PRODUZIONE VEGETALE MODULO 2:
I metaboliti primari sono ubiquitari in tutti i vegetali e svolgono
funzioni metaboliche essenziali al vegetale. Si tratta di sostanze
come fitosteroli, lipidi, nucleotidi, aminoacidi, acidi organici.
I metaboliti secondari invece posseggono strutture chimiche
complesse, sono sempre state interpretate come molecole
insignificanti dal punto di vista biologico. I chimici organici invece
indarno tale mondo da molto tempo, l'interesse per queste
molecole è legato l'uso di queste sostanze come: coloranti, polimeri,
oli, fibre, cere, agenti aromatizzanti, profumi e droghe, insetticidi,
erbicidi per questo si è arrivati a rivalutare il possibile ruolo di
questi composti nelle piante specialmente nelle interazioni
ecologiche come: protezione contro harby voli , protezione contro
infezioni da patogeni, attrazione di impollinatori e di animali
coinvolti nella dispersione dei semi , agenti allopatici. Queste
funzioni ecologiche influenza profondamente la sopravvivenza delle
piante, quindi è più corretto definirli composti naturali perché non
sono affatto secondari per la sopravvivenza della pianta. Sulla base
della loro origine biosintetica i prodotti naturali delle piante
vengono suddivisi in tre gruppi principali: terpenoidi o terpeni o
isoprenoidi, alcaloidi , fenilpropanoidi e composti fenolici correlati.
Non abbiamo una netta e chiara distinzione tra metaboliti primari e
secondari sia sulla base della struttura che sull’origine biochimica,
quindi resta valida la distinzione funzionale:
I metaboliti primari partecipano ai processi metabolici
essenziali delle piante
I metaboliti secondari sono molecole che influenzano le
interazioni ecologiche tra la pianta e l'ambiente in cui si
cresce.
Allelopatia: alcune piante contrastano la crescita o lo sviluppo di
piante circostanti attraverso l'iscrizione dei composti chimici ovvero
le sostanze allelopatiche, queste sostanze possono essere
prodotte:
dalle radici
dalle foglie della pianta vivente
da parte della pianta in decomposizione
in ogni caso gli effetti che generano sono inevitabilmente negativi
sulle specie circostanti, questo fenomeno va sotto il nome di
allelopatia. I fenomeni allopatici devono essere individuati
dimostrato accuratamente, poiché facile essere tratti in inganno.
L'assenza dei germogli in prossimità del cespuglio che produce
terpeni volatili suggerisci un fenomeno allelopatico ma più attente
indagini posso condurre la conclusione che predatore che si nutre di
semi, preferiscono brucare impossibilità del cespuglio dove sono
protetti da uccelli predatori. Sostanze solubili in acqua,
prevalentemente di natura fenolica, così come sostanze volatili,
prevalentemente terpenoidi, possono avere effetto allelopatico.
Meccanismi chimici di difesa: molti metaboliti secondari hanno
un ruolo importante come deterrenti degli erbivori. Alcuni erbivori
comunque hanno trovato il modo di superare questo ostacolo,
preferiscono alcune piante contenenti certi metaboliti secondari e
questo fenomeno va sotto il nome di selezione del cibo. Un esempio
quasi ovvio di difesa chimica nei vegetali è rappresentato
dall’ortica, toccando la pianta si rompono le punte dei tricomi
presenti sulle foglie e sul fusto, il contenuto del tricoma viene quindi
rilasciato danno dolore e prurito localizzato. Alcuni metaboliti
secondari inibiscono passaggi specifici nella respirazione
mitocondriale: i semi di un'ampia varietà di specie di fagioli
contengono un inibitore dell'alfa amilasi, enzima fondamentale per
la digestione dell'amido; molti altri metaboliti secondari sono molto
meno specifici , come i tannini che si legano alle proteine facendole
precipitare e quindi interferiscono con la digestione. I metaboliti
secondari coinvolti in azioni deterrenti di erbivori vengono
generalmente suddivisi in due categorie:
Composti importanti qualitativamente: queste sono tossine
presenti di solito a bassa concentrazione ma possono costituire
fino al 10% del peso fresco di alcuni semi appunto molti
composti appartengono a questa categoria inclusi gli alcaloidi,
i glicosidi cianogenici, gli aminoacidi non proteici , glicosidi
cardiaci, glucosinolati, proteine. I loro meccanismi d'azione
sono molto vari.
