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Storia greca: preistoria e protostoria

Nel corso del Paleolitico troviamo cacciatori e raccoglitori con vita seminomade nelle aree settentrionali della Grecia (Tracia, P. Calcidica, Tessaglia, Beozia, Argolide, Isole Eoliche). Con il processo di sedentarizzazione che caratterizza il Neolitico (VI-IV millennio) si formano delle comunità stabili che vivono in villaggi, praticano l'agricoltura e l'allevamento, compare la ceramica, si creano i primi oggetti in metallo e in pietra levigata e ossidiana. I siti più importanti sono ancora quelli settentrionali e le isole.

L'Egeo è protagonista fin dalla preistoria di intense relazioni che si intensificano col passare del tempo. Gli scambi sono favoriti da:

  • Situazione geografica (compenetrazione di terra e mare)
  • Ricerca delle materie prime (ceramica e metalli)

Durante quel periodo di transizione dal Neolitico all'età del Bronzo, nel quale si verifica un'intensificazione dei circuiti di scambio, i siti più importanti diventano quelli meridionali: il Peloponneso, le Cicladi e Creta. È proprio in queste aree che si svilupperanno le grandi civiltà dell'età del Bronzo:

  • La civiltà minoica a Creta
  • La civiltà micenea nella Grecia peninsulare

La civiltà minoica

Sulla fine del III millennio il Peloponneso e la Grecia centrale sembrano attraversare una regressione culturale; al contrario, Creta ha un ruolo di primo piano a causa dell'espansione delle città, dell'intenso livello di scambi ma soprattutto grazie all'adozione del sistema palaziale:

  • Primi palazzi (2000-1700 a.C), forme semplici
  • Secondi palazzi (1700-1450 a.C), i palazzi vengono ricostruiti dopo distruzioni dovute a conflitti interni o a cause naturali: periodo di apogeo della civiltà minoica caratterizzato dall'egemonia di Cnosso, la quale deve il suo nome al mitico re Minosse, ricordato da Tucidide come thalassokrator in area egea.

Il sistema palaziale presenta il palazzo come la sede del potere politico ma anche economico, religioso e culturale poiché in esso si svolgono le funzioni più importanti. I progressi derivanti dall'adozione di questo sistema furono molteplici:

  • Utilizzo di sistemi di notazione e sigilli
  • Introduzione della scrittura. Una prima geroglifica (ideogrammatica, epoca protopalaziale), una lineare A (non decifrata), una lineare B (utilizzata a partire dal 1450 a causa della conquista dell'isola da parte dei Micenei)
  • Impulso produzione artistica
  • Progresso tecniche (stile di Kamares nella ceramica)
  • Sviluppo metallurgia e oreficeria

Dal punto di vista architettonico si ha un grande cortile rettangolare con attorno le sale relative all'adempimento di ogni funzione, una facciata monumentale con ricca decorazione sia interna che esterna, mancanza di fortificazioni (sicurezza rispetto all'esterno).

I Minoici svilupparono una "teocrazia minoica" guidata da un re-sacerdote. Essa ebbe un'impronta naturalistica che si concentrava soprattutto sulle figure femminili. La talassocrazia di Creta la portò ad instaurare rapporti con Egitto, Cipro, Asia Minore e le isole dell'Egeo.

La civiltà micenea

Il periodo che va dal Bronzo Antico al Bronzo Medio (la civiltà minoica si sviluppa), in Grecia, è caratterizzato da profondi sconvolgimenti a causa di rivolgimenti interni e l'arrivo di popolazioni parlanti lingue indoeuropee (non si tratta di un'invasione ma di un processo evolutivo in cui si verificano infiltrazioni di genti parlanti una lingua greca. Lo stesso Tucidide affermava che “la civiltà greca nasce da una mescolanza di elementi autoctoni sopraggiunti dopo migrazioni”).

Il Bronzo Medio si caratterizza anche per la nascita della civiltà micenea (1750-1700); essa fiorisce a partire dall'Argolide (i cui centri più importanti sono Argo, Tirinto, Midea e Micene) ma anche nella Messenia, Laconia, Attica e Beozia. In particolar modo Micene, tra il 1700 e il 1650 acquisisce un'eccezionale importanza (seconda fase palaziale minoica). Tra le ipotesi di questa ascesa troviamo:

  • Le incursioni a Creta, durante le quali i micenei si portarono con loro materie prime e artigiani e dalla quale adottarono anche l'amministrazione palaziale e alcune tradizioni religiose.
  • L'invasione di genti indoeuropee;
  • Sviluppo interno (ipotesi più accreditata)

Tra il 1400 e il 1200 si parla di apogeo della cultura micenea. Nel 1380 i micenei conquistarono Creta (inizio declino di Creta) e subentrano nella gestione delle loro rotte commerciali del Mediterraneo Orientale. Adottarono il sistema palaziale e la lineare B, ovvero un adattamento della lineare A a un dialetto greco.

