Storia della Cina
Dalle origini della civiltà cinese all’età moderna
- Le origini della civiltà cinese
- I periodi pre-imperiali
- L’impero antico
- La transizione medioevale
- L’età tardo imperiale
Breve introduzione
La Cina ha avuto una crescita isolata a causa degli oceani e dei deserti che la circondano e anche a causa dei suoi confini terrestri (non quelli marittimi) che hanno avuto un ruolo fondamentale. La Cina è composta da 22 regioni ed ha 2 pianure alluvionali: quella del Fiume Giallo a nord e la pianura del Fiume Azzurro a sud; queste due inoltre sono due contesti geografici completamente diversi. Nella zona del Fiume Giallo (nord) ha avuto inizio la civiltà cinese che poi si è espansa fino al sud, dove cominciarono a coltivare zone selvagge; in queste zone però l’agricoltura dipendeva dalla gestione dell’acqua dei fiumi e non dal clima, inoltre queste zone rappresentavano una frontiera interna perché erano abitate da popolazioni non cinesi, che però vennero assimilate pian piano con il passare degli anni. Questa assimilazione di popoli diversi dimostra il fatto che la Cina fosse un popolo in continua espansione che si dedicava all’agricoltura ed era sedentario diversamente dai barbari che popolavano le zone limitrofe.
Preistoria
Secondo i cinesi, l’umanità ha avuto origini policentriche, cioè l’uomo sapiens si è evoluto indipendentemente in Cina così come in altri luoghi (a discolpa della teoria monocentrica secondo la quale l’Homo Sapiens sarebbe nato in Africa e poi si sarebbe spostato verso altri luoghi). La nascita di forme di vita umana in Cina si stima risalgano a 1.000.000 di anni fa; la maggior parte degli uomini sono stati trovati vicino alla Birmania ed è rimasta per molto tempo la convinzione di un’origine monocentrica dell’uomo, che fosse nato quindi proprio in Cina; questo però lo si credeva più per ragioni nazionalistiche. L’uomo preistorico più conosciuto in Cina è “l’uomo di Pechino”, definito l’antenato dei cinesi moderni (anche se l’origine dei cinesi moderni deriva da 41 specie diverse). Questi uomini abitavano in caverne e vivevano di caccia, conoscevano il fuoco (che all’inizio sapevano solo come mantenere acceso ed in seguito impararono anche ad accenderlo) ed inoltre costituivano già una società (lo si capisce dai riti funerari), lavoravano l’osso e la pietra; non ci sono invece molte tracce di rupestri.
Neolitico
Nel neolitico si ebbe il passaggio dalla caccia e raccolta all’agricoltura e all’allevamento e appaiono le comunità. Questo sviluppo si ebbe soprattutto nella zona del Fiume Giallo (Huáng Hé), dove vengono, appunto, scoperte le due culture più studiate: i Lungshan e gli Yangshao.
Yangshao
Questi vivevano in grandi villaggi circolari, in una società non stratificata (semplice), era una comunità contadina, non ci sono classi dirigenti religiose o militari. Lavoravano le ceramiche, di fatti sono riconosciute le ceramiche rosse e bianche e con disegni, che rimandano alla cultura sciamanica, e anche per questo le loro case avevano più stanze dedicate ai riti funerari; il sito principale è quello di Bampo.
Longshan
I Longshan, una popolazione sviluppatasi più tardi e più a oriente, avevano una cultura più sofisticata, di fatti lavoravano la ceramica più finemente (ceramica nera) e avviarono la lavorazione della giada con la quale facevano oggetti funerari; questi oggetti funerari e le usanze funerarie evidenziano la società complessa e stratificata in cui vivevano, di fatti era presente già un’élite religiosa.
Prima dinastia pre-imperiale
La prima dinastia pre-imperiale risiedeva alle foci del Fiume Azzurro. Conoscevano il riso, inoltre praticavano l’allevamento e l’animale più allevato era il maiale (infatti nel pittogramma usato per rappresentare la “casa” veniva disegnato il maiale). La loro credenza religiosa era lo sciamanesimo e praticavano una forma primitiva di commercio utilizzando le conchiglie per gli scambi di beni tra le persone. Queste popolazioni credevano ai miti cosmologici secondo i quali l’uomo non venne creato al di sopra della terra ma ne era parte integrante e da ciò nacque la leggenda dei “Tre imperatori e i cinque sovrani”. Secondo questa leggenda i cinesi non deriverebbero da esseri sovraumani ma da esseri umani che vissero per secoli e che fecero dei doni all’umanità, e da questi doni ne deriverebbe il loro nome, come ad esempio:
Sovrani
- Shennong = ha regalato l’agricoltura (sovrano degli uomini)
- Nüwa (sovrano terrestre)
- Fuxi (sovrano celeste)
Imperatori
- Huangdi (Imperatore giallo) = ha fatto doni all’umanità per si che uscisse dalla barbarie e si civilizzasse; alcuni di questi doni furono la scrittura e la medicina.
