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Diritto europeo informazione – Prof. Monica Spatti A.A. 2019/2020

L'ordinamento giuridico, presente in ogni società e in ogni paese, è un insieme di norme giuridiche che regolano i rapporti e le istituzioni (= apparati che fanno rispettare le norme).

Ordinamento giuridico europeo

Ordinamento giuridico europeo = insieme di norme giuridiche in vigore a livello europeo più le istituzioni.

Ordinamento giuridico internazionale

Ordinamento giuridico internazionale = insieme di norme giuridiche in vigore a livello internazionale più le istituzioni che le fanno rispettare.

Gli ordinamenti giuridici sono in continuo cambiamento. Una norma giuridica è una norma vincolante. Il diritto è l'insieme delle norme giuridiche.

Fonti dell'ordinamento giuridico italiano

  • Costituzioni e leggi costituzionali (= integrano e modificano la Costituzione). Costituzione divisa in 4 parti:
    • Principi fondamentali
    • Diritti e doveri dei cittadini, comprende 4 titoli: rapporti civili (riguardano libertà individuale e collettiva dei cittadini), rapporti etico-sociali (riguardano famiglia, scuola e salute), rapporti economici (riguardano diritto al lavoro, allo sciopero e a percepire un salario congruo), rapporti politici (riguardano diritto al voto, al pluripartitismo…)
    • Istituzioni fondamentali del diritto italiano: Parlamento, magistratura, Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale
    • Disposizioni transitorie
  • Leggi ordinarie e atti aventi forza di legge. Le leggi ordinarie sono adottate dal Parlamento, mentre i decreti legge sono adottati dal governo sulla base di una legge delega del Parlamento. La legge delega deve contenere 3 elementi: l'oggetto disciplinare, i criteri che il governo deve seguire e i termini entro i quali deve essere consegnata.
  • Regolamenti. Sono adottati dal Parlamento e dai Ministri.
  • Consuetudini (= leggi non scritte). Esiste un rapporto gerarchico tra le fonti, quindi le fonti subordinate non possono modificarne una superiore.

Fonti ordinamento giuridico internazionale

  • La consuetudine internazionale e lo ius cogens. Diritto internazionale è un diritto non scritto, viene anche chiamato consuetudinario. Diritto internazionale pattizio.
  • Gli accordi detti anche trattati vincolano solo gli stati che decidono di partecipare a quell'accordo. Si forma attraverso un procedimento formato da 3 tappe:
    • La prima è la negoziazione dove i delegati partecipano ad una conferenza e negoziano un trattato per arrivare a scriverlo.
    • La seconda tappa è la firma dove i delegati firmano il trattato, non ha valore vincolante, ma autentica il testo.
    • La terza tappa è la ratifica che è necessaria per rendere vincolante il trattato, è il capo di stato che firma dei trattati internazionali proposti dal governo.
  • Gli atti delle organizzazioni internazionali. Le organizzazioni internazionali hanno degli organi che hanno il potere di adottare degli atti non vincolanti (= esortazioni). Solo alcuni organi possono adottare degli atti vincolanti: l'Unione europea, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Non esiste un rapporto gerarchico tra le fonti. È possibile che un accordo possa derogare una legge consuetudinaria, tranne quelle di ius cogens (= norme imperative). Lo ius cogens riguarda i diritti umani più importanti (= divieto di tortura, di schiavitù, di sparizioni forzate…).

Adattamento del diritto italiano al diritto internazionale

  • Diritto consuetudinario. Art. 10 = l'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute (= norme consuetudinarie), quindi c'è un adattamento automatico. Le norme consuetudinarie si collocano al primo posto, pari alla Costituzione, nelle fonti del diritto italiano. Nel caso in cui il diritto internazionale non fosse d'accordo con la Costituzione, prevarrebbe il diritto internazionale. Il diritto internazionale viene considerato un diritto speciale (= lex specialis derogat generali), però non per le norme della Costituzione ritenute fondamentali.
  • Diritto internazionale pattizio. Il diritto italiano si adatta attraverso 2 procedimenti:
    Il primo è il procedimento ordinario, dove il Parlamento italiano deve adottare una legge che dirà “si dà esecuzione a…”, ma se il trattato si estingue a livello internazionale, in Italia rimane in vigore e per abrogarla bisogna formulare una legge. Il secondo procedimento è detto speciale, qui il Parlamento adotta una legge che contiene ordine di esecuzione, ma il trattato non viene tradotto, viene fatto un rinvio al trattato. È un procedimento più semplice perché si evitano errori di traduzione e se si estingue, lo fa ovunque. Però quest'ultimo non si può adottare quando contiene norme non self-executing (= quando lascia una scelta).
  • Atti delle organizzazioni internazionali (solo per gli atti vincolanti). Ci sono 3 procedimenti:
    • Il primo mediante una legge ordinaria del Parlamento;
    • Il secondo mediante un decreto legislativo del Governo;
    • Il terzo mediante un regolamento del Parlamento, consiglio dei ministri o singoli ministri.

Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (10 dicembre 1948)

Nel 1946 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite si riunisce e per la prima volta si fa riferimento alla libertà di espressione (= pre-requisito degli altri diritti). Nel 1948 viene indetta a Ginevra una conferenza per tutelare questo diritto. Un secondo riferimento alla libertà di espressione viene fatto nella dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, fatta dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1948 a Parigi. Questa dichiarazione non è vincolante (= raccomandazioni). 8 paesi si astengono a questa dichiarazione. Tra questi l'Arabia Saudita e i paesi dell'ex blocco sovietico. L'Arabia Saudita si astiene perché non è d'accordo con alcuni diritti (troppe libertà per le donne), mentre i paesi dell'ex blocco sovietico erano d'accordo con i diritti ma vogliono indipendenza.

Esistono 2 generazioni di diritti: la prima è composta dai diritti civili e politici, mentre la seconda dai diritti economici, sociali e culturali. Queste generazioni non sono divise per importanza ma per data di nascita. Non esiste un organo che vigila sul rispetto di questa dichiarazione.

Diritto di libertà di espressione

Questo diritto è all'interno della dichiarazione nell'ambito della comunicazione (art.19 = diritto di cercare, ricevere e diffondere idee e informazioni). Ci sono tre dimensioni di questo diritto: cercare (= dimensione dinamica), ricevere (= dimensione passiva) e diffondere (= dimensione attiva). Nell'art.29 c'è scritto che i diritti della dichiarazione debbano essere ristretti o limitati a volte.

Patto internazionale

Nel 1966 venne fatta una conferenza dove vengono presentati due strumenti a tutela dei diritti dei cittadini:

  • Patto internazionale sui diritti civili e politici
  • Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali

Sono stati creati due patti perché alcuni Stati volevano ratificare solo patti civili e altri solo patti economici. Nel 1976 entra in vigore, 10 anni dopo perché servivano almeno 35 Stati che decidessero di ratificare questo trattato. Oggi gli Stati che l'hanno ratificato sono 177 (= sono assenti la Cina, Cuba e pochi altri).

Comitato per i diritti dell'uomo

È un organo che controlla il rispetto del patto internazionale composto da 18 membri esperti di diritti umani nominati dagli Stati, non sono dei rappresentanti degli Stati ma soggetti indipendenti. Effettua il controllo tramite 3 procedure:

  • Sistema di rapporti sociali: ogni 5 anni gli Stati sono tenuti ad inviare al Comitato un rapporto nel quale spiegano le cose che hanno fatto per attuare il patto (= articolo per articolo). Devono attenersi al modello predisposto dal Comitato. Quest'ultimo può fare delle domande specifiche dopo aver esaminato il rapporto. Infine il Comitato adotta delle annotazioni conclusive dove fa una sintesi di cosa ha fatto e dove deve migliorare lo Stato.
  • Sistema di comunicazioni interstatali: se uno stato ritiene che un altro non rispetti il patto può presentare una comunicazione al Comitato (= meccanismo di denuncia tra stati). È possibile solo se lo Stato denunciato ha riconosciuto questa competenza. Il Comitato propone una soluzione amichevole tra i due Stati, ovvero se non si riesce a risolvere, tutto si conclude come se nessuno avesse denunciato. Per questo motivo viene ritenuto un “sistema ridicolo” perché anche se uno Stato non riconosce le sue mancanze, non cambia nulla.
  • Comunicazioni individuali: c'è la possibilità di un individuo, ritenendosi vittima della violazione di un diritto riconosciuto, di presentare una dichiarazione al Comitato lamentando questa mancanza. È possibile solo se lo stato ha riconosciuto nel Comitato questa competenza. Quando riceve una comunicazione il Comitato avverte lo Stato che deve fare un rapporto con il suo punto di vista. Infine il Comitato adotta delle osservazioni (“views”) che però non sono vincolanti.

Caso Faurisson contro Francia (1996)

