Il corso di storia antica della Cina
A. Lambiase, G. Rossi
Il corso comprende la storia antica della Cina e quella imperiale, andando dalle culture preistoriche per terminare con il 1911 che è la data della caduta dell’impero, senza soffermarsi sul 900 e la Cina contemporanea.
Brevi nozioni sulla geografia della Cina
La civiltà cinese è una civiltà dei fiumi, come quella dell’antico Egitto o della Mesopotamia. In Cina abbiamo tre fiumi principali: il Fiume Giallo, quello Azzurro e il Fiume delle Perle (che vanno da ovest a est, come tutti i fiumi cinesi perché le montagne, da cui partono i fiumi, non si trovano nel settentrione cinese). Le montagne sono tutte nella parte occidentale. Lhasa è la città principale del Tibet da cui partono tutti i fiumi che procedono poi verso le zone più pianeggianti.
A Pechino ci sono le tempeste di sabbia causate dal vento del nord che spinge la sabbia del deserto del Gobi verso Pechino. Běijīng significa capitale del Nord, si trova più o meno alla stessa latitudine di Napoli, forse più giù. Il clima è influenzato dal Tropico e il Monsone. La Cina è stata per secoli un paese principalmente agricolo, quindi l'agricoltura è fondamentale come base economica della popolazione.
La capitale è abbastanza decentrata rispetto al territorio cinese. La Cina ha un'estensione di più di 9 milioni di km², circa 30 volte l’Italia e corrisponde più o meno all’Europa intera. A causa della grandezza, il territorio è stato difficile da gestire (e lo è tutt’ora). Anche dal punto di vista della popolazione e delle varie etnie, è come se l’Europa unita avesse imposto una lingua unica a tutti i suoi territori. In molte regioni, in particolare del centro sud, le persone vanno a scuola e sono costrette a parlare un’altra lingua.
La capitale Pechino ha una storia relativamente recente ma comunque deriva da quella che era la capitale dell’ultima dinastia Qi, fondata nel 1694 e poi terminata nel 1911. È importante ricordare le varie capitali avute durante ciascuna dinastia. Abbiamo in tutto 25 dinastie. La capitale è sempre indicativa di una classe dirigente e tendenza economica.
Shanghai oggi è la capitale economica ma in realtà fino a metà dell'800 era un villaggio, ha quindi una storia recentissima (infatti non ci sono siti antichi da visitare) e deve la sua fortuna al periodo tra il giro delle Guerre dell’oppio e gli attacchi europei.
Divisioni amministrative e politiche
Le province si chiamano così da epoca mongola, hanno un'estensione enorme e indicano le divisioni amministrative (un po’ come le nostre regioni). La Mongolia interna si chiama così perché qui c’è la Mongolia come stato. Poi ci sono diverse regioni che sono accoppiate nel senso che hanno un nord e sud, un est e ovest. Oltre alle varie province troviamo municipalità speciali che sono le megalopoli che hanno un sistema a parte (come Shanghai). Nel '97 si è aggiunta anche la città di Hong Kong, che prima era una colonia inglese, e poi Macao, che invece era una colonia portoghese.
Taiwan è una regione che non appartiene al territorio cinese, è stata inserita nell’impero durante la dinastia mancese (17° secolo) ed era stata strappata agli olandesi che avevano stabilito lì il proprio forte. All’inizio del 900, quando c’è stato il passaggio dall’impero alla repubblica, si sono create varie forze politiche fra cui i partiti nazionalista e comunista. Ad un certo punto nel 1949 le forze comuniste hanno avuto la meglio e i nazionalisti sono fuggiti a Taiwan, non riuscendo mai più a ritornare. Dal '49 a Taiwan viene fondata una repubblica separata che non viene riconosciuta come tale a causa della Cina Popolare che la vede come una regione periferica.
- 22 province sono il tipo più comune di suddivisione di livello provinciale.
- 5 province autonome (Tibet, Xinjiang, Mongola Interna, Guangxi, Ningxia) sono suddivisioni amministrative della Repubblica Popolare Cinese di livello provinciale. Il territorio delle regioni autonome racchiude minoranze etniche e la costituzione garantisce maggiori diritti. Le regioni autonome dispongono della figura del presidente (le province regolari hanno dei governatori) che deve appartenere ad un gruppo etnico definito dalla regione autonoma (tibetano, uiguro e così via).
