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Appunti di linguaggi e semiotica dei prodotti mediali basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Cati dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in linguaggi dei media. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Linguaggi e semiotica dei prodotti mediali docente Prof. A. Cati

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ESTRATTO DOCUMENTO

passiamo quindi da un paradigma culturale (traccia) a quello digitale che è dentro la nostra

memoria perche la memoria oggi è inconcepibile se non nella riproduzione di tutti i suoi aspetti

sensibili (sonorro, visivo, tattile, emozionale).

vengono fissati su qualcosa di visivo, osservaile, concreto. in questi termini i media sono un

supporto ma sono anche viste come delle protesi del nostro corpo.

ci restituiscono contenuti del passato che noi da soli non saremmo in grado di fare.

lunedì 6 marzo 2017

ESPERIENZA: una definizione poggia sull’idea di esperienza in qualità di patrimonio, accumulo e

collezione di strumenti che vengono depositati e sedimentati all’interno della memoria e della

mente.

seconda idea: qualcosa che pertiene all’esperienza che è vivente, che si colloca nel qui ed ora del

nostro stare al mondo, si costituisce dal proprio essere calati, in un determinato momento, in un

determinato ambiente. noi siamo collocati, calati all’interno di un contesto, parliamo di

un’esperienza situata ma deve anche definirsi in relazione al nostro essere soggetti dotati di un

corpo, esperienza non solo situata ma anche incorporata. individuo quindi attraverso il proprio

corpo e la propria mente entra in relazione con la realtà circostante. definiamo quindi

un’esperienza vivente e vissuta perche è esperienza immediata, contatto senza mediazione con la

realta, vissuta pero perche questo esperienza nl momento in cui si fa porta il soggetto a prenderne

coscienza e lo sollecita ad una riflessione. dobbiamo riferirci in termini di esperienza riflessivo.

erlebnis: esperienza vivente e vissuta (seconda tipologia di esperienza, esperienza 2)

erfhrung: esperienza accumulata e sedimentata (esperienza 1)

esperienze vivente e vissuta non solo è calata all’interno di un ambiante ma deve essere anche

messa in relazione con la storia dell’individuo.

tre aree disciplinali che hanno fornito una definizione di esperienza: aurea sociologia,

neuroscienze, teorie della conoscenza.

- descrizioni sociologiche e antropologiche dell’esperienza-> esperienza come un fenomeno

culturale, un evento che rinvia e attiva una serie di conoscenze e competenze che rimandano

ad una determinata cultura. esperienza è sempre sia storicamente ch socialmente determinata,

questo ci fa pensare all’esperienza in termini di esperienza accumulata e quindi di memoria

culturale. ogni esperienza è legata alla condivisione dei codici sociali, appresi da ognuno di noi

e introiettiamo dandoli per scontati: naturalizzazione. questo patrimonio condiviso è ciò che ci fa

prendere coscienza del fatto che l’esperienza è luogo della creazione di rapporti tra il singolo

individuo e la sua comunità di riferimento. quando si cerca di spiegare le esperienze che stiamo

vivendo si adottano codici pr interpretarli. l’esperienza è quindi un fenomeno relazionale che

non può essere solo soggettivo o privato ma è anche la fonte per la comprensione di quanto noi

ci sentiamo in sintonia con gli altri o attiviamo un senso di estraneità con le prassi comuni.

- descrizioni neuro- fisiologiche delle esperienze-> sostiene ogni esperienza rimandando alle

sinapsi. 5 metasistemi funzionali: - percettivo: 3 dimensioni-> esterocettiva= riguarda relazione

tra soggetto e ambiente esterno, riguarda i nostri sensi. propriocettiva= aiuta ad attivare i

collegamenti con il nostro scheletro, siamo in movimento o fermi. interoccettiva= ci fa percepire

i nostri movimenti interni, visceri, organi, cuore. - emotivo, - mestico: memoria inconscia o

procedurale che è quella riguardante ciò che ormai abbiamo appreso e riproduciamo in modo

automatico, - motorio= capacità di trasmettere impulsi, - cognitivo= metasistema del

ragionamento, consente di formulare piani di azione, ci consente di produrre delle

considerazioni utili alla nostra vita di tutti i giorni, centro di controllo di tutto il resto. riceviamo un

sacco di stimoli in ingresso a cui siamo capaci di rispondere dandone altrettanti in uscita. si

tratta di flussi percettivi che si moltiplicano a livello esponenziale, sono indipendenti e autonomi

ma tra loro sono coordinati e avvengono contemporaneamente.

- descrizione di tipo mentale: elaborata dalle cosiddette teorie della conoscenza. esperienza è un

fenomeno che può essere analizzato. l’esperienza è qualcosa di soggettivo, ragionare

sull’esperienza in via ipotetica facendo congetture e idee che poi solo dopo possono essere 3

verificate. prendiamo quindi in considerazione due aspetti: ispirandoci alla fenomenologia

dobbiamo osservare come le esperienza deve essere considerata come un rapporto tra

soggetto e mondo, realtà a cui appartiene. prendiamo poi in considerazione il versante

quantitativo o intenzionale: il soggetto è vero ma anche consapevole e prende coscienza di se

stesso degli oggetti che gli stanno intorno popolato da entità reali, proprio prospettiva da cui

guardare le cose e a partire da questa prospettiva è in grado di stabilire relazioni tra se e oggetti

che lo cirocndano. possiamo quindi considerare le’sperinza come un fenomeno interpretativo, si

cerca di interpretare la realtà che ci sta intorno, determinano il nostro modo di conoscere la

realtà.

visione unitaria di cosa sia l’esperienza: processo dinamico che coinvolge degli stati di coscienza

che appartengono al presente (erlebnis) ma l’abbiamo messa in relazione con un idea di

esperienza e patrimonio culturale (erfahrung) questo ci porta quindi a creare un legame tra questi

due livelli basati sul fatto che l’esperienza si debba collocare all’interno di una nicchia spaziale e

ambientale, connessione tra dato ambientale e culturale quindi esperienza è anche un atto

interpretativo e creativo:

- qualificazione sensoriale

- ordinamento narrativo

- sintonia relazione: costruiamo gerarchie che ci consento di orientarci

capire la differenza tra l’espiernaza ordinaria e quella che è generata dai sistemi mediali.

introduzione:

SPOT WIND: si ispira alle pratiche mediali dei giovani di oggi dove si è portati a catturare qualsiasi

istante si stia vivendo con gli amici, si costruisce una sorta di cronaca, aggiornamento fino al

momento in cui la ragazza si trova al saggio della sorella e si accorge che ci si trova a guardare

più il telefono piuttosto che i bambini, si guarda la performance gia trasformata in un prodotto

mediatico: capiamo come si sta rivoluzionando l’epseirnza mediale in funzione dei media digitali

dove non cogliamo più la superficialità, non vediamo più la differenza tra esperienza mediata e

naturale, si è creata una totale sinergia, siamo sia i creatori di prodotti mediali sia i consumatori.

sono fenomeni che ci sollecitano a livello cognitivo, percettivo e pratico eppure nonostante questa

continuità dobbiamo capire in cosa l’una è differente dall’altra, cosa distingue l’esperienza ordinaria

da quella mediale.

l’esperienza mediale è progettata e costurita, supportata da uno strumento, da una forma di

mediazione che è il generatore della nostra esperienza.

mondo diretto: mondo che vedo direttamente

mondo indiretto: percepisco indirettamente, compete ala flusso di immagini che si svolge

attraverso il dispositivo mediale che sto fruendo.

