Estratto del documento

Economia politica 27/09/2021

Domanda e offerta di mercato – Elementi fondamentali

L’equilibrio di mercato è l’equilibrio tra domanda e offerta. Quando noi domandiamo i beni, vuol dire che siamo disposti ad acquistarli. Se offriamo i beni, vuol dire che siamo disposti a produrli. Quindi: domanda = consumatori, offerta = impresa. La domanda la vedremo come una funzione lineare. I mercati sono influenzati da molteplici fattori che influiscono tra domanda e offerta, questo significa che può dar luogo ad equilibri diversi.

Funzione di domanda

La funzione di domanda è definibile anche come “scheda di domanda”. La funzione di domanda si basa su un principio fondamentale, che è la legge fondamentale della domanda, che dice che la quantità acquistata di un bene dipende dal suo prezzo in maniera inversa/indiretta/negativa (minore è il prezzo di un bene, maggiore è la quantità di beni che i consumatori sono disposti ad acquistare). Non sono le uniche due variabili considerabili, poiché ci sono altri fattori che possono incidere, come per esempio: spesa massima che posso fare, preferenze.

Per essere più precisi, possiamo dire che esiste una specifica relazione (coeteris paribus: a parità di altre condizioni) tra prezzo di un bene e quantità che di quel bene sono disposto ad acquistare. Quando parliamo di domanda, la funzione è sempre decrescente. Nell’asse delle ascisse inseriamo la quantità, mentre nell’asse delle ordinate inseriamo il prezzo. Quindi abbiamo visto una funzione a cui isoliamo due parametri: prezzo e quantità. Possiamo distinguere la domanda individuale da quella globale di mercato che è la somma di tutte le domande individuali. La funzione di domanda di mercato si ottiene dalla somma di tutte le domande individuali, tenendo fisso il livello di prezzo.

Vedi grafico su quaderno

Domanda e offerta di mercato

Quando andiamo a considerare la funzione di domanda la possiamo considerare per il singolo individuo (c.d. funzione di domanda individuale) o per l’intero mercato (c.d. funzione di domanda di mercato). Per calcolare la funzione di domanda di mercato si fa la somma delle funzioni di domanda individuali con prezzo fisso. Questo tipo di somma si chiama “somma orizzontale”.

Ora teniamo fermo il livello di prezzo e vediamo quali sono gli altri elementi che vanno ad incidere sulla domanda. Questi elementi sono:

  • Reddito dei consumatori più siamo ricchi più consumiamo: c’è una relazione positiva.
  • Dimensioni del mercato c’è una relazione positiva.
  • Gusti e preferenze del consumatore la relazione dipende da ciascun individuo.
  • Influenze particolari (es. condizioni ambientali).
  • Beni correlati i beni correlati al bene che voglio acquistare possono influenzare la quantità del bene che sto acquistando indipendentemente dal suo prezzo. Ci sono due tipologie di beni correlati:
    • Complementari
    • Succedanei: beni che uso in alternativa al bene che sto considerando. Se il prezzo di un bene correlato al bene che sto considerando varia, a parità del prezzo del bene che sto considerando è probabile che cambierà anche la mia disponibilità ad acquistare quel bene.

Tutti questi fattori si chiamano “determinanti della domanda”.

Vedi grafico 1 nel quaderno

Cose da sapere:

  • Se aumenta il reddito, la funzione di domanda trasla, cioè si sposta parallelamente a sé stessa verso l’alto. Il che significa che per ogni dato livello di prezzo, il consumatore acquista una maggiore quantità di domanda.
  • Se diminuisce il reddito, la funzione di domanda trasla, cioè si sposta parallelamente a sé stessa verso il basso. Il che significa che per ogni dato livello di prezzo, il consumatore acquista una minore quantità di domanda.

Questo significa che lungo la stessa funzione io leggerò sempre che all’aumentare del prezzo diminuisce la domanda e viceversa; mentre se io passo da una funzione ad un’altra (da D a D’), per ogni dato livello di prezzo il consumatore è disposto ad acquistare una maggiore o minore quantità di prodotto.

