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Lezione 10: La lettura ad alta voce

Oggi ci occupiamo della lettura ad alta voce nelle scuole dell'infanzia. Sicuramente i momenti di lettura condivisa sono le situazioni migliori perché, innanzitutto, richiedono una cooperazione tra chi legge e chi ascolta e nello stesso tempo i bambini, attraverso queste attività, possono fare esperienze legate all'alfabetizzazione. Quindi lettura ad alta voce da parte dei genitori sicuramente ma, per far sì che l'educazione linguistica possa svilupparsi adeguatamente per tutti, lettura ad alta voce nella scuola dell'infanzia.

La rappresentazione della lettura secondo Rosanna Bonafede

Questa è la rappresentazione dell'attività di lettura secondo Rosanna Bonafede che ha individuato tre passi per quanto riguarda la comprensione di un testo letto ad alta voce da un adulto ai bambini, in questo caso dall'insegnante o dai genitori. Quindi la decifrazione, quindi l'individuazione della cosiddetta stringa sonora della quale abbiamo parlato più volte è naturalmente l'aspetto semantico quindi il significato, la comprensione e la comprensione del testo e poi l'interpretazione creativa. In didattica questa interpretazione creativa può anche chiamarsi espansione. Questa interpretazione creativa è chiaramente uno degli obiettivi della lettura ad alta voce perché attraverso questa fase siamo in grado di valutare se il bambino ha acquisito un nuovo vocabolario.

Come possiamo leggere ai bambini?

Innanzitutto, se abbiamo un tono di voce piuttosto monotono bisogna lavorare sul tono e sul volume proprio perché la lettura possa essere partecipata. Si lavora sulle pause: le pause che naturalmente nel testo sono scandite dalle virgole e dai punti e poi dalle pause interpretative; quindi c’è la necessità di interpretare i vari personaggi, lavorare sulla mimica facciale. La mimica facciale è fondamentale per far trasmettere il significato e anche per lavorare su quella competenza paralinguistica che è molto utile anche per le relazioni tra i bambini. Quindi questa prima fase di preparazione alla lettura che si sofferma sulla voce: su come deve essere letto il testo.

Lo strumento di lettura: Il libro

Poi naturalmente c'è lo strumento di lettura, quindi il libro. Molto importante è valutare il progetto grafico, le immagini hanno un ruolo fondamentale. La lingua: ci deve essere anche un'attenzione al lessico e alla complessità morfosintattica. Per esempio, nel genere narrativo bisogna gradualmente passare dall'ordine naturale degli eventi per avere una narrazione più complessa con gli indicatori temporali. Attenzione anche al lessico quotidiano, graduarlo, non dare moltissimi nuovi lemmi ma tenere sotto controllo.

Poi naturalmente gli argomenti che affrontano i libri devono chiaramente essere legati al vissuto del bambino o a momenti particolari dell'anno scolastico. La cosa interessante strettamente legata all'alfabetizzazione scritta è che durante la lettura ad alta voce i bambini sono particolarmente attenti al testo, ma sicuramente molto di più alle immagini quindi in un secondo momento verso i 5 anni chiaramente prestano più attenzione al testo scritto ma nella prima fase è l'apparato iconografico che ha la sua la prevalenza quindi vi è un primato delle illustrazioni.

Valutazione delle immagini

Chiaramente bisogna valutare anche le immagini perché chiaramente le immagini sono un elemento fondamentale per la comprensione del testo. I libri possono essere graduati in base all'età:

  • Prevalenza o meglio c'è solo un aspetto iconico
  • Una prevalenza iconica su quella scritta
  • Una prevalenza scritta su quella iconica

Chiaramente la coerenza/corrispondenza tra testo ed immagini è molto importante da valutare in base all’età dei bambini. L'importanza dell'ambiente dove si legge. Nella disposizione dell'aula, il creare degli spazi di lettura perché i bambini possano concentrarsi. Neuman e Roskos hanno dimostrato che il cambiamento del setting ha dato risultati diversi. Quindi prima non c'era molto spazio, non c'erano delle aree dedicate alla lettura. In un secondo momento invece la disposizione dello spazio teneva conto del ruolo della lettura e i risultati sono stati decisamente più soddisfacenti. Quindi creare all'interno dell'aula degli spazi che i bambini possano identificare come momento di lettura, momento di gioco, momento di canto. Su questo i due studiosi hanno svolto ricerche molto approfondite e i risultati sono stati molto interessanti.

