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APPUNTI DI

MACROECONOMIA

11.10.2017

1776 Adam Smith pubblica “indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni”

Anno di nascita dell’economia come disciplina scientifica.

Come fa un economia di mercato a funzionare?

In che senso funziona? (ci sono problemi)

Crisi finanziarie ed economiche

Problemi ambientali CO2

Problemi su distribuzione di reddito e ricchezza.

1776 economia pianificata

Il peso delle decisioni centralizzate è molto

2017 economia di mercato

Basata su scelte, decisioni decentrate ai singoli (prese a livello micro)

Soggetti sono consumatore e impresa (agenti economici)

Si ha libertà di scelta rispettando il vincolo di bilancio.

Assunzioni relative al comportamento degli agenti economici, assunzioni standard:

gli agenti economici sono:

razionali cercano di ottenere io massimo.

Massimizzazione dell’utilità della soddisfazione che il consumatore può ottenere.

Le imprese invece cercano di massimizzare i profitti al meglio.

L’imprese ha obiettivo di profitto RT> CT

NB (profitto) π=RT-CT RT= fatturato impresa, valore della produzione RT=p . q

Auto interessata (self-interest) no egoismo.

Agenti economici, perseguono un proprio obiettivo, soddisfano un proprio

interesse.

MERCATO è IL luogo economico in cui avviene lo scambio di merci

Luogo di incontro di domanda e offerta

Chi scambia?

Gli agenti economici che operano dal lato della domanda e gli agenti economici che

operano dal lato dell’offerta.

MERCE oggetto, prodotto, c’è attività produttiva.

Le merci sono scambiate sul mercato

Si dividono in beni oggetto fisicamente prodotto

servizi non si concretizza in un oggetto ma in un prodotto utile a chi

ne usufruisce

(erogare servizi) possono usufruirne solo quando il servizio è erogato (dato

momento).

Agnelli produce automobili: prodotto

Automobile del tassista: sevizio

Come funziona il mercato?

Esempio del mercato di mele:

LATO DELLA DOMANDA

QD quantità domandata (demand)

È influenzata da: gusti e preferenze, reddito e prezzo unitario. (influenzano

comportamento e decisioni)

I consumatori sono diversi, gruppo eterogeneo.

QD=f(p,…) curva della domanda ha una relazione inversa A prezzi alti

 

corrispondono quantità basse.

- Man mano che i prezzi crescono la quantità diminuisce e viceversa

LATO DELL’OFFERTA

QS quantità offerta (supply)

QS=f(…p) curva dell’offerta ha una relazione diretta (quindi con inclinazione

positiva) - Se il prezzo è alto incentiva i consumatori a produrre di più e viceversa -

LE DUE CURVE TENDONO ALL’EQUILIBRIO SPONTANEO E SONO BASATE SU FORZE DI

MERCATO

Si può verificare:

- Eccesso di domanda: il prezzo tende ad aumentare, fino a quando c’è

l’eccesso e quindi fino all’equilibrio. ED

- Eccesso di offerta: il scendere, ridursi. ES

Fino al prezzo di equilibrio livello di equilibrio raggiunto

QD=QS ED e ES = zero (0): ripulisce il mercato

18.10.17

AGGISTAMENTO ISTANTANEO: Il mercato, tutti i mercati tendono all'equilibro ma

tendono in maniera così marcata e veloce che l'equilibrio generale del sistema è sempre

garantito. L'economia è sempre in equilibrio. Tutti i mercati di tutti le merci sono in

equilibrio.

Visione walrasiana dell'equilibrio generale.

È da qui che viene la grande fiducia nel mercato. Dipende dalla visione teorica, gli

economista sono entusiasti davanti a questa visione della mano invisibile che era in modo

così efficace e veloce.

La ricetta del lasciar fare liberista viene da qui.

Visioni teoriche, culturali , politiche e interessi materiali colgono, sottolineano ed

enfatizzano la capacità dei mercati di garantir un equilibrio generale. Di portarli a risultati

positivi.

La teoria economica, le nostre conoscenze scientifiche.

Che cosa sappiamo sul funzionamento del nostro sistema economico?

 Smith ha ipotizzato con la mano invisibile l'esistenza di questi meccanismi.

 sappiamo che l'economia funziona ma non funziona perfettamente.

il mainstream dell economia (flusso principale) la maggioranza degli economisti oggi sono

economisti non walrasiani (cioè ritengono che i mercati abbiano all'opera i meccanismi

spontanei all'aggiustamento ma che questi meccanismi di aggiustamento non siano di tipo

walrasiano)

mainstream è costituito dai non walrasiani → tutti i mercati non sono tutti in

equilibrio sempre e comunque.

