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Linguaggi e semiotica dei prodotti mediali

Analisi della poesia di Mario Luzi

Giovedì 6 ottobre 2016: Analisi della poesia "Sotto specie umana" di Mario Luzi. La semiotica studia i soggetti, in particolare quelli che si relazionano con un campo di problemi. Il soggetto siamo noi semiotici, qualcuno che interpreta. Esiste un soggetto, qualcuno che agisce. La parola "relazione" ci suggerisce che non per forza è solo un soggetto, ma anche un insieme di persone.

Apre: gesto di aprire, verbo. Soggetto che compie l’azione. Ciò che quel "chi" fa, è un'azione. Ciò significa che il soggetto ha anche un’intenzione. Ma che tipo di azione è?

Aprire: come si apre un contenitore, scoprire, dischiudere, cominciare, iniziare. Un atto intenzionale, attività che implica un certo sforzo da parte di questi soggetti.

Nei: interno, dimensione spaziale. Mi fa pensare che ci sia anche un esterno, livelli di profondità, esplorazione, viaggio. Rimanda a livelli di interiorità, vado sotto una superficie, quindi c’è anche una superficie: profondità e superficialità, abisso/superficie.

Vocabolo: parole con cui si designa un concetto. Vocare = chiamare, nominare, attribuire un nome alle cose.

Fiore: cuore, al centro, il meglio, la crème (il fiore di...), fragile, precario. Campo dell’estetica, apparizione e evoluzione di un certo oggetto. Creatività, bellezza, vita.

Si apre il fiore del significato nei vocaboli, gli si apre all’interno, in un livello di profondità, aspetto fragile ed elettivo del fiore.

Brivido nel prato

Venerdì 7 ottobre 2016: "Apre aperto" -> il fiore che era da aprire ora è aperto. Il "chi" potrebbe essere la stessa persona, lo stesso soggetto che compie di nuovo l’attività di apertura, che però è un’attività che viene di fronte a qualcosa che nel frattempo è mutato nel tempo.

È aperto un brivido nel prato - ha a che fare con la sensazione, freddo a livello letterale ma diverso nell’esperienza. Ingaggia con questo "chi" una forma emotiva non neutra. Qualcosa che non ci lascia indifferenti dal punto di vista corporeo, ma che ingaggia qualcosa di emotivo.

Brivido del prato: vento come dinamismo, fili d’erba che ondeggiano. Prato = porzione di spazio più o meno vasta, può rappresentare lo spazio della comunicazione, fili d’erba che compongono un corpo comune. Insieme di soggetti che riprendono questo brivido.

Una domanda è una richiesta di risposta, invito a intraprendere un percorso di ricerca - domanda che i semiologi si fanno per approcciarsi all’argomento.

Non sapevi di saperlo: tempo imperfetto, continua a suonare questo passato. Il testo si rivolge a noi, ci interpella, il testo mi dà del “tu”. Intraprende con me un tipo di comunicazione diversa da quella impersonale. È come se ci fosse un potenziale patrimonio di conoscenze che non è attualizzato ma pronto ad essere utilizzato. Nel processo di analisi della significazione abbiamo un patrimonio di conoscenze che attiviamo inconsapevolmente.

Il sapere ha a che fare anche col sapore, non ci fa solo ragionare ma ci fa anche sentire sensazioni: forma di conoscenza mentale cognitiva e anche corporea che ha a che fare con la sensazione. Sapere contenutistico ma anche sapere riflessivo: la coscienza di compiere un atto di conoscenza: l’oggetto è l’atto di conoscenza e non il cosa da conoscere.

Elementi della semiotica

1. Eppure: elemento di cesura che sta per aprire una nuova forma di conoscenza. Essere certo di qualcosa.

2. Potresti: l’autore ti interpella direttamente.

3. Ora: percorso nel tempo, si oscilla in presente passato e futuro. Processo illimitato di conoscenza dell’oggetto.

4. Sei esperto: fare esperienza, si diventa capaci di una certa attività a fronte di un passato in cui ho acquisito un guadagno di conoscenza. Ha a che fare con l’aspetto immediato della conoscenza che dipende anche dalla nostra predisposizione a fare nuove esperienze. Esiste una continua dinamica tra oggettività e soggettività. La soggettività non deve essere esclusa dall’analisi. Conoscere la realtà significa saperla chiamare con il suo nome.

