COMUNICAZIONE DIGITALE E MULTIMEDIALE
MOD B
LEZ 1
Sistema museale d’Ateneo-> abbiamo più zone: intorno all’università centrale, intorno
a palazzo Motta, intorno agli istituti scientifici e l’area dei campus universitari.
Perché l’università di pavia ha così tante collezioni?
L’università di Pavia ha origini molto antiche, quando nel 1361 Carlo IV fonda uno
studio generale-> lo stadium era costituito da due università distinte, quella dei
giuristi e quella degli artisti e quella degli artisti era costituita dalle facoltà di
medicina, filosofia e le arti liberali.
Galeazo Visconti è stato molto importante perché nel castello visconteo è stata fatta la
più antica collezione che si ha a Pavia.
In tutti il sec XV l’università ha aumentato il proprio prestigio, però poi ha cominciato
ad attraversare un periodo di crisi, soprattutto dopo i danni ricevuto per l’assedio
ricevuto alla città-> nonostante ciò nell’Università hanno operato persone molto
importanti:
-Gerolamo Cardano (1501-1576), opere di astrologia, di fisica, algebra
-Gaspare Aselli (1581-1625), ha scoperto i vasi piliferi, prima tavola a colori
dell’anatomia
Nel XVII secolo le riforme di Maria Teresa d’Austria e di Giuseppe II la rendono una
delle più famose in Europa sono nate tantissime collezioni universitarie.
Viene introdotto un nuovo modo di fare lezione: prima le lezioni venivano tenute
normalmente e si procedeva alla lettura e commento dei testi classici, oppure si
dettavano gli appunti, in seguito si impone un metodo sperimentale, si introduce
l’italiano nelle lezioni e si parte da spiegazioni che si basano su un libro di testo.
->Nel 1971 nasce il museo di Storia Naturale, diretto da Lazzaro Spallanzani->
venivano chiamate ad insegnare a Pavia le personalità più esponenti. Il museo è stato
da poco ristrutturato ed è oggi il museo Kosmos.
->sempre nel 1971 nasce il Gabinetto di Fisica che dopo Carlo Barletti è affidato ad
Alessandro Volta. Luogo della scienza particolarmente famoso perché qui si trovano
tutti gli oggetti utilizzati da Volta e inventati da lui.
Alessandro Volta ha inventato la pila.
->l’Orto Botanico viene istituto nel 1773, che si sviluppa sotto la direzione di Giovanni
Antonio Scopoli; l’ambiente è diviso in diversi ambienti, dietro alle varie serre c’è un
importante esemplare che è il Platano di Scopoli, che si dice che sia stato piantato
proprio da lui. Ci sono anche collezioni con campioni fatti in molti modi diversi e delle
tavole didattiche.
->costruzione dei primi Gabinetti medici nei primi anni 80 del 700, il più importante fu
quello di Antonio Scarpa che fa parte della collezione del museo Anatomico.
È cambiato molto l’insegnamento, ci si è avvicinati di più ad un approccio
sperimentale.
Erano luoghi di didattica e diffusione del sapere scientifico-> luoghi dedicati:
Pubbliche esperienze e lezioni: Volta era tenuto a fare due volte alla settimana
o delle esperienze pubbliche e quindi è stato necessario creare degli spazi più
ampi dove accogliere tutte le persone che accorrevano alle sue lezioni q quindi
c’è stata anche una ristrutturazione dell’università e la creazione di alcune
nuove aule (Aula Volta, Aula Scarpa).
Collaborazione tra studenti e professori nell’attività di ricerca: C’era una
o collaborazione molto forte tra professori e studenti e le lezioni non venivano
tenute solo nelle università, ma anche nelle case private
Fitta rete di rapporti estasi a tutta Europa: i professori viaggiavano tantissimo e
o quindi si creava una rete di contatti molto estesa e durante questi viaggi
potevano comprare strumenti o referti
Gabinetti universitari come nodi di una rete che comprende scuole del
o lombardo-veneto: tutte le scuole erano coinvolte in una rete che comprende
tutte le scuole del lombardo-veneto
I mutamenti:
-con l’arrivo di Napoleone si apre una serie di rapidi mutamenti politici e l’università
venne chiusa varie volte
-nei primi dice anni dell’800 nascono comunque nuovi Gabinetti: Geodesia, Idrometria
e Architettura. Altri intorno alla metà dell’800: Tecnologia, Scienza della costruzione
delle macchine. Di questi Gabinetti conserviamo molto poco, tranne alcuni pezzi che
furono donati all’università prima che questi Gabinetti furono spostati a Milano, perché
si era deciso che gli studi più professionalizzanti dovessero essere trasportati a Milano.
-c’è stato poi un ampliamento molto importante dell’Università, perché p stato istituito
il Palazzo Botta, dove è stato trasferito l’Istituto di Patologia generale-> Camillo Golgi,
premio Nobel nel 1906 (reazione nera per vedere la struttura dei neuroni)
Negli anni 30 del 900 gli istituti universitari sono stati spostati in periferia ->oggi
collezione di fisica, in cui sono conservati tutti i più importanti strumenti
novecenteschi; collezione di chimica ecc.
