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Appunti completi per sostenere l'esame di diritto internazionale del lavoro

Appunti di diritto internazionale del lavoro basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Rossi dell’università degli Studi Carlo Bo - Uniurb, facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea in scienze giuridiche per la consulenza del lavoro e la sicurezza dei lavoratori . Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto internazionale del lavoro docente Prof. E. Rossi

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Le istituzioni dell’UE

Con il Trattato di Lisbona del 2007 sono stati delineati gli organi e le istituzioni dell’UE. Sono assimilati tutti sotto il nome di

istituzioni, tuttavia Parlamento Europeo, Commissione e Consiglio sono organi rappresentativi, perciò si tratta di

istituzioni politiche. Questo è molto importante perché in materia di impugnazione occorre fare distinzione fra organi e

istituzioni.

Corte di giustizia e Corte dei Conti sono invece connotati da piena indipendenza e sono definite istituzioni giudiziarie.

Il Parlamento nomina anche il Mediatore europeo.

IL PARLAMENTO EUROPEO

Assolve tre funzioni principali: legislativa, di bilancio, di controllo. La funzione legislativa è normalmente svolta attraverso

co-decisione con il Consiglio (dei Ministri).

Il Parlamento europeo è composto da 751 membri eletti ogni 5 anni a suffragio universale diretto (dai cittadini degli Stati).

Questi membri sono suddivisi in venti commissioni. Il numero dei seggi rappresentativi per ogni Stato membro viene

definito in base alla popolazione delle nazioni secondo un criterio definito degressivamente proporzionale (man mano che i

cittadini di ogni Stato diminuiscono si incide minormente con la riduzione di seggi rappresentativi).

La funzione legislativa

Il procedimento legislativo può avvenire con codecisione, approvazione o consultazione.

Con codecisione: l’iniziativa legislativa (il disegno di legge) deriva dalla Commissione che ne ha la competenza ed effettua il

controllo di sussidiarietà. In seguito, il testo giunge al Parlamento europeo che può modificarlo o approvarlo e sottoporlo al

Consiglio. Anche il Consiglio può modificare o approvare il testo e, in caso di modifica, rimandarlo al Parlamento. La

navette è consentita fino ad un massimo di tre volte, raggiunto il limite e senza aver ottenuto approvazione il tutto passa in

mano ad un Comitato di conciliazione.

Se vi è approvazione piena da Parlamento e Consiglio, la legge viene pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE.

Nel caso del procedimento di approvazione, l’iniziativa legislativa e il testo predisposto dalla Commissione, giungono al

Parlamento che può decidere solo se approvare o meno. Se c’è approvazione, il testo passa poi al Consiglio che può

determinare modifiche o approvazione.

Nel procedimento di consultazione, l’iniziativa legislativa e il testo predisposto dalla Commissione vengono sottoposti al

Parlamento di modo che possa fornire un parere che tuttavia non è in alcun modo vincolante per il percorso del

procedimento legislativo. Il testo può essere poi modificato e approvato dal Consiglio.

La funzione di bilancio

Assieme al Consiglio, il Parlamento elabora il bilancio dell’UE. Approva il quadro finanziario pluriennale.

La funzione di controllo

In merito al controllo il Parlamento europeo ha funzioni significative, può:

- ricevere e chiedere informazioni e interpelli;

- adoperare censura nei confronti della Commissione;

- nominare commissioni d’inchiesta;

- nominare il Mediatore europeo (soggetto a cui si può rivolgere direttamente ogni persona fisica presentando

denuncia per i casi di cattiva amministrazione).

IL CONSIGLIO (DEI MINISTRI)

È composto dai Ministri degli stati membri e il suo assetto varia a seconda dell’ordine del giorno ossia dei temi trattati (ad

esempio medicina e salute: Ministri della Salute).

Il Presidente del Consiglio è a rotazione semestrale e coincide con quello della nazione chiamata in carica. Questo è molto

importante perché uno Stato membro può sfruttare una lunga fase preparatoria in attesa del suo semestre in Presidenza del

Consiglio d’Europa, così da portare gli argomenti e le questioni che più gli interessano.