- Zhuanzu
- Ku
- Yao = sovrano dalle grandi doti morali
- Shun = sovrano dalle grandi doti morali
Questi sovrani erano scelti, non c’era una discendenza diretta. Shun infine scelse come suo successore Yu, cioè colui che dominava l’acqua, infatti lui fece costruire le dighe e tutto ciò che potesse facilitare la gestione delle acque del fiume e l’agricoltura (infatti queste popolazioni avevano problemi di inondazioni da parte del fiume Giallo, visto che durante il periodo del disgelo dei ghiacci il fiume esondava e rovinava i raccolti, infatti i raccolti non seguivano le stagioni meteorologiche ma quelle delle acque dei fiumi). Yu fu il fondatore della dinastia Xia, con questa dinastia il potere comincia ad appartenere ad un solo clan.
Le 3 dinastie
- Xia dal XXII sec. al XVIII sec. a.C. (2150 – 1750 a.C.)
- Shang dal XVIII sec. al XII sec a.C. (1750 – 1122 a.C.)
- Zhou dal XII sec. al 221 a.C. (1122-221 a.C.)
L’esistenza delle prime due dinastie è stata confermata dalle scoperte archeologiche degli anni ’20 e ’30, anche se la dinastia Xia è stata la più difficile da confermare. Gli scavi più importanti si trovano a Henan in particolare sono: Erlitou e Erligang; a Erligang in particolare vengono ritrovati palazzi e manufatti di bronzo che testimoniano il passaggio dalla dinastia Xia (popolo che sviluppa precocemente la lavorazione del bronzo) a quella Shang.
Dinastia Xia (XXII – XVIII sec. a.C.)
Nell’arco di 2000 anni nelle aree del Fiume Giallo si sono seguite molte dinastie. In realtà l’archeologia dice qualcosa di un po’ diverso. Nessuno mette in dubbio l’esistenza della dinastia Zhou e ora ci sono molte prove anche della dinastia Shang, mentre della dinastia Xia ci sono poche dimostrazioni. Per di più la loro storia non è proprio in successione, ma c’erano 3 poli di potere: due quasi sicuramente in epoca più antica e una in epoca più moderna. È probabile quindi che Xia e Shang esistessero insieme solo che inizialmente l’egemonia era degli Xia e poi lentamente è passata agli Shang. La dinastia più problematica è proprio la Xia in quanto sono stati ritrovati pochissimi resti archeologici e sono tutte scoperte risalenti agli ultimi 60-70 anni. Si è riusciti a rivelare l’esistenza di una prima civiltà del bronzo nella provincia dello Henan (a sud del Fiume Giallo) e qui si sono concentrati gli scavi nei due siti di Erlitou e Erligang (a Erligang sono stati ritrovati resti anche della prima fase Shang) dove si sono trovate tracce di palazzi e di manufatti in bronzo.
Dinastia Shang (XVIII – XII sec. a.C.)
La scoperta della dinastia Shang è stata una delle più grandi scoperte archeologiche di sempre perché sono stati trovati documenti che hanno cambiato la percezione della Cina arcaica. Questi documenti erano veri e propri scritti, delle prime prove dell’esistenza di una scrittura e sono state ritrovate sulle ossa piatte e sui gusci di tartaruga (soprattutto nella città di Anyang). A differenza di altre dinastie la dinastia Shang aveva molti centri politici e si estendeva in aree molto più vaste. Per questo sono stati trovati molti reperti ed è una dinastia che è stata molto meglio analizzata. Le capitali Shang sono state molte e anche il re Shang si spostava spesso in altre città. Probabilmente lì intorno c’erano anche altri popoli ma non hanno lasciato testimonianza. L’entità politica e militare Shang era più limitata alla capitale ma la civiltà era estesa in un vasto territorio. L’area principale era il medio-basso bacino del Fiume Giallo. Anyang probabilmente è stata l’ultima capitale Shang dove sono stati fatti grandi scavi archeologici dal 1920-30. È il periodo in cui cominciano ad emergere i veri caratteri culturali della civiltà cinese.
