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Storia della Cina

Dalle origini della civiltà cinese all’età moderna

• Le origini della civiltà cinese

• I periodi pre - imperiali

• L’impero antico

• La transizione medioevale

• L’età tardo imperiale

Breve introduzione:

La Cina ha avuto una crescita isolata a causa degli oceani e dei deserti che la circondano

e anche a causa dei suoi confini terrestri(non quelli marittimi) che hanno avuto un ruolo

fondamentale.

La Cina è composta da 22 regioni ed ha 2 pianure alluvionali: quella del Fiume Giallo, a

nord e la pianura del Fiume Azzurro a sud; queste due inoltre sono due contesti geografici

completamente diversi.

Nella zona del Fiume Giallo(nord) ha avuto inizio la civiltà cinese che poi si è espansa fino

al sud, dove cominciarono a coltivare zone selvagge; in queste zone però l’agricoltura

dipendeva dalla gestione dell’acqua dei fiumi e non dal clima, inoltre queste zone

rappresentavano una frontiera interna perchè erano abitate da popolazioni non cinesi, che

però vennero assimilate pian piano con il passare degli anni. Questa assimilazione di

popoli diversi dimostra il fatto che la Cina fosse un popolo in continua espansione che si

dedicava all’agricoltura ed era sedentario diversamente dai barbari che popolavano le

zone limitrofe.

Preistoria:

Secondo i cinesi l’umanità ha avuto origini policentriche, cioè l’uomo sapiens si è evoluto

indipendentemente in Cina così come in altri luoghi ( a discolpa della teoria monocentrica

secondo la quale l’Homo Sapiens sarebbe nato in Africa e poi si sarebbe spostato verso

altri luoghi).

La nascita di forme di vita umana in Cina si stima risalgano a 1.000.000 di anni fa; la

maggior parte degli uomini sono stati trovati vicino alla Birmania ed è rimasta per molto

tempo la convinzione di un’origine monocentrica dell’uomo, che fosse nato quindi proprio

in Cina; questo però lo si credeva più per ragioni nazionalistiche. L’uomo preistorico più

conosciuto in Cina è “l’uomo di Pechino”, definito l’antenato dei cinesi moderni (anche se

l’origine dei cinesi moderni deriva da 41 specie diverse). Questi uomini abitavano in

caverne e vivevano di caccia, conoscevano il fuoco (che all’inizio sapevano solo come

mantenere acceso ed in seguito impararono anche ad accenderlo) ed inoltre costituivano

già una società(lo si capisce dai riti funerari), lavoravano l’osso e la pietra; non ci sono

invece molte tracce di rupestri.

Neolitico:

Nel neolitico si ebbe il passaggio dalla caccia e raccolta all’agricoltura e all’allevamento e

appaiono le comunità.

Questo sviluppo si ebbe soprattutto nella zona del Fiume Giallo (Huáng Hé ), dove

黃 黃

vengono, appunto, scoperte le due culture più studiate i Lungshan e gli Yangshao.

Yangshao (仰仰 )

Questi vivevano in grandi villaggi circolari, in una società non stratificata(semplice), era

una comunità contadina, non ci sono classi dirigenti religiose o militari. Lavoravano le

ceramiche, di fatti sono riconosciute le ceramiche rosse e bianche e con disegni, che

rimandano alla cultura sciamanica, e anche per questo le loro case avevano più stanze

dedicate ai riti funerari; il sito principale è quello di Bampo.

Longshan (仰仰)

I Longshan, una popolazione sviluppatasi più tardi e più a oriente, avevano una cultura più

sofisticata, di fatti lavoravano la ceramica più finemente(ceramica nera) e avviarono la

lavorazione della giada con la quale facevano oggetti funerari; questi oggetti funerari e le

usanze funerarie evidenziano la società complessa e stratificata in cui vivevano, di fatti era

presente già un’elite religiosa.