- 4 municipalità (Beijing, Tianjing, Shanghai, e Chongqing) sono città di vaste dimensioni che godono di uno status amministrativo pari a quello delle province. Le municipalità amministrano direttamente le contee e non sono quindi dotate del livello di suddivisione della prefettura. Nella pratica, l'area metropolitana è solo una parte minore dell'area totale della municipalità: il resto del territorio è occupato da campagna e altre città.
- 2 regioni ad amministrazione speciale (Hong Kong, Macao) sono regioni amministrative locali della Repubblica Popolare Cinese che godono di una maggiore autonomia grazie al principio: "un solo Paese, due sistemi". Sono controllate direttamente dal governo centrale del popolo.
- Taiwan è una repubblica indipendente ma non riconosciuta come tale dalla maggior parte delle nazioni.
La lingua nazionale è il putonghua (trad: lingua comune) ma non è quella parlata dappertutto. La grandezza è uno dei motivi per cui si ritiene che il cinese sia rimasto ideografico, dal momento che tramite i caratteri persone di regioni diverse possono capirsi. Le aree linguistiche sono abbastanza varie e ci fanno capire come il putonghua sia una lingua che viene perlopiù imparata a scuola o tramite la televisione.
Sistema educativo cinese
La scuola cinese ha 9 anni d’obbligo, 6 anni di scuola elementare e 3 di scuole medie. L’esame che permette di accedere all’università è particolarmente difficile perché in base a quello si può accedere a certe università.
La Grande Muraglia
La Grande Muraglia è lunga 6.000 km, sono state restaurate solo alcune parti, altre, situate più verso la zona desertica, sono distrutte. Viene attribuita al primo imperatore che unificò la Cina ma che in realtà ne costruì solo una minima parte. È infatti risalente all’epoca Min (che andò dal 14° al 18° secolo). Le parti restaurate si trovano vicino Pechino. Non fu una fortificazione molto alta e inespugnabile in sé, ma necessitava di un certo numero di sentinelle che lanciavano dei segnali tramite fuoco e specchi per informare gli altri di quello che stava accadendo. Il nome cinese della Grande Muraglia (Chángchéng) significa città lunga.
Periodizzazione delle epoche
La periodizzazione ufficiale che viene usata è quella delle dinastie (tradizionale). Non esiste in Cina un calcolo progressivo come il nostro (prima e dopo Cristo), il riferimento si fa in base alla dinastia, in particolare in base all’imperatore.
Quando parliamo delle epoche antiche abbiamo anche una periodizzazione occidentalista che divide in epoca antica, premoderna, moderna e contemporanea:
- Quella antica comprende preistoria, epoca imperiale ecc.
- L’epoca moderna comincia dal 1840 che è la data della prima Guerra dell’oppio fino ad arrivare al 1919 (di cui non ci occuperemo) che è il movimento del 4 maggio, cioè la protesta al trattato di Versailles che poneva fine alla guerra mondiale ma trattava la Cina, nonostante fosse stata vittoriosa, come una colonia.
- L’epoca moderna termina nel ‘49, ovvero la data della fine della Repubblica cinese e la fondazione della Repubblica popolare cinese.
La storiografia marxista si basa sul materialismo storico, ovvero una divisione a partire dallo sviluppo sociale ed economico:
- Fase primitiva
- Fase schiavista
- Fase feudale
- Fase capitalista
- Fase socialista
- Fase comunista
I testi cinesi contemporanei seguono la suddivisione storiografica Marxista. Noi non useremo il materialismo storico ma da un lato la periodizzazione delle dinastie (messe dalla prof. nell’aula virtuale) e dall’altro il nostro calendario gregoriano e le fasi di sviluppo proposte dal libro.
Tematiche ricorrenti nella storia della Cina
- Le invasioni nomade: il territorio cinese si trova sempre ad essere minacciato da popolazioni nomadi (in genere da nord) che spingono poiché hanno bisogno di risorse.
- L’allevamento dei cavalli: è un problema che travaglierà la storia della Cina fino al 1600; i cavalli servono sia per l’esercito che per l'agricoltura e per questioni di territori e di malattie verranno importati da nomadi, scambiando prodotti cinesi. Molti dei conflitti riguardano infatti il prezzo dei cavalli.
- Il controllo delle acque: le inondazioni furono disastrose (come la formazione dell’Ansa). Il Fiume Giallo ha un terreno di colore rossiccio molto fertile che però richiede una manutenzione continua e secondo alcuni storici questa è la ragione per cui l’impero è durato tanto a lungo (governo centrale, forte e ramificato che potesse tenere sotto controllo tutto il corso del fiume).