Composti importanti quantitativamente: questi riducono la
digeribilità della fonte di nutrimento e costituiscono una buona
frazione della biomassa del vegetale stesso, sono la maggior
parte dei composti fenolici (acidi fenolici, tannini, la iena).
Tuttavia ci sono numerosi esempi di erbivori che si sono ben
adattati alle sostanze che risultano invece tossiche per la maggior
parte degli erbivori. Questa combinazione di piante tossiche e di
animali adattati alle tossine da un esempio di coevoluzione di
piante e animali in un’infinita “corsa alle armi”. Questa
espressione descrive in modo figurato la continua evoluzione di
composti difesa sempre più tossici nelle piante e di meccanismi di
difesa da questi da parte di erbivori.
La Cellula: la cellula è l'unità fondamentale morfologica e
funzionale di ogni organismo vivente, tutti gli organismi sono
costituite da cellule, queste sono caratterizzate da:
enorme somiglianza
enorme diversità
Infatti esistono molti tipi diversi di cellule e tali varietà e diversità
dipendono dagli organismi a cui esse appartengono ed alle funzioni
che esse sono programmate per svolgere.
La cellula procariotica è priva di nucleo e di organelli, il suo DNA
è presente in copia unica non è organizzato in complessi
cromosomici e non è circondato da un involucro membranoso.
La cellula eucariotica è dotata di nucleo e di organelli
specializzati, delimitati da membrane atti a svolgere funzioni
specifiche. La compartimentazione permette una migliore
suddivisione del lavoro e lo svolgimento di più attività metaboliche
contemporaneamente. Il DNA generalmente è presente in doppia
copia e organizzato in complessi cromosomici ed è circondato da un
involucro membranoso.
Aspetti comuni agli organismi procarioti e da quelli
eucarioti:
membrana plasmatica: struttura con permeabilità selettiva che
controlla il passaggio di materiale da e verso l'ambiente. Ciò
permette alla cellula di distinguersi biochimicamente e
strutturalmente dall' ambiente esterno.
Citoplasma: all'interno di una fase disperdente acquosa
chiamata citosol contiene virgola in soluzione è in sospensione,
vari tipi di molecole solubili come i substrati metabolici e gli
enzimi e corpiccioli quali ribosomi. Solo nella cellula
eucariotica vi si trovano i diversi organelli.
DNA: racchiude in codice le informazioni genetiche.
Processi metabolici fondamentali con caratteristiche comuni
esempio glicolisi
Il citoplasma è formato dal citosol che sarebbe la parte fluida del
citoplasma + tutti gli organuli escluso il nucleo.
Ecco una tabella con le differenze tra procarioti ed eucarioti:
Le membrane biologiche:
Qualità e quantità di lipidi e proteine variano a seconda dell'attività
biologica della membrana e della sua specializzazione funzionale,
diversa fra cellula a cellula e fra organelli all'interno della stessa
cellula. Le membrane plasmatiche delle cellule vegetali sono
composte da lipidi, proteine e carboidrati in rapporto molecolare di
circa 40:40:20. La miscela di lipidi comprende: fosfolipidi, glicolipidi
e steroli, le stesse classi che si trovano nelle membrane animali.
Grazie alla componente lipidica le membrane biologiche avranno
funzioni di: separazione della cellula dall' ambiente esterno e
delimitazione dei diversi compartimenti cellulari.
Grazie alla componente proteica avranno invece funzioni di:
ancoraggio dalle strutture del citoscheletro, ricezione di stimoli e
segnali, alloggiamento di strutture coinvolte nella respirazione e
nella fotosintesi, organizzazione spaziale di enzimi per permettere
la massima efficienza di alcune vie metaboliche, sintesi e
demolizione di macromolecole come la cellulosa. Per la sua natura,
il doppio strato fosfolipidico è intrinsecamente atto separare due
ambienti acquosi questa tendenza è dovuta alle caratteristiche di
idrofobicità dei suoi componenti.