1° Dinastia Pre-Imperiale

La prima dinastia pre-imperiale risiedeva alle foci del Fiume Azzurro . Conoscevano il

黃 黃

riso, inoltre praticavano l’allevamento e l’animale più allevato era il maiale(infatti nel

pittogramma usato per rappresentare la “casa” veniva disegnato il maiale). La loro

credenza religiosa era lo sciamanesimo e praticavano una forma primitiva di commercio

utilizzando le conchiglie per gli scambi di beni tra le persone.

Queste popolazioni credevano ai miti cosmologici secondo i quali l’uomo non venne creato

al di sopra della terra ma ne era parte integrante e da ciò nacque la legenda dei “Tre

imperatori e i cinque sovrani” ( ); secondo questa legenda i cinesi non deriverebbero

黃黃黃黃

da esseri sovraumani ma da esseri umani che vissero per secoli e che fecero dei doni

all’umanità, e da questi doni ne deriverebbe il loro nome, come ad esempio:

Sovrani

• Shennong = ha regalato l’agricoltura (sovrano degli uomini)

• Nüwa ( sovrano terrestre)

• Fuxi (sovrano celeste)

Imperatori

• Huangdi (Imperatore giallo) = ha fatto doni all’umanità per si che uscisse dalla

barbarie e si civilizzasse; alcuni di questi doni furono la scrittura e la medicina.

• Zhuanzu

• Ku

• Yao = sovrano dalle grandi doti morali

• Shun = sovrano dalle grandi doti morali

Questi sovrani erano scelti, non c’era una discendenza diretta. Shun infine scelse

come suo successore Yu, cioè colui che dominava l’acqua, infatti lui fece costruire le

dighe e tutto ciò che potesse facilitare la gestione delle acque del fiume e

l’agricoltura(infatti queste popolazioni avevano problemi di inondazioni da parte del

fiume Giallo, visto che durante il periodo del disgelo dei ghiacci il fiume esondava e

rovinava i raccolti, infatti i raccolti non seguivano le stagioni metereologiche ma quelle

delle acque dei fiumi )

Yu fù il fondatore della dinastia Xia, con questa dinastia il potere comincia ad appartenere

ad un solo clan.

Le 3 dinastie:

Xia dal XXII sec. al XVIII sec. AC (2150 – 1750 a.C.)

1. Shang dal XVIII sec. al XII sec AC (1750 – 1122 a.C.)

2. Zhou dal XII sec. al 221 a.C. (1122-221 a.C.)

3.

L’esistenza delle prime due dinastie sono state confermate dalle scoperte archeologiche

degli anni ’20 e ’30, anche se la dinastia Xia è stata la più difficile da confermare.

Gli scavi più importanti si trovano a Henan in particolare sono: Erlitou e Erligang; a

Erligang in particolare vengono ritrovati palazzi e manufatti di bronzo che testimoniano il

passaggio dalla dinastia Xia(popolo che sviluppa precocemente la lavorazione del bronzo)

a quella Shang.

Dinastia Xia (XXII – XVIII sec. a.C.)

Nell’arco di 2000 anni nelle aree del Fiume Giallo si sono seguite molte dinastie. In realtà

l’archeologia dice qualcosa di un po’ diverso. Nessuno mette in dubbio l’esistenza della dinastia

Zhou e ora ci sono molte prove anche della dinastia Shang, mentre della dinastia Xia ci sono

poche dimostrazioni.

Per di più la loro storia non è proprio in successione, ma c’erano 3 poli di potere: due quasi

sicuramente in epoca più antica e una in epoca più moderna.

È probabile quindi che Xia e Shang esistessero insieme solo che inizialmente l’egemonia era degli

Xia e poi lentamente è passata agli Shang.

La dinastia più problematica è proprio la Xia in quanto sono stati ritrovati pochissimi resti

archeologici e sono tutte scoperte risalenti agli ultimi 60-70 anni. Si è riusciti a rivelare l’esistenza

di una prima civiltà del bronzo nella provincia dello Henan (a sud del Fiume Giallo) e qui si sono

concentrati gli scavi nei due siti di Erlitour e Erligang (a Erligang sono stati ritrovati resti anche

della prima fase Shang) dove si sono trovate tracce di palazzi e di manufatti in bronzo.

Dinastia Shang (XVIII – XII sec. a.C.)

