Estratto del documento

STORIA DELLA

FILOSOFIA ANTICA

INTRODUZIONE – 2

I FILOSOFI NATURALISTI (TALETE, ANASSIMANDRO,

ANASSIMENE, ERACLITO) – 5

LA SCUOLA DI PITAGORA – 10

PARMENIDE ( SENOFANE, ZENONE, MELISSO) – 12

con

L'EREDITà DI PARMENIDE (EMPEDOCLE,

ANASSAGORA, ATOMISTI, SOFISTI) – 17

SOCRATE ( SOCRATICI) – 24

con i

PLATONE – 29

ARISTOTELE – 50

LE SCUOLE ELLENISTICHE (EPICURO, STOICISMO,

SCETTICISMO) – 77

NEOPLATONISMO (FILONE D'ALESSANDRIA,

PLOTINO) – 84 1

INTRODUZIONE

PANORAMICA GENERALE

LA FILOSOFIA GRECA ANTICA

L'iniziatore della prima grande tradizione filosofica è sicuramente stato Socrate, tant'è che i suoi

predecessori non sembrano essersi meritati nessuna denominazione migliore di presocratici.

Eppure, egli non dovette nemmeno lasciare nulla di scritto: non si possiede nessuna sua citazione,

per quanto breve sia, di cui si è sicuri che sia autentica. Nel 399 a.C. fu notoriamente condannato a

morte con l'accusa di introdurre ad Atene delle nuove divinità – pretesto, con tutta probabilità, in

luogo delle vere motivazioni politiche che mossero il processo, legate alla vicenda della guerra del

Peloponneso e dei Trenta Tiranni. Da quel momento, egli diventò un personaggio tipico, il

protagonista di moltissimi scritti filosofici, un simbolo stesso di una ricerca franca ed onesta.

La differenza che egli fece stette infatti probabilmente nel suo metodo e nel suo amore

imprescindibile per il sapere. Dai suoi insegnamenti e dal discesero le due più grandi correnti che

attraversarono la filosofia greca antica, incarnate nelle persone di Platone e di Aristotele. Da loro,

di riflesso, derivarono una miriade di scuole alternative e successivamente gran parte di tutto il

pensiero occidentale.

PLATONE

Platone fu allievo diretto di Socrate e fu colui che portò in auge il pensiero del maestro, dandogli

una base strutturale e approfondendolo e modificandolo col proprio. Egli teorizzò un essere

assoluto, le Idee, che spiegassero le cose di cui facciamo esperienza, ovvero gli oggetti di un essere

di livello per così dire inferiore. Non si fermò dunque ad individuare la virtù degli enti, ma arrivò a

dare ragione di ogni aspetto eterno che ritroviamo più e più volte con i sensi. La stessa idea di

uomo, tanto cara a Socrate, fu determinata da Platone osservando che, al di là del nome con cui

chiamiamo un essere, esso continua ad avere delle determinate caratteristiche indipendentemente

da chi fa esperienza di una persona.

Queste basi teoriche furono impiegate spesso per sviluppi politici. Nella Repubblica, Platone

suddivide la società in tre classi: i custodi, i produttori, i politici. Essi dovrebbero essere selezionati

mettendo gli individui in gara tra di loro, accoppiandoli poi su basi eugenetiche. L'organizzazione

stessa della comunità dovrebbe essere utilitaristica: non sarebbero permesse la famiglia o la

proprietà privata, ma il così detto comunismo platonico sarebbe l'unica soluzione migliore per la

salute dello Stato. Riconoscendo la sua visione come utopica, Platone si abbassò però in seguito a

descrivere delle costituzioni realizzabili, che potessero essere applicate dai primi filosofi-politici.

ARISTOTELE

Nel IV secolo operò Aristotele, allievo di Platone, figlio di un'epoca che stava osservando la caduta

della polis ateniese in favore del regno macedone. Di conseguenza, la sua filosofia fu una profonda

critica di quella platonica: innanzitutto non più un pensiero utile alla politica, ma una ricerca votata

alla scienza e al sapere generale. Aristotele attaccò per prima cosa il fulcro del pensiero del

maestro, la dottrina delle Idee: non avrebbe senso pensare che le cose sensibili fossero

caratterizzate non per delle loro proprietà, ma per quelle di altre sostanze.

Nel 347 a.C., alla morte di Platone, Aristotele migrò ad Asso (in Asia Minore) e si dedicò alla

2

zoologia, a testimonianza della sua passione per la scienza empirica. Quando il suo ruolo di tutore

del giovane Alessandro Magno gli permise col tempo di tornare ad Atene, fondò lì il Liceo e iniziò,

in un ambiente finalmente favorevole, ad affiancare le sue ricerche scientifiche con un pensiero

propriamente filosofico. Il suo sapere assunse sempre più le tinte di una conoscenza enciclopedica.