- Le rivolte contadine: esse rappresentano un elemento ricorrente perché il territorio è la base economica del popolo, che se si ribella, si scaglia contro i governanti. Le rivolte sono il segno che una dinastia non lavora bene e la rivolta diventa la causa della fine di una di queste e l’inizio di un’altra.
- Problema della corte interna e corte esterna: il bilanciamento fra il potere dell’imperatore (la sua famiglia e quella della moglie costituiscono la corte interna) e quello della burocrazia (corte esterna) che non è semplicemente il braccio del sovrano ma anzi gli si oppone.
Date fondamentali
- 221 a.C. – 1911 d.C.: Impero cinese
- 1 gennaio 1912: Fondazione della Repubblica cinese, con primo presidente Sun Yat-sen
- 1 ottobre 1949: Fondazione della Repubblica popolare cinese, ad opera di Mao Zedong e del partito comunista cinese. Contemporaneamente, lo sconfitto Chiang Kai-shek del partito nazionalista si rifugia a Taiwan e fonda una repubblica indipendente.
La questione dell’unità
La Cina, nell'immaginario comune, è vista come un qualcosa di monolitico, come se, nel corso della storia, fosse rimasta sempre uguale a se stessa, senza mai mutare. Prima di chiarire il concetto di Cina, però, bisogna analizzare quello di storia. Voltaire sosteneva che la storia fosse ciò che ci viene presentato come vero, a differenza della favola, che corrisponde a quanto ci viene presentato come invenzione. Non è possibile che un continente vasto quanto quasi l’intera Europa sia rimasto immutato per secoli, o addirittura millenni. Ci sono state infatti varie popolazioni e varie fasi politiche, così come noi, dal nostro versante europeo, abbiamo avuto le invasioni barbariche, lo spostamento di alcune popolazioni, ma soprattutto l'impero romano, che andava estendendo il suo dominio fino ad arrivare all’Inghilterra.
Quindi, nonostante ci sia spesso quest’idea dominante di impero per quanto riguarda la Cina, ci confrontiamo in realtà con una molteplicità di territori, popolazioni, etnie e influenze culturali diverse. Tale idea di Cina immutata è frutto anche delle politiche del governo che, sia in epoca imperiale che contemporanea, ha interesse nel tramandare il concetto di unità, utile sia come metodo per ottenere il consenso, sia per ottenere una maggiore stabilità nel governo tra le varie epoche. Si nota così l'importanza dell'esaminare anche il periodo contemporaneo, infatti il concetto di unità è uno dei criteri fondamentali dell’attuale governo, ovvero la Repubblica Popolare Cinese, fondata il 1 ottobre 1949. Inoltre, il concetto di unità porterà, durante l’Ottocento, allo sviluppo del concetto di nazione.
Ciò che caratterizza una nazione sono lingua, religione, storia, cultura e territorio comuni, oltre che ad uno stesso sistema di norme più o meno consuetudinarie. In Cina non si riscontrano tali elementi, a partire dalla lingua. Esiste una lingua ufficiale, il pǔtōnghuà, che vuol dire “lingua comune”, un po' come la koinè greca, e fu scelta negli anni ’50 come sistema che potesse rendere il paese più omogeneo, usando le parlate del nord (“dire dialetti suona dispregiativo”) come base su cui crearlo. Il problema è che a Sud, per esempio a Shanghai, si parla una lingua molto diversa, così come in altri territori, ma, essendo la lingua uno dei fattori unificanti per un paese, fu imposto l’insegnamento del pǔtōnghuà. Negli stessi anni fu introdotto anche il pīnyīn.
Anche sul piano religioso si incontra una molteplicità. Buona parte della popolazione è divisa tra buddhismo e cristianesimo, ma ci sono anche diversi culti locali, come il taoismo o altre chiese minori. A questo punto, quindi, gli elementi che il governo spinge per rafforzare l’ideale di unità sono la storia e la cultura, sostenendo l’appartenenza agli Han, termine che identifica l’etnia maggioritaria, oltre che la dinastia considerata come il fondamento dell’impero. Negli ultimi anni il governo sponsorizza anche degli sceneggiati televisivi (alcuni si trovano su YouTube) per il consolidamento sociale.