I palazzi micenei erano caratterizzati da luoghi fortificati, a differenza dei Minoici. Questi avevano la funzione di controllare la produzione agricola, l'allevamento, l'industria tessile e la metallurgia. La società era organizzata in questo modo: vi era un wanax sostenuto da un'aristocrazia di capi militari i quali erano assegnatari di una porzione di terra. La popolazione era organizzata in unità territoriali, pagando le tasse; vi erano poi i servi.

Il territorio statale era diviso in regni più piccoli: Argolide (Micene, Tirinto), Messenia (Pilo), Attica (Atene), Beozia (Tebe, Orcomeno), Tessaglia (Iolco). Si tratta del primo esempio di politica a vasto raggio in Grecia.

Durante questo periodo di massimo sviluppo, l'esigenza di reperire metalli, materiali preziosi, tessuti, legname (Grecia povera di materie prime) portò i Micenei a intraprendere la via del mare e raggiungere l'Area Siro-Palestinese, l'Egitto, la Libia, l'Italia meridionale, la Penisola Iberica, l'Inghilterra e il Mar Nero, Cipro. Lungo le coste dell'Asia Minore si realizzò una sovrapposizione di Micenei e Minoici. Si può affermare che il sistema palaziale miceneo poneva le basi sul commercio internazionale.

L'età oscura (1100-800 ca)

Tra il 1300 e il 1110 a.C si verificarono distruzioni a più riprese dei palazzi micenei con conseguente spopolamento e abbandono dei siti. I grandi viaggi di scambio si fermarono, ebbe inizio la cosiddetta “età oscura” caratterizzata da uno spiccato isolamento.

Tra le ipotesi più accreditate rispetto alle distruzioni dei palazzi troviamo:

  • Le scorrerie dei “popoli del mare” (minacciarono anche l'Egitto). Tuttavia le relazioni con la Grecia appaiono improbabili.
  • Terremoti, incendi, carestie e crisi del sistema palaziale (chiusura rotte commerciali, troppo personale da mantenere, sfruttamento superfici agricole e riduzione produttività agricola)
  • “Invasione” dal nord dei Dori

Oggigiorno gli studiosi sono d'accordo nell'affermare che non si trattò di un'invasione ma più di uno spostamento dei Dori nell'area egea. Questo provocò, insieme alla già presente crisi, un'epoca di grave instabilità che portò alla fine della civiltà micenea. Si creò una nuova società caratterizzata da:

  • Auto-sufficienza
  • Regionalismo (a differenza dei micenei che intrapresero numerosi scambi)
  • Forte instabilità politica
  • Competizione tra basileis
  • Perdite competenze architettoniche e della scrittura

La rifioritura della civiltà greca è già ben individuabile nell' VIII secolo nella ripresa della mobilità rintracciabili in alcune forme di interscambio, nella migrazione ionica o I colonizzazione.

I greci si dividevano in tre grandi gruppi etnici:

  • Dori (territori arancioni) dominavano, nella Grecia continentale, il Peloponneso e l'Argolide. Occuparono molte isole del Mar Egeo tra cui Creta e Rodi, e si stabilirono anche sulle sponde dell'Asia Minore, nella regione della Carnia. Qui diedero vita a centri molti importanti quali Alicarnasso.
  • Eoli (territori verdi) giunsero in Grecia nel corso del II millennio e furono spinti verso sud dai dori. In questo periodo, abitavano la Tessaglia e la Beozia. Si stabilirono anche sulle coste dell'Asia Minore andando a dare il nome Eolide alla regione nella quale si insediarono (vi fondarono Smirne). Tra le isole occupate troviamo Lesbo.
  • Ioni (territori viola) abitavano l'Attica e l'Eubea. Nel Mar Egeo, gli ioni si insediarono nelle Isole Cicladi. Occuparono anch'essi parte delle coste dell'Asia Minore dando il nome di Ionia alla regione da loro occupata. In Asia Minore gli ioni fondarono le città più importanti e ricche: Efeso e Mileto. Si può parlare di migrazione ionica.

