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produttiva che utilizza nello svolgimento del lavoro.

Le condizioni degli schiavi erano terribili, si calcola che in quegli anni furono deportati

circa 21 milioni di schiavi neri e che circa la metà sia morta durante la traversata.

Quelli che sopravvivevano venivano scaricati e venduti ai grandi proprietari terrieri

che vivevano in America, dove si produceva canna da zucchero, tabacco e cotone.

Questi beni erano poi destinati ad essere venduti in Europa. Le navi scaricavano gli

schiavi neri e caricavano queste materie prime.

All’interno dell’Inghilterra

Prima della Rivoluzione industriale (prima metà del ‘700) l’Inghilterra aveva un

pessimo sistema stradale. La legge stabiliva che la costruzione e la manutenzione

delle strade fosse affidata alle parrocchie, le quali imponevano delle giornate di lavoro

ai contadini che vivevano sul territorio della parrocchia stessa. Seguivano due

conseguenze negative: gli abitanti della parrocchia cercavano di evitare questi lavori

obbligatori e spesso non venivano effettuati, ma soprattutto accadeva che la

costruzione di nuove strade non seguiva una pianificazione basata sulla esigenza dello

sviluppo complessivo dei commerci dell’isola.

Intorno alla metà del ‘700 il Parlamento inglese approvò una legge che consentì la

costituzione di imprese per la costruzione di strade a pedaggio. Queste società

incominciarono a costruire le strade laddove era maggiore il bisogno dei commerci. La

conseguenza è che nella 2° metà del ‘700 la costruzione delle strade a pedaggio

consentì un rapido ammodernamento della rete stradale, che consentì una sensibile

diminuzione dei tempi e dei costi di trasporto tra i maggiori centri industriali e

commerciali dell’Inghilterra.

Parallelamente al miglioramento della rete stradale si ebbe un cambiamento forse

ancora più significativo che riguardò i trasporti su via d’acqua all’interno

dell’Inghilterra. Tra il 1760 ed il 1800 si verificò la febbre dei canali, ossia vennero

costituite delle società private quotate in borsa che costruirono nuovi canali. Furono

costruiti in Inghilterra circa 1000 Km di canali. Questi consentirono un rapido

collegamento tra i principali porti inglesi (Londra, Bristol, Liverpool) con le nascenti

città industriali (Manchester, Leeds, Birmingham). La realizzazione dei canali favorì di

molto il trasporto di merci pesanti dal basso valore monetario (carbone, legna). Ad

esempio, un cavallo su una strada poteva trainare circa 1/8 di tonnellata di peso,

mentre lo stesso cavallo trascinando una chiatta dall’argine di un canale poteva tirare

sino a 50 tonnellate di peso. 6° lezione

Quali sono i tratti salienti della RIVOLUZIONE INDUSTRIALE?

Avvento di una nuova modalità di svolgimento del processo produttivo nel

 settore manifatturiero, ossia si passa da una situazione nella quale il processo

produttivo aveva luogo utilizzando semplici utensili azionati direttamente dalla

mano dell’uomo ad una situazione nella quale l’attrezzatura produttiva è costituita

da macchine utensili.

Esempi di utensili sono il martello, lo scalpello. La macchina utensile è un congegno

meccanico costituito da 3 parti fondamentali: Motrice, Trasmissione, Utensile.

La motrice è la parte che genera il movimento dell’intero meccanismo. La motrice può

essere generata non necessariamente da energia meccanica, ma anche da forza

lavoro animale (buoi, cavalli), dal vento, dalla caduta dell’acqua, dall’energia a vapore

e certamente anche da energia meccanica.

La trasmissione trasmette il movimento (l’energia) generato dalla motrice alla terza

parte che è l’utensile.

La parte utensile è quella più importante. Ora, a differenza di quanto accadeva prima,

l’utensile non è più manovrato direttamente dalla mano dell’uomo. L’utensile viene

tolto dalla mano dell’uomo e viene inserito in un meccanismo. Diventa ora parte di

una macchina che lo aziona. L’utensile interviene direttamente sulla materia prima.

Questo fatto da enormi vantaggi perché la potenza che la macchina può generare è

molto maggiore della potenza che l’uomo può generare. STRAORDINARIO AUMENTO

DELLA PRODUTTIVITA’.

Con il passaggio dall’utensile alla macchina utensile cambia anche la natura del lavoro

dell’uomo.

Prima il lavoro dell’uomo consisteva essenzialmente nell’azionare gli utensili

direttamente con le proprie mani per ottenere il prodotto voluto (tavolo). Ora invece

l’uomo diventa un addetto alle macchine utensili, cioè le alimenta e le controlla.

La Rivoluzione Industriale ha luogo in Inghilterra nella seconda metà del ‘700 nel

settore del cotone. L’Inghilterra in realtà non produce cotone (c’è troppo freddo). SI

produce molta lana (pecore), ma non si coltiva alcuna piantagione di cotone. È una

situazione singolare.

Nel Medioevo l’industria che produceva panni di lana si era affermata come il

 principale settore manifatturiero in Europa. I centri principali erano le Fiandre e

l’Italia Settentrionale. L’Inghilterra a quell’ epoca produceva ed esportava lana

greggia (che non riusciva a lavorare e trasformare al proprio interno). A partire dal

1400 l’Inghilterra cominciò a sviluppare una propria industria della lana (putting out

system). Si creò una classe di mercanti imprenditori che decentravano la

produzione dei panni di lana ai lavoratori a domicilio che vivevano in campagna. I

filati di lava venivano prodotti nella case dei contadini (INDUSTRIA RURALE). Nel

1600 l’Inghilterra è diventata ormai il maggiore produttore di manufatti di lana in

Europa. Alla fine del ‘600 l’industria della lana è importantissima in Inghilterra,

mentre l’industria del cotone è ancora inesistente. Nel frattempo però l’Inghilterra

inizia la propria espansione commerciale verso l’Asia Orientale (COMAPGNIE

DELLE INDIE ORIENTALI). Questa compagnia è formalmente una società privata

costituita attraverso una legge del Parlamento inglese che gli conferisce il

monopolio dei commerci tra l’Inghilterra e l’Asia Orientale. Il più interessante

partner che faceva parte dell’Asia era l’India. Alla compagnie delle Indie Orientali fu

autorizzata a creare un proprio esercito da utilizzare nelle missioni commerciali

(Stato nello Stato).

Il 1700 è il secolo della conquista inglese dell’India grazie alla Compagnia delle

 Indie Orientali (processo durato all’incirca un secolo) aiutata anche dal fatto che

l’India non era ancora unita. L’India diventa una colonia inglese. L’India aveva

soprattutto i tessuti di cotone che venivano fabbricati in India e venduti in

Inghilterra. Questi tessuti di cotone riscossero presto il favore dei consumatori

inglesi, che li preferirono a quelli di lana. Queste importazioni riscossero un rapido

successo in Inghilterra a discapito dei tessuti in lana. Questo fatto preoccupò i

mercanti della lana che erano potentissimi e indussero il Parlamento inglese a

proibire la importazione di cotone. Tuttavia il Parlamento non poteva impedire che

si formasse un industria locale che producesse manufatti in cotone. Quindi da un

lato i consumatori inglesi domandavano beni di cotone, dall’altro lato non era più

possibile soddisfare questa richiesta importando i tessuti in cotone dall’India.

Questa circostanza creò le condizioni affinché nascesse in Inghilterra un azienda

locale che importava il cotone greggio e lo lavorava in Inghilterra. All’inizio la

qualità di questa produzione era inferiore a quella dei tessuti inglesi, ma ben presto

gli imprenditori inglesi del cotono ampliarono le loro competenze e si misero a

produrre filati di cotone in maggiore quantità e qualità. Quest’industria giovane non

aveva corporazioni (no ostacoli che potessero rallentare l’innovazione) e quindi

c’erano tutti i presupposti per introdurre importanti innovazioni che accrescessero

la produttività.

Come avviene la tessitura?

La tessitura consiste ad intrecciare ad angolo retto i fili dell’ordito con il filo continuo

della trama che a sua volta è avvolta su una spoletta che si fa alternativamente

passare da una parte all’altra dell’ordito.

Alcune innovazioni nel campo della tessitura:

NAVETTA VOLANTE di John Kay: prima che venisse introdotto la navetta volante

 accadeva che i fili dell’ordito potevano anche essere molto lunghi a piacere, mentre

la lunghezza della trama (ossia la larghezza del tessuto) era limitata dall’ampiezza

delle braccia del tessitore. Quale fu l’idea di Key? Lui ebbe l’idea di montare una

spoletta e piazza anche due racchette alle due estremità del binario. Queste due

racchette vengono comandate da un filo. Il tessitore, in questo modo fa funzionare il

telaio azionando le racchette, e sono poi queste ultime ad imprimere alla spola il

movimento necessario per farle attraversare l’ordito. La navetta diventa ora parte di

un meccanismo con un grande vantaggio rispetto a prima; se prima il tessuto non

può essere più largo dell’ampiezza delle braccia della tessitrice, ora la distanza tra

le due racchette può essere ben maggiore dell’ampiezza delle braccia del tessitore.

È possibile produrre dei tessuti più grandi e larghi. Con la navetta volante si

raddoppiò la capacità produttiva della tessitura.

FILATOIO MECCANICO di Lewis Paul e John Wyatt: Fu il primo tentativo di

 scrivere un filatoio meccanico ma non si diffuse perché fallì.

GIANNETTA FILATRICE (JENNY) di James Hargreaves: Inventata negli anni ’60

 del ‘700. Poteva funzionare anche azionata dalla forza dell’uomo e consentiva ad un

unico filatore di produrre più fili contemporaneamente. Il primo modello consentiva

di produrre 8 fili contemporaneamente (produttività aumentata di 8 volte).

Successivamente si costruirono anche dei modelli più perfezionati che producevano

anche 80 fili. Il punto debole della Jenny era che essa produceva un filato sottile che

era troppo debole e che era usato solo per la trama. La navetta volante e la Jenny

potevano essere installate nelle case dei lavoratori; erano due invenzioni che si

adattavano al sistema del lavoro a domicilio.