A partire dagli anni 80 si crea la nuova zona, e li si trasferiscono alcuni istituti con le
loro collezioni -> museo di mineralogia: collezione sistematica e collezione regionale.
Uno degli ultimi musei fondato nei primi anni 2000 è il Museo della Tecnica Elettrica e
il Museo di Archeologia.
LEZ 2-3-4
LA COMUNICAZIONE MUSEALE
Che cosa si intende per museo? La sua definizione è cambiata con gli anni?
Man mano che si è andato avanti negli anni si sono aggiunti diversi elementi alla
definizione di museo.
capire perché vi è una necessità di dare una definizione
In primis bisogna -> va a
toccare particolari temi che sono vicini a diverse persone che lavorano per il museo o
all’interno della società in un senso più ampio.
È necessaria una definizione perché la comunità scientifica per lavorare ha bisogno di
una definizione, ma anche altre associazioni che raccolgono altri musei ne hanno
bisogno proprio per capire chi deve fare parte delle proprie associazioni. Coloro he
lavoro all’interno del museo ha bisogno di definire la propria attività e questo è anche
connesso alla necessità di ricevere un riconoscimento legale. Le autorità hanno
bisogno di definizione per ragioni amministrative.
ICOM (Consiglio Internazionale dei musei)
1946: la parola museo comprende tutte le raccolte di opere al pubblico, di
materiale artistico, tecnico, scientifico, storico o archeologico, compresi i
giardini zoologici e gli orti botanici, ma escluse le biblioteche, salvo nella misura
in cui conservano mostre permanenti
->in questa definizione troviamo l’apertura al pubblico delle collezioni. Le
collezioni possono includere diversi tipi di materiali, tecnico, scientifico, storico
ecc. In questa definizione sono inclusi anche gli zoo e i giardini botanici. Però
vengono escluse le biblioteche, eccetto che esse non abbiano collezioni
permanenti nelle loro sale.
Ogni tot anni viene data una nuova definizione di museo e questa diviene
sempre più complessa.
1951: con il termine museo si designa qualsiasi stabile organizzazione,
amministrata nell’interesse generale, allo scopo di conservare, studiare,
valorizzare con vari mezzi e in particolare di esporre al pubblico per il suo
diletto e istruzione gruppi di oggetti ed esemplari di valore culturale: collezioni
artistiche, storiche, scientifiche e tecnologiche, giardini e aquari botanici e
zoologici, biblioteche pubbliche sono considerate istruzione archivistiche che
mantengono sale espositive permanenti
-> si trova quindi un’identità: per museo si intende un’istituzione permanente,
che opera nell’interesse generale della società. Troviamo poi lo scopo e le
funzioni che assolve: quelle di preservare, studiare, valorizzare e esibire al
pubblico. Poi abbiamo l’oggetto, quali sono quelli beni che vengono esibiti: sono
i beni artistici, storici, scientifici ecc. Le finalità sono: esporli al pubblico per la
sua istruzione e il suo diletto.
particolarmente rivolta al patrimonio/tutela e alla esposizione->
attenzione
conservazione e esposizione
2007: il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio
della società e del
sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze
materiale ed immateriali
dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva e le comunica e
specificatamente le espone
per scopi di studio, educazione e diletto
Definizione che risulta essere in voga ancora oggi. Di diverso rispetto alla
definizione di prima
Vediamo che il museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro al
servizio della società.
Le testimonianze sono sia quelle materiali che quelle immateriali: vuol dire che
si sono compresi
tutti gli oggetti, tutti i manufatti, ma anche tutte le testimonianze immateriale,
come ad es i racconti,
i film. Si è pensato quindi ad un ambiente diverso, es pensare alla salvaguardia
edell0ambiente e
all’educazione del pubblico. I musei operando nel sociale non dovevano solo
preservare l’ambiente,
ma anche cercare di migliorare l’ambiente.
apertura verso la società, i bisogni e le aspettative dei visitatori e una
maggiore
crescente attenzione verso gli aspetti comunicativi-> si comincia a parlare di
comunicazione (prima si parlava solo di valorizzazione), ciò vuol dire che all’interno del
museo cambia il tipo di personale che viene richiesto.
figure classiche di esperti museale, come i curatori delle collezioni, si affiancano
alle
e vengono professionalmente riconosciuti, gli esperti di didattica, o meglio di
apprendimento museale, e più recentemente, gli esperti di informatica e
comunicazione.
->es museo Guggenheim: ha una forte importanza per l’ambiente perché è stato
costruito in un ambiente degradato e questo è stato un simbolo di una nuova identità
per la città. Edificio molto particolare costruito da un architetto famoso, realizzato
unicamente con lastre di titanio. Somiglia ad una nave, quindi conserva l’identità della
città (Bilbao era un porto), mentre visto dall’alto somiglia ad un fiore.