il discorso è organizzazione che riguardano i movimenti di macchina, le luci, le inquadrature, la

costruzione delle forme.

molteplici esperienze mediali (andare al cinema, visitare mostre). venerdì 10 marzo 2017

LOTMAN stailire nesso tra memoria e cultura.

la stessa definizione di cultura va a coincidere con idea generale di memoria: la cultura è l’insieme

di tutta l’informazione non ereditaria e dei mezzi per l su organizzazione e ossetvaizone.

secondo L l’uomo va considerato sotto due aspetti, l’aspetto di tipo biologico e sociale. secondo

l’aspetto biologico L dice che uomo conduce la propria esistenza agendo come consumatore di

cose materiali, si nutre, costruisce case, si veste.

inn questo caso quindi l’impiego di oggetti è ciò che lo preserva e garantisce la sua sopravvivenza

corporea biologica. uomo pero non si riduce alla sua dimensione naturale ma è anche da

considerarsi in qualità di accumulator,e collezionista, di informazioni quindi la sua esistenza si

alimenta anche attraverso la raccolta di valori immateriali -> garantisce la sua esistenza sul piano

sociale, dal punto di vista relazionale. la cultura in qualche modo è quel sistema che L definisce

organizzato, raccoglie un insieme di segni, messaggi, testi che possono quindi preservare la vita

sociale degli uomini. insieme articolato che definisce alcune classi di saperi, alcuni sistemi

semiotica inerenti alla politica, alla lettura, pittura, filosofia, antropologia, si tratta quindi di

sottoinsiemi che coesistono ma che vanno visti rispetto alle loro relazioni recicproche. 4

la cultura è il deposito di tutte queste forme di sapere e delle loro relaizoni.

allo stesso tempo pero non è un deposito inerte ed immobile sempre ed è qui che arriva la

relazione tra cultura e memoria.

consideriamo questo insieme come non ereditario: qualsiasi periodo storico non eredita

direttamente ciò che è stato ma è capace o di conservare o rielaborare e rigenerare i contenuti

provenienti dalle epoche provenienti. è necessario rimettere in discussione i principi che regolano

l’organizzazione dei sistemi culturali. di epoca in epoca cambiano i criteri che stabiliscono cosa è

degno di essere conservato e cosa può essere escluso o modificato.

la cultura è soggetta quindi ad un conto processo di rielaborazione dei dati del passato.

per questAragione creando questo nesso possiamo dire che la memoria ha una natura di tipo

testuale: va a coincidere con quei sistemi semiotica (politica, letteratua, arte) perche attraverso

questi sistemi intellettuali l’uomo è capace di tradurre le informazioni in linguaggio, di trarre dalle

esperienze che vive degli oggetticulturali, dei testi.

ha una natura di tipo modellizzante cioè agisce nel tempo e quindi non soltanto la cultura mutua

qualcosa dal passato e lo rielabora ma è da considerarsi anche come un programma di azione

verso il futuro. nesso tra passato presente e futuro, va a definire orientar ee guidare le azioni di

conservazione delle info anche per le generazioni a venire, posteri. basato su un processo

interpretativo. quando dobbiamotradurre l’esperienza in linguaggio adottiamo un sistema di

codifica.

se la memoria e la cultura rappresentano una dimensione di persistenza cioè qualcosa che ha una

durata nel tempo per la collettività allora dobbiamo capire quali sono le tre azioni che

caratterizzano, ciò che rimane stabile o cambia nel tempo, tre azioni che agiscono sempre in

qualsiasi sistema culturale passato presente e futuro: 1 il fatto che siamo accumulatori di

informazioni, le informazioni credono sempre nel tempo a livello esponenziale, continuiamo a

produrre dati anche quando rielaboriamo qualcosa che abbiamo ereditato dal passato, stabiliamo

le gerarchie, si stabiliscono modelli che decretano che un modello istituzionale sia da conservare

per i prossimi anni e altre cose che invece vengono dimenticate; 2 l’accumulazione di dati è

soggetta ad un continuo processo di ridistribuzione; 3 dimenticanza e oblio, alcuni dati attribuiti ad

una memoria storica iniziano ad essere soffocati cancellati perche fa parte nella storia

dell’umanità, per enfatizzare altri aspetti e altri valori assistendo alla costante rigenerazione dei

valori e della trasmissione del senso.

la memoria quindi non è un processo fisso ma è anche forma creativa volta a rilanciare verso il

futuro nuovi significati.

ASSMANN: MEMORIA COMUNICATIVA E MEMORIA CULTURALE

memoria comunicativa: condivisione della memoria tra tutti noi. la memoria è un momento di

aggregamento, di scambio, appartiene alle nostre relazioni sociali (anddoti della nostra infanzia,

racconti di fatti avvenuti durante le vacanze con i nostri amici). la memoria comunicativa riguarda

qualcosa di piuttosto recente che tiene conto ed è fondata sul dialogo diretto tra le perosne, ci

sono dei narratori e degli ascoltatori e può avvenire in ogni luogo. ci devono essere soggetti vivi.

spesso questa memoria ha una natura di tipo autobiografico perche se si basa su un esperienza

diretta, è il collante delle relazioni sociali, di quelle vive che intratteniamo ogni giorno.

memoria culturale: viene fissata all’esterno e si trasforma in memoria di tipo istituzionale, legata ai

riti, pratiche sociali, non ha bisogno di una dimensione individuali ma è sovrapersonale (ex 8

marzo-> festa delle donne, segna una memoria di tipo istituzionale) è formalizzata, è qualcosa ch

inerisce a decisioni politiche, richiamo a memoria storica, ad una natura di tipo eccezionale e non

quotidiano, richiamo alle festivita, è extrafamiliare e non riguarda dimensione privata e personale.

questo tipo di memoria ha bisogno di mediatori e possono essere i media stessi cioè dispositivi

che garantiscano la durata di questa memoria istituzionale fissata all’estero che può durare per

generazioni cioè oltre la durata della vita di un singolo individuo, non ha più bisogno di testimoni

diretti , si slegadalla realtà individuale e particolar.e

entrambe sono memorie esterne e sono memorie sociali.

RIASSUNTO: slide 5

quando lavoriamo su un qualsiasi oggetto di memoria dobbiamo considerare la dimensione

temporale: durata ma anche regimi temporali che questo oggetto va a intercettare= il tempo si

definisce secondo diverse scale.

partiamo da quella più piccola: la memoria si fissa a partire da esperienza privata quindi ha una

particolarità personale, poi a livello familaire, e poi sociale.

pooi dienscone materiale e culturale a dimensione rituale che coinvolge generazioni ad epoche

precendi, dimensione ancestrale in cui si rintracciano i primi impulsi umani e sappiamo che ciò che

ha caratterizzato la comparsa dell’uomo è stato lasciare tracce (pitture come fissazione anche

simbolica di esperienze) e sepoltura dei propri cari.

le sedi che sono quelle non direttamente osservabili: neuroni, filtri mentali, schemi sociocognitivi,

coscio e subconscio cioè memoria come anche sede del rimosso, poi memoria genetica il fatto ch

tutti noi abbiamo all’interno del nostro corpo delle tracce che rinviano non soltanto al nostro gruppo

familiare ma anche alla storia della nostra umanità.

ex selfie bebe vio con barack obama: selfie da ricollegaris a tradizione culturale che appartiene

anche al passato e che è l’autoritratto entrambi rappresentano il tentativo di fissare una memoria di

un istante che il soggetto protagonista crede sia degno di essere ricordato e anche condiviso con

altri. non ha valenza privata. si trova in bebe voi il volto per rappresenta una italianità di minoranza

sensibile alla malattia, ala discriminazione ecc.. è interessante capire su quali registri viene

costruita questa immagine politica e non abbiamo slo il selfie come luogo di affermazione di un

idea di immagine politica attraverso l’autorganizzazione ma la storia di questo selfie viene

raccontata da bebe sulla gazzetta dello sport dove lei comincia a gestire una rubrica-> radice

privato memoriale.

analisi di selfie: cosa s mantiene valide dell’impulso ad autoritrarsi distinguere i valori:

VALORI D’ATTO= si fissa la propria immagine mentre ci si sta guardando, utilizzando un

dispositivo come se fosse uno specchio. sdoppiamento, si vuole bloccare la propria immagine nel

tempo, gesto automatico ce rinvia ad uno statuto che appartiene a forme ritrattistica.