Vedi grafico 2 nel quaderno

Vedi grafico 3 nel quaderno

Lo stesso ragionamento di quello sopra si ha anche con i beni complementari. Per trovare la funzione di mercato va fatta la somma orizzontale delle domande individuali. Fare la somma orizzontale significa scegliere un dato livello di prezzo e si va a vedere lungo la funzione di domanda di ciascuno quant’è la quantità che quel ciascuno consuma. La somma si chiama “orizzontale” poiché, la variabile principale è il livello di prezzo e poi si va a guardare la quantità di ciascuno riconducendola al dato livello di prezzo. Quindi l’orizzontalità è data dal fatto che si guarda la quantità di ciascuno per ogni dato livello di prezzo, che è la variabile orizzontale.

ATTENZIONE: non vanno confusi gli spostamenti sulle curve con lo spostamento delle curve: la variazione della domanda dipende o da una variazione delle determinanti o da una variazione del livello di prezzo. Lungo la funzione leggo variazioni di quantità in relazione al prezzo, mentre se la funzione si sposta c’è una variazione di quantità.

Scheda di offerta

Mentre la funzione di domanda ha a che fare con il comportamento del consumatore, la scheda di offerta ha a che fare con la teoria dell’impresa, pertanto questa funzione va a spiegare quali sono le condizioni alle quali le aziende producono e vendono i loro prodotti. La funzione di offerta mette in relazione la quantità offerta e venduta e il livello di prezzo di mercato (coeteris paribus). L’offerta mette in relazione queste due quantità in maniera positiva, a differenza della domanda. Nel grafico, quindi, si vedrà una funzione crescente.

Anche per l’offerta possiamo avere un’offerta sia della singola impresa, sia del mercato. L’offerta, in economia, si segnala nei grafici con la lettera “S”, poiché in inglese offerta si dice “supply”. Lungo la funzione vediamo solo che per livelli crescenti di prezzo, si hanno livelli crescenti di quantità che le imprese sono disposte a produrre (coeteris paribus).

Sicuramente vi sono, però, degli elementi che possono influenzare l’offerta, come:

  • Prezzi dei fattori produttivi
  • Progresso tecnologico
  • Politiche governative
  • Influenze particolari
  • Prezzi dei beni correlati

In generale, la funzione di offerta mette in relazione crescente il prezzo di un bene di mercato e la quantità che l’azienda è disposta a produrne. La funzione di offerta, a fronte della variazione di uno di questi fattori determinanti, traslerà nel piano come la funzione di domanda. Quando la disponibilità a produrre delle imprese aumenta, la funzione trasla verso il basso; quando la disponibilità a produrre delle imprese diminuisce, la funzione trasla verso il basso.

Vedi grafico sul quaderno

Equilibrio di mercato

Domanda e offerta interagiscono per produrre l’equilibrio di mercato. Quando parliamo di equilibrio le variabili si indicano con (P*, Q*) e questo significa che esiste un certo livello di prezzo di equilibrio, in corrispondenza del quale la quantità domandata è uguale alla quantità offerta. Sono le variazioni del prezzo a consentire l’incontro tra domanda e offerta. La flessibilità del prezzo è fondamentale per equilibrare il mercato. Equilibrio di mercato = coincidenza tra domanda e offerta.

Vedi grafico sul quaderno

Quando si è in equilibrio, non vi è la tendenza al ribasso o al rialzo del prezzo. Con il prezzo di equilibrio di mercato sia produttori sia consumatori sono soddisfatti.

Esercizi di statica comparata

Si chiamano così, poiché c’è uno spostamento che crea una nuova situazione e comparata con la precedente ci mostra cosa è successo. Il modo più corretto per risolvere questi esercizi è:

  • Capire il cambiamento intervenuto su quale delle due funzioni ha avuto effetto
  • Capire come è fatta la funzione
  • Come si è modificato l’equilibrio rispetto a quello precedente = che effetto c’è stato sul prezzo e sulla quantità

I cambiamenti di fattori diversi dal prezzo di un bene, se influiscono sulla quantità offerta creano variazioni e spostamenti della domanda di offerta che, per ciascun livello di prezzo, può aumentare o diminuire.