Il Consiglio quindi definisce le politiche, assolve la funzione legislativa e di bilancio assieme al Parlamento. Sorveglia in

materia economica e di sicurezza.

LA COMMISSIONE

La Commissione è composta da 28 commissari (uno per ogni Stato membro) e dispone di un Presidente eletto dal

Parlamento.

Si occupa di una funzione esecutiva-amministrativa. È fatto assoluto divieto agli Stati membri di influenzare i commissari.

Compito chiave della commissione è occuparsi dell’iniziativa legislativa.

Si occupa inoltre di dare esecuzione al bilancio e di vigilanza. In merito alla vigilanza fa da garante del rispetto del diritto

dell’UE, occupandosi dei procedimenti di infrazione (inadempimento). 9

IL CONSIGLIO EUROPEO

È composto da tutti i capi di Stato e di Governo (28), da un Presidente di Commissione, dal Commissario degli Esteri (alto

rappresentante della politica estera) e, a partire dal Trattato di Lisbona è stata istituita anche la figura di Presidente del

Consiglio Europeo (31 membri). Questa figura è stata inserita per garantire la continuità dei lavori dato l’alto tasso di

ricambio dei capi di Stato e di Governo delle singole nazioni.

Il Consiglio europeo si occupa della regolazione delle politiche europee.

LA CORTE DI GIUSTIZIA o CORTE di LUSSEMBURGO

La Corte di Giustizia è composta da tre organi giurisdizionali:

- Corte

- Tribunale

- Tribunale speciale

È formata da 1 giudice per ogni stato membro, imparziale e indipendente. I giudici sono aiutati da avvocati generali che si

occupano di pubblicare conclusioni prima che venga emessa la sentenza dalla Corte di Giustizia stessa.

Le sentenze del Tribunale Specializzato possono essere impugnate dal Tribunale Generale.

La Corte funge da organo di appello per le sentenze del Tribunale sia per ricorrenti non privilegiati (ricorsi da parte di

persona fisica o giuridica) sia per quelli privilegiati (ricorsi da parte di Stati membri e Istituzioni), questi ultimi non passano

per i tribunali.

I ricorsi possono avvenire in 5 modi:

- in caso di infrazione; Per questi ricorsi la competenza è del Tribunale (nei

- per chiedere annullamento-----------------------------------

- in caso di carenza---------------------------------------------- casi di Persona Fisica e Giuridica) o della Corte (nel

- per responsabilità extra contrattuale------------------------ caso di ricorrenti privilegiati)

- per rinvio pregiudiziale

Per il primo e per l’ultimo caso la competenza è esclusiva della Corte.

Come funzionano i ricorsi?

Infrazione Annullamento Carenza Responsab. Extrac. Rinvio Pregiud.

Avviene in caso di Avviene quando si Si richiede per invitare È un ricorso residuale, Viene richiesto se si

violazione di qualunque reputa che un’Istituzione a per poter esperire al rileva, durante l’attività

norma UE da parte un’Istituzione abbia emettere un atto per risarcimento per danno interpretativa, un

degli Stati che sono gli emesso un atto viziato. sopperire a delle carenze ingiusto in cui esiste problema di

unici legittimati passivi, o perché mancante. nesso di causalità tra compatibilità tra fronti

ossia subiscono la danno e causa lesiva. del diritto dell’UE e

Legittimati passivi Legittimati passivi

procedura. La prescrizione è fonti interne.

quinquennale e i Lo possono sollevare

Legittimati attivi sono la requisiti richiesti per legali e giudici d’ufficio.

Le Istituzioni Le Istituzioni

Commissione o gli Stati proporlo sono simili a

membri quelli dell’art. 2043 c.

“astrattamente”. civ.