VALORI DI’DIENTITA= noi siamo autori, i soggetti della foto e immediatamente siamo i primi

destinatari di queste foto, si compete alla sovrapposizione di queste tre istanze enunciazionali.

VALORI DI VERITA= la cultura occidentale attribuiva un valore speciale alla rappresentazione del

volto umano per svelare una profondità dell’individuo. oggi non esiste più questo atto di rivelazione

eppure si mantiene un principio basato sul valore di verita, il selfie è una forma di

autodocumentaizone, di certificazione che qualcosa è avvenuto.

fotografia e traccia sono da sempre state messe in connessione, processo basato sull’alterazione

della pellicola a seconda della luce che si è messa di fronte l’obiettivo. iscrivere e fissare un

determinato istante per far in modo che quell’istante sia la testimonianza di un evento avvaduto.

BARTHES, LA CAMERA CHIARA

pone riflessione sul ruolo in cui ciascuno di noi è chiamato nel momento n cui si ritrova a creare un

rapporto affettivo con gli oggetti che abbiamo tra le mani, in questo caso una fotografia.

barthes racconta di inesperienza privata, lui è il punto di partenza di questa riflessione. momento

particolare della sua vita perché ha appena perso la madre con cui aveva un legame molto forte, si

ritrova a sentire questo senso di mancanza e a volerla colmare e va a recuperare vecchie

fotografie. parte dalle fotografie recenti, le guarda e secondo lui non c’è nulla n queste foto che

secondo lui non c’è nulla che lo aiutino a cogliere la verità del volto della madre, e alla fine scopre

l’immagine che gli restituisce il senso del volto materno ed è n immagine della made da bambina e

che secondo lui nello sguardo di allora è capace di restituire la profondità del volto della donna.

l’aspetto interessante di questa riflessione nasce da questa ricerca personale.

il libro presenta al suo interno numerose fotografie ma questa immagine non ce’è perche B la tiene

per se e coglie un momento speciale nel momento in cui si accorge che quell’immagine parla a lui

e a nessun altro.

cio che B definisce l’origine del segno fotografico è ciò che pettine la fatto che quella fotografia

testimonia che qualcosa è stato la. si crea un legame unico tra il sogg che in passato ha posato di

fronte all’obiettivo e la fotografia che ora ci ritroviamo tra le mani. la fotografia è un segno

paradossale che stabilisce la congiunzione tra il presente che appartiene a me oggi come

interprete e all’elemento fissato nella fotografia. 6

da tutto cio nasce il discorso estetico che è puramente qualcosa di eccedetne dai codici sociali.

PUNCTUM: è qualcosa che rimescola yuyyo e ricrea una confuzione. mi interpella individualmente

come soggetto unico che sta vivendo l’avventura dello sguardo quando si guardano le proprie

fotografie ed è qualcosa di indecodificabile perche appartiene alle emozion, ai sentimenti e agli

Affetti.

le fotografie essendo il prodotto di un medium sono il frutto di una manipolazione e di una

dimensione precisa che è il tempo e sono il modo di agire in modo artificiale rispetto alla

quotidianità, momento congelato.

NOAH KALINA raccolta di selfie montati in time lapse che raccolgono imagini di se catturate in un

lasso di tempo di 6 anni dal 2000 al 2006 lunedì 13 marzo 2017

appunti mirI

Modalità applicata di semiotica. non più semiotica interessata solo ai sistemi ma ci orientiamo

verso sistema mirato ai processi. la semiotica dei media si occupa di descrivere e ricostruire

esperienza mediatica quindi aritificiale.elementi che definiscono l’esperienza mediale come

progetto, questo è possibile una volta analizzati i materiali sensorilai, tutto ciò che stimola lo

spettatore a livello sensibile e percettivo, perche a partire da questi elementi l’esperienza prenderò

forma. porre il ricercatore all’interno di un contesto culturale a cui lui stesso appartiene.

la semiotica dei media può assumerò approcci specifici a seconda delle risorse e competenze

culturali e memoriale che gli analisti decide di assumere.

approccio standard: competenze differenziate all’interno di uno spazio culturale omogeneo a quello

dell’analista.

approccio etnografico. competente proprie di uno spazio geograficamente differenze da quello

dell’analista. è quello che compete a prodotti mediali fruiti distanti culturalmente dal ricercator.

approccio archeologico: analista semiotica rintracci codici antichi insieme a una capacità

descrittiva da prodotti fruiti.

semiotica dei media si avvarrà dello studio dei sistemi di significazione a partire dalla fruizione di

un testo audiovisivo, non si attinge a diverso approccio semiotica che mira ad individuare

paradigmi teorici di conoscenza. si analizzano diversi momento in cui prodotto audiovisivo sollecita

spettatore andando ad avvisare unaserie di reazioni.

IL METODO DI LAVORO

procedimenti di analisi di matrice esperienzale

1TRASCRIZIONE

2ANALISI-> compiere un lavoro di scomposizione, isolare i diversi elementi cercando di

conocnetrarci sulle loro qualità specifiche perche a questi rimandano dei singoli processi di tipo

esperienzale.

3 SINTESI mettere in relazione i diversi aspetti, indirizzare lavoro finale vero un inquadramento,

cornice che definisce un modello dell’esperienza mediale, esplorare a dono meccanismi di

attivazione

MANDALAY BAY attenzione sul protagoniste e orienta il discorso verso la narrazione->

assolvenza, immagine in nero che prende forma e ci restituisce le prime imagini che vediamo cioè i

grattacieli visti in una visione notturna. primo segmento dei grattacieli che viene interrotto per

passare ad un’altra visione dei grattacieli attraverso.

due segmenti riguardanti i grattacieli che vengono legati da un segno di interpunzione, flash che

stacca la prima sequenza dalla seconda. piani inquadrature di movimenti di macchina, il primo è di

tipo circolare e il secondo in modo rettilineo, lineare.

poi si attiva un altro ordine di sequenza-> protagonista allintenro della vettura e cambiamento di

registro che riguarda il sonoro: da rumore di elicottero. musica dietetica proveniente dall’autoradio

IN, ma fonte non è il protagonista ma fonte sonora attivata da un dispositivo + protagonista che

canticchia. 7

UNA VISITA GUIDATA ALL’ESPERIENZA MEDIALE

i processi sensoriali e la qualificazione sensibile-> dobbiamo identificare lo spettatore che non è

passivo, non ci limitiamo ad accogliere immagini senza reagire, il nostro corpo reagisce a quanto

vediamo e ascoltiamo e siamo in grado, quando guardiamo un prodotto video, di riconoscere i

movimenti, le azioni che avvengono sullo schermo e di attivare il procedimento di assimilazione

incorporata: il nostro cervello è capace di riconoscere degli elementi sensibili perche li ha vissuti in

prima persona ma li riattiva ogni volta che sono prodotti all’esterno.

ex vedere una persona guidare è azione che colpisce il cervello e lo fa lavorare come se stesse

simulando la stessa azione.

viviamo un’esperienza di tipo sensoriale.

i flussi sensoriali che provengono dal nostro esterno e ci colpiscono sono di varia natura: tattile,

uditivo, tutti i nostri sensi sono coinvolti.

questa complessità definisce l’esperienza sensoriale multimodale. esperienza sensibile nel

momento in cui viene coinvolta su più livelli è un’erpserizna multimodale, questi livelli interagiscono

sempre tra di loro, a livello sensibile il nostro corpo è coinvolta in una situazione sintestesica. è

mutimodale e intermodale perche abbiamo esperienze sensibili differenti e interagenti.

individuiamo due logiche operative: sensazione e percezione.