Genere del libro

Qui l'insegnante ha una vastissima scelta, ormai la letteratura per l'infanzia ha messo a disposizione tantissimo materiale, in parte tradotto però, bisogna dire che il lavoro dei traduttori è stato decisamente positivo. Come generi testuali abbiamo:

  • Testi narrativi: che sono prevalenti, testi che fotografano chiaramente una serie di azioni in un lasso temporale;
  • Testi descrittivi/informativi: che chiaramente descrivono particolari elementi o determinati spazi. Questi sono i due generi testuali sui quali bisogna concentrarsi nella scuola dell'infanzia.

Per quanto riguarda la narrativa sicuramente la fiaba continua ad avere uno spazio molto più grande e molto vasto anche perché c'è questo schema iniziale: l'evento, la risposta, la progettazione, i tentativi, la soluzione. Ci sono stati soprattutto per questo Glenn e Scott nel testo dell'infanzia, l’articolo della Bertignon dà delle ottime indicazioni rispetto allo schema delle storie, alla differenza tra frame e script. Naturalmente la lettura delle fiabe fa sì che i bambini riescano a riconoscere questa struttura che si ripete e loro sono in grado di controllare il filo conduttore.

Abbiamo i libri a:

  • Narrativa forte: presentano una struttura della fiaba ma la presentano nella sua interezza quindi con una complessità testuale, l'utilizzo di connettivi. Esempio di narrativa forte è Nicola Passaguai
  • Narrativa debole: che come già accennavo prima tengono conto dell'ordine temporale, quindi le azioni in successione una dopo l'altra e che naturalmente, dal punto di vista delle inferenze dei micro ragionamenti, non richiedono sforzi particolari. Esempio di narrativa debole: A più tardi → libro che parla del distacco dai genitori al mattino quando arrivano alla scuola dell'infanzia.

Ci sono poi i libri descrittivi che sono libri di divulgazione scientifica adattati ai bambini, quindi con frasi minime e moltissime illustrazioni. Alcuni esempi sono: “Teodoro coltiva fagioli”, “La coccinella”, “Da dove viene? Quindi come vedete, una letteratura per l'infanzia molto vasta. Questo “Teodoro coltiva fagioli” possiamo considerarlo un testo descrittivo ma ha anche qualcosa di espositivo perché c'è un tentativo di mostrare, mentre il testo descrittivo descrive e spiega, uno mostra e l'altro spiega. In questo libro abbiamo un inizio, quindi testo espositivo, che spiega come si semina e come cresce.

Poi possono esserci ad esempio questi testi “buchi e bruchi”, “10 dita alle mani 10 dita ai piedini”. “Buchi e bruchi” è molto utile anche per lo sviluppo della competenza fonologica di cui parleremo in un'altra lezione. Ci sono poi dei silent book dove parlano le immagini e quindi c'è un primo avvicinamento al libro, solo attraverso le immagini. Sono libri dal punto di vista di editing molto interessanti, fatti molto bene, che possono essere anche tranquillamente utilizzati per l’espressione orale. Quindi partire dal vocabolario che il bambino ha, dalla competenza morfosintattica che possiede e poi lentamente ampliare il lessico ed eventualmente intervenire in un secondo momento.

Per quanto riguarda le differenze di genere testuale chiaramente influenzano lo stile di lettura e sviluppano competenze diverse, questo è inevitabile. Di solito i bambini sono molto affascinati dal testo narrativo ma anche il testo descrittivo, quando introduce elementi come la botanica o gli animali, suscita un grande interesse.

L'importanza della lettura ad alta voce

Quello che è particolarmente importante quanto riguarda la lettura ad alta voce e che è strettamente legata all’emergent literacy, un termine inglese che viene definito come un insieme di abilità, conoscenze e attitudini precursori dello sviluppo delle forme convenzionali di lettura e scrittura, acquisite nel periodo prescolare. Definizione molto breve ma densa. In italiano è tradotto come alfabetizzazione emergente, una traduzione che forse non è perfettamente fedele al termine anglosassone.

