Indice degli argomenti (geografia economica)
Tracce di storia
- Dalla fine dell'800 alla 1° guerra mondiale
- Dal 1929 alla 2° guerra mondiale
- Dalla ricostruzione postbellica ai nuovi sistemi economici
- Gli anni del boom economico
- Gli anni '70 e le risorse strategiche
- La globalizzazione e il nuovo millennio
Interpretazioni e rappresentazioni del sistema economico mondiale
- Interpretazione del sistema economico mondiale
- Ideologia della modernizzazione
- I meccanismi della dipendenza
- Il sistema mondo secondo Wallerstein
- Sviluppo sostenibile
- Globalizzazione, conoscenza e cultura
- Immagini e metafore in geografia
- Rappresentazioni del sistema mondo
- Gli indicatori dello sviluppo
Imprese multinazionali
- Imprese multinazionali
- Teorie e modelli interpretativi
- Paradigma eclettico di Dunning
- Modelli organizzativi di impresa
- Radicamento territoriale
- Vecchia e nuova divisione del lavoro
- Ruolo della conoscenza
La rete degli investimenti internazionali
- Introduzione
- Storia e settorializzazione degli IDE
- Investimenti orizzontali e verticali
- Gestione dei costi addizionali
- Reti, investimenti e accordi internazionali
Commerci
- Commercio mondiale
- Liberalizzazione e regionalismo
- Ostacoli al libero mercato
- Rivoluzione dell'E-Commerce
Città e digitalizzazione
- Città mondiali e nodi della globalizzazione
- Urbanizzazione nel nord e sud del mondo
- Competizione urbana e dialettica locale-globale
- Successo della città
- Digital divide
Conclusioni
- Mappa del sistema mondo
Tracce di storia
Dalla fine dell'800 alla 1° guerra mondiale
In questo periodo le aree geografiche protagoniste furono l'Europa Nord Occidentale e il Nord America Orientale. Gli eventi principali di tale periodo furono la seconda rivoluzione industriale che portò a importanti innovazioni, il Fordismo ossia la richiesta di materie prime per dominare. In seguito a tali processi economico, sociali e finanziari nacquero i primi importanti centri finanziari e le imprese multinazionali provocando un aumento dei commerci e degli investimenti all'estero. La prima guerra mondiale tuttavia si pose come culmine di tale processo ma anche come freno al processo stesso. Questo perché bloccò i paesi europei impegnati in guerra favorendo la crescita e lo sviluppo di USA e Giappone.
Dal 1929 alla 2° guerra mondiale
La grande crisi iniziata nel 1929 fu causata molto probabilmente dal calo dei redditi degli agricoltori che vendevano a basso costo i prodotti alimentari avendo grandi eccedenze di produzione e quindi andando incontro a contrazione della domanda e crisi dell'industria. L'effetto della crisi si manifestò con il crollo dei redditi e con la povertà diffusa. Aumentò la disoccupazione. Fallirono le banche americane contraendo gli investimenti americani in Europa e rendendo impossibile alla Germania di pagare i debiti di guerra che dipendevano dai prestiti americani. Per uscire da tale forte crisi furono attuate politiche a sostegno dei lavori pubblici, soprattutto in America e Svezia, e politiche per il riarmo in Germania e Giappone. L'uscita dalla grande crisi portò a un maggior divario tra Stati Uniti e resto del mondo. Dopo la crisi vi fu una ripresa dei rapporti commerciali con l'estero. Nacque l'industria dello zucchero in India e si allargano le industrie brasiliane. La seconda guerra mondiale provoca benefici ai paesi poco coinvolti come USA, Canada, Australia e Sud Africa.
Dalla ricostruzione postbellica ai nuovi sistemi economici
Alla fine del secondo conflitto mondiale, gli USA erano il paese più sviluppato; l'Europa occidentale e il Giappone conobbero una fase di forte crescita. Iniziano a delinearsi i confini politico-economici tra blocco occidentale e orientale per poi dare il via alla cosiddetta Guerra Fredda. Il blocco occidentale era guidato dagli USA e quello orientale era guidato dall'URSS. Gli USA volevano fare in modo che l'Europa non cadesse sotto il comunismo e crearono il piano di aiuti per l'Europa occidentale denominato Piano Marshall e nacque la NATO. L'URSS per rispondere all'iniziativa statunitense creò il COMECON e il Patto di Varsavia per l'Europa orientale.
Successivamente alla divisione in due blocchi politici nasce un terzo polo di PVS in fase di decolonizzazione. La conferenza di Bandung in Indonesia del 1954 fa nascere il movimento dei paesi non allineati. I paesi leader del movimento sono la Jugoslavia di Tito, l'India di Nehru e l'Indonesia di Suharto. In questo periodo nacquero le prime organizzazioni sovranazionali. La prima di queste fu l'ONU che derivava dalla Società delle Nazioni. Successivamente nacquero il Fondo Monetario Internazionale e l'Organizzazione Internazionale per il Commercio (WTO). Nel 1949 nacque il Consiglio d'Europa. Nel 1951 prende vita in Europa la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) che comprende alcuni paesi dell'Europa Occidentale. Nel 1957 nasce il Mercato Comune Europeo e poi la CEE.