Legittimati attivi Legittimati attivi

Le Persone Fisiche non

possono subire

procedura di infrazione. Ricorrenti privilegiati e Ricorrenti privilegiati e

non privilegiati non privilegiati

La procedura si divide

in non contenziosa e SI TRATTA DI DUE RICORSI FRA LORO

contenziosa. SPECULARI

Può sfociare con una

sentenza dichiarativa

non di condanna o con

una sentenza di

condanna e prevedere

una relativa sanzione. 10

LA CORTE DEI CONTI

È composta da 28 membri (uno per Stato) nominati per 6 anni dal Consiglio. Si occupa di materia contabile ed in

particolare di:

- verifica del bilancio delle singole istituzioni;

- verifica del bilancio dell’UE.

Emette ogni anno una temutissima relazione che si pone di rilevare ogni attività contabile irregolare.

LA BCE

È composta da 1 presidente e 5 membri, si occupa di politica monetaria e finanziaria. È l’unico organo che può

autorizzare l’emissione dell’Euro. Gestisce il deposito di valuta estera e controlla la regolarità dei tassi di cambio. Vigila su

banche e istituti di credito degli stati membri. 11

I procedimenti di formazione degli accordi internazionali

Fino ad ora abbiamo parlato di accordi internazionali e dei loro contenuti ma non abbiamo visto nel dettaglio come questi

conducono alla formazione vera e propria dei trattati e alla fase successiva che è l’adattamento.

Abbiamo quindi due fasi:

1. La fase di formazione dei trattati

2. La fase di adattamento

La fase di formazione dei trattati può avvenire in forma solenne o semplificata.

La forma solenne prevede 4 fasi:

- Negoziazione (curata dai plenipotenziari)

- Sottoscrizione (non comporta il vigore dei contenuti)

- Ratifica (in Italia è adoperata dal Presidente della Repubblica secondo l’art. 80 Cost.)

- Scambio o deposito delle ratifiche (è necessario perché i trattati coinvolgono più parti e ogni Stato deve ratificare o

comunque sia tutti gli Stati facenti parte del trattato).

A queste fasi segue l’entrata in vigore dei contenuti dei trattati, ossia il loro riconoscimento, tuttavia per la loro applicabilità

bisogna attendere l’adattamento.

La forma semplificata prevede sole 2 fasi: negoziazione e sottoscrizione. Il suo uso è limitato da tre condizioni: dev’essere

fatta espressa menzione da parte del plenipotenziario di uso di forma semplificata; dev’esserne menzionato all’interno

dell’accordo l’uso; non deve riguardare materie per le quali è stato specificato divieto d’uso di forma semplificata.

La fase di adattamento conforma il diritto interno all’impegno preso dallo Stato sul piano internazionale. Rende applicabile

il contenuto degli accordi in vigore. L’adattamento può avvenire in due modi:

- Forma ordinaria: riformula la norma internazionale in norma interna;

- Procedimento speciale: avviene un semplice rinvio alla norma di riferimento internazionale effettuandolo con

l’uso di una legge interna.

L’adattamento in Italia

Per l’adattamento dei contenuti dei trattati in Italia distinguiamo le fonti del:

- Diritto Internazionale Generale (origina da consuetudini) DIG: il rango è sovra costituzionale, opera l’articolo

10 Cost. per il quale vige un adattamento automatico e costante. Prevalgono sulle norme di rango costituzionale le

consuetudini internazionali (salvo i contro limiti).

- Diritto Internazionale Pattizio (origina da accordi): il rango è di legge ordinaria rinforzata dall’art. 117. Sottostà

alla Costituzione. Il procedimento di adattamento è sempre speciale: attraverso l’ordine di esecuzione.

L’ordine di esecuzione è una legge ordinaria emanata dal Parlamento. Viene designata piena ed effettiva esecuzione

rinviando all’accordo internazionale. Gli art. che danno esecuzione sono normalmente di due tipi: si autorizza ratifica o si

da piena esecuzione.

L’art. 117 Cost. (con cui è stato sancito il Primato del Diritto Europeo) prevede che l’esercizio della potestà legislativa

rispetti i vincoli dell’Ordinamento Internazionale. 12

I trattati: adesione, riserve e modifiche, recesso e altri avvenimenti cui possono andare incontro.

Come si aderisce ai trattati?