SENSAZIONE: momento in cui siamo investiti da stimoli sensoriale e reagiamo. siamo un fascio di

emozioni, veniamo colpiti da stimoli visivi, acustici, tattili…e reagiamo a questi stimoli. min questa

fase ci limitiamo a rilevare le risorse sensoriali che sono state innescate nel nostro corpo.

PERCEZIONE: prevede riorganizzazione delle prime risorse sensibili. momento in cui siamo in

grado di attribuire al nostro corpo e alla nostra pelle la capacita di reagire agli stimoli dell’esterno.

la pelle regola la separazione. lavoro cognitivo che organizza e seleziona.

dimensioni copresenti, la sensazione è autonoma (possiamo essere colpiti da stimoli e magari non

riorganizzarli) ma la percezione è sempre preceduta dalla sensazione.

analizzare i singoli stimoli chiamati CONFIGURAZIONI SENSIBLI ELEMENTARI= microunità di

conoscenza sensibile, stimoli puntuali che potremmo isolare gli uni dagli altri.

quando dobbiamo considerare le configurazioni sensibili elementari ne rileviamo la presenza.

LE QUALITà SENSIBILI NELL’AUDIOVISIVO

qualità tonali visive:

1 relazione con superfici bidimensionali

2 relazioni con spazi di profondità quasi tridimensionali

3 relazioni con spazi e oggetti propriamente tridimensionali ex grattacieli ch vengono colti in questa

dimensione di rifletter ere luci notturne e circostanti, dimensioni di spazi luminosi. ed è una

situazione posta quasi sempre all’inizio di un espisodio, marche stilistiche.

la qualità tonali di tipo sonoro, dobbiamo considerare l’attività di produzione meccanica cioè come

viene prodotto il suono (puntualeo ripetuto) il suono è anche dettato dalla capacitò di riposta

superficiale dobbiamo considerare la consistenza sonora, il grado di rilevanza, la fonazione, iil

livello energetico del suono che riguarda l’intensità.

queste risorse sensibili non rimangono statiche ma si trasformano, dobbiamo concentraci anche

sulla dimensione del movimento. qualità dinamica degli spostamenti, gesti.

LE QUALITA SENSIBILI NELL’AUDIOVISIVO

DIAGRAMMI QUALITATIVI:

1 diagrammi tonali avvengono solo livello sincronico e possono generare tra la dimensione visiva

e quella sonora un legame che avviene per completamento, un aspetto compensa l’altro o per

analogia (ex la musica elettronica possono corrispondere alle superfici riflettenti dei grattacieli) o

per contrasto (ex musica rassicurante associata a ritmo visivo sincopato, molto ritmato)

2 diagrammi ritmici possono essere sincronici e possono orientarsi prendendo in considerazione

non un’unica sequenza ma anche sequenze successive. 8

ex ANALISI CASO JAMIROQUAI: dimensione chiusa e panorami aperti sia spaziali ma anche in

modo cromatico.

deve lavorare su stretta relazione tra dimensione visiva e dimensione sonora: immagini che

accompagnano creano effetto di perfetta analogia

movimento del soggetto che quando è in scena cammina si muovo e in qualche modo balla.

movimenti di macchina che lo anticipano, piccoli piani sequenza che rendono fluido lo

spostamento. unica cosa ferma è il modo in cui appare il soggetto anche nelle posture.

movimento meccanico che dovrebbe essere in contrasto con movimento del corp umano.

dimensione intermediarie che si amplifica. venerdì 17 marzo 2017

time lapse: funzione che consente di accelerare i ritmo della riproduzione delle fotografie che

quindi risulta più veloce rispetto al tempo della registrazione.

no dispositivo recente, nato quasi con nascita delle macchine da presa e strumenti di proiezione

delle immagine e sempre stato un dispositivo impiegato per poter restituire allo sguardo umano

processi che l’occhio non sarebbe in grado di cogliere se non incrementando la velocità di quanto

sta accadendo. prima veniva utilizzato per riprodotto fenomeno naturale come sbocciare die fiori,

agenti atmosferici, nuvole che non sono immediatamente visibili allo sguardo. poteva essere

utilizzato per poter cogliere quello che di solito nella vita quotidiana è invisibile, svela la magia degli

elementi naturali che sono intorno a noi ma che non avendo il tempo per fermaci ad osservare ci

sfuggono. dimensione mantenuta uguale anche ai giorni nostri.

impiego di time lapse per registraizone delle trasformazioni del volto. quando facciamo autoritratti

attraverso obiettivo di camera fotografica, catturiamo un istante che è un po riduttivo, coglie solo

un frammento, si sofferma a fermare un singolo istante ma c’è un dato fondamentale che è la

continuità, il flusso del tempo che segna il nostro volto e che ci dice che siamo soggetti al

cambiamento.

avere una restituzione di se come soggetti in divenire, non vogliamo fermare solo un momento ma

tanti momenti che messi insieme ci dicano come siamo cambiati.

la manipolazione del tempo lavora su due poli: la POSA e il MOVIMENTO, la messa in serie, il

montaggio di tante immagini.

si mantengono fermi il valore d’atto, d’identità e di verità ma sopratutto questultimo cambia di

significato nel passaggio da un solo selfie a tanti selfie.

indice di verità: registrazione della metamorfosi del volto

il time lapse ha contaminato il mondo tanto da utilizzare selfie anche in ambito pubblicitario ex

MENTADENT che simula gli stessi codici di autorappresentazione che nati in ambito privato si

sono trasformati in una pratica virale, indice di un brand.

osservazione delle pratiche, guardare cio che accade per capire i codici che sono popolari intorno

a noi cosi saremo capaci di sviluppare progetti comunicativi che parlino alle perosne-> capire il

linguaggio del momento.

spot MISUNDERSTOOD IPHONE 5S: costruzione di memorie private partendo da impulso

strettamente individuale anche se non destinato solo a se stessi per passare poi ad una prima

forma di condivisione con gli altri che sono i membri della famiglia.

si interpreta un ragazzino che si ritrova a festeggiare il natale con i famigliari-> il ragazzo sembra

non integrarsi molto con i famigliari, adolescente che manifesta il tipico comportamento dei giovani

teenager che non è più gioioso di festeggiare il natale e stare tra nonni zii ecc. alla fine mostra ai

famigliari di aver registrato alcuni momenti con il cell.