5. Se non che: fa parte di quest’area di forme dubitative (forse, potresti…)

6. Spira già oltre: c’è qualcosa di spaziale ed elemento temporale, è già avvenuto. Qualcosa che sembra passato ma è già futuro. Oltre = elemento spaziale che rimanda ad una dimensione diversa: circolarità, di vita e morte e tra futuro/passato, qui/lì.

Che cos’è la semiotica?: attività della realtà, tentativo in forma di domanda della comprensione della realtà. Attività compiuta da un soggetto che si relaziona ad altri soggetti, qualcosa che esprime una certa modalità in cui nel significato è. Arricchisce la conoscenza, imparo da ciò che sto analizzando, acquisisco esperienze in base alla mia esperienza. Sperimentare fino a che non arrivo ad un’ipotesi che soddisfi la tesi.

Semiotica: Studi di processi o fenomeni e le condizioni della significazione: la costituzione, l’apparizione, la trasformazione e la comunicazione del senso. La semiotica è un insieme di scienze, è un campo. Esistono diversi approcci, diverse materie, c’è una semiotica di qualsiasi cosa. Campo di conoscenze che con un atteggiamento simile sviscera esperienze diverse. Noi studiamo la semiotica moderna (inizi 900).

Semeiotica: proviene dalle arti del fare, decifrazioni dei sintomi di una certa patologia.

Cratilo: sostiene l’idea che ci sia un legame naturalistico non arbitrario delle cose. Ogni nome deve imitare per esprimere la cosa. Altra scuola di pensiero che professa una teoria convenzionalista tra il nome e la cose: correttezza dei nomi e delle cose determinata da un accordo fra i parlanti. La semiotica moderna è un tentativo di sistematizzazione di questo filone del passato.

Pierce: stati uniti. Semiotica

Saussure: svizzera. Semiologia

Premesse teoriche diverse: ambito pragmatista e ambito linguista, due discipline diverse.

Il segno secondo De Saussure

Giovedì 13 ottobre 2016: De Saussure, linguista, definisce il segno come una relazione di significazione interna alla lingua, inteso come sistema di differenze e opposizioni. Elemento minimo = parola, lettera. Intima ed esclusiva unità tra due componenti inscindibili.

Significante: traccia cognitiva di una componente sensibile.

Significato: traccia cognitiva di un concetto, classi di possibili contenuti mentali.

Hjelmslev individua con il significante l’espressione e il contenuto è quello che De Saussure designa come significato. Nel linguaggio comune il segno è quello che la semiologia indica come significante, mentre De Saussure dice che il senso è l’unione tra significante e significato, tutte e due le cose insieme. Questi due termini sono costrutti psichici, tracce cognitive, entità astratte condivise collettivamente.

Il segnale: sono le condizioni concrete di espressione. Legame tra significato e significante è caratterizzato da: esclusività e arbitrarietà (verticale: tutte le soluzioni sono possibili, frutto di una convenzione che non viene esplicitata fra i membri di una comunità di persone che comunicano fra loro. Orizzontale: ogni cultura ha un modo di vedere il mondo diverso).

Denotazione e connotazione: segno denotativo e segno connotativo. La denotazione non mette in luce determinate caratteristiche che un segno connotativo invece mette in luce. La connotazione è un effetto di come se il segno denotativo sia soltanto il significante di un segno connotativo.

Segno denotativo: metasigno = gestualità, i segni danno dei significati ulteriori.

Denotazione e connotazione

Venerdì 14 ottobre 2016: Denotazione connotazione. Il livello che determina l’efficacia comunicativa della pubblicità è il pomodoro e pasta associate all’italianità. Esiste un livello denotato letterale immediato. Diversi aspetti connotativi: borsa semi aperta usata in questo tavolo = freschezza è il segno denotativo, cucinare gli elementi freschi.

Tre idee di italianità: pomodoro, peperone sono ortaggi ma anche l’aspetto cromatico nero/verde, rosso, bianco = colori bandiera italiana, ma anche il tipo di prodotti = alimenti e come sono disposti sul tavolo.

Idea di ancoraggio che è fornita dal testo di questa pubblicità, c’è sempre la presenza di qualcosa che disambigua un messaggio.

Panzani non è solo il nome della pasta, ma altri elementi indirizzano la lettura dell’immagine.

"Con il cuneo rosso", manifesto che ha un livello connettivo ideologico, comunica l’ideale di conservatori (socialismo contro conservatori), con il cuneo rosso batti il bianco.

La semiosi secondo Peirce

La semiosi secondo Peirce: Peirce, scienziato pragmatico, non conosce De Saussure. Il nostro accesso alla realtà avviene processando dei segni: l’unico modo che abbiamo di conoscere è quello di produrre dei segni. Concezione del segno non più bidimensionale ma tridimensionale: per Peirce tutto è 3, tutto è triadico.

