad una velocità tale che non è in grado di rappresentare un target
evolutivo. Linguaggio è inteso come l’ambiente a cui il cervello deve adattarsi per
produrre un organo del linguaggio sempre migliore.
CHE COS’è GENETICO? All’origine delle teorie sull’evoluzione, un rivale di Darwin era
Lamarck pensava che se un individuo acquisisce una caratteristica (imparo ad essere
bravo matematica), questa viene trasmessa anche ai discendenti, questo perché non si
sapeva di genetica. Una caratteristica non cambia la genetica. La verità è che se io
casualmente nasco con un codice genetico che mi consente di acquisire una
muscolatura più grossa, allora i miei figli avranno una muscolatura più grossa. Non
perché io l’ho sviluppata in vita, ma perché il mio codice genetico la aveva. Le
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