ci imbattiamo rispetto ad una riproduzione di processo di rappresentazione che imita la ripresa

amatoriale che è caratterizzata da costruzione dell’immagine ch raccoglie lo spostamento del

corpo, dell’occhio e quindi è anche in perfetta continuità tr atteggiamenti, impulsi e ritmo di sguardo

dell’operatore e le immagini che vengono registrate. no costruzione dello sguardo oggettiva, ferma

e stabile ma le sporcture, i movimenti bruschi, i salti, sono realizzate in perfetta continuità con

quanto in quel preciso istante può fare l’operatore. modalità d rappresentazione frwuqenta che

passa dalle pratiche quotidiane private a quelle istituzionale e che spesso si utilizza come modalità

di rappresentazione che certifica la verità e la memeoria. si crea nesso tra esperienza dello 9

sguardo e l’esperienza mediale registrata. passaggio fondato ptotpio nell’ambito famigliare, da un

contesto privato piuttosto rassicurante per poi approdare ad altre aree dell’esperienza perche

l’impiego dei dispositivi mediali ad uso privato nascono in ambito famigliare per poi estendere la

loro funzione anche assumendo un valore di tipo pubblico.

relazione che si istruisce tra memoria privata e memoria collettiva ed è da definirsi in termini di

trasmissione culturale. lo scambio di memorie è legata alle forme di mediazione e creazioni di ponti

tra soggetti diversi e generazioni diversi. trasmettere la memoria vuol dire costruire un discorso

interpersonale e intergenerazionale.

ex RE ENACTMENT doto del passato che vengono rimesse in scena-> foto da piccoli più

simboliche e foto da grandi esattamente nella stessa posa cosi come nel passato.

cotinuita tra cio che è stato e quello che siamo.

si può costruire un quadrato semiotica analizzando questa attitudine:

s1INFANZIA / s2ETA ADULTA

lato sinistro PASSATO / lato destro PRESENTE

non s2 POSA / non s1RE ENACTMENT

discontinuità, scarto tra i due momenti.

ALBUM, I GENI NON MENTONO: i figli si rimettono in posa imitando i propri genitori per mostrare

quanto siano identici-> ragazzo che si mette in posa tenendo in braccio il proprio figlio come ha

fatto suo padre in passato tenendo in braccio lui-> rappresentazione di un modello che si è avuto.

no differenza, si replica

THE SIMPSON: omer va a riflettere sull’album di famiglia. renactment: riallestimento della scena

che vuole riprodurre le stesse cose che verranno poi raccolti nellalbum di famiglia.

lisa e bart non stabiliscono questo senso di verità, per loro la fotografia può essere rifatta ma allora

non è più testimonianza del momento passato ma di momento ludico e condivisione dei membri

della famiglia che giocano davanti all’obiettivo.

le fotografie hanno pose sociale, modo in cui ci si immagina e si vuole essere riconosciuti dagli

altri.

concetto di memoria collettiva è stato trattato dal sociologo morris HALBWACHS che negli anni del

900 inizia a fondare una teoria sociologica della memoria ed è quello di mettere in evidenza che la

memoria sia un fenomeno prettamente sociale e quindi anche la memoria dei singoli è modellata

da degli schemi che la società ha costruito e questo si evince quando studiamo le fotografia e se

rapportiamo lo studio delle foto private collocandole nell’epoca della loro realizzazione per capire i

canoni della società del tempo.

la memoria è un fondamento dell’identità personale e collettiva. nel momento in cui noi

manifestiamo le nostre esperienze è modellato dagli schemi sociali che si rinnovano grazie alle

esperienze dei singoli.

secondo princiipio: la memoria è il principio fondante sia per l’identità personale che per l’identità

collettiva. egli studia i costrutti sociali e sostiene che i quadri della memoria non sono costituiti

dakka combinazione dei ricordi individuali ma che sono gli strumenti di cui la montai collettiva si

serve per ricomporre un immagine del passo che si accordi in ogni epoca con il pensiero

dominante della societa.

CASO DI STUDIO-> THE BROWN SISTERS NICHOLAS NIXON

serie di ritratti di famiglia incentrati su quattro sorelle di cui una è la moglie del fotografo che nixon

ha realizzato ogni anno a partire dal 1974 fino al 2014. 10

per pubblicizzare quest’opera è stato realizzato un video che mostra il flusso delle immagini

cambiate e diverse nel tempo.

si tratta di una pratica fotografica che il fotografo realizza scegliendo insieme alle 4 sorelle una foto

all’anno. e propone alle donne di replicare questa esperienza di anno in anno mantenendo pero la

stessa posizione di apparizione davanti all’obiettivo.

ambito della fotografia artistica, modalità che replica qualcosa che è esattamente presente nella

costruzione di qualsiasi ritratto di famiglia.

ANALISI SEMITOICA:

LIVELLO FIGURATIVO-> descriva la foto individuando sogg, ogg, e spazio circostante ex nixon: ci

sono 4 donne

LIVELLO PLASTICO-> studio della composizione estetica dell’immagine cioè riguarda la

costruzione di volumi, linee, formi, codici cromatici che ci portano a evidenziare la dimensione

stilistica. ex nixon: bianco e nero, forme morbide, i corpi delle 4 sorelle sono disposti come se si

trattasse di un unico copro e volume che sovrasta quasi l’intera immagine dando maggiore spazio

competitivo alla figura umana piuttosto che allo sfondo.

LIVELLO COMUNICATIVO-> non è ciò che ci vuole dire l’immagine ma come quell’immagine

costruisce il nostro sguardo, cioè come quellimmagine richiami la nostra presenza di osservatore. il

livello comunicativo può essere introdotto cercando di individuare il tipo di inquadratura. ex campo

totale, piano americano… ex nixon, piano americano. livello di prossimità tra chi guarda e chi è

rappresentato. ex interpolazione diretta, i soggetti guardano dritto verso l’obiettivo e lo sguardo che

ci viene restituito è interpolazione del destinatario chiamato in causa, come se dovessero rompere

lo schermo.

LIVELLO METACOMUNICATIVO-> individuazione di elementi che rinviino alla stessa situazione.

esaminiamo le diverse immagini e vedere se sono presenti elementi che richiamano atto del

vedere o dellosservare ex qaudri, specchi, obiettivi è come se l’immagine riflettesse su se stessa

attraverso indizi che richiamano la costruzione dell’immagine stessa o la propria fruizione. ex

nixon, non ci sono elementi e oggetti precisi ma abbiamo lo sguardo in macchina che assume

livello meta linguistico forte. lunedì 20 marzo 2017

Come la visione e l'ascolto di un certo prodotto mediale, è in grado di provocarci a livello di

sensazione e percezione. Come viene sollecitata la nostra esperienza visiva e acustica. Ogni

sezione dell'analisi semiotica proposta da eugeni si conclude con una riflessione, su come è

avvenuto lavoro sulle risorse sensibili, quali asptti sono messin in gioco nel momento in cui

isoliamo un singolo step. Considerando esperienza mediale , si tratta di prodotti che corrispondono

ad un lavoro di modellamente pre costituito ed etero diretto ( film maker, produttori) e abbiamo

definito questo lavoro di elaborazione e creato : design esperienziale. Ma questo lavoro di

articolazione del linguaggio audiovisivo può essere preso secondo i diversi aspetti della nostra

analisi. Ogni qual volta noi stiamo visionando , fruendo un prodotto audiovisivo ( serie tv, pubblc,

videoclip) ci imbattiamo in un design di tipo sensibile nell'esperienza. Quando abbiamo un testo

audiovisivo , ni abbiamo già ridotto gli stimoli sensoriali, perché abbiamo isolato qualità di tipo

visivo e sonoro. Esperienza ordinaria sollecitata da molte più risorse possibili. È vero che spettatori

non sono meramente passivi, ma guardare un film non comporta azione di alzarmi o interagire.