PER LA PROPOSTA ITALIANA
La definizione vista prima avrebbe dovuto essere cambiata, perché hanno scorso c’è
stata una conferenza di Kyoto, dove hanno partecipato tutti i paesi dell’ICOM, in cui si
diceva di dover cambiare la definizione. Da tutto il mondo sono arrivate diverse
proposte, vediamo qui la proposta italiana:
Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, accessibile, che opera in
un sistema di relazioni al servizio della società e del suo sviluppo sostenibile. Effettua
ricerche sulle testimonianze dell’umanità e dei suoi paesaggi culturale, le acquisisce,
le conserva, le comunica e le espone per promuovere la conoscenza, il pensiero
critico, la partecipazione e il benessere della comunità .
In questa definizione molte cose sono cambiate.
- L’identità è rimasta quasi uguale, ma troviamo qualcosa di più, “è un’istituzione
accessibile”, cioè vuol dire che per tutti coloro che hanno una disabilità, vi è la
possibile di accedere al museo-> disabilità motoria e non, in modo che tutti
possono fruire del museo in modo più pieno raccolta che possa essere
multisensoriale
- L’istituzione deve essere al servizio dello sviluppo sostenibile della società. La
sostenibilità non solo dal punto di vista ambientale, ma di tutti quelli che sono i
punti, “i golas” di sostenibilità messi in campo-> sono degli obbiettivi che si
vorrebbero perseguire e di cui il museo deve tenere conto se si vuole muovere
all’interno della società
- effettua ricerche sulle testimonianze dell’umanità e dei suoi paesaggi culturali.
Il paesaggio culturale è difficile da definire. L’Unesco e il Consiglio d’Europa ne
danno due definizioni diverse: per l’Unesco si intendono i patrimoni che devono
essere salvaguardati assolutamente, mentre la commissione Europa parla di
tutti i tipi di patrimoni, sia di quelli belli da preservare, sia quelli degradati.
- le funzioni assolte sul museo cambiano-> le espone e le promuove per
promuovere la conoscenza e il pensiero critico, cosa oggi molto importante
- come scopi abbiamo quello di promuovere la partecipazione e il benessere della
comunità->prima si parlava di diletto, ora invece di benessere.
ICOM
All’assemblea di Kyoto è stata proposta questa definizione in cui sono state raccolte
tutte le diverse proposte che sono poi state messe insieme e questo è ciò che è
venuto fuori:
I musei sono spazi democratici, inclusivi e polifonici per il dialogo critico sul passato e
sul futuro. Riconoscendo e affrontanti i conflitti e le sfide del presente, custodiscono
manufatti ed esemplari di fiducia per la società, salvaguardando diverse memorie per
le generazioni future e garantiscono pari diritti e pari accesso al patrimonio per tutte le
persone.
I musei non sono a scopo di lucro, sono partecipativi e trasmettono il lavorare in
collaborazione attiva con e per le diverse comunica, per raccogliere, preservare,
ricercare, interpretare, mostrare e migliorare la comprensione del mondo, con
l’obbiettivo di contribuire alla dignità umana e alla giustizia sociale, all’uguaglianza
globale e al benessere planetario
Vediamo una definizione molto lunga e che si discosta da tutte le precedenti.
Definizione che però è
stata rifiutata e quindi ci sarà un’altra assemblea dove si cecherà di dare una nuova
definizione di museo.
È stata rifiutata non solo per la sua lunghezza, ma anche perché molto confusionaria.
ultimi vent’anni i musei si sono orientati versi i visitatori e numerosi musei
Negli
hanno iniziato a mostrar interesse verso il marketing esperienziale (impatto
sull’esperienza di visita delle nuove tecnologie digitali di comunicazione)
Fino agli anni 90-> visitatori= massa, popolazione
Poi-> quando una persona si reca ad un museo lo fa con un proprio background
culturale, che è diverso per ognuno, per ragioni diverse, con attese diverse e porta con
sé tutte le proprie intelligenze
-background culturale dei visitatori:
-ragioni personali di visita
-attese
-intelligenze
I visitatori cercano nella visita la soddisfazione di bisogni diversi, legati ad esperienze
diverse_
-ricreativa
-socializzante
-educativa
-estetica
-celebrativa
-emozionante
Consapevolezza di una esperienza personale dei visitatori= importanza di interagire
con essi, costruite un rapporto diretto-> Pubblico da spettatore a interlocutore
“istituzione culturale partecipativa come luogo dove i visitatori possono creare,
condividere e collegarsi tra loro interno al contenuto”
IL COINVOLGIMENTO DEL PUBBLICO
4 tipi di progetto proposti da Nina Simon
PROGETTI DI TIPO:
-Contributivo
Visitatori spinti a fornire contributi all’interno di un processo controllato e gestito
o dall’istituzione-> e
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