FILATORIO AD ACQUA (WATER FRAME) di Richard Arkwright: Inventata negli

 anni ’60 del ‘700. Il water frame non poteva essere azionato direttamente

dall’uomo, abbisognava di energia motrice meccanica (energia idraulica).

Successivamente furono costruiti dei water frame azionati a energia a vapore.

Questa è la prima macchina che non è compatibile con il sistema del lavoro a

domicilio (non può essere installato nelle case). Pertanto era necessario installarlo

in luoghi specializzati. NASCE COSI’ LA FABBRICA. Le prime fabbriche sono delle

filande di cotone nelle quali vengono installati i water frame.

MULE di Samuel Crompton: inventato nel 1779, univa i vantaggi della Jenny e del

 Water Frame e pertanto la Mule fu il primo filatoio meccanico in grado di produrre

diversi tipi di filato più o meno sottili.

L’invenzione di queste tre ultime macchine rovesciò quello squilibrio tra

filatura e tessitura che c’era stato sino agli anni ’60 del ‘700. Ora era la

filatura ad essere diventata più veloce della tessitura.

Ora l’idea era di costruire un telaio meccanico che fosse più veloce. Questo telaio

venne inventato nel 1785 da un sacerdote appassionato di meccanica (Edmund

Cartwright). Questa innovazione richiese molti anni per essere perfezionata e per

diffondersi. Si diffuse infatti tra il 1820 e il 1850.

La storia della Rivoluzione Industriale fu la storia dello sviluppo in

parallelo sia dello sviluppo di fabbrica sia del lavoro a domicilio. La filatura

del cotone veniva effettuata sempre più nelle fabbriche (water frame e mule)

mentre la tessitura continuava ad essere effettuata ricorrendo al lavoro a domicilio,

espandendolo moltiplicando i telai tradizionali muniti di navetta volante. Questo

periodo durò 40-50 anni. Solo dal 1820 il lavoro a domicilio venne soppiantato dal

lavoro di fabbrica anche nella tessitura e si svilupparono fabbriche integrate che

effettuavano al loro interno sia la filatura che la tessitura.

Perché quindi la rivoluzione industriale ebbe luogo nell’industria del

cotone e non in quella della lana?

(tenendo conto che le macchine della lana nacquero decenni dopo rispetto a quelle

della lana)

Perché la fibra del cotone è più resistente di quella della lana. I movimenti imposti

dalle prime macchine erano bruschi e maldestri che rischiavano di provocare rotture

(inceppamenti). Un’altra spiegazione risiede nel fatto che la lana è una materia

prima animale, mentre il cotone è una materia prima vegetale, quindi era più facile

ottenerne in grandi quantità. 7° lezione

In aggiunta alle innovazioni della lezione scorsa, vi furono altri sviluppi e altre novità.

Invenzione macchina a vapore: consentì di utilizzare una nuova fonte di energia. Le

prime macchine a vapore furono costruite alla fine del ‘600/inizio del ‘700 e servivano

per azionare delle pompe che sollevavano l’acqua nelle miniere. Per circa 80 anni le

macchine a vapore furono utilizzate esclusivamente nelle miniere. Nel 1781 uno

scozzese di nome James Watt costruisse una macchina a vapore che poteva essere

applicata quale generatrice di potenza ad ogni tipo di macchina. È quindi la prima

macchina a vapore universale che può trovare impiego anche al di fuori delle miniere.

Tra il 1781 e il 1800 ne vengono costruite circa 500. La macchina a vapore viene

impiegata anche per azionare i filatoi e i telai meccanici.

L’applicazione della macchina a vapore, che sostituisce in molti casi la ruota idraulica,

ha una importante conseguenza sulla localizzazione delle attività industriali; nascono

nuovi centri industriali localizzati vicino alle miniere di carbone, dato che il carbone era

pesante, ingombrante e difficile da trasportare. Manchester è la principale città

industriale che si afferma in quegli anni.

La fabbrica tessile: era creato un reparto apposito nel quale era collocata una

macchina a vapore solitamente di grandi dimensioni, che generava la forza motrice in

grado di azionare un intero sistema di macchine. Vi era un reparto apposito nella quale

era situata soltanto la macchina a vapore, mentre i telai e i filatoi erano situati in un

reparto distinto. La macchina a vapore era fonte di energia centralizzata, che serviva

per tutta la fabbrica. Il fatto che la macchina a vapore era più efficiente tanto più essa

era grande e potente, rendeva conveniente la concentrazione di molte macchine

utensili, molti filatoi, molti telai e quindi anche molti lavoratori.

La macchina a vapore è una generatrice di forza motrice più potente della caduta

dell’acqua, e questa maggiore potenza fa si che i filatoi ed i telai possano ora

funzionare più velocemente, o che si possano costruire dei filatoi e dei telai più grandi.

Si cercò di generare una ricerca verso l’introduzione di nuove macchine utensili. I

componenti in legno delle macchine utensile sono sempre meno capaci di resistere

alle sollecitazioni imposte dalla macchina a vapore, e questo induce alla creazione di

nuovi filatoi e nuovi telai con un numero sempre maggiore di componenti in metallo.

Una delle conseguenze dell’introduzione della macchina a vapore è anche un aumento

della domanda di metallo. Questa è un'altra grande novità della 1° Rivoluzione

industriale, oltre all’industria del cotone (cotone e ferro sono i settori trainanti della 1°

Riv. Industriale).

Il primo cambiamento nell’industria siderurgica riguardò il procedimento di fusione del

minerale ferroso. All’inizio del ‘700, in Inghilterra veniva utilizzato quale combustibile

per la fusione del minerale ferroso il CARBONE DI LEGNA. Qui sorgeva il problema che

l’Inghilterra disponeva di poche foreste. Si era provato anche da prima ad utilizzare

quale combustibile il CARBON FOSSILE, tuttavia i tentativi effettuati non avevano dato

dei risultati soddisfacenti perché durante il procedimento di fusione capitava che vi

fossero delle impurità contenute nel carbone che si trasmettevano alla ghisa (=

risultato).

Furono intrapresi dei tentativi ulteriori, in particolare da Abraham Darby nel 1709

sottopose il carbone fossile ad un trattamento termico che consentisse di depurarlo di

quelle impurità che contaminavano il ferro fuso. Il prodotto che si otteneva da questo

trattamento era il COKE, che veniva utilizzato come combustibile per la fusione.

Occorsero molti anni per perfezionare questa tecnica di fusione; circa 50 anni dopo nel

1760 i forni a COKE erano 17. A partire da quell’anno però il numero dei forni a COKE

cresce rapidamente. Nel 1775 salgono a 31 e nel 1790 salgono a 81, mentre solo

soltanto una 20ina i forni alimentati a carbone di legna. Aumenta considerevolmente

la produzione di ghisa, passando da 12.000 tonnellate nel 1700 a 156.000 tonnellate

nel 1800.

L’ultimo problema era quello di trovare un sistema che consentisse l’utilizzo del COKE

quale combustibile anche per la seconda fusione del metallo dalla quale dalla ghisa si

ottenevano manufatti in ferro applicabili alle esigenze pratiche della produzione

industriale. Questo problema venne risolto nel 1784 con la invenzione del sistema di

puddellaggio da parte di Henry Cort. Questa innovazione consentì la estromissione

del carbone di legna dalla siderurgia inglese e portò ad un ulteriore aumento della

produttività.

Principali interpretazioni della 1° Rivoluzione Industriale

1) Maurice Dobb – Giorgio Mori: il tratto saliente, per questa scuola di pensiero, è

la nuova modalità di svolgimento del processo produttivo caratterizzato dall’impiego di

macchine utensili. Prima si utilizzavano semplici utensili azionati direttamente dalla

mano dell’uomo, ora invece si impiegano delle macchine utensili. Per questa prima

scuola il punto fondamentale è che le macchine sono capaci sostituirsi a tutto un

complesso di funzioni che in precedenza erano svolte direttamente dall’uomo.

Secondo questa scuola, dal ’800 alla 1° Guerra Mondiale non c’è niente che porta

all’avvento di macchine in grado di sostituirsi a funzioni che in precedenza erano

svolte dall’uomo; ci sono si tante innovazione ma non si può parlare di 2° Rivoluzione

industriale. In totale per questa scuola le rivoluzioni industriali sono 2.

2)David Landes – Nathan Rosenberg – Ennio De Simone: secondo questa scuola

il tratto saliente è il verificarsi di una grande esplosione di creatività tecnologica, di un

gran numero di innovazioni tecnologiche che sono in qualche modo coordinate. Per

questa scuola tutte le innovazioni hanno la stessa importanza, non solo la macchina

utensile. Se è vero che negli anni che vanno tra la fine dell’800 e la prima Guerra

Mondiale non si hanno innovazioni che portano all’avvento di nuove macchine in grado

di sostituirsi all’uomo, si ha però una nuova grande esplosione di creatività

tecnologica, che porta alla scoperta dell’elettricità, all’automobile, alla bicicletta.

Questa circostanza fa si che sia corretto parlare della 2° Rivoluzione industriale, che in

totale per questa scuola sono 3.

3)I Cliometrici; Charles Harvey, Nick Crafts e altri: il termine “Cliometrici” si

usava per indicare la scuola degli storici economici quantitativi. L’idea di fondo di

questa terza scuola è che per valutare se in un dato periodo c’è stata una rivoluzione

industriale, occorre guardare all’andamento delle principali variabili

macroeconomiche, che sono il PIL e la produzione industriale. Per loro si può parlare di

rivoluzione industriale soltanto in presenza di una rapida accelerazione dei tassi di

crescita di queste variabili macroeconomiche. A quel tempo ipotizzare delle stime era

molto faticoso e soggetto a critiche, dato che non c’erano gli strumenti di oggi. La tesi

di questa scuola è la riduzione dell’importanza della Rivoluzione industriale, dato che

secondo i loro dati c’è stata una crescita limitata della produzione. L’idea è che la 2°

Rivoluzione Industriale non sia stata così rilevante per essere definita “Rivoluzione”.