Al microscopio elettronico una membrana cellulare appare come
una struttura tristratificata dello spessore di circa 75 nm. I due strati
scuri sono le teste polari dei lipidi , porzione chiara rappresenta
l'ambiente idrofobico ovvero le code degli acidi grassi.
Il sistema delle endomembrane: il reticolo endoplasmatico e
costituito da un insieme di cisterne delimitate da membrane che
possono assumere forma di sacculi appiattiti nel caso del reticolo
endoplasmatico ruvido o dei sistemi tubulari nel caso del reticolo
endoplasmatico liscio.
RER Reticolo endoplasmatico ruvido: è tale in quanto porta
associate alle membrane i ribosomi, che producono le proteine
destinate ad essere secrete all'esterno della cellula o nelle piante
accumulate come riserve. Queste proteine vengono inserite
direttamente nelle cisterne del RER dove si accumulano e subiscono
eventualmente alcuni fenomeni di modificazione. Nel RER si
accumulano le proteine destinate ad essere secrete all'esterno della
cellula. Tali proteine sono sintetizzate da ribosomi associati alle
membrane del reticolo stesso. Le prolamine sono proteine di riserva
dei cereali che si accumulano in vacuoli proteici che si originano
direttamente dal RER.
Un ribosoma è formato da RNA e proteine, associati a formare una
subunità maggiore ed una minore punto il ribosoma e un corpicciolo
deputato alla sintesi di proteine, che vengono prodotte
assemblando la giusta sequenza di aminoacidi codificata
dall’informazione portata dai codoni (triplette di nucleotidi) siti
sull’mRNA.
REL reticolo endoplasmatico liscio: i trigliceridi si accumulano
nello spessore fra i due strati fosfolipidi c che costituiscono la
singola unità di membrana di un oleosoma. Nel REL si verifica
sintesi di trigliceridi, fosfolipidi, steroidi, membrane, riserva di
calcio, detossificazione di sostanze.
Apparato di Golgi: modificazione, immagazzinamento e
spedizione di proteine, glicosilazione di lipidi, sintesi di polisaccaridi
di parete diversi dalla cellulosa. È formato da pile di sacculi
appiattiti più gonfi nella zona vicina alla periferia, da cui gemmano
vescicole di trasporto. Riceve materiale del reticolo endoplasmatico,
lo modifica e lo direziona verso altre destinazioni. È asimmetrico
ovvero a un lato cis e uno trans. Le funzioni sono quelle di
glicosilazione di proteine di secrezione e glicosilazione di lipidi nelle
piante, sintesi di polisaccaride di parete diversi dalla cellulosa. Il
reticolo endoplasmatico e l'apparato del Golgi sono collegati fra loro
tramite vescicole di trasporto e secrezione.
Vacuolo: dal reticolo endoplasmatico origina, nelle cellule vegetali,
il vacuolo, la cui membrana può quindi essere considerata come
appartenente al sistema delle membrane. Il vacuolo è un
compartimento tipico delle cellule vegetali pienamente
differenziate, delimitato da una membrana semipermeabile e che
contiene una soluzione acquosa detta succo vacuolare. In una
cellula vegetale adulta occupa fino al 90% del volume cellulare.
Microcorpi: sono organelli circondati da una singola membrana:
Perossisomi detossificano grazie a specifici enzimi H2O2, che si
formano le reazioni di una sequenza biochimica collaterale la
fotosintesi. Sono quindi abbondanti nei parenchimi fotosintetici
e in alcuni semi germinanti.
Gliossisomi: sono coinvolti nella via del glossilato, che
permette di trasformare gli acidi grassi costituenti dei
trigliceridi in zuccheri.
Lisosomi tipici delle cellule animali al loro interno presentano
un pH acido favorevole all'azione di enzimi idrolitici.
Degradano sostanze o corpuscoli incamerati dalla cellula per
endocitosi/fagocitosi e organelli cellulari invecchiati.