La scoperta della dinastia Shang è stata una delle più grandi scoperte archeologiche di sempre

perché sono stati trovati documenti che hanno cambiato la percezione della Cina arcaica.

Questi documenti erano veri e propri scritti , delle prime prove dell’esistenza di una scrittura e sono

state ritrovate sulle ossa piatte e sui gusci di tartaruga (soprattutto nella città di Anyang).

A differenza di altre dinastie la dinastia Shang aveva molti centri politici e si estendeva in aree

molto più vaste. Per questo sono stati trovati molti reperti ed è una dinastia che è stata molto

meglio analizzata.

Le capitali Shang sono state molto e anche il re Shang si spostava spesso in altre città.

Probabilmente lì intorno c’erano anche altri popoli ma non hanno lasciato testimonianza.

L’entità politica e militare Shang era più limitata alla capitale ma la civiltà era estesa in un vasto

territorio. L’area principale era il medio-basso bacino del Fiume Giallo. Anyang probabilmente è

stata l’ultima capitale Sahng dove sono stati fatti grandi scavi archeologici dal 1920-30.

È il periodo in cui cominciano ad emergere i veri caratteri culturali della civiltà cinese.

I documenti scritti che vennero trovati sono in pratica ossa oracolari e vennero trovate da

contadini. Venivano considerate “ossa di drago” e venivano sbriciolate e usate anche come

farmaci. Solo dal 1800 in poi si è cominciato a pensare che fossero una forma antica i scrittura

cinese e ora ne abbiamo la certezza.

Il nome di questa scrittura è – scrittura in osso di tartaruga).

仰仰仰(jiaguwen

Queste ossa sono state trovate a migliaia ed è stata una delle più importanti scoperte del XX

secolo. Insieme a queste sono state ritrovate anche tombe con manufatti, armi e vasi in bronzo

che usavano per riti funerari.

La loro società è molto sofisticata e c’è la presenza di élite politica, religiosa e militare molto

specializzato e il sovrano esercitava il suo potere grazie alla sua capacità di comunicare con

l’aldilà.

Si facevano però sacrifici umani (spesso prigionieri) e animali e per questo si considera una civiltà

“barbara”. Il sovrano veniva accompagnato in tomba da carri e da cavalli tanto che sono stati

trovati resti di carri a due ruote nelle tombe.

Il ruolo che meglio è stato studiato è quello del sovrano e le relative attività di corte. Le attività

principali erano quelle di sciamano e spesso faceva riti con vasi contenenti alcool che aiutavano a

trasportarsi in un’altra dimensione.

Il sovrano comunicava per conoscere il futuro e lo faceva con gli spiriti che si identificano con gli

antenati.

I gusci di tartaruga erano in genere di tartaruga fluviale o ossa piatte che venivano trattate e

ammorbidite per poi riuscire a fare delle incisioni. Dopo veniva usato un metallo rovente per

bruciare il guscio il quale lasciava delle crepe che rappresentavano la risposta alla domanda che

era stata incisa sulle ossa. Sui gusci e sulle ossa veniva incisa l’affermazione, il nome del sovrano,

la data e il nome della divinità a cui faceva la domanda. Non veniva però poi scritto il responso.

Cosa veniva chiesto di solito alle divinità?

Il sovrano consultava gli antenati per avere consigli su scelte politiche, amministrative (come

l’espansione in un’altra città) e militari. Si interrogava anche sui fenomeni naturali.

Quando esercitava le attività di sciamano era spesso assistito dagli scribi e da altri elementi delle

burocrazia.

Interrogava gli spiriti dei suoi antenati in giorni regolari secondo il calendario lunare. (le antenate

donne venivano consultate soprattutto per le nascite).

Esistevano però altre divinità, gli spiriti naturali come il sole, la luna e i venti ed infine c’era la

divinità suprema Shang Di a cui il sovrano non si rivolte quasi mai ed è la divinità che ha creato il

cosmo; si supponeva fosse un supremo antenato degli Shang. È una divinità né buona né cattiva

ed era probabilmente condivisa con altre popolazioni.

Il sovrano chiedeva agli spiriti di intercedere per contattare Shang Di.