Le opere di Aristotele sono perciò sistematiche, spesso addirittura dei semplici appunti per le sue

lezioni o prodotti dai suoi studenti.

Per l'etica, egli scrisse l'Etica nicomachea. Si potrebbe facilmente pensare che la filosofia morale di

Aristotele altro non è che quella platonica senza la dottrina delle Idee. Il bene è al centro dell'agire

umano, semplicemente perché l'uomo dovrebbe agire perseguendo la propria virtù. Quest'ultima

si articola in due parti: le virtù etiche (che riguardano il comportamento nelle varie situazioni) e le

virtù dianoietiche (che riguardano la pratica della ricerca e della conoscenza). Il tipo di vita

migliore, secondo il filosofo, diventa allora quello contemplativo – idea che avrà una grandissima

fortuna nei secoli a venire.

In questo, è fondamentale per l'animale politico che è l'uomo l'usanza del vivere insieme. Anche

qui, la critica si scaglia duramente contro Platone: la proprietà privata dev'essere in parte condivisa

ma non negata, la famiglia dev'essere difesa e preservata. La città dev'essere abitata da uomini che

non si debbano rinnegare nella loro natura per far funzionare le cose.

EREDITÀ DEI GRANDI FILOSOFI GRECI

All'alba del Rinascimento, passò nella tradizione storiografica della filosofia che l'Accademia di

Platone e il Liceo fossero due poli opposti: l'idealismo utopistico e il pragmatismo scientifico. La

proposta di molti fu che Platone era il più grande dei due, poiché seppe aprire moltissime

questioni di enorme estensione ed importanza. Tuttavia, non si può negare ad Aristotele il merito

di aver iniziato il concetto di scienza e di ricerca, rendendo forse il progresso intero; fu lui a

identificare le diverse discipline del sapere e le loro reciproche relazioni, fu lui a dare una base

empirica-sperimentale alla scienza, a concepire l'istruzione e la collaborazione tra scienziati in corsi

separati e progressivi. Inoltre, egli ebbe per primo il riguardo di costruire una raccolta sistematica

del sapere scoperto, da tramandare e sfruttare nelle generazioni.

Il XIII secolo fu un'epoca in cui la stessa sete di sapere poté ripetersi. Nacque l'università, intesa

come una cooperazione a tempo pieno di persone professioniste a scopi di ricerca. Queste

istituzioni erano organizzate intorno ad una serie di testi canonici, che vennero aggiornati con i

secoli. La Chiesa, con le bolle papali del 1210, fece poi entrare una parte ingente delle opere di

Aristotele tra la documentazione fondamentale dei ricercatori – sicuramente entro il 1255. Questa

scelta, nel tempo di circa 200 anni, fu il motore di una grandissima innovazione. 3

LA STORIOGRAFIA DI ARISTOTELE

LA PRIMA STORIA DELLA FILOSOFIA MAI SCRITTA

Aristotele fu il primo filosofo con un metodo veramente empirico e sistematico per esporre il

proprio sapere. Era prassi che le sue opere che ci furono tramandate, spesso scalette o appunti per

le lezioni che teneva al Liceo, fossero rigidamente suddivise per ambiti e argomenti. Inoltre,

ognuna di esse era introdotta tramite una panoramica storica di tutti i pensatori che prima di lui

espressero delle idee utili alla particolare materia che si sarebbe andati a trattare.

In questo modo, Aristotele finì per essere il primo storiografo e critico della filosofia della storia

intera. In particolare, trattò sistematicamente lo sviluppo del pensiero da colui che riteneva essere

(e che quindi anche noi oggi riteniamo essere) il primo filosofo in assoluto: Talete. L'opera in

questione è la Metafisica, quella in cui si parla della scienza della filosofia in generale e dei suoi

principi.

IL METODO

Attraverso lo studio delle quattro cause prime di tutti gli avvenimenti, Aristotele credeva di poter

affrontare un'impresa così inedita. Infatti, secondo il filosofo, la differenza principale tra lui e i suoi

predecessori stava in una diversa intesa delle grandi cause delle cose.

I generi di cause di cui Aristotele parla nella Metafisica sono:

Causa formale: riguarda l'essenza della cosa, che in quanto tale è spinta ad agire in un

• determinato modo;

Causa materiale: riguarda la materia della cosa, il suo sostrato che gli dà gli strumenti per

• agire in un determinato modo;

Causa efficiente: riguarda il principio del divenire, ovvero ciò che, tra quello che esisteva

• prima della cosa in questione, ha fatto derivare un dato mutamento;

Causa finale: riguarda lo scopo naturale della specie di una cosa, ciò per cui essa è fatta e

• ciò a cui essa quindi tende autonomamente. 1

Nella sua lettura, grossomodo, i pensatori più antichi individuarono solo principi materiali, inerenti

alle sole cause materiali.