Signor Faurisson è un professore di letteratura della Sorbonne. Sostiene che non c'era un piano per sterminare gli ebrei, era un negazionista. Egli ammette l'esistenza dei campi di concentramento ma sostiene che le camere a gas servivano per disinfettare gli ebrei, non per ucciderli. Nel 1990 viene adottata la legge Gayssot, che dice che coloro che negavano l'olocausto commettono un reato che comporta un ammenda (= sanzione pecuniaria). Il signor Faurisson afferma in un'intervista che questa legge viola la libertà di espressione ed esprime la sua opinione sullo sterminio degli ebrei. Quando il mensile pubblica l'intervista, i partigiani presentano una denuncia e il signor Faurisson, insieme al redattore del mensile che ha pubblicato l'intervista, viene sottoposto a processo. Entrambi vengono incriminati e condannati dal tribunale di Parigi. Entrambi, in seguito, presentano ricorso alla corte d'appello di Parigi che conferma la sentenza di primo grado. Il signor Faurisson presenta una comunicazione al Comitato per i diritti dell'uomo lamentando che le condanne a suo carico rappresentano una violazione del diritto alla libertà di espressione. La Francia risponde che Faurisson, non avendo esaurito le vie di ricorso interne, non può appellarsi al ricorso al Comitato. Faurisson sostiene che era vero che non aveva esaurito le vie interne ma sostiene anche che era inutile rivolgersi alla corte di cassazione perché il redattore si era rivolto alla corte di cassazione ed aveva rifiutato il ricorso dando ragione alla corte d'appello, quindi lo avrebbero fatto anche con lui. Il comitato dà ragione al signor Faurisson e accetta il ricorso. La Francia si difende dicendo che il diritto alla libertà di espressione può essere limitato e ammette che la legge Gayssot lo limita, ma per un giusto motivo, perché evita l'antisemitismo permettendo agli ebrei di vivere in Francia in un clima senza l'antisemitismo. Il Comitato applica l'art. 19 del patto internazionale e quindi dà ragione alla Francia.

Altri strumenti universali a tutela del diritto alla libertà d'espressione

  • Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (1965): è vincolante solo per gli stati che l'ha ratificata e questi non possono fare discriminazione in base alla razza e punire chi lo fa, garantisce la libertà d'espressione indipendentemente dalla razza.
  • Convenzione sull'eliminazione e la punizione del crimine di apartheid (= quando un gruppo vuole imporsi su un altro) (1973): vieta l'uso dell'apartheid e punisce chi pratica ciò.
  • Convenzione sui diritti del fanciullo (1989): garantisce i diritti dei minori, tra cui quello della libertà di espressione.
  • Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (2006): garantisce i diritti alla persone con disabilità, tra cui quello della libertà d'espressione.
  • Relatore speciale per la promozione e la protezione del diritto alla libertà di opinione e di espressione: la figura del Relatore è stata istituita nel 1993 è un soggetto indipendente e imparziale e ha il compito di monitorare il rispetto del diritto alla libertà di espressione secondo gli standard internazionali. La carica del Relatore dura 6 anni. Il precedente Relatore ha presentato più volte la richiesta al governo Monti e Berlusconi di far visita in Italia per controllare il rispetto del diritto di libertà d'espressione ma gli è sempre stato negato. Il nuovo Relatore, invece, fece richiesta al governo Letta ed è venuto in Italia. Durante la visita studia gli eventuali aspetti di criticità, dopo aver visitato propone delle soluzioni. Dopo di che pubblica dei rapporti in internet.

Organizzazioni europee per la tutela della libertà d'espressione

Esistono 3 grandi organizzazioni importanti a livello europeo preposte alla salvaguardia del diritto alla libertà di espressione: Unione Europea, Osce, Consiglio d'Europa.

OSCE

Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Fanno parte dell'OSCE 57 paesi, tra questi anche quelli che non sono geograficamente europei come Stati Uniti e Canada perché interessati alla sicurezza europea. CSCE (= conferenza per la sicurezza e la cooperazione europea): a partire dal 1975 si sono svolte ogni anno delle conferenze dove partecipavano i paesi interessati alla sicurezza d'Europa. La prima conferenza fu quella di Helsinki. Dal 1995 la CSCE si è trasformata in OSCE per avere una struttura stabile, che ha sede a Vienna. Essa ha il compito di avere una collaborazione tra gli stati, non solo in ambito militare, ma anche in ambito economico, scientifico e dei diritti umani. Tutto questo permette di aumentare la sicurezza. Viene creato il Rappresentante della libertà dei media che vigila sul rispetto della libertà dei media nei 57 paesi che fanno parte dell'OSCE. Per vigilare su questo, come il Relatore speciale, richiede di poter far visita nel paese che vuole controllare. Se c'è una situazione di allarme in un paese lei interviene, se è possibile con una visita in loco se no solo informandosi, poi stende un rapporto.

Consiglio d'Europa

Non ha niente a che fare con l'Unione Europea. È composto da 47 stati membri (= tra cui tutti quelli dell'unione europea). Esso è stato costituito dopo la seconda guerra mondiale nel 1949 con l’obiettivo di favorire la democrazia, promozione dello stato dei diritti e promozione dei diritti umani. Raggiunge gli obiettivi predisponendo delle convenzioni internazionali. Fino ad ora sono state aperte alla firma più di 200 convenzioni. La più importante tra queste convenzioni è la Convenzione dei Diritti dell'uomo del 1950, per diventare membro del Consiglio d'Europa bisogna ratificare questa convenzione. Ha molti organi che si occupano di promuovere i diritti umani, tra cui quello della libertà, come il Commissario per i diritti umani.

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aletheiadoc di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto europeo dell'informazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Spatti Monica.
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