IL MONDO GRECO: CONTINUITÀ E TRASFORMAZIONI DI UN PARADIGMA
CULTURALE - Cesaretti
CONTINUITÀ E TRASFORMAZIONI DELLA CULTURA GRECA NELLA PENISOLA ITALICA
La cultura greca ha fatto parte del patrimonio culturale maturato sul nostro territorio almeno a
partire dal II sec. a.C. e forse anche prima. Le classi dirigenti romane erano infatti costruite con idee,
concetti, valori e tradizioni tipici del mondo romano, fusi con quelli della tradizione greca.
Tuttavia, non si può parlare di una continuità di più di 2000 anni: il campo della storia e della
cultura non è ripetibile, si possono trarre dei parallelismi, ma i fenomeni culturali non sono mai
completamente ripetibili.
Il fattore umano incide anche su quella che è stata la fortuna della cultura greca in quel territorio
che era geograficamente e culturalmente disposto ad accoglierlo, cioè la penisola italica. La nostra
penisola, caratterizzata dall’unità prima della presenza romana e poi dalla lingua comune, ha
favorito tutto questo dal II sec. a.C. al II-III d.C.
La cultura italiana è il frutto e il prodotto dell’incontro tra cultura greca e romana.
Nel mondo medievale, dal V-VI sec. d.C. fino all’Umanesimo e Rinascimento, ovvero fino XIV e XV
secolo (quindi per quasi un millennio), anche nella nostra penisola la cultura greca non è stata più
conosciuta di prima mano. È tornata a partire dal Rinascimento, e poi ha conosciuto diverse
vicissitudini.
La cultura greca è stata, insieme alla cultura romana, la palestra sulla quale si sono esercitate tutte
le più grandi menti della tradizione culturale italiana e europea, in particolare il mondo greco ha
avuto un grandissimo influsso nella concezione di quella specificità italiana che è il liceo classico,
considerata la palestra formativa delle classi dirigenti, che dovevano trarre dal mondo greco non
solo delle conoscenze di carattere storico, linguistico e grammaticale: quello che interessava era il
fatto che dal mondo greco venivano certi ideali che solo lì erano stati elaborati e trasmessi in un
certo modo. Quindi, per recepirli, bisognava non solo conoscerli, ma conoscerli nella loro lingua.
Il confronto con il mondo greco è stato quindi uno dei tratti distintivi di quasi tutti i periodi della
grande elaborazione culturale europea e italiana.
Personaggi come Foscolo, Leopardi, Carducci, Pascoli e D’Annunzio si sono confrontati con il mondo
greco, insieme a molti altri ancora.
La lingua greca è un eccezionale strumento: è la lingua con il più alto tasso di resistenza all’usura
del tempo e alle diverse circostanze storiche, politiche e religiose.
La lingua greca è stata inoltre quella che ha trasmesso nel mondo il Cristianesimo.
La cultura greca non ha un testo sacro, ma il suo testo principale è quello di Omero: alcuni dicono
che “Omero è la Bibbia dei greci”. In realtà non è corretto, poiché i testi di Omero non sono sacri; è
invece corretto dire che la tradizione greca è una lunga tradizione di temi che trovano quasi tutti in
Omero la prima formulazione. 1
GRECIA ATTUALE E GRECIA ANTICA
Quando oggi parliamo di Grecia, parliamo di qualcosa che non è diversissimo rispetto a quella che
era la Grecia dell’antichità. Ci sono però tutta una serie di terre che facevano parte della Grecia
antica ma che oggi non fanno parte di quella attuale.
La Grecia attuale è solo una piccola parte di quello che era il mondo culturale greco nel
➔ mondo antico, ma anche attraverso il Medioevo e oltre.
Da quando esiste una regione riconosciuta come Grecia?
È una creazione relativamente recente nella dinamica della storia: è stato durante l’Ottocento, in
particolar modo in collegamento con dei moti nati in modo spontaneo sulla terraferma nel
Peloponneso a partire da fine 1700 e inizio 1800, e poi con l’intervento di molte potenze europee
fortemente sensibili ad alcuni temi culturali favoriti dal Romanticismo (come lo spirito delle
nazioni), che, a partire dal 1821 e poi, ha cominciato a costituirsi un vero e proprio stato greco
moderno. La sua forma istituzionale e costituzionale era quella della monarchia, mentre
attualmente è una repubblica.
Prima della formazione della Grecia moderna nel 1821, cosa c’era?
Bisogna partire da un centro, una città che oggi si chiama Istanbul, che prima si chiamava Bisanzio
e prima ancora Costantinopoli, una città molto vicina alla Grecia.