Il calendario lunare emerge proprio in epoca Shang e rimarrà poi nella cultura cinese. Venivano

misurati i cicli della luna i quali regolavano anche la ritualità. È composto da cicli di 60 giorni

(tronchi celesti, rami celesti).

Nella società Shang il titolo di re (wang ) non passava semplicemente da padre in figlio ma

passava all’interno del clan sovrano che poteva essere quindi anche un passaggio tra cugini,

sempre però cercando di mantenere un passaggio generazionale. Non si sanno però quali siano le

regole con qui si decideva la successione al trono.

Il sovrano era itinerante che spostava in varie città e faceva lunghe campagne di caccia. Il re si

spostava anche perché la presenza del sovrano segnava il potere politico all’interno di una nuova

città conquistata. L’area però dove aveva maggior controllo restava la capitale.

Il potere militare era avanzato e si mobilitava moltissima forza lavoro per le campagne militari.

Però la vera arte militare era riservata all’élite che combatteva con i carri, asce e armi in bronzo.

Per quanto riguarda il commercio invece avevano cominciato ad utilizzare le conchiglie come

mezzo di scambio, una sorta di antica moneta.

La fase di declino di questa civiltà è descritta con l’arrivo al trono di una serie di sovrani: uno in

particolare che non è stato in grado di governare in maniera adeguata non rispettando le norme e il

suo ruolo.

Così perde il trono a merito di un membro della dinastia Zhou.

Dinastia Zhou ( XII sec. - 221 a.C. )

I Zhou si trovavano più a ovest rispetto agli Shang ed era una civiltà ritenuta quasi barbara;

espande però il suo dominio fino alla dinastia Shang. Questa conquista si svolge con un lungo

processo ma il suo culmine sarà la lotta di Muyie nel XII sec.

Il concetto di re durante la dinastia Zhou comincia a cambiare e si impone la teoria politica del

“mandato del cielo”.

L’era Zhou si divide in due fasi: gli Zhou occidentali (1122-771 a.C.) con capitale Hao; gli Zhou

orientali (771- 221 a.C.)con capitale Luoyi. Quest’ultima fase è divisa a sua volta nella fase delle

Primavere e degli Autunni (771-453) e nella fase degli Stati combattenti (453-221).

Dinastia Zhou Occidentali ( 1122 - 771 a.C.)

仰仰

È una civiltà da un forte valore simbolico e le civiltà cinesi successive guarderanno ai Zhou

occidentali come un modello di buon governo. Si può dire spesso quindi che la loro storia è molto

idealizzata.

In quei periodi si tentava sempre di allargare il territorio verso sud verso gli altri bacini fluviali;

meno si sposteranno a ovest e nord-ovest dove c’erano popolazioni nomadi e la morfologia non

permetteva un buon sviluppo agricolo.

Le fonti che possediamo su questa dinastia sono testi originali, iscrizioni su vasi di bronzo

rituali, fonti archeologiche (tombe e palazzi).

Tra i testi originali i più importanti sono:

Il libro dei documenti: raccoglie discorsi di sovrani e ministri all’epoca della conquista di Shang da

parte di Zhou. È qui che troviamo per la prima volta la teoria del mandato dal cielo.

Il libro delle poesie: raccoglie inni spesso religiosi che accompagnavano i rituali nei templi degli

antenati. Queste poesie richiamano anche i nomi di certi clan nobili e spesso la classe dirigente

imparava a memoria queste poesie.

Classico dei mutamnti: si dice sia stato scritto dal duca di Zhou ed è un testo a carattere divinatorio

basato sul metodo dell’utilizzo di bastoncini di Achillea che formavano degli esagrammi in modo

casuale; dopo l’estrazione dei bastoncini si evolve in maniera ciclica diventando così un oracolo da

consultare per capire quale sarà questo evolversi.

Le iscrizioni sui bronzi riportano scritture arcaiche che riportavano degli eventi; spesso questi

eventi descrivevano il perché si stava donando quel bronzo al sovrano.

