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Appunti con riferimento al diritto internazionale:il procedimento tributario controlli interpello scambio info prezzi trasferimento autotutela

Appunti di Diritto tributario d'impresa con riferimento al diritto internazionale:il procedimento tributario controlli interpello scambio info prezzi trasferimento autotutela basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Pistone dell’università degli Studi di Salerno - Unisa. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto tributario d'impresa docente Prof. P. Pistone

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fini dell’accertamento. Inoltre ai soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili puo

essere richiesta l’esibizione dei bilanci o delle scritture.

automatizzato: 36 bis : sulla base di dati e elementi desumibili dalla dichiarazione e

dall’anagrafe tributaria l’amministrazione corregge gli errori di calcolo o materiali posti in

esser dal contribuente. La prova quindi è solo documentale. Puo avvenire entro 2 anni.

formale: 36 ter del dpr 600 gli uffici delle agenzie delle entrate vi provvedono entro il 31

dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione sulla scorta di criteri

selettivi. Il criterio formale non è automatico ma selettivo e riguarda solo alcune voci della

dichiarazione. Il contribuente è invitato a fornire chiarimenti in ordine ad alcuni elementi

della dichiarazione e a trasmettere documenti che li giustificano o a esibire le ricevute dei

pagamenti. Il controllo formale quindi differisce dalla liquidazione perché non riguarda solo

la dichiarazione ma anche i documenti che devono corredarla. L’esito del controllo formale

è inviato al contribuente con l’indicazione dei motivi che hanno dato luogo alla rettifica

degli imponibili o altro. In pratica si determina il debito d’imposta derivante dal reddito

dichiarato e se ad esse non segue l’esatto adempimenti da parte del contribuente l’amm

iscrive a ruolo le somme dovute.

ESEMPIO se la rettifica da parte dell’aministrazione di un credito dell’anno 1 avviene dopo

che il contribuente ritiene di poter utilizzare tale credito nell’anno dato che l’amm finanz

puo porre il controllo automatizzato fino al 31 dicembre dell’anno 3 cosa accade??

se la rettifica avviene in un momento dell’anno 3 antecedente la dichiarazione dell’anno 2 il

- contribuente puo impugnare la cartella di pagamento, se la cartella non viene impugnata

diviene definitiva e si preclude il diritto al credito.

Se per mezzo di un processo la sussistenza del credito viene messa in discussione troppo

- tardi l’amministrazione potrebbe non rettificare piu l’utilizzo del credito dell’anno 2 e non

può pretendere un tributo maggiorato per l’anno 2 anche se si è ottenuto il disconoscimento

del credito dell’anno 1.

L’attività di accertamento può esser o meno preceduta dall’attività di controllo.

INTERPELLO

L’interpello presuppone l’assenza di un atto amministrativo.

Interpello ordinario l’art 11 statuto prevede la possibilità di presentare all’agenzia delle entrate

circostanziate e specifiche istanze in cui viene richiesto un parere circa l’interpretazione di una

disposizione tributaria con riguardo ad un caso personale o concreto.

L’amministrazione deve rispondere per iscritto entro 120 giorni, il silenzio vale assenso. L’istanza

può esser presentata solo se si tratta di una disposizione obiettivamente di incerta interpretazione. Il

parere dell’agenzia vincola con esclusivo riferimento alla questione oggetto dell’istanza di

interpello; il parere vincola l’agenzia non il contribuente; il contribuente può discostarsi dalla

risposta dell’agenzia presenta la dichiarazione discostandosi dal parere e impugnando l’eventuale

avviso di rettifica insieme al parere o presentare una dichiarazione conforme al parere versare

l’imposta e poi agire per il rimborso.

Interpello speciale disapplicativo: la legge prevede che sia portata a conoscenza

dell’amministrazione una determinata situazione per evitare norme a sfavore del contribuente. Le

norme antielusive negano un determinato beneficio ma il legislatore prevede tale correttivo che

consiste nella facoltà del contribuente di richiedere e nel potere dell’amministrazione di disporre la

disapplicazione di una norma antielusiva. Il dpr 600 prevede che possono esser disapplicate le

norme tributarie che prevedono di contrastare comportamenti elusivi limitando deduzioni,

detrazioni, crediti ecc. il contribuente deve presentare istanza al direttore regionale dell’agenzia

delle entrate in cui deve descrivere l’operazione, dimostrare che non possono verificarsi effetti

elusivi, indicare le disposizioni normative di cui si chiede la disapplicazione.

Ci sono 2 casi di interpello disapplicativo disciplinati in maniera espressa

110 tuir: la norma sulla indeducibilità dei componenti negativi derivanti da operazioni intercorse tra

imprese residenti e imprese domiciliate in paesi con regime fiscale privilegiato non si applica se si

dimostra che le imprese estere svolgono un attività commerciale effettiva .

167 tuir prevede che siano tassati secondo il principio di trasparenza i soggetti residenti che

possiedono partecipazioni di controllo o di collegamento in paesi con regime fiscale privilegiato. Il

contribuente puo richiedere una disapplicazione della disciplina delle imprese controllate estere.

Normativa sulle società collegate estere: volta ad evitare la costituzione di società di comodo estere

per evitare un collegamento con il fisco italiano.

L’articolo 168 del tuir detto anche legge cfc disciplina l’imputazione ai soci residenti del reddito

prodotto da società estere controllate collocate in paesi a regime fiscale privilegiato, con l'obiettivo

di estendere la relativa disciplina anche ai casi di partecipazioni di collegamento da parte di un

soggetto residente in Italia. Questa è una novità rilevante poiché determina l’applicazione della

particolare normativa di tassazione "per trasparenza" dei redditi della società estere. Per tassazione

per trasparenza si intende che il reddito non è tassato in capo alla società stessa, ma viene attribuito

proporzionalmente alla quota di partecipazione a ciascun socio. In realtà tale normativa cfc è

incompatibile con la libertà di stabilimento presente nei paesi dell’ue.

Il 167 tuir comma 8ter obbliga il contribuente a chiedere l’interpello speciale disapplicativo per

sottrarre la sua situazione dall’interpello speciale disapprovativo. Se c’è liberta di stabilimento che

incoraggia i cittadini europei di operare in stati esteri puo esistere una normativa cfc?

Esiste la direttiva scambio informazioni che permette a ciascun stato di chiedere informazioni agli

altri stati circa i contribuente in essi operanti. L’amministrazione non può richieder al contribuente

dati gia in suo possesso. Si possono prevedere meccanismi che creano obbligo di contradditorio in

merito a situazioni incerte: l’amministrazione può realizzare la tutela dell’interesse erariale

riducendo l’impatto sulla libertà di stabilimento se usa i poteri di accertamento chiedendo allo

stesso contribuente informazioni circa la società locata all’estero compatibilmente a quanto stabilito

nello statuto.

POSSIBILI PRELUSIONI NEL PROCEDIMENTO TRIBUTARIO


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher littleinsten di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto tributario d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Pistone Pasquale.

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