Eva Burba: Il lungo periodo della crescita
Disuguaglianza e crescita economica
Quali potrebbero essere le conseguenze della crescita in termini di disuguaglianza? Motivazioni per cui la disuguaglianza si è manifestata nel corso del tempo in certi luoghi, quali potrebbero essere le soluzioni per il problema della disuguaglianza, per esempio nei paesi in via di sviluppo: problema della concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi.
Capitolo 10: La crescita
Inizio dell’analisi dei fenomeni economici nel lungo periodo.
Premessa
Esiste una disciplina che si occupa di descrivere in maniera dettagliata come è possibile stimolare la crescita in un determinato paese. Noi vedremo alcuni elementi che contraddistinguono la teoria che si è consolidata su questo argomento. I risultati della ricerca devono essere integrati alla teoria per capire quali sono i margini di crescita di un’economia.
- Molti sforzi effettuati da parte dei policy makers, soprattutto in seguito alla crisi della pandemia, sono legati a stimolare la crescita: vari strumenti sono stati utilizzati, non solo di politica fiscale e monetaria, ma ci sono anche strumenti messi a disposizione dall’Unione Europea con un piano pluriennale e con il Next Generation EU, che danno risorse sia a fondo perduto sia con prestiti ai paesi dell’area euro (e non solo) per spingere la crescita economica, soprattutto spingendo sull’innovazione tecnologica. In questi modelli c’è comunque un elemento formale catturato all’interno di una relazione matematica in cui si cerca di descrivere l’importanza del progresso tecnologico e tecnico per favorire la crescita.
Quindi confronteremo la teoria con alcune evidenze empiriche legate a come si può favorire la crescita, ovvero con gli interventi concreti che servono, sulla base della teoria economica, a incrementare il livello di crescita di un paese.
Come si misura la crescita: elementi di scontro
- Come si misura la crescita? Abbiamo sempre fatto riferimento nel medio e nel breve periodo alla crescita come una grandezza rilevante per capire come funziona una nazione: abbiamo parlato per esempio del PIL, che è un indicatore che utilizzeremo ancora.
- Non tutti gli economisti sono soddisfatti di usare questo strumento per misurare la ricchezza e il benessere di una nazione: alcuni ritengono che la ricchezza e anche la felicità di un popolo non siano misurabili in maniera completamente adeguata dal PIL. C’è un dibattito in corso per cercare di trovare un’unica misura per dire se un’economia sia veramente caratterizzata da individui che ‘stanno bene’. È un obiettivo non semplice, ed è uno degli obiettivi che tanti economisti che si occupano di misurazione dello sviluppo si pongono.
Differenze interne a un’economia ‘in crescita’
Il fenomeno della crescita deve essere anche comparato con le modalità con cui si realizza? Un’economia ‘in crescita’ può anche essere caratterizzata, per esempio, da una distribuzione eguale del reddito, una maggiore o minore disuguaglianza. Si tratta di temi di grande interesse per i macroeconomisti. È interessante capire come nel tempo la distribuzione del reddito e della ricchezza si sia evoluta: per esempio, la disuguaglianza determina alcune conseguenze nei confronti di chi la subisce, per cui ci sono soggetti che godono di una posizione privilegiata, mentre altri vivono in condizioni più precarie dal punto di vista del reddito e della ricchezza. Questa situazione può avere effetti anche su altre dimensioni, come la salute. Elevati livelli di disuguaglianza sono associati a un peggioramento della qualità della vita e della salute delle persone.
- Per esempio, la crisi della classe media, dei Blue Collars negli USA, ha determinato anche una crisi dal punto di vista sanitario: la pandemia ha colpito una certa fascia di popolazione che si è trovata con salari più bassi o in una condizione di disoccupazione, peggiorando così le loro condizioni di salute. Anche a causa della struttura del sistema sanitario statunitense, alcuni sono diventati dipendenti da oppiacei, altri dall’alcol, o si sono suicidati.
Crescita: un’introduzione
Robert Lucas, economista che ha preso il premio Nobel per le sue ricerche sulla crescita, disse: ‘una volta che si comincia a pensare alla crescita, è difficile pensare ad altro’. Per esempio, c’è sensibilità nei confronti della promozione della crescita nei paesi meno sviluppati, o preoccupazione per i paesi più avanzati che soffrono di una bassa crescita perché hanno livelli di produttività bassa. In Italia si parla del problema della bassa produttività: bisogna capire perché la bassa produttività determina anche una bassa crescita, e cosa si può fare per aumentare la produttività.