I Zhou erano una dinastia contemporanea agli Shang ed erano stati creati dal clan reale degli Ji le

cui origini sono divinatorie. Secondo la leggenda la prima donna Ji era rimasta incinta per aver

camminato sull’impronta di una divinità. Fondano un stato in oriente nella provincia dello Shanxì.

Nell’ XII secolo avviene la famosa conquista degli Shang nella battaglia di Muye ed è raccontata

come l’opera di due sovrani storici che sono ancora ricordati per la loro abilità politica: il re Wen ( 黃黃

e il re Wu (黃黃 Il re Wen indica la civiltà, mentre il re Wu indica la capacità bellica.

黃) 黃).

Il re Wen il protagonista dello scontro tra Zhou e Shang e rimane prigioniero per due anni nella

capitale Shang. Una volta liberato comincerà una battaglia condotta invece dal re Wu che

comanderà la battaglia di Muye ad Anyang nel 1045 a.C. e prenderà il controllo della città. Il

fratello, il duca di Zhou diventerà poi suo reggente dopo la morte. Farà guerre civili contro i

feudatari stabilizzando così il territorio Zhou.

Il potere della dinastia Zhou si basa sui rapporti famigliari. È un governo quindi di tipo feudale con

una delega di potere di tipo gerarchico.

C’era però la teoria del “mandato dal cielo” tian ming Il potere del sovrano quindi era collegato

黃黃.

al contratto che aveva con gli antenati. I Zhou però avevano un passaggio di potere di tipo

gerarchico e legittimano questo dicendo che la famiglia ha ricevuto il mandato di potere non da

una divinità umana, come un antenato, ma da una divinità impersonale, il cielo. Hanno quindi una

forte virtù morale

Però il cielo è talmente potente che può anche togliere questo diritto se il clan non mantiene

l’ordine. Il cielo era così importante per la dinastia Zhou tanto che chiamavano il mondo tian xia,

ciò che sta sotto il cielo.

Il nome del sistema politico di delega del potere gerarchico si chiama zufa, la regola del ramo

principale e del ramo secondario. Questo passaggio dello zufa è regolato da precisi riti e

cerimonie.

Altri territori e colonie però venivano affidati anche ad altri clan nobili.

I testi Zhou erano strutturati in questo modo:

-Data (anno del regno)

-Evento (evento che ha portato a un dono o alla concessione di un titolo a colui che fa preparare il

vaso)

-Formula di gratitudine

-Dedica del bronzo a un antenato

-Preghiera

Dinastia Zhou Orientali (770-221 a.C.)

Prende il nome dal trasferimento della capitale Hao alla città di Luoyi che è più a oriente.

Si distingue in due epoche:

仰仰

-Primavere e Autunni

仰仰

-Stati combattenti

Le cronache degli eventi di quegli anni sono scritti in testi posteriori

Primavere e autunni (771-453 a.C.)

Si vengono a formare diversi principati controllati da nobili sempre con un sistema feudale.

Cominciano ad esserci conflittualità tra le varie casate nobiliari.

Hao era stata occupata dai barbari ed il re Zhou perde la sua autorevolezza ed è sempre più

dipendente dalla forza dei feudatari più vicini. È sempre più difficile mantenere un ordine e ci

saranno delle riforme politiche per ristabilire dei principi di ordine e gerarchia.

Il periodo delle primavere ed autunni non offre riforme politiche sufficienti a far tornare l’antico

potere politico Zhou. Ci sarà la tendenza di molti principati ad annettere i feudi vicini e si parla

allora di guerre; periodo degli stati combattenti. Si parla di grandi feudi, 7 stati combattenti che

puntano alla sconfitta degli altri feudi. Finirà con l’emergere di un solo grande principato: Qin. Che

sarà l’inizio della fondazione dell’impero (con un unico polo di potere).

Periodo delle primavere ed autunni: c’è un’estensione dell’area centrale con la nascita di nuovi

principati nelle aree periferiche che manifestano una maggiore forza militare.