Questi testi di tipo audiovisivo dunque riducono sollecitazioni visive, le riducono ma hanno dei

modi ben progettati di articolarle.

(appunti miri in più)

In CSI superfici lucide, luci al neon, spazi costretti, questi elementi selezionati e progettati in modo

coordinato e definiscono stile della serie che investe su determinati aspetti sensibili escludendone

altri. Anche nel videoclip automaton ha estetica che anche nei contrasti , la forma espressiva e

l'estetica definisce progetto unitario e coerente. In questo consiste il design sensibile

dell'esperienza, subordinare ad un progetto materiali percettivi o sensibili e questo progetto è

determinato da scelte definite da altri, non dagli spettatori, da chi l'ha costruito , capaci di tracciare

la veste estetica, la riconoscibilità del prodotto. 11

L'ordinamento narrativo delle risorse esperienziali e il mondo indiretto. In questo caso stiamo

passando alla costruzione narrativa.

Isoliamo sequenza che ci porta a vedere attivare un'analisi di una descrizione narrativa di base.

Tre fasi successive: prima fase introduttiva, contestualizzazione generica (Las Vegas); poi

sequenza di mezzo del protagonista che sta guidando e deve raggiungere un posto e fino a quel

momento siamo incerti sullo scopo dell'azione, non abbiamo definizione precisa a livello spazio

temporale, cosa che avviene quando Nick si ferma e raggiunge scena del crimine dove incontra il

poliziotto à fissazione, collocazione sia spaziale che temporale. Quindi noi possiamo darci una

prima configurazione che è quella che riguarda l'identificazione di un piano crono topologico. Il

primo livello che ci consente di procedere nell'analisi di una situazione narrativa elementare ci

porta ad identificare collocazione spazio tempo che ha elemento molto più ricchi della fase di

transito. Crimine che poi scopriremo essere nei termini in cui il protagonista viene rapito.

Altri due livelli: il secondo piano è qullo che ci porta a vedere che il soggetto che percorre scena

compie delle azioni. Arriva, scende dalla macchina, saluta il poliziototto e Nick inizia a raccogliere

le prove e quindi analizza tutto lo spazio e vede che ci sono delle tracce fino ad arrivare al

bicchiere che lo coglie di sorpresa perché si tratta di un reperto già identificato. Tutte le azioni

precedenti consuete, ci portano ad identificare un comportamento orientato. Non sono azioni

casuali, ma il protagonista ha uno scopo , è un detective. Il secondo piano è quello che si lega ai

piani di azione e interazione e definisce piano pratico della situazione narrativa. Poi soggetti che si

muovono sulla scena, con comportamento orientato dalle condizioni interiori, vediamo come i due

soggetti reagisono in modo diverso innanzi alla scena del presunto crimine. Nik sicuro e spavaldo,

ll'altro ha una reazione di ribrezzo. Stati di coscienza definiscono piano emozionale.

L’ORDINAMENTO DEL MONDO INDIRETTO

CSI

isoliamo una sequenza che porta a vedere attivare una analisi di una descrizione narrativa di

base, elementare.

distinguere tre fasi successive:

incipit-> collochiamo la storia a las vegas

sequenza di mezzo-> protagonista che guida, inverti dello scopo dell’azione. no definizione precisa

a livello spazio temporale.

sequenza 3-> protagonista che arriva sulla scena del crimine, collocazione sia spaziale, sia

temporale e quindi possiamo darci una prima configurazione che è quella che riguarda

l’identificazione di un piano cronotopologico. ci porta ad identificare una collocazione spazio

temporale che ha elementi più ricchi delle fasi di transito.

crimine non organizzato in modo artificiale, scena del crimine nel termini in cui il protagonista viene

rapito= incipit di tutta la storia.

secondo piano che ci porta a vedere che il soggetto che percorre la scena compie delle azioni,

nick arriva scende dalla macchina, saluta il poliziotto, raccoglie prove, analizza spazio, arriva al

bicchiere che lo coglie di sorpresa perché si tratta di un reperto gia identificato dalla squadra di csi.

identifichiamo un comportamento orientato, no azioni casuali, ma il sogg ha uno scopo, è un

detective, vediamo come il soggetto ha delle azioni di mira che costruiscono il suo percorso.

secondo piano che si lega ai piani di azione e interazioni e definisce il piano pratico della

situazione narrativa, legato a azioni e finalità.

abbiamo dei sogg in carne ed ossa ma il loro comportamento è orientato da uno strato psicologico,

da condizioni interiori. vediamo come i due personaggi reagiscono in modo ben diverso, nick è

sicuro e spavaldo, l’altro ha una reazione di ribrezzo e non sta bene. dimensione legata alle

amozioni> piano emozionale-

dal punto di vista stilistico abbiamo sequenza piuttosto articolata. prima abbiamo ripresa in steady

cam poi cambiamento dal unto di vista espressivo e narrativo=c’è un nuovo sguardo, sia

accorgiamo che c’è un terzo soggetto sulla scena. le immagini non dono più fluide e stabili come

quelle iniziali, ma in questo passaggio assistiamo ad una trasformazione, cambiano gli obiettivi, gli

stati di coscienza, c’è un altro personaggio.

quello he diventa fondamentale è capire come si muove lo spettatore, cosa fa un qualsiasi

spettatore? si costruisce una mappa situaizonale, deve organizzare risorse che gli vengono 12

mostrate creano spiegazioni e nessi logici, la mappa situaizonale è una sorta di fotografia e sintesi

che lo spettatore fa rispetto ad una unità narrativa di base, minima.

tutt noi abbiamo creato una sorta di mappa che ci aiutasse a capire i sogg, lo scopo e la presenza

d questo 3 sogg oscuro e inqueitante. abbiamo costruito la mappa a partire da fotografia di sintesi

che andasse a comprendere tutti gli elementi narativi.

maooa che lo spettatore si costruisce ed elabora mentre guarda.

oltre a d essere sollecitato a livello sensibile lo è anche a livello cognitivo per organizzarle a livello

mentale.

le mappe situaizonali sono progetti che lo spettatore costruisce per orientare la propria lettura delle

risorse esperienza dal punto di vista narrativo.

le nostre fotografie sono istantanee che trattandosi di storie che si evolvono portano lo spettatore

ad un costante riaggiornamento delle mappe situazionali.

queste mappe hanno caratteristiche precise, possiamo definire questo atto d mappatura sintetica

come qualcosa legato alla natura omero dinamica della situazione narrativa, è collezione di stati di

equilibrio.

primo stato di equilibrio è l’arrivo di nick sulla scena del crimine.

la nostra mappa situaizonale è legata ad una esperienza in divenire che non può essere statica ma

che cambia momento per momento.