Uno storico americano, Joel Mokyr, ha presentato un modello bisettoriale

dell’economia, che dimostra come non vi è incompatibilità tra il verificarsi di un

grande cambiamento strutturale dell’economia come la rivoluzione industriale e

l’assenza di rapide accelerazioni nei tassi di crescita delle variabili macroeconomiche.

Nel modello bisettoriale si ipotizza, per semplicità, che l’intera economia fosse formata

soltanto da due grandi settori, il settore A e il settore B. Il settore A è il settore

moderno dell’economia, dove si affermano le innovazioni della 1° Rivoluzione

industriale; nell’anno iniziale è molto ristretto ma cresce velocemente (4%). Il settore

B rappresenta il settore tradizionale dell’economia e all’inizio è molto grande ma

cresce molto poco (1%). Nell’anno iniziale il tasso di crescita complessivo

media ponderata

dell’economia è pari alla dei tassi di crescita dei due settori (quindi

1,3 %). Ciascuno dei due tassi viene ponderato per il peso del suo settore (piccolo o

grande). Con il passare del tempo accadrà che dopo 10 anni

Il tasso di crescita complessivo di tutta l’economia sarà aumentato solamente fino al

1,39%. Soltanto dopo 75 anni il peso del settore A sarà salito al 50% di tutta

l’economia e in quell’anno il tasso di crescita sarà salito al 2,5%.

Questo perché secondo Mokyr, ogni volta che avviene una rivoluzione industriale si va

a diminuire l’apporto dell’economia tradizionale. Se da un lato le fabbriche moderne

aumentano, dall’altro lato l’economia tradizionale va fuori mercato (la cui produzione

prima contribuiva a determinare il PIL).IL DATO NON ANNOVERA LA PERDITA

DELL’USCITA DAL MERCATO DELLE IMPRESE TRADIZIONALI. Quindi secondo Mokyr

l’osservanza delle variabili macroeconomiche è irrilevante se si vuole determinare o

meno una Rivoluzione. 8° Lezione

(PRESUNTA) SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Ha luogo tra il 1880 e la I Guerra Mondiale. C’è un grande sviluppo del settore

industriale. Nuova fase di espansione generata da tutta una serie di nuove invenzioni

ed innovazioni. Ci sono comunque 5 novità principali che contraddistinguono questo

periodo della presunta seconda Rivoluzione Industriale dalla prima Rivoluzione

Industriale inglese del ‘700.

Fine del monopolio inglese delle innovazioni, ossia durante la 1° rivoluzione

 industriale tutte le principali innovazioni tecniche avevano avuto luogo in

Inghilterra (Limitato solo all’Inghilterra). Ora invece le principali innovazioni della

cosiddetta 2° Rivoluzione Industriale hanno luogo non solo in Inghilterra ma anche

in altri paesi (per esempio anche negli Stati Uniti ed in Germania). Avvento di due

altre grandi nazioni industriale

Affermarsi di un nuovo rapporto fra scienza e tecnica. Se si guarda alle

 innovazioni della 1° Rivoluzione Industriale si può notare che furono opera

essenzialmente di artigiani, che possedevano una grande abilità pratica ma che

erano sprovviste di una preparazione scientifica. Gli scienziati nel ‘700 non

facevano scoperte dalle quali ottenevano applicazioni per ricavare un lucro, ma per

amore della conoscenza/scienza. A quell’epoca la comunità degli scienziati

rappresentava un mondo a parte rispetto alla comunità degli imprenditori. Sino alla

metà dell’800 la tecnologia industriale era incentrata sulla realtà dei fenomeni

visibili ad occhio nudo. Pertanto le innovazioni tecnologiche provenivano da

artigiani ingegnosi, i quali non erano in alcun modo degli scienziati preparati. A

partire dalla metà dell’800 questa situazione cambia, ha luogo quello che viene

chiamato “spostamento della frontiera della tecnologia”. Si dice che la frontiera

della tecnologia si spostò dal mondo dei fenomeni VISIBILI ad occhio nudo al

mondo dei fenomeni INVISIBILI ad occhi nudo. Si spostò dal mondo delle leve, dei

cambi e degli ingranaggi al mondo dei flussi di elettroni, onde elettromagnetiche, i

virus, i batteri e i geni. Cambia l’insieme delle conoscenze. Ora il mondo dei

fenomeni invisibili ad occhio nudo non poteva più essere compreso da semplici

artigiani sprovvisti di preparazione scientifica; poteva essere compreso soltanto da

scienziati preparati. Ora le spiegazioni scientifiche dei fenomeni non potevano più

essere ignorate dalle imprese industriali. Ora il progresso tecnico derivava sempre

di più dalla spiegazione scientifica dei fenomeni invisibili a occhio nudo. Era ridotta

l’importanza delle innovazioni degli artigiani e questo cambiamento comportò la

nascita di un nuovo campo delle ricerca scientifica. Nacque la RICERCA

INDUSTRIALE e la figura dello scienziato industriale, il cui compito era quello di

ottenere nuovi materiali grazie alle spiegazioni della scienza. Pertanto gli indirizzi di

ricerca degli scienziati industriali erano guidati non più dall’amore astratto per la

conoscenza ma dal possibile valore economico dei risultati della ricerca.

Nascita di nuovi settori industriali. In conseguenza di questo, per le imprese

 divenne sempre più importante promuovere la ricerca scientifica creando propri

laboratori di ricerca. Questi nuovi settori industriali diventano, tra il 1880 e la 1°

Guerra Mondiale, i nuovi settori trainanti dell’economia. Durante la 1° Rivoluzione

Industriale i settori trainanti erano stati il tessile (settore cotoniero) e la metallurgia

del ferro, ora invece i settori trainanti sono la siderurgia dell’acciaio, la chimica

industriale, l’elettricità e l’automobile.

La siderurgia dell’acciaio : l’acciaio è una lega di ferro e carbonio. Dalla prima

fusione del minerale di ferro si ottiene le ghisa, che però è durissima ma

fragilissima. Per ottenere l’acciaio occorre sottoporre la ghisa a un procedimento

(decarburazione). L’acciaio era un prodotto che si fabbricava anche prima della

metà dell’800, il problema era che le tecniche in uso per decarburare la ghisa

richiedevano troppo tempo, quindi l’acciaio che si produceva era costosissimo (si

producevano pochi oggetti importanti in acciaio come i bisturi dei medici). Nella

seconda metà dell’800 furono introdotte delle innovazioni che consentirono di

produrre acciaio in grande quantità e a basso costo (velocizzarono tantissimo il

processo di decarburazione della ghisa). La prima di queste innovazioni fu

realizzata nel 1856 dall’inglese Bessemer, che ridusse di circa 150 volte il tempo

necessario per abbassare la percentuale di carbonio contenuta nella ghisa fusa. Il

problema del processo Bessemer era che esso non consentiva di eliminare le scorie

di fosforo presenti nella ghisa. Pertanto questo processo poteva essere utilizzato

soltanto per fondere la ghisa ottenuta dai minerali ferrosi poveri di fosforo. Il

problema era di ottenere l’acciaio di buona qualità anche dalla ghisa ottenuta dai

minerali ferrosi ricchi di fosforo. In questo campo il primo importante progresso fu

– Siemens

l’invenzione del forno Martin (un francese ed un tedesco) che rende più

veloce la decarburazione della ghisa ottenuta dai giacimenti di ferro ricchi di

fosforo. Successivamente gli inglesi inventarono il sistema Gilchrist – Thomas che

consente di rendere più rapida la fusione dei forni Martin – Siemens. Ora l’acciaio

si diffonde tantissimo.

La chimica industriale : fu inventata nel 1856 per opera dell’inglese William

Henry Perkins che inventa l’industria dei coloranti artificiali. Egli riesce ad ottenere

una tintura da un sottoprodotto della fabbricazione del coke (derivato del carbon –

fossile). Una delle impurità di cui il carbon – fossile veniva depurato per ottenere il

coke era il catrame minerale. Perkins riuscì ad ottenere il primo colorante artificiale

da un successivo procedimento al quale sottopose il catrame minerale

Carbon fossile Catrame minerale Colorante. Quindi Perkins riesce a valorizzare

 

il catrame minerale.

Intorno alla metà dell’800 nasce una nuova branca della chimica industriale, quella

dei concimi artificiali (fertilizzanti artificiali). Nasce poi l’industria farmaceutica

(aspirina), vengono prodotte anche le prime fibre tessili artificiali (callulosa) che

possono essere in sostituzione o intrecciandole a quelle naturali nell’industria

tessile. Nasce anche l’industria degli esplosivi (dinamite).

La chimica industriale trovò il suo massimo sviluppo in Germania, negli Stati Uniti e

in Svizzera.

L’elettricità: Fu inventato il motore elettrico nel 1821da parte di Michael Faraday,

nel 1839 Samuel Morse inventò il telegrafo, nel 1869 Edison inventa la lampadina

elettrica, nel 1876 Alexander Bell inventa il telefono (non è stato Meucci il primo..).

A partire dal 1880 si costruiscono le prime centrali idroelettriche e termoelettriche.

Il problema principale che doveva essere risolto era il problema della trasmissione

della corrente elettrica lontano dalle centrali. I primi cavi che venivano utilizzati per

trasmettere l’energia la disperdevano rapidamente prima che arrivasse al luogo

d’interesse. Questo problema fu risolto negli ultimi 20 anni dell’800. Da quel

momento l’utilizzo dell’elettricità si diffuse rapidamente a sempre nuovi usi

(illuminazione domestica, illuminazione pubblica, forza motrice).

Automobile: il primo motore a scoppio fu costruito da Gottlieb Daimler nel 1892 e

la prima automobile nel 1893.