I vari elementi che contraddistinguono la crescita
Gli elementi che contraddistinguono la crescita sono tanti. Perché un paese cresce e altri no, anche se hanno una struttura simile dal punto di vista della quantità di lavoratori (N) meno o più qualificati, se hanno la stessa dotazione di capitale (K), dove il ‘capitale’ è un’approssimazione dell’insieme di beni variegati, come impianti e macchinari? Perché due paesi molto simili possono crescere in maniera diversa?
- Diversità nelle dotazioni tecnologiche: presenza di livelli diversi di tecnologia.
- Differenze nella qualità delle istituzioni: in paesi apparentemente simili, i livelli di sviluppo raggiungono stadi diversi perché possono avere caratteristiche istituzionali diverse, per esempio in un paese c’è un elevato livello di corruzione, la velocità del sistema giuridico, quindi dei processi, che se è più o meno rapido ha un impatto sulla capacità del paese di crescere.
Quindi, questo è un esempio di un elemento in più che ci aiuta a capire alcune delle motivazioni del perché i paesi crescano in modo diverso: ci sono tanti elementi significativi quando si confrontano paesi che sono in via di sviluppo, che hanno caratteristiche di debolezza nella dimensione istituzionale.
Grafici del PIL
Il grafico ci fa vedere due andamenti simili, che rappresentano:
- PIL reale aggregato del nostro paese dal 1861 al 2011.
- PIL reale pro capite: si riferisce al PIL per singolo individuo nel paese.
Attenzione: l’andamento del trend dei due PIL è simile, ci sono dei punti di caduta comuni che riguardano la seconda guerra mondiale, e c’è poi un progresso sostenuto dal dopoguerra fino al 2011, seppur vedendo al livello del PIL reale nel corso del 2020 non si vedrebbe una continuazione di quel tipo, a causa della pandemia. Quindi questa è una rappresentazione intuitiva che ci dice che sostanzialmente dopo la seconda guerra mondiale la ricchezza aggregata del nostro paese e la ricchezza pro capite del singolo cittadino è aumentata, quindi che dopo la seconda guerra mondiale la ricchezza è cresciuta.
Come si misura la crescita: elementi di scontro
Ma questa indicazione non è esaustiva: manca qualcosa perché la nostra preoccupazione è quella di cercare di identificare una buona misura della ricchezza. Attenzione: la ricchezza in realtà non è sempre lo strumento migliore per identificare la misura della qualità della vita: essere ricchi non determina sempre un miglioramento della qualità della vita. Infatti, fino ad un certo punto è vero, ma oltre ad un certo punto non è sempre vero, non è detto che la ricchezza, il reddito, sia il migliore strumento per approssimare il benessere. Per alcuni quindi il PIL è la misura più importante per misurare il benessere di un paese, ma c’è un dibattito acceso, ci sono diverse frizioni su quale sia il modo migliore per misurare il benessere di un paese.
Come si misura la qualità della vita
Di fronte ad un’analisi di breve e medio periodo, guardando ad un orizzonte temporale di lungo periodo, anche gli shock di natura temporanea vengono riassorbiti in una dinamica, in un percorso, molto più ampio: se si guarda al trend, ai dati di ciascun anno misurando il PIL, questi ci forniranno un’approssimazione tale da essere descritta da una retta crescente: quindi nel lungo periodo gli effetti degli shock tendono a uniformarsi: dominerà la crescita.
Nel lungo periodo non domineranno le fluttuazioni tipiche del breve e medio periodo. Dominerà invece la crescita.
Ci interessiamo alla crescita in quanto è direttamente collegata alla qualità della vita. Quindi ci interessa guardare alla crescita perché è lo strumento principale per poter incrementare il benessere degli abitanti di una nazione.
