Diritto dell'UE
Diritto internazionale pubblico e diritto internazionale privato
Il diritto internazionale pubblico si differenzia dal diritto internazionale privato in quanto quest’ultimo nasce come diritto statale, detto anche interno, di cui ogni stato si dota e che si occupa specificamente di rapporti tra soggetti privati che hanno un carattere/natura internazionale, transnazionale. Regola fattispecie dotate di internazionalità tra privati.
Esempi:
- Divorzio/matrimonio tra due soggetti, uno dei quali non è italiano.
- Un’azienda italiana che vende i suoi prodotti ad una straniera.
‘Ubi societas ibi ius’: dove c’è società c’è diritto, dove c’è diritto c’è società. Serve a:
- Capire quale legge bisogna applicare.
- Qual è il giudice competente, la giurisdizione.
- Disciplina le modalità con le quali una sentenza emessa da un giudice straniero può essere riconosciuta nello stato.
Diritto internazionale pubblico
Il diritto internazionale pubblico regola rapporti tra soggetti pubblici, cioè statali. Disciplina, in primo luogo, i rapporti tra gli stati. Sono gli stati ad essere soggetti delle norme di diritto internazionale pubblico. La società di riferimento è la comunità degli stati, cioè la comunità internazionale. È un ordinamento giuridico del diritto internazionale pubblico.
I destinatari del diritto interno sono i soggetti, ovvero i titolari di situazioni giuridiche attive/passive con capacità giuridica, quindi le persone fisiche e le persone giuridiche. La finalità è la base della costituzione di una persona giuridica/organizzazione internazionale, che può essere anche lucrativa.
Anche nel diritto internazionale abbiamo 2 tipi di soggetti destinatari:
- Soggetti individuali: singoli stati.
- Soggetti collettivi: organizzazioni internazionali come ONU, UNESCO. Deve essere governativa, nata sulla base di un accordo internazionale concluso tra stato, e non tra privati. Dopo essere diventate soggetto di diritti, possono a loro volta concludere altri accordi internazionali con altre organizzazioni o altri stati (la FAO, l’OMS, sono legate all’ONU come loro agenzie. Questo legame nasce da un collegamento di collaborazione attraverso accordi internazionali).
Fonti del diritto internazionale
Le fonti (atti-fatti idonei a produrre norme giuridiche) del diritto internazionale sono:
- Consuetudini internazionali (molto vincolanti).
- Accordi, trattati, convenzioni, patti, che hanno molti sinonimi come accordo istitutivo di organizzazione internazionale, contratto/statuto (funzionamento, finalità dell’organizzazione). Alcuni di questi vengono appunto chiamati statuti.
Esempio: Trattato CETA: accordo concluso tra l’UE e il Canada. Accordo di libero scambio commerciale.
Organizzazione delle Nazioni Unite
Nata nel 1945 con la Carta delle Nazioni Unite (accordo internazionale firmato da 51 stati membri fondatori, a cui si sono aggiunti tanti altri fino ad arrivare a 200). Abbiamo sempre un preambolo con le motivazioni e le finalità per cui si è creata l’organizzazione. È poi elencata nello statuto la sua struttura.
All’interno degli accordi istitutivi, sono previste le modalità con cui si può recedere dall’organizzazione attraverso la denuncia del trattato, con conseguente nuovo trattato/entrata a far parte di uno già esistente. Esempio: la Brexit: accordo internazionale con il quale lo stato conclude il recesso dall’organizzazione di cui prima faceva parte.
Consiglio d'Europa (CdE)
Nato sulla base di un accordo internazionale, il Trattato di Londra del 1949. La sua fonte più importante è la CEDU del 1950. È un’organizzazione autonoma, diversa dall’UE. Si occupa solo di diritti fondamentali umani, non tratta materie economiche, politiche. Ne fanno parte 48 stati (es. San Marino fa parte del CdE ma non dell’UE). È nato con lo scopo esclusivo di tutelare i diritti fondamentali e inviolabili della persona.