Parete cellulare: le pareti cellulari rappresentano un importante
componente morfologica della cellula vegetale. La parete non è una
struttura priva di attività, in essa sono presenti enzimi coinvolti in
alcuni processi, quali:
assorbimento di sostanze
trasporto
secrezione
attività digestiva.
La parete inoltre ha un ruolo attivo nella difesa dai patogeni:
riceve ed elabora informazioni del patogeno, può liberare
molecole segnale, modificandosi diventa una barriera di
protezione.
Componenti della parete:
Cellulosa
Matrice: emicellulosa e pectine che sono polisaccaridi e
glicoproteine
Lignina che è una sostanza aromatica
Cutina, suberina e cere che sono le sostanze grasse
Le componenti della parete sono: lamella mediana, parete primaria
e parete secondaria.
Lamella mediana: si forma a partire dalla piastra cellulare al
momento della citodieresi ovvero divisione cellulare che segue la
divisione nucleare. È in comune fra le due cellule figlie virgola che
ne sono contemporaneamente unite e divise, la lamella mediana ha
proprietà adesive per la presenza di sostanze peptiche. È formato
essenzialmente da sostanze pectiche depositate da vescicole
prodotte dall' apparato del Golgi il cui movimento guidato dai
microtubuli del fragmoplasto. La lamella mediana la prima che si
forma ed è in comune fra le due cellule figlie, la parete primaria e la
parete secondaria vengono depositate in sequenza da ciascuna
cellula. Quindi man mano che queste strutture si formano il lume
cellulare si va restringendo progressivamente.
Parete primaria: all'interno della lamella mediana ciascun
protoplasto forma la propria parete primaria, costituita da cellulosa
10- 15%, sostanze peptiche, proteine e acqua. La cellulosa è
sintetizzata dalla cellulosa sintasi, organizzata in complessi da sei
subunità ciascuna formata da sei enzimi situati nella membrana
plasmatica. La singola molecola di cellulosa sintasi preleva il
monomero dal citoplasma e produce la macromolecola di cellulosa
che verrà estrusa verso l'esterno e verrà organizzata in micelle
formate da sei catene di cellulosa, microfibrille formato da 36
catene di cellulosa e macrofibrille che sono microfibrille tenute
insieme da polisaccaridi concatenanti. Oltre alla cellulosa sono
presenti anche altri componenti polisaccaridiche (sostanze
pectiche) e polisaccaridi eterogenei (emicellulosa) che hanno la
funzione di tenere unite le fibrille di cellulosa. La parete primaria ha
quindi un’architettura complessa, paragonabile a quella del
cemento armato: In una matrice formata da sostanze pectiche
decorrono microfibrille di cellulosa diversamente orientate tenute
insieme da polisaccaridi concatenanti (emicellulose) a formare
macrofibrille, proteine di parete (estensina) che rafforzano la
struttura. L'orientamento delle macrofibrille di cellulosa determina
la direzione nella quale si potrà verificare l'accrescimento per
distensione della cellula, può essere di due tipi tessitura dispersa o
tessitura parallela.
Le caratteristiche delle pareti cellulari determinano le
caratteristiche organolettiche degli alimenti:
Nelle mela, le caratteristiche di adesività della lamella
mediana determinano la croccantezza al morso (rottura delle
cellule e liberazione dei succhi cellulari)
Nella pesca, la maturazione si accompagna alla degradazione
dei polisaccaridi di parete ad opera di enzimi presente nella
parete stessa con conseguente ammorbidimento della polpa.
Se non controllato, l’ammorbidimento della polpa può far
diventare il frutto farinoso. Il nocciolo (parte più interna del
frutto che contiene il seme) è invece formato da cellule con
parete (secondaria) lignificata
Nel pomodoro, la maturazione si accompagna alla
deliquescenza delle pareti
Il calcio permette di preservare più a lungo l’adesività delle pareti
cellulari preservando la tessitura della polpa. Nelle cellule dei
tessuti tegumentali (epidermide, sughero, endoderma) che devono
rego
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