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Agostino

- Non si apre il medioevo (caduta impero romano d’occidente 476)

- Dà il via alla filosofia cristiana (religione ufficiale dell’impero romano)

Connotazione religiosa e l’idea di Dio è il presupposto della filosofia,

caratterizzerà il medio evo.

- Analisi dell’interiorità: agostino si ricollega al pensiero Platonico ma non ha letto

i suoi testi perché non conosce il greco.

- “le confessioni” (confessare significa parlare di sé stessi) Ci sono due io:

agostino che racconta e che viene raccontato. Agostino si confessa a Dio per

testimoniare la sua fede, per ammettere i suoi peccati.

Una seconda parte del libro in cui affronta i problemi filosofici che si fa un

filosofo cristiano: della memoria, del tempo, della creazione.

Le scrive nel 397 e impiega 4 anni a scriverla. Descrive la sua vita fino al 401

(comincia con la sua nascita).

Nelle prime pagine racconta i primi istanti di vita (osservazioni sull’infanzia e

sullo sviluppo che hanno segnato la cultura medievale)

Nasce in africa, madre Monica (determinante per la sua vita) fervente cristiana, padre

scarsa influenza (pagano) influì sulla sua formazione.

- Si avvicina alla filosofia grazie alla lettura dell’Ortensio di cicerone (effetto

esplosivo che ha innescato un processo di ricerca della verità). Oltre alla forma

c’è contenuto quindi la filosofia è utile da studiare non la retorica.

- Aveva cercato la verità nelle Sacre Scritture. Reazione negativa: confuse, scritte

male e inadeguate per rispondere alla sua esigenza. Primo impatto con il

cristianesimo è fallimentare. Si volge quindi verso i manichei.

Testi

- Libro I:

dichiara la sua fede a Dio. L’uomo generalmente è spinto alla lode verso Dio anche se

si porta addosso i peccati perché l’uomo è stato fatto da dio e per Dio con l’obiettivo di

rivolgersi verso Dio e di ritornare a Dio. Si trova in uno stato di inquietudine finché non

sarà ritornato a Dio. Per A. filosofia= ricerca della felicità (si trova solo in Dio) l’anima

si appaga in Dio e trova la sua quiete (=felicità). Ce un rapporto di dipendenza perché

Dio ha creato l’uomo e quest’ultimo vuole ritornare da lui e finché non lo farà sarà

inquieto. Fare filosofia significa ricercare Dio (centro del suo pensiero).

Ancora non è nato. Descrive il momento del concepimento (elemento maschile da la

forma e l’elemento femminile la riceve). Si interroga su cosa ci fosse prima di questo e

se esistesse già da prima. Non si sa. Le anime si costituiscono quando si forma il

corpo. Dal primo momento in cui ha visto la luce è stato assistito dalla misericordia di

Dio, la sua nascita non è stata casuale ma voluta da Dio e ciò comporta che qualcuno

se ne deve occupare (Dio attraverso madre, padre e nutrice fornisce al bambino ciò di

cui ha bisogno). Tutto proviene da Dio. A quel tempo A. non lo capiva perché sapeva

solo provare piacere e dolore.

Poi inizia un altro stadio della fase evolutiva: riso. Agostino analizzando il

comportamento degli altri bambini capisce che anche lui si è comportato ugualmente

anche se non ricorda nulla. poi inizia ad emergere la coscienza e comporta che

l’infante vuole esprimere i propri desideri e quello di cui ha bisogno. Non sanno

comunicare attraverso il linguaggio (barriera tra interno ed esterno) per cui cercava di

farsi capire piangendo, strillando. Fa un discorso di carattere universale sulla natura

dei bambini: i bambini si vendicano degli adulti strillando se non lo accontentavano,

non si piegavano la sua volontà e non si sottomettevano.

Agostino non si ricorda i peccati che ha commesso da infante, ma vedendo questi

bambini che strillano capisce che anche i bambini appena nati non sono innocenti ma

peccatori (NESSUNO è QUINDI IMMUNE DAL PECCATO). A. chiarisce che se dovesse

trasferire il comportamento assunto durante l’infanzia in età adulta non sarebbe un

comportamento accettabile. Il bambino è solo piccolo ma è già cattivo (ce già

qualcosa di malvagio). Hanno solo membra fragili non l’anima. Per questo si inizia a

pensare che l’infanzia= infirmitas che è sia una condizione infantile sia una condizione

di stato patologico ovvero una malattia da cui si deve guarire. Il bambino non è

innocente, è solo piccolo perché è incapace di fare del male. Il bambino è dominato

dalle emozioni es gelosia, infatti non tollera condividere con nessuno il latte della

nutrice.

Questa è la concezione che accompagna il medioevo. L’infanzia è una condizione di

inferiorità psicofisica da eliminare ma è anche una concezione che Agostino aveva da

bambino.

Libro II a 7 anni ruba delle pere da un albero. Erano acerbe, non allettanti allora si

domanda perché le abbia rubate : desiderio di trasgressione (rappresenta il male) non

attrae l’oggetto ma l’idea di compiere un atto sbagliato. Una persona si porta dentro

sin dall’inizio qualcosa di malato che lo spinge a fare cose cattive.

Agostino si iscrive a una scuola di retorica (=arte di saper parlare bene per persuadere

gli altri) per diventarne insegn

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/07 Storia della filosofia antica

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