Si vede l’emergere di un duca di Huan dello stato di Qi nel 651 a.C. che riesce a farsi nominare dal

sovrano Zhou egemone (Ba); segno dell’importanza militare e politico che stanno assumendo i

principati in periferia. A lui viene affidato il compito di mantenere l’ordine e sedare le conflittualità

tra i vari principi (non basta più il re Zhou). Il duca Huan diventa egemone più importante rispetto

agli altri principati.

È un’istituzione però instabile e la figura dell’egemone dura fino a che non muore il duca Huan e

diventerà un titolo conteso e continueranno le conflittualità tra i vari principi

Stati combattenti (453 – 221 a.C.)

Il passaggio del periodo primavere e autunni e stati combattenti è nel 453 a.C. ed è segnato dalla

divisione dello stato di Jin tra Han, Wei e Zhao. I rapporti tra i feudatari non è più basato sui

rapporti di parentela ma si sceglie sul campo di battaglia. Ci sono lotte clandestine ai clan ed

emergono nuovi clan, nuove élite che sono meno legate a vecchi valori fondati dalla società

feudale. Ci sono uomini nuovi e servono nuove regole; è un periodo di caos.

Ci sono nuove teorie filosofiche che ripensano alle teorie del mandato del cielo e della figura del

sovrano.

Infatti questo periodo è conosciuto in Cina come il periodo delle 100 scuole in cui ci sono

moltissime correnti filosofiche che nella tradizione vengono riportate ad alcuni maestri (Shi) che

sono i discendenti degli antichi scribi. A volte erano filosofi a volte funzionari che vanno a servizio

dei vari principi e offrono le loro idee di riforme e creano delle scuole con degli allievi dove si

formeranno delle tradizioni filosofiche. Quindi questo caos politico è accompagnato da una grande

fioritura culturale.

Questa varietà è data dal fatto che le varie province avevano caratteristiche culturali

diverse(anche la scrittura), quelle più a sud avevano tradizioni barbare (stato di Chu).

Il termine con cui si indicano gli stati è guo (in cinese tradizionale). C’è una trasformazione vera e

propria di questi feudi in stati territoriali. Carattere: confini-spada-bocca quindi un’area chiusa in cui

il potere deve garantire la sicurezza e la popolazione deve essere alimentata. I principati sono

monarchie assolute in cui i principi hanno un forte potere e sono circondate da amministrazioni di

nobili e sono segnati anche da confini murari. Il sovrano doveva essere capace di rendere forte lo

stato e affermarlo.

All’interno di questi stati si formano nuove istituzioni, c’è una maggiore connotazione burocratica,

più amministrazione tanto che molti stati vengono anche divisi in contee. Nascono scuole

filosofiche di legge, che non sono più rituali. Si sviluppano anche nuovi sistemi di mobilitazione e

controllo della popolazione perché bisogna creare nuovi eserciti potenti ed è necessario condurre

guerre lunghe con i rivali.

Ci sono trasformazioni nel modo di fare la guerra che non sono più rivalità fra clan nobili che si

risolvono attraverso i duelli di cavalleria, ma sono proprio guerre totali con migliaia di soldati,

comincia a essere importante la cavalleria che venivano montati da degli arcieri; nuova concezione

di strategia militare e la prima opera che ne parla è “l’arte della guerra” di Sun Tzu.

È un periodo di evoluzione anche sul piano tecnologico, c’è il passaggio dall’età del bronzo all’età

del ferro. Si producono armi in ferro attraverso la fusione del ferro (non la forgiatura).

Avevano già macchine da guerra sofisticate. I soldati erano quasi tutti contadini.

Comincia a nascere il concetto della privatizzazione della terra, ci sono coltivatori indipendenti che

hanno la propria terra e il vincolo col sovrano è determinato dalle tasse; abbiamo quindi i primi

sistemi di tassazione.

Le tasse sono tasse in natura consegnando una parte del suo raccolto o con la corvè (partire per

la guerra o essere mobilitato per i grandi lavori pubblici per l’agricoltura e l’urbanizzazione).

L’agricoltura dipendeva molto dai fiumi quindi era molto importante gestire le risorse idriche.

La terra diventa un bene e poteva essere comprata e venduta e questo ci indica come in questa

fase ci sono profonde trasformazioni anche nel commercio della terra che portano alla nascita di

grandi latifondi; ma anche il commercio di beni artigianali.

