ECONOMIA AZIENDALE
Introduzione
L’economia aziendale fa parte delle scienze sociali che studiano l’essere umano, la società, le istituzioni e le relazioni
sociali. Appartiene al ramo delle scienze economiche che studiano le attività di produzione e di consumo dei beni e
servizi con l’obiettivo di soddisfare i bisogni dell’essere umano e studiano l’impiego delle risorse limitate in usi
alternativi. Nell’ambito delle scienze economiche si hanno molteplici discipline che si focalizzano sullo studio
dell’azienda, quali:
l’economia politica, che studia i fenomeni dei grandi aggregati regionali, nazionali e internazionali, e si
➔ basa su modelli e astrazioni; è divisa in:
- la macroeconomia, che studia il sistema economico, l’azienda, nel suo complesso e quindi non
studia le singole aziende, ma come queste si compongono tra di loro
- la microeconomia, che studia il problema economico focalizzandosi sui produttori e sui
consumatori, studiandone il comportamento
l’economia industriale, che studia i processi di ristrutturazione e di sviluppo dei settori industriali,
➔ ovvero studia come le aziende interagiscono tra di loro
(es. forme di mercato, operazioni straordinarie, ecc.)
l’economia aziendale, che studia il funzionamento di tutte le tipologie di azienda (di produzione, ovvero
➔ l’impresa es. la Fiat; di erogazione, ovvero di consumo es. la famiglia; miste es. lo Stato) e ciò che
accade al loro interno e all’interno del mercato
L’economia aziendale è definita come “la scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle
aziende, cioè scienza dell’amministrazione economica delle aziende, insomma l’economia aziendale è dunque la
nostra scienza”.
Cenni storici
L’economia aziendale è una disciplina nuova, che risale al 1926/1927 e vede come padre fondatore il professor Gino
Zappa, che in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico Ca’ Foscari di Venezia, parlò per la prima volta di
economia aziendale, intesa come una scienza:
1) autonoma, poiché deriva dalla disciplina che si studiava prima dell’economia aziendale, ovvero autonoma
rispetto alla ragioneria, fondata da Fabio Besta, professore di Gino Zappa. Quindi la ragioneria entrò a far
parte dell’economia aziendale. La differenza tra queste due discipline sta nella base teorica perché:
- nella ragioneria alla base si ha la teoria patrimonialistica (teoria dei conti a valore), poiché si
andava ad indagare sul patrimonio delle aziende, ovvero si andava a quantificare il patrimonio
delle aziende e si determinava il reddito tra patrimonio affine (a fine anno) e patrimonio a inizio
anno
- nell’economia aziendale invece alla base vi è la teoria redditualista, dove l’obiettivo è quello di
calcolare il reddito delle aziende. Ci interessa anche il reddito che si va a calcolare
contrapponendo tutti i ricavi di competenza e tutti i costi, da cui otterremo un utile, se il reddito
è positivo, oppure una perdita, se il reddito è negativo
unitaria, poiché contiene tre subdiscipline:
2) 1. Organizzazione: determinazione e coordinamento strutturale delle forze economiche del
sistema aziendale. Consiste quindi nel coordinamento dei beni e delle persone che fanno parte
di un’azienda.
Struttura organizzativa/organigramma = rappresentazione grafica della struttura
→
organizzativa aziendale e ne esistono di vario tipo (es. matriciale, divisionale, ecc)
2. Gestione, che può essere analizzata sotto due punti di vista:
a) oggettivo, si intende l’insieme dei fatti amministrativi, ovvero delle operazioni
aziendali (es. acq merci, vend bene, richiesta finanziamento)
b) soggettivo si intendono tutti i soggetti che assumono decisioni e realizzano le
decisioni (es. attività decisionale, attività operativa)
3. Rilevazione (o ragioneria): rappresenta la determinazione di fenomeni aziendali e di
informazioni alla base delle decisioni aziendali. E’ quindi quel ramo che si occupa di registrare
le operazioni che fanno parte della gestione aziendale, le elabora e le diffonde ai soggetti
interessati, che dovranno poi assumere delle decisioni. 1
LA TEORIA DEI BENI E DEI BISOGNI
La centralità delle persone e delle società umane
Le persone hanno un ruolo centrale all’interno delle aziende e delle società umane, poiché:
- perseguono molteplici fini
- il perseguimento di tali fini suscita dei bisogni
- soddisfano i bisogni utilizzando beni economici e non
- per entrare in possesso dei beni economici svolgono l’attività economica, proprio con la finalità di
produrre e consumare tali beni. Quest’attività si manifesta propriamente nel lavoro; è svolta dalle
persone e per le persone, che sono membri di istituti come le famiglie, le imprese, lo Stato
I bisogni
Il bisogno è l’esigenza di un bene necessario agli scopi della vita (=senso di mancanza), ed è diverso da persona a
persona. Ogni teoria economica si fonda su una teoria dei bisogni. Si classificano in vario modo:
bisogni naturali, ovvero attinenti alla componente biologica e fisiologica della persona, e sono
➢ equiparabili ai bisogni primari (es. mangiare, dormire, bere)
bisogni sociali, etici, estetici, religiosi, che sono suscitati dalla componente spirituale delle persone.