Organi e istituzioni
Organi e istituzioni che appartengono a 3 diverse organizzazioni internazionali (nati con 3 accordi istitutivi distinti): Unione Europea, Organizzazione delle Nazioni Unite, Consiglio d’Europa. Ognuna di queste organizzazioni è composta da organi, solitamente:
- Un organo legislativo/deliberativo;
- Un organo esecutivo/di attuazione;
- Un organo giudiziario/tribunale.
Organi giudiziari
- Corte di giustizia (UE): ha sede a Lussemburgo. Si occupa di vigilare sul rispetto delle fonti del diritto/delle norme giuridiche prodotte dalle fonti di quella organizzazione.
- Corte internazionale di giustizia (ONU): ha sede all’Aja. Si occupa delle consuetudini internazionali/norme violate dagli stati. Ha una competenza limitata agli illeciti internazionali commessi dagli stati. Stato vs Stato.
- Corte Europea dei diritti dell’uomo (CdE): ha sede a Strasburgo. Si occupa di pronunciarsi sulle violazioni delle fonti del consiglio d’Europa, in particolare la CEDU (convenzione conclusa tra gli stati del consiglio d’Europa che contiene un catalogo dei diritti umani fondamentali). Ci si può rivolgere anche come persone fisiche, molto spesso si tratta di ricorsi che un cittadino, persona fisica, lamenta nei confronti del proprio stato di appartenenza. La corte punisce quindi gli stati del CdE per aver violato i diritti fondamentali dei propri cittadini, ma non può mai punire gli individui. Persone fisiche vs Stato.
- Corte penale internazionale (non ha a che vedere con l’UE): ha sede all’Aja. È stata fondata in modo permanente con un accordo internazionale tra stati, e si occupa di giudicare le violazioni commesse nell’ambito di crimini contro l’umanità, ha una funzione penalistica. A contrario delle altre, non giudica le violazioni commesse dagli stati, ma crimini così gravi da essere considerati crimini contro l’umanità commessi dalle persone fisiche.
Istituzioni dell'Unione Europea
Unione Europea (UE): è nata con l’esclusivo scopo di occuparsi di economia e commercio. Ora ha competenza anche per i diritti fondamentali, ma è in realtà nata con prospettive diverse.
- Consiglio dell’Unione Europea: istituzione interna all’Unione Europea. È chiamato anche: Consiglio o Consiglio dei Ministri. Condivide con il parlamento europeo la funzione legislativa e di bilancio. A seconda del tema della riunione, partecipano i ministri degli stati membri competenti per quella materia.
- Consiglio Europeo: è un’istituzione dell’Unione Europea che non si occupa di legislazione, ma si occupa di stabilire le priorità politiche dell’UE. Non può MAI emettere atti legislativi. Ne fanno parte i capi di stati e capi di governo, ovvero i vertici statali che, per prendere decisioni a livello europeo, emettono dei documenti politici.
Ogni stato ha un potere originario, la sovranità (caratteristica intrinseca) che possono gestire in modo autonomo ed indipendente. Ad esempio, l’impossibilità di entrare nel loro dominio da parte di un altro stato. Possono però cedere una parte di questa sovranità aderendo alle organizzazioni internazionali. Gli stati, come attribuiscono le competenze, possono a loro volta riprendersele (Brexit).
Competenze attribuite delle organizzazioni che esercitano le competenze attribuite dagli stati, solo queste possono essere oggetto dell’organizzazione, non possono occuparsi di questioni di ambiti di competenza non attribuiti dagli stati. Lo strumento per attribuire le competenze è il trattato (accordo internazionale).
Trattato istitutivo della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA)
Lo hanno concluso gli Stati ed è stato firmato il 18 aprile 1951 a Parigi.
Preambolo: Non ci sono ancora degli articoli, ma è una spiegazione introduttiva, non ha valore dispositivo, è un supporto interpretativo per chiarire il contesto, modalità, finalità che hanno ispirato gli stati firmatari. I soggetti sono: il Presidente della Repubblica federale di Germania (persona fisica con rappresentanza organica + il suo stato di appartenenza); il Principe del Belgio; il Presidente della Repubblica Francese; il Presidente della Repubblica Italiana; la Duchessa di Lussemburgo; la Regina dell’Olanda. Si parla di spirito europeo, pace globale, creazione di una comunità economica e commerciale. Plenipotenziari: coloro che hanno i pieni poteri, ovvero un documento, mandato, grazie al quale un soggetto privato è delegato dal suo stato di appartenenza a porre in essere accordi internazionali vincolanti per esso. Possono essere ad esempio i ministri o il capo del governo. In questo caso sono: Adenauer; Van Zeeland e Meurice; Schuman; Forza; Bech.