I mercati sono differenti per rilevanza.

Un conto è il mercato delle mele e un conto è il mercato del lavoro.

IL MERCATO DEL LAVORO è un luogo in cui si scambia una determinata merce, con

agenti economici che domandano lavoro e altri che offrono.

Dl domanda di lavoro

Sl offerta del lavoro la domanda di lavoro è espressa dalle imprese

gli economisti precisano che (hanno

l'offerta di lavoro è espressa dai lavoratori ''forza lavoro''

bisogno di lavoro), e (bisogno di

stipendio, di reddito).

domanda mercato di lavoro

GRAFICO 1

immaginiamo che il prezzo unitario sia W (wage 'salario', 'saggio salariale', cioè

prezzo unitario che le imprese devono erogare/pagare a un lavoratore affinché questo

eroghi la sua forza lavoro per un certo periodo di tempo)

supponiamo di prendere un tornitore (lavoro operaio)

ipotizziamo che w sia il salario mensile

saggio salariale (W) su asse y

asse x → domanda di lavoro

→ supponiamo che il salario unitario di un tornitore sia 50.000 a settimana (molto altro.).

essendo così alti i salari la domanda espressa dalle imprese sarà molto bassa e viceversa

assumiamo per semplicità che la funzione sia lineare, abbiamo una relazione inversa tra

il prezzo della forza lavoro e la quantità domandata dalle imprese

la domanda di lavoro è via via minore man mano che i salari aumentano e

viceversa offerta mercato del lavoro

GRAFICO 2

ipotizziamo che la l'offerta di lavoro (Sl) sia un dato demografico istituzionale .

curva di offerta verticale

cioè significa che è insensibile, completamente inelastica, non dipende dalla variabile

misurata dall'asse verticale.

L'offerta non dipende quindi dal prezzo, indipendentemente dal salario l'offerta è questa.

è una curva che ci indica che per ogni livello del prezzo, alto o basso che sia, l'offerta è

sempre la stessa.

mercato del lavoro

GRAFICO 3

prima considerazione da fare : se immaginiamo un livello molto alto di salario, in relazione

la domanda di lavoro è contenuta, bassa, rispetto all'offerta.

Quindi abbiamo un eccesso di offerta di lavoro.

offerta di lavoro che assumiamo come data, non varia, è un dato istituzionale

Esl eccesso di offerta di lavoro, se c'è un eccesso di offerta di lavoro, il prezzo unitario

relativo a quella merce tende a scendere.

E l'aggiustamento va avanti fino a quando si arriva al salario di equilibrio.

Viceversa, se il salario è relativamente basso, abbiamo di nuovo un disequilibrio di segno

opposto, un eccesso di domanda Edl di lavoro rispetto all'offerta e il prezzo tende a salire.

Ciò opererà sempre fino al salario di equilibrio.

Quando il salario è al suo livello di equilibrio, questo implica che la Dl=Sl

e se è esattamente uguale tutti coloro che domandano lavoro trovano un posto di lavoro.

un mercato del lavoro in equilibrio significa che non c'è disoccupazione

DISOCCUPAZIONE (u → unemployment)

u= disoccupazione/ f forza lavoro moltiplicato per 100

se il mercato del lavoro è in equilibrio We → Dl= Sl → u= 0

la disoccupazione è nulla.

In questo momento in Italia il tasso di disoccupazione è 10,9 %, era il 12 e passa % un

anno fa.

Negli anni '30 la disoccupazione intorno al 25, 30 % in Usa e Uk.

cioè significa che abbiamo un sistema che con la mano invisibile si sistema ma non

viviamo in un mondo walrasiano.

Le situazioni di disequilibrio sono possibili possono durare nel tempo, qualcosa può

andare storto.

La teoria della mano invisibile in un mondo non walrasiano si inceppano ogni tanto.

Ci sono dunque i fallimenti del mercato. (il mercato non è una istituzione perfetta)

il mainstream oggi non è walrasiano, lo è stato in alcuni momenti.

La disoccupazione è macroeconomia.

Se la disoccupazione è alta significa che c'è qualcosa che non va, e se abbiamo in mente

un sistema walrasiano che con le sue tendenze all'equilibrio velocissime dovremmo avere

una disoccupazione nulla.