Occorrono due requisiti: uno geografico (di vicinanza) e l’altro richiede che ci sia condivisione dei valori dell’UE.

La possibilità di aderire è specificata dagli stessi accordi. Dopo una prima fase di candidatura, lo Stato firma un apposito

accordo con l’organizzazione internazionale (Commissione, Consiglio, Parlamento) e necessita della approvazione di tutti gli

stati membri.

I trattati possono essere oggetto di riserva. Le riserve producono la disapplicazione dell’articolo su cui ci si riserva. Uno

Stato al momento di firma, di ratifica o in un momento successivo può formulare una riserva salvo che sia specificamente

vietata dal medesimo trattato o lontana dallo scopo e dall’oggetto del trattato.

Per i trattati vige una regola generale riguardo l’interpretazione e l’applicazione. Questa regola vuole che l’interpretazione

avvenga normalmente in buona fede e contestualizzando i termini del contesto, osservando in modo teologico lo scopo.

L’applicazione dei trattati è irretroattiva, regola dal momento in cui sono applicati in poi.

L’interpretazione non può ledere norme di diritto internazionale altrui.

La possibilità di modifica dei trattati è prevista solo se vi è accordo fra le parti. È possibile la formulazione di proposte di

modifica da parte dei singoli stati membri.

Per i trattati non è differenziata la nullità dall’annullabilità. Si specifica solo la nullità che può essere determinata quando:

- È invocato un errore rilevato da uno Stato. L’errore deve essere vertente su situazioni esistenti (fatti) risultate

infondate o differenti da quanto specificato nei trattati.

- C’è dolo da parte di uno Stato che determina dei vizi di consenso.

- C’è corruzione.

- C’è violenza esercitata sul plenipotenziario o sullo Stato sotto forma di pressioni minacciose.

La modifica dei trattati nel dettaglio poi può seguire due differenti procedure dette di revisione.

- Per la revisione ordinaria: dev’esserci un progetto di modifica, proposto dalle istituzioni o dagli stati membri. Al

progetto segue una valutazione di ammissibilità fatta dal Consiglio Europeo, poiché si riuniscono tutti gli Stati. Se la

modifica proposta è ammissibile viene nominata una Conferenza Intergovernativa, formazione nella quale si

modifica il trattato per poi risottoporlo all’approvazione di tutti gli stati membri.

- Per la revisione semplificata: solo in alcuni casi specifici si salta la fase della Conferenza Intergovernativa e fa

tutto il Consiglio europeo, dopodiché richiede a tutti gli Stati l’approvazione.

*una nota: in Italia è vietato indire referendum per proporre modifiche ai trattati!

Come si recede?

Lo Stato che recede esercita un diritto soggettivo. Può uscire purché rispetti le modalità di recesso definite (Art. 50 TFUE).

Lo Stato che vuole recedere invia al Consiglio Europeo lettera di notifica. L’Unione deve negoziare e concludere un apposito

accordo per il recesso tenendo conto del quadro e dei rapporti con lo stato recedente.

Per quanto riguarda la denuncia si tratta di un atto unilaterale di recesso che può avvenire da parte di uno Stato. Una volta

fatta denuncia lo Stato deve attendere un certo termine e attenersi alle condizioni previste dal trattato per la denuncia.

Questo termine può anche essere prorogato. (Il caso da ricordare è quello attualissimo di BREXIT). 13

Il Consiglio d’Europa, la CEDU e la Carta Sociale

Il Consiglio d’Europa è un’organizzazione internazionale il cui scopo è promuovere la democrazia, i diritti umani, l'identità

culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa.

Il Consiglio d'Europa fu fondato il 5 maggio 1949 con il Trattato di Londra e conta oggi 47 stati membri di cui 28 sono gli

Stati facenti parte dell’UE.

Il Consiglio d'Europa è tuttavia estraneo all'Unione europea e non va confuso con organi di quest'ultima, quali il Consiglio

dell'Unione europea o il Consiglio europeo.

