Cora Perl, il piatto del giorno
1835?-1886
Ogni mattina andava a messa e la sera leggeva i classici alla nonna. Una sera, però, un anziano commerciante la portò in un pub, le parlò di gioielli, la ubriacò e la sverginò. La mattina appena sveglia trovò solo i soldi sul comò.
Il passato di Eliza Emma Crouch
Eliza Emma Crouch era figlia di un professore di musica, rovinato e abbandonato dalla famiglia. Morto, l'ostilità verso una nuova vita in America. La madre aveva detto ai suoi figli che era l'amante della donna, le era costata 8 anni in collegio in Francia. Anche se non aveva imparato bene il francese, rimase legata alla nazione e, tornata in Inghilterra, era stata affidata alla nonna.
Una nuova vita a Parigi
Prese in affitto una stanza e iniziò a prostituirsi. Diventò l'amante del figlio del proprietario di una taverna che, innamorato di lei, la portò a Parigi. Emma spese rapidamente il denaro dell’accompagnatore e si rifiutò di tornare in Inghilterra.
Soubise, un’ex mantenuta invecchiata, le affittò i vestiti e i gioielli e le spiegò i trucchi per sedurre le vittime. Nestor Roqueplan fu la sua prima conquista parigina e suo abile consigliere: "Tu riuscirai soprattutto per il tuo accento e i capelli carota, Parigi ama le stranezze".
Conquiste e successi
Fu lui a presentarle il secondo amante, il duca de Massena, che perse la testa per la rabbia quando scoprì di condividerla con un diciassettenne, il principe Murat. Perl si fece regalare un cavallo, il primo di una lunga serie; nel giro di 5 anni le sue scuderie ne contenevano 60.
Si interessò a lei anche il fratellastro dell’imperatore, il duca di Morny, malato di tisi e dedito alla dissipatezza. Quando ormai era sazio della cortigiana, si divertì a incuriosire su di lei l’eminentefratellastro con il quale Cora ebbe vari incontri, 4 massimo. Alla lista delle sue conquiste si aggiunse poi il principe Napoleone. Per nove anni la vita della cortigiana fu dominata, anche se non esclusivamente, da Plon Plon e Cora abitava nel palazzo che le aveva regalato.
Le sue carrozze erano sempre in tinta con i suoi vestiti. Le dame pregavano le sarte di essere vestite come lei, lanciò la moda di tingersi i capelli diventando bionda e in un secolo in cui regnava la regola del candore del viso se lo scuriva con il trucco.
Tentativo teatrale
Un giorno le venne in mente di recitare su un palcoscenico. Ottenuta la parte di Cupido nell’Orfeo agli inferi, si chiuse in casa a imparare la parte. Fu un insuccesso dovuto in parte all’incancellabile accento inglese. Una sera, sentendo ancora il malumore degli spettatori, disse: "Sbuffano, ebbene, me ne vado" e non salì mai più su un palcoscenico.
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