1 - A proposito, Aristotele approfondì in modo interessante questa causa. Negli esseri viventi, per esempio, ma anche in tutto ciò in cui possiamo

rilevare una composizione, riconosciamo più parti con più funzioni e azioni specifiche. Ciò che rende un ente sé stesso è che ogni sua parte operi di

modo da perseguire uno scopo finale unico, che è la conservazione e la realizzazione dell'ente stesso – nel caso degli esseri viventi, più chiaramente,

tutte le funzioni organiche hanno il fine di mantenere la vita. Una cosa si definisce in base al suo scopo, e in questo senso possiede una causa finale. 4

I FILOSOFI NATURALISTI

TALETE

PREMESSA

Aristotele credeva, dal suo punto di vista, che i primi filosofi della storia – i Naturalisti –

individuassero per questo dei principi solamente materiali – inerenti alla sua causa materiale. In

realtà, a ben vedere, loro nemmeno possedevano propriamente la distinzione tra materiale e

immateriale, perciò i loro archè non erano prettamente naturalisti in senso stretto.

VITA

Il primo filosofo (occidentale) di cui sappiamo qualcosa è Talete, nato a Mileto (Asia Minore) nel

640 a.C. circa da discendenza fenicia. Secondo Aristotele, fu il primo pensatore degno di nota

perché sarebbe stato il primo a basare le sue intuizioni su un metodo veramente osservativo e

razionale – per esempio, già Omero aveva scritto che il mondo derivasse da Oceano e Tetide, ma lo

fece con un procedimento troppo mitico.

Si tramanda di Talete un personaggio con la testa fra le nuvole, dedito alla riflessione continua e

deriso per la sua mancanza di praticità. Tuttavia, si racconta che la sua condizione economica fosse

prospera, proprio per la sua sapienza: a titolo di aneddoto, accadde che un giorno egli riuscì a

prevedere un anno di buon raccolto e fece fortuna comprando per tempo tutti i campi di Mileto.

IDEA

Da buon pensatore naturalista, era interessato ad individuare il principio di tutte le cose, che lui

trovò nell'acqua. Egli vi attribuiva una sorta di natura divina oltre a quella materiale: essendo in

grado di muovere le cose e di far accadere gli avvenimenti, essa era l'anima del mondo, la sua

causa in tutti i sensi possibili. Uno dei motivi per cui Talete identificò con l'acqua la causa di tutto

era la sua versatilità, insomma: dall'unica materia potevano derivare alle giuste condizioni tutte le

forme conosciute, cioè il solido, il liquido, il gassoso. 5

ANASSIMANDRO

VITA

Anassimandro nacque pure a Mileto nel 610 circa. Fu conosciuto, oltre che per il suo contributo

alla storia della filosofia, anche per essere stato il primo cartografo di sempre. Fu allievo e forse

parente di Talete, da quanto riportano le testimonianze. Rinomato inventore, la sua fama si estese

anche ai campi dell'astronomia (scrisse la prima teoria che spiegasse l'apparente moto del sole

della storia) e della biologia (intuì una prima forma di evoluzionismo, ipotizzando che tutti i viventi

discendessero dai pesci e questi dall'acqua).

L'APEIRON

A differenza di ciò che pensava il maestro, il principio di tutto che Anassimandro individuò non

compariva nel mondo quotidiano. Infatti, egli credeva che tutto fosse originato dall'illimitato

(apeiron , come lo avrebbe chiamato lui). Materialmente, esso stava tra l'aria e il fuoco: più denso

2

di una e più sottile dell'altro. Proprio questa sua peculiare consistenza sarebbe riuscita a renderlo

un ente fisico e non fisico allo stesso tempo – caratteristica necessaria alla causa di tutto.

LA GENESI DELLE COSE

Da questo infinito possono essere generate realtà contrarie che, alternandosi nell'esistenza,

riescono a prendere il posto di parte dell'apeiron stesso. In poche parole, quando qualcosa nasce

nel mondo, strappa spazio all'illimitato originario; se questo avviene, gli opposti che si susseguono

si macchiano di una qualche colpa nei suoi confronti.

La pena da scontare sarebbero i processi di rarefazione (dall'apeiron al fuoco) e di condensazione

(dall'apeiron agli altri elementi). In questa maniera, da quelli che saranno i quattro elementi, tutte

le cose vengono composte; tuttavia, siccome i contrari prendono l'uno il posto dell'altro, le loro

trasformazioni sarebbero un'espiazione perché tutte le cose materiali sono così destinate a perire.

Da buon Greco, inoltre, Anassimandro pensava che questi processi naturali si svolgessero nel

mondo in maniera ciclica.