La sua sede istituzionale è a Strasburgo. Lo strumento principale d'azione consiste nel predisporre e favorire la

stipulazione di accordi o convenzioni internazionali tra gli Stati membri e, spesso, anche fra Stati terzi.

Le iniziative del Consiglio d'Europa non sono vincolanti e vanno ratificate dagli Stati membri.

I principali organi del Consiglio d'Europa sono:

- il Comitato dei Ministri: agisce per conto del Consiglio d’Europa.

- il Segretario generale del Consiglio d'Europa,

- l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa: può fornire raccomandazioni al Comitato dei Ministri ed è

un organo deliberativo.

Il Consiglio d’Europa aderisce ai contenuti della CEDU [Roma – 1950] e si obbliga a rispettarli. Al fine di assicurare un

controllo sul rispetto dei contenuti della CEDU istituisce una propria corte, la Corte di Strasburgo.

C’è da dire che la CEDU, a sua volta, è una carta che è integrata da 14 ulteriori protocolli e che ha un suo organo di

controllo del rispetto della carta identificato nella Corte EDU. Proprio col protocollo numero 14, viene modificato l’art. 59

della CEDU con l’aggiunta di un secondo punto in cui si specifica: “L’Unione Europea può aderire alla CEDU”. Tuttavia

l’adesione è specificato debba essere subordinata all’approvazione del Parlamento Europeo e degli Stati membri, nonché al

parere della Corte di Giustizia europea (Lussemburgo).

Si assiste all’avvio, il 4 giugno 2010 di un negoziato per l’adesione dell’UE alla CEDU. Il 5 aprile 2013 i negoziati (ovvero

tutti i testi prodotti nella fase negoziale) vengono concretizzati in un accordo. È redatto perciò un progetto di accordo, in cui

all’art.55 in particolare si specifica anche il meccanismo del convenuto aggiunto. Con tale meccanismo si voleva far si che

in caso di violazione dei diritti della CEDU la Corte di Strasburgo potesse agire sia contro lo Stato che ha violato i diritti sia

contro l’UE. La Corte di Lussemburgo ha dichiarato inammissibile che un soggetto esterno (la Corte di Lussemburgo)

risolvesse controversie e giudicasse sugli atti della UE.

La Carta Sociale Europea è un trattato dello stesso Consiglio d’Europa adottato a Torino nel 1961 e rivisto a Strasburgo

nel 1996. È entrata in vigore nel 1999, così da riconoscere i diritti umani (sociali) e le libertà fondamentali nonché i

meccanismi di controllo per gli stati che la ratificano. La funzione della Carta Sociale Europea è quella di far riconoscere i più

recenti diritti definiti di “seconda generazione”. 14

I tentativi di adesione dell’UE alla CEDU.

Quadro introduttivo

Abbiam visto due fonti del diritto all’interno del Consiglio d’Europa: due convenzioni internazionali, due carte: la CEDU e la

Carta Sociale Europea. Sono due documenti vincolanti per gli stati che hanno aderito al Consiglio d’Europa.

Potrem dire la stessa cosa per l’OIL. Un’altra fonte internazionale al cui interno vi sono le convenzioni.

Sistemi separati, con legami e interferenze al contempo.

Ci sono legami anche tra organizzazioni internazionali: art. 5 TUE, le norme della CEDU (i diritti della CEDU) fa parte del

diritto dell’UE in qualità di diritto primario (trattati, carta di Nizza, principi generali).

La particolarità e il problema che emerge con l’adesione dell’UE alla CEDU.

L’UE è un’org. Internazionale, in quanto tale rientra fra i soggetti di diritto internazionale e ha il diritto di concludere accordi

internazionali, come caratteristica principale.

L’UE potrebbe astrattamente aderire a tutti i contenuti della CEDU. Se l’UE mettesse in moto il meccanismo di adesione

sarebbe soggetta anche alle sentenze dell’organo che vigila sul controllo della CEDU: la Corte di Strasburgo.

La CEDU prevede che, nel caso di violazione da parte di uno Stato, si possa fare ricorso individuale e interstatale (Art.33-34

CEDU), ma l’UE non è uno Stato, bensì un’organizzazione internazionale!