Una definizione di che cos’è il segno: un segno sta per qualcosa nei confronti dell’idea che esso produce o modifica. L’idea a cui dà origine è chiamato interpretante. La relazione è sempre tra te elementi, un segno che sta per un oggetto e che dà origine ad un’idea che Peirce definisce interpretante. Un segno è qualcosa che sta per qualcuno in luogo di qualcosa in qualche rispetto o capacità. Il segno che esso crea lo chiamo interpretante. L’interprete riceve i segni e produce un interpretante.

Ground: di tutte le proprietà che potrebbe avere un oggetto se ne seleziona solo una: oggetto nell’istante in cui si manifesta = selezione di un aspetto di pertinenza del segno tra tutti gli aspetti di pertinenza possibili. È l’aspetto con cui il segno in quel momento sta per l’oggetto.

Ex: disegno di un cavallo, disegno in cui vengono delineati i contorni in bianco e nero di un cavallo in bianco e nero. Non ci dice le caratteristiche del cavallo: questo segno è un sostituto parziale dell’oggetto perché ha scelto il ground e non tutte le altre. Ci suggerisce cavallo, ma non la razza, il colore, le capacità ecc. Il segno costituisce una mediazione tra la nostra rappresentazione e le caratteristiche di un cavallo.

Interpretante: è cavallo, l’idea che può suscitare nello spettatore.

Oggetto: così come il segno rappresenta.

Oggetto dinamico: non lo vediamo, per quanto esistente non entra nell’interpretazione, non si dà alla percezione e quindi neanche al ragionamento e all’inferenza. Non entra nel processo di semiosi. Esisto solo se declinato sotto una capacità.

Semiosi illimitata

Ho un segno che tramite un oggetto produce un interpretante. Se in una relazione triadica produco un segno per interpretarne un altro, allora avrò bisogno di un altro segno per pensarne un altro e così via. Genero una catena di interpretanti. È un flusso di coscienza reso oggettivo dalla presenza di segni. Questo è il modo con cui decifriamo la realtà. C’è però un interpretante logico finale che può essere interpretato come il punto di arrivo della semiotica illimitata: soddisfa le conoscenze conoscitive coordinate ad un’azione.

Ex: un certo evento viene rivelato viene ripreso da diversi media. Ex: Air France, parrucca = mondo, aerei = aerei internazionali, colori collegati al cielo, canzone “Love is in the air”.

La classificazione dei segni

Giovedì 20 ottobre 2016: La classificazione dei segni ci serve per distinguere tipologie diverse tra la relazione di segno e oggetto. Tre modalità con cui si può manifestare la relazione tra il segno e l’oggetto.

  • Icona: somiglianza o similarità come caratteristica fondamentale tra la relazione segno-oggetto che Peirce chiama icona. Intrattiene con l’oggetto una relazione di somiglianza. Le icone sono simili al loro oggetto. Le proprietà di questo segno sono simili alle proprietà di questo oggetto.
  • Esiste un’altra categoria di segno caratterizzata da una reazione di connessione fisica o anche storica: categoria di secondi e richiamo al passato. Un indice è un segno realtà determinato dal soggetto. Ex: frenata sull’asfalto mi dice che una macchina è stata lì e che ha inchiodato. Certificazione di un passaggio. Di una presenza che è stata lì.
  • Terza tipologia di segno chiamata simbolo è un segno che si lega al suo oggetto in virtù di una legge che abbiamo stabilito tra noi, legame arbitrario, immotivato. Abbiamo stabilito una convenzione tra di noi. Ex: codice stradale, stesso linguaggio -> segno di tipo simbolico.

Ibridazione dei segni

Per quanto possa predominare la natura simbolica, c’è qualcosa di iconico che mi sta focalizzando in modo più chiaro che tipo di segno (pericolo) è. Stesso cartello in una foto: si è aggiunto dal punto di vista di segni un passaggio effettivo, concreto e reale del pericolo che si sta comunicando attraverso il segno un po' simbolico e un po' iconico. Ex: cartello rosso con barra di non accesso -> cartello iconico perché questa barra suggerisce iconicamente una barriera, un elemento di ostacolo, qualcosa che mi impedisce di andare oltre. Cartello anche simbolico perché vuol dire DIVIETO. + elemento cromatico.