Ci sono i primi registri della popolazione perché si dovevano contare le risorse. C’è un codice di

leggi che quantifica il comportamento dei sudditi con premi o colpe. È un codice di onore di

consuetudini.

C’è l’inizio di un sistema monetario che è diverso per ogni stato.

Shi: diventano consiglieri e ministri del sovrano che portano alla soluzione di dilemmi. I dilemmi

sono rafforzare il proprio stato, come governare bene, come scegliere gli uomini di valore che

hanno il diritto di governare.

Le scuole più importanti sono quelle del confucianesimo, del legismo, dei moisiti, dei taoisti.

Questi sono i secoli d’oro della filosofia cinese e abbiamo le figure che poi diventeranno importanti

anche in altri paesi come Giappone e la Corea.

Il confucianesimo è una delle più importanti fondata dal maestro Confucio (551-479 a.C.) ed è il

supposto autore della primavera ed autunni ed altri testi. Il nome Confucio è la latinizzazione dei

gesuiti del suo vero cognome Kong Zi La sua è la scuola dei letterati Lu Xia. (?)

黃黃.

Il pensiero di Confcio si basa sull’importanza del consenso che deve avere il governo, si concentra

sulla crisi che sta avendo la società nobiliare e dei riti.

Confucio si vuole rifare al passato, ai riti dei Zhou, da una grande importanza alla ritualità, ma non

deve essere un modo di atteggiarsi ma deve riflettere dei valori morali basati su alcune virtù che si

caratterizzano a seconda del tipo di relazione famigliare o personale tra gli uomini. Secondo

Confucio la società si costruisce su 5 relazioni fondamentali che sono: padre-figlio; sovrano-

ministro; fratello maggiore-minore; marito-moglie; amici. C’è sempre qualcuno che ha

responsabilità e potere e chi deve avere obbedienza e lealtà. I riti manifestano queste virtù.

I riti quindi secondo Confucio sono validi solo se riflettono un convincimento anche interiore. Una

delle sue principali idee è quella della rettificazione dei nomi. Non sono vuoti, se sei chiamato

sovrano devi comportarti come sovrano; se sei padre devi essere all’altezza di quel nome.

Questo elemento è molto forte perché lui scriverà come è giusto scegliere gli uomini di valore e la

figura chiave è il gentiluomo che non è per diritto di sangue, ma per le sue qualità morali.

Il governo confuciano quindi è un governo che governa attraverso la virtù.

All’opposto di Confucio c’è la scuola dei legisti, che ritiene che l’obbligo del sovrano sia quello di

rafforzare lo stato sul piano militare e materiale perché solo così si può garantire l’ordine sociale e

questo stato forte si deve basare sull’uso della legge. Il potere e l’ordine non si basano sul

consenso ma sul rispetto delle leggi che il sovrano emana e sono centrali le istituzioni politiche

dello stato. Queste leggi devono essere regole obiettive, generali e devono avere regole di

misurazione e devono valere per tutti.

La teoria legista sarà sviluppata soprattutto nello stato di Qin , quello che poi riuscirà a

sconfiggere tutti i rivali e ad unificare l’impero.

Le altre scuole filosofiche erano i moisti i quali credono nell’amore universale;

un’altra scuola importante è quella del taoismo. Fondata dal maestro Lao Tzu. I taoisti credono

nel non intervento rispetto agli avvenimenti. Credono nel ritiro alla vita materiale seguendo

naturalmente i ritmi del corpo. La risposta taoista è una salvezza individuale, puntano alla lunga

vita.

La differenza con i confuciani è che appunto credono in una salvezza collettiva grazie ad un buon

intervento dello Stato.

La filosofia taoista è quindi una filosofia che non sembra essere collegata con il governo dello

stato, ma ci saranno sovrani che si baseranno su idee taoiste per le loro scelte poitiche.

Durante questo periodo di stati combattenti le rivalità profonde si hanno soprattutto fra 7 stati

principali:

Yan (zona nord-Pechino) Qi (penisola dello Shangdu) Han-Wei-Zhao (centro orientali che

nascono dalla divisione dell’antico principato di Jin) Chu (a Sud) e infine Qin.