La variabile fondamentale in questa analisi è il PIL pro capite, cioè il PIL di un paese diviso il numero dei suoi abitanti. Attenzione: è sbagliato vedere solo al PIL come l’unico elemento che ci spieghi la crescita di un paese: una nazione può crescere dal punto di vista della ricchezza aggregata (PIL reale), ma non sappiamo quanto vada a ciascun individuo (PIL reale pro capite): si tratta del tema della disuguaglianza.
Come confrontare il prodotto e PIL pro capite tra diversi paesi?
Non basta convertire il valore del prodotto pro capite utilizzando il tasso di cambio. Se dobbiamo considerare lo strumento del PIL come quello più appropriato per confrontare diversi paesi e comprendere se un paese ha un livello maggiore di benessere rispetto ad un altro, bisogna fare degli aggiustamenti, altrimenti si incorre in errori, perché il PIL reale pro capite di un paese è stato misurato nella valuta del paese, per esempio in USA il dollaro, in Giappone lo yen:
- Si tratta di due valute diverse che possono avere valori diversi nel corso del tempo, quindi i rapporti tra le due valute possono cambiare: assumiamo che ci siano dei tassi di cambio flessibili, ovvero dei tassi di cambio da una valuta all’altra che mutano nel corso del tempo, questo fattore è da tenere in considerazione.
- Il secondo elemento da tenere in considerazione è che i livelli dei prezzi medi nei paesi possono essere differenti nell’arco di un periodo di tempo, o anche in un preciso istante che si osserva: è possibile che uno stesso bene, confrontato in termini di prezzo, possa essere molto diverso in diversi paesi: si tratta del Big Mac Index, che è uno strumento che serve per vedere come può essere diverso il livello medio dei prezzi in diversi paesi: in paesi che consideriamo più poveri è possibile che il Big Mac costi di meno rispetto a quanto non costi in un paese più ricco.
Ci possono essere differenze sistematiche dei prezzi tra paesi: in generale, quanto minore è il livello pro capite in un paese, tanto minori saranno i prezzi dei beni alimentari e dei servizi essenziali in quel paese. Quindi non è possibile confrontare il PIL pro capite di due paesi senza tenere conto dei tassi di cambio che fluttuano e dei livelli dei prezzi medi diversi da paese a paese.
Il confronto tra tenori di vita in paesi diversi è più significativo, correggendo per gli effetti sia delle variazioni di cambio, sia delle differenze sistematiche dei prezzi tra paesi.
Strumenti utili per la comparazione
Sono quindi necessari degli aggiustamenti per poter operare delle comparazioni: gli strumenti che si utilizzano oggi sono stati elaborati nel corso del tempo e vengono utilizzati per fare delle comparazioni tra diversi paesi per far sì che le comparazioni abbiano un senso. I dati aggiustati prendono il nome di dati in Parità di Poteri d’Acquisto (PPP).
Si usa il concetto della parità di potere d’acquisto quando è necessario comparare la diversa natura di PIL pro capite tra diversi paesi: si aggiusta il PIL pro capite in modo tale da trasformarlo in PIL aggiustato, ovvero espresso in parità di potere d’acquisto. Quindi si tratta di un aggiustamento che ci consente di trasformare i livelli di PIL pro capite e di consumo pro capite in una nuova versione comparabile tra paesi.
- Penn World Tables: si tratta di un sito che fornisce un indicatore che sia comparabile tra paesi: non c’è solo il PIL pro capite descritto in parità di potere di acquisto, ma anche delle componenti del PIL distinte, come il consumo, che vengono espresse in parità di potere di acquisto, in modo tale che il consumo di un paese sia confrontabile con quello di un altro paese con un’altra valuta e con un livello dei prezzi diverso.
La costruzione degli indici di prezzo usando la parità dei poteri di acquisto, apprezzabile nelle Penn World Tables, si basa in contemporanea:
- Sul tasso di cambio presente.
- Sul consumo pro-capite.
Confrontando quantità e qualità di beni consumati nei due paesi e altri confronti tra quei paesi.
Come si misura la qualità della vita: esempio
- Per esempio, due paesi, USA e Russia, e osserviamo la variabile consumo pro capite annuo:
USA
Per gli USA esiste un certo livello del consumo che viene espresso nella valuta statunitense, ovvero il dollaro statunitense: il prezzo del paniere annuale (ovvero il consumo annuo pro capite) in USA viene ipotizzato pari a 20,000$.