Le vicende discusse in questa lezione ci fanno capire che in questo periodo c’è

stata una rivoluzione industriale date le molteplici invenzioni, non solo presunta

(secondo Ennio de Simone). Altri sostengono che non fu una vera e propria

Rivoluzione industriale perché ci sono delle somiglianze con la 1° Rivoluzione

Industriale come la grande creatività tecnologica, il fatto che vengono creati molti

nuovi prodotti, si utilizza una nuova fonte di energia (nel ‘700 c’era stata introdotta

l’energia a vapore) MA NON CAMBIA IL RAPPORTO TRA UOMO E MACCHINA; non c’è

il trasferimento di alcuna funzione dall’uomo alla macchina (secondo Dobb e Mori).

Nessuna delle pur numerosissime innovazioni di questo periodo porta al

trasferimento di attività dall’uomo alla macchina. Pertanto secondo Dobb e Mori è

più corretto parlare di una prosecuzione/sviluppo della 1° Rivoluzione Industriale e

non di una 2° Rivoluzione Industriale.

9° Lezione

Direzione scientifica del lavoro (Taylor - fordismo)

Verso la fine dell’800, nell’industria meccanica la manodopera era formata da operai

maschi adulti che avevano anche un elevata professionalità e utilizzavano le macchine

utensili generiche (o flessibili). Sono macchine utensili progettate per essere

velocemente riattrezzate onde produrre una grande varietà di pezzi diversi. Questo

voleva dire che nell’industria meccanica la produzione di serie NON esisteva. Non era

possibile produrre due automobili identiche neanche se queste due automobili fossero

state costruite sullo stesso disegno. Anche 2 automobili costruite sullo stesso disegno

differivano tra loro per molti particolari. Non era possibile costruire 2 auto identiche

perché le tecniche di fabbricazione in uso a quell’epoca non consentivano di produrre

pezzi intercambiabili. Questo perché la macchina utensile non riuscivano a tagliare

l'acciaio temprato (= trattamento per rendere l'acciaio più resistente, veniva

riscaldato per essere sottoposto ad un brusco trattamento). Gli operai svolgevano un

ampia gamma di mansioni sul posto di lavoro. L'operaio dell’industria meccanica

doveva leggere il disegno tecnico e provvedeva ad attrezzare la macchina utensile per

produrlo.

Dall’operaio derivava la qualità e la quantità della produzione, che non era controllata

dalla direzione. L'operaio prendeva molte decisioni. Il bagaglio professionale

dell’operaio era un insieme di conoscenze che gli operai più anziani trasmettevano agli

operai più giovani, e questo bagaglio era ignoto alla direzione.

QUESTA E LA SITUAZIONE CHE TAYLOR SI PROPONE DI CAMBIARE. Egli si

propose di effettuare una grande innovazione organizzativa nell’industria. Taylor

propone un innovazione organizzativa, non tecnologica. l'obiettivo della riforma

organizzativa è di trasferire il controllo del processo lavorativo dalle mani degli operai

qualificati alle mani della direzione aziendale il controllo passa nelle mani della

direzione aziendale. Taylor dice agli imprenditori che per diventare padroni devono

investire per rendere la direzione aziendale meno ignorante. Quindi dovevano

imparare come si svolgeva il processi produttivo nelle loro fabbriche. Dovevano

investire per creare uno staff di analisti del lavoro al quale affidare il compito di

analizzare i movimenti delle mansioni lavorative svolte dagli operai al fine di capire

quale fosse la maniera ottimale per svolgere ciascuno di questi movimenti elementari.

La direzione aziendale giunge ora a stabilire delle istruzioni dettagliatissime riguardo a

come ogni operaio doveva eseguire ciascun singolo gesto attinente al proprio lavoro.

Da questo momento si chiedeva agli operai di lavorare non più secondo i loro vecchi

bagagli professionali ma di lavorare secondo queste nuove istruzioni che gli erano

impartite dall’ azienda. TRASFERIMENTO DEL CONTROLLO DEL PROCESSO

OPERATIVO DAGLI OPERAI ALLA DIREZIONE. Ora si afferma un unico modo di

effettuare un determinata mansione lavorativa. Il risultato di questa uniformazione è

l'aumento della produttività.

Un altra importante conseguenza è la separazione della ideazione dalla esecuzione

dell'oggetto da realizzare. Prima l'operaio di mestiere concepiva il pezzo da produrre

prima ancora che esso venisse prodotto, ora questo aspetto viene meno. Tutto il lavoro

intellettuale viene tolto dall'officina per essere concentrato nella direzione aziendale.

Lo studio dei processi lavorativi va riservato alla direzione aziendale e va tenuto

lontano dai lavoratori. Gli operai devono eseguire queste istruzioni senza pensare.

Taylor non prevedeva nessuna forma di costrizione per via meccanica che inducesse

gli operai a lavorare secondo le mansioni.

Henry Ford riesce a realizzare la produzione di serie nell’industria

automobilistica. Riesce a produrre pezzi intercambiabili. Riesce a modificare le

macchine utensili e a modificare l''assemblaggio delle automobili. Pertanto ora diventa

conveniente progettare macchine utensili di tipo nuovo concepite per produrre con

grande velocità e su grandissimi volumi un unico pezzo. Macchine utensili che non

necessitavano di alcuna messa a punto (o regolazione) tra un pezzo e un altro.

Ford riorganizza anche il reparto montaggio delle automobili. Gli operai che lavoravano

al reparto montaggio erano altamente qualificati e in autonomia. Vi era una coppia di

operai alla quale era affidato il montaggio di un intera automobile. Impiegavano un

intera giornata lavorativa per assemblare un automobile. Ora invece un operaio monta

su ciascun automobile un solo pezzo. L'operaio si sposta di bancone in bancone. Ford

perdita di tempo rappresentata dallo spostamento degli operai da

si rende conto della

un banco all’altro. Decide di fare passare l'automobile davanti agli operai fermi

(catena di montaggio). in ogni postazione era collocata una coppia di operai che

eseguono una parte del montaggio dell’automobile. Terminata la loro fase questi

operai trasferiscono l'automobile alla stazione lavorativa successiva. Per uniformare i

tempi di lavorazione, Ford introduce un congegno meccanico che costringe gli operai a

lavorare attenendosi al ritmo uniforme deciso dalla azienda stessa. Invenzione dal

nastro trasportatore che si muove ad una velocità decisa dalla direzione aziendale che

è uniforme per tutti gli operai. Finisce per imporre il ritmo lavorativo degli operai.

10° lezione

La Grande Crisi (1929-1933)

Le crisi economiche ci sono sempre state, ma con delle differenze:

Nell’economia pre-industriale la crisi è dovuta a una carenza improvvisa di mezzi di

 sussistenza; (crisi di scarsità). Per un qualche motivo (guerre, carestie) si aveva

una brusca caduta della produzione.

Nell’economia industriale (capitalistica) la crisi è dovuta alla sovrapproduzione;

 ossia la crisi è dovuta al fatto che ad un certo punto la produzione eccede rispetto

a quanto il mercato è in grado di assorbire.

La Grande Crisi (1929-1933) è la crisi più grave attraversata dal capitalismo in tutta

 la sua storia. A partire dalla metà degli anni ’20 si era realizzata una rapida

crescita delle quotazioni delle azioni in borsa. Si era diffusa la convinzione che la

crescita del valore delle azioni sarebbe durata all’infinito e avrebbe reso tutti ricchi.

Invece ad un certo punto l’andamento delle quotazioni azionarie si invertì

improvvisamente e iniziò una prolungatissima caduta (Giovedì nero, 24 Ottobre del

1929, seguito dal martedì nero 5 giorni dopo, il 29 Ottobre 1929). Ci fu un periodo

calante della borsa per circa 4 anni. Molte persone negli anno ’20 avevano investito

in borsa indebitandosi con la convinzione che il valore delle azioni avrebbe

continuato a crescere all’infinito. Il valore di queste azioni dopo il giovedì nero

diminuì, quindi queste persone che si erano indebitate con le banche per comprare

azioni si trovano a possedere delle azioni il cui valore è diminuito al di sotto del loro

prezzo di acquisto. Pertanto se queste persone ora vendessero le loro azioni al loro

prezzo di mercato non riuscirebbero con il ricavato a ripagare il debito contratto

con la banca. Le banche si trovano pertanto con una grandissima quantità di

debitori insolventi e pertanto le banche cercano di recuperare liquidità da altri

clienti. Molte banche americane al tempo avevano prestato denaro all’estero

(Germania) e iniziano a ritirarli dentro gli USA. Questo fatto funge da meccanismo

di trasmissione della crisi dagli USA al resto del mondo. Inoltre sempre per

recuperare liquidità le banche americane riducono i prestiti all’interno del paese.

Riducono i mutui per gli acquisti delle case e i prestiti per gli acquisti a rate di

automobili. Il risultato è che i prezzi della case diminuiscono e le vendite di

automobili tracollano. La conseguenza di questa crisi iniziata in borsa è quella di

provocare UNA DRASTICA CADUTA DELLA DOMANDA DI BENI. La crisi si trasmette

dai mercati finanziari all’economica reale. Le imprese avevano prodotto di più di

quanto il mercato si è dimostrato in grado di assorbire, quindi trovandosi i

magazzini pieni le imprese tagliano la produzione per l’anno successivo, iniziano a

licenziare e a ridurre gli orari di lavoro.

MINORE DI DOMANDA AGGREGATA = MAREA DI DISOCCUPATI IN PIU’.

Le interpretazioni della grande crisi

1) Milton Friedman: Secondo questo autore la profondità della crisi è dovuta ad

un'unica causa principale, cioè a causa degli errori della politica monetarie degli Stati

Uniti. Le cause della crisi secondo Friedman non risiedevano in problemi dell’economia

reale (parte dell’economia che produceva beni e servizi). In particolare secondo lui la

crisi fu dovuta al fatto che la banca centrale americana, verso la fine degli anni ’20,

ridusse il credito alle banche per frenare la speculazione di borsa. Si disse che la banca

centrale americana introdusse una politica restrittiva, poi quando i valori delle azioni

erano diminuite la banca centrale americana continuò nella sua politica monetaria

restrittiva, si rifiutò di espandere i propri crediti alle banche. Friedman sosteneva che

la banca centrale americana avrebbe dovuto offrire alle banche commerciali tutta la

moneta di cui queste avessero avuto bisogno, ma non lo fece. Questo errore finì per

aggravare la crisi.

