STORIA ECONOMICA
Introduzione
Cronologia
L’universo esiste da 15 miliardi di anni.
La terra esista da 4/4,5 miliardi di anni.
Le prime forme vegetali da 2 miliardi di anni.
Le prime forme di animali da 500 milioni di anni.
I primi umanoidi da 20 milioni di anni.
L’homo sapiens esiste da 500.000 anni.
Le prime civiltà da 6000 anni.
Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da 3 trasformazioni:
1. Rivoluzione agraria, circa 10.000 anni fa.
2. Rivoluzione industriale in Inghilterra 250/200 anni fa.
3. Seconda rivoluzione industriale che ebbe inizio durante la II Guerra Mondiale e
dura ancora oggi.
Prima della rivoluzione agraria si cacciava, si pescava e si raccoglievano i frutti delle
piante. Vi era quindi un’ECONOMIA DI PRELIEVO, dove l’uomo prelevava ciò che la
natura offriva.
RIVOLUZIONE AGRARIA
Ha avuto luogo in diverse parti del mondo. Al giorno d’oggi, in alcune zone
dell’Amazzonia ci sono delle tribù che non hanno ancora scoperto l’agricoltura
(ECONOMIA DI PRELIEVO). Considerano l’attività del contadino INDEGNA per un vero
uomo. Con questa rivoluzione agraria l’uomo ha introdotto l’agricoltura e l’allevamento
( ECONOMIA DI PRODUZIONE, dove l’uomo impara a produrre).
PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
Ha luogo in Inghilterra nella seconda metà del’700 e ha conseguenze importanti:
a) Cambiamento dell’economia. Nascita e avvento dell’industria moderna in senso
proprio. Ebbe luogo un cambiamento fondamentale nei processi produttivi. Per la
prima volta si diffusero delle macchine capaci di svolgere un gran numero di
operazioni che sino a quel momento erano svolte dalla mano dell’uomo Enorme
aumento della produttività del lavoro manifatturiero. L’economia riuscì a produrre
una quantità maggiore di beni rispetto a prima. L’industria soppiantò l’agricoltura e
il peso dei contadini diminuì progressivamente.
b) Un’altra conseguenza si ebbe sulla popolazione umana, che registrò una crescita
sproporzionata e rapidissima.
SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
Ha avuto inizio negli USA. Basata sull’avvento del computer. È caratterizzata da
macchine in grado di svolgere operazioni che sino a quel momento erano di esclusiva
pertinenza del cervello dell’uomo. Le macchine della 1° Rivoluzione Industriale
sostituirono la MANO dell’uomo, mentre le macchine della 2° Rivoluzione Industriale
sostituirono il CERVELLO dell’uomo (computer, calcolatrice). Cambia il fattore
essenziale della crescita economica:
- Nella 1° Rivoluzione Industriale la fonte è l’accumulazione del capitale, ovvero
investire grandi quantità di capitale.
- Nella 2° Rivoluzione Industriale la fonte della crescita è l’elaborazione
dell’informazione, e l’utilizzo delle macchine per produrre nuova informazione.
1° lezione
Rivoluzione agraria Passaggio da un’economia di “prelievo” dalla natura ad un
economia di produzione. Questa trasformazione è dovuta al fatto che alcuni gruppi
umani avevano incominciato a individuare le piante più utili per l’alimentazione
umana, e a distinguerle. Questi gruppi impararono a raccogliere i frutti di queste
piante (cereali, orzo) laddove crescevano spontaneamente.
a conservare i prodotti delle piante.
Impararono a macinare, importare e cuocere i cereali producendo le prime minestre.
Impararono ad addomesticare queste vegetazione spontanee. Per addomesticare
Impararono
s’intende riprodurre le piante anche in altri terreni.
Le prime piante addomesticate furono:
Grano e orzo addomesticati nel 9.000 a.C.
– Legumi “ 7.500 a.C.
– Ulivo e vite “ 7.000 a.C.
– Miglio “ 6.000 a.C.
– Riso e lino “ 5.000 a.C.
–
I primi animali addomesticati furono:
Grano e orzo addomesticati nel 9.000 a.C.
– Legumi “ 7.500 a.C.
– Ulivo e vite “ 7.000 a.C.
– Miglio “ 6.000 a.C.
– Riso e lino “ 5.000 a.C.
–
Gli umani per la priva volta ottennero il latte animale.
Gli uomini impararono a costruire i primi attrezzi agricoli (falcetto primitivo)che
serviva a raccogliere i semi prodotti dalle erbe selvatiche. Successivamente fu
inventato un secondo attrezzo, ovvero la zappa per scavare il terreno, fatta con una
lama di pietra e un bastone.