Vediamo quali sono gli effetti di questa alfabetizzazione emergente che bisogna assolutamente curare nella scuola dell’infanzia. La necessità di decifrare i grafemi, questa abilità è propedeutica poi ad ogni operazione di decodifica dei bambini nei primi anni della scuola primaria. Quindi particolare attenzione, attraverso la lettura ad alta voce, ai fonemi e poi passaggio graduale ai grafemi. Lo sviluppo delle abilità di ascolto nella scuola dell’infanzia sono fondamentali per poi avere una buona competenza del testo scritto nella scuola primaria. Tutte le abilità della scuola dell’infanzia rispetto allo sviluppo della competenza orale sono veramente predittive per la comprensione del testo scritto nella primaria.

Le famiglie hanno un ruolo molto importante, il loro coinvolgimento nel processo di sviluppo della abilità di emergent literacy, incide maggiormente sul successo accademico degli allievi, rispetto al titolo di studio dei genitori o alla classe sociale di appartenenza. Vediamo quali sono gli elementi di alfabetizzazione emergente. Questo è lo studio di Whitehurst e Lonigan del 1998. La prima è la consapevolezza fonologica: usare, manipolare e sviluppare sensibilità verso i suoni della lingua (la capacità di individuare i fonemi, di distinguere le sillabe, di ripetere parole che non esistono, la divisione delle parole in suoni, nominare degli oggetti). La consapevolezza fonologica sarà il tema della prossima lezione, perché è importante da sviluppare soprattutto adesso in classe bilingue, in presenza di bambini che non hanno l’italiano con L1, quindi la necessità di lavorare su questi aspetti anche per superare problemi di distrazioni di fonemi.

Poi le abilità di espressione orale, anche in questo il ruolo della famiglia è molto importante. Poi il vocabolario e dunque l’insieme delle parole conosciute o meglio il bagaglio lessicale. Nel testo per la scuola dell’infanzia l’articolo di Teresina si sofferma su quante parole dovrebbero conoscono i bambini della scuola dell’infanzia. Chiaramente l’espressione orale ed il vocabolario sono poi strettamente collegate alla comprensione orale e dunque capacità di individuare una stringa sonora, di dare un significato a questa stringa e quindi comprenderla e interagire. Comprensione ed espressione orale: un altro aspetto è questo stretto legame tra lettura e scrittura e questo viene sottolineato quando i bambini fingono di leggere, non sapendo ancora quali sono le modalità canoniche. Naturalmente questo spinge verso la lingua scritta, un interesse particolare verso queste strane lettere che sono presenti nel libro letto da un adulto. Diventa quindi fondamentale, una prassi necessaria, far diventare la lettura quotidiana, affinché mettano in atto la consapevolezza → fonologica, sviluppino la comprensione orale legata all’espressione e gradualmente possano arricchire il vocabolario. Questo vuol dire avere consapevolezza delle forme e funzioni della lingua scritta, quindi le convenzioni di stampa, la conoscenza alfabetica e il riconoscimento stampa nell’ambiente.

Le attività che si possono svolgere per sviluppare questi elementi dell’alfabetizzazione emergente sono varie, ma lo strumento fondamentale che comprende tutti questi elementi di cui abbiamo parlato è la lettura ad alta voce. Lettura ad alta voce che mette strettamente in relazione l’oralità e la lingua scritta e naturalmente il lessico è trasversale. Grafemi e fonemi riescono ad intersecarsi soprattutto in un contesto di apprendimento.

I comportamenti del lettore e le opportunità di apprendimento

Quali sono i comportamenti del lettore e quali sono le opportunità di apprendimento? Anche queste sono delle indicazioni che derivano dal mondo anglosassone. Vedete come il docente riesce a focalizzare uno degli elementi della colonna di sinistra per dare opportunità di apprendimento diverse tutto questo attraverso la lettura ad alta voce. Che ruolo importante ha e quanti elementi ruotano attorno alla lettura ad alta voce. Durante la lettura ad alta voce ci sono delle interazioni che l'insegnante decide a priori.

Ci sono delle interazioni di Readiness oppure delle interazioni life-to-text. Bisognerà capire durante la programmazione quali interazioni predisporre o meglio prediligere. Poi ci sono degli stili di lettura di Dickinson e Smith nel loro testo del 1994. Hanno dato degli input interessanti.