2) Charles P. Kindleberger: Secondo lui la crisi degli anni ’30 fu così grave a causa

dell’assenza di un paese guida dell’economia internazionale negli anni fra le due

guerre. Prima della 1° Guerra Mondiale i paese guida era l’Inghilterra, dopo la 2°

Guerra Mondiale sarebbero stati gli USA. Ci sono due cose che un paese Leader

dell’economia mondiale deve fare: da un lato mantenere il proprio mercato interno

sufficientemente aperto alle esportazioni degli altri paesi (l’Inghilterra permetteva agli

altri Stati di esportare nel Regno unito) e fornire dei prestiti possibilmente a lungo

termine agli altri paesi (in modo da evitare il contagio della crisi). Invece durante gli

anni ’30 gli USA ridussero i prestiti ai paesi europei.

3) Heinz W. Arndt: mette l’accento sulle difficoltà dell’economia reale (squilibrio di

fondo tra domanda ed offerta). Questo squilibrio riguardava da un lato il rapporto tra

l’Europa e gli altri continenti ed un secondo squilibrio che era interno agli USA. Per

quanto riguarda lo squilibrio tra l’Europa e gli altri continenti, Arndt sottolinea il fatto

che durante la prima guerra mondiale i paesi extraeuropei avevano aumentato

notevolmente la loro produzione agricola e per fare questo avevano aumentato

notevolmente l’estensione delle terre coltivate. Durante la 1° Guerra Mondiale la

produzione agricola in Europa era diminuita, questo perché molti dei terreni erano

diventati teatro dei conflitti. I paesi europei si erano approvvigionati in misura

crescente dai pesi extraeuropei. Era aumentata di molto la capacità produttiva di USA,

Canada, Australia e Argentina. Dopo la fine della 1° Guerra Mondiale, l’Europa

ricostituì la propria capacità produttiva in agricoltura (i campi tornarono ad essere

coltivati), mentre i paesi extraeuropei NON ridussero la loro capacità produttiva. Quindi

negli anni ’20 la capacità produttiva totale dell’agricoltura mondiale era di molto

aumentata rispetto a prima della Grande Guerra. Ad un certo punto accadde che la

produzione agricola complessiva incominciava a superare la capacità di assorbimento

dei mercati. Verso la fine degli anni ’20 si ebbe un calo dei prezzo dei prodotti agricoli

che fu particolarmente grave per quei paesi le cui esportazioni erano costituite

prevalentemente da prodotti agricoli. Questi paesi si trovarono ad incassare molto

meno per le loro esportazioni di grano e cereali. Questo era il primo squilibrio secondo

Arndt.

Un secondo squilibrio nell’economia reale si verificò negli anni ’20 all’interno degli

USA. Inizialmente ci fu una grandissima crescita degli investimenti in alcuni nuovi

settori che producevano beni di consumo durevole (fortissimo aumento degli

investimenti nel settore automobilistico). Anche qui si pensava che il mercato

dell’automobile sarebbe aumentato all’infinito ma non fu così. Ci fu anche un

espansione del settore edile. In entrambi i casi, ad un certo punto, le previsioni degli

investitori si erano rivelate troppo ottimistiche. Si erano costruite troppe macchine e

troppe case (crisi di sovrapproduzione) Brusco crollo degli investimenti in entrambi i

settori. 11° Lezione

Come si uscì dalla crisi?

Intervento dello Stato nell’economia. Si ebbe negli anni ’30 un cambiamento

 profondo nell’orientamento prevalente tra gli economisti. Questo cambiamento fra

gli studiosi portò ad un cambiamento anche dell’orientamento dei governanti e dei

politici.

Abbandono del dogma del bilancio in pareggio e adozione di politiche

 basate sul deficit spendig ispirate al pensiero di Keynes. Prima della grande

crisi la teoria economica dominante era l’economia classica, che si era formata

negli ultimi 3 decenni dell’800. L’idea era che i mercati fossero efficienti e che il

compito della politica economica fosse quello di lasciare funzionare i mercati senza

alcuna interferenza da parte dello Stato (laissez faire). Questo approccio teorico

prevedeva il perseguimento del pareggio di bilancio, dato che lo Stato era visto

come una famiglia che non può spendere più di quanto guadagna. Questo

approccio di politica economica venne fortemente criticato da Keynes, il quale negli

anni ’30 pubblicò un libro che divenne molto famoso; egli in questo libro presentò

una teoria diversa del funzionamento del sistema economico in cui criticò i dogmi

secondo i

dell’economia classica precedente. La differenza di fondo era, che

classici, i mercati sono di loro natura efficienti e nel lungo periodo, se lasciati

funzionare senza interferenze portano il sistema economico ad una situazione di

equilibrio di piena occupazione. Quando si verifica una situazione dove la piena

occupazione non c’è, è il mercato stesso a mettere in modo dei meccanismi

correttivi che lo riporteranno alla piena occupazione. Non c’è quindi bisogno della

Keynes invece

politica economica per il perseguimento della piena occupazione.

sosteneva che il mercato lasciato a sé può portare anche a degli equilibri di

sottoccupazione, e che il mercato in questi casi non è minimamente in grado di

attivare autonomamente un processo che la riporti in un equilibrio di piena

occupazione. Deve infatti ricorrere alla politica economica. Lo stato, per riportare il

sistema verso l’equilibrio di piena occupazione, è la spesa pubblica in disavanzo

(deficit). Prima non esisteva la consapevolezza del fatto che il disavanzo del

bilancio statale potesse essere utilizzato come strumento politica economica per

riportare il sistema verso un nuovo equilibrio di piena occupazione.

Nel 1932 – 33 la situazione era la seguente: da un lato si aveva una grande

quantità di capacità produttiva inutilizzata (sottoccupata, con fabbriche ferme

oppure che producevano molto al di sotto della loro potenzialità) mentre da un altro

lato vi erano milioni di lavoratori disoccupati. L’elemento mancante è la DOMANDA.

Da una crisi della domanda si esce attuando politiche economiche che

aggrediscano la crisi agendo sulle variabili che operano dal lato della domanda.

Queste variabili sono i consumi e gli investimenti. Quando il livello dei consumi e

degli investimenti privati è insufficiente a garantire la piena occupazione dei

lavoratori e il pieno utilizzo della capacità produttiva deve intervenire lo Stato. +

SPESA PUBBLICA = + DOMANDA AGGREGATA.

Il New Deal di Franklin D. Roosevelt. Più spesa pubblica = più investimenti

 pubblici. Il New Deal era un insieme molto vasto di leggi. Vi furono alcuni

programmi finalizzati alla realizzazione di opere pubbliche (Federal Emergency

Relief Administration del 1933). Ben presto furono lanciati programmi per la

realizzazione di opere pubbliche gestiti direttamente dal governo federale (Civil

Workd Administration del 1933 che consentì in pochi mesi di dare un lavoro a 4

milioni dei 13milioni di disoccupati). Sempre nel 1933 venne istituita la Tennessee

Valley Authority, che era un programma di produzione dell’energia elettrica e

sistemava un vasto territorio depresso nella valle del fiume Tennessee. Nel 1935

venne lanciata la Worn Progress Administration con cui vennero modernizzate le

infrastrutture di tutto il paese e nuovi lavori di rimboschimento e di tutela del

patrimonio rurale. Nel 1935 il Social Security Act garantì il sussidio di reddito. Nel

1935 il Wagner Act riconobbe legalmente l'esistenza e la funzione dei sindacati

(diritto di sciopero).

Il New Deal fu quindi una politica di rilancio della domanda

La moneta

A cosa serve la moneta? È un mezzo di pagamento che serve a finanziare le

transazioni economiche. È una riserva di valore (quando viene tesaurizzato). Al fine del

700 la moneta era metallica (oro, argento o rame). Il valore delle monete era dato dal

valore del metallo prezioso in esse incorporato (una moneta che incorporava 1

grammo d’oro valeva la metà di una moneta che incorporava 2 grammi d’oro). Il limite

di questo sistema era che la possibilità di coniare monete dipendeva dalla disponibilità

di metallo prezioso. Venne deciso di trasformare le monete in BANCONOTE. Cosi venne

espansa la moneta in circolazione.

Nel 700 esistevano 3 tipi di sistemi monetaria

Monometallismo argenteo: (silver standard). La base del sistema monetario era

ü d'argento, ma c'erano altri tipi di monete. Solo l'argento godeva di 2 qualità.

1. Libero conio, ossia c’era la possibilità di consegnare alla zecca l'argento in loro

possesso e di ottenere in cambio un equivalente in monete di un importo stabilito

da una legge.

Monometallismo aureo: (gold standard). Idem come sopra

ü Bimetallismo: Sia l'argento che l'oro godevano di libero conio.

ü 12° Lezione

Le banche iniziarono a dare negli investimenti Banconote e non monete d’oro e

d’argento. (piano piano le sostituiscono).

Alla base del sistema monetario c’era l’argento (anche se non tutte le monete

erano d’argento), che godeva di un libero conio (possibilità concessa ai privati di

consegnare alla zecca l’argento in loro possesso e di ottenere in cambio un

equivalente importo stabilito dalla legge).

Sia l’oro che l’argento godevano degli stessi privilegi. Godevano di un potere

liberatorio illimitato, ovvero possibilità concessa alla moneta posta alla base del

sistema e di essere utilizzata come elemento di pagamento senza poter essere

rifiutata.

In Brasile venne trovato l’oro = era una colonia del Portogallo (Brasile indipendente dal

1834).

Nel 1703 venne stipulato un contratto commerciale tra l’Inghilterra e il Portogallo.