Invenzione dell’aratro (SUMERI) Si ebbe unendo la zappa ad un manubrio e
attaccando quest’ultimo ad una coppia di animali da tiro. L’aratro permetteva di
coltivare un’estensione di terreno pari a 4 volte più grande piuttosto che con l’utilizzo
della zappa.
Nascita della metallurgia
Età del rame: 6.000 a.C. in Medio Oriente
• 4.000 a.C. in Europa
Età del bronzo: 3.000 a.C.
• Età del ferro: 1.000 a.C.
•
Ciò consentì alle attività umane di disporre di strumenti e utensili nuovi, come aratri
rivestiti parzialmente in ferro (aratro neolitico e aratro romano).
Rotazione delle colture fu inventata questa tecnica per evitare che il terreno
diventasse sterile (ovvero perdesse fertilità). Di seguito la rotazione biennale:
1° Anno
GRANO MAGGESE
2° Anno
MAGGESE GRANO
La Maggese è un erba spontanea utile per l’alimentazione del bestiame. Questo
processo veniva attuato per non far perdere azoto (dato anche dal letame e dalle
piogge) al terreno. Successivamente fu introdotta la rotazione triennale, che
permetteva di sopperire agli eventi atmosferici, dato che in caso di evento calamitoso
si compensava il tutto con il 2° raccolto.
1° Anno 2° Anno 3° Anno
CEREALE INVERNALE CEREALE PR./ LEGUMI MAGGESE
CEREALE MAGGESE CEREALE INVERNALE
PRIMAVERILE/LEGUMI
MAGGESE CEREALE INVERNALE CEREALE
PRIMAVERILE/LEGUMI
2° lezione
Le corporazioni artigiane Durante la rivoluzione agraria incominciarono a
formarsi delle figure di artigiani specializzati nella produzione di manufatti. Si creò una
prima divisione del lavoro nelle società umane accanto ai contadini. Si vide che i
contadini riuscivano a produrre più di quanto serviva loro per mangiare, quindi
l’agricoltura riusciva a mantenere gruppi di persone specializzate in attività extra
agricole (militari, guerrieri, mercanti e artigiani che producevano manufatti come
tessuti, scarpe, mobili in legno, pentolame, armi).
All’inizio questi artigiani erano degli ambulanti che si spostavano da un posto all’altro
offrendo i loro servizi. Quando nacque la figura del mercante specializzato, questi
ambulanti stabilirono i loro laboratori nelle città. Questo accade già nell’antichità
Classica (antica Grecia, antica Roma).
Accadde anche che gli artigiani di uno stesso tipo (tessitori, calzolai, falegnami)
vivevano tutti insieme vicini (in questo modo era più facile per i clienti scegliere e
trovare il fornitore in grado di soddisfare la propria richiesta).
Questo fatto finì per generare un’importante innovazione istituzionale NASCITA
DELLE CORPORAZIONI.
Perché questi artigiani si riunirono in queste prime corporazioni?
1)Inizialmente avevano una funzione religiosa. Ciascun mestiere artigiano aveva un
proprio Dio da venerare, quindi i funzionari della corporazione svolgevano una
funzione sacerdotale.
2)Mutua assistenza; queste prime corporazioni si occupavano di erogare dei sussidi
(aiuti) in caso di malattia dell’artigiano associato, le spese funerarie per un artigiano
morto.
Dopo la caduta dell’impero romano fu vi un generale declino delle città in tutta Europa
(I signori feudali si spostarono dalle città a castelli in campagna) che porto anche a un
declino delle corporazioni
.
Nel Medioevo (dal 1000 d.C. alla metà del 1300 d.C.) ci fu una forte crescita
dell’economia europea, forte espansione dei commerci e delle attività manifatturiere
(forte rilancio delle città).
Nuova espansione delle corporazioni artigiane, che conobbero la loro massima
importanza. Aumentò di molto il numero degli artigiani e si accrebbe anche la loro
specializzazione. Vi fu per esempio una prima differenziazione tra carpentieri e
falegnami. I carpentieri erano degli artigiani che costruivano le case in legno, mentre
i falegnami utilizzano strumenti più precisi per costruire oggetti più piccoli e di uso
domestico come tavoli e mobili. Sempre tra i lavoratori del legno nasce il mestiere
dell’intagliatore, specializzato nell’attività di decorazione dei prodotti in legno.