➢ Questi a loro volta si dividono in:
- bisogni essenziali, detti anche primari e sono quelli necessari per sopravvivere (si rifanno ai
bisogna naturali)
- bisogni voluttuari o secondari
La gerarchia dei bisogni secondo Maslow
I bisogni sono posti in cinque classi all’interno di una ‘gerarchia dei
bisogni’ ideata dallo psicologo americano Abraham Maslow, che
ipotizzò l’esistenza di una gerarchia dei bisogni che influenza il
modo di comportarsi dell’uomo all’interno di una piramide. Una
volta che una persona ha soddisfatto i bisogni alla base della
gerarchia, compare la necessità di appagare bisogni nuovi, e
sempre più complessi, rispetto ai precedenti. Alla base della
piramide troviamo i bisogni primari ovvero fisiologici, che
comprendono il bisogno di respirare, mangiare, bere, dormire, ecc.
Subito dopo si manifesta la necessità di soddisfare i bisogni di
sicurezza, che comprendono il bisogno della sicurezza del proprio
corpo, del lavoro, delle risorse e della famiglia. Nascono poi i
bisogni sociali, ovvero si ha l’esigenza di avere relazioni affettive,
come rapporti di amicizia, affetto familiare e intimità sessuale.
Nella nostra società, gran parte dei problemi psicologici delle
persone deriva proprio dall’incapacità di soddisfare adeguatamente i propri bisogni di appartenenza. Anche dopo
aver soddisfatto tutti i bisogni precedenti, nasce il bisogno di autorealizzazione (o bisogno di stima), ovvero la
necessità di raggiungere il proprio massimo potenziale. Un uomo deve diventare tutto ciò che può essere.
I beni
I beni si dividono in:
Beni economici, beni (merci e servizi) di cui si avvalgono le persone per soddisfare i bisogni, ma sono
❏ scarsi rispetto alle loro esigenze; sono limitati e non sono liberamente disponibili in natura, ma sono
prodotti medianti attività economiche. (es. abiti, auto, alimenti)
Beni non economici o liberi, sono beni liberamente disponibili, non sono scarsi, ma sono disponibili in
❏ quantità e qualità sufficienti per tutti e non sono prodotti dalle aziende (es. aria, luce).
Varie di classificazione dei beni economici:
beni primari (es. cibo, come pane, acqua con iva 4%)
➔ beni voluttuari (es. vestiti, carne no iva 4%)
beni complementari, che devono essere utilizzati insieme per soddisfare un determinato bisogno (es.
➔ spazzolino e dentifricio, carta penna)
beni fungibili, beni alternativi e quindi per soddisfare un bisogno posso utilizzare uno dei due beni (es.
burro e margarina)
beni differenziabili, beni personalizzabili e che possono essere prodotti da parte dell’azienda con
➔ caratteristiche differenti da quelli prodotti dalla concorrenza (es. giocattoli) 2
beni non differenziabili, che vengono prodotti da varie aziende, ma sono più o meno tutti uguali tra
loro; non hanno grosse caratteristiche distintive (es. beni commodities, ovvero le materie prime come la
farina)
beni di consumo, che vengono utilizzati direttamente da parte del consumatore, delle persone umane,
➔ per soddisfare un bisogno (es. cibo)
beni strumentali, non utilizzati direttamente dalla persona, ma servono per produrre beni che
andranno a soddisfare i bisogni delle persone (es. macchinario, impianto)
beni ad utilizzo singolo, che possono essere utilizzati solo una volta per soddisfare un bisogno (es.