Questo contratto prevedeva la riduzione dei dazi sugli scambi commerciali tra i due

paesi. L’Inghilterra li ridusse sulle importazioni di vino portoghese, mentre il Portogallo

ridusse i dazi sulle importazioni di manufatti inglesi. Il valore delle esportazioni era

superiore al valore delle importazioni di prodotti portoghesi in Inghilterra. Il Portogallo

importava di più di quanto esportava e saldava i conti con l’Inghilterra con oro 

progressivo aumento di monete d’oro, quindi divenne più raro l’argento. Nel 1774 fu

approvata una legge che stabiliva che le monete d’argento potevano essere usate

soltanto per i pagamenti di importo fino a 25 sterline (1700-1815 questo contro la

Francia). C’era la necessità di finanziare la guerra contro Napoleone, e venne chiesto

alla Banca d’Inghilterra di aumentare l’emissione di banconota (dato che non

disponeva più di riserve auree sufficienti a garantire la convertibilità in oro di tutte

queste banconote emesse.

SI STABILITI’ L’INCONVERTIBILITA’ DELLE BANCONOTE DAL 1797.

1815 = finirono le guerre e venne ripristinata la convertibilità delle banconote.

1821 = nonostante la convertibilità, ci fu l’avvicinamento totale al GOLD STANDARD.

Per primi lo adottarono l’Inghilterra e il Portogallo. Venne introdotto il libero conio e le

monete non potevano essere rifiutate come mezzo di pagamento. Successivamente fu

adottato il Gold Standard anche dalla Germania nel 1873, dall’Italia Francia e Belgio

nel 1878, dall’Austria. Ungheria nel 1892, dalla Russia e dal Giappone nel 1897 e dagli

USA nel 1900.

L’Italia fece un “corso forzoso”per finanziare la 3° guerra d’indipendenza.

SISTEMA INTERNAZIONALE DI CAMBI FISSI tutti erano legati al cambio, e si pensa

che questo sistema agevolasse il commercio internazionale e le esportazioni.

Il Gold Standard avrebbe favorito una crescita degli scambi commerciali tra paesi

 aderenti

Con questo sistema di elimina il rischio di cambio, infatti se ci sono cambi

 flessibili/fluttuanti si corrono molti rischi per chi vuole investire.

Il Gold Standard rimane fino alla 1° Guerra Mondiale, dopo aumento delle banconote

per finanziare gli sforzi bellici (molti paesi escono dal Gold Standard). Nel 1915 finisce

definitivamente il Gold Standard per sempre. Nel 1922 conferenza monetaria

internazionale di Genova da vita al “Golden Exchange Standard”, un nuovo sistema

applicato. Viene adottato un nuovo sistema monetario internazionale, simile a un

“Gold Standard Depotenziato”.

Le monete sono convertibili in due stadi (è il principio di base del GOLD EXCHANGE

STANDARD). Non tutte le monete sono convertibili in oro, ora si possono dividere le

“divise chiave” = dei pezzi principali. Le “divise” sono il dollaro e la sterlina, e sono

direttamente convertibili in oro. Per le altre monete si stabilisce una parità ufficiale ma

non sono convertibili direttamente in oro. La lira, lo yen sono convertibili in divise

chiave (dollaro o sterlina).

Il valore della DIVISA NAZIONALE è garantito dalle riserve delle divise chiave

 detenute dalla banca centrale. Nel 1919 gli USA ripristinano la convertibilità

Keynes critica la parità della sterlina rispetto all’oro e ostacola le esportazioni. Nel

1925 viene ripristinata la convertibilità della sterlina in ora, che venne però sospesa

nel 1931. Nel 1933 viene sospesa la convertibilità interna del dollaro in oro.

CRISI DEL SISTEMA GOLDEN EX. STANDARD Quando la Francia chiede la

conversione in monete d’oro delle sterline in suo possesso. Era consentito alle banche

centrali di convertire i loro dollari in oro (successivamente il dollaro fu svalutato).

1944= Conferenza Monetaria internazionale di Bretton Woods. Si vuole costruire un

sistema monetario internazionale. Sistema che entrerà in vigore dopo la fine della

guerra. Questo sistema, chiamato il “Sistema monetario di Bretton Woods” era fondato

su 5 punti:

1) Convertibilità a due stadi

2) Dal 1947: Gold Dollar Standard (radicato solo sul dollaro, non più sterlina).

3) Cambi fissi ma aggiustabili

4) Costituzione di un fondo d’aiuto reciproco: IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

(istituito nel 1944, fornisce aiuto ai paesi che si trovano in difficoltà temporanee sul

mercato dei cambi). Si poteva aderire sottoscrivendo una quota di adesione che

andava versata per ¼ in oro e per ¾ in valuta nazionale. L’ammontare di questa quota

cambiava da paese in paese (legata al valore del PIL di ciascun paese e al peso che

aveva nel mercato internazionale).

5) Banca mondiale.

Le altre monete stabiliscono una parità ufficiale (sono convertibili in dollaro). Margine

di oscillazione dell’1%. 13° Lezione

Il sistema monetario di Bretton Woods. È basato su 5 principi:

1) Convertibilità a due stadi

2) Dal 1947 Gold Dollar Standard

3) Cambi fissi ma aggiustabili

4) Costituzione di un fondo di aiuto reciproco: il Fondo Monetario Internazionale (FMI).

5) La Banca Mondiale. Il suo compito è di concedere dei prestiti a lungo termine ai

paesi emergenti per finanziare i loro progetti di sviluppo. Oggi non esiste più dal !971.

negli anno 60 gli stati uniti avevano conosciuto dei persistenti disavanzi della bilancia

commerciale. Si ha una situazione in cui aumenta di molto la quantità di dollari al di

fuori degli stati uniti mentre diminuiscono le riserve auree interne agli usa

(importazioni maggiori delle esportazione).

IL DOLLAR STANDARD

Il 15 agosto 1971 il presidente americano Richard Nixon dichiara la sospensione

 della convertibilità del dollaro in oro;

Da quel momento la moneta perde ogni legame con l'oro.

 Si passa ad un sistema di cambi flessibili (fluttuanti) che dura tutt'ora. Il cambio

 della moneta viene fissato liberamente dal mercato e varia ogni giorno in funzione

delle condizioni del mercato.

Dollar Standard: il dollaro (non più legato all’oro) ha continuato ad essere la valuta

 utilizzata per il pagamento delle transazioni internazionali e la moneta di riserva

delle banche centrali. Questo sistema sostituisce il sistema di Bretton Woods. Il

dollaro continua a essere la valuta dei pagamenti internazionali e ha continuato

anche ad essere la principale moneta di riserva delle banche centrali.

IL GATT (General Agreement on Tariffs and Trade)

Nasce nel 1946, ha lo scopo di promuovere il commercio internazionale, clausola della

nazione più favorita. Fu introdotta un importante eccezione all’applicazione di

quest’ultima clausola. Fu stabilito che la clausola della nazione più favorita non si

applicava quando un sottoinsieme di paesi aderenti al GATT si accordava per creare o

uno unione doganale o un area di libero scambio.

Il WTO (World Trade Organisation)

Nel 1995 il Gatt viene sostituito dal Wto.

 Sovrintende agli accordi commerciali internazionali, sottoscritti dai paesi aderenti.

 Funge da tribunale arbitrale internazionale per dirimere le vertenze commerciali tra

 i paesi aderenti.

I venticinque anni d'oro (1949-73) o ETA’ DELL ORO

Perché durante questi 25 anni l’economia mondiale è cresciuta così tanto? La prima

delle causa riguarda l’organizzazione delle imprese (2° e 3° punto), ovvero la

tecnologia. Durante l’età dell’oro, l’industria europea si ristruttura. La seconda causa

riguarda le istituzioni (4° e 5° punto); infatti in quasi tutti i paesi europei si creano

delle istituzioni che supportano con efficacia la crescita dell’economia.

Crescita economica senza precedenti: Mai Nella storia dell’economia, la

 crescita economica è cresciuta a tassi così elevati per un periodo così prolungato.

In 25 anni la disponibilità procapite di beni e servizi aumento del 125%. Non fu

uniforme, ma tutti i principali paesi crebbero in modo duraturo ( non ci fu nessuna

recessione). Il paese che crebbe di più fu il Giappone che crebbe ad un tasso medio

annuo di quasi l'8%). L'Europa occidentale aveva un tassi medio annuo del 4%). Gli

USA crebbero al tasso del 2,1%). Il paese europeo che cresce di più durante i

venticinque anni d’oro è la Germania che cresce al tasso del 7% (l’Italia è il

secondo paese europeo). Alla fine dell’età dell’oro la Germania era tornata ad

essere la maggiore economia europea. L’età dell’oro è il periodo nel quale

l’economia italiana registra i tassi di crescita più alti di tutta la sua storia (cresce

del 5% all’anno per 25 anni).

Sul piano tecnologico abbiamo il trasferimento massiccio del modello

 Taylor - Fordista di organizzazione del lavoro dagli USA all'Europa

occidentale:Negli anni 20 ci sono massicci investimenti negli USA per la

costruzione di fabbriche che utilizzano il metodo taylor – fordista per la produzione

di massa (non solo imprese automobilistiche). Sino alla 2° Guerra Mondiale

(inclusa), il taylor-fordismo si diffonde solo negli USA. Questo per il fatto che i

mercati degli altri paesi erano troppo piccoli per assorbire le grandi quantità di beni

prodotte in grande serie dalle catene di montaggio. Dopo la 2° Guerra Mondiali non

si hanno soltanto gli aiuti materiali degli USA a sostegno della ricostruzione

europea, ma si ha anche un massiccio trasferimento di conoscenza dagli USA

all’Europa. Le imprese europee possono conoscere meglio i sistemi organizzativi

delle imprese americane. Nel 1957 viene creato il mercato comune europeo, ossia

6 paesi firmano il Trattato di Roma (Italia, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo e

Germania Ovest). Il mercato comune europeo serviva per giungere alla progressiva

riduzione dei dazi sugli scambi di merci tra questi 6 paesi). Ad esempio l’Italia si

impegnò a diminuire e ad abolire i propri dazi sulle importazioni dai 6 paesi

aderenti. Questa circostanza ebbe l’effetto di creare un grande mercato unico

europeo. Ora quando un’impresa doveva valutare qual’era il mercato potenziale

per i propri prodotti si chiedeva qual’era il mercato potenziale (prima il mercato

potenziale era SOLAMENTE il mercato nazionale, perché era difficile esportare

all’estero). Non c’erano più barriere artificiali, pertanto aumentano anche i volumi

delle vendite attese quando si lancia un nuovo prodotto.