In epoca moderna, a partire dal XV secolo, Istanbul è stata la capitale del Sultanato Ottomano. La
grande potenza che ha diffuso la sua struttura, il suo modo di essere, la sua organizzazione, le sue
frammentazioni nel mondo mediterraneo Orientale è stato il Sultanato, forma di governo con la
quale i turchi entrano nello spazio mediterraneo.
La Grecia e le sue isole entrano a far parte del Sultanato turco, e nel 1453, quando la città di
Costantinopoli, già capitale dell’Impero di Bisanzio, viene conquistata dai turchi ottomani, questo
rappresenta quasi l’atto finale dell’inglobamento anche dell’ultima parte della Grecia continentale
all’interno del Sultanato Ottomano.
Lo Stato Greco, quindi, è nato da una ribellione nei confronti della potenza sultanale turca
➔ che occupava questo spazio.
Il Sultanato è stato uno dei grandi sconfitti della prima guerra mondiale: la prima guerra mondiale
segna la fine dei grandi imperi centrali (impero Austro-Ungarico, Sultanato, cade la Russia degli zar,
il Reich germanico). A seguito di ciò si formano le varie divisioni; la Grecia c’era già prima.
Tra il 1453 (caduta di Costantinopoli) e la formazione dello Stato Greco, la Grecia ha vissuto senza
una rappresentatività di carattere politico e istituzionale: ha vissuto da suddito del sultanato di
Istanbul. In questo lungo periodo che va dal 1453 alla nascita dello Stato Greco, è accaduto un
fenomeno molto interessante: un’importante tradizione culturale, linguistica e religiosa, pur non
avendo una rappresentatività di carattere politico, è rimasta viva e operativa.
Questo ci dice che le vicende degli Stati sono una cosa, e che le vicende della lingua, della
➔ cultura e della religione sono un’altra, e non necessariamente coincidono.
Cosa c’entra il mondo greco con l’impero di Bisanzio? C’entra moltissimo.
In un lunghissimo arco cronologico che va circa dal 330 d.C. fino al 1453, cioè per circa 11 secoli di
storia, l’impero bizantino è l’ambiente nel quale la lingua greca e la cultura greca specialmente
attecchiscono. Questo accade in parte per un fenomeno di continuità storica, in parte per altri
motivi. 2
L’origine della denominazione “bizantino”
Istanbul è stata il centro politico, amministrativo e militare del Sultanato dal 1453 fino alla prima
guerra mondiale, ed è stata dal 330 d.C. al 1453 la capitale dell’impero bizantino.
“Impero bizantino” è una denominazione moderna: i “bizantini” non chiamavano se stessi
“bizantini”, ma si chiamano “romani” usando la lingua greca. La parola con cui si definivano,
quindi, era scritta “rhomaioi” (si legge “romei”).
Noi li chiamiamo bizantini, mentre loro e la popolazioni circostanti li chiamavano romani.
➔
Questo mondo era basato su 3 elementi* principali + 1:
● una struttura di stato, un apparato di tradizione romano-imperiale
● cultura greca
● religione cristiana
● Costantinopoli come centro irradiante dell’impero stesso
L’estensione dell’Impero bizantino
Questo impero, dal 330 d.C. al 1453, non mantiene sempre la stessa estensione; nel VI secolo d.C., al
momento della sua massima estensione, era un impero molto ampio, che comprendeva
Costantinopoli e tutto il suo intorno, comprendeva tutta la parte della penisola balcanica che sta a
Sud del fiume Danubio, comprendeva l’Italia, parte della penisola iberica, la costa settentrionale
dell’Africa e moltissimi territori in Asia e Africa (tutta la penisola anatolica, arrivava fino ai fiumi
Tigri e Eufrate, comprendeva il Medio Oriente, l’attuale Siria, Libano, Giordania, Israele,
comprendeva l’Egitto). Era una realtà di circa 2 milioni di chilometri quadrati.
Nel corso del tempo, questa grande macchina imperiale, erede della tradizione imperiale romana,
perde dei pezzi. I due momenti più importanti sono:
- VII secolo - inizio VIII secolo: l’avanzata arabo-islamica porta via all’impero di Bisanzio il
vicino Oriente (Siria, Giordania, Libano, Israele, Egitto).
Grande momento di rottura e frattura, con la perdita di circa un milione di
➔ chilometri quadrati
- XI - XII secolo: l’impero perde la grandissima linea difensiva che era stata la penisola
anatolica, di cui perde buona parte.