è esperienza ch avviene nel presente e quindi soggetta a situazione di tipo cognitivo. vocazione a

stato di aggironamento. passaggio dalla situazione stabile della ricerca delle prove fino alla

scoperta che tutto ciò è osservato da un altro ch ha ribaltato la natura rassicurante dello stato

inziiale, perché prima ci trovavamo davanti alla solita situazione dove nessuna pensa che ci sia un

pericolo, il 3 soggetto porta ansia e paura, pericolo.

la mappa situaizonale è legata ad attività introspettiva. dobbiamo cogliere il cambiamento e quindi

riportare la nostra mappa presente a quanto è avvenuto prima.

la seconda attività si colloca nel presente dell’esperienza ed è di tipo ispettivo.

come rilevare le trasforzmaini su cui si basa l’evoluzione narrativa di una storia, anche le

trasformazioni investono sugli stessi piani e avviane spesso a livello antropologico si tratta di

rilevare continuità e discontinuità e imprescindibile a livello pratico perche ci sono nuovi obietti

inoltre la trasformazione incide sul piano relazionale.

individuiamo le sequenze topiche dell film, episodio che ha svolgimento all’interno della quale

possiamo isolare delle situazioni in quadro che sono quelle che ci rivelano la storia.

porzione rispetto all’intera estensione della storia.

si gioca su regolarità di disposizione di torning point.

la costruzione del racconto è ancorata alla dimensione sensibile, si lavora sul design sensibile

dell’esperienza abbiamo da considerare questo duplice aggancio quando ci accorgiamo che

qualsiasi trafromaizone di tipo narrativo è segnalato.

COME TOGETHER H&M

rievoca design sensibile legato alla narrazione.

COLORI: colori freddi, accentuazione di colori pastello. toni di colori rassicuranti, creano atmosfera

legata all’infanzia, al mondo del cartone.

AMBIENTAZIOne: al chiuso con costruzione a cornici. ogni personaggio è presentato e

incasellato. sono delle piccole vignette in cui sis corre con dei movimenti di macchina che seguono

delle andature, delle panoramiche orizzontali che replicano un movimento geometrico di

esposizione dello spaizo.

SUONO: riproduzione da un dispositivo, musica extradiegetica e intensità del sonoro che cambia

con i finestrini aperti.

si creano contrasti o analogie? si crea completamento tra fase introduttiva che modifica l’andatura

creando campo totale che raggruppa tutti i personaggi insieme e modifica ma completa quello che

abbiamo visto finora dove i personaggi agivano in modo isolato creando bolle che portano

all’unita finale che è la chiave simbolica.

assistiamo alla definizione del passaggio da momento di allestimento chiamata e finale che porta

all’unita dove cambia anche il registrosimbolico: non sono più singoli ma persone che insieme 13

possono festeggiare il natale. comprendiamo anche qual’è il protagonista vero e il destinatario

dell’azione che è il bambino e anche a riassumere accenti della ritualità natalizia legata all’infanzia.

venerdì 24 marzo 2017

LA FOTOGRAFIA DI FAMIGLIA

che ha peculiarità che definiscono in modo preciso i modi che gli individui e i gruppi sociali piccoli

praticano per la condivisione di un passato comune.

caratteristiche studiati da sociologi dei media e altri tecnici: la foto di famiglia è un oggetto,

strumento, medium che rinvia ad un momento, ad un riferimento con la realtà preciso ma allo

stesso tempo pur preservando , pur conservando quell’attimo di esperienza passata di per se

l’immagine che viene riprodotta rischia di restare muta, di non dirci nulla, se non ci fosse qualcuno

che è in grado di interpretarla ovvero se non ci fosse qualcuno della famiglia capace di veicolare la

memoria testuale di quel momento che è stato immortalato.

c’è rapporto indessicale di continuiguità tra l’immagine e chi è accaduto m al’imterpete è

fondamentale che può illustra, descrivere e riconoscere i luoghi e i volti delle persone che sono

state rappresentate.

è il fotografo che ci racconta cosa è avvenuto, quali sono i rapproti, cosa è avvenuto in ogni

singola immagine.

evoluto rapporto tra fotografo e i suoi soggetti, le pose si fanno più sciolte,e possono far trapelare

relazione intima che prima non era presente.

questo riguarda le forme di narrativizzazione che accompagnano la realizzazione degli album

fotografici.

un altro aspetto ce lo racconta MOREN che riflette su foto di famiglia, riflette us oggetti e definisce

il fatto che non sono solo mediazione di memoria ma rapprensetnao anche strumenti nel quale si

costruisce un rapporto feticistico= non siamo legati solo a ciò che rappresentano ma ce anche una

dimensione materiale che esprime l’affettività.

le foto sono oggetti da toccare, da tenere sempre dietro, da appendere a pareti c’è quindi una vera

e propria cristallizzazione affettiva dove laffettivitò è stabilita tra chi possiede la fotografia e la foto

in quanto oggetto.

l’altro aspetto riguarda la posa fotografica e questa è una riflessione avanzata da BOURDIEUX

famoso sociologo che analizzando foto sopratutto degli anni 50 di famiglie francesi di quel periodo

cerca di comprendere qual’è la funzione sociale della foto di famiglia e a far corrispondere il modo

in cui i sogg si rappresentano davanti all’obiettivo ai valori che quella rappresentazione deve

sancire. le foto di famiglia rispettano determinate norme sociali, sono costruite secondo

dimensione che manifesta la coesione del gruppo, l’intimità che c’è tra le persone rappresentate ex

le sorelle che si stringono sempre più luna allattar come se fossero un unico corpo.

l foto di famiglia sono immagini con cui ci si presenta agli altri a cui noi mostriamo i lati felici della

nostra vita e la nostra dimensione di legame, di appartenenza al gruppo sociale da cui derviamo.

negli album di famiglia non ci sono foto che mostrano litigi o situazioni di lutto. sono sempre

rappresentazioni costruite secondo codici personali che abbiamo interiorizzato e di cui siamo

consapevoli.

B dice che c’è una relaizone, una connessione stretta tra norma sociale e norma estetica.

quindi tre sono gli aspetti che possono essere rilevanti:

1 definisce la foto di famiglia come pratica sociale

2 la corrispondenza tra norma sociale e norma estetica: la foto privata possiamo estenderla da

quella di famiglia a quelle intime ma corrisponde al modo in cui noi immaginiamo noi stessi e

vogliamo che gli altri ci vedano.

3 parla del fatto che ogni foto possiede una vitalità narrativa: in ogni foto è riposto un racconto che

è quello intrinseco all’immagine immortalata ma anche a quel flusso di memorie che vanno a

legarsi ad altre immagini ex aneddoti, e va a coincidere in parte alla nostra autobiografia, alla

nostra storia di vita.

la nostra storia di vita non appartiene sono a noi ma èun intreccio di elementi figurativi e narrativi

che vengono mescolati andando ad attingere all’interno e all’esterno della nostra memoeria. 14

ci sono parti della nostra vita che non possiamo raccontare s non in virtù del racconto che ci hanno

fatto gli altri, la nostra nascita non appartiene alla nostra memoria o alla memoria dei genitori che

ci hanno raccontato.

TEMPO E SERIE

oggi foto condensa la storia di vita di un anno delle sorelle. insieme di foto che hanno costellato la

vita delle donne. la foto non è solo un cristallo di tempo, un immagine del tempo. le immagini ci

definiscono anche come il tempo ha segnato queste done e diventa anche un immagine da

collocare nel flusso temporale.

allo stesso tempo queste foto che si concentrano su rapp di un gruppo famigliare mostrano anche

implicitamente come il legame famigliare trapela attraverso i volti delle donne. c’è memoria

famigliar,e di appartenenze, che definisce quel gruppo li rapp ma rimanda anche al fuori campo,

parenti, genitori. questa foro propone infatti una riflessione estetica sul rema genealogico

infine quando l’immagine arriva ad attestare un cambiamento e una trasformazione parla anche

del futuro e di quello che accadra. non solo ci documenta quello che è avvenuto ma nella servilità

crea uno stato di attesa e il destino di queste donne è quello di tutti noi e quindi in qualche modo ci

si domanda cosa accadra, se questa serie continuerò e se i sogg rimarranno uguali nel tempo.

cambiamento declinato dalla gioventù alla vecchiaia e qualcosa incombe su queste doone.