➔ alimenti)
beni durevoli, utilizzabili più volte (es. macchinario, computer, borraccia)
beni a consumo individuale, che viene consumato solo da una persona e quindi contemporaneamente
➔ non può esser consumato da parte di altre persone (escludibilità es. bevanda)
beni a consumo collettivo, consumabili contemporaneamente da più soggetti (es. trasporto, aula,
sanità, spettacoli teatrali, laurea, difesa nazionale)
I beni vengono classificati in questa categoria in base al soggetto che li produce; di fatto:
beni privati, prodotti da soggetti privati (es. un ente non profit)
➔ beni pubblici, prodotti dallo Stato o dalle sue articolazioni (ovvero dalle aziende pubbliche)
Per produrre e consumare i beni economici di cui si avvalgono le persone, viene svolta l’attività economica, che
corrisponde con la produzione e il consumo di tali beni. L’attività economica si svolge mediante varie tipologie di
operazioni:
1. operazioni di trasformazione tecnica delle materie prime, degli impianti, dei dati, delle conoscenze.
Non è soltanto la trasformazione della materia prima trasformata in prodotto finito (output), poiché
questa coincide con la trasformazione fisico-tecnica; ma è anche:
- la trasformazione temporale (es. il deposito presso gli hotel delle cose che ha la funzione di
conservare determinati prodotti e custodirli nel tempo)
- la trasformazione logica, ovvero l’elaborazione dei dati grezzi in informazioni utili (es. la
contabilità utile per i soggetti decisori)
- la trasformazione spaziale, ovvero il trasferimento spaziale dei beni (es. vettori, aziende di
trasporto)
2. operazioni di negoziazione, gli istituti e le aziende non sono soggetti isolati, ma tra esse sorge una fitta
rete di scambi, di negoziazioni e appartengono all’attività economica dell’azienda e gli elementi che
vengono principalmente negoziati sono beni privati, beni pubblici, lavoro, capitali, coperture di rischi
3. operazioni di configurazione e di governo degli istituti
Produzione: economica, di beni, di redditi
Si hanno vari sinonimi che vengono utilizzati in riferimento alle aziende di produzione, alle imprese, ma in realtà non
sono propriamente sinonimi. Non sono sinonimi i termini ‘produzione economica’, ‘produzione di beni’ e ‘produzione di
redditi’, ma sono tre concetti diversi:
1) la produzione economica delle imprese coincide con tutte le tipiche operazioni svolte dalle imprese,
che sono:
- per le imprese manifatturiere ed estrattive, il core business consiste nella produzione di beni
(merci); in questo caso il termine produzione economica può coincidere con il termine
produzione di beni
- per le imprese turistiche, di trasporto, di consulenza, della salute, dell’istruzione ecc, il core
business consiste nella produzione di servizi
- per le imprese commerciali (imprese che acquistano e vendono merci senza svolgere
internamente un processo di trasformazione fisico-tecnica, come i negozi) il core business
consiste nello svolgimento di negoziazioni di beni
- per gli intermediari finanziari (banche) il loro core business è la negoziazione di capitali
- per le compagnie di assicurazione il loro core business è negoziare rischi in cambio del
pagamento di un premio economico (che per noi è un esborso)
La produzione economica non rappresenta il fine delle imprese, ma è soltanto il mezzo per realizzare un fine, ovvero
quello della produzione di remunerazioni, cioè di creare valore, che coincide con la produzione di reddito. Le
remunerazioni sono di due tipologie: 1. per i lavoratori dipendente; 2. per l'imprenditore/soci. 3
Le condizioni di produzione
Per poter svolgere l’attività economica e quindi la produzione economica, le singole imprese utilizzano i cosiddetti
fattori della produzione (o condizioni di produzione) che sono tutti quegli elementi, quelle circostanze, che rendono
possibile la condizione economica di impresa. Questi fattori di produzione o fattori produttivi d’esercizio sono:
- le materie prime, i componenti, i servizi forniti da terzi e sono beni ad utilizzo singolo
- impianti, immobili, macchinari, attrezzi, sono fattori produttivi pluriennali, ovvero sono beni durevoli
- lavoro
- terra
- beni pubblici
- beni privati
Tra tutte queste condizioni della produzione, ci sono due fattori fondamentali per ogni tipo di impresa, che sono
definiti come fattori primari della produzione, e sono:
1. il lavoro, di ogni tipologia, sia direttivo (degli organi di Governo), che quello esecutivo
2. il capitale di risparmio, che viene apportato dai soci (o capitalisti)
Questi due sono tipologie di soggetti, che apportano in azienda le condizioni di produzioni primarie, sono i principali
portatori d’interesse di un’azienda di produzione, ovvero i principali stakeholder.
