Appunti gestione aziendale
Noi siamo degli attori economici: svolgiamo tutti tanti ruoli, siamo dei consumatori, quindi per le aziende è fondamentale capire i nostri gusti e bisogni. Noi siamo il mercato, siamo dei soggetti che scambiano dei beni con altri; siamo dei soggetti che produciamo beni fisici, servizi.
Cosa sono le imprese culturali e creative?
Questi tipi di aziende comprendono cinema e teatro, musei, tutto ciò che riguarda la valorizzazione di ciò che riguarda il contesto storico e paesaggistico (guide turistiche…), editoria, musica, prodotti dove il contenuto di design rappresenta il contributo di valore principale che differenzia il prodotto di queste aziende da altri prodotti. Differenzia tanto da creare dei mercati che tendono ad essere separati. Altri esempi di queste imprese sono quindi anche l’alta moda, l’abbigliamento, i produttori di accessori e gioielli. Realtà quindi molto diverse tra di loro, che però vengono messe tutte insieme.
Cosa accomuna questi settori?
C’è un elemento di sostituzione tra questi prodotti: da un punto di vista del consumatore, assolvono tutti ad una richiesta, a un desiderio e a un bisogno molto simile. Se si esprime un bisogno di intrattenimento, ad esempio, tutti questi beni in un certo modo sono in grado di soddisfarlo. All’interno delle imprese creative e culturali il marchio è un elemento che dà valore: la valorizzazione del brand è un elemento importante nel successo di un’azienda che si muove nell’ambito culturale e creativo.
Quali sono i bisogni più profondi soddisfatti?
Il senso di inclusione: i beni in qualche modo fanno sentire inclusi perché si associa a questi beni l’appartenenza ad un gruppo o il fatto che chi porta con sé questo bene viene associato a delle caratteristiche e a dei valori. L’azienda creativa permette questo.
Caratteristiche che trasmettono il messaggio
Una parte del valore che il bene ha, il bene non la ha nel momento zero. Queste caratteristiche sono quindi la qualità, l’unicità, altre caratteristiche che possano soddisfare l’obiettivo di rendere il bene popolare. Bisogna cercare il modo in cui rendere un bene qualsiasi un bene popolare.
Conseguenze del successo basato sulla popolarità
Non è facile per le aziende sapere in partenza il successo che avranno. In tutte le aziende culturali e creative c'è il problema che la quantificazione della domanda è difficile da fare con le formule. Queste problematiche sono quindi comuni a tutte queste aziende diverse, e ne possono determinare il successo, possono condizionare gli strumenti da utilizzare, possono condizionare la ricerca delle risorse necessarie per produrre il bene, possono condizionare il modo di produzione.
Risorse necessarie per la produzione
Il valore delle risorse si esprime attraverso il valore monetario di tali risorse. Quando si ha bisogno di soldi, in realtà, si ha bisogno di un ammontare di risorse che ha un valore monetario pari a qualcosa. La moneta consente di valorizzare le risorse in modo immediato e trasversale: si dà un valore monetario a qualsiasi cosa, alle risorse che si devono acquisire.
Caratteristiche dei beni
Quasi sempre la materia fisica è quella meno rilevante. È il suo utilizzo, la sua idea che è più rilevante. Ciò che conta è il contenuto, ad esempio per un libro. Bisogna avere in mente il bisogno di chi lo comprerà: le caratteristiche sono ad esempio la novità: si richiede qualcosa di nuovo, dei contenuti nuovi.
Meccanismi di selezione delle risorse
Non si ha un meccanismo di soluzione permanente: i meccanismi di selezione delle risorse, per garantire un successo, non esistono, perché sono meno univoci. Si va quindi ad analizzare l'eterogeneità dell’azienda. Eterogeneità nelle scelte percorse, nella dimensione del modello di business delle aziende.
Modello di business
Il modello di business delle aziende è una strategia, è l’estrazione del valore da parte del cliente di particolare successo. Quindi, ogni azienda dovrebbe avere un modello di business esplicito. Le aziende si misurano su delle performance, quanto guadagnano. Modello di business = scelte che portano ad aumentare i guadagni.