La chimica era il settore più innovativo, e si ha il passaggio dalla carbochimica alla

petrolchimica (chimica dei derivati del petrolio). Ce una forte connessione con

l'industria automobilistica, perché il petrolio è la materia prima dalla ci raffinazione

si ottiene il combustibile per alimentare i veicoli. Dalla lavorazione del petrolio si

ottengono le materie plastiche. Rilevante fu anche l'introduzione del computer,

anche se il suo contributo a questa fase di crescita economica del computer è

molto modesto.

La società dei consumi di massa Si diffonde l’utilizzo da parte delle famiglie di

 molti nuovi beni di consumo durevole che oggi vengono considerati di uso comune

come l’automobile e gli elettrodomestici. Prima degli anni ’50 l’automobile era

considerata un bene di lusso. Con la diffusione di questo bene cambiano le

abitudini delle persone (cambia la gestione del tempo libero, il costume), infatti la

FIAT 500 viene lanciata sul mercato nel 1959. Viene introdotta anche la lavatrice.

Economia mista: si realizzò una riforma del capitalismo che portò all’avvento

 dell’economia mista. La proprietà delle imprese è ancora basata sulla proprietà

privata e sulla iniziativa privata ma nella quale si ha un accresciuto ruolo dello

Stato rispetto a prima. In realtà l’avvento dell’economia mista inizia negli anni ’30

negli USA. Il grande cambiamento rispetto a prima era che siano al New Deal l’idea

era che, almeno in tempo di pace, lo Stato dovesse tenersi ben alla larga

dall’economia (non doveva intervenire nelle vicende economiche). L’idea era che il

mercato e l’iniziativa privata dovessero essere lasciati liberi di funzionare senza

alcuna interferenza. Lo Stato doveva solo limitarsi ad assicurare alcuni servizi

fondamentali (ordine pubblico, difesa nazionale, rispetto della legge). Lo Stato

doveva quindi esercitare un numero limitato di funzioni e quindi doveva costare

poco (prelievo fiscale limitato). Soprattutto l’idea era quella che lo Stato dovesse

comportarsi come un buon padre di famiglia, cioè che non potesse spendere più di

quanto guadagnasse. L’obiettivo della politica economica doveva essere il pareggio

del bilancio. L’IDEA ERA CHE LA POLITICA E L’ECONOMIA FOSSERE DUE SFERE

DISTINTE E SEPARATE. Questo orientamento cambia sotto gli studi di Keynes, che

pubblica nel 1936 “Teoria generale dell’impiego e dell’interesse della moneta”, che

spiega una visione differente dell’economia e suggerisce un approccio diverso alla

politica economica. Prima di Keynes, l’idea era che il mercato se lasciato funzionare

senza interferenze portava alla piena occupazione. Keynes dimostra invece che in

determinate circostanze il mercato può portare anche a equilibri di

sottoccupazione. Negli anni ’30, in seguito alla crisi, c’erano da un lato molti

impianti produttivi sottoutilizzati che producevano al di sotto della loro capacità.

Keynes diceva che il collante per attivare le fabbriche e i lavoratori è LA DOMANDA

(che in quel periodo non era sufficiente). Pertanto, la creazione di questa domanda

deve essere un obiettivo della politica economica per perseguire la ripresa

economica. L’idea è che lo Stato può utilizzare lo strumento della spesa pubblica

per aumentare la domanda aggregata di tutta l’economia. Il perseguimento del

pareggio del bilancio può essere una cosa dannosa, e quando si fabbriche chiuse e

un esercito di disoccupati, continuare a perseguire il pareggio del bilancio è molto

dannoso. È molto più sensato aumentare la spesa pubblica e utilizzare lo strumento

del DEFICIT per far aumentare la domanda. Lo strumento fu l’utilizzo della spesa

pubblica in disavanzo per promuovere la realizzazione di opere pubbliche

(programmi federali del New Deal, attraverso i quali lo Stato apriva dei cantieri nei

quali venivano assunti i disoccupati). In tal modo veniva rilanciata la domanda di

tutta l’economia. Quindi con il DEFICIT si può rilanciare la domanda. Lo Stato svolge

quindi un ruolo attivo di politica economica, utilizza lo strumento di disavanzo di

bilancio per governare e stabilizzare la domanda aggregata. Queste politiche

vengono adottate, nell’età dell’oro, dai paesi europei.

La politica dei redditi: Accanto all’utilizzo della spesa pubblica in disavanzo si

 afferma nei paesi dell’Europa centro-settentrionale la pratica della politica dei

redditi. Era una sorta di patto sociale, era la pratica della stipulazione di un accordo

tra i tre principali attori dell’economia. Era un accordo tra il Governo, imprenditori e

i sindacati. I sindacati erano molto forti e si impegnavano a non usare la loro forza

per chiedere degli aumenti salariali eccessivi, ossia accettavano il principio della

moderazione salariale con cui l’aumento era collegato al risultato d’impresa. In

questo modo i sindacati accettavano di non intaccare i profitti delle imprese. Gli

imprenditori a loro volta si impegnano ad investire questi profitti per la creazione di

nuove fabbriche e per fare nuovi investimenti che consentano di creare nuovi posti

di lavoro. Il Governo infine, ottiene che i sindacati e gli imprenditori vanno

d’accordo e ne consegue che il conflitto sociale è basso (pochi scioperi). In più

l’economia cresce molto e i politici possono aumentare la base imponibile per le

entrate fiscali. Il Governo si impegna a utilizzare queste accresciute entrate fiscali

per creare un ampia e diffusa rete di servizi sociali (STATO SOCIALE MODERNO).

14° lezione

L’economia internazionale 1973 – 2008

Dopo il 1973 si ha un rallentamento della crescita economica. Questo fatto

 non è di facile spiegazione (nessuno è in grado di dire perché è successo questo). È

un periodo di grande rivoluzione tecnologica un po’ in tutte le sfere della vita

umana. Siamo di fronte ad una nuova grande rivoluzione tecnologica, anche se i

tassi di crescita sono diminuiti. Dopo la Golden Age sono tornate a comparire le

recessioni (che furono 5: 1974, 1981, 1992, 2001 e nel 2008).

Un altro fatto da tenere presente fu l’inflazione che ha fatto seguito alla fine

 dell’età dell’oro. Un elemento molto importante dell’età dell’oro è stato che la

crescita molto forte di quegli anni ha avuto luogo in un periodo di bassa inflazione.

Tra le cause che resero possibile coniugare una crescita molto alta con un inflazione

molto bassa ci furono vari elementi ( tra cui politica dei redditi, l’esistenza del

sistema monetario di Bretton Woods e il basso prezzo delle materie prime).

All’inizio degli anni ’70 alcuni di questi fattori vennero a meno. Nel 1971 gli Stati

Uniti sospesero la convertibilità del dollaro in oro (crollò il sistema di Bretton

Woods) e venne a meno anche il basso prezzo delle materie prima (petrolio). Gli

anni ’70 furono gli anni dei due shock petroliferi, ovvero due forti impennate del

prezzo del petrolio che si verificarono nel 1973 e nel 1979. Il primo di questi shock

petroliferi ebbe luogo perché i paesi arabi produttori di petrolio avevano deciso di

punire l’Occidente per l’appoggio dato a Israele nella guerra arabo – israeliana

(Israele contro Egitto e Siria). Nel ‘79 si ebbe il secondo shock con la rivoluzione

iraniana, che portò alla caduta dell’imperatore iraniano fortemente alleato degli

USA. Si insediò un nuovo regime islamico che decise di ridurre le proprie vendite di

petrolio all’occidente.

Gli anni ’80 videro una progressiva diminuzione dell’inflazione un po’ in tutto il

mondo e negli anni più recenti si registrano un ‘ in tutto il mondo tassi di inflazione

più bassi rispetto agli anni della Golden Age.I tassi di inflazione così bassi è una

delle conseguenze della globalizzazione attuale, ovvero il fatto che ora è possibile

de localizzare nei paesi a bassi salari tutta una serie di produzioni (Cina, Romania,

Albania, Vietnam, Turchia, Messico). Prima questo non era possibile, e le produzioni

venivano effettuate nei paesi sviluppate. I costi di produzione di questi beni e

servizio sono molto più bassi di quello che sarebbero se queste attività venissero

svolte in occidente.

Rallentamento del tasso di crescita della produttività nell’industria

 manifatturiera.

Aumento della disoccupazione. Durante la Golden Age i tassi di disoccupazione

 erano molto bassi, poi a partire dagli anni ’70 incominciano a crescere. Gli anni ’70

sono il periodo nel quale ci furono allo stesso tempo una inflazione elevata ed una

disoccupazione elevata ( STAGFLAZIONE, ovvero inflazione che porta con se un

elevata disoccupazione). La stagflazione fu un colpo molto duro per le politiche

keynesiane. Prima degli anni ’70 si era osservata una relazione inversa tra il tasso

di disoccupazione e il tasso di inflazione, mentre ora erano legati (ora sono

entrambi alti). Questa situazione metteva i governi nella condizione di scegliere tra

una disoccupazione più bassa in presenza di un inflazione più alta o viceversa.

Questa scelta avveniva con lo strumento della spesa pubblica in disavanzo. Ora

negli anni ’70 questa relazione inversa viene a meno a causa della stagflazione, e

la manovra della spesa pubblica non riesce più ad influenzare la combinazione di

inflazione – disoccupazione. Capitava che l’inflazione restava alta pur in presenza di

disoccupazione elevata.