Così nacque l'identità ionica. Atene si appropriò della tradizione sulla migrazione ionica per accreditarsi come madrepatria e paladina degli Ioni d'Asia. Queste tre etnie erano distinte ma imparentate, a giudicare dalle affinità dei loro idiomi. Tali popoli occuparono l'intera area del Mar Egeo e furono protagonisti della I colonizzazione che si verificò in conseguenza delle rinnovate condizioni di tranquillità in cui la Grecia si trovò dopo la crisi del sistema palaziale e lo spostamento dei dori. In questo modo si torna a imboccare lo stile di vita che, come afferma Tucidide, differenzia i barbari dai Greci. Si abbandona il regionalismo dell'età oscura per riprendere la mobilità (i santuari accentuarono questo aspetto in quanto luoghi di incontro e di mediazione culturale).

L'età arcaica

L'età arcaica si differenzia in due periodi:

  • Alto arcaismo 730-580 VIII-VI
  • Tardo arcaismo 580-guerre persiane

Musti propone un'altra divisione: l'alto arcaismo (1100-730, da importanza all'età oscura quale epoca fondamentale nella formazione della civiltà greca) e medio arcaismo (730-580).

L'alto e medio arcaismo

In questo periodo la Grecia deve superare la regressione dell'età oscura, ovvero quel carattere di regionalità.

  • La Grecia Occidentale è arretrata e priva di siti importanti
  • La Grecia Centrale, con l'Attica, è molto avanzata sotto tanti aspetti
  • Il Peloponneso Orientale ha notevoli centri (Argo e Corinto) e santuari

Questa frammentazione provocò una lentezza nel processo di formazione del nome con il quale definirsi. Omero (Iliade) definiva Argivi, Danai e Achei le forze alleate a Agamennone e usava questi termini interscambiabilmente. (Argivi, da Argo, capitale originale degli Achei, Danai da Danao, fratello gemello di Egitto che scappò più a Occidente approdando in Grecia, Achei ovvero la prima tribù ellenica che apparve in Grecia prima degli Ioni, Dori e Eoli. Costituirono la civiltà micenea).

Nel VII secolo si affermò il termine Elleni per identificare nel loro insieme gli Eoli, gli Ioni e i Dori. Elleni deriva da Elleno, eroe mitico dalla quale discendenza nacquero Ioni, Eoli e Dori. Questi, nel II millennio invasero i Pelasgi, ovvero quelle popolazioni che si trovavano in Grecia prima di essi e che pian piano si estinsero. I romani definivano gli Elleni, i Greci e oggigiorno, attraverso il latino, noi li definiamo ancora Greci.

Molte notizie sulla Grecia dell'Alto Arcaismo sono fornite dalle opere di Omero, il quale documenta una realtà composita, riportando elementi di età micenea, dell'età oscura e dell'epoca contemporanea alle sue opere (IX-VII secolo). Omero propone lo stile di vita degli eroi come modello per l'aristocrazia contemporanea.

Si parla di basileus che non è un sovrano assoluto ma un primus inter pares. Egli esercita funzioni militari, religiose e giudiziarie e gode di un privilegio riconosciuto dalla comunità. Il basileus governa affiancato da un consiglio di anziani e da un'assemblea del popolo. Il potere del sovrano è però limitato e talvolta danneggiato, dall'aristocrazia (aristoi, i migliori) che basa la sua ricchezza su terre e bestiame. A sua volta l'aristocrazia viene divisa in:

  • Ghene (casate)
  • Phratriai (fratrie)

Esse sono organizzate sulla base della discendenza. Tra le conseguenze della prevalenza dell'aristocrazia:

  • Formazione dei latifondi
  • Decadenza piccola proprietà
  • Indebitamento dei piccoli contadini che divennero braccianti o schiavi.

Tutto ciò portò a una giustizia discutibile e a una situazione sociale difficile. Più complesse appaiono le tribù, ovvero forme di suddivisione della popolazione in ambito militare e territoriale, cronologicamente più recenti. (Ioni divisi in Opleti, Argadei, Egicorei, Galeonti e forse anche Bori e Enopi) (Dori divisi in Panfili, Illei, Dimani)

Tra i fenomeni che definiscono il passaggio dall'età oscura a quella arcaica, troviamo:

  • Formazione delle polis
  • Individuazione dello “spazio sacro”
  • Acquisizione della scrittura alfabetica

L'Attica, l'Eubea, l'Argolide furono le protagoniste della formazione delle prime città, ovvero le polis, che si caratterizzavano per:

  • L'acropoli, di eredità micenea è una rocca fortificata in cui si trova il tempio della divinità e non il palazzo del wanax.
  • L'asty, di eredità micenea è la “città bassa”
  • La chora è la campagna coltivata
  • L'eschatia è il territorio di confine, di solito destinata al pascolo

Anticamente i luoghi di culto erano caratterizzati da il temenos e l'altare a cielo aperto, in seguito il santuario assume l'aspetto di un recinto: vi era la via sacra e una serie di costruzioni tra cui il tempio con dentro l'agalma ovvero la statua di culto e l'altare. Col tempo si ebbe una monumentalizzazione del santuario in quanto luogo di mediazione tra uomo e Dio. I luoghi di culto potevano avere una collocazione suburbana o extraurbana (più usuale in età arcaica). Nella chora la divinità protegge lo spazio agricolo e il diritto di possederlo. Tra chora e eschatia vi è un'indicazione simbolica di frontiera tra zona dedicata ad attività umana e la zona indeterminata. Nell'eschatia troviamo le divinità che presiedono ai riti di passaggio di ragazzi all'età adulta e nelle zone rurali, invece, vi sono le delimitazione dei confini di influenza.

Un fattore evolutivo di questo periodo fu la scrittura alfabetica che comparve verso la fine del IX secolo. La scrittura alfabetica era caratterizzata da un adattamento al Greco dell'alfabeto fenicio (in età oscura la scrittura è persa) e veniva utilizzata nell'uso privato, nei testi poetici e in ambito pubblico e culturale.

VIII secolo

L'VIII secolo è il secolo in cui tutta la Grecia è attraversata dalla nascita delle polis che portarono a un miglioramento del livello della vita come la stabilità sul territorio e lo sviluppo dell'agricoltura. La nascita delle polis è un fenomeno complesso; nelle polis convivono:

  • Una spiccata unità culturale in senso etnico, religioso, linguistico
  • Un frazionamento politico in quanto si formano tanti stati indipendenti.

Il termine polis può avere diverse valenze semantiche: “cittadella fortificata”, “acropoli”, “centro urbano”, “entità statale”, “comunità civica”. Una polis è definibile come una società politica strutturata intorno alla nozione di cittadinanza, nella cui formazione, svolgono un ruolo primario elementi ideali come: il culto poliade (che definisce l'identità della polis) e l'ideologia comunitaria (che si basa sulla nozione di koinon ovvero il possesso comune e meson ovvero lo spazio mediano e condiviso).

L'ideologia della polis comporta che:

  • Territorio e popolazione sono sentiti come una cosa comune.
  • La popolazione partecipa alla gestione.
  • Il potere è esercitato per periodi definiti e a rotazione.
  • Il suo esercizio deve essere conforme alle regole fissate dalla legge.

La formazione delle polis, non può prescindere dal sinecismo, ovvero un movimento centripeto attraverso la quale la realtà cittadina si organizza intorno a un centro, attraverso l'aggregazione di unità minori, i villaggi. Il sinecismo può essere fisico o solamente istituzionale (Atene).

In città le principali strutture funzionali sono:

  • Il pritaneo sede del focolare pubblico e delle magistrature,
  • L'agorà luogo di incontro e di mercato,
  • Il bouleuterion sede del consiglio,
  • L'ekklesiasterion sede dell'assemblea.

In città vi sono anche le principali strutture culturali, ovvero i templi, il focolare comune, la tomba del fondatore. Nello spazio religioso si formano le prime strutture architettoniche e l'esperienza religiosa risulta un fattore unificante. Nonostante le strutture cittadine, la maggior parte della popolazione vive nella chora. Sul piano economico la civiltà greca non prescinde mai dall'agricoltura, la quale è una fonte di sussistenza sia per la piccola proprietà che per la polis (che affitta le terre demaniali).

Nella definizione della polis hanno un ruolo fondamentale gli uomini, non l'urbanistica o le architetture. “Sono gli uomini a fare la polis, non mura o navi vuote di uomini” (Tucidide, VI). Lo stesso avviene nella definizione di politeia che si basa sul concetto di appartenenza/condivisione (essere cittadini in greco, significa partecipare alla politeia). Il corpo civico può essere definito in base a diversi criteri: di nascita, contributo militare, professione, percorso di formazione). Grazie alla politeia, la città acquisisce un carattere egalitario: quanto più un cittadino si sente partecipe del comune destino e a essa.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

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