Esistevano anche delle unità minori come lo Stato di Lu (dove è nato Confucio) o lo stato di Zhou

che è comunque rimasto nonostante il re abbia perso il suo potere.

Tra questi stati ci sono profonde diversità culturali per quanto riguarda la moneta, il tipo di scrittura

e anche la filosofia.

È lo stato di Qin che ha la vittoria sugli altri.

LA DINASTIA QIN (221-206 a.C.)

La dinastia Qin nonostante la sua breve durata darà vita ad una nuova istituzione: l’impero.

Il fondatore è il re Yíng Zhèng – Shì Huángdì 仰仰

Il popolo Qin era spesso in guerra con popoli barbari, data la sua posizione ai confini, da cui aveva

ricevuto delle influenze. Il feudo di Qin era nato nel 9 sec. a.C. sotto i Zhou. Dal 4 sec. a.C.

comincia ad essere sempre più potente grazie alle riforme di un consigliere Shang Yan di

ispirazione legista (veniva dallo stato di Wei).

Cominciano una serie di riforme come : il riconoscimento della proprietà privata e delle riforme;

importanza di usare la legge (fa) con il principio della responsabilità collettiva se un sbaglia ne

va di mezzo tutto il clan; c’è quindi più controllo del sovrano sulla popolazione e da premi a chi è

meritevole, soprattutto in battaglia.

Durante le battaglie contro gli altri stati il protagonista sarà appunto Yíng Zhèng che salirà al potere

definitivamente nel 246 a.C. Le guerre sono sanguinose e senza scrupoli.

Sarà il suo ministro Li Si che lo aiuterà nella strategia militare per conquistare gli altri stati.

Vengono conquistati in questo ordine stato di Zhou-Wei – Zhao – Han – Chu – Yan - Qi.

Dopo la vittoria Yíng Zhèng decide di assumere un nuovo titolo di imperatore con un ritorno quindi

ai sovrani mitologici dell’antichità; la considera una rifondazione dell’impero.

Come primo obiettivo avrà l’unificazione politica, amministrativa e culturale di tutti i territori. Infatti il

sistema di scrittura viene unificato e si scriveva soprattutto sulla seta e su listarelle di bambù.

Tutto il territorio Qin diventa centralizzato e non più feudale e il territorio viene diviso in distretti

(sistema Jun Xian). I funzionari ora non hanno più un potere politico come lo avevano i feudatari,

sono pagati dal sovrano.

Divide il potere in 3 ruoli: l’amministrazione civile (quella svolta dai Shi); il potere militare

(esercitato dai comandanti) ; il censorato (potere di controllo sull’operato del sovrano e

dell’amministrazione.

Recenti scavi hanno scovato una tomba dell’imperatore Qin vicino all’attuale Xi’an ma nessuno

per ora la vuole aprire. È stato rinvenuto però il celebre esercito di terracotta.

Si cominciano a fare grandi opere pubbliche mobilitando migliaia di lavoratori. Una di queste è la

grande muraglia ( non è quella odierna che è stata costruita durante la dinastia Ming) che

divideva il mondo civilizzato da quello dei barbari. La muraglia era stata costruita in terra battuta.

Vengono costruiti quasi 4 km si strade.

Nel 213 a.C. subentra un nuovo sovrano, il figlio g che su consiglio di Li Si aveva alterato il

testamento del padre subentrando così al posto del fratello maggiore diventando così il secondo

imperatore Qi ( . Il suo ministro e tutta la sua politica è legista. È un sovrano

Èr Shì Huángdì)

despotico e poco propenso alle critiche dei confuciani, perché vuole cancellare le tradizione e

aprire una fase nuova. L’ imperatore aveva molte mogli e tanti figli quindi la regola del passaggio

imperiale non era semplicemente quella da padre-in figlio.


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Corso di laurea: Corso di laurea in lingue, culture e società dell'asia orientale
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BassSyndrome di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della Cina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof De Giorgi Laura.

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