Crisi dei bilanci statali. Gli anni ’70 vedono un po’ in tutto il mondo un forte

 aumento dei disavanzi pubblici. Crescendo meno l’economia, cresce meno anche la

base imponibile del prelievo fiscale. Aumentano le spese per i programmi sociali

dello Stato, e i servizi pubblici vengono finanziati con l’aumento delle aliquote

fiscali. Ciò finisce per essere oggetto di critiche sempre più serrate. Vennero

favorite le privatizzazioni, l’idea era che lo Stato dovesse alienare le imprese

industriali e commerciali di cui era in possesso. Un po’ in tutti i paesi furono attuati

programmi di privatizzazione delle imprese pubbliche.

Dal Keynesismo al neo – liberismo.

Dagli anni ’30 agli anni ’70 i keynesiani furono la scuola di pensiero dominante tra gli

economisti. A partire dagli anni ’80 si afferma il Neoliberismo, che torna ad essere la

scuola di pensiero dominante tra gli economisti, mentre ormai nessun economista è

più keynesiano. Ci sono importanti differenze IDEOLOGICHE fra le due scuole:

I neoliberisti sono contrari per principio all’intervento dello Stato nell’economia in

quanto è ritenuto lesivo della libertà individuale. Dall’altro lato i keynesiani si

oppongono al liberismo economico in quanto lo ritengono espressione dell’egoismo

sociale e una negazione della giustizia sociale.

Da queste differenze economiche seguono altre differenze:

I Keynesiani prevedono alti salari, pieno impiego e lo stato assistenziale, sostengono

la domanda aggregata che alimenta la crescita economica. Fallimento del mercato.

Secondo i keynesiani l’andamento dell’economia dipende dall’andamento della

domanda e pertanto per loro i governi devono intervenire sulle variabili che

influenzano l’economia dal lato della domanda.

Per i neoliberisti la domanda non è un problema. L’idea di fondo, per loro, è che

l’offerta genera sempre la domanda in grado di assorbirla. Per loro la domanda non è

un problema e lo Stato deve effettuare una politica economica dal lato dell’offerta,

ossa deve intervenire su quelle variabili che influenzano l’andamento dell’economia

dal lato dell’offerta. Queste variabili sono

1) La concorrenza (lo Stato deve definire un sistema di regole che assicuri il buon

funzionamento dei mercati) cioè il buon funzionamento dei mercati e l’eliminazione

degli ostacoli alla concorrenza.

2)Liberalizzazione dei mercati

3) Riduzione della pressione fiscale, soprattutto sui ricchi

4) Riduzione della spesa pubblica, soprattutto per il welfare

5) Privatizzazione

La Globalizzazione

Si dice che in questi ultimi anni si è creata un’economia globale (diverso da economia

MONDIALE).

Da cosa deriva l’economia globale?

- PROFONDA RISTRUTTURAZIONE DELLE IMPRESE: L’economia mondiale

esisteva già a partire dalla scoperta dell’America, ossia già da molti secoli fa era

stato possibile organizzare il commercio in maniera trans-nazionale (triangolo

commerciale, ad esempio). Con la globalizzazione è possibile organizzare non solo

il commercio, ma anche la produzione in maniera trans-nazionale. È una novità

recente degli ultimi 20-30 anni. Anche prima esistevano delle imprese

multinazionali che nascono verso la fine dell’800 (sono imprese che hanno proprie

fabbriche in almeno due paesi diversi). Negli anni ’20 la Ford per aprire la sua

fabbrica in Inghilterra dovette produrre in Inghilterra TUTTI i componenti delle

automobili fabbricate in Inghilterra. Ora invece la grande novità è chiamata

FRAMMENTAZIONE DELLA CATENA DEL VALORE. Ora è possibile produrre

automobili in una maniera molto diversa da come la Ford faceva negli anni ’20. Ora

è possibile produrre automobile decentrando la produzione di motori in un paese A,

quella di ingranaggi in un paese B, quella dei pneumatici in un paese C, quella dei

cruscotti in un paese D e infine fare convergere tutti questi componenti in un

impianto si assemblaggio in un ulteriore paese E. Questa modalità organizzativa si

chiama frammentazione della catena del valore, e questo si chiama produzione

TRANS-NAZIONALE. La produzione non è più vincolata ad essere organizzata

all’interno dei confini di un singolo paese.

- Quest’ultimo passaggio è stato reso possibile dall’impiego delle nuove

tecnologie basate sul computer (informazione e comunicazione). Infatti sono

queste tecnologie che consentono di controllare dal quartier generale dell’impresa

in tempo reale e in ogni momento l’andamento della produzione in tanti

stabilimenti situati in tanti paesi diversi.

- Le politiche economiche sostenute dai paesi occidentali e dalle istituzioni

economiche internazionali (FMI, Banca Mondiale, WTO). L’integrazione dei

mercati ha avuto come precondizione la scomparsa dell’Unione Sovietica e degli

altri paesi socialisti (quindi la fine della divisione del mondo in due blocchi

contrapposti, ovvero la fine della GUERRA FREDDA). La contrapposizione tra i paesi

occidentali e il blocco sovietico era una contrapposizione tra due sistemi socio-

economici differenti. Dal punto di vista economico i paesi socialisti e i paesi

occidentali rappresentavano due aree economiche fra loro scarsamente integrate.

Quindi dopo il crollo dell’Unione Sovietica anche gli altri paesi socialisti si integrano

nel sistema economico dei paesi capitalisti.

15° Lezione

Il ruolo delle istituzioni economiche internazionali

I maggiori governi e le istituzioni economiche internazionali spingono verso una

omogeneizzazione delle politiche economiche dei vari paesi del mondo. L’idea era che

tutti i paesi del mondo devono seguire le stesse politiche economiche e aprire la loro

economia alle relazioni economiche con gli altri paesi. Questo insieme di politiche

economiche ha preso il nome di “Washington Consensus”, che è un insieme di

politiche economiche che miravano a rendere i mercati più efficienti attraverso:

Privatizzazione

 Liberalizzazione. Keynes divideva i movimenti di capitali in movimenti a lungo

 termine e a breve termine. Quelli a lungo termine erano intesi come gli

investimenti in impianti produttivi (cosa molto buona per l’economia), mentre quelli

a breve termine erano le speculazioni in valuta, che NON portavano un contributo

alla crescita economica.

Politiche fiscali ortodosse (per evitare l’inflazione). Servono a ridurre le spese

 pubbliche e richiedono il pareggio di bilancio

Deregolamentazione dei mercati

In più l’idea era di unificare tutte le economie attraverso il libero scambio

coinvolgendo tutti i paesi (anche se paesi come Bolivia e Russia avevano economie

completamente diverse). I paesi in via di sviluppo avevano bisogno di aiuti, che

vengono elargiti solamente dopo l’adozione di queste politiche.

Storia del computer (2°/3° Rivoluzione industriale).

Il primo computer elettronico venne inventato negli USA da John Atanasoff. Era

chiamato ABC (Atanasoff – Berry Computer, Berry era un suo studente). Questo

computer possedeva 1500 bit di memoria e risolveva sistemi di 29 equazioni.

Nel 1943, in Inghilterra, venne inventato il Colossus da Alan Turing. Questo computer

aveva finalità militari; serviva a decifrare i codici utilizzati dai nazisti durante la II

Guerra Mondiale. Fu svelato soltanto negli anni ’60. Successivamente, nel 1946 venne

inventato l’ENIAC, proprio durante l’inizio delle 2° Guerra Mondiale. Anch’esso aveva

finalità militari e in particolare doveva calcolare le traiettorie balistiche delle flotte

aeree. L’EDVAC aveva anche numerosi difetti tra cui una memoria troppo limitata (solo

20 numeri), troppe valvole che si bruciavano spesso e per sostituirle bisognava

spegnere la macchina per molto tempo, e non aveva un programma modificabile.

Negli anni successivi si trovò una soluzione ai numerosi problemi che presentava

l’ENIAC, attraverso l’invenzione dell’ENIAC (un software). Venne inventato da John Von

Neumann nel 1945 ma venne completato solamente nel 1952. Questo software

portava con se numerosi aggiornamenti, tra cui una memoria elettronica, un unità di

controllo (processore) e un’unità di calcolo.

Nel 1951 venne costruito l’UNIVAC 1, che venne utilizzato per calcolare i dati del

censimento americano.

Nel 1952 venne introdotto l’IBM 701 che costava 800.000 dollari e vennero prodotti

solo 19 esemplari, e l’IBM 650 che costava 200.000 dollari e vennero venduti 2000

esemplari attraverso una precisa strategia di marketing che prevedeva la vendita di

questi computer alle università a prezzo scontato.

Nel 1961 venne introdotto il “COMPATIBLE TIME SHARING SYSTEM”, attraverso il quale

un computer detto MAINFRAME era collegato ai vari terminali in diversi uffici. Era

possibile l’accesso remoto ad un computer host tramite un video terminale.

16° Lezione

Storia del computer – Le tappe successive

Straordinari progressi nelle tecniche di miniaturizzazione dei circuiti elettronici che ha

consentito di costruire computer più piccoli e più potenti. Ciò ha consentito di allargare

enormemente il campo di applicazione dei computer e dell’elettronica sino a

coinvolgere ogni aspetto della vita non solo economica ma anche civile. Le tappe

principali nella miniaturizzazione sono state:

Nel 1947 William Shockley (dei laboratori Bell della A&T) inventò il tansistor. Per

 questa scoperta ottenne il premio Nobel per la fisica.

Nel 1956 la Univac presentò il primo computer con i circuiti fatti utilizzando il

 transistor

Tra il 1958 ed il 1959 Jack Kilby e Robert Noyce inventarono il circuito integrato

 (detto chip). Venne inventato più o meno contemporaneamente da due ricercatori

che lavoravano indipendentemente l’uno dall’altro. Questa innovazione consisteva

nell’incidere un gran numero di transistor e di altri componenti miniaturizzati su

una piastrina di materiale semiconduttore. Ora era possibile incidere centinaia e

migliaia di componenti dei circuiti elettronici su piastrine di materiale

semiconduttore di dimensione ridottissima. Questa invenzione fu così importante


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alby.cento di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Rinaldi Alberto.

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