Ex: souvenir di modellino della torre di Pisa, si attiva o no la categoria dimensionale? L’età anagrafica insieme alla matrice culturale di una comunità mette in discussione la neutralità della categoria delle icone, alcuni soggetti attivano la categoria dimensionale e altri no.

Ex: cartina dell’Italia -> verde pianura in senso simbolico, una mappa che identifica un’area pianeggiante non per forza fertile.

Ex: iper ritratti -> icona di Obama VS sovrapposizione di elemento cromatico ad un ritratto abbastanza penetrato nell’immaginario del mondo. C’è qualcosa di simbolico in più o no? È un’icona ma il colore aggiunge qualcosa di simbolico perché rimanda ad una certa matrice ritrattistica. Aggiungiamo qualcosa di simbolico ad uno iconico. Sono delle icone di Barack Obama ma c’è anche un elemento simbolico e convenzionale.

Ex: avatar non tutti i segni iconici hanno un oggetto reale. Assomiglia ad un oggetto che non c’è ma non per questo non è un’icona. Ex: l’onomatopea è un’icona? FRUSCIO, BAU BAU. Ex: tomba di Tutankhamon.

Ipoicone

Alcuni segni sono simili al loro oggetto ma per interpretarli completamente si applicano delle regole convenzionali frutto di un accordo tra i parlanti dati da una certa cultura. Motivazione, somiglianza, convenzione.

Ipoicona: un po' meno di icona, proposta da Eco per sottolineare che alcune icone in realtà sono limitate alla loro somiglianza all’oggetto ed è più opportuno chiamarle ipoicone, consapevolezza di questa parzialità al criterio di somiglianza. Anche i codici possono mentire. 21/10/2016

Semiotica interpretativa

Semiotica interpretativa: ci approcciamo alla realtà attraverso i segni. Sul lato verticale del triangolo esistono tre segni diversi. Su quel lato riconosciamo o mettiamo dei segni diversi a secondo del rapporto che c'è tra soggetto e oggetto. Icone quando si somigliano, indice quando segno è in contiguità fisica con il soggetto oppure simboli quando legame vige su legge convenzionale.

Esercizi pratici

  • Esercizio 1: guardati intorno, sei in una stanza disseminata di segni, identificali. Poi ne valuto l'ibridazione, l'oscillazione, quale delle nature del segno è preminente. Ci possono essere icone un po’ meno di icone perché occorre un margine di convenzionalità per interpretarle correttamente. (Ci possono essere icone che non hanno oggetto o che ci mentono se un indice ci segnala traccia di un passaggio, è possibile che non sia passato niente).
  • Esercizio 2: individua segni intorno a te, distinguendoli tra indici, icone o simboli, individua anomalie etc.
  • Esercizio 3: analizza app dell'iPhone. Crea raggruppamenti.
  • Esercizio 4: digita parola chiave in internet e capire quali sono gli interpretanti che l'argomento genera per interpretare la parola chiave.

Figure retoriche e psicologia della Gestalt

Barthes dice che ci possono essere delle figure retoriche visive, tipo la metonimia (sostituzione di un termine con un altro quando vi è reciproca dipendenza). Altra è la metafora: ragazza e conchiglia uguali per la forma a spirale, movimento comune, colore arancione, luce con parti più luminose, texture rigata si ha per una parte della ragazza (pantaloni).

All'analisi figurativa associamo l'analisi plastica. Quella figurativa è la rappresentazione delle cose del mondo reale. Psicologia della Gestalt, analizziamo i segni per quello che significano per sé, il valore formale, cose che comunicano di per sé a prescindere dall'oggetto che rappresentano. Ci sono alcuni elementi che obbedendo a queste leggi ci sembrano non singoli termini senza relazione fra di loro, ma come unità di un'unica configurazione.

Figura b: aggreghiamo simboli simili.

Elementi c: elementi che hanno movimento solidale tra di loro e poi linea che passa dietro le colonne. In virtù della legge percettiva del destino comune è una linea che passa dietro.

Figura d: vedo che A va verso B e X va verso Y.

E: legge di chiusura, tendiamo a chiudere piuttosto che vedere la parte aperta.

F: vediamo una e con ombreggiatura.

G: cubo o forma ottagonale?

Iconografia San Giorgio e il drago: diagonale spada disarmonica da destra in alto verso sinistra in basso, livello plastico: dove sono messe le cose ci dice qualcosa di più, esprime significato o contenuto ad un livello più interessante, intrigante.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia96gallo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggi e semiotica dei prodotti mediali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof D'Aloia Adriano.
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