Le finalità:
- Art 1: Circoscrizione a livello della merce (carbone acciaio). Si parla di un mercato comune, vocazione commerciale.
- Art 2: Contribuire all’espansione economica, sviluppo dell’impiego, miglioramento del benessere economico. Nel 1951 l’economia europea era basata sul commercio del carbone e dell’acciaio.
- Art 3: Le istituzioni devono: assicurarsi il comune mercato; che i consumatori (tutti i cittadini di tutti gli stati aderenti) siano nella medesima situazione senza essere discriminati in ragione della loro cittadinanza; favorire l’attività imprenditoriale ed economica; migliorare la qualità del lavoro.
- Art 4: Cosa gli stati si impongono di non fare: apporre i dazi doganali, in particolare per il carbone e acciaio; fare scelte discriminatorie; aiutare le proprie imprese per non rendere un’azienda nazionale più potente sul mercato rispetto alle altre (inizialmente solo per carbone e acciaio, poi esteso a tutta l’economia); pratiche restrittive per ridurre i mercati.
- Art 6: Questa organizzazione ha personalità giuridica internazionale, può concludere accordi internazionali.
Le istituzioni
Art 7: Nel 1951 erano solo 4: alta autorità (oggi è la Commissione Europea, esecutivo), assemblea comune (oggi il Parlamento Europeo, legislativo), consiglio speciale composto da ministri (oggi il Consiglio dell’UE), corte di giustizia. Oggi sono diventate 7. Principi basilari Coordinamento dei mezzi di produzione. Stabilità dei prezzi, attribuita alla Banca Centrale Europea.
Art 65: Accordi e concentrazioni vietati tra imprese destinati a fissare una soglia di prezzo per lucrare di più. Non agevola la libera concorrenza. Libera circolazione dei lavoratori, e delle merci (succursali e agenzie per aprire il mercato anche a un altro stato).
Disposizioni finali
Il trattato deve essere ratificato, ogni stato deve ratificarlo secondo le proprie procedure affinché entri in vigore, e deve essere depositato negli archivi della Repubblica Francese. I plenipotenziari hanno apposto le loro firme e timbri alla fine del trattato.
L’esperimento della CECA (prima organizzazione europea con questi titoli) è riuscito, ha apportato una crescita economica corretta di tutti gli stati partecipanti. Così nel 1957 a Roma sono stati firmati i Trattati di Roma: Trattato Istitutivo della Comunità Economica Europea (CEE) e il Trattato istituivo della comunità europea per l’energia atomica (EURATOM).
CEE
Trattato di Roma (diventato ora il TFUE). Ora la versione iniziale è stata stravolta a causa di modifiche apportate nei vari anni.
Preambolo: Gli stati facenti parte sono Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi. Lo hanno firmato gli stessi stati della CECA. Riferimento al mercato comune, ma manca la limitazione delle azioni dei settori di competenza al solo settore del carbone e dell’acciaio. Tutte le regole, e anche alcune nuove, che erano prima limitate al carbone e acciaio con la ceca, sono estese a tutti i settori dell’economia e commercio. Apertura totale a tutte le attività economiche. Gli strumenti utilizzati per arrivare alle finalità che vogliono ottenere sono gli stessi della ceca.
Organi
Gli organi sono: assemblea, consiglio, commissione, corte di giustizia. Settori che decide di affrontare: unione doganale; mercato comune dell’agricoltura; libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali. Divieto di: pratiche di dumping; aiuti concessi dagli stati. Miglioramento delle condizioni di lavoro e dei diritti funzionali all’economia.
EURATOM
I principi, istituzioni, regole, idee alla base della CECA limitate al carbone e acciaio sono estese a tutti i settori dell’economia, in particolare all’energia atomica. L’importanza e i rischi dell’energia nucleare hanno indotto gli stati di quei tempi a creare questo accordo. Il nucleare era ritenuto una risorsa fondamentale. Si voleva investire in modo coordinato in tecnologie e sicurezze per incrementare le industrie nucleari.