La civiltà del Fiume Giallo
La civiltà del Fiume Giallo (Huang He o Hwang Ho) è così chiamata per la presenza, attorno alle sponde del fiume, di numerosi siti archeologici che fanno riferimento alle prime tre dinastie, ma bisogna tenere a mente che esistono anche altri centri culturali di pari importanza, che sono stati poi inglobati nel corso dei secoli. Ce ne sono almeno due:
- Il Fiume Azzurro, il fiume più lungo (in cinese Chang Jiang: fiume lungo);
- Il Sìchuān, area del Tibet orientale, che corrisponde ad una civiltà ancora in corso di studio, di cui non si hanno molte informazioni e di cui non sono pervenuti testi scritti, mentre ce ne sono in abbondanza per il Fiume Giallo.
Assistiamo così ad una commistione di centri culturali differenti, che si sono sviluppati in modo indipendente, in un arco temporale che va dal III millennio a.C., cioè l’epoca neolitica, fino ad arrivare all’età del bronzo.
I miti della creazione
Oltre alla storia, è importante parlare anche dei miti. Esistono molti miti, nonché più varianti dello stesso mito. Uno dei più famosi è quello di Pangu, un gigante nato da un uovo, che rompendosi ha generato la calotta superiore (il cielo) e quella inferiore (la terra). Alla sua morte, le membra si sono trasformate nelle montagne, il sangue nei fiumi e i capelli negli alberi. Si tratta quindi di una figura primigenia che dona un’idea di unità.
Il secondo mito è quello di Nüwa, una divinità femminile, dato molto interessante perché è stato associato alla fase di matriarcato presente nelle culture arcaiche. Tra le varie storie associate alla dea, ce n’è una secondo cui avrebbe creato lei stessa gli uomini, cuocendo del fango, e, in base ai diversi gradi di cottura sarebbero nate poi le differenti razze. Nüwa è connessa anche al mito dell’inondazione (che assomiglia al nostro diluvio universale), che narra di una frattura nella volta celeste, con un conseguente ingresso di enormi quantità d’acqua, sotto forma di disastrose precipitazioni, fermate dall’intervento di Nüwa, che avrebbe chiuso la frattura con delle pietre preziose, salvando la neonata umanità.
I miti della società: I 3 Huang e i 5 Di
Esistono anche dei miti che fanno riferimento alle prime forme di società umana. In particolare si parla di 3 huang, carattere formato da una parte inferiore composta da tre linee orizzontali e una verticale che significa “re”, colui che unisce il cielo, l’uomo e la terra; la parte superiore, invece, significa “bianco”, ma in questo caso non c’entra. Il termine si traduce, secondo uno storico tedesco, come Augusti, rifacendoci ad una terminologia dell’impero romano. I 3 huang sono Fuxi, Nüwa e Shennong. Si dice tra l’altro che Fuxi e Nüwa fossero fratello e sorella, nel senso di nati nello stesso momento, coetanei (dato che non avevano genitori), e sono presentati come i progenitori dell’umanità.
Ognuno di questi sovrani è associato a dei punti di avanzamento della cultura e a delle scoperte: Fuxi sarebbe stato colui che avrebbe insegnato agli uomini a pescare con le reti e mangiare i pesci, addomesticare gli animali, l’allevamento dei bachi da seta e avrebbe incominciato ad avviare delle attività di tipo sociale; Shennong, invece, sarebbe stato l’inventore dell’agricoltura (“nong” è l’agricoltura, mentre “sheng” significa “sacro, divino”, quindi il “divino agricoltore”), della farmacologia, quindi della medicina, e di pratiche come la tessitura e la ceramica. Tutto questo discorso ci fa capire che c’è un discorso di fondamenta, che prelude a quello che sarà la storia vera e propria, quindi tornando al discorso precedente di cultura unitaria.
Tutti e 3 gli Augusti vengono raffigurati con forme semianimali. Fuxi viene rappresentato con un corpo di drago e una testa umana, mentre in un’opera tarda imperiale ha un corpo maculato; Nüwa è stata rappresentata in molti testi, posteriori di molto a quando la dea sarebbe stata effettivamente attiva, con la coda di serpente o di drago; Shennong, infine, era molto alto e aveva la testa di bufalo e il viso di drago. Nüwa e Fuxi, oltre ad essere fratelli, sono anche sposi: in una tomba dell’VIII secolo è presente un’immagine che li raffigura entrambi.
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