FATTI STILIZZATI DELLA GRANDE DEPRESSIONE

si è concretizzato questo 'fatto stilizzato' nel 1929,30,40

un indicatore macroeconomico di performance (di risultato aggregato), il PIL ha iniziato a

scendere e poi è rimasto molto basso per molti anni: formalizzazione della grande

depressione GD

recessione economica → PIL diminuisce

un' economia entra in recessione quando il PIL diminuisce per due trimestri consecutivi

cioè PIL (valore monetario delle merci prodotte complessivamente da un sistema

economico) diminuisce.

altra caratteristica di questi 'fatti stilizzati' è che il PIL una ripresa non l'ha mai avuta,

l'economia è andata giù e non si è avuta ripresa se non poi con la guerra.

Se la raccontiamo dal punto di vista del mercato del lavoro, all'inizio abbiamo la piena

occupazione (non proprio u=0 ma si avvicinava abbastanza allo 0, 3,4 %)

entrando in recessione la disoccupazione inizia ad aumentare fino al 25%.

Curva piatta significa che il 25% dura per anni.

La persistenza è un termine abbastanza tecnico perché è rilevante metterla a fuco.

se persiste per anni questo è un problema per la visione walrasiana di aggiustamenti

istantanei

(perché il mercato del lavoro si dovrebbe aggiustare rapidamente).

ciò ha introdotto un problema serio: come spiegare questa situazione economica e quale

politica pubblica, economica, quali decisioni centralizzate da parte dell'autorità pubblica

sono, diventano appropriate di fronte a questo problema.

Il lasciar fare al mercato (politica pubblica passiva)

Possiamo capire che la politica del lasciar fare non sia corretta e che ci sia bisogno di

politiche pubbliche attive.

Si accende il dibattito degli economisti. L'ortodossia fino agli anni '20 era di impronta

liberista (il lasciar fare).

Chi ha cambiato l'ottica cambiando il mainstream, cioè ciò che la maggior parte degli

economisti riteneva ?

è J.M. KEYNES (economista inglese di Cambridge, ha studiato e insegnato al king's

college)

si dice che la macroeconomia come la parte dell'economia che studia le performance

aggregate sia nata con keynes.

(avviene nel bel mezzo della grande repressione)

1936 pubblica opera principale 'la teoria

generale' e la chiama così perché ritiene che il caso dell'equilibrio generale walrasiano sia

un caso particolare,sia uno degli equilibri possibili ma non l'unico.

'equilibri multipli' → più equilibri possibili

equilibrio walrasiano generale è un equilibrio di piena occupazione (U=0)

Keynes dimostra che questo è solo un caso particolare.

È anche possibile un equilibrio in cui le cose iniziano ad andare male, arrivando a un

equilibrio non di piena occupazione.

Disoccupazione può andare a livelli elevati e può persistere nel tempo.

Piega panglossiana (Panglos era il personaggio del candido di Voltaire, sosteneva che tutto

andava nei migliori dei modi anche quando la situazione erano tragiche, accezione

negativa un modo di valutare la realtà dicendo che va tutto bene quando va tutto male).

tema d'esame: definire il pil di un sistema economico e illustrarne il significato

PIL → è il prodotto interno loro, è il valore monetario delle merci finali (al netto dei beni

intermedi) realizzate all'interno di un dato sistema produttivo in un certo periodo di tempo

al lordo dell'ammortamento .

L'illustrazione è la spiegazione dei termini tecnici che vi rientrano:

 valore monetario

 merci finali (merci al netto dei beni intermedi)

 interno

 periodo di tempo

 ammortamento

teoria degli incentivi: come dare agli agenti gli incentivi più coerenti

keynes

23 ottobre 2017

PIL

È il valore monetario delle merci prodotto. Significa prendere una data quantità di merce

prodotta moltiplicarle per il prezzo unitario (p.q).

il valore monetario è una quantità moltiplicata per un prezzo.

È una misura aggregata dell'insieme della produzione. Possiamo aggregare solo se usiamo

dei valori monetari

MERCE FINALE: merci al netto dei beni intermedi (input)

se prendessimo in considerazione tutte le merci prodotte arriveremmo a un PIL privo di

senso. Perché comprenderebbe delle duplicazioni contabili.

Sono da prendere in considerazione finali (diverse dalle merci finite)

finali significa scorporale dal valore monetario di ciascuna impresa il valore dei beni/input

intermedi che l'impresa ha acquistato da altri e che gli servono per arrivare alla

produzione finale (output)

Impresa è un'organizzazione che trasforma beni e servizi (input intermedi) che acquista

sul mercato da altre imprese e produce un suo output.