I documenti scritti che vennero trovati sono in pratica ossa oracolari e vennero trovate da contadini. Venivano considerate “ossa di drago” e venivano sbriciolate e usate anche come farmaci. Solo dal 1800 in poi si è cominciato a pensare che fossero una forma antica di scrittura cinese e ora ne abbiamo la certezza. Il nome di questa scrittura è jiaguwen – scrittura in osso di tartaruga. Queste ossa sono state trovate a migliaia ed è stata una delle più importanti scoperte del XX secolo. Insieme a queste sono state ritrovate anche tombe con manufatti, armi e vasi in bronzo che usavano per riti funerari. La loro società è molto sofisticata e c’è la presenza di élite politica, religiosa e militare molto specializzato e il sovrano esercitava il suo potere grazie alla sua capacità di comunicare con l’aldilà. Si facevano però sacrifici umani (spesso prigionieri) e animali e per questo si considera una civiltà “barbara”. Il sovrano veniva accompagnato in tomba da carri e da cavalli tanto che sono stati trovati resti di carri a due ruote nelle tombe.
Il ruolo che meglio è stato studiato è quello del sovrano e le relative attività di corte. Le attività principali erano quelle di sciamano e spesso faceva riti con vasi contenenti alcool che aiutavano a trasportarsi in un’altra dimensione. Il sovrano comunicava per conoscere il futuro e lo faceva con gli spiriti che si identificano con gli antenati. I gusci di tartaruga erano in genere di tartaruga fluviale o ossa piatte che venivano trattate e ammorbidite per poi riuscire a fare delle incisioni. Dopo veniva usato un metallo rovente per bruciare il guscio il quale lasciava delle crepe che rappresentavano la risposta alla domanda che era stata incisa sulle ossa. Sui gusci e sulle ossa veniva incisa l’affermazione, il nome del sovrano, la data e il nome della divinità a cui faceva la domanda. Non veniva però poi scritto il responso.
Cosa veniva chiesto di solito alle divinità?
Il sovrano consultava gli antenati per avere consigli su scelte politiche, amministrative (come l’espansione in un’altra città) e militari. Si interrogava anche sui fenomeni naturali. Quando esercitava le attività di sciamano era spesso assistito dagli scribi e da altri elementi delle burocrazia. Interrogava gli spiriti dei suoi antenati in giorni regolari secondo il calendario lunare. (le antenate donne venivano consultate soprattutto per le nascite).
Esistevano però altre divinità, gli spiriti naturali come il sole, la luna e i venti ed infine c’era la divinità suprema Shang Di a cui il sovrano non si rivolse quasi mai ed è la divinità che ha creato il cosmo; si supponeva fosse un supremo antenato degli Shang. È una divinità né buona né cattiva ed era probabilmente condivisa con altre popolazioni. Il sovrano chiedeva agli spiriti di intercedere per contattare Shang Di. Il calendario lunare emerge proprio in epoca Shang e rimarrà poi nella cultura cinese. Venivano misurati i cicli della luna i quali regolavano anche la ritualità. È composto da cicli di 60 giorni (tronchi celesti, rami celesti).
Nella società Shang il titolo di re (wang) non passava semplicemente da padre in figlio ma passava all’interno del clan sovrano che poteva essere quindi anche un passaggio tra cugini, sempre però cercando di mantenere un passaggio generazionale. Non si sanno però quali siano le regole con cui si decideva la successione al trono. Il sovrano era itinerante che spostava in varie città e faceva lunghe campagne di caccia. Il re si spostava anche perché la presenza del sovrano segnava il potere politico all’interno di una nuova città conquistata. L’area però dove aveva maggior controllo restava la capitale. Il potere militare era avanzato e si mobilitava moltissima forza lavoro per le campagne militari. Però la vera arte militare era riservata all’élite che combatteva con i carri, asce e armi in bronzo. Per quanto riguarda il commercio invece avevano cominciato ad utilizzare le conchiglie come mezzo di scambio, una sorta di antica moneta.
La fase di declino di questa civiltà è descritta con l’arrivo al trono di una serie di sovrani: uno in particolare che non è stato in grado di governare in maniera adeguata non rispettando le norme e il suo ruolo. Così perde il trono a merito di un membro della dinastia Zhou.