Strategie per massimizzare il guadagno
Dipende molto dalla perimetrizzazione del valore che si sta dando al cliente. Se si capisce cosa soddisfa il cliente, allora si capisce come estrarre meglio il valore, quindi si adotta un modello di business diverso. Ciò che permette di estrarne il meglio sono per esempio:
- Utilizzo di sponsor che pagano per essere associati a una certa azienda
- Vendita dell’esperienza diretta o indiretta
- Connessione di più beni: chi acquista il bene automobile, ad esempio, acquista a partire dal messaggio espresso dalla casa automobilistica. Se il messaggio della casa produttrice fosse negativo, allora questa negatività passerebbe anche a tutti i beni ad essa associati
Tutte queste aziende creative e culturali, quindi, hanno in comune alcune cose:
- Richiedono l’organizzazione di attività e risorse
- Sono spesso gestite attraverso o all’interno di imprese
- Richiedono la capacità di programmare (attività, persone, risorse, soldi ecc.)
Come funziona il processo creativo?
Come si può alimentare e massimizzare la produzione del bene a cui si è interessati? Bisogna essere coscienti di come si forma il bene culturale e creativo, sapere da dove partire. Sicuramente servono delle idee: un impulso (arts creation) che parte dalle singole persone e che dà una manifestazione, un’espressione artistica e creativa. La quantità delle idee che si è in grado di creare dipende da qualcosa. Può esserci un impulso creativo primordiale, ma poi succede qualcosa: si avvia il processo creativo di produzione.
Quando si genera un bene esperienziale, dopo che si ha avuto l’idea, questo evento viene trasmesso volontariamente o involontariamente al contesto in cui è stato creato: qualcuno ascolta la canzone, qualcuno legge il libro. Quindi in qualche modo c’è un processo di condivisione, di consumo di questo bene; questo consumo genera molte cose.
- Beneficio individuale, beneficio che il bene porta ai singoli individui: come consumatori di tale bene, apprezzano e modificano il proprio stato emozionale. Si è arricchiti culturalmente perché si ha consumato questa esperienza.
- Beneficio economico: se si ha acquistato quel bene, si creano dei benefici economici diretti (ho pagato il bene) e indiretti (ho pagato anche il soggetto che ha aperto la libreria, chi si occupa della logistica). Ho generato degli effetti economici nel sistema.
- Ispirazione: quando si consuma il bene, può anche esserci. Da dove nasce l’ispirazione? Il consumo di beni artistici può portare l’ispirazione per crearne altri: una volta dato l’impulso di un’idea originale, poi non bisogna aspettare un altro impulso, ma la partecipazione e il consumo del primo bene può migliorare, può indurre a spendere e può indurre all’ispirazione e alla produzione di nuova arte e cultura.
- Benefici a livello di comunità: è quindi più probabile che la comunità si attivi e sia in grado di aumentare la sua capacità di innovare e di esprimersi.
La creazione di nuova ispirazione porta alla creazione di arts infrastructure; maggiore attenzione al processo educativo, che può aumentare la partecipazione degli eventi. Si tratta di un processo complesso e molto legato all’interazione e alla crescita del sistema. Anche per i beni culturali e creativi si applica lo stesso processo: non è un caso che si crei più arte laddove ce n’è già, dove il contesto si è già strutturato per poter aumentare la creazione.
Infrastrutture
Chiamate così perché sono dei mezzi, sono degli elementi che sono funzionali per la produzione di altri beni. Arts infrastructure: spazi adeguati affinché si possano avere luogo delle manifestazioni artistiche che consentono di godere al meglio di un’esperienza artistica e culturale. Un anfiteatro è un arts infrastructure, per esempio. Per poter massimizzare l'utilità, sia per migliorare la capacità di creare, è importante che ci sia un contesto in cui se ne discute.
*vedi tabella su quali sono le industrie culturali*
Questione del copyright
Diritto di sfruttamento dell’idea. Se il bene nasce da una creazione, tanto più il contenuto è creativo, tanto più ci sarà un elemento di copyright. Possono esistere 3 tipi di aziende:
- Industrie all’interno delle quali il copyright è l’elemento fondamentale per la creazione del bene.