Le funzioni delle corporazioni medievali sono,almeno in parte, differenti rispetto a
quelle dell’attività classica. Le corporazioni medievali non svolgono più la funzione
religiosa dell’epoca classica (questa funzione viene assunta dal clero). Conservano
quelle funzioni assistenziali che già erano svolte dalle corporazioni dell’antichità
classica, e ora assumono anche nuove funzioni, come la regolamentazione della
produzione e del commercio dei prodotti fabbricati dagli artigiani associati
REGOLAMENTAZIONE DELLA PRODUZIONE: un artigiano non era libero di scegliere
quali materie prime o quali strumenti utilizzare per produrre il bene che doveva
fabbricare. L’artigiano doveva seguire i regolamenti stabiliti dalla corporazione. Se non
rispettava le regole poteva essere multato, imprigionato o ucciso. Degli ispettori
effettuavano ispezioni presso le botteghe artigiane in qualsiasi momento.
REGOLAMENTAZIONE DEL COMMERCIO: l’artigiano, oltre a produrre i beni, li vendeva.
Anche qui l’artigiano doveva attenersi a delle regole stabilite dalla corporazione. Ad
esempio la corporazione stabiliva quale fosse il prezzo al quale l’artigiano poteva
vendere i suoi prodotti. Inoltre l’artigiano non poteva uscire dalla sua bottega e portare
i propri prodotti in giro per la città, la vendita poteva avvenire soltanto all’interno della
bottega. Era proibito anche pubblicizzare i prodotti. In certi casi era anche proibito
salutare in direzione dei passanti che passeggiassero vicino alla sua bottega.
Perché la corporazione artigiana era così rigida?
L’obiettivo principale che la corporazione perseguiva era di evitare che sorgessero
delle disuguaglianze fra artigiano. Ciò per evitare che un artigiano potesse arricchirsi
al posto di un altro.
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
I membri delle corporazioni erano suddivisi in
MAESTRI: titolari della bottega. Colui che conosceva a fondo il mestiere (ciò era
verificato dalla corporazione). Egli aveva il compito di trasmettere le proprie abilità
tecniche ai più giovani per cui poteva assumere nella sua bottega dei ragazzi ai
quali si impegnava ad insegnare il mestiere. Questi ragazzi erano chiamati
APPRENDISTI.
VALLETTO: era un operaio generico, una figura alla quale il maestro non era tenuto
ad insegnare il mestiere. Egli era addetto a lavori di fatica (pulizie, facchinaggio,
fare acquisti). Poteva essere assunto anche in età adulta e non sarebbe mai
diventato maestro.
Solitamente il maestro poteva tenere solo 1 o 2 apprendisti alla volta. Questo numero
era limitato dalle corporazioni. Ciò per limitare la concorrenza nel presente e anche nel
futuro. La retribuzione degli apprendisti era stabilita dalla corporazione.
Era naturale però, che alcuni artigiani volessero espandere la propria attività, pur
andando contro la volontà delle corporazioni. Nonostante questo, alcuni artigiani
riuscirono ad ingrandire la propria attività commerciale grazie al lavoro a domicilio
nelle campagne (inizialmente vietato, anche se poi fu permesso anche perché le
corporazioni non riuscirono a controllare le campagne). I contadini svolgevano quindi
attività manifatturiere per gli artigiani. Questo fenomeno è chiamato PUTTING OUT
SYSTEM, che ebbe un particolare sviluppo nella produzione di panni di lana nelle
Fiandre dalla metà del 1200 al periodo della peste. In quell’epoca le Fiandre erano il
principale centro in Europa per la produzione di panni di lana, che erano il principale
prodotto industriale in Europa. Ed erano soprattutto il principale prodotto trattato nel
commercio a lunga distanza.
All’interno della produzione e del commercio di panni di lana, trovavano un loro spazio
tutte le principali aree del continente europeo. La lana veniva esportata
dall’Inghilterra, che a quel tempo erano ancora economicamente arretrata e che
basava la sua economia sull’allevamento delle pecore.
Quindi il mercante-imprenditore importava la lana grezza dall’Inghilterra e la
distribuiva ai lavoranti a domicilio, che ricevevano una paga per il lavoro di filatura e
tessitura. A questo punto il panno comprato dal lavoratore a domicilio doveva essere
sotto posto alla FOLLATURA (mettere il panno in un catino e di immergerlo in una
miscela di acqua, argilla assorbente e altre sostanze minerali e pigiare con i piedi il
panno. In questo modo si rendeva il panno più compatto e lo si depurava dalle
impurità). Questa operazione NON veniva svolta dai lavoratori a domicilio nelle
campagne, perché ben presto si iniziò a utilizzare la GUALCHIERA. Questa macchina,
attraverso un bastone, aveva la funzione di pigiare i panni al posto dei piedi dei
contadini. La follatura avveniva nel laboratorio del mercante-imprenditore (in città).