  • Approccio co-costruttivo: durante la lettura ci sono delle interazioni, quindi possono esserci dei momenti in cui l'insegnante chiede “dove si trova questo personaggio? qual è il suo stato d’animo?” tutto questo per aiutare la comprensione del testo. L’interazione si concentra durante la lettura.
  • Approccio performance oriented: c’è un ampio dialogo prima della lettura, per sciogliere il nodo delle inferenze, poter fare previsioni, dare quelle parole chiave che potrebbero in un testo orale bloccare la comprensione del testo. Poi c’è la lettura da parte del docente e la conversazione continua dopo la lettura.
  • Approccio didattico interattivo: quindi si possono riprendere frasi del testo, si fanno delle domande. C’è un alto livello di controllo e coinvolgimento da parte del lettore. L'insegnante pone la domanda per verificare se il bambino è riuscito a comprendere il testo.

Quindi in base al modello di interazione e di stile che l'insegnante adotta, si possono sviluppare delle competenze diverse dagli allievi. Ogni stile di lettura è influenzato da fattori diversi come:

  • Conoscenze e competenze dell’insegnante
  • Età dei bambini
  • Numero di bambini che partecipano alla lettura
  • La tipologia di libro scelto, coinvolgimento nella trama
  • Conoscenza del libro da parte del docente
  • Abitudine alla lettura ad alta voce

Il consiglio è di leggere un testo più volte, nella prima lettura magari ci si concentra sulla trama, dopo si chiede chi è il personaggio ecc.. un coinvolgimento diretto e soprattutto non tarpare le ali al bambino quando lui chiede di leggere il libro una seconda volta.

Lezione 11: La consapevolezza fonologica

I bambini sono in grado, nel periodo prescolare, di manipolare la lingua e di comprendere che ci sono delle ricorrenze nelle sonorità che incontrano, grazie anche al fatto di essere immersi nel sistema fonologico dell'italiano poiché interagiscono, dialogano con le persone che li circondano e ascoltano anche quanto trasmesso dai media (quindi sono importanti il ruolo dei cartoni animati e della televisione).

“Consapevolezza fonologica” è costituito da due parole: consapevolezza riguarda l'insieme delle conoscenze, delle abilità, ma anche delle sensazioni che i bambini sviluppano grazie al contatto con la lingua che ha inizio nella primissima infanzia; fonologica indica che si pone attenzione alla struttura della lingua indipendentemente dal significato stesso della parola e del contesto, per cui l'attenzione alla sonorità della lingua, l'attenzione a fonemi. È sicuramente una consapevolezza importantissima che bisogna sviluppare nella scuola dell'infanzia. È una componente dell’alfabetizzazione emergente e può essere considerata come l'insieme di abilità, conoscenze e attitudini che, in qualche modo, precedono lo sviluppo delle forme convenzionali di lettura, scrittura acquisite nell'età prescolare.

  • Le componenti dell’alfabetizzazione emergente sono:
  • La consapevolezza fonologica
  • Le abilità di espressione orale
  • Il vocabolario
  • L’emergente che ha a che fare con la lettura e la scrittura perché la consapevolezza fonologica è condizione indispensabile per leggere e scrivere
  • Attenzione e motivazione verso la lingua scritta

Per quanto riguarda la consapevolezza fonologica ci atteniamo molto alle indicazioni bibliografiche del mondo anglosassone. Dopo aver fatto il distinguo tra consapevolezza e fonologica, possiamo definire la consapevolezza fonologica come il saper usare e manipolare i suoni della lingua sviluppando nei confronti di questi una certa sensibilità. Che cosa significa quando si parla di sensibilità? Vuol dire capacità di distinguerli, di sostituirli, di manipolarli, quindi c’è un passaggio graduale: li individuo, li sostituisco, li manipolo.

La consapevolezza fonologica si sviluppa in età precoce ed è per questo che diventa indispensabile, soprattutto nella scuola dell'infanzia, lavorare con questa competenza dai 3 anni. Di solito, nella scuola dell'infanzia si fanno attività di riflessione sulla consapevolezza fonologica a partire dai 5 anni. È però necessario anticipare queste attività perché i bambini, se stimolati adeguatamente, rispondono molto bene a questo tipo di attività. Chiaramente anche l’ambiente familiare ricco di stimoli aiuta a sviluppare la consapevolezza fonologica perché il bambino è esposto a un vocabolario più alto di registro e con parole che non appartengono alla quotidianità, le quali possono essere magari interpretate in modo diverso (esempio preso da Piaget: spesso i bambini invece di capire bellino lo interpretano come fratellino. In questo caso la sensibilità podologica c'è, ovvero c’è una loro rielaborazione però c'è anche un’attenzione all'aspetto fonologico).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

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