- Settori sempre appartenenti alle industrie creative che non ne hanno bisogno: producono i supporti con i quali i beni creativi vengono creati, ma non producono i beni creativi.
- Industrie in cui il copyright è importante ma non essenziale: si possono produrre beni leggermente diversi anche senza copyright.
Importanza delle imprese nel settore
Dati del 2017: in Italia c’erano più di 7800 aziende imprese private operanti in questi settori con un fatturato complessivo di quasi 10 M€ /anno. Si tratta di aziende che impiegano più di 80.000 persone. Le aziende culturali, quindi, sono settori che, anche se non citati come settori principali, sono sempre più rilevanti, rappresentano un insieme di attività non secondarie.
Introduzione all'impresa l'economia
Cos'è l'economia e cosa studia?
= scienza sociale che si occupa di studiare le scelte effettuate dai singoli o da raggruppamenti di singoli in istituzioni o società. Di questi soggetti si studiano le scelte che essi effettuano, scelte relative all’impiego delle risorse scarse per produrre, scambiare o consumare beni o servizi.
Per economia si intende l’insieme di tutte quelle attività di natura economica che servono a soddisfare i bisogni delle persone. L’economia è perciò un insieme di attività economiche (ovvero attività che hanno l’obiettivo di “trasformare qualcosa in altro”), orientata a soddisfare i bisogni, tipicamente bisogni di persone, in particolare i consumatori.
Cosa studia?
- Persone o aggregati di persone (istituzioni, imprese, paesi interi)
- Di questi soggetti si studiano le scelte, in base alle risorse scarse
- Si sceglie come usarle per produrre bene, come scambiarle e come consumarle, cosa si vuole consumare e cosa no.
In funzione del focus dell’economia su singoli soggetti o su aggregati e in funzione del focus sulle scelte di consumo, produzioni o scambio, si vedono le diverse branche dell’economia. In particolare:
Microeconomia
Si occupa delle scelte di consumo e delle preferenze di consumo dei singoli consumatori. Studia come i singoli attori di un’economia prendono le loro decisioni e le loro scelte, cercando di capire come vengono compiute e in che modo; tenta di comprendere come mai viene adoperata una determinata scelta piuttosto che un’altra.
Macroeconomia
Si occupa delle scelte di produzione, consumo e scambio degli aggregati, tipicamente a livello dei sistemi di paese. Studia l’andamento globale di un sistema economico: studia come i sistemi economici complessivi vanno (calo dei tassi di interesse, crescita del PIL ecc.), guarda all’insieme totale delle imprese.
Economia industriale
Studia come si comportano le imprese quando interagiscono tra di loro nei mercati; studia gli effetti della competizione tra imprese. Studia il funzionamento delle singole industrie, ovvero il funzionamento dell’economia non di tutte le industrie, ma unicamente di specifiche industrie caratterizzate da delle piccole comunanze. Lo studio in particolare si focalizza sul funzionamento dei distretti: ne esistono tanti e di vario tipo, sono delle aziende che si occupano di prodotti simili e che vengono studiati singolarmente perché hanno delle dinamiche diverse da altri.
Economia aziendale
Studia il comportamento e le scelte organizzative che sono alla base della funzione e della prosperità delle aziende stesse; studia i meccanismi con le quale le aziende si organizzano, si formano e si gestiscono. Si focalizza sulla singola impresa e sui modi di governo, ma mentre la microeconomia guarda una singola impresa come rappresentante di tutte le imprese simili, l’economia aziendale si focalizza su un’unica e singola impresa, ma studia come l’azienda prende le sue decisioni, come si organizza, come viene gestita ecc.
Macroeconomia
Branca delle scienze economiche che si occupa di studiare l’andamento globale dei sistemi economici. Quali sono le misure che hanno a che fare con l’andamento complessivo dell’economia di un Paese o dell’intero mondo?
- PIL = misura della ricchezza che un paese è in grado di generare in un anno. Ricchezza prodotta/generata = valore dei beni e servizi prodotti.