- Le persone acquistano nell’arco di un anno un’auto nuova al prezzo di 10,000$.
- Gli altri 10,000$ del paniere li usano per comprare invece cibo.
Russia
In Russia il consumo annuo pro capite viene quantificato in 60,000 rubli, nella valuta domestica.
- In questo paese gli individui detengono la loro automobile per 15 anni, non ne cambiano una all’anno come negli USA, e quindi il prezzo di un’auto, pari a 30,000 rubli, può essere frazionato su 15 anni, quindi il consumo annuale pro capite in termini di auto in Russia è dato da 30,000 rubli/15 anni = 20,000 rubli all’anno per l’acquisto di un’automobile.
- Il resto del consumo annuale, ovvero 40,000 rubli, viene utilizzato per comprare cibo, esattamente lo stesso paniere che viene comprato dagli statunitensi.
Assunzioni ulteriori:
- Le automobili russe e statunitensi sono della stessa qualità così come i generi alimentari.
- Il tasso di cambio è tale per cui un dollaro USA corrisponde a 30 rubli.
Quindi bisogna tenere in conto del diverso tasso di cambio, del diverso potere che ha una valuta rispetto a un'altra: c’è un rapporto di cambio tra dollaro e rubli, che ci dice quanti rubli sono comprabili con un dollaro statunitense, cambio che viene ipotizzato a 30 rubli.
Qual è il consumo pro capite in Russia rispetto a quello degli Stati Uniti? Cosa fare per vedere se c’è una diversità tra i cittadini dei due paesi nel potere di acquisto? Qual è il consumo pro capite in Russia rispetto a quello in USA?
Prima riflessione
- Considerare il consumo pro capite in Russia e convertirlo in dollari USA attraverso il tasso di cambio: in questo modo il consumo russo è pari a 60,000 rubli/30(tasso di cambio) = 2,000 dollari, ovvero il 10% di quello statunitense.
Il consumo russo, di 60,000 rubli, viene convertito in dollari dividendo per 30, per il tasso di cambio, e il risultato è di 2,000 dollari: questo risultato ci dice che il consumo pro capite in Russia, una volta tenuto conto del tasso di cambio, è solo del 10% di quello di un individuo americano.
Questo risultato ha senso?
Questo risultato non è soddisfacente, è un ragionamento parziale: bisogna articolare la risposta, bisogna tenere conto anche di altri elementi, perché non è vero che il consumatore russo consuma, se confrontato con quello statunitense, solo il 10% di ciò che consuma l’americano: in questa prima ipotesi non si tiene conto del livello medio dei prezzi in USA e in Russia:
- Bisogna considerare anche il livello dei prezzi medi: se è vero che i russi sono sì più poveri, in Russia i generi alimentari sono anche molto più convenienti:
Quindi i cittadini russi sono più poveri di quelli americani, ma questo non significa che non siano in grado di avere un consumo non superiore al 10% di quello statunitense: questo perché stiamo ignorando il fatto che in Russia i beni costano di meno rispetto a quanto costano in USA.
- Un consumatore statunitense che spendesse tutti i suoi 20,000 dollari in alimenti comprerebbe 2 panieri di beni (20,000$/10,000$).
- Un consumatore russo che spendesse tutti i suoi 60,000 rubli in alimenti comprerebbe invece 1,5 panieri di beni (60,000/40,000).
Questo ci dimostra che guardando al livello dei prezzi interni, non c’è una grande differenza tra i due paesi, quindi questo risultato è diverso dal 10% che abbiamo ottenuto guardando solo al tasso di cambio, e non anche al livello dei prezzi medi.
Seconda riflessione
Si tratta ancora di un ragionamento parziale: bisogna considerare un passaggio ulteriore per arrivare ad una soluzione più esaustiva: va bene considerare l’analisi in cui ci preoccupiamo di vedere quant’è il costo del paniere nei due paesi e confrontarlo con l’ammontare del consumo espresso dai cittadini nel paese, ma non è sufficiente:
- Possiamo usare lo stesso insieme di prezzi per entrambi i paesi, misurando le quantità di ciascun bene consumato nei due paesi a questi stessi prezzi: quindi c’è l’idea di utilizzare un medesimo insieme di prezzi per entrambi i paesi.
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