È in grado do fare ciò perché ha al suo interno i fattori produttivi primari (capitale K e

lavoro L)

K stock di capitale fisso

anche l'attività di trasformazione aggiunge altro valore → valore aggiunto dell'impresa

nuovo valore creato all'interno dell'impresa attraverso attività di trasformazione e

produzione dentro l'impresa.

Chi aggiunge nuovo valore ? Creato dai fattori di produzione che l'impresa utilizza.

Va come retribuzione a questi fattori di produzione (lavoro, capitale).

Tutto ciò che va al fattore lavoro è salario (monte salario: salari complessivi)

altro è il profitto che va ai proprietari.

Fatturato o valore monetario della condizione di un'impresa = valore aggiunto + valore

monetario degli input intermedi

va=w (salari complessivi) + pigreco (profitti)

metodo del valore aggiunto: metodo corretto per determinare il PIL

in cosa consiste e perché è corretto?

Richiede di fare attenzione alle duplicazioni contabili

PIL= sommatoria dei valori monetari (fatturato)delle sole merci finali

la natura di merce finale non è una caratteristica intrinseca di una determinata merce

un freno è una merce finale? Per l'imprese che produce fresi si ma per l'imprese

automobilistica no

come facciamo a calcolare correttamente il PIL se le merci finali non sono chiare?

ISTAT applica la relazione valore monetario = va+v.m input intermedi

manda alle imprese un questionario e chiede loro il fatturato, quanto anno acquistato

quindi vm input intermedi. Istat fa la differenza e trova il valore aggiunto.

Il valore aggiunto è il valore monetario – valore monetario input intermedi

25 ottobre 2017

il valore aggiunto a costituire le remunerazioni dei fattori primari della produzione. e il

resto è costituito dai profitti che vanno ai proprietari dell'impresa.

la distribuzione del reddito, le quote distributive sono da sempre un grande problema.

PRODOTTO LORDO: valore monetario delle merci finali prodotti da un certo sistema

economico, quanto quel sistema economico ha prodotto. è pari al valore aggiunto. da

un'idea di quali sono i redditi da lavoro e capitale che arrivano alle famiglie.

CONTABILITA' NAZIONALE

prodotto lordo =valore aggiunto

il sistema economico si definisce in termini geografici, luogo fisico

PIL alludiamo a ciò che viene prodotto dalle imprese in quanto hanno un impianto

produttivo in Italia (o un uno Stato) . è una grandezza interna, fa rifermento al luogo fisico

in cui avviene la produzione. fa riferimento al sistema economico definito dai confini

geografici, indipendentemente da chi è proprietario del capitale e della forza lavoro

(comprende quindi le imprese estere).

PNL fa riferimento a ciò che viene realizzato in termine di valore aggiunto da cittadini o

proprietari italiani (legato alla nazionalità. cittadinanza degli agenti economici che hanno

contribuito a realizzare il prodotto.

PIL ITALIANO 1560 MILIARDI DI EURO

'in un certo periodo di tempo': definisce il PIL come una nozione di flusso e la

distingue della nozione di Stock.

Flusso: definito in relazione a un periodo di tempo certo (PIL esempio, il reddito mensile di

una famiglia). è un periodo di tempo

Stock: definite in relazione a un istante del tempo. è un punto

esempio: flusso d'acqua in un fiume e lo stock d'acqua in un lago

parlando di PIL si parla di variabile di flusso. una variabile di stock invece è il capitale fisso

(come insieme di attrezzature in un impresa).

reddito e ricchezza sono differenti.

reddito è un flusso, definito in relazione ad un periodo di tempo (quante risorse entrato in

una famiglia nel periodo mese). FLUSSO

ricchezza è l'insieme di attività patrimoniali su cui una famiglia può contare (esempio

abitazione, azioni, titoli del debito pubblico, depositi bancari, terreni).

è definito patrimonio ed è in relazione ad un istante di tempo. STOCK

'ammortamento'

PIL al lordo dell'ammortamento (L).

è la riduzione (perdita) di valore di una determinata merce che ha un utilizzo pluriennale

ma che però non ha alla fine del periodo di tempo considerato lo stesso valore che aveva

all'inizio.

lo stock di capitale fisso pubblico e provato alla fine del periodo considerato 31/12n, non

ha più il valore che aveva l'1/1n.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fancesca. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Venturini Luciano.
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