In quali situazioni si genera la ricchezza? Cos’è il concetto di generazione di ricchezza? Lo si misura con valore monetario, ma il valore monetario di ricchezza cosa significa? Produrre = utilizzare delle risorse (materie prime, macchinari, componente chiamata forza lavoro, fatta da braccia e testa) che portano ad un servizio o un bene finale che ha un valore. Lordo = valore aggiunto rispetto a quella che era la natura iniziale del bene. Ciò che si aggiunge ad un bene che nel suo stadio iniziale aveva già un valore.
Altre misure oltre al PIL per capire se un sistema economico va bene o no: ci sono alcune caratteristiche come il potere d’acquisto della moneta, l’inflazione, la disoccupazione o l’occupazione. Tutte queste variabili sono legate tra loro: esistono dei legami tra l’andamento del PIL, la produttività del paese ecc. La macroeconomia si occupa di studiare le relazioni che esistono tra questi.
Inflazione
Aumento dei prezzi, cioè a parità di valore monetario io posso acquistare una quantità di beni inferiori. Gli stessi beni acquistano un valore monetario crescente. Quando il PIL si ferma le aziende non producono più. Uno dei problemi dei sistemi economici è che non sono mai in equilibrio.
Microeconomia
A differenza della macroeconomia, nella microeconomia non guardiamo un sistema intero ma guardiamo il singolo individuo. L’obiettivo è quello di capire il comportamento dei singoli: quando pensiamo al comportamento dei singoli ci focalizziamo sulle loro preferenze e sulle loro scelte di consumo che ne derivano. Il tema della scelta del consumatore è importante anche per l’economia aziendale: stiamo parlando infatti di beni il cui consumo non è scontato.
Funzione di utilità di un individuo
Rappresenta la sua struttura di preferenza, il metodo in cui si tiene conto che per ogni persona consumare un bene ha una certa importanza, da un certo livello di soddisfazione. Cosa e quanto si consuma non dipende solo da come è fatta la funzione di utilità: dipende anche dalla possibilità, tutto è legato anche al nostro reddito. Dato un livello di reddito, dato un livello di spesa possibile, come distribuiamo la nostra spesa?
Come è fatta la nostra funzione di utilità?
Perché si introduce il livello di spesa come elemento che spiega ciò che consumiamo? Senza livello di spesa, si tenderebbe a consumare maggiormente. All’interno dell’utilità, si dice che per capire come le persone si comportano, si assume il fatto che le persone siano economicamente razionali: in economia si parla di “Homo economicus”, un uomo razionale che ragiona prima di spendere. Vige quindi il principio della non sazietà, l’uomo non spende tutto ciò che ha: l’utilità che ottengo nel consumare un’unità in più di un bene è sempre maggiore di 0. Questo principio di non sazietà indica che noi tendiamo a non consumare tutta la ricchezza che possediamo.
Principio dell'utilità marginale decrescente
Questo principio ci dice che le unità aggiuntive consumate dello stesso bene continuano a portare un contributo positivo, ma tendenzialmente più piccolo rispetto a quello portato dalla prima unità che ho consumato. La seconda macchina, ad esempio, porta un'utilità aggiuntiva inferiore rispetto a quella che ho avuto quando ho comprato la prima macchina.
Se si uniscono questi due concetti, ci si avvicina a quello che è un comportamento medio di un consumatore.
I beni che danno dipendenza
Ci sono dei gruppi di beni particolari, nei quali più unità io consumo, più sono disposto a pagare per consumarne ancora una. Sono beni che danno dipendenza: economicamente, sono i beni per i quali non esiste l'utilità marginale decrescente, ma questa è crescente.
Perché in economia un bene che genera dipendenza è un bene pericoloso? Il tema pericoloso del bene dipendente è che quando esiste, porta ad allocare tutto il reddito di una persona su un bene: dal punto di vista sociale diventa una malattia.
Paniere di consumo = mix delle cose che io consumo. Se un bene dà dipendenza, non vale l’utilità marginale decrescente. Se inizio a consumarlo, non c’è motivo per cui io non voglia consumarne una seconda unità. Il prezzo di equilibrio di un bene che dà dipendenza è infinito, perché il consumatore è disposto a pagare molto per esso.
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