IL GIORNO DELLA MEMORIA

ragioniamo rispetto a quello che avviene nella memoria collettiva ch si ancora nella memoria

storica.

come il giorno della memoria informi non solo la memoria dei singoli ma anche le proposte culturali

che avvengono nella fine di gennaio.

tocca ogni angolo mediale. i sopravvissuti all’olocausto sono sempre più anziani e quindi i media

avvertono questa mancanza e cercano di recuperare tutta la memoria possibile.

come sta cambiando la memoria dell’olocausto? quali forme sta assmendo? si sta un po

banalizzando? si sta coagulando in una serie di topoi che si stanno vuotando anziché arricchendo?

il girono della memoria è legato ad una vera e propria rielaborazione o sta diventando strumento

per parlare d’altro?

ilgiorno della memoria è un punto a partire dal quale si costruisce una rete discorsiva che va a

coincidere con prodotti mediali e discorsi sociali diffusi da giornali, eventi culturlai,

il nodo della memoria quindi è quell’evento, quel luogo dell memoria che la collettività ha fissato e

che ha una collocazione originaria in un determinato tempo e spazio, riguarda persecuzione degli

ebrei da parte del regime nazisti. è quindi un ponte che ha un origine nel passato e si costruisce

secondo coordinate che sono spazio temporali.

la memoria non rimane ferma al passato ma viene rinnovata e quindi è come se si propagasse

lungo un asse sia temporale che spaziale.

non è più una memoria nazionale o europea ma riguarda il globo intero.

si è sviluppata questa trama di discorsi di cui noi stiamo analizzano un solo segmento ch va a

connettersi alle precedenti rielaborazioni e la superficie di un dibattito culturale che ha la propria

base nel tempo, possiamo individuare altri nodi della memoria individuando quale il punto

orginilae.

scelta data-> 27 gennaio

momento in cui aushwitgz è stato aperto e i prigionieri sono stati liberati dall’armata rossa, fase

finale seconda guerra mondiale. italia prima delle nazioni unite istituisce questo giorno,

convenzione e frutto di discussione dove si erano individuati altri momenti.

quest’anno giorni prima del 27 gennaio si accende un dibattito nato in seguito all’inaugurazione di

questo sito che raccoglie doto di turisti che visitano olocausto a berlino. il fotografo Shapira

modifica le foto cambiando le immagini e l’ambientaizone, fa fotomontaggio.

la memoria della shoha è qualcosa di aperto perché pone ancora troppe domande e ci interpella,

non riusciamo a dare una chiusura nel rispetto costruito a livello sociale. ricordo che viene

articolato e plasmato rispetto a dei codici e nelle varie istituzioni che le erogano sono elaborate

anche dai media stessi. 15

LE FONTI DELLA STORIA

prima i MONUMENTI ch sono i luoghi della storia costruiti dagli uomini, edifici eretti dove qualcosa

è avvenuto e che serve alla collettività per fissare un ricordo nel tempo e modificare lo spazio

sociale. i monumenti sono qualcosa di visibile, che iterrompe, definisce il tessuto urbano e pero

restano e ad essi vengono attribuiti valori che la società vuole trasmettere a tutti i singoli individui.

dall’altra parte abbiamo i DOCUMENTI,che deriva da docere e insegnare, e sono le certificazioni

su cui gli storici si fondano per ricostruire dli eventi del passato.

in shapiro ha rielaborato sia i documenti che i monumenti: i documenti Sono gli sfondi, immagini di

repertorio che ha raccolto e riutilizzato, il monumento invece è l memoriale costruito per dedicare

un luogo di sospensione, riflessione collettiva ma che obbligasse ad un cambiamento di

comportamento. e l’abitudine ha portato a riammettere il monumento all’interno della vita urbana,

della routine, modificare la discontinuità tra il modo di vivere la città in modo turistico producendo

effetti di un flusso di integrazione del memoriale all’interno delle pratiche quotidiane di vita della

citta.

ex quando entriamo in chiesa ci comportiamo in un certo modo.

LE TESTIMONIANZE DEI SOPRAVVISSUTI

durante le commemorazioni si coinvolgono i testimoni per coinvolgimento emotivo del testimone

che in qualche modo oltre ad essere un soggetto che ha subito in prima persona quegli eventi è un

corpo capace di creare relazione empatica con lo spettatore.

atto del parlare è un atto linguistico. a noi interessa che quant viene raccontato si basi sulla

pubblicità. il testimone assumo il ruolo di narratore e noi siamo i narratori del suo racconto.

a volte si dice ch la memoria della shoha sia qulcoa di intelleggibile, non riusciamo a raccogliere la

portata di quello che è successo. anche perche tradurre in linguaggio quellesperienza è qualcosa

di molto difficile, per questo si ono aperti molti discorsi sula rappresentabilità del trauma della

shoha. a volte anche perche gli stessi testimoni non riuscivano e non volevano raccontare.

a volte spiegare era ridurre, semplificare e banalizzare la portata degli eventi.

tentativo di tramandare una memoria e avvicinarci a quello che è avvenuto. se subito dopo si cerco

di bandire la rappresentazione della persecuzione nazista e anche censendo documentari, oggi noi

invece siamo immuni a questa cosa. lunedì 27 marzo 2017

il secondo campo appartiene al discorso, il discorso è il punto di incontro tra il mondo diretto e

indiretto. secondo eugenia il disceso è la forma che viene assunta dai materiali sensoriali, e tali

elementi e la configurazione che li determinano regola l’accesso percettivo, quindi la nostra

capacita di introdurre uno schema di regolamzneot di tali risorse sensoriali, al fine di accedere al

mondo indiretto.

CSI-> si sviluppa attraverso strategie particolari.

nick viene rapito con flash bianco che abbaglia e sospende la scena, flash che non può

appartenere alla riproduzione di esperienza ordinaria. poi c’è un salto in avanti, non vediamo chi

ha rapito nick e che lo trasportano nell’automobile ma vediamo nella stessa scena comparire un

campo, assistiamo al lancio della sigla ma poi rimaniamo spiazzati perche non riprendiamo da quel

punto e facciamo un salto in avanti. qui assistiamo ai primi indizi di cosa sia un discorso.

discorso= istanza che è responsabile del farci vede, del mostra, del costruire una storia a partire

da una dimensione precisa che è la sua estensione temporale, sis segue un andamento che ha

diversi percorsi e direzioni e la modulazione ci fa cogliere questo snodo che è appunto il discorso

che va analizzato nel dettaglio e attraverso le sue pieghe dobbiamo cercare di comprendere in

cosa consiste questa attività.

il discorso si definisce in quanto produzione discorsiva: quando vediamo un prodotto audiovisivo

siamo colpiti dalle risorse sensoriali che lo caratterizzano, possiamo seguire l’andamento della

storia attraverso l’aggiornamento delle nostre mappe sensoriali, queste trasformazioni sono

guidate e manipolate secondo un progetto. seguono un fluire sia a livello visivo che sonoro perche

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Corso di laurea: Corso di laurea triennale in Linguaggi dei media
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia96gallo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggi e semiotica dei prodotti mediali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Cati Alice.

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