L’Impero Romano
Questa miscela di elementi* apparentemente poco congruenti l’uno con l’altro è il segreto della
durata e del successo di questo impero nel corso della storia: questo impero non può essere capito
se non lo mettiamo in rapporto con la realtà dell’impero romano.
L’impero bizantino, infatti, è una sorta di macrosviluppo di quella che era la parte orientale
dell’impero di Roma.
L’impero di Roma sarebbe caduto nel 476 a.C., ma quello che cade è l’Impero Romano d’Occidente,
mentre l’Impero Romano d’Oriente continua a vivere fino al 1453: l’Impero bizantino altro non è
che l’Impero Romano. Per questo motivo i bizantini chiamavano se stessi “romani”.
IMPERO BIZANTINO = CONTINUAZIONE DELL’IMPERO ROMANO D’ORIENTE
➢
La continuazione della cultura greca nell’Impero Bizantino 3
Mentre nei primi secoli di questo Impero l’elemento latino e greco sono riusciti a convivere fino al
VI-VII secolo, a partire dal VII secolo l’elemento latino è decaduto ed è rimasto solo l’elemento
culturale greco.
È stato l’impero di Bisanzio che, mantenendo viva la tradizione della cultura greca, ha permesso che
questa continuasse a vivere anche dopo la caduta dell’Impero stesso. Essa ha continuato a vivere a
un livello di oppressione durante il Sultanato e ha continuato a vivere come palestra culturale
nell’Occidente del Rinascimento e dei secoli successivi.
Cosa è accaduto dopo la fine dell’Impero Bizantino?
È accaduto che nelle terre bizantine e nel mondo della Grecia, la lingua greca ha continuato ad
essere parlata, la religione ha continuato ad essere praticata, ma non c’erano più forme politiche,
amministrative che corrispondessero a questa struttura culturale.
Il prestigio che il mondo greco aveva, grazie alla trasmissione in epoca bizantina, ha
➢ continuato a fruttare in Occidente:
- Occidente: dove i Greci non c’erano, c’era la cultura greca
- Oriente: dove c’erano i greci, non c’era modo di esplicare una politica greca
La divisione dell’impero Romano in Occidente e Oriente
Nel 395 d.C., l’Impero Romano si divide in parte Orientale destinata a durare e in parte Occidentale
destinata a cadere. Questa divisione era già in qualche modo implicita un secolo prima, alla fine del
III secolo, anche se non era formalizzata: vi era un’articolazione territoriale che già prefigurava
questa divisione.
Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, l’Occidente si frantuma e si formano i regni
romano-barbarici (regno dei Franchi in Gallia, regno dei Visigoti in Spagna..): non c’è più unità.
Il mondo bizantino, invece, ha la caratteristica di rimanere unitario, con quella fusione di elementi.
Da quando l’Impero Romano ha costruito e imposto al Mediterraneo la sua unità?
Se nel 395 d.C. l’impero romano si è diviso in due parti, vuol dire che prima era unito.
Già alla fine del II secolo a.C. e fino a circa il V secolo d.C. le élite culturali del mondo mediterraneo,
quindi governate da Roma, erano tendenzialmente delle élite culturali bilingue e che ricorrevano al
latino e al greco: le élite che diffondevano e producevano cultura per circa sette secoli si sono
avvalse della lingua latina e della lingua greca.
Questa fusione tra greco e latino avviene principalmente nella Penisola Italica: l’Italia era il centro
di quella che gli antichi greci chiamavano “Ecumene”, ovvero “terra civilizzata”. È quindi sotto il
segno di Roma che la cultura greca incontra la cultura latina.
Un ruolo decisivo per la fecondazione del lessico intellettuale latino con i termini della tradizione
culturale greco l’ha avuto la figura di Marco Tullio Cicerone.
Mentre nella parte occidentale del Mediterraneo la fine dell’impero romano d’Occidente si lega
tendenzialmente a una perdita di conoscenza del greco da parte delle élite, nella parte Orientale del
Mediterraneo, nell’orbita bizantina, il greco continua. Al contrario, a partire dal VII secolo d.C. nella
parte orientale del Mediterraneo si perde il latino.
- Fine Impero Romano d’Occidente: perdita del greco
- VII secolo d.C. nell’Impero Romano d’Oriente: perdita del latino
Sono due fenomeni simmetrici che non accadono nello stesso periodo. 4
La creazione di questa classe colta greco-latina nel mondo Mediterraneo è determinata dal
formidabile successo politico e militare di Roma nel mondo mediterraneo.
Nel II secolo a.C. Roma è la superpotenza, l’unica potenza del Mediterraneo, che ha conquistato e ha
vinto; nel II secolo a.C., però, non esiste ancora quella forma politica e istituzionale che conosciamo
come impero romano, ma esisteva solo il dominio, il comando romano.