Se ci poniamo all’interno del sistema dell’UE abbiamo altre fonti ed altri organi, incluso un altro organo giurisdizionale

(giudicante) la Corte di Lussemburgo (la Corte di Giustizia dell’UE).

Il sistema UE e il sistema del Consiglio d’Europa sarebbero così interconnessi relativamente alla possibilità di far valere la

violazione dei diritti della CEDU anche all’interno del diritto dell’UE. La conseguenza è che, strumenti e mezzi di ricorso

previsti all’interno dell’UE (i 5 tipi di ricorso già visti), possono essere utilizzati per far valere anche violazioni della CEDU.

Avviene quindi un accavallamento: la Corte di Giustizia può esser quindi chiamata a pronunciarsi anche sulla violazione

della CEDU.

C’è da osservare che di norma se c’è violazione della CEDU molto probabilmente c’è violazione anche della Carta di Nizza.

Perché l’UE non aderisce integralmente alla CEDU? Perché l’adesione avrebbe comportato che i ricorsi individuali potessero

essere fatti anche contro l’UE stessa, in caso di violazione dei diritti della CEDU.

Due sono stati i tentativi di adesione dell’UE alla CEDU.

Il primo, fallito perché la CEDU stessa non prevedeva l’adesione di soggetti diversi dagli Stati, e l’UE come già detto è

un’organizzazione internazionale e non uno stato.

Il parere emesso dalla Corte di Giustizia 2/1994, definì inoltre all’epoca non competente l’UE all’adesione poiché avrebbe

ingenerato un mutamento sostanziale del diritto comunitario e dei relativi assetti.

Per rimediare alla possibilità d’adesione, il protocollo integrativo numero 14 della CEDU, con il suo articolo 17 ha

modificato l’art. 59 della CEDU aggiungendogli un secondo comma in cui si specifica <L’Unione Europea può aderire alla

CEDU>.

Con la Carta di Nizza del 2000, che ha assunto valenza di trattato con quello di Lisbona nel 2009, si specifica l’adesione

dell’UE ai diritti fondamentali della CEDU previa approvazione del Parlamento Europeo e degli Stati Membri. Grazie a

questa mossa sono avviati il 4 giugno 2010 nuovi negoziati per l’adesione che si concretizzano in un secondo accordo

presentato dal Consiglio d’Europa il 5 aprile 2013 sempre alla Corte di Giustizia.

Il secondo tentativo di accordo viene bocciato - sempre a seguito della dichiarazione da parte della Corte di Giustizia con il

parere 2/2013 - che ha sostenuto che la nuova bozza di accordo stipulata risultava incompatibile con i Trattati UE, poiché

non in grado di salvaguardarne adeguatamente le caratteristiche specifiche e l’autonomia.

In sintesi la Corte di Giustizia ha osservato che tra CEDU e UE c’è già un legame previsto dall’art. 6 TUE specificato nel

comma 2 e 3.

2. L'Unione aderisce alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Tale adesione non modifica le

competenze dell'Unione definite nei trattati.

3. I diritti fondamentali, garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e risultanti dalle

tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri, fanno parte del diritto dell'Unione in quanto principi generali.

La Corte è intervenuta poi specificando che funzioni, competenze e strutture dell’UE non possono essere variate poiché

l’UE è frutto di una volontà degli Stati membri. Gli stessi cambiamenti potrebbero violare i trattati dell’UE e gli Stati aderenti

dovrebbero volere all’unanimità le modifiche.

Primato, autonomia, certezza del diritto dell’UE sarebbero compromessi qualora l’UE aderisca in toto alla CEDU

poiché la stessa Corte di Giustizia sarebbe assoggettata a un controllo esterno. Il diritto dell’UE potrebbe essere oggetto di

sentenza da parte della Corte di Strasburgo e questa cosa non è prevista da accordi da parte degli Stati.


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DLMMRC

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9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze giuridiche per la consulenza del lavoro e la sicurezza dei lavoratori
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DLMMRC di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Rossi Edoardo Alberto.

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