Gli anni del boom economico
In Europa vi fu uno sviluppo economico diseguale fino al 1970. Prese vita la società dei consumi di massa, lo sviluppo delle industrie e dei servizi. In URSS erano sviluppate l'agricoltura e l'industria tuttavia vi era poca coesione interna. In Cina erano sviluppate l'agricoltura e l'industria grazie agli aiuti sovietici, con la salita al trono di Mao Zedong prese il via la rivoluzione culturale. In Giappone vi fu una rimonta tecnologica, una rivalutazione del capitale umano, lo sviluppo cooperativo e corporativo. Hong Kong e Singapore erano sviluppate nel commercio e nei settori terziario e finanziario. La Corea del Sud e il Taiwan furono sviluppate in agricoltura e crearono industrie collegate. I paesi del PVS non riuscirono a decollare, si basavano su monoproduzioni e mercati interni insufficienti, si assistette ad una crescita demografica tuttavia mancavano gli aiuti internazionali.
Gli anni '70 e le risorse strategiche
Con l'avvento del petrolio come energia diffusissima, si crea l'OPEC composto dalle 7 sorelle ossia le compagnie petrolifere di maggiore importanza. Nel 1973 si verificò una crisi in quanto il barile del petrolio salì di prezzo vertiginosamente. Venne avviato lo sfruttamento del Mare del Nord. In URSS con l'inizio della crisi Gorbaciov al governo nel 1987 creò delle aperture. Nel 1989 tuttavia venne eretto il Muro di Berlino e nel 1991 venne sciolto il COMECON. In Australia vi fu uno sviluppo economico. Il Messico, il Brasile e l'Argentina crescono ma dipendono dagli Stati Uniti. L'Africa perde importanza e diventa un caso drammatico. Si configura dunque uno scenario totalmente diverso da quello di inizio secolo tuttavia era squilibrato e dominato dal potere economico e da una crescente globalizzazione.
La globalizzazione e il nuovo millennio
La globalizzazione derivò dalla diffusione delle imprese multinazionali, dalla mobilità del sistema finanziario, dalla caduta del blocco sovietico e dalla diffusione del capitalismo. La globalizzazione opera attraverso aspetti quantitativi (internazionalizzazione della produzione) e qualitativi (integrazione funzionale di diverse attività economiche). Vi furono cinque aspetti importanti per la riorganizzazione dell'economia. Il primo di questi fu la centralità delle reti finanziarie che ebbero un ruolo più importante delle strutture produttive. Il secondo riguarda l'economia della conoscenza (knowledge structure) che sottolinea l'importanza della conoscenza come fattore di produzione. Il terzo aspetto individua l'internazionalizzazione della tecnologia ossia la diffusione e l'evoluzione delle tecniche di produzione utilizzate e quindi la diffusione dello standard e del know-how. Il quarto aspetto prevede la diffusione di oligopoli transazionali ossia delle grandi imprese multinazionali che operano su scala globale e si occupano in modo solo marginale dei singoli mercati nazionali. Il quinto e ultimo aspetto analizza la diffusione di diplomazia economica transnazionale e l'orientamento delle strategie economiche transnazionali ossia il dialogo tra governi e imprese che contrattano e acquistano su area globale.
Lo sviluppo nell'era della globalizzazione si svolge attraverso interdipendenze e tramite una dialettica locale-globale. Un elemento importante è il radicamento di un'industria nel territorio e gli ancoraggi territoriali acquisiti proprio con la presenza sul territorio. Con la globalizzazione si va verso un'economia della conoscenza. Vi fu un ruolo crescente della conoscenza e dell'innovazione tecnologica che è fortemente radicata in specifici territori. Per misurare la capacità di produzione la Proxy introdusse tre indicatori. Tali indicatori furono i brevetti registrati (output), le spese per ricerca e sviluppo (input) e il personale addetto ad attività di ricerca e sviluppo (input). I brevetti sono concentrati nei paesi industrializzati in primis la Germania, gli USA, il Giappone, la Francia, i Paesi Bassi, la Gran Bretagna e la Svizzera. I paesi che investirono di più nella ricerca sono gli USA, l'UE e il Giappone. In termini percentuali sul PIL i primi posti compaiono la Svezia, la Finlandia, il Giappone e gli USA. L'economia è la forza trainante della globalizzazione che trascina tutti i settori di uno stato insieme alla cultura, alla politica e ai problemi ambientali. La globalizzazione va invece a rilento per il global change (salvaguardia dei diritti umani, regolamentazione del lavoro e diritti dei popoli migranti). Oggigiorno si va verso il post-global (ricerca di sviluppo equo e sostenibile).
Interpretazioni e rappresentazioni del sistema economico mondiale
Interpretazione del sistema economico mondiale
Per interpretare il sistema economico mondiale vengono introdotte tre categorie interpretative ossia la modernizzazione, la dipendenza e il sistema mondo.
Ideologia della modernizzazione
L'ideologia della modernizzazione si compone della crescita (trasformazioni quantitative) dello sviluppo (trasformazioni qualitative) e del progresso (trasformazioni qualitative). La modernizzazione tuttavia ha assimilato tali concetti in modo ambiguo. Un emblema di tale ambiguità è il modello evolutivo di Rostow (1960) che prevede lo sviluppo attraverso stadi successivi. In pratica si ha il passaggio dalla società...
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