Persona umana e homo oeconomicus
Ogni teoria economica è influenzata da delle ipotesi sul comportamento delle persone e quindi alla base di ogni
teoria ci sono delle ipotesi sul funzionamento delle persone. Tradizionalmente le scienze economiche si sono basate
sulla teoria dell’homo economicus, un tipo di persona con determinate caratteristiche che però non rispecchia quello
che è realmente la persona umana. Questa figura è stata usata per oltre due secoli. Questa visione è stata poi
superata ed i moderni studi economici si fondano sulla persona umana. Le caratteristiche dell’homo:
HOMO OECONOMICUS PERSONA UMANA
- soggetto autonomo ed egoista - soggetto membro di una società e i suoi fini
- è motivato soltanto da redditi e ricchezza, ed i suoi bisogni sono influenzati dal fatto di
ovvero dal fine di incrementare la propria esser membro di società umane, dai soggetti
ricchezza che lo circondano
- è in grado di valutare tutte le scelte in modo - svolge un’attività economica, come mezzo e
razionale ed assoluto, nel pieno non come fine
dell’intelletto umano - opera secondo razionalità limitata e non
assoluta
- non ha come obiettivo solo quello di
massimizzare la propria ricchezza, ma da
valore anche ad altri elementi, come la
solidarietà, la lealtà, il progresso
La massimizzazione del benessere individuale
Le persone agiscono in modo tale da massimizzare il proprio benessere individuale (che non è solo il benessere
materiale). Il comportamento delle persone è previdente e coerente nel tempo; è razionale e le loro scelte sono
influenzate:
- capitale personale, ovvero dalle proprie esperienze passate, i consumi passati, le abitudini e le
dipendenze individuali
- capitale sociale, ovvero dalle caratteristiche delle persone con le quali si interagisce (come i
componenti del nucleo familiare), inclusa la cultura
La somma dei due capitali viene definito capitale umano complessivo.
Le decisioni individuali
L’attività economica comporta prendere delle decisioni e in economia si hanno tre modelli decisionali. I primi due
modelli riguardano le scelte individuali, chiamati modelli delle scelte individuali, e sono:
1. modello delle scelte individuali secondo razionalità assoluta, è un modello astratto, solo teorico che
non trova applicazione nel concreto, in base al quale il soggetto che deve assumere delle decisioni si
trova in delle condizioni per cui: 4
- i problemi e gli obiettivi sono perfettamente chiari
- operando secondo razionalità assoluta, conosce tutte le informazioni delle varie alternative
disponibili immediatamente e gratuitamente, senza sforzi
- conosce perfettamente i futuri stati del mondo
- è in grado di capire quali sono le conseguenze delle sue scelte
- tutte le alternative che valuta sono chiare, compatibili e valutate simultaneamente
- è l’unico e isolato decisore, che sceglierà la soluzione ottima, l’alternativa migliore
2. modello delle scelte individuali secondo razionalità limitata elaborato nel 1997 da Simon che
sosteneva che un soggetto per arrivare ad assumere una determinata decisione deve passare per una
serie di step, ovvero una serie di fasi sequenziali:
- il decisore ha delle aspettative iniziali ed una prima ricerca esplorativa porta a prime
alternative
- il decisore valuterà una prima alternativa singolarmente
- in base alla prima analisi, la confronta con le sue aspettative e se fosse necessario, la modifica
- valuterà altre alternative e si fermerà solo quando scadrà il tempo prestabilito per la ricerca,
poiché inizierà a diventare molto costosa
- sceglierà la soluzione più ‘soddisfacente’ e non la soluzione ottima
(es. una persona che vuole acquistare una casa e ha delle aspettative quindi inizia a cercare, si
avvale di un’agenzia immobiliare e inizia ad avere delle alternative, delle possibilità)
I soggetti di questi due modelli, agiscono in forma individuale, ma non sono mai isolati proprio perché fanno parte di
un gruppo e perciò sono tenuti a rispettare delle regole di comportamento. Facendo parte di un gruppo, intorno al
soggetto si creano delle aspettative di comportamento da parte dei soggetti che gli ruotano attorno. Questo sistema
prende il nome di ruolo ed è normale che il comportamento di ogni persona sia influenzato dal ruolo che riveste.
1. modello delle scelte a più attori, &egra
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