Una volta che il panno era stato follato, il mercante poteva TINGERE e RIFINIRE il
panno o venderlo greggio (opzione prevalente). I panni greggi venivano venduti
solitamente in Francia, nella zona della Champagne, dove si svolgevano
periodicamente delle fiere (dove i mercanti fiamminghi incontravano e vendevano ai
mercanti italiani, che portavano i panni nelle principali città d’Italia). Nelle città italiane
i panni venivano rifiniti e inviati a Genova e Venezia e qui venivano imbarcati per
essere venduti nei porti del Mediterraneo Orientale e del Mar Nero.
3° lezione
Rivoluzione agronomica
Precede ed accompagna la rivoluzione industriale (circa 1650 – 1800) in Inghilterra.
Consiste nell’introduzione di 5 novità in agricoltura:
1) Soppressione del maggese, sostituito dalla rotazione continua delle colture.
2) Introduzione di nuove colture.
3) Miglioramento degli attrezzi agricoli tradizionali e introduzione di nuovi.
4) Selezione delle sementi e dei riproduttori animali.
5) Le recinzioni.
1. SOPPRESSIONE DEL MAGGESE: Nell’agricoltura tradizionale, per evitare
l’isterilimento dei terreni si ricorreva alla rotazione (biennale o triennale). Si scoprì
che le colture foraggere (trifoglio, erba medica) fissavano nel suolo azoto
atmosferico e, pertanto, reintegravano la fertilità dei terreni meglio del maggese. In
più i prati artificiali forniscono un foraggio più abbondante del maggese;
quest’ultimo viene progressivamente abbandonato e sostituito da prati artificiali di
trifoglio, erba medica e lupinella.
2. INTRODUZIONE DI NUOVE COLTURE: Parallelamente alle foraggiere, si diffuse la
coltivazione di piante che vengono chiamate radici sarchiabili (rape, patate,
barbabietole). Queste non contribuivano a reintegrare la fertilità del suolo, ma
richiedevano accurate sarchiature che consentivano di liberare il terreno dalle erbe
infestanti. Le radici sarchiabili venivano piantate in filari collocati ad una certa
distanza, l’una rispetto all’altra. Questa distanza consentiva di effettuare accurate
sarchiature del terreno durante il loro ciclo vegetativo. Necessitavano una pulizia
del terreno in 2 momenti (prima che venissero seminate con un aratura profonda e
durante la loro crescita) in modo da liberare il terreno da erbacce.
In conseguenza di queste innovazioni si diffuse nell’Inghilterra orientale il Sistema
di Norfolk. IL SISTEMA DI NORFOLK
1° anno Frumento 2° anno Rape
3° anno Orzo 4° anno Trifoglio
Ogni anno tutti i terreni disponibili venivano coltivati. Con questo sistema, la resa
del grano in Inghilterra crebbe a dismisura. Nel 1450 si producevano 6,3 quintali
per ettaro, nel 1650 8 quintali, nel 1800 16,2 quintali e nel 1850 21 quintali. Alla
fine della rivoluzione agro economica, i contadini riescono a produrre molto di più
di quello che serve per vivere. Prima, la quantità di prodotti agricoli sul mercato
era limitata. Infatti l’agricoltura dell’epoca era in grado di sostenere soltanto una
piccola parte della popolazione, di cui la maggior parte doveva essere composta
da contadini. Questi ultimi producevano solamente poco di più di quello che gli
serviva POLICOLTURA (coltivare un po’ di tutto, in modo da ottenere il
massimo livello possibile di autosufficienza). Dopo la rivoluzione agroalimentare, i
prodotti potevano invece essere destinati anche a chi non coltivava/produceva. Da
questo momento in avanti i contadini coltiveranno i prodotti che saranno più
remunerativi per loro.
3. MIGLIORAMENTO DEGLI ATTREZZI AGRICOLI E INTRODUZIONE DI NUOVI:
Viene migliorato l’aratro (introduzione degli aratri di Rotherham e Hornsby).
L’aratro in ferro rimpiazza quello in legno. In più si diffondono nuove macchine
agricole 8seminatrice meccanica e trebbiatrice meccanica).
4. SELEZIONE DEI RIPRODUTTORI ANIMALI: Aumentano le rese di latte per
vacca e di lana per montone. Aumenta il peso dei capi di bestiame. Tra il 1710 e il
1795 il peso medio sul mercato di Londra passa da 170kg a 360kg per i buoi, e da
17kg a 36kg per i montoni. 4° lezione
5. RECINZIONI: Il sistema agrario precedente alla rivoluzione agronomica si
caratterizzava per l’esistenza di common fields e open fields. I terreni più lontani
dal villaggio erano i common fields (terreni comuni). I terreni più vicini erano gli
open fields. La differenza principale era che gli open fields erano coltivati og
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