Vedi esempi sul quaderno

Quando entrambe le funzioni si spostano abbiamo 4 casi: questo effetto dipende dal fatto che quando la domanda aumenta o diminuisce, quantità e prezzo seguono la direzione dello spostamento della funzione. Quando cambia l’offerta, la quantità segue lo spostamento della funzione, mentre il prezzo reagisce in maniera opposta (l’offerta si riduce e il prezzo aumenta e viceversa). Quando domanda e offerta si muovono in senso opposto l’effetto sulla quantità è ambiguo.

Elasticità di domanda e offerta

In che misura la domanda e l’offerta rispondono alle variazioni di prezzo? L’elasticità è determinata dal rapporto quantitativo tra prezzo e quantità acquistata. Elasticità della domanda può essere in relazione:

  • Al proprio prezzo
  • Incrociata
  • Al reddito
  • All’elasticità dell’offerta

Vedi esempio sul quaderno

L’elasticità misura la sensibilità della domanda alle variazioni di prezzo, quindi mi consente di misurare di quanto varia la domanda rispetto alle variazioni di prezzo. Molto spesso siamo interessati a conoscere la sensibilità con cui le vendite crescono o diminuiscono in relazione a un cambiamento di prezzo. Diverse reazioni:

  • Incremento del prezzo del 30% dei cellulari può far diminuire la domanda del 70%: la domanda è elastica.
  • Incremento del prezzo del 50% della benzina può far diminuire la domanda del 10%: la domanda è rigida.

Questo si verifica perché quei beni che reagiscono poco rispetto alle variazioni di prezzo, quindi quelli che hanno una domanda rigida, sono i beni di prima necessità e sono imprescindibili; mentre, i beni che reagiscono molto rispetto alle variazioni di prezzo sono quei beni c.d. “di lusso”. Una domanda rigida si ha anche quando questi beni incidono sulla spesa in misura poco importante (es. il prezzo del sale).

Definizione formale di elasticità

L’elasticità della domanda rispetto al prezzo è il rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo. La sensibilità della domanda rispetto alle variazioni di prezzo può rientrare in due grandi categorie:

  • Elastica: significa che la variazione percentuale della quantità è maggiore della variazione percentuale del prezzo (il numeratore è maggiore del denominatore).
  • Rigida: significa che la variazione percentuale della quantità è minore della variazione percentuale del prezzo (il numeratore è inferiore al denominatore).

Coefficiente di elasticità

Il coefficiente di elasticità è la misura numerica della risposta relativa della quantità al cambiamento del prezzo. La formula generale per calcolare il coefficiente di elasticità è:

e(d) = deltaQ/Q deltaP/P vedi grafici sul quaderno

Elasticità della domanda rispetto al reddito

Ci dice, a fronte di una certa variazione per un individuo del suo reddito, la sua disponibilità ad acquistare una certa quantità di prodotto. Nella formula del coefficiente al numeratore c’è la quantità, al denominatore il reddito.

Il surplus del consumatore

Lungo la funzione di domanda (funzione che mette in relazione prezzo e quantità in maniera inversa), si riesce a leggere la disponibilità del consumatore ad acquistare una certa quantità di bene per un certo livello di prezzo. Quando abbiamo visto l’equilibrio di mercato abbiamo detto che laddove la domanda si incontra con l’offerta abbiamo l’equilibrio di mercato. Supponiamo che il mercato sia in equilibrio per un certo prodotto. Andando a ragionare sul livello di prezzo di mercato (P*), vediamo che lungo la funzione leggo le disponibilità all’acquisto di un consumatore per un determinato livello di prezzo.

Il surplus del consumatore è la differenza tra ciò che il consumatore era disposto a spendere per entrare in possesso di una certa quantità di prodotto e ciò che effettivamente spende. È una sorta di risparmio. A livello grafico il surplus del consumatore è l’area compresa tra la funzione di domanda e la linea del livello di prezzo di mercato. Se il prezzo di mercato sale, l’area si riduce, quindi il risparmio si assottiglia.

Vedi grafico sul quaderno

Surplus del produttore

È l’area compresa tra la linea del prezzo di mercato e la funzione di offerta. Lungo la funzione di offerta noi leggiamo la disponibilità del produttore a produrre in corrispondenza di un dato livello di prezzo. È la differenza tra ciò che era disposto a produrre per un dato livello di prezzo e quello a cui effettivamente produce.