L’impero come realtà amministrativa e istituzionale nasce formalmente nel 27 a.C. Questo
impero ha una notevolissima unità almeno fino al III secolo d.C., poi inizia a frammentarsi in
Oriente e Occidente, divisione sancita nel 395.
La nascita dell’Impero bizantino (Impero Romano d’Oriente)
L’Impero bizantino, cioè la parte Orientale dell’Impero Romano, nasce nel 330 a.C.
Nel 330 a.C. l’imperatore romano Costantino inaugura la città che prende il suo nome,
Costantinopoli; questa città insiste sul sito di una città precedente che era stata fondata nell'VIII
secolo a.C. e che si chiamava Bisanzio. Nel IV secolo Costantino interviene e crea la sua città, città
che cresce, e che quando impero d’Oriente e d’Occidente si dividono, è la capitale dell’impero
Romano d’Oriente.
La fusione tra greco e latino nella penisola italica
Tra la fine del II secolo a.C. e fino a circa il V secolo d.C. le élite culturali del mondo mediterraneo
erano tendenzialmente bilingue, e ricorrevano al latino e al greco.
Questa fusione tra greco e latino avviene principalmente nella Penisola Italica: l’Italia era il centro
di quella che gli antichi greci chiamavano “Ecumene”, ovvero “terra civilizzata”. È quindi sotto il
segno di Roma che la cultura greca incontra la cultura latina.
Un ruolo decisivo per la fecondazione del lessico intellettuale latino con i termini della tradizione
culturale greco l’ha avuto la figura di Marco Tullio Cicerone.
Cicerone, tra i suoi numerosi meriti e aspetti per i quali passa alla storia, forse il più duraturo e
significativo sta nel tentativo di tradurre in lingua latina dei termini che vengono dalla tradizione
culturale, filosofica e morale greca.
Il latino è un filtro attraverso cui la cultura greca passa.
➔
Parole come “morale” sono parole che derivano dal tentativo ciceroniano di adattare alla lingua
latina la tradizione culturale greca.
Ma come ha fatto il mondo romano e latino a inglobare il mondo greco?
Lo stesso mondo bizantino è un mondo nel quale gli abitanti si chiamano romani: abbiamo i
continuatori della tradizione culturale greca che si chiamano “romani”.
Questo è successo per tutta una serie di eventi.
La fondazione dell’Impero Romano
La data della fondazione dell’Impero Romano può essere il 27 a.C. o il 31 a.C., in ogni caso grazie alla
figura di Ottaviano Augusto imperatore.
Succede che si ha una grande trasformazione istituzionale del mondo romano: Roma era già una
grande potenza all’epoca, ma aveva una struttura istituzionale di tipo repubblicano, anche se le
istituzioni repubblicane nel I secolo a.C. erano in grave crisi. 5
Roma passa quindi in modo lento e sottile da una struttura repubblicana a una struttura imperiale,
dove la gestione della cosa pubblica è affidata all’indirizzo di un singolo, a Augusto, un principe,
imperatore, e che poi diventa un autocrate (figura dotata di un potere assoluto).
L’Impero aveva già inglobato al suo interno non solo la cultura greca, ma anche le terre greche.
L’avventura dell’Impero Romano dura nei secoli:
- in Occidente fino al 476 d.C., quando cade l’Impero Romano d’Occidente
- in Oriente fino al 1453 d.C. (unico Impero Romano, ovvero l’Impero Bizantino)
In Occidente si creano i regni romano-barbarici, dati dall’unione di elementi romani e elementi
barbarici (Visigoti, Ostrogoti..), e in alcune parti del mondo Occidentale permane la cultura greca,
che poi dura isolata nel periodo Medievale, mentre nel mondo Orientale la tradizione greca
continua, mentre quella latina si perde intorno al VI-VII secolo.
Questi due versanti del mondo mediterraneo, quindi, prendono due strade simmetriche: il
➔ mondo Occidentale perde conoscenza del greco, quello Orientale perde conoscenza del
latino. I due fenomeni, tuttavia, non sono contemporanei.
Riassunto:
- Dominio Romano sul Mediterraneo a partire dal II secolo a.C.
- Trasformazione del dominio romano in struttura imperiale nel 31 / 27 a.C.
- Suddivisione dell’Impero Romano in parte Orientale e Occidentale nel 395 d.C.
- Caduta della parte Occidentale nel 476 d.C.
- Roma dura solo a Oriente, con i bizantini che mantengono viva la t
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