Dinastia Zhou (XII sec. - 221 a.C.)
I Zhou si trovavano più a ovest rispetto agli Shang ed era una civiltà ritenuta quasi barbara; espande però il suo dominio fino alla dinastia Shang. Questa conquista si svolge con un lungo processo ma il suo culmine sarà la lotta di Muyie nel XII sec. Il concetto di re durante la dinastia Zhou comincia a cambiare e si impone la teoria politica del “mandato del cielo”.
L’era Zhou si divide in due fasi
- Gli Zhou occidentali (1122-771 a.C.) con capitale Hao
- Gli Zhou orientali (771- 221 a.C.) con capitale Luoyi
Quest’ultima fase è divisa a sua volta nella fase delle Primavere e degli Autunni (771-453) e nella fase degli Stati combattenti (453-221).
Dinastia Zhou Occidentali (1122 - 771 a.C.)
È una civiltà da un forte valore simbolico e le civiltà cinesi successive guarderanno ai Zhou occidentali come un modello di buon governo. Si può dire spesso quindi che la loro storia è molto idealizzata. In quei periodi si tentava sempre di allargare il territorio verso sud verso gli altri bacini fluviali; meno si sposteranno a ovest e nord-ovest dove c’erano popolazioni nomadi e la morfologia non permetteva un buon sviluppo agricolo. Le fonti che possediamo su questa dinastia sono testi originali, iscrizioni su vasi di bronzo rituali, fonti archeologiche (tombe e palazzi).
Tra i testi originali i più importanti sono:
- Il libro dei documenti: raccoglie discorsi di sovrani e ministri all’epoca della conquista di Shang da parte di Zhou. È qui che troviamo per la prima volta la teoria del mandato dal cielo.
- Il libro delle poesie: raccoglie inni spesso religiosi che accompagnavano i rituali nei templi degli antenati. Queste poesie richiamano anche i nomi di certi clan nobili e spesso la classe dirigente imparava a memoria queste poesie.
- Classico dei mutamenti: si dice sia stato scritto dal duca di Zhou ed è un testo a carattere divinatorio basato sul metodo dell’utilizzo di bastoncini di Achillea che formavano degli esagrammi in modo casuale; dopo l’estrazione dei bastoncini si evolve in maniera ciclica diventando così un oracolo da consultare per capire quale sarà questo evolversi.
Le iscrizioni sui bronzi riportano scritture arcaiche che riportavano degli eventi; spesso questi eventi descrivevano il perché si stava donando quel bronzo al sovrano. I Zhou erano una dinastia contemporanea agli Shang ed erano stati creati dal clan reale degli Ji le cui origini sono divinatorie. Secondo la leggenda la prima donna Ji era rimasta incinta per aver camminato sull’impronta di una divinità. Fondano uno stato in oriente nella provincia dello Shanxì. Nell’XII secolo avviene la famosa conquista degli Shang nella battaglia di Muye ed è raccontata come l’opera di due sovrani storici che sono ancora ricordati per la loro abilità politica: il re Wen (indica la civiltà) e il re Wu (indica la capacità bellica). Il re Wen è il protagonista dello scontro tra Zhou e Shang e rimane prigioniero per due anni nella capitale Shang. Una volta liberato comincerà una battaglia condotta invece dal re Wu che comanderà la battaglia di Muye ad Anyang nel 1045 a.C. e prenderà il controllo della città. Il fratello, il duca di Zhou, diventerà poi suo reggente dopo la morte. Farà guerre civili contro i feudatari stabilizzando così il territorio Zhou.
Il potere della dinastia Zhou si basa sui rapporti famigliari. È un governo quindi di tipo feudale con una delega di potere di tipo gerarchico. C’era però la teoria del “mandato dal cielo” tian ming. Il potere del sovrano quindi era collegato al contratto che aveva con gli antenati. I Zhou però avevano un passaggio di potere di tipo gerarchico e legittimano questo dicendo che la famiglia ha ricevuto il mandato di potere non da una divinità umana, come un antenato, ma da una divinità impersonale, il cielo. Hanno quindi una forte virtù morale. Però il cielo è talmente potente che può anche togliere questo diritto se il clan non mantiene l’ordine. Il cielo era così importante per la dinastia Zhou tanto che chiamavano il mondo tian xia, ciò che sta sotto il cielo.