Vedi esempi sul quaderno

Statica comparata e elasticità dell’offerta

Vediamo come funzioni di domanda o offerta relativamente rigide possono avere un impatto sull’equilibrio di mercato. Un’offerta più elastica, a parità di variazione di prezzo, fa aumentare la quantità offerta in misura maggiore rispetto ad una funzione meno elastica/più rigida. La differenza tra una funzione più elastica e una più rigida è che un aumento di offerta rispetto alla variazione di prezzo, nel nuovo equilibrio, è maggiore rispetto alla variazione che avrei se l’offerta fosse più rigida. La stessa cosa è replicabile anche nel caso di funzione di domanda. Si avrà lo stesso risultato che ci si aspetta, però più o meno accentuato a seconda che la funzione che sto considerando sia più o meno elastica.

Se la funzione di offerta fosse perfettamente rigida, un aumento della quantità domandata si ripercuote sul prezzo (si ha solo un aumento di prezzo e la quantità rimane la stessa, perché l’offerta non si adegua alla domanda); viceversa per una funzione perfettamente elastica, un aumento del prezzo si ripercuote sulla quantità che aumenta mentre il prezzo rimane invariato. Quindi a seconda che i grafici siano più o meno elastici l’equilibrio può variare, l’elasticità incide sull’entità della variazione.

Equilibrio del consumatore

Scarsità delle risorse

Una risorsa è scarsa quando sussistono due condizioni:

  • Deve essere una risorsa utile a qualcuno
  • È disponibile in quantità ridotta rispetto alla necessità che c’è della risorsa stessa

Quindi, quando parliamo di qualcosa di scarso parliamo di un bene voluto e non disponibile in quantità sufficiente rispetto al fabbisogno che dovrebbe soddisfare. Questo concetto è importante per definire l’equilibrio del consumatore poiché questo si basa su uno schema preciso: il consumatore dovrà effettuare una scelta che ha a che fare con il fatto di voler uscire da questa scelta più soddisfatto possibile compatibilmente con le risorse che ho a disposizione per effettuare questa scelta. Il problema del consumatore si risolve in 3 step:

  1. Definire l’insieme delle sue possibilità, ossia cosa può acquistare (c.d. vincolo di bilancio)
  2. Definire le sue preferenze, ossia cosa gli piace consumare
  3. Combinando cosa può acquistare con cosa gli piace consumare, determineremo cosa sceglie, ossia rileveremo il problema di scelta del consumatore.

Questo schema si applica bene anche all’impresa.

Vincolo di bilancio

Esempio: una somma di denaro data (200 euro) va spesa (tutta) nell’acquisto di due beni, libri (1) e cibo (2) i cui prezzi siano dati (10 e 20 euro). Come viene distribuita la somma?

  1. Comprando solo libri: indichiamo il numero di libri col simbolo x1; otteniamo x1 = 200/10 = 20.
  2. Comprando solo cibo: indichiamo il numero di pasti col simbolo x2; otteniamo x2 = 200/20 = 10.
  3. Comprando un po’ di libri e un po’ di cibo. I casi x1 = 20 e x2 = 0 e x1 = 0 e x2 = 10 rappresentano le situazioni limite.

Come possiamo rappresentare i casi intermedi? Calcolare un singolo caso intermedio è facile:

  • Si fissa la quantità di un bene (non superiore a quella massima)
  • Si calcola la spesa corrispondente
  • Si ottiene la spesa per l’altro bene per differenza
  • Se ne calcola la quantità

C’è una formula generale per calcolare tutti i casi? Sì: 10 X1 + 20 X2 = 200. La spesa per i libri e quella per i pasti non può superare la somma disponibile per la spesa. Questa formula può essere resa ancora più generale: p1q1 + p2q2 = M (reddito).

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 27
Appunti corso di Economia politica Pag. 1 Appunti corso di Economia politica Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Economia politica Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Economia politica Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Economia politica Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Economia politica Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti corso di Economia politica Pag. 26
1 su 27
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nicole210 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Teobaldelli Desireè.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community