I CARATTERI DIVINI DELL'APEIRON

L'illimitato è ciò che permane durante il divenire, il suo sostrato: è letteralmente l'unica cosa (fisica,

umana, sociale, psicologica, metafisica...) che sa rimanere invariata nel tempo. Perciò, esso è ciò

che è eterno, immutabile, infinito, assoluto. La divinità, in questo senso, sicuramente non è

soggetta al cambiamento; questa idea è una polemica fortissima contro ogni forma di spiritualità

accettata a quel tempo. L'apeiron non ha nulla a che fare con un sistema di dei plurimi, umanizzati,

che agiscono e provano passioni.

Da questo dibattito, nacque un pensiero che influenzò tutta la disquisizione spirituale

dell'Occidente: il principio primo sarà da allora (nelle religioni e non) eterno e avrà caratteristiche

non umane. Resta comunque il fatto che il Cristianesimo, in particolare, tornerà anni dopo a ri-

antropomorfizzare il concetto di Dio, andando in controcorrente.

Anassimandro aveva capito, rispetto a Talete, che ciò che aveva generato il mondo doveva stare

fuori dal mondo, per causarlo. Non avrebbe senso pensare ad un ente finito che crei tutto il resto

dell'essere finito: quest'idea fu tramandata praticamente a tutte le filosofie e religioni occidentali

successive. Era la prima volta che si concepiva qualcosa che non fosse interno al mondo, diverso da

qualunque cosa esistente.

2 - La parola greca significa tanto indeterminato quanto infinito/illimitato. 6

ANASSIMENE

VITA

Anassimene nacque a Mileto nel 588 a.C. e fu a sua volta allievo di Anassimandro. Morì nel 528. Di

lui non si conservano opere, ma unicamente due frammenti citati da autori successivi. La sua

produzione, oltre che al campo della filosofia, si interessava a quello dell'astronomia e della

meteorologia.

IL PRINCIPIO DI TUTTO

Per Anassimene il principio di tutto era l'aria. Essa era infinita e per certi versi divina come

l'apeiron del maestro, ma a differenza sua era un elemento ben definito. Tramite processi di

rarefazione e condensazione, tutti gli esseri sarebbero infatti provenuti da una forma tanto

versatile. Infatti, l'aria contiene in sé quelle caratteristiche fondamentali – il freddo e il caldo, il

secco e l'umido – che, combinandosi, possono comporre qualsiasi altra materia.

LA DIVINITÀ DELL'ARIA

Anassimene afferma esplicitamente che l'aria è divina, che è letteralmente un dio da cui

discendono gli altri dei. Questa è l'ennesima conferma di come la definizione aristotelica di filosofo

naturalista sia limitante per questi pensatori: l'archè è principio dell'essere tutto sotto ogni suo

possibile aspetto. L'aria è tra l'altro pure un principio di vita, siccome la nostra stessa anima

sarebbe un soffio d'aria .

3

3 - È interessante come la stessa parola greca per soffio, pneuma, sia passata nei secoli successivi ad indicare sempre in greco il termine spirito. 7

ERACLITO

VITA

Eraclito nacque nel 535 a.C. a Efeso, in Asia Minore, dove morì nel 476 circa. Il suo pensiero risulta

ai giorni nostri quanto mai criptico: ci giungono solo frammenti, in gran parte riportati

indirettamente. Già ai suoi contemporanei egli risultava particolarmente ostico e profondo –

meritandosi da Aristotele il noto soprannome di filosofo oscuro. La sua opera si intitolava Della

natura e se ne conservano un centinaio di frammenti degli argomenti più svariati: dall'astronomia

alla meteorologia, dall'etica alla politica, dalla cosmogonia alla concezione della filosofia.

Della sua personalità, si tramanda che fosse quanto mai solitario e diffidente dagli onori e dal

potere nonostante le nobili origini. Decise infatti molto presto di ritirarsi a vivere in solitudine per

polemica nei confronti dei politici della sua città, vantandosi tutto il tempo di non avere mai avuto

maestri o modelli per il suo pensiero.

IL DIVENIRE COME PRINCIPIO

Aristotele insisteva che il problema dei filosofi ionici è che non riuscirono mai a spiegare

esaustivamente il divenire, oltre all'esistenza. Eraclito fu il primo a individuare la questione, anche

se la portò all'estremo: il principio del mondo sareb

Anteprima
Vedrai una selezione di 19 pagine su 88
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 1 Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 2
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 6
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 11
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 16
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 21
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 26
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 31
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 36
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 41
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 46
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 51
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 56
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 61
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 66
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 71
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 76
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 81
Anteprima di 19 pagg. su 88.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi - Storia della filosofia antica Pag. 86
1 su 88
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/07 Storia della filosofia antica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher EmanueleMartinelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Ventimiglia Giovanni.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community