Trattato di Maastricht
Scritto nel 1992. La prima cosa da notare è l’aumento degli stati che fanno parte della comunità. Si tratta di un trattato sull’UE, si passa da una visione economica all’UE. Si perde quella dimensione puramente economica dell’UE, questo non vuol dire che vengano eliminate le precedenti comunità, ma l’UE si affianca ad esse. Il numero di stati membri aumenta e dobbiamo tenere in considerazione che si tratta di un trattato istitutivo di un’organizzazione internazionale, quindi si tratta di un trattato attraverso il quale gli stati cedono porzioni di sovranità all’organizzazione.
Preambolo: vengono individuati ambiti che prima non facevano parte dell’organizzazione, come per esempio, la cittadinanza comune a tutti i cittadini di tutti gli stati membri dell’organizzazione internazionale. Questo ha un valore significativo per sottolineare le aspirazioni federalistiche alle quali si ispira l’UE. Abbiamo una parte introduttiva nelle disposizioni comuni che viene prima rispetto al contenuto normativo del trattato per significare l’estrema importanza di questo cambiamento di prospettiva. Si va a formare un’architettura dell’UE descritta da molti come quella del tempio greco, che prevede come base le istituzioni europee, nei 3 pilastri abbiamo:
- Questioni economico monetarie e politiche finanziarie governate dalle istituzioni secondo il metodo comunitario, significa che le istituzioni di individui hanno un’incisività maggiore.
- PESC = politica estera e sicurezza comune
- Giustizia e affari interni (GAI)
In questi ultimi due il metodo di lavoro è il metodo intergovernativo, in cui hanno un ruolo importante le istituzioni di governo, cioè che hanno una partecipazione di soggetti in rappresentanza dal proprio stato di appartenenza. Questo tempio come parte superiore ha la cittadinanza europea, introdotta con questo trattato. La cittadinanza europea, proprio come la cittadinanza nazionale, è uno status soggettivo al quale è ricollegata l’idoneità ad essere titolari di diritti e doveri. Si dice che la cittadinanza europea non sostituisce la cittadinanza nazionale, ma si affianca ad essa. La perdita della cittadinanza di uno stato membro comporta anche la perdita della cittadinanza europea. In quest’ottica si sviluppa il passaggio a competenze superiori rispetto a quelle che precedentemente aveva la CEE.
Articolo F, secondo paragrafo: L’Unione rispetta i diritti fondamentali quali sono garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, e quali risultano dalle tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri, in quanto principi generali del diritto comunitario. La CEDU è una fonte del consiglio d’Europa, che è separato dall’UE, ma nulla vieta agli stati di richiamare una fonte esterna prendendola come se fosse propria. L’UE, volendo disporre di un catalogo dei diritti fondamentali, ma non avendone uno proprio, ha sentito la necessità di dotarsi di uno di questi compiendo un rinvio a un catalogo già esistente, cioè quello della CEDU.
Articolo G: viene eliminato l’aggettivo “economica”, si parla solo di comunità europea; poiché non c’è più la limitazione alle competenze economiche. Titolo III: si è andati a modificare precedenti disposizioni dei trattati, abbiamo un’evoluzione dei trattati (trattati successivi che si aggiungono e modificano i precedenti).
Tra le innovazioni vanno ricordate: cittadinanza europea, mercato unico europeo, moneta comune, viene introdotta la corte dei conti per garantire un controllo contabile di bilancio, viene introdotta la codecisione (procedura legislativa che consente di approvare atti legislativi dell’UE, attribuendo pari poteri tra parlamento e consiglio).
Trattato di Amsterdam
Scritto nel 1997. Si ha un primo riferimento allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia che sono fattori che dimostrano il proseguimento del cammino avviato dal trattato di Maastricht. Sono caratteristiche che vanno ad assumere importanza attraverso delle esplicite attribuzioni di competenza da parte degli stati anche in questi settori. Si implementano gli elementi della politica estera e della sicurezza comune, quindi vengono arricchite le competenze dell’UE in materia di